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La Ambi-Q, la società di Castelfrentano, ottiene il prestigioso riconoscimento Uni En 16636 2015,  una certificazione di processo  standard europeo di riferimento per le aziende di disinfestazione.

Abbiamo fortemente creduto in questa certificazione, dichiara Giordano nella foto insieme al responsabile tecnico Paolo D’Angelo,  in quanto da anni portiamo in aziende certificate BRC ed IFS e quindi, lo step successivo alle certificazioni di qualità e ambientali non poteva che essere il raggiungimento della certificazione 16636.

La Ambi-Q opera da più di 15 anni nel settore del Pest Control e devo dire che, continua l’imprenditore, che  specie negli ultimi anni, gli standard degli enti pubblici e delle industrie alimentari sono aumentati tantissimo e questo non lascia spazio all’ improvvisazione o alla sufficienza, ma bisogna puntare all’eccellenza, e per questo da sempre  investiamo in qualità e formazione dandoci sempre nuovi obbiettivi per continuare a crescere insieme ad i nostri clienti.

La Ambi- Q offre assistenza completa a chi decide di certificarsi Brc IFS e AIB è chiaramente HACCP, nel prossimo futuro, conclude, avremo la nostra divisione "formazione" dove offriremo corsi in materia di igiene e alimenti, continuando a mettere il nostro cliente al centro della nostra attenzione.

La primavera, neve permettendo, è in arrivo e come ogni anno FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta promuove un’iniziativa all’insegna del divertimento, della salute e dell’ambiente dedicata a bambini e ragazzi ma soprattutto ai loro genitori: mercoledì 21 marzo si celebra infatti la 4^ Giornata Nazionale “Tutti a scuola a piedi o in bicicletta”.

“Negli ultimi anni l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti quotidiani in città è cresciuto – spiega Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB. – Grazie a questo modello di mobilità sostenibile è possibile fare del bene sia alla propria salute sia al nostro pianeta. E sviluppare questo tipo di sensibilità fin da piccoli è un valore davvero prezioso. A questo si aggiunge l’entrata in vigore della nuova Legge Quadro sulla mobilità ciclistica, che riconosce (finalmente) la bicicletta come un vero mezzo di trasporto al pari degli altri e ne promuove l’uso in ambito urbano, turistico e ricreativo”.

Con “Tutti a scuola a piedi o in bicicletta”, FIAB invita soprattutto i genitori che non l’hanno ancora fatto a lasciare l’auto a casa (almeno in questo giorno) e percorrere con i propri figli il tragitto fino a scuola passeggiando o pedalando. L’obiettivo è scoprire insieme che un nuovo tipo di mobilità non solo è possibile e auspicabile, ma anche tanto divertente.

La giornata del 21 marzo potrebbe così rappresentare, per tutte le famiglie coinvolte, l’inizio di una sana e gioiosa abitudine. Secondo gli intenti di FIAB, infatti, questa iniziativa vuole essere la porta d’accesso per la diffusione capillare del Bike to School o dei Pedi-Bus per far sì che queste nuove avventure possano diventare una parentesi quotidiana da vivere insieme ogni mattina.

Chi lo desidera, inoltre, è invitato a condividere i valori dell’iniziativa postando una foto, un pensiero o un video della propria esperienza #tuttiascuolaapiedioninbicicletta sulla pagina Facebook: www.facebook.com/Bimbimbici/

Con la Giornata Nazionale “Tutti a scuola a piedi o in bici” prende il via il conto alla rovescia per l’atteso appuntamento di domenica 13 maggio: in questa data, infatti, si svolgerà l’edizione 2018 di Bimbimbici, la tradizionale e allegra pedalata in sicurezza lungo le strade di oltre 200 città italiane. Una manifestazione che FIAB promuove da quasi vent’anni nella seconda domenica di maggio, per diffondere l’uso della bicicletta tra giovani e giovanissimi.

Confermato lo slogan Bimbimbici “la nuova fiaba della bicicletta” e, in particolare, il tema dei supereroi lanciato lo scorso anno. Un fantastico universo per l’ambientazione di Bimbimbici dove la bicicletta non è un mezzo qualunque ma può vantare molti superpoteri: non inquina, non fa rumore, non occupa tutto lo spazio delle auto e sa rendere le persone più allegre…

Eternit in pieno centro cittadino. Una costruzione ricoperta interamente di materiale tossico, lastre di amianto, si trovava lungo Corso Roma a Castelfrentano. Negli anni lo stabile aveva ospitato un bar ma era da anni all’abbandono. Una segnalazione giunta in comune, l’impegno del sindaco Gabriele D’Angelo e in poco tempo tutta l’area è stata bonificata . “La salute dei cittadini viene prima di tutto e il comune, nonostante tutte le controversie normative che vengono fuori in questo caso , in poco più di un mese ha risolto il problema”. Ad affermarlo il sindaco D’angelo il quale ha imposto alla ditta costruttrice proprietaria dell’immobile di rimuovere tutti i lastroni che erano danneggiati.

L’ordine di smaltimento è partito lo scorso 21 dicembre e nei documenti si legge come il tutto sia stato a norma di legge: “all'iter procedurale per il campionamento e le analisi del materiale costituente la copertura dell'edificio in questione, per poi passare ad una successiva fase di monitoraggio della stessa fino alla demolizione completa del fabbricato ovvero, qualora se ne ravvisasse l'urgenza, alla rimozione della copertura".

I tecnici del comune avevano accertato  il parziale crollo della copertura dell'edificio e per questo si è proceduto allo smaltimento. Ora si tratta di capire cosa l’impresa edile vorrà fare di quella struttura, se intenderà cioè procedere all’abbattimento totale o parziale delle mura rimanenti o, procedere ad una costruzione ex novo.(Clara Labrozzi)

“Ancora una volta il mare di Fossacesia è stato promosso a pieni voti. Le sue acque di balneazione, infatti, sono state nuovamente classificate eccellenti” – ad annunciarlo è il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio a seguito della comunicazione pervenuta dal Servizio Acque Marine del Dipartimento Governo del Territorio e Politiche Ambientali della Regione Abruzzo. Nella nota infatti la Regione comunica che le acque del mare di Fossacesia sono state classificate, in tutti i punti di campionamento, eccellenti. Le analisi microbiologiche che vengono realizzate mensilmente dalla Regione Abruzzo sulla base di parametri prestabiliti, analizzano la presenza nel mare di componenti microbiologiche, di materiali inquinanti e la proliferazioni di alghe tossiche. Dai dati ottenuti dalle analisi che, nel caso di Fossacesia vengono effettuate in tre punti diversi del litorale, si effettua una classificazione delle acque di balneazione che va da scarsa, a sufficiente, poi buona per finire con eccellente. I Comuni hanno l’obbligo di segnalare, con appositi cartelli, la qualità delle loro acque di balneazione. Il segno meno indica che la qualità del mare è scarsa, l’indicazione di una stella che è sufficiente, di due stelle che è buona ed infine, le tre stelle, come nel caso di Fossacesia, indicano che il mare ha una qualità eccellente. “Sono anni ormai che il mare di Fossacesia viene classificato eccellente – conclude il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – e questo è un valore importantissimo innanzitutto per chi decide di fare il bagno nel nostro mare. Ovviamente, ancora una volta ringrazio tutti gli attori che a vario titolo operano per rendere le nostre acque pulite e quindi dal punto di vista della salute sicure per i nostri bagnati. Ringrazio la Sasi, che gestisce il servizio idrico integrato e a cui va il mio più accorato appello affinchè vigili con rigore e coscienza sul corretto funzionamento dei depuratori; ringrazio tutti gli operatori turistici, la Regione Abruzzo, l’Arta e anche ogni singolo cittadino grazie al cui comportamento civile è stato possibile far continuare il nostro mare ad essere eccellente.”

 

"Nessun impianto di trattamento dell' amianto e' previsto nel territorio del comune di Lanciano". Lo dic e lo scrive a chiari lettere Massimo Ranieri presidente dell’Eco.Lan.

"Eco.Lan partecipa a tutti i tavoli regionali, dice Ranieri nel comunicato stampa,  che trattano il tema "RIFIUTI" e circa un  anno e mezzo fa, siamo stati coinvolti dalla Regione sul tema amianto".

“La gestione di questa tipologia di rifiuto tra l'altro pericoloso non è semplice; per poter rimuovere manufatti contenenti amianto infatti è necessario un iter lungo e costoso e spesso la via più semplice per smaltire questa tipologia di rifiuto e lo smaltimento abusivo/abbandoni lungo i fossi e sponde dei fiumi, e lo sanno bene i nostri Sindaci che spesso sono costretti, ad attivarsi per la rimozione e lo smaltimento con l'esborso di ingenti somme che per forza di cose vanno a formare il montante per la TARI dei cittadini.

Queste ragioni hanno indotto la Ecolan a partecipare ai tavoli tecnici sul tema AMIANTO.

Il progetto sperimentale messo a punto da uno Spin Off, dell'Università G. D'Annunzio di Chieti, la Res Gea Srl, insieme ad altri soggetti, prevede un processo che utilizza uno scarto alimentare, avente un pH acido (siero del latte) per decomporre a temperatura ambiente la fase cementizia (85%) e liberare le fibre di amianto (15%) in essa inglobate; fibre che in seguito vengono denaturate e decomposte in ioni magnesio e silicato mediante un processo idrotermico a 170°C.

Ecolan ha messo a disposizione di questo progetto le proprie conoscenze, continua,  e competenze e quindi ha partecipato ad un tavolo tecnico che ha coinvolto i tecnici del servizio gestione rifiuti della Regione e appunto l'Università di Chieti...un progetto di ricerca e di sperimentazione. 

Con la  delibera n. 46 del 2 Febbraio 2018, dopo circa un anno e mezzo dall'ultimo incontro tra i vari soggetti coinvolti ha approvato lo schema di accordo di programma tra Regione, la spin off dell'Università e gli altri soggetti coinvolti compreso la Eco.Lan SpA; tra le varie attività previste dall'accordo vi è anche la mappatura e censimento delle coperture in materiali contenenti amianto con tecniche di telerilevamento ecc.

Nell'accordo di programma, al punto 2 "impegno delle parti" per la Eco.Lan è previsto che l’ente coordini le attività della RES Gea Srl al fine di proporre una apposita proposta progettuale da sottoporre alle procedure di valutazione d'impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale  e proponga un nuovo soggetto giuridico in co-partecipazione con la RES Gea Srl al fine di realizzare e gestire l'eventuale impianto.

Quindi questi sono i termini dell'accordo di programma, NULLA DI DEFINITO CIRCA L'UBICAZIONE DELL'EVENTUALE IMPIANTO PILOTA, NÉ TANTO MENO SI FA RIFERIMENTO AL TERRITORIO DI LANCIANO O DEL COMPRENSORIO DEI NOSTRI COMUNI; così come la concertazione necessaria che deve essere avviata a valle dell'accordo.

Nel frattempo la Eco.Lan SpA, (dopo un anno e mezzo di silenzio da parte della G.R.) in questo lungo periodo ha avviato considerevoli investimenti ed ha ottenuto l'autorizzazione a realizzare l'impianto della FORSU dei nostri Comuni, pertanto nella seduta del 27/02/2018 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato che non è più interessata ad effettuare investimenti nel settore del recupero del cemento amianto.

Comunque Eco.Lan SpA,  continuerà a partecipare ai tavoli tecnici del Gruppo di Lavoro istituito con la delibera sopra citata, perché riteniamo che non si possa far finta che non esista un problema AMIANTO; ci sono immense coperture in cemento amianto di strutture industriali e non, che nel prossimo futuro vanno gestite, ma anche i piccoli quantitativi di cemento amianto sono un problema, abbandoni ovunque , vedi bacino del Feltrino o lungo le sponde del fiume Sangro.

Ritengo, sie legge nella nota stampa,  che una soluzione che miri al RECUPERO dei materiali e non al loro smaltimento in discarica consentirebbe di contenere i costi (parte dei costi verrebbero compensati dal recupero di materiali e minerali) ed eviterebbe la nascita di discariche autorizzate e/o abusive.

Ritengo altresi che il problema non sia dove realizzare un impianto industriale (chiaramente in un sito idoneo) ma come gestire questa tipologia di rifiuto.

Personalmente sono favorevole a TECNOLOGIE CHE MIRANO AL RECUPERO DEI MATERIALI lo smaltimento in discarica é un modo sbagliato di gestire il problema generale dei rifiuti "nascondere", conclude, i nostri rifiuti.

 

“Dopo varie sollecitazioni dell’Amministrazione Comunale, nelle ultime ore la Regione ha informato che l’Agenzia per la Coesione, sottoscriverà l’accordo per sbloccare i fondi da tempo promessi per il finanziamento per arginare il dissesto idrogeologico in via Bonavia”. Lo annuncia il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio. “Il finanziamento è per un milione di euro – aggiunge il Sindaco -. Nel frattempo la nostra Amministrazione ha già avviato le procedure per eseguire la progettazione esecutiva. Ovviamente occorreranno altri fondi per mettere in sicurezza l’intera zona. Mi auguro che la Regione Abruzzo, come più volte promessoci, eroghi i finanziamenti richiesti”. Il movimento franoso che ha interessato il costone ovest di via Bonavia, negli anni scorsi ha portato più volte il Sindaco Di Giuseppantonio a chiedere l’intervento della Regione per la messa in sicurezza dell’area. Nel marzo 2015, a causa delle maltempo che provocò nuovi smottamenti, Di Giuseppantonio fu costretto a emettere un’ordinanza per lo sgombero e il divieto di utilizzo delle aree e dei manufatti presenti lungo la via. Lo scorso anno, via Bonavia ha subito ulteriori, significative e preoccupanti erosioni dovute alle importanti nevicate di metà gennaio e alle successive piogge. Il Sindaco dovette prendere una nuova decisione per lo sgombero delle abitazioni. La frana, inoltre, causò il distacco di grossi massi, che finirono di cadere sulla strada provinciale SP 81 Fossacesia – Rocca San Giovanni

Nuovo Senso Civico non ci sta e scende in campo contro le potature che in questi giorni stano interessando gli alberi della città. La capitozzatura, che è il tipo di interventi al quel sono sottoposti gli arbusti,  non solo è dannosa, secondo l'associazione e il suo presidente Alessandro Lanci ,  per le piante ma soprattutto le trasforma in un GRAVE PERICOLO per le persone. Come evidenziato dai cerchi in rosso sulle foto.  Con questa "NON POTATURA", le piante iniziano a marcire e ad indebolirsi, così che al primo vento o nevicata moderata, crollano totalmente o in parte, rischiando di colpire gli ignari passanti e danneggiando le auto in sosta, con conseguenze gravi, a volte letali. Quella eseguita non può essere considerata un’operazione di gestione, ma di vera e propria capitozzatura, pratica esecrabile che provoca gravi ferite alla pianta e la rende più pericolosa nel lungo periodo. Gli alberi in questione sono quelli di Viale delle Rimembranze, piante storiche piantate dopo la fine del primo conflitto mondiale dai bambini delle scuole cittadine per ricordare i caduti in guerra. Sono molte le città italiane ad avere un luogo delle “Rimembranze” del ricordo quindi.

La stima del danno ha tenuto conto degli innumerevoli servizi ecosistemici che ogni albero eroga alla collettività sotto il profilo ambientale: drenaggio, stabilizzazione del suolo, depurazione delle acque superficiali, assorbimento di polveri, riduzione della temperatura, assorbimento di CO2 e gas climalteranti, riduzione degli inquinanti chimici, valore ornamentale e paesaggistico, incremento di valore degli immobili circostanti, supporto per gli insetti impollinatori ecc.

Se veramente volete salvaguardare l'incolumità dei cittadini, allora tagliateli completamente. Così state trasformando il verde pubblico in una vera e propria roulette russa, continua Lanci.

La capitozzatura non solo è dannosa per le piante ma soprattutto le trasforma in un GRAVE PERICOLO per le persone. Come evidenziato dai cerchi in rosso sulle foto, con questa "NON POTATURA", le piante iniziano a marcire e ad indebolirsi, così che al primo vento o nevicata moderata, crollano totalmente o in parte, rischiando di colpire gli ignari passanti e danneggiando le auto in sosta, con conseguenze gravi, a volte letali. Il risultato, conclude Lanci, sperpero di denaro pubblico con gravi danni a persone e cose. 

Nuovo senso Civico presenterà  un esposto alla Corte dei Conti chiedendo l’avvio di indagini per danno erariale e danno ambient

ale a seguito del danneggiamento del patrimonio arboreo pubblico.

Perchè la capitozzatura è pericolosa (Leggi qui)

Evidenti i segnali del cambiamento climatico. Dovremmo sempre più abituarci a queste anomalie meteo - cliamtologiche,  con ogni probabilità strettamente dipendenti dal riscaldamento globale in atto e la popolazione dovrà “adattarsi” a tali nuove condizioni”.  

 “L’ondata di maltempo che da alcuni giorni sta interessando in maniera continuativa l’intera Penisola evidenzia quanto inizino ad essere evidenti i segnali di un cambiamento climatico; tanto è variegata la “sinottica” del bacino del Mediterraneo – mare sempre caldo e profondo. Gli effetti del maltempo ,poi, determinano problematiche “idrogeologiche”e”biometeorologiche” molto diversificate procedendo dal settentrione verso il Meridione del Paese, in relazione alla sua complessità geografica e morfologica”. Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, climatologo, Docente dell’Università di Camerino e di Ferrara ed esponente dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia.  

 “Occorre ricordare che  i termini “Burian, Burano e Buriana” non esistono nella nomenclatura meteorologica mentre il BURAN è un vento gelido e secco tipico della Siberia orientale – ha proseguito Fazzini -  e della Mongolia. Le fenomenologie associate a tale avvezione fredda dovrebbero essere complessivamente modeste, visto che l’aria in arrivo è si molto fredda ma decisamente  secca. Il pericolo più impellente per la popolazione diverrà cosi il ghiaccio. Un significativo miglioramento di tali condizioni è atteso per mercoledì ma la situazione non si sanerà totalmente prima del prossimo fine settimana. Evidentemente, dunque, non saranno con ogni probabilità le fenomenologie ad essere eccezionali ma la durata dell’ondata di freddo relativamente al periodo dell’anno, visto che il primo Marzo debutta la Primavera meteorologica. Dovremmo sempre più abituarci a queste anomalie meteo - cliamtologiche,  con ogni probabilità strettamente dipendenti dal riscaldamento globale in atto e la popolazione dovrà “adattarsi” a tali nuove condizioni ed anzi beneficarne attraverso una politica di gestione dell’ambiente che i comuni hanno iniziato a perseguire anche mediante la redazione di Piani di Adattamento ai cambiamenti climatici e ai contratti di fiume – lago – costa”.

 “Al nord, le nevicate occorse sino alla nottata tra giovedì e venerdì fino alla pianura sono state rapidamente sostituite da piogge intense – ha continuato ancora Fazzini -  fino a quote collinari, con conseguenti  decisi e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici dei fiumi appenninici  - dal Piemonte orientale  alle Marche settentrionali nonché sul dominio geografico alto tirrenico; al centro-sud invece i diffusi e frequenti fenomeni temporaleschi hanno causato estese riattivazioni di frane da colamento o semplici smottamenti con pesanti ripercussioni sul traffico stradale. Il quadro meteoclimatico rimarrà complessivamente immutato nella giornata di oggi, con precipitazioni estese e limite delle nevicate in generale innalzamento  fino a quote di alta collina al nord e medio -  montane – 1300-1600 metri al centro – sud. Tale situazione causerà sulle aree basso montane una fusione del manto nevoso e concorrerà ad aggravare la situazione idrogeologica. Sarà quanto mai necessario “vigilare” sui bacini idrografici medio – piccoli, specie laddove i tempi di corrivazione delle acque correnti superficiali sono brevi. In alta montagna il pericolo valanghe diverrà da marcato  - grado 3 a forte  -grado 4 su una scala europea da 1 a 5 . Pertanto, si raccomanda vivamente di non frequentare le quote sommitali ei rilievi montani per attività sci alpinistica. Da domani, domenica, il quadro sinottico muterà drasticamente;  siamo in attesa di un peggioramento di estrazione “polare – continentale”  - dunque proveniente dal subcontinente euroasiatico - che dovrebbe raggiungere il nord ed i versanti più orientali della Penisola tra il  pomeriggio e la serata, apportando un sensibile calo termico - al momento mediamente  quantificabile in 8-10°C - e la possibilità di nevicate sino a quote di pianura nonché sui litorali centro – settentrionali adriatici”.

 

 

Il Sindaco Mario Pupillo ha firmato l'ordinanza che impone ai privati proprietari di aree verdi e agli amministratori di condominio che gestiscono aree verdi di contrastare la presenza nel territorio comunale della “processionaria del pino” (nome scientifico Traumatocampa pityocampa).

Si tratta di un tipo di farfalla che costituisce una seria minaccia per la produzione e la sopravvivenza di alcune specie arboree, in particolare il pino silvestre, il pino nero, il pino strobo e tutte le altre aghifoglie. Inoltre, può costituire un rischio per la salute delle persone e degli animali che dovessero venire in contatto con la processionaria.

I proprietari di aree verdi e gli amministratori di condominio che hanno in gestione aree verdi private devono dunque effettuare tutte le opportune verifiche e ispezioni sugli alberi presenti nelle loro proprietà per accertare la presenza di “nidi” della processionaria, con obbligo della rimozione e la distruzione dei nidi, come stabilito dal Decreto Ministeriale 30.12.2007. A lavori ultimati è necessario comunicare l'esito della bonifica agli uffici del Settore Ambiente del Comune di Lanciano e al Servizio Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica (SIESP) della Asl2 Lanciano Vasto Chieti. Le sanzioni per i trasgressori dell'ordinanza, su cui sono chiamati a vigilare i Carabinieri Forestali della stazione di Lanciano e la Polizia Municipale, vanno dai 500 ai 3000 euro. Inoltre, il Comune di Lanciano potrà disporre l'esecuzione d'ufficio dei lavori di rimozione e distruzione dei nidi, addebitando la spesa a carico dei multati.

Il bruco di questo lepidottero è dotato di una peluria urticante che può provocare irritazioni cutanee, oculari e alle vie respiratore quando è allo stato larvale. Gli uffici preposti sono stati allertati e sono previsti interventi dove sono stati già identificati dei nidi sui quali intervenire tempestivamente, visto che è necessario agire sui bozzoli per una soluzione efficace.

La Regione Abruzzo indica due tipi di procedura di lotta alla processionaria: meccanica, con sportazione e bruciatura dei rami con nidi entro il mese di marzo; microbiologica (bacillus thuringiensis), contro le larve di prima e seconda età da fine agosto a tutto settembre. Inoltre è consigliabile l’impiego, in giugno e luglio di trappole a feromoni per il monitoraggio dei voli e/o la cattura in massa di insetti adulti.

 

"Sono dati da disastro ambientale" così Forum H2O, Nuovo Senso Civico e Stazione Ornitologica Abruzzese commentano i dati contenuti in due rapporti sulla depurazione inseriti un mese fa sul sito dell'ARTA.

Si tratta di report riassuntivi sui controlli effettuati sugli agglomerati con oltre i 2.000 abitanti equivalenti per l'intero 2016 e per il primo semestre 2017.

L'Abruzzo teoricamente tratta la quasi totalità del carico complessivo degli scarichi visto che solo il 3,6% non riceve trattamento. Il problema è che quando arrivano agli impianti spesso ricevono un trattamento inefficace.

Nel 2016 sono stati svolti 578 controlli, di cui quasi la metà (244) nella provincia di Teramo, che hanno riguardato il 73% dei 207 impianti censiti, pari al 96,5% del refluo. Complessivamente il 27% dei controlli ha rilevato superamenti dei limiti tabellari (AQ 24%; CH 40%, PE: 30%, TE:21%). Poiché alcuni impianti sono stati controllati più volte, il dato clamoroso è quello relativo agli impianti che hanno avuto almeno un superamento, ben il 63%. I parametri più critici sono risultati l'Escherichia coli, il BOD5 e l'azoto ammoniacale.

Nel primo semestre 2017 i dati sono sostanzialmente paragonabili al 2016, con il 27% dei 318 controlli (di cui 151 a Teramo) con superamenti dei limiti (AQ:37%; CH:31%; PE:39%, TE:17%). Controllati il 68% degli impianti (140 su su 207) pari all'86% del refluo generato dagli abruzzesi. Interessante il dato delle sanzioni amministrative elevate nella provincia di Chieti, con il 50% dei controlli che ha portato a multe.

Rispetto a questi dati vogliamo esprimere alcune osservazioni. Se è pur vero che la stragrande parte del carico di reflui viene monitorata, una parte troppo consistente, circa 1/4, dei 207 impianti, non viene controllata, con lo sforzo concentrato sui depuratori più grandi. Inoltre nella provincia di Teramo si concentrano metà dei controlli e, di conseguenza, molti degli impianti del resto della regione ricevono spesso una sola verifica l'anno.
In una situazione come l'Abruzzo, con valori ambientali e paesaggistici diffusi, ci riferiamo ai Siti di Interesse Comunitario, e con iniziative turistiche capillari sul territorio, basti pensare agli agriturismo, anche un piccolo impianto malfunzionante può arrecare molti danni, ad esempio alle aree protette. Tra l'altro probabilmente la percentuale di non conformità salirebbe proprio perché sono impianti controllati molto di rado, neanche una volta l'anno.

I primi dati del secondo semestre 2017 non lasciano presagire nulla di buono. L'ARTA ha pubblicato le tabelle del terzo trimestre solo per L'Aquila e Teramo. Sconvolgenti, per sottolineare quanto appena detto, alcuni dati di piccoli comuni in aree di enorme pregio ambientale e turistico. A Castel del Monte, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, in piena estate il 22 agosto i due depuratori Monte Croce e Madonna delle Grazie, avevano, rispettivamente, 11.000.000 di UFC/100 ml di Escherichia coli e 1.900.000 a fronte di un limite di 5.000 (!), mentre a Campo di Giove nel Parco nazionale della Majella il 5 settembre 2017 sono stati riscontrati 130.000 UFC/100 ml (sempre limite 5.000).  Di Barrea e Pescasseroli nel parco nazionale d'Abruzzo abbiamo parlato ampiamente nei mesi scorsi.

Bene la pubblicazione di questi report da parte di ARTA ma non si può andare avanti così nella gestione della depurazione visto che non si nota alcun segnale di miglioramento.

 

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