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E' stato notificato ieri ai Sansifici Vecere Srl di Treglio il parere negativo della Regione Abruzzo al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua) richiesta dai Sansifici per proseguire l'attività per altri 15 anni. La Regione, per legge, è l'autorità competente al rilascio dell'Aua. No per ragioni igienico-sanitarie e urbanistiche. La Conferenza dei servizi per discutere della questione si è svolta a Pescara lo scorso 30 gennaio.  Al tavolo presenti i Comuni di Treglio, territorio dove il sansificio è ubicato, e di Rocca San Giovanni; Sasi Spa per gli scarichi; l'Arta Abruzzo, l'Asl Lanciano Vasto Chieti; il Servizio di Gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo Senso civico, quale portatore d'interesse. Il Comune di Treglio aveva dato parere negativo per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale, per tutelare la salute pubblica dato che nella zona vivono decine di migliaia di cittadini. Anche dalla Asl era giunto il parere “non favorevole, considerato che non si conosce la qualità dell'aria della zona e che il sansificio può arrecare pericolo alla salute pubblica, dato che è classificata come industria insalubre di primo grado”. “Ci siamo presentati all'incontro – ricorda il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella – ribadendo il nostro no all'autorizzazione, tra le altre cose perché la società ha presentato un piano industriale  identico a quello del 2011, quando scattò l'inchiesta della Procura di Lanciano con il sequestro dell'impianto produttivo  e furono rilevate irregolarità e incongruenze nella struttura, che, così com'è adesso, è limitata e non è capace, a livello di emissioni, di rispettare i limiti imposti dalla legge, ad esempio per quanto concerne  il monossido di carbonio ed altre sostanze inquinanti volatili”. Sulla questione nel luglio 2017 c'è stata una sentenza di condanna per l'amministratore unico della società Sansifici Srl a 6 mesi di arresto, convertiti il 40 mila euro di pena pecuniaria.

Il Comune di Treglio, nella Conferenza dei servizi, aveva anche chiesto che il procedimento autorizzativo venisse assoggettato a Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) dato che il sansificio Vecere si trova a ridosso di un Sito di interesse comunitario (Sic), il “Fosso delle farfalle”, e che quindi nella programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei luoghi e che lo studio di impatto ambientale dovrà contenere anche gli elementi sulla compatibilità fra progetto e finalità conservative del sito.

L'autorizzazione di Vecere era scaduta il 21 dicembre 2016 e aveva ottnuto una proroga di 90 giorni all'esercizio, terminato a fine marzo 2017. “La società  – evidenzia Berghella –avrebbe dovuto presentare un progetto in cui venissero individuate e adottate le migliori tecnologie disponibili o Best available techniques (Bat), ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che - tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili  - garantissero bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un’adeguata prevenzione degli incidenti”. Invece il progetto presentato non ha soddisfatto i criteri richiesti e di qui la bocciatura. “Quest'anno – sottolinea ancora Berghella – l'azienda non avrebbe dovuto riaprire i cancelli, essendo senza autorizzazione”. Invece l'ha fatto. “E la ricomparsa del fumo dal camino non ha soltanto buttato nello sconcerto la cittadinanza ma rischia di minare il rapporto di fiducia che la stessa dovrebbe  avere con le istituzioni. I cittadini sono tornati a lamentarsi, in questa circostanza, per l'odore acre ed il fumo. Inoltre l'azienda ha creato confusione e false aspettative negli imprenditori agricoli, dato che adesso, dopo il provvedimento regionale, ha dovuto spegnere il camino e smettere di  ricevere sansa da destinare alla lavorazione. “La mia preoccupazione – fa presente ancora  il sindaco – è di trovare ora una soluzione affinché non vengano penalizzati gli imprenditori agricoli e i frantoiani. Per questo motivo sono in contatto con l'assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe,  e il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, con delega alle Attività produttive. L'irresponsabilità dell'azienda, infatti, generato il caos. L'impianto di cui parliamo è classificato come insalubre di prima classe e secondo l'autorizzazione del 2011 si sarebbe dovuta delocalizzare, in accordo con l'azienda, che però non ha mai voluto sentire ragioni”. 

“Si tratta – conclude Berghella – di una vicenda che interessa tutto il territorio e non solo il Comune di Treglio e per questo sabato scorso c'è stata una riunione con i sindaci dei centri limitrofi, che condividono appieno la linea dell'amministrazione comunale di Treglio, sia nella necessità di trovare una immediata soluzione al problema che si è creato per i frantoiani, sia nell'avviare un inderogabile  progetto di delocalizzazione. I sindaci inoltre chiedono un impegno immediato e un incontro in Regione per  una soluzione condivisa ed efficace”.

L’Abruzzo sarà teatro di un esperimento unico al mondo all’interno dei Laboratori del Gran Sasso. L’unicità dell’esperimento  è tale anche per via dei rischi che si correranno. L’esperimento detto SOX (Short distance neutrino Oscillations with boreXino), in cerca di conferme o smentite sulle "anomalie dei neutrini", prevede infatti l’arrivo di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo, incapsulata in un sarcofago di tungsteno spesso 19 cm, trasportata dal sito nucleare di Mayak fin dentro il nostro Gran Sasso. 

Nonostante le rassicurazioni del Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) l’esperimento suscita forti perplessità per il fatto che le contaminazioni radioattive hanno durata millenaria, con conseguenze disastrose per la salute. La perplessità poi si trasforma in inquietudine se si considera che l’opinione pubblica è a conoscenza  di questo esperimento non per effetto di comunicazioni istituzionali, per quanto tardive, ma grazie al lavoro di indagine delle associazioni.

 cittadini che bevono l’acqua del Gran Sasso e tutti gli abruzzesi in generale dovrebbero fidarsi a occhi chiusi degli scienziati e delle istituzioni, che li hanno tenuti fuori dalle decisioni sull’esperimento, ormai prossimo alla realizzazione, senza neanche il diritto di obiettare parola. Dunque di questioni da discutere e obiezioni da sollevare ce ne sono molte.

Se ne parlerà nell'assemblea che si terrà a Lanciano sabato 4 novembre alle ore 18,00 presso il Palazzo degli Studi in Corso Trento e Trieste.

Introduce e modera ALBA BRIGHELLA NSC.
Interviene DAVIDE  CAPORALE, Assessore all'Ambiente Comune di Lanciamo
Relatori: AUGUSTO DE SANCTIS, FORUM H2O  
CARLO SPERA, autore ed editore di volumi e documentari che si occupano di tematiche sociali, con particolare attenzione alle conseguenze degli incidenti nucleari.

 


 

                                                                                                                                                                             

 

L’Amministrazione comunale di Orsogna (Chieti) ha realizzato altri 160 loculi nell’area nuova del Cimitero di via Ortonese. I lavori, dell’importo complessivo di 200mila euro, hanno riguardato anche la pavimentazione e l’impianto elettrico. L’opera è stata in parte finanziata con la vendita anticipata di una quota (circa il 50%) dei loculi da realizzare, cui sono stati aggiunti altri fondi risparmiati in precedenza dal Comune.

«Lo stile - spiega il sindaco, Fabrizio Montepara - è lo stesso, in pietra, con lapide e punto luce disponibili, utilizzato per i loculi già esistenti, in modo da mantenere l’uniformità architettonica e non creare disparità tra i defunti. Tuttavia, per dare a tutti la possibilità di acquistare un loculo, abbiamo differenziato le tariffe: più basse per la prima e la quarta fila, più alte per le due file centrali. A differenza di altri Comuni, abbiamo deciso di mantenere la gestione diretta, pubblica, dei servizi cimiteriali, poiché riguarda un aspetto molto delicato e rilevante per le famiglie, che vogliamo tenere al di fuori di qualsiasi ragionamento o valorizzazione economica».

Il progetto è dell’ingegner Rocco Di Ciero, la sicurezza di cantiere è stata affidata all’ingegner Mariangela Ciancio, l’opera è stata realizzata dall’impresa Tenaglia srl di Casoli.

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“L’acqua bene vitale da conoscere e tutelare” è il tema della tavola rotonda che si terrà a Lanciano  sabato prossimo, 21 ottobre, a partire dalle ore 9 presso il Palazzo degli Studi (Corso Trento e Trieste).
L’evento è promosso dai Club service di Lanciano, Lions e Panathlon e dalla Camera Penale di Lanciano.
Nell’intensa mattinata, interverranno Mario Pupillo, Sindaco di Lanciano e presidente Provincia di Chieti; Davide Caporale, Assessore Ambiente Comune di Lanciano; Andrea Forcione, Office Distrettuale Service Lions “Sostenibilità ambientale”; Maria Rita Di Fabrizio, Presidente Lions Club Lanciano; Filippo Marciani, Presidente Panathlon Club Lanciano; Rocco Franco Tondini, Governatore Panathlon Club e Tommaso Dragani, Vice Governatore Lions Club.
Le relazioni sono affidate al PDG Franco Sami, Presidente Onlus “Acqua per la vita” (“La risorsa idrica: approvvigionamento, potabilizzazione e depurazione”); Massimo Ranieri, Presidente Municipalizzata Ecolan (“Inquinamento delle acque sotterranee: il caso di Bussi sul Tirino”); Giancarlo Scoccia, Docente Facoltà di Ingegneria Università dell’Aquila (“Ambiente e durabilità dei materiali”); Stefano Ardito, giornalista e scrittore (“Acqua, montagne e parchi”); Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia (“La bandiera blu come valorizzazione e promozione dello sviluppo turistico dell’area Frentana”). Modera: Angelo De Nicola, giornalista e scrittore.
Interverranno significativamente anche gli studenti di tre scuole di Lanciano: le classi IIIA e IIIB della “Media D’Annunzio”, Preside Alessandra Camilla Medoro con i docenti Dora Pasquini, Marino Di Campli e Nicla Schina; le classi IIB e IIC della “Media Mazzini”, Preside Mirella Spinelli con i docenti Matilde Di Lorenzo e Marcella Luciani, Antonella Francione e Vito Veri, e la classe IIIELT-CH dell'Istituto “Da Vinci-De Giorgio”, Preside Giovanni Orecchioni con i docenti Franco Scarinci e Elisabetta Sorgi.

Il Comune di Orsogna  metterà a disposizione dei cittadini, in via Giuseppe Magno, un’area verde attrezzata per la socializzazione e la sgambatura dei cani. L’area, ampia circa 2.000 metri quadrati, sarà recintata, chiusa con un cancello di ingresso, dotata di panchine, cestini per la raccolta dei rifiuti, totem contenenti dispenser di sacchetti, prese di acqua di beveraggio e illuminazione. All'area - secondo quanto prevede l’apposito regolamento adottato dall'Amministrazione comunale guidata da Fabrizio Montepara - potranno accedere tutti i cani iscritti all'anagrafe canina, anche non tenuti al guinzaglio e privi di museruola, purché sotto la vigilanza attiva dei loro accompagnatori di età non inferiore a 14 anni. Guinzaglio e museruola saranno comunque necessari nei casi in cui se ne ravvisi la necessità e per gli animali la cui aggressività non possa essere facilmente controllata.

Della manutenzione e pulizia dell’area, che sarà aperta nelle prossime settimane, si occuperà l’amministrazione comunale. Per la gestione potranno essere stipulati accordi con associazioni di volontariato o privati cittadini.

«E’ uno dei progetti che avevamo promesso ai cittadini nel nostro programma - spiega il sindaco Montepara -, le cui tappe stiamo rispettando e che contiamo di realizzare pienamente entro la scadenza del nostro mandato».

 

 


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Si terrà domani l'escursione alla Sorgente Del Verde, promossa dal Fai Abruzzo in collaborazione con la Sasi e con il Comune di Fara San Martino. “Ritengo costruttive queste collaborazioni che permettono di conoscere da vicino alcune nostre realtà, come la sorgente del Verde dall'acqua davvero purissima” ha sottolineato il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe precisando pure che stanno per iniziare i lavori di riqualificazione della struttura adiacente la Sorgente che potrà quindi essere utilizzata dalle scolaresche, nonché per incontri e convegni.

Domani non ci saranno solo bambini come accade sempre più spesso considerata la richiesta che arriva dalle scuole. L'invito che il Fai rivolge è per tutti, per quanti sono interessati a trascorrere una giornata a contatto con la natura e a saperne di più di acqua e di ambiente “L'ambiente, la tutela e la salvaguardia dei paesaggi che ci circondano sono da un po' di tempo al centro dell'attenzione del Fai che punta a far conoscere gli aspetti più importanti di alcuni luoghi, siamo convinti che la conoscenza porta al rispetto e alla tutela”, ha rimarcato il vice presidente del Fai di Lanciano Umberto Nasuti mentre il Sindaco di Fara San Martino Carlo De Vitis ha tenuto a ricordare le peculiarità di Fara “ci stiamo anche attivando per sviluppare dalla sorgente un percorso turistico che abbracci pure altri luoghi che meritano di essere visitati come il Monastero e il rifugio Manzini. Sono state migliaia le presenze turistiche questa estate”, ha concluso il primo cittadino. “Sono sempre più numerose le visite alla Sorgente, stiamo facendo lavori di adeguamento e di messa in sicurezza soprattutto per consentire la presenza delle scolaresche anche in tratti che ora non possono essere visitati – ha aggiunto Fabrizio Talone responsabile del servizio adduzione e captazione della Sasi L'appuntamento, dunque, è per domani 8 Ottobre. Alle 10.00 è prevista l'escursione alle Gole di San Martino, alle 11.00 la visita alle Sorgenti del Fiume Verde e poi il pranzo. Ad accompagnare questa passeggiata il geologo Nicola Labbrozzi, la presidente del Fai di Lanciano Marlina Corsaro, il prof Segio Rusi del dipartimento di ingegneria e geologia dell'Università D'Annunzio di Chieti, Adele Garzarella e Graziano Catenacci.

Il Comitato No Inceneritore in Val di Sangro , il  WWF – Zona Frentana e Costa Teatina e NOIMESSIDAPARTE - APS  a  oltre 2 anni dalla presentazione del progetto di pirogassificazione di rifiuti, previsto tra i comuni di Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro, denuncia che la società proponente chiede una proroga per integrare il progetto fino al 31 dicembre 2017. Il progetto, ricordiamo, prevede di lavorare oltre 33000 tonnellate  di rifiuti annue,  tra cui  plastiche  e rifiuti industriali ed è stato già fortemente contestato con manifestazioni e sit-in da comitati, associazioni ambientaliste e amministrazioni comunali.

Come già evidenziato  nelle osservazioni inviate nell’ambito della procedura di valutazione, è stato detto questa mattina in conferenza stampa, oltre agli impatti ambientali ineludibili, in specie per i due Siti di Interesse Comunitario -SIC- Lago di Serranella e Bosco di Mozzagrogna, il recupero energetico, è una strada obsoleta.

 L’innovazione tecnologica ha di fatto reso il recupero di materia assai più vantaggioso con ottime ricadute sugli aspetti ambientali e occupazionali, quindi la regione Abruzzo ha bisogno di impianti che siano di supporto alla raccolta differenziata, in modo particolare impianti di compostaggio e di recupero di materia, così facendo  il rifiuto diventa una risorsa e non un problema per l’ambiente e la salute.

Ma è l’ennesimo progetto dove le scelte  non vanno in direzione del volere dei cittadini.

 Difatti ci troviamo ancora una volta di fronte ad un paradosso, dichiarano Marco Severo del  Comitato No Inceneritore in Val di Sangro Walter Mergiotti di NOIMESSIDAPARTE e Fabrizia Arduini del WWF, siamo ben oltre il termine dei 150 gg.  e quando finalmente sembrava che i tecnici della commissione si avviavano ad una più concreta e giustificata archiviazione il tutto viene rimesso in discussione. Il 30 maggio scorso, il responsabile del servizio valutazione ambientale invia una nota in cui intima all’azienda proponente  di integrare il progetto con i documenti richiesti, pena l’archiviazione del procedimento VIA.  Trenta giorni dopo i documenti integrativi  non arrivano sulle scrivanie del servizio di valutazione, ma arriva da parte della proponente Marcantonio Sas ,il 4 luglio, quindi oltre il termine precedentemente imposto,  una richiesta di sospensione del procedimento fino al 31 dicembre 2017. Il giorno dopo gli stessi dirigenti che avevano predisposto il termine dei trenta giorni, non accolgono la richiesta di sospensione fino a fine anno, in virtù dell’enorme tempo già concesso ma concedono 90gg di proroga, poi si procederà comunque ad inserire la pratica all’ordine del giorno.  Tutto questo , concludono, è assurdo.

 

E’ stata rafforzata da alcuni giorni, con l’installazione di diverse foto trappole, la guerra all’abbandono dei rifiuti su tutto il territorio comunale ed in particolare nelle zone di campagna dove, ultimamente si era registrato un aumento notevole di questo fenomeno.  La settimana scorsa, infatti, alla presenza del Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, dell’Assessore all’Ambiente, Raffaele Di Nardo e del Consigliere delegato alle politiche agricole, Lorenzo Santomero, la Società Ecolan, che a partire dallo scorso mese di settembre gestisce a Fossacesia il servizio di igiene urbana, ha installato, in varie zone di campagna, numerose fototrappole per punire chiunque, singolo cittadino o ditta privata, compia tale reato  “E’ un reato abbandonare i rifiuti – dichiara l'assessore all'Ambiente Raffaele Di Nardo – forse a molti questo non è ancora chiaro.

Purtroppo numerose sono le segnalazioni che riceviamo in questo senso e assistiamo a volte ad un vero e proprio scempio ambientale che non è più tollerabile. Nonostante abbiamo già provveduto ad installare in alcune zone tali sistemi di sorveglianza, cosa che comunque ha avuto i suoi risultati, molto ancora c’è da fare”. 

Le fototrappole altro non sono che un sistema di videosorveglianza, fatto da minuscole telecamere che vengono posizionate in punti strategici, cosiddetti sensibili, e collegate ad una centrale che costantemente viene controllate dalle forze di polizia.  “Ultimamente le zone colpite dagli incivili sono soprattutto le aree di campagna o lungo il Sangro, dove spesso viene abbandonato ogni genere di rifiuto, soprattutto quelli ingombranti – prosegue Lorenzo Santomero, Consigliere delegato alle Politiche Agricole del Comune di Fossacesia – e questo fenomeno va assolutamente fermato, individuando il colpevole e inasprendo le pene, applicando il massimo delle multe previste dalla norma”.  Dura è quindi la linea tenuta dall’Amministrazione Comunale. Il sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha dato disposizioni alla Polizia Locale di rafforzare la vigilanza, anche attraverso forme di collaborazione con apposite  associazioni aventi proprio lo scopo di pattugliare il territorio per individuare i trasgressori.

 

Continuano gli episodi di abbandono dei rifiuti in Val di Sangro, dopo il sito preso di mira dagli incivili,sotto il ponte del  Sangro,che congiunge Lanciano e Atessa,(ne parlarono anche alcuni giornali locali il mese scorso) noi dell’associazione “noimessidaparte” sollecitati anche da alcuni cittadini siamo andati a vedere.

Lo spettacolo che ci si presenta è a dir poco impietoso, pattume,pezzi di lastre di eternit, pneumatici, cavi elettrici, materiale e scarti edilizi, materie plastiche,frigoriferi…insomma una discarica a cielo aperto,anzi pardon, sotto il ponte. Eh si perché il ponte funge da “paravento”, ironizza Marco severo presidente dell'associazione "NOIMESSIDAPARTE", e da sicurezza di non esser visti, agli incivili che si recano qui e senza remore scaricano e lasciano di tutto. Inoltre la discarica ricade a pochi metri dal percorso trekking che porta alla Lecceta del Sangro,diventando cosi un deterrente per cicloamatori e amanti del trekking.

Ci chiediamo come mai  l’amministrazione comunale di Lanciano, incalza Severo, o la Provincia non abbiano ancora preso dei rimedi e delle soluzioni per scoraggiare l’incivile?Ma soprattutto perché non si impegnano,a far rimuovere il pattume e al ripristino ambientale dell’area?

Gli attivisti di Noimessidaparte se ne sono andati in giro una settimana per campagne alla ricerca di altre aree prese di mira dall’ ignobile pratica e il quadro purtroppo è dei peggiori. Sono decine le aree e i punti  presi di mira, oltre a gli abbandoni di qualche sacchetto nelle strade tratturali, vi sono vere e proprie discariche, i più grandi nei comuni di Lanciano,oltre a quello già noto,anche in loc.Cerratina e Atessa nei pressi dello svincolo per la superstrada. Il greto del Sangro è ormai un vero e proprio centro di raccolta per chi la differenziata non la vuole proprio fare e pure per qualche piccola azienda che forse vuole risparmiare sui costi di smaltimento.

Eppure la legge è chiara, il divieto di abbandono di rifiuti è enunciato dall’art. 192 della legge 152/2006 (T.U.A.) secondo cui “l'abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati ed è  altresi'  vietata l'immissione  di  rifiuti  di qualsiasi genere,  allo  stato  solido  o  liquido,  nelle acque superficiali e sotterranee,e le disposizioni sanzionatorie previste per le violazioni al citato art. 192 sono contenute negli articoli 255, 1° comma (Sanzioni amministrative) e 256, 2° comma (Sanzioni penali)  a seconda se l’autore del gesto è un privato cittadino o appartenente a ditta-enti, con sanzioni economiche fino a 1200 euro. Già questo dovrebbe scoraggiare l’incivile.

Inoltre ai sensi del D. Lgs. 152/06, Parte IV, art. 184, comma 2,lettera D, che recita testualmente “ i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua sono rifiuti urbani”.

Pertanto, a fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, essi sono a carico del Comune, anche se tra gli stessi sono presenti determinate tipologie di materiali.

Per questi motivi ieri l'associazione ha  inoltrato un formale e dettagliato esposto presso i Carabinieri Forestali di Lanciano e per conoscenza inviato anche alle amministrazioni di Lanciano e Atessa.

Chiediamo che vengano rimossi i rifiuti e ripristinate le aree da parte degli enti preposti, inoltre è doveroso che le amministrazioni comunali dei comuni sangrini, insieme alla provincia si attivino per attuare misure che contrastino questa triste piaga,come ad esempio l’installazione di foto trappole nelle aree sensibili ,oltre a maggiore controllo da parte delle polizie municipali e provinciale.

In quanto agli incivili, be’ per loro non ci sono parole, conclude il presidente, valgono meno del nulla e speriamo che un giorno verranno presi in flagranza…allora saranno dolori!

 Foto di Andrea Colacioppo

Dove nel passato sono stati fatti investimenti i problemi non ci sono o sono minimi, a Vasto purtroppo le reti risalgono agli anni 50, c'è una notevole dispersione, quasi del 30 per cento, e anche se l'acqua ce l'abbiamo non riusciamo a farla arrivare. Se a questo si aggiunge l'aumento esponenziale della popolazione nel periodo estivo si comprende come sia a dir poco complicato rispondere alle reali esigenze – il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe ha esordito così questa mattina nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Lanciano, nella sede di Viale Cappuccini

– La soluzione definitiva a questi disagi è la realizzazione di un potabilizzatore e di una linea dedicata. Il potabilizzatore dovrebbe essere realizzato nell'area del Sangro, perché è una zona più omogenea, a trarne beneficio sarebbero tutti i 92 Comuni e si metterebbe finalmente la parola fine ai problemi che da anni affliggono Vasto e la zona del vastese. Attualmente – continua Basterebbe- dalla Sorgente del Verde vengono erogati 1.200 litri di acqua al secondo, una produzione che siamo in grado di mantenere, ma è necessario avere gli strumenti adeguati per portare l'acqua a destinazione, con i mezzi che abbiamo a disposizione non ci si riesce. Il potabilizzatore potrebbe essere la risposta giusta ed efficace.

Nell'attesa di concretizzare questo progetto che richiede un investimento di oltre 25 milioni di euro, abbiamo elaborato in collaborazione con l'Ersi un programma da mettere in campo a breve termine”. Il presidente ha pure ricordato che la Sasi non gestisce solo l'acqua ma anche la depurazione e che ogni anno vanno via circa 6 milioni di euro per riparazioni e manutenzioni. “Comunque le criticità e le fragilità di alcuni territori come quello di Vasto sono sempre da ricondurre a lavori che nel corso di decenni non sono stati fatti - ha ribadito Basterebbe – a San Vito, per esempio, quando ero sindaco non si è realizzato nemmeno un tratto di strada senza prima provvedere ai “sotto servizi” (condotte, rete fognaria) e anche gli amministratori arrivati dopo di me hanno avuto la stessa attenzione e oggi puo' utilizzare l'80 per cento dell'acqua, senza problemi. Così come tanti altri Comuni che in questa torrida estate per la prima volta non hanno subito sospensioni e mancanza d'acqua.

Ma questo non fa notizia, è più facile lanciare accuse, sollevare polemiche, accendere gli animi senza di fatto approfondire il perché di alcune difficili situazioni”. Il riferimento del presidente è chiaro e va dritto agli attacchi anche personali lanciati dal Movimento 5 Stelle nel corso della conferenza stampa tenuta qualche giorno fa a Vasto. “Il nostro Cda – puntualizza – è stato eletto all'unanimità, nessun voto contrario, solo 3 astenuti. Lavoriamo d'intesa e con obiettivi condivisi e vorrei anche aggiungere che attualmente il mio indennizzo è pari a zero. Ai cinque stelle e ad altri dico che sono tante le persone che non antepongono gli interessi personali al bene comune. E l'acqua è un bene di prima necessità, troppo prezioso, lo ripeto ancora una volta, per essere oggetto di battaglie denigratorie, basate su notizie non esatte”. All'incontro di questa mattina insieme al presidente hanno partecipato Paola Tosti e Patrizia De Santis del Cda e Pio D'Ippolito direttore dell'area operativa. Il programma stilato per interventi da effettuare in tempi brevi è di 8 milioni di euro (c'è già la copertura di 5 milioni) di cui 2 milioni e 300 mila euro per i rilanci sulla condotta del Verde, 3 milioni e 100 mila su Vasto per individuare le perdite e sostituire i tubi, 1 milione su San Salvo, 1 milione e 600 su Avello, 400 mila euro per il rifacimento di una condotta tra Vasto Marina e San Salvo e 500 mila euro per la captazione di Surienze, nel comune di Rosello.

“Sono interventi importanti ma quello definitivo resta il potabilizzatore, la provincia di Chieti è l'unica a non averne nonostante l'area industriale della Val di Sangro e l'elevata presenza turistica. Confido nella sensibilità della Regione e mi auguro che i tempi per realizzare questo impianto non siano troppo lunghi, intanto procederemo con gli altri lavori”.

 

 

 

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