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L'ufficio tutela ambientale del Comune di Lanciano è intervenuto ieri in località Ponte Nuovo Fiume Sangro e nella zona industriale “Valle” di Cerratina con un'operazione straordinaria tesa alla rimozione di circa 140 quintali di rifiuti abbandonati. 

Non è la prima volta che in queste località si interviene per raccogliere rifiuti abbandonati da parte di cittadini incivili: si tratta di operazioni complesse che richiedono un notevole impiego di mezzi e forza lavoro, il cui costo ricade sul Comune e quindi sulla collettività. Le operazioni di rimozione dei rifiuti sono infatti state eseguite con mezzi e personale del Comune di Lanciano, in collaborazione con la società EcoLan spa, gestore del servizio pubblico di raccolta rifiuti. L'intervento, che ha permesso di bonificare una vasta area, è stato effettuato nell'ambito del piano di iniziative che interesserà anche altre aree ricadenti nel territorio del Comune di Lanciano e che inevitabilmente andranno ad incidere in maniera significativa in termini di costi sulla tariffa di igiene urbana.

L'abbandono di rifiuti è un inqualificabile gesto di inciviltà e disprezzo del bene ambientale che porta al degrado paesaggistico dei luoghi e al rischio di contaminazione dei suoli e delle falde acquifere. Giova ricordare che l'abbandono di rifiuti è una grave violazione delle norme di tutela ambientale che la legge sanziona con una multa da 300 a 3000 euro se messa in atto da privati cittadini, raddoppiata in caso di abbandono di rifiuti pericolosi; nel caso in cui ad abbandonare i rifiuti sia una ditta o attività commerciale,  è prevista la pena dell'arresto da 3 mesi a 1 anno o con un'ammenda da 2600 a 26000 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi, da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2600 a 26000 euro in caso di rifiuti pericolosi.

L'Amministrazione comunale, per favorire un contrasto efficace di questo fenomeno illegale, ha interessato i Carabinieri Forestali di Lanciano e la Polizia Municipale che già in diverse precedenti occasioni hanno individuato e sanzionato i responsabili dell'illecito, deferendoli all'Autorità giudiziaria, anche grazie all'utilizzo da parte delle forze dell'ordine di foto-trappole.

Pescara, 24 nov. - La giunta regionale, su proposta dell'assessore al bilancio Silvio Paolucci, ha assegnato un finanziamento di un milione di euro al Comune di Taranta Peligna per gli interventi di manutenzione straordinaria della funivia delle Grotte del Cavallone.

I lavori prevedono l'ammodernamento della stazione motrice e di ancoraggio, degli impianti elettrici, della linea in generale e della stazione di rinvio.

La cestovia biposto "Cavallone-Colle Rotondo" entrò in funzione nel 1978 ed è una delle ultime 40 ancora attive in Europa: la stazione di partenza si trova a 763 metri di altitudine, quella di arrivo a 1388. Permette di raggiungere l'ingresso delle Grotte del Cavallone (che distano altri 10 minuti di cammino a piedi) dopo un suggestivo viaggio della durata di una ventina di minuti.

"La scelta di destinare questo finanziamento all'impianto - spiega Paolucci - è frutto di un lungo lavoro condotto in collaborazione con il Comune e con il Ministero dei trasporti. I fondi serviranno a rendere pienamente funzionale e funzionante la cestovia, garantendo la piena fruibilità delle Grotte e dell'area circostante. Questa amministrazione regionale crede nelle potenzialità turistiche dei nostri territori e questo è uno dei tasselli di quel programma ampio e condiviso che stiamo portando avanti".(REGFLASH)

Oltre sessanta imprenditori agricoli si sono incontrati ieri sera a Bucchianico, nella sala consigliare del Comune, per discutere delle prospettive del settore in provincia di Chieti e delle nuove opportunità offerte dal piano di sviluppo rurale. Un incontro promosso dalla Coldiretti Chieti per incontrare gli agricoltori del comprensorio bucchianichese e far emergere nuove interessanti progettualità sulla scorta delle iniziative che Coldiretti sta portando avanti sia a livello nazionale che locale soprattutto per la valorizzazione della filiera corta. All’assemblea ha partecipato, oltre al direttore di Coldiretti Chieti Luca Canala, il sindaco Gianluca De Leonardis. Tanti gli spunti emersi ma soprattutto la grande esigenze di valorizzare un territorio a forte vocazione agricola in una provincia “importante” con oltre 30mila aziende agricole complessive operanti e una Superficie agricola utilizzata (SAU) di oltre 110mila ettari coltivati principalmente a vite (26.300 ettari), olivo (21.300 ettari), cereali (23.500 ettari), oltre naturalmente ai terreni occupati da orticole e prati pascolo.

“Con l’incontro di Bucchianico continua il nostro tour per dialogare con la base associativa e presentare la nuova Coldiretti che stiamo costruendo e strutturando in linea con le aspettative e le esigenze degli agricoltori – dice Luca Canala, Direttore di Coldiretti Chieti  - il prossimo appuntamento è previsto a Napoli dal 24 al 26 novembre nel Villaggio Coldiretti in cui si incontreranno migliaia di agricoltori tra cui centinaia anche dalla nostra provincia”.  

 

Il 9 settembre scorso un grosso incendio, di origine dolosa, ha devastato il bosco di Vallaspra ad Atessa. “Il fuoco – ricorda il sindaco Giulio Borrelli – distrusse 60 ettari di vegetazione, nella preziosa area, e si avvicinò minaccioso al centro storico. Ci vollero un grande spiegamento di forze e l'intervento di aerei ed elicotteri per domare il rogo, che, rinvigorito nottetempo e  alimentato dal vento, provocò un disastro”. Questa mattina, ad Atessa, decine di bambini della scuola primaria dell'Istituto omnicomprensivo Ciampoli-Spaventa di Atessa, per portare un messaggio di impegno collettivo di rinascita del verde, hanno proceduto alla piantumazione di nuovi alberi in una zona del bosco di Vallaspra. All'iniziativa, promossa dal Comune in collaborazione con Legambiente Atessa e con il Cai, hanno preso parte i piccoli delle classi quarte dei plessi di Rione Santa Maria, del capoluogo, di Monte Marcone o San Silvestro e di Piana La Fara, accompagnati dalle loro insegnanti. Presenti anche l'assessore alla Cultura e alla Pubblica istruzione del Comune di Atessa, Giulia Orsini, e alcuni consiglieri comunali.

 

“Quest'anno – spiega Rebecca Virtù, del circolo Legambiente 'Geo Onlus' di Atessa – , nell'ambito della Festa dell'Albero, al centro dell'attenzione abbiamo voluto porre proprio il tema degli incendi boschivi, che nei mesi scorsi hanno dilaniato l'Italia e diverse sue aree di valore naturalistico: in Abruzzo ricordiamo il Parco nazionale della Majella, in vari versanti, e quello del Gran Sasso-Monti della Laga”.

“La messa a dimora di nuovi alberi – ha spiegato il sindaco Borrelli agli scolaretti – è un gesto di rispetto verso i boschi che svolgono un ruolo basilare nella prevenzione del dissesto idrogeologico, che sono fondamentali per la vita e contribuiscono al nostro benessere. Il 9 settembre – ha aggiunto – criminali hanno causato un incendio che – sicuramente lo ricorderete, date le fiamme altissime - ha divorato parte di questo bosco. Si tratta di gesti sconsiderati e che nuocciono al nostro e al vostro futuro”. Sono stati gli stessi bimbi, aiutati dagli operai del Comune e da alcuni volontari, del Bangladesh, ospitati nel centro di accoglienza immigrati di Atessa, a piantare gli alberi. Al lavoro, nella preparazione delle buche, anche il sindaco Borrelli. “Si tratta di una prima simbolica operazione – riprende il primo cittadino – in vista della realizzazione, in quell'area, del Parco della Rinascita”. Qualche canzoncina e alcune poesie, inno alla natura e alla sua bellezza, hanno chiuso la festosa iniziativa. 

Domani, il sindaco Enrico Di Giuseppantonio sarà a Brescia per firmare la convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il finanziamento del progetto, presentato dall’Amministrazione Comunale di Fossacesia nella primavera scorsa, che consentirà interventi sull’ex serbatoio idrico di Fossacesia, che si trasformerà in centro culturale e sociale. Si tratta del progetto, denominato “Una torre per la città”, che permetterà il recupero della vecchia torre e la riqualificazione urbanistica dell’intera area semiperiferica del centro di Fossacesia. “Il finanziamento ci darà la possibilità di riconvertire un’area di Fossacesia centrale e strategica, e ci permetterà, tra l’altro, di offrire opportunità lavorative per i giovani, soprattutto nel campo della cultura e del sociale. Nel progetto è previsto l’inserimento di spazi utili a promuovere l’incontro e lo scambio collettivo, al fine di limitare la marginalizzazione e l’isolamento sociale». La cerimonia, presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, si terrà nel salone Vanvitelliano di Palazzo della Loggia a Brescia, prima città della graduatoria nazionale di 451 progetti – di cui 45 ammessi a finanziamento – nella quale Fossacesia si è classificata al 27° posto, dopo grandi città come Firenze,  Macerata e La Spezia. Gli interventi approvati rientrano nel Piano Nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’autunno del 2015. Il progetto si pone come obiettivo non solo quello di effettuare un recupero architettonico della torre dell’acqua, manufatto realizzato oltre 50 anni fa, ma anche e soprattutto di valorizzare l’intera area circostante, dandogli una nuova dinamicità sociale e culturale e rivitalizzando l’intero territorio anche dal punto di vista produttivo. Le opere previste riguardano la demolizione di due immobili fatiscenti ubicati sul fianco di via Lanciano, al fine di connettere la strada con il territorio circostante. Sarà realizzata inoltre una grande area adibita a verde pubblico con un parco giochi e panchine, dove sarà possibile organizzare anche manifestazioni e laboratori didattici legati principalmente alle tradizioni locali. Fulcro del progetto è la riconversione della torre a luogo adibito ad attività culturali e sociali. Nello specifico sarà realizzata un’area museale dedicata alla storica cultura della pesca e dei trabocchi. Un’altra area sarà dedicata a centro di ascolto per minori e adulti vittime di disagi e abusi ed infine nell’ultima zona sarà realizzato un centro culturale, con sala conferenze dove poter svolgere attività di formazione per giovani e adulti, riunioni, meeting e incontri con la cittadinanza. Le attività che vi verranno svolte saranno tutte finalizzate all’interscambio fra generazioni di culture, mestieri e tradizioni. Infine nell’area antistante la torre sarà realizzata  una struttura con funzione di Infopoint e accoglienza per la città.    

 

E' fissato per domani, alle 16.30, nella sede della Regione Abruzzo, in viale Bovio a Pescara, un incontro tra il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, e gli assessori Dino Pepe (Agricoltura), Mario Mazzocca (Ambiente) e Giovanni Lolli (Attività produttive) per discutere della questione del sansificio di Treglio e del problema dello stoccaggio delle sanse. Lunedì 6 novembre ai Sansifici Vecere Srl di Treglio (Ch) è stato notificato il parere negativo della Regione Abruzzo al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua) richiesta per proseguire l'attività per altri 15 anni. La Regione, competente per legge, ha bocciato la domanda per motivi igienico-sanitari e urbanistici. La decisione è scaturita a seguito della Conferenza dei servizi che si è tenuta nel luglio 2016 e il 30 gennaio scorso. Conferenza dei servizi in cui quasi tutti gli enti presenti - Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni, Sasi Spa, Arta Abruzzo, Asl Lanciano Vasto Chieti, Servizio di Gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo Senso civico – hanno espresso parere negativo al prosieguo dell'attività dell'impianto per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale e a tutela della salute pubblica, dato che la zona in cui insiste il sansificio è densamente popolata.

L'autorizzazione di Vecere ad esercitare l'attività era scaduta il 21 dicembre 2016; poi c'era stata una proroga di 90 giorni all'esercizio, scaduta a fine marzo 2017. La società, quindi, senza autorizzazioni, non avrebbe potuto riaprire. Invece, in barba alle norme, l'ha fatto, il 3 novembre scorso. Poi, però, è arrivato il diniego della Regione e lo stabilimento, classificato come insalubre, ha dovuto chiudere i cancelli. Non ha potuto, quindi, più ritirare sansa dalla imprese agricole e dai frantoiani, che sono scesi sul piede di guerra. “La riunione in Regione – spiega il sindaco Berghella – servirà a fare il punto della situazione. Nessuno vuole penalizzare l'agricoltura, ma le leggi vanno rispettate. Quindi la proposta  che porterò al tavolo sarà quella di individuare, con urgenza, un'area di stoccaggio temporanea per il conferimento delle sanse, che successivamente dovranno essere spostate in un impianto autorizzato, in Abruzzo se esiste, o altrimenti fuori regione”.

“Mi chiedo – prosegue Berghella – come mai l'associazione Confrantoiani, che oggi sta facendo polemiche e minaccia sommosse, non si sia mai attivata su una questione così importante. Perché non è stata presente alla Conferenza dei servizi, in cui avrebbe potuto portare le istanze e le necessità delle aziende di settore? Perché, dato che il problema del sansificio è annoso, non si è mai fatta viva e non ha presentato proposte?”

“Quest'amministrazione – conclude Berghella – si muove nel rispetto e per il rispetto della legalità e quindi la soluzione paventata da alcuni politici regionali e da Confrantoiani di riaprire temporaneamente il sansificio non è plausibile e non è attuabile”.

 

E' stato notificato ieri ai Sansifici Vecere Srl di Treglio il parere negativo della Regione Abruzzo al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua) richiesta dai Sansifici per proseguire l'attività per altri 15 anni. La Regione, per legge, è l'autorità competente al rilascio dell'Aua. No per ragioni igienico-sanitarie e urbanistiche. La Conferenza dei servizi per discutere della questione si è svolta a Pescara lo scorso 30 gennaio.  Al tavolo presenti i Comuni di Treglio, territorio dove il sansificio è ubicato, e di Rocca San Giovanni; Sasi Spa per gli scarichi; l'Arta Abruzzo, l'Asl Lanciano Vasto Chieti; il Servizio di Gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo Senso civico, quale portatore d'interesse. Il Comune di Treglio aveva dato parere negativo per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale, per tutelare la salute pubblica dato che nella zona vivono decine di migliaia di cittadini. Anche dalla Asl era giunto il parere “non favorevole, considerato che non si conosce la qualità dell'aria della zona e che il sansificio può arrecare pericolo alla salute pubblica, dato che è classificata come industria insalubre di primo grado”. “Ci siamo presentati all'incontro – ricorda il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella – ribadendo il nostro no all'autorizzazione, tra le altre cose perché la società ha presentato un piano industriale  identico a quello del 2011, quando scattò l'inchiesta della Procura di Lanciano con il sequestro dell'impianto produttivo  e furono rilevate irregolarità e incongruenze nella struttura, che, così com'è adesso, è limitata e non è capace, a livello di emissioni, di rispettare i limiti imposti dalla legge, ad esempio per quanto concerne  il monossido di carbonio ed altre sostanze inquinanti volatili”. Sulla questione nel luglio 2017 c'è stata una sentenza di condanna per l'amministratore unico della società Sansifici Srl a 6 mesi di arresto, convertiti il 40 mila euro di pena pecuniaria.

Il Comune di Treglio, nella Conferenza dei servizi, aveva anche chiesto che il procedimento autorizzativo venisse assoggettato a Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) dato che il sansificio Vecere si trova a ridosso di un Sito di interesse comunitario (Sic), il “Fosso delle farfalle”, e che quindi nella programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei luoghi e che lo studio di impatto ambientale dovrà contenere anche gli elementi sulla compatibilità fra progetto e finalità conservative del sito.

L'autorizzazione di Vecere era scaduta il 21 dicembre 2016 e aveva ottnuto una proroga di 90 giorni all'esercizio, terminato a fine marzo 2017. “La società  – evidenzia Berghella –avrebbe dovuto presentare un progetto in cui venissero individuate e adottate le migliori tecnologie disponibili o Best available techniques (Bat), ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che - tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili  - garantissero bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un’adeguata prevenzione degli incidenti”. Invece il progetto presentato non ha soddisfatto i criteri richiesti e di qui la bocciatura. “Quest'anno – sottolinea ancora Berghella – l'azienda non avrebbe dovuto riaprire i cancelli, essendo senza autorizzazione”. Invece l'ha fatto. “E la ricomparsa del fumo dal camino non ha soltanto buttato nello sconcerto la cittadinanza ma rischia di minare il rapporto di fiducia che la stessa dovrebbe  avere con le istituzioni. I cittadini sono tornati a lamentarsi, in questa circostanza, per l'odore acre ed il fumo. Inoltre l'azienda ha creato confusione e false aspettative negli imprenditori agricoli, dato che adesso, dopo il provvedimento regionale, ha dovuto spegnere il camino e smettere di  ricevere sansa da destinare alla lavorazione. “La mia preoccupazione – fa presente ancora  il sindaco – è di trovare ora una soluzione affinché non vengano penalizzati gli imprenditori agricoli e i frantoiani. Per questo motivo sono in contatto con l'assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe,  e il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, con delega alle Attività produttive. L'irresponsabilità dell'azienda, infatti, generato il caos. L'impianto di cui parliamo è classificato come insalubre di prima classe e secondo l'autorizzazione del 2011 si sarebbe dovuta delocalizzare, in accordo con l'azienda, che però non ha mai voluto sentire ragioni”. 

“Si tratta – conclude Berghella – di una vicenda che interessa tutto il territorio e non solo il Comune di Treglio e per questo sabato scorso c'è stata una riunione con i sindaci dei centri limitrofi, che condividono appieno la linea dell'amministrazione comunale di Treglio, sia nella necessità di trovare una immediata soluzione al problema che si è creato per i frantoiani, sia nell'avviare un inderogabile  progetto di delocalizzazione. I sindaci inoltre chiedono un impegno immediato e un incontro in Regione per  una soluzione condivisa ed efficace”.

L’Abruzzo sarà teatro di un esperimento unico al mondo all’interno dei Laboratori del Gran Sasso. L’unicità dell’esperimento  è tale anche per via dei rischi che si correranno. L’esperimento detto SOX (Short distance neutrino Oscillations with boreXino), in cerca di conferme o smentite sulle "anomalie dei neutrini", prevede infatti l’arrivo di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo, incapsulata in un sarcofago di tungsteno spesso 19 cm, trasportata dal sito nucleare di Mayak fin dentro il nostro Gran Sasso. 

Nonostante le rassicurazioni del Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) l’esperimento suscita forti perplessità per il fatto che le contaminazioni radioattive hanno durata millenaria, con conseguenze disastrose per la salute. La perplessità poi si trasforma in inquietudine se si considera che l’opinione pubblica è a conoscenza  di questo esperimento non per effetto di comunicazioni istituzionali, per quanto tardive, ma grazie al lavoro di indagine delle associazioni.

 cittadini che bevono l’acqua del Gran Sasso e tutti gli abruzzesi in generale dovrebbero fidarsi a occhi chiusi degli scienziati e delle istituzioni, che li hanno tenuti fuori dalle decisioni sull’esperimento, ormai prossimo alla realizzazione, senza neanche il diritto di obiettare parola. Dunque di questioni da discutere e obiezioni da sollevare ce ne sono molte.

Se ne parlerà nell'assemblea che si terrà a Lanciano sabato 4 novembre alle ore 18,00 presso il Palazzo degli Studi in Corso Trento e Trieste.

Introduce e modera ALBA BRIGHELLA NSC.
Interviene DAVIDE  CAPORALE, Assessore all'Ambiente Comune di Lanciamo
Relatori: AUGUSTO DE SANCTIS, FORUM H2O  
CARLO SPERA, autore ed editore di volumi e documentari che si occupano di tematiche sociali, con particolare attenzione alle conseguenze degli incidenti nucleari.

 


 

                                                                                                                                                                             

 

L’Amministrazione comunale di Orsogna (Chieti) ha realizzato altri 160 loculi nell’area nuova del Cimitero di via Ortonese. I lavori, dell’importo complessivo di 200mila euro, hanno riguardato anche la pavimentazione e l’impianto elettrico. L’opera è stata in parte finanziata con la vendita anticipata di una quota (circa il 50%) dei loculi da realizzare, cui sono stati aggiunti altri fondi risparmiati in precedenza dal Comune.

«Lo stile - spiega il sindaco, Fabrizio Montepara - è lo stesso, in pietra, con lapide e punto luce disponibili, utilizzato per i loculi già esistenti, in modo da mantenere l’uniformità architettonica e non creare disparità tra i defunti. Tuttavia, per dare a tutti la possibilità di acquistare un loculo, abbiamo differenziato le tariffe: più basse per la prima e la quarta fila, più alte per le due file centrali. A differenza di altri Comuni, abbiamo deciso di mantenere la gestione diretta, pubblica, dei servizi cimiteriali, poiché riguarda un aspetto molto delicato e rilevante per le famiglie, che vogliamo tenere al di fuori di qualsiasi ragionamento o valorizzazione economica».

Il progetto è dell’ingegner Rocco Di Ciero, la sicurezza di cantiere è stata affidata all’ingegner Mariangela Ciancio, l’opera è stata realizzata dall’impresa Tenaglia srl di Casoli.

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“L’acqua bene vitale da conoscere e tutelare” è il tema della tavola rotonda che si terrà a Lanciano  sabato prossimo, 21 ottobre, a partire dalle ore 9 presso il Palazzo degli Studi (Corso Trento e Trieste).
L’evento è promosso dai Club service di Lanciano, Lions e Panathlon e dalla Camera Penale di Lanciano.
Nell’intensa mattinata, interverranno Mario Pupillo, Sindaco di Lanciano e presidente Provincia di Chieti; Davide Caporale, Assessore Ambiente Comune di Lanciano; Andrea Forcione, Office Distrettuale Service Lions “Sostenibilità ambientale”; Maria Rita Di Fabrizio, Presidente Lions Club Lanciano; Filippo Marciani, Presidente Panathlon Club Lanciano; Rocco Franco Tondini, Governatore Panathlon Club e Tommaso Dragani, Vice Governatore Lions Club.
Le relazioni sono affidate al PDG Franco Sami, Presidente Onlus “Acqua per la vita” (“La risorsa idrica: approvvigionamento, potabilizzazione e depurazione”); Massimo Ranieri, Presidente Municipalizzata Ecolan (“Inquinamento delle acque sotterranee: il caso di Bussi sul Tirino”); Giancarlo Scoccia, Docente Facoltà di Ingegneria Università dell’Aquila (“Ambiente e durabilità dei materiali”); Stefano Ardito, giornalista e scrittore (“Acqua, montagne e parchi”); Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia (“La bandiera blu come valorizzazione e promozione dello sviluppo turistico dell’area Frentana”). Modera: Angelo De Nicola, giornalista e scrittore.
Interverranno significativamente anche gli studenti di tre scuole di Lanciano: le classi IIIA e IIIB della “Media D’Annunzio”, Preside Alessandra Camilla Medoro con i docenti Dora Pasquini, Marino Di Campli e Nicla Schina; le classi IIB e IIC della “Media Mazzini”, Preside Mirella Spinelli con i docenti Matilde Di Lorenzo e Marcella Luciani, Antonella Francione e Vito Veri, e la classe IIIELT-CH dell'Istituto “Da Vinci-De Giorgio”, Preside Giovanni Orecchioni con i docenti Franco Scarinci e Elisabetta Sorgi.

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