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Una associazione, quella di Viale Cappuccini, per prima cosa apartitica, l’intento non è solo quello di dire no alla paventata pista ciclabile, ma è quello di dialogare, “mettersi al servizio della collettività”, è stato detto ieri mattina in conferenza stampa, per capire quali siano le priorità da perseguire. "Tutti crediamo in un mondo più pulito, più sicuro dove si possano mandare i bambini a scuola da soli, ma di certo non è questa la via da perseguire, viabilità alternativa si ma con la priorità ai cittadini e nello specifico, alle esigenze dei  residenti del quartiere.

8500 abitanti, molti dei quali nati e cresciuti in un quartiere, che negli anni è diventato una arteria principale di accesso alla città. Lo stadio, la banca le scuole, due cliniche private. 70 linee di autobus urbani ed extra urbani che ogni giorni vi transitano e un progetto, per ora solo su carta, che andrebbe a trasformare la carreggiata, da doppio senso a senso unico con una pista ciclabile, fra l’altro in salita che poi in fin dei conti non porta da nessuna parte. La neonata associazione che porta il nome del quartiere dice no a quella soluzione di pista ciclabile, ma dice si ad un progetto di mobilità alternativa che sappia tener presente le esigenze dei cittadini, che già hanno espresso la loro contrarietà accogliendo l’invito ad una raccolta firma che ad oggi ha avuto oltre 2000 firme ( a via del Mare ne raccolsero tante).

Un incontro informale ci sarebbe già stato nei giorni scorsi, raccontano il presidente Armando Palmieri insieme con Giacomo Bona, Alessandro Falconio e Franco Di Bucchianico, una chiacchierata molto positiva, nei locali dell’ex convento di San Bartolomeo,  con il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu e il capogruppo del Pd Angelo Laccisaglia. Si cercherà di dialogare, ci hanno rassicurato.

Una città di certo smart e green ma con criterio è lo scopo di tutti ha sottolineato Alessandro Falconio, e Giacomo Bona, ingegnere e tecnico, ha ribadito come il progetto presentato nel Pgtu davvero è incompatibile con la zona in oggetto. Fra i firmatari della petizione anche residenti di via del mare, che erano presenti in conferenza stampa, e che ancora una volta criticano la pista ciclabile della loro zona e, ad un anno di distanza, ribadiscono quanto la  qualità della vita si sia complicata: “ per tornare a casa sono costretto ad un chilometro in più e la qualità dell’aria è notevolmente peggiorata. Le code che si creano e le auto ferme a motori accesi di certo non produco aria pulita!” (C.Lab.)