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Poco più di un anno fa, durante le feste di settembre di Lanciano, un ragazzo di 20 anni subiva un’aggressione squadrista e immotivata da parte di cinque militanti di un’organizzazione di estrema destra, che gli procurarono un trauma cranico con una prognosi di 10 giorni, oltre svariate lesioni ed ecchimosi al volto.


Noi di Zona Ventidue e Laboratorio Sociale Largo Tappia, si legge nel comunicato stampa,  ci eravamo subito proposti di affiancare il ragazzo, curandoci di portare l’accaduto all'attenzione dell’opinione pubblica e delle testate giornalistiche e offrendo tutta l’assistenza legale a lui necessaria, anche memori di altri e simili casi di aggressione a danno di altri cittadini, che purtroppo non hanno avuto le forze o gli strumenti per affrontare le violenze subite.

La notizia ha così circolato per giorni sui principali social network, sulla stampa locale e su quella nazionale. L’organizzazione neo-fascista, continuano i giovani di Zona 22 e Largo Tappia,  ha sempre e da subito negato totalmente l’accaduto denunciato, parlando pubblicamente di “antifascisti che ricominciano a farneticare” e di “attacchi meschini e infamanti” nei loro confronti.

Ma gli elementi di prova raccolti dalla Procura hanno ricostruito l'accaduto, aderendo perfettamente al racconto della persona offesa, aggiungendo anzi ulteriori elementi. Per questo motivo, a distanza di un anno da quella denuncia, gli aggressori hanno risarcito l’aggredito per i danni a lui causati.

Nella nota stampa si annuncia anche che di comune accordo con la vittima dell'aggressione squadrista, si è  deciso di donare parte del risarcimento alla ONG Mediterranea Saving Humans, impegnata in attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione dei migranti che attraversano il Mediterraneo, concorrendo attivamente al salvataggio di vite umane in mare.

Il progetto sarà presentato il prossimo 9 novembre  alla presenza degli attivisti della ONG