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Ortona – Si è parlato di Zes (zone economiche speciali), al primo di una serie di seminari su temi di interesse didattico, organizzati dall’Its Mo.St. (Mobilità sostenibile nel trasporto merci e persone) di Ortona per i 20 studenti e i 4 uditori del primo corso. In qualità di relatore è intervenuto Maurizio Di Nicola, consigliere delegato ai Trasporti della Regione Abruzzo.

“Abbiamo scelto un tema che ben si sposa con la mission dell’Its Mo.St – spiega Alfonso Di Fonzo, presidente della Fondazione – la nostra sede è a Ortona perché crediamo che la sua realtà portuale potrà dare impulso al settore e perché da questa città nasce la Via Verde, foriera di una serie di opportunità da cogliere dal punto di vista formativo in quanto a mobilità sostenibile”.

“Il porto di Ortona è una ricchezza per tutto l’Abruzzo – ha detto Di Nicola agli studenti presenti in aula – una cerniera tra nord e sud Italia dal punto di vista della logistica potenziale”. La sfida è riuscire a realizzare il corridoio Ovest-Est Europa attraverso il medio Adriatico, collegando Spagna, Portogallo e Francia del sud ai porti di Abruzzesi e croati, quindi, arrivare ai Balcani e ad attrarre il mercato Eurasia. “È un’opportunità che stiamo coltivando da anni come Regione Abruzzo, per l’integrazione delle infrastrutture logistiche regionali alle reti TenT, e le Zes – spiega il consigliere regionale delegato ai Trasporti – si sposano perfettamente come opportunità per il Mezzogiorno di regimi fiscali e di semplificazione amministrativa. I giovani – conclude Di Nicola - sono gli attori futuri di queste reti che oggi proviamo a mettere in piedi”.

È in questo contesto che l’Its Mo.St. si pone come interlocutore fondamentale per le nuove figure professionali. “Le Zes sono una grande opportunità non solo dal punto di vista industriale e produttivo ma anche dal punto di vista occupazionale - spiega Emanuela Di Luca, direttrice della scuola di specializzazione -. Alle istituzioni l’Its Mo.St. chiede di immaginare un piano di sviluppo strategico per la logistica a supporto e completamento del piano ZES che possa accogliere le nuove figure professionali che la scuola sta formando nella logistica portuale, nello specifico, e nella logistica di terra”. La proposta della Fondazione, quindi, “è quella di istituire uno strumento che sia in grado di riconoscere questi nuovi tecnici, capaci di gestire le nuove realtà logistiche portuali e non, nell’ambito delle aree industriali individuate nelle Zes”.

Il prossimo appuntamento con le attività seminariali è programmato per martedì 18 dicembre, con testimonial della distribuzione 4.0 di Leroy Merlin.

 

In occasione della celebrazione dei 20 anni di attività di HUMANA in Italia, EcoLan  pr ricebere il Premio Speciale 20 annidi HUMANA per il costante impegno verso gli scopi ambientali e sociali della raccolta degli abiti usati gestita da HUMANA.

La solidarietà e l’attenzione al riutilizzo e al riciclo risultano sempre le leve di un gesto, come la donazione dell’abito, semplice ma foriero di ampi risultati. E' questo lo spirito che muove l'organizzazione Humana e che la Ecolan e il comune di Fossacesia, che si è distinto in tal senso, hanno accolto in pieno. Premiazione questa mattina in piazza Fantini alla presenza del presidente Massimo Ranieri e dei bambini della scuola primaria del paese.

In questi anni si sono ottenuti risultati importanti a favore delle persone più povere nel Sud del mondo ma anche di chi in Italia si trova in stato di difficoltà.

HUMANA People to People Day, evento internazionale giunto alla sua IX edizione, sensibilizza i cittadini sul ruolo che ciascuno di noi può avere nell’affrontare le sfide dei cambiamenti climatici in atto. In occasione del suo 20° anniversario, HUMANA Italia ha scelto di assegnare dei riconoscimenti speciali a enti pubblici o privati che in questi 20 anni sono stati al nostro fianco nell’attività di raccolta abiti e di sensibilizzazione.

HUMANA Eco-Solidarity Award è il premio che HUMANA conferisce agli enti pubblici e alle aziende con cui collabora per la raccolta degli abiti usati.

La denominazione inglese vuole comunicare l’internazionalità del premio. Il nome Eco-Solidarity pone l’accento sulla valenza ambientale e sociale della raccolta dei vestiti usati.

Il premio è assegnato alle amministrazioni e alle aziende che hanno raggiunto i migliori risultati in termini di: quantità assoluta di vestiti donati in un anno rapporto tra chili e abitanti.

Intervista a Giovanna del Conte responsabile Humana

Scatta in autostrada l’attività di controllo sul trasporto degli animali vivi, finalizzata alla verifica di aspetti di tipo igienico-sanitario. I primi accertamenti sono stati compiuti nei giorni scorsi congiuntamente da parte di veterinari del Servizio Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche della Asl Lanciano Vasto Chieti e della sezione di Chieti della Polizia stradale, nel rispetto del piano operativo concordato dal direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl, Giuseppe Torzi, e dal dirigente della Polstrada Fabio Polichetti.

Ai controlli hanno preso parte gli agenti e sei veterinari, coordinati da Antonio Di Luca e Massimo Genovesi, che hanno ispezionato diversi automezzi, in transito sulla A14, utilizzati per il trasporto nazionale e internazionale di equidi, suini e avicoli da macello. In particolare le verifiche sanitarie hanno riguardato l'idoneità degli animali al trasporto (intesa come assenza di condizioni patologiche che ne avrebbero pregiudicato la trasportabilità), i requisiti dei mezzi, le pratiche di trasporto, la documentazione sanitaria di scorta. In un solo caso sono state riscontrate inadempienze ai sensi del Regolamento comunitario sulla protezione degli animali durante il trasporto, non riferite comunque al benessere e allo stato di salute dei capi a bordo. Le verifiche proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Le operazioni sul campo sono state precedute da incontri formativi rivolti al personale della Polizia stradale, a cura dei veterinari Antonio Di Luca e Flavia Pagano, i quali hanno illustrato i contenuti della normativa in materia. La protezione degli animali durante il trasporto, infatti, è un argomento particolarmente sentito in ambito europeo per i suoi risvolti etico-morali e igienico-sanitari: il riconoscimento nell'ordinamento comunitario dell'animale quale "essere senziente" e le evidenze scientifiche sulla stretta correlazione tra modalità di trasporto del bestiame e qualità igienico-sanitaria dei prodotti alimentari da essi ottenuti, hanno indotto il legislatore comunitario a disciplinare l'intera materia mediante ripetuti provvedimenti normativi, in linea con gli sviluppi scientifici e tecnologici di settore. Per dare concreta ed efficace attuazione all'attività di controllo su scala nazionale, il Ministero della Salute e il Ministero dell'Interno hanno sottoscritto un protocollo operativo che vede in prima linea l'impegno dei Servizi veterinari delle Asl e i reparti della Polizia stradale.

Sanzioni per 150 mila euro perché i ristoranti sui i Trabocchi  hanno superato del 300% il limite massimo stabilito dalla legge.

Nei guai sono finiti 4 gestori di altrettante attività di ristorazione in una indagine che la Procura di Lanciano ha portato avanti, per tutta l’estate, grazie all’ausilio della  Guardia Costiera di Ortona.

Fra i Trabocchi sottoposti a controllo  anche il noto ristorante Pesce Palombo, storica struttura realizzata nel 1923 sito nel territorio di Fossacesia in Contrada la Penna località la “Fuggitelle”. 

Il locale è stato infatti chiuso per aver superato del 200% i metri quadri consentiti. I proprietari hanno ora a disposizione 90 giorni per ripristinare lo stato dei luoghi. Accertamenti sono stati effettuati anche su eventuali scarichi illeciti nelle acque superficiali con l’individuazione e la relativa denuncia di due aziende alle quali sono state anche sequestrate le aree oggetto d’irregolarità.

La Regione Abruzzo ha diffuso i dati del rapporto ORSO (Osservatorio Rifiuti Sovraregionale) relativi al 2017, predisposto per stilare il resoconto sulla gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio nella regione e che cura, tra l’altro, la trasmissione ai Ministeri dell’Ambiente, dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato e della Sanità. Dai dati risulta che il Comune di Fossacesia, con oltre l’85 per cento nella gestione dei rifiuti urbani e nell’organizzazione del servizio di raccolta differenziata, è tra i primi cinque centri più virtuosi del chietino. La provincia di Chieti, tra l’altro, risulta prima in Abruzzo, con una percentuale che tocca il 67,06 per cento.   Il risultato conseguito da Fossacesia è reso ancor più significativo dal fatto che si tratta di un comune importante per rilevanza abitativa, soprattutto nel periodo estivo.  “Il monitoraggio sui flussi di rifiuti eseguito dalla società di rilevamento, conferma il buon andamento delle pratiche di smaltimento da parte dei cittadini - afferma l'assessore all'ambiente Raffaele Di Nardo-. Siamo riusciti, attraverso una campagna di sensibilizzazione a far comprendere quanto fosse importante procedere seriamente ad una oculata gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente". "Il risultato che oggi abbiamo raggiunto-aggiunge il sindaco Enrico Di Giuseppantonio-  si traduce in un altro significativo aspetto: Fossacesia non vedrà applicata l’eco-tassa sui rifiuti. Mi auguro che in futuro, con la collaborazione di tutti, la nostra città possa superare molto presto quota 90 per certo nella raccolta differenziata dei rifiuti. Una percentuale che, sono convinto, raggiungeremo entro il prossimo anno.  ”

Nuovi sviluppi sul progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione con adiacente deposito per rifiuti pericolosi e non pericolosi. Il progetto, presentato dalla Di Nizio srl dovrebbe sorgere in località Saletti ad Atessa in un sito di proprietà della Colsante Holding, è attualmente in sede VIA (Valutazione Impatto Ambientale) ed ha ottenuto una proroga di 30 giorni.

“E dire – commenta Marco Severo, presidente dell’Associazione ‘Noimessidaparte – APS -che eravamo già pronti a festeggiare quando, lo scorso 5 ottobre il servizio di Valutazione Ambientale regionale comunicava (n.Prot.  275179) alla proponente il preavviso di archiviazione della pratica con termine fissato al 10 ottobre, alla luce di una mancanza di comunicazioni da parte della proponente. Difatti nella nota si legge “ad oggi, nonostante il notevole lasso di tempo trascorso, non sono pervenute comunicazioni e/o documentazione da parte di codesta Ditta né le integrazioni richieste da Arta Abruzzo con la succitata pec del 14.03.2018 acquisita agli atti con prot. 73520 del 14.03.2018”

La nota prosegue e ricostruisce il motivo della proroga ottenuta: “Il 9 ottobre la proponente Di Nizio srl con una comunicazione inviata al servizio di Valutazione ( prot. n. 0277935) chiede una proroga dei termini, poiché l’azienda come descritto nel documento, non ha mai ricevuto la succitata richiesta d’integrazioni da parte di Arta, né tantomeno reperibile sul sito istituzionale del servizio di valutazione ambientale”. Il giorno seguente, il 10 ottobre, arriva la risposta: “Facendo seguito alla pregressa corrispondenza riferita all’oggetto e, da ultimo, della richiesta inviata dalla Di Nizio Eugenio srl. (Allegato 1 alla presente comunicazione), acquisita agli atti dallo scrivente Servizio al prot. n. 0277935 del 09.10.2018, in cui la stessa chiede una dilazione dei termini indicati al fine di produrre le integrazioni richieste dall’ARTA (pec acquisita agli atti con prot. 73520 del 14.03.2018 – Allegato 2 alla presente), si prende dato atto che, per mero errore, la stessa non è stata portata a conoscenza della Ditta. Per quanto sopra, si ritiene di poter concedere una proroga di 30 (trenta) giorni a far data dalla presente comunicazione. Pertanto, il termine ultimo perentorio per la presentazione della documentazione è fissato al 10.11.2018.”

La nota stampa prosegue: “Il progetto della Di Nizio srl, che ricordiamo si tratta di un impianto di sterilizzazione di rifiuti sanitari a rischio infettivo con produzione di CSS (Combustibile solito sanitario ovvero un tipo di combustibile derivato dalla lavorazione dei rifiuti urbani non pericolosi e speciali non pericolosi.) e CDR (combustibile derivato da rifiuto) con potenzialità di trattamento di 20.000 ton/anno, al quale sarà associato un deposito di rifiuti, sia non pericolosi per 10.500 ton/anno che pericolosi per 4.500 ton/anno.

Rifiuti stoccati provenienti da terzi, quali aziende pubbliche e private, attività ambulatoriali ed ospedaliere, servizi di raccolta differenziata, ecc…

Come evidenziato nelle osservazioni da noi formulate congiuntamente a WWF e Legambiente, il progetto presenta delle criticità che devono essere considerate in sede di valutazione. Criticità come le emissioni in atmosfera (basti considerare il solo traffico di automezzi, circa 22.100 tir in più oltre l’impianto in sé ), la collocazione, vicino ad  una delle aree urbane(Saletti di Atessa) con più sviluppo dell’ultimo ventennio, la vicinanza di case sparse (anche meno di 50 mt.) inoltre non si capisce nemmeno quale sia la reale finalità dell’impianto, se trattare rifiuti ospedalieri o stoccare rifiuti pericolosi, men che meno il beneficio per la collettività tenendo anche conto che in Abruzzo si producono meno di 4 mila ton/anno di rifiuti sanitari. Logico che l’impianto per girare a regime dovrà necessariamente importare rifiuti da fuori regione”.

In conclusione, Severo chiede: “Alla luce di questo “errore” del servizio di valutazione ci chiediamo in che mani siano affidate l’ambiente, la salute pubblica e i cittadini di Atessa? Possibile che una svista così sempliciotta (del resto si tratta di un atto con tanto di numero di protocollo) finisca per prolungare i termini di un procedimento che è fissato, per legge, per un massimo di 180 giorni? Più che un mero errore lo riteniamo una inadempienza delle regole e nello specifico una violazione alla legge 241/1990. Insomma, come dicevano i latini, errare è umano perseverare è diabolico. E noi auguriamo al servizio regionale di non commettere ulteriori errori e di tenere in seria considerazione le ragioni dei tanti cittadini che si oppongono al progetto”. Il progetto, inoltre, è stato oggetto di una partecipata manifestazione lo scorso maggio.

 

 

 

Su disposizione della Procura della Repubblica di Chieti, la Capitaneria di Porto di Ortona ha sequestrato, nei giorni scorsi, un’area dedicata alla produzione vini di una azienda dell’entroterra, dove sono stati rilevati scarichi non autorizzati di reflui industriali prodotti dall’intero impianto. I controlli rientrano nell’ambito di azioni mirate a tutela dell’ambiente marino, e sono stati indirizzati in particolare verso quelle attività a carattere industriale che attraverso le immissioni nei depuratori pubblici, o comunque nelle acque fluviali, possono arrivare a contaminare le acque marine. In tale circostanza il legale rappresentante dell’azienda vinicola è stato deferito alla Procura della Repubblica di Chieti, che ha coordinato le operazioni d’ispezione e sequestro, studiando anche una misura specifica per effettuare il sequestro senza compromettere l’intera attività produttiva della ditta, per non danneggiare i tanti soci della cantina che, essendo una cooperativa, si regge sul lavoro di tanti piccoli agricoltori diretti.

Così avvalendosi anche dell’Arta, che ha approvato le specifiche misure da attuare per porre fine immediatamente allo scarico, l’Autorità Giudiziaria ha posto a vincolo solo i pozzi di raccolta dei reflui ed una pompa di sollevamento non funzionante, assicurando quindi il trattamento di tutti gli inquinanti attraverso il depuratore aziendale.

Ma non si tratta dell’unico illecito rilevato dai militari della Guardia Costiera. Altre due cantine, infatti, sono state sanzionate amministrativamente per mancato rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni ambientali rilasciate, mentre in particolare una è stata oggetto di segnalazione alla Regione per la necessità di rivedere i parametri di funzionamento del depuratore interno. Seppur in regola con i limiti imposti dal provvedimento, infatti, è emerso che lo scarico immesso in pubblica fognatura conferisce una particolare colorazione alle acque del torrente usato come ricettore finale, che rischia di compromettere così la qualità delle acque marine nel punto su cui sfocia.

 

 

 

 

 

 

LANCIANO. Sottoscritta la convenzione tra Comune di Lanciano e Regione Abruzzo che prevede il finanziamento di 1.500.000 euro per la mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza dell'area in località Santa Giusta a Lanciano. I finanziamenti riguardano il primo lotto di lavori che prevede l'allontanamento delle acque superficiali mediante dreni e la riprofilatura della scarpata interessata dal dissesto. Con la sottoscrizione della convenzione è stato dunque avviato il procedimento di attuazione dell'intervento di consolidamento della zona a rischio denominata Santa Giusta 2 per un importo di 1,5 milioni di euro a valere sui fondi FSC Abruzzo 2014-2020 - Attuazione del Programma degli interventi prioritari in materia di difesa del suolo approvato con D.G.R. n.34 del 2.02.2017. I lavori, come da cronoprogramma indicato nella convenzione, saranno appaltati entro dicembre 2018 e si protrarranno almeno per un anno.

“Con la sottoscrizione della convenzione con la Regione entriamo nella fase operativa per la definitiva risoluzione del dissesto di Santa Giusta – afferma Giacinto Verna, assessore ai lavori Pubblici - ringrazio la struttura tecnica e in particolare l'ing. Fausto Boccabella che segue da anni la vicenda. Ora si attiverà la Cuc per le procedure di gara, che auspico verranno svolte in breve tempo per iniziare i lavori entro l'anno, come previsto dallo schema di convenzione”.

Sul litorale del comune di Rocca San Giovanni è stata rilevata la presenza di alghe tossiche della specie ‘Ostreopsis ovata’.

La presenza è stata resa nota dalla capitaneria di porto di Ortona a seguito dei risultati dei prelievi effettuati da Arta Abruzzo lo scorso 10 settembre. Nella nota si legge: “Si ritiene doveroso informare che l’esposizione alla tossina prodotta dall’alga in questione può provocare irritazioni in caso di contatto diretto e/o disturbi dovuti ad eventuali inalazioni in caso di vento forte e di mareggiate. I maggiori sintoni riscontrati risultano essere febbre, faringite, tosse, difficoltà respiratorie, cefalea, nausea, lacrimazione e dermatite.”

La capitaneria di porto di Ortona, per evitare eventuali disturbi, scrive che “è necessario non sostare lungo le coste durante le mareggiate, inoltre è opportuno limitare il consumo di ricci di mare poiché, a causa della loro eco-biologia – si alimentano di alghe – potrebbero accumulare la tossina in questione”. (Piergiorgio Di Rocco)

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua circa il porto Porto Canale di Pescara.

Incredibile svista, il nuovo Porto canale si restringe e non rispetterà le previsioni del Piano Regolatore Portuale causa...i piloni del Ponte del Mare. 

Errore clamoroso: nessuno c'aveva pensato, eppure "l'imprevisto" sta lì ben piantato e visibile ai più da 10 anni...

5 metri più stretto. O forse 16 metri. La fantasiosa saga marinaresca continua. A questo punto è tutto talmente random che il nuovo porto potrebbe anche riuscire bene. O forse no. Chissà.

Il nuovo porto canale di Pescara previsto nel Piano Regolatore Portuale 2016 sulla carta avrebbe dovuto essere largo 60 metri rispetto agli attuali 44 ma i progettisti non avevano fatto i conti con la presenza del Ponte del Mare, delle sue pile e delle relative fondazioni: pertanto dovrà essere "ristretto".

Effettivamente tra errori della diga foranea, vasca di colmata piena di fanghi, dragaggi infiniti, DDT fantasma forse potevamo aspettarci un altro colpo di scena da questa vera e propria saga marinaresca che è il Porto di Pescara.
Sinceramente però non avremmo mai osato pensare a tanto ma, si sa, i valenti progettisti di opere pubbliche in Italia sono veri creativi e sanno spiazzare anche i cittadini più scafati.


Il nuovo capitolo della saga

Qualche giorno fa viene depositato in regione il progetto per la prima fase di realizzazione del nuovo assetto individuato dal Piano Regolatore Portuale approvato il 15 novembre 2016 dopo una lunghissima e assai contestata gestazione, avviata nel 2008, anno di realizzazione del Ponte del Mare.

Con 15 milioni di euro si riesce a costruire solo una piccola porzione della mastodontica opera da decine se non centinaia di milioni di euro. Sostanzialmente si farà la cosiddetta prima fase costituita dal molo Nord che dovrà seguire il nuovo andamento a S del porto canale previsto nel Piano Regolatore Portuale 2016, largo appunto 60 metri. Assetto formulato dopo studi su studi, consulenze su consulenze; le ultime ancora nel 2015.
Peccato che all'altezza del punto della deviazione toh, da dieci anni vi siano ben piantati i piloni dell'ingombrante Ponte del mare con le relative fondazioni. 
Il nuovo porto canale così ben disegnato dal nuovo Piano regolatore non c'entra. No, 60 metri non "ci capano" proprio! 

Di quanto? Gran consulto, fatti i rilievi, verificate, solo ora, le carte. Forse di 5 metri. Oppure di 16. 

Non proprio 'na 'nticchia.

Pertanto il Porto canale invece di 60 metri verrà un po' ristretto, o 55 metri o, addirittura, 44 metri, proprio come ora. 

Come mai questa incertezza? Perché volendo far andare avanti lo stesso le carte delle autorizzazioni e dell'appalto i solerti funzionari hanno comunque avviato la procedura* (tra l'altro errando indirizzo a nostro avviso) di assoggettabilità a V.I.A. presso la regione prima di sciogliere l'arcano, presentando entrambe le opzioni.

Quella da 55 metri di larghezza, infatti attende una nuova perizia strutturale sul...ponte! Domanda: può stare in piedi il ponte se si scava il canale così vicino alle fondazioni?

Se dovesse risultare negativa si mettono quindi le mani avanti e c'è subito l'opzione da 44 metri nel menù. 

Solo che in quest'ultimo caso la profondità non potrà essere di 4 metri ma dovrà essere portata a 5 perché altrimenti Pescara rischia di andare sott'acqua durante qualche alluvione. 

E vai allora di nuovo dragaggio!


Tra l'altro anche l'ipotesi a 55 metri è leggermente peggiorativa da questo punto di vista rispetto a quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale.

 

Cosa dire che non avevamo ancora detto rispetto alle "magnifiche sorti e progressive" di quest'opera? A questo punto ci sentiamo di ammettere che è tutto talmente così random che il risultato finale potrebbe essere addirittura positivo. O anche no. Chissà.

PS: nelle carte gli ineffabili progettisti del nuovo porto paiono prendersela con l'ideatore del ponte, sostenendo che la sua progettazione è avvenuta nel 2008 contestualmente alla redazione del Piano Regolatore Portuale e che quest'ultimo il Ponte lo riporta graficamente. Evidentemente dandosi una bella zappata sui piedi visto che dimenticano che il Piano Regolatore non è del 2008 ma è stato approvato a fine 2016, 8 anni più tardi, dopo innumerevoli relazioni e consulenze e nonostante quel bel ponte riportato sulla carta: forse pensavano levitasse nell'aria?

*ribadiamo che la procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. regionale è errata in quanto un progetto del genere èper legge soggetto a V.I.A. diretta di competenza nazionale. Se andate ora sul sito del Ministero dell'Ambiente su 12 progetti nella fase delle osservazioni ben 3 sono di infrastrutture portuali. Tra l'altro lo dice pure uno dei progettisti nel testo di uno degli elaborati. All'ARAP, ente proponente, l'avranno letto quel passaggio?
 

Alleghiamo un estratto della Relazione generale dell'intervento da 15 milioni relativo all'interferenza con il ponte del Mare, lo stato di progetto con le azioni previste in questa fase e una foto del Ponte del Mare con il punto dell'errore.
 

Qui tutta la documentazione depositata: http://www.ambiente.regione.abruzzo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1443:intervento-masterplan-abruzzo-psra-07-deviazione-del-porto-canale-di-pescara&catid=5:procedura-va&Itemid=3

  

 

 

 


 

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