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La musica è stata una delle maggiori protagoniste del programma degli eventi natalizi di Lanciano. Il termine natale, con cui si ricorda la nascita di Gesù, ha la stessa radice di natura e rappresenta una celebrazione della vita che la musica è capace di onorare nel migliore dei modi. Lo fa con generi diversi che pongono continuamente chi ascolta in una dimensione di ricerca e di conoscenza, partendo dalle proprie emozioni. Il ruolo della prima donna è stata affidata alla lirica, proposta nel corso di vari appuntamenti. Il primo è stato riservato a La Bohème di Giacomo Puccini, su libretto di G. Giacosa e L. Illica, a cura di Sintonie e dell’Opera World di Torino, in collaborazione con varie Associazioni culturali e scuole del territorio frentano. Il maestro concertatore è stato Fabio D’Orazio. Tre serate al Fedele Fenaroli dedicate ad uno spettacolo capace di stupire e coinvolgere il pubblico con il suo carattere fantasioso e innovativo, che ha trasgredito gli schemi classici in cui solitamente quest’opera viene rappresentata. Gli spettatori ne hanno apprezzato l’originalità con diversi applausi a scena aperta. La storia d’amore tra la giovane ricamatrice Mimì e il poeta  Rodolfo nella Parigi ottocentesca dei bohémien, racconta della giovinezza che è la stagione degli entusiasmi, delle passioni, dei sogni, delle speranze e dell’innocenza, a cui è destinata una fine che, inevitabilmente, traccia una linea d’ombra tra i giorni lieti e quelli ancora da venire. Tra i cantanti si sono particolarmente distinti Adriana Iozzia, Raffaele Abete e Emilio Marcucci, originario di Fossacesia. Alcuni brani de La Bohème, insieme ad altri tratti dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, sono stati proposti anche dall’Associazione Amici Della Lirica, in occasione dello spettacolo “Selezione Scene d’Opera” svoltosi nella sala dell’ex Casa di Conversazione, a cui hanno partecipato molti appassionati dell’opera. Il Rigoletto, su libretto di Francesco Maria Piave e Victor Hugo, è ambientato nell’ottocento e racconta il dramma di un giullare deforme che vede sua figlia Gilda sedotta e abbandonata dal duca di Mantova, un libertino senza scrupoli, che lui intrattiene nella sua corte vestendo i panni di buffone. La ragazza, purtroppo, s’innamora del duca e sceglie di sacrificare la sua vita per salvare quella di lui, minacciata da suo padre, e quella di suo padre minacciata da un’amante del duca. Gilda è una giovane donna ingenua come una preda, attratta da un uomo predatore che rivela gli aspetti culturali minacciosi e brutali della società ottocentesca, in cui si evidenzia il senso di possesso dell’uomo sulla donna. In questo scenario, la sua scelta di farsi uccidere al posto del duca o di suo padre, appare come un bisogno inconscio di espiare un senso di colpa. Tra gli interpreti, ricordiamo Saverio Carinci, Denise Carozza e Nicola Bellini, diretti dal M° Nicola Calabrese. Sempre all’ex Casa di Conversazione si è svolto il Rendering Flaneur “I viaggi di Argia”, un concerto di musica da camera con la soprano Lisa La Pietra e la chitarrista Caterina Serpilli. Il programma ha spaziato dalla musica barocca, con brani di G.F. Haendel e F. Schubert, a quella contemporanea di C. Barberian e G. Cosmi che hanno rotto gli schemi della musica tradizionale, proponendo un nuovo linguaggio musicale come in “Stripsody”, per voce sola di C. Barberian, in cui i suoni onomatopeici sono stati scritti su un pentagramma, a differenza di come facevano scrittori come A. Palazzeschi in alcune loro poesie. Lisa La Pietra è una giovane artista molto apprezzata, originaria di Lanciano, che vanta una formazione di alto livello. Da sempre interessata alla ricerca fra musica ed architettura, come rapporto tra voce e spazio, è curatrice del progetto di ricerca “Abitare la musica. Cantare l’architettura”. Un’altra pregevole iniziativa ha riguardato l’esecuzione di brani dell’epoca barocca e classica, insieme a musiche natalizie appartenenti alla tradizione americana, ad opera del Trio Laeti Musici nel Concerto di Natale nella Chiesa di S. Maria Maggiore, promossa dall’Associazione Italiana Amici Del Presepio. Il trio è costituito dalla soprano Carla Sozio e dai musicisti Nicola Di Florio e Giovanni Sabella. Il programma ha previsto l’esecuzione di brani come ‘Largo’ da L’Inverno di Vivaldi e ‘L’Ombra mai fu’ di F. Haendel, resi con una sonorità inconsueta grazie allo strumento della Ciaramella. Altri pezzi tipici sono stati eseguiti anche con la zampogna. Un ritorno graditissimo è stato quello del tradizionale grande gospel di Santo Stefano, proposto dall’Estate Musicale Frentana al Fenaroli, che ha registrato il tutto esaurito. Cedric Shannon Rives and Brothers in Gospel hanno saputo sorprendere in maniera accattivante ed ironica gli spettatori presenti in sala, invitandoli a cantare e a ballare al ritmo di melodie gioiose ed energetiche. Cedric Shannon Rives è un artista americano particolarmente versatile, dalle straordinarie doti vocali oltre che umane, il cui talento è riconosciuto a livello internazionale nel mondo del gospel, termine che significa “parola di Dio” e i cui testi si ispirano alla Bibbia. Originatosi da 2 generi musicali nati da inni corali cristiani-metodisti degli afroamericani, ispirati agli antichi canti degli schiavi d’America, il gospel si è raffinato nel corso del tempo, arricchendosi di basi ritmiche del blues e del rhythm and blues. Il gran finale se lo è aggiudicato il Concerto di Capodanno ‘Sogno d’Amore’, a cura dell’Associazione “Amici della Musica” Fedele Fenaroli, proposto nell’ambito del programma dell’Estate Musicale Frentana. Due appuntamenti in un’unica serata al teatro Fenaroli con l’Orchestra Sinfonica Internazionale Giovanile, che ha riscosso un grande successo di pubblico. Brani di G. Bizet, J. Sibelius, A. Ponchielli e J. Strauss II, presentati dalla musicista Angela Giancristofaro ed eseguiti da un’orchestra di giovani talenti diretti dal M° Pier Carlo Orizio, considerato uno dei direttori d’orchestra di punta della nuova generazione, che ha lavorato con le più importanti orchestre europee. Una serata di festa, particolarmente emozionante, con cui ci si augura di poter proseguire il lungo cammino della tradizione musicale lancianese, famosa nel mondo. (Irene Giancristofaro)