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LANCIANO - Cosa fanno i bambini a Lanciano? La città offre spazi adeguati, appuntamenti, e propone in maniera gratuita opportunità di svago anche per i bambini le cui famiglie non possono permettersi una ludoteca o un laboratorio creativo che tanto vanno di moda? Di strutture private che promettono mondi fatati, che organizzano feste per ogni gusto ne sorgono ogni giorno. Slogan accattivanti e immagini della Disney, a molti neo genitori che ovviamente possono permetterselo, danno l’impressione che portare il figlio a saltare come un ossesso su un gonfiabile o a rimanere incastrato in una vasca di palline, sia un bel modo per far trascorrere al figlioletto il proprio tempo. In molti, invece, credono che i bambini debbano inventarsi il proprio svago, fare i bambini, annoiarsi anche quando è il caso. Spetterenne a loro decidere con chi e come giocare, senza chi invece dall’alto si limita a riempire un bambino di mollette per i panni, invitando tutti gli altri a liberarlo…fantasia dei piccoli annientata e pomeriggio trascorso al chiuso, con le mamme però contente, perché il piccino non ha preso freddo.

Al di là delle tante considerazioni che si possono fare di cosa significhi l’infanzia negli ultimi anni, e al di là del pensiero di ognuno di noi, quel che è certo è che a Lanciano i bambini se non pagano non giocano, non fanno sport e soprattutto non possono giocare all’aria aperta.

Lo stato dei parchi giochi pubblici è sotto la nostra lente di ingrandimento da anni. Una città di 35mila abitanti con un parco con due altalene sgangherate, il più delle volte chiuso per il fango, che nonostante tappeti di ultima generazione lo rendono una laguna dopo due gocce di pioggia. Posizionati su una strada con scarsa illuminazione, con la Villa di fronte e  le auto che passano a folle velocità: il pericolo è costante, tanto che non a caso, tempo fa, il Comune aveva messo un dipendente a monitorare la situazione. Attività ludico ricreative accessibili a tutti? Aiuto scolastico? Supporto per le mamme che lavorano? Incontri pubblici con i genitori che spiegano cosa sarebbe meglio per i propri figli? Ecco tante sono le domande in un deserto di cultura per la prima infanzia che a dir la verità in campagna elettorale era stato rilevato da tutti i contendenti, ma che a oggi non vede ancora nessuna e soluzione.

In estrema sintesi la situazione è questa: zero proposte, mercato privato in ascesa, con davvero pochi professionisti che propongono cose giuste, bambini rimbalzati da una attività scolastica all’altra, mentre in un batter d’occhio diventano adolescenti annoiati che in un pomeriggio annoiato vandalizzano la Pista e un Comune che non è in grado di proporre una politica per l’infanzia seria e concreta e che chieda ai genitori, o ai piccoli stessi, cosa sarebbe meglio per loro. (C.Lab)