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Evidenti i segnali del cambiamento climatico. Dovremmo sempre più abituarci a queste anomalie meteo - cliamtologiche,  con ogni probabilità strettamente dipendenti dal riscaldamento globale in atto e la popolazione dovrà “adattarsi” a tali nuove condizioni”.  

 “L’ondata di maltempo che da alcuni giorni sta interessando in maniera continuativa l’intera Penisola evidenzia quanto inizino ad essere evidenti i segnali di un cambiamento climatico; tanto è variegata la “sinottica” del bacino del Mediterraneo – mare sempre caldo e profondo. Gli effetti del maltempo ,poi, determinano problematiche “idrogeologiche”e”biometeorologiche” molto diversificate procedendo dal settentrione verso il Meridione del Paese, in relazione alla sua complessità geografica e morfologica”. Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, climatologo, Docente dell’Università di Camerino e di Ferrara ed esponente dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia.  

 “Occorre ricordare che  i termini “Burian, Burano e Buriana” non esistono nella nomenclatura meteorologica mentre il BURAN è un vento gelido e secco tipico della Siberia orientale – ha proseguito Fazzini -  e della Mongolia. Le fenomenologie associate a tale avvezione fredda dovrebbero essere complessivamente modeste, visto che l’aria in arrivo è si molto fredda ma decisamente  secca. Il pericolo più impellente per la popolazione diverrà cosi il ghiaccio. Un significativo miglioramento di tali condizioni è atteso per mercoledì ma la situazione non si sanerà totalmente prima del prossimo fine settimana. Evidentemente, dunque, non saranno con ogni probabilità le fenomenologie ad essere eccezionali ma la durata dell’ondata di freddo relativamente al periodo dell’anno, visto che il primo Marzo debutta la Primavera meteorologica. Dovremmo sempre più abituarci a queste anomalie meteo - cliamtologiche,  con ogni probabilità strettamente dipendenti dal riscaldamento globale in atto e la popolazione dovrà “adattarsi” a tali nuove condizioni ed anzi beneficarne attraverso una politica di gestione dell’ambiente che i comuni hanno iniziato a perseguire anche mediante la redazione di Piani di Adattamento ai cambiamenti climatici e ai contratti di fiume – lago – costa”.

 “Al nord, le nevicate occorse sino alla nottata tra giovedì e venerdì fino alla pianura sono state rapidamente sostituite da piogge intense – ha continuato ancora Fazzini -  fino a quote collinari, con conseguenti  decisi e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici dei fiumi appenninici  - dal Piemonte orientale  alle Marche settentrionali nonché sul dominio geografico alto tirrenico; al centro-sud invece i diffusi e frequenti fenomeni temporaleschi hanno causato estese riattivazioni di frane da colamento o semplici smottamenti con pesanti ripercussioni sul traffico stradale. Il quadro meteoclimatico rimarrà complessivamente immutato nella giornata di oggi, con precipitazioni estese e limite delle nevicate in generale innalzamento  fino a quote di alta collina al nord e medio -  montane – 1300-1600 metri al centro – sud. Tale situazione causerà sulle aree basso montane una fusione del manto nevoso e concorrerà ad aggravare la situazione idrogeologica. Sarà quanto mai necessario “vigilare” sui bacini idrografici medio – piccoli, specie laddove i tempi di corrivazione delle acque correnti superficiali sono brevi. In alta montagna il pericolo valanghe diverrà da marcato  - grado 3 a forte  -grado 4 su una scala europea da 1 a 5 . Pertanto, si raccomanda vivamente di non frequentare le quote sommitali ei rilievi montani per attività sci alpinistica. Da domani, domenica, il quadro sinottico muterà drasticamente;  siamo in attesa di un peggioramento di estrazione “polare – continentale”  - dunque proveniente dal subcontinente euroasiatico - che dovrebbe raggiungere il nord ed i versanti più orientali della Penisola tra il  pomeriggio e la serata, apportando un sensibile calo termico - al momento mediamente  quantificabile in 8-10°C - e la possibilità di nevicate sino a quote di pianura nonché sui litorali centro – settentrionali adriatici”.

 

 

Il Sindaco Mario Pupillo ha firmato l'ordinanza che impone ai privati proprietari di aree verdi e agli amministratori di condominio che gestiscono aree verdi di contrastare la presenza nel territorio comunale della “processionaria del pino” (nome scientifico Traumatocampa pityocampa).

Si tratta di un tipo di farfalla che costituisce una seria minaccia per la produzione e la sopravvivenza di alcune specie arboree, in particolare il pino silvestre, il pino nero, il pino strobo e tutte le altre aghifoglie. Inoltre, può costituire un rischio per la salute delle persone e degli animali che dovessero venire in contatto con la processionaria.

I proprietari di aree verdi e gli amministratori di condominio che hanno in gestione aree verdi private devono dunque effettuare tutte le opportune verifiche e ispezioni sugli alberi presenti nelle loro proprietà per accertare la presenza di “nidi” della processionaria, con obbligo della rimozione e la distruzione dei nidi, come stabilito dal Decreto Ministeriale 30.12.2007. A lavori ultimati è necessario comunicare l'esito della bonifica agli uffici del Settore Ambiente del Comune di Lanciano e al Servizio Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica (SIESP) della Asl2 Lanciano Vasto Chieti. Le sanzioni per i trasgressori dell'ordinanza, su cui sono chiamati a vigilare i Carabinieri Forestali della stazione di Lanciano e la Polizia Municipale, vanno dai 500 ai 3000 euro. Inoltre, il Comune di Lanciano potrà disporre l'esecuzione d'ufficio dei lavori di rimozione e distruzione dei nidi, addebitando la spesa a carico dei multati.

Il bruco di questo lepidottero è dotato di una peluria urticante che può provocare irritazioni cutanee, oculari e alle vie respiratore quando è allo stato larvale. Gli uffici preposti sono stati allertati e sono previsti interventi dove sono stati già identificati dei nidi sui quali intervenire tempestivamente, visto che è necessario agire sui bozzoli per una soluzione efficace.

La Regione Abruzzo indica due tipi di procedura di lotta alla processionaria: meccanica, con sportazione e bruciatura dei rami con nidi entro il mese di marzo; microbiologica (bacillus thuringiensis), contro le larve di prima e seconda età da fine agosto a tutto settembre. Inoltre è consigliabile l’impiego, in giugno e luglio di trappole a feromoni per il monitoraggio dei voli e/o la cattura in massa di insetti adulti.

 

"Sono dati da disastro ambientale" così Forum H2O, Nuovo Senso Civico e Stazione Ornitologica Abruzzese commentano i dati contenuti in due rapporti sulla depurazione inseriti un mese fa sul sito dell'ARTA.

Si tratta di report riassuntivi sui controlli effettuati sugli agglomerati con oltre i 2.000 abitanti equivalenti per l'intero 2016 e per il primo semestre 2017.

L'Abruzzo teoricamente tratta la quasi totalità del carico complessivo degli scarichi visto che solo il 3,6% non riceve trattamento. Il problema è che quando arrivano agli impianti spesso ricevono un trattamento inefficace.

Nel 2016 sono stati svolti 578 controlli, di cui quasi la metà (244) nella provincia di Teramo, che hanno riguardato il 73% dei 207 impianti censiti, pari al 96,5% del refluo. Complessivamente il 27% dei controlli ha rilevato superamenti dei limiti tabellari (AQ 24%; CH 40%, PE: 30%, TE:21%). Poiché alcuni impianti sono stati controllati più volte, il dato clamoroso è quello relativo agli impianti che hanno avuto almeno un superamento, ben il 63%. I parametri più critici sono risultati l'Escherichia coli, il BOD5 e l'azoto ammoniacale.

Nel primo semestre 2017 i dati sono sostanzialmente paragonabili al 2016, con il 27% dei 318 controlli (di cui 151 a Teramo) con superamenti dei limiti (AQ:37%; CH:31%; PE:39%, TE:17%). Controllati il 68% degli impianti (140 su su 207) pari all'86% del refluo generato dagli abruzzesi. Interessante il dato delle sanzioni amministrative elevate nella provincia di Chieti, con il 50% dei controlli che ha portato a multe.

Rispetto a questi dati vogliamo esprimere alcune osservazioni. Se è pur vero che la stragrande parte del carico di reflui viene monitorata, una parte troppo consistente, circa 1/4, dei 207 impianti, non viene controllata, con lo sforzo concentrato sui depuratori più grandi. Inoltre nella provincia di Teramo si concentrano metà dei controlli e, di conseguenza, molti degli impianti del resto della regione ricevono spesso una sola verifica l'anno.
In una situazione come l'Abruzzo, con valori ambientali e paesaggistici diffusi, ci riferiamo ai Siti di Interesse Comunitario, e con iniziative turistiche capillari sul territorio, basti pensare agli agriturismo, anche un piccolo impianto malfunzionante può arrecare molti danni, ad esempio alle aree protette. Tra l'altro probabilmente la percentuale di non conformità salirebbe proprio perché sono impianti controllati molto di rado, neanche una volta l'anno.

I primi dati del secondo semestre 2017 non lasciano presagire nulla di buono. L'ARTA ha pubblicato le tabelle del terzo trimestre solo per L'Aquila e Teramo. Sconvolgenti, per sottolineare quanto appena detto, alcuni dati di piccoli comuni in aree di enorme pregio ambientale e turistico. A Castel del Monte, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, in piena estate il 22 agosto i due depuratori Monte Croce e Madonna delle Grazie, avevano, rispettivamente, 11.000.000 di UFC/100 ml di Escherichia coli e 1.900.000 a fronte di un limite di 5.000 (!), mentre a Campo di Giove nel Parco nazionale della Majella il 5 settembre 2017 sono stati riscontrati 130.000 UFC/100 ml (sempre limite 5.000).  Di Barrea e Pescasseroli nel parco nazionale d'Abruzzo abbiamo parlato ampiamente nei mesi scorsi.

Bene la pubblicazione di questi report da parte di ARTA ma non si può andare avanti così nella gestione della depurazione visto che non si nota alcun segnale di miglioramento.

 

 

Quarantanove comuni sulle tre province di L'Aquila, Chieti e Pescara, 2 Parchi nazionali, 4 riserve naturali: sono solo alcuni dei numeri del nuovo distretto montano "Majella Madre", nato ufficialmente il 29 dicembre scorso dopo che il ministro dei Beni culturali e del Turismo ha firmato il decreto di istituzione. Il nuovo distretto montano Majella Madre coinvolgerà tutta quel territorio montano che rappresenta una parte importante dal punto di vista sociale, politico ed economico dell'Abruzzo. Se il Gran Sasso rappresenta infatti l'immagine dell'Appennino centrale, la Maiella rappresenta la storia di una regione che ha creato e generato sviluppo intorno ai tanti centri che popolano la catena della Maiella. Il distretto montano Majella Madre è il secondo in Abruzzo dopo la nascita di quello Gran Sasso che ha il primato di essere stato il primo distretto di montagna ad essersi costituito in Italia. Da quella data, risalente a due anni, nel frattempo sono nati altri distretti turistici (pochi montani) e tra questi c'è anche quello della Majella. Comune capofila è Guardiagrele, ma al proprio interno il distretto può contare su tanti altri centri e città di grande pregio storico e culturale, a cominciare da Sulmona, Pescocostanzo, Scanno, Pacentro, Caramanico Terme, Campo di Giove fino ad arrivare ai comuni dell'Alto Sangro, Pescasseroli, Barrea e Scontrone, per chiudere con i comuni del Basso Sangro come Fara San Martino, Lettopalena, Lama dei Peligni. Il Distretto sarà insomma lo strumento politico che dovrà aggregare tutte le proposte di sviluppo turistico che arriveranno dai comuni. La base di partenza è solida solo se si pensa che all'interno del distretto Majella Madre ci sono i due importanti comprensori sciistici del Centro Sud Italia: Roccaraso-Rivisondoli-Pescocostanzo e Maielletta. Evidente è stata poi la capacità aggregativa che è stata messa in campo per la realizzazione del distretto. Nel nuovo aggregato montano figurano 4 DMC, l'unica PMC della Regione, 3 Gal ma soprattutto 475 strutture ricettive con una capacità di posti letto di poco superiore ai 16 mila. I dati consolidati del 2016 sul movimento turistico nei comuni del distretto indicano 205.112 arrivi e 588.722 presenze di turisti italiani; 12.645 arrivi e 38.056 presenze di turisti stranieri. (REGFLASH) 

Come ogni anno, nel periodo concomitante con le festività natalizie, durante il quale aumenta notevolmente la richiesta di prodotti ittici, la Direzione Marittima dell’Abruzzo, del Molise e delle Isole Tremiti, nell’ambito dell’operazione nazionale “DIRTY MARKET” disposta dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, ha intensificato i controlli sulla filiera della pesca, con il preciso obiettivo garantire la qualità dei prodotti ittici immessi sul mercato e dunque tutelare la salute dei consumatori.

Ben 243 sono stati i controlli effettuati dai 134 uomini e donne della Guardia Costiera impiegati su tutto il territorio di giurisdizione dei Comandi locali che, coordinati dal 14° Centro di Controllo Area Pesca di Pescara, hanno eseguito accertamenti sia a terra che a bordo delle unità da pesca in attività. In particolare, a terra, le verifiche sono state condotte nei punti di sbarco del prodotto ittico, nei centri di grande distribuzione, nei punti vendita al dettaglio, nei ristoranti, oltre che sui mezzi di trasporto del prodotto ittico stesso; tutto allo scopo di verificare il rispetto delle vigenti disposizioni relative alle taglie minime del prodotto, al divieto di pesca delle specie protette, alla corretta etichettatura dei prodotti e relativa tracciabilità, oltre che al rispetto dei divieti di pesca imposti in particolari zone marittime quali la Fossa di Pomo o l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.

Nel corso di detta operazione complessa di polizia marittima sono state elevate 48 sanzioni amministrative per un importo complessivo di € 91.828,00 e tre notizie di reato per frode in commercio, oltre che sequestrati 10 attrezzi da pesca e 1.351 kg di prodotto ittico, in parte devoluto in beneficenza a seguito di verifica di commestibilità da parte delle competenti Autorità sanitarie. Le violazioni maggiormente rilevate hanno riguardato l’inosservanza delle norme sull’ “etichettatura” (mancanza di informazioni o errate informazioni al consumatore sul prodotto) e sulla “tracciabilità/rintracciabilità del prodotto ittico” (documentazione che consente di stabilire la provenienza del prodotto). Di particolare rilievo anche l’attività condotta unitamente ai NAS dei Carabinieri di Pescara, in occasione della quale è stato scoperto un locale adibito a deposito di prodotti ittici, privo delle previste autorizzazioni. 

La maxi operazione “DIRTY MARKET”, scattata il 29 novembre, continuerà in maniera intensa, anche negli ultimi giorni del 2017, al fine di continuare ad assicurare l’alta qualità dei prodotti ittici che saranno consumati sulle nostre tavole prima e dopo il “conto alla rovescia” della cena di fine anno; sempre nell’ottica di tutelare i consumatori e garantire il rispetto delle disposizioni normative che disciplinano la commercializzazione dei prodotti della pesca e la tutela dell’ecosistema marino.

La Guardia Costiera invita i consumatori a prestare la massima attenzione nell’acquisto dei prodotti ittici, privilegiando quelli che rispettano le procedure di garanzia e salubrità alimentare in materia di etichettatura e tracciabilità, evitando di acquistare quelli venduti illecitamente da parte di ambulanti non autorizzati

L'anno sta per concludersi ed è tempo di consuntivi e bilanci. Il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe non si sottrae a questa consuetudine e questa mattina nella sede di viale Cappuccini, a Lanciano, ha tenuto una conferenza stampa con l'obiettivo di far conoscere l'attività svolta dalla società. Il 2017 è stato un anno intenso e impegnativo che si è caratterizzato per una consistente progettualità. Una serie di interventi e di lavori importanti, molti dei quali ultimati, altri in corso d'opera e altri ancora in fase di avvio. Il presidente ha esordito affrontando subito la questione depuratori e spiegando la complessità di questi interventi e soprattutto l'impegno profuso nella risoluzione di problematiche ereditate. “Dei 510 impianti di depurazione presenti nella nostra regione, ben 146 sono in gestione della Sasi, dei 21 nuovi depuratori in costruzione nella regione Abruzzo ben 6 sono in fase di realizzazione dalla nostra società – ha spiegato Basterebbe – nei nostri impianti trattiamo circa un terzo dei reflui prodotti in tutta la regione. Ci stiamo adoperando per migliorare e potenziare quelli esistenti, realizzarne di nuovi e dismettere quelli che non sono più in grado di assolvere il loro compito. Pochi mesi fa, come ricorderete tutti, abbiamo inaugurato il depuratore di Località Santa Croce a Lanciano e ci sono già riscontri positivi sulla migliorata qualità delle acque del fiume Feltrino, segno che quando si fanno investimenti e le azioni sono mirate i risultati arrivano”. Sono in corso i lavori per la costruzione di un nuovo impianto di depurazione ubicato nel comune di Fossacesia a servizio dei territori di Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro e Fossacesia, nonché la realizzazione di collettori fognari con la dismissione del vecchio impianto di depurazione nei comuni di Mozzagrogna e Perano. “Questo intervento – ha puntualizzato il presidente – ci permetterà di eliminare due brutture presenti nella nostra bella costa, su Torino di Sangro sparirà finalmente la struttura d'acciaio che sta tra la Foce del Sangro e il mare a Borgata Marina, a breve anche il depuratore Cavalluccio di Rocca San Giovanni con il finanziamento Masterplan sarà dismesso. Sempre a Rocca il depuratore di Vallevò verrà trasferito su una pompa di sollevamento a Valle Grotte che a sua volta sarà depurato nell'impianto di San Vito Chietino che è stato ampliato. Inoltre a Torino di Sangro sono in corso lavori per la realizzazione di collettori fognari e per la dismissione di un vecchio impianto in località Ferrainile. Sono in fase di avvio i lavori per la realizzazione dell'impianto di depurazione nel Comune di Villa Santa Maria e il potenziamento del depuratore e dei collettori fognari nel comune di Palena. Superfluo sottolineare – continua Basterebbe - l'importanza di questo intervento se si considera che Villa ospita una scuola alberghiera e sul territorio ci sono strutture ricettive, per non parlare di Fara San Martino con grandi insediamenti industriali. Qui stanno per iniziare i lavori di adeguamento e potenziamento dell'impianto a servizio della rete fognaria. Sono tutti interventi necessari che non potevano essere più rinviati”. Il presidente ha pure ridisegnato il quadro della situazione in merito ad alcuni impianti posti sotto sequestro. “A Quadri è stato definitivamente messo a norma con investimento della Sasi, per quanto riguarda i tre impianti di Atessa, sono stati completati i progetti esecutivi di adeguamento e potenziamento del depuratore in località Osento, a Selvuccia l'intervento prevede nuovi collettori fognari e la dismissione del vecchio impianto. In fase di avvio anche i lavori per l'adeguamento e il potenziamento della struttura in località Ianico. Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna sono stati dismessi. A Treglio si sta lavorando per aumentare la capacità depurativa (attualmente arrivano reflui per 900 abitanti equivalenti), qui il problema è tecnico-burocratico e siamo in attesa dell'autorizzazione per 2.500 abitanti equivalenti.” Il presidente della Sasi ha evidenziato inoltre la concreta efficacia dei quattro macro progetti su gestione integrata e risanamento ambientale, approvati e finanziati con Masterplan “tutti realizzati dal nostro ufficio tecnico, questo ci ha permesso di risparmiare oltre 2 milioni di euro”.

E non poteva mancare un riferimento ai disagi patiti la scorsa estate dalle popolazioni del vastese, alle prese con una cronica carenza idrica. “L'obiettivo è quello di recuperare circa 30-40 litri al secondo in più, i lavori vanno in questa direzione. Con la realizzazione della condotta Ponte Moro e Ponte Sinello la disponibilità idrica dovrebbe aumentare e con i fondi Masterplan, tre milioni e 200 mila euro (2 milioni e 200 per Vasto e 1 milione e 100 per San Salvo) che saranno destinati a risolvere le criticità più rilevanti della zona, intervenendo sulle reti distributrici, il problema dovrebbe essere quasi risolto”. Per il presidente l'attività svolta in questo 2017 è stata davvero a 360 gradi, nessun settore è stato trascurato e sono diverse e tutte importanti le situazioni che sono state affrontate dopo anni. Si sta procedendo anche al rimborso delle quote societarie versate da molti comuni. Va ricordato che i Comuni dell'ex Ato del Chietino sono 92, quelli gestiti dalla Sasi sono 87 e i Comuni soci 76. All'atto della costituzione della società una quarantina aveva versato le quote sociali.

E in merito alla tanto “chiacchierata” selezione per il reclutamento del personale, vige la più completa riservatezza su quello che sarà il numero delle domande selezionate, circa 2000, e su quelle che saranno le prove d'esame. La commissione composta da Angelo Radoccia, Gaetano di Corinto e Lorenzo Livella preferisce, ha dichiarato il presidente, tenere tutto l'iter "riservato" per evitare ulteriori polemiche.

Il presidente dopo aver ribadito che tutto si è svolto e si sta svolgendo nel pieno rispetto della normativa, ha confermato che la commissione sta lavorando “la prova scritta ci sarà il prossimo 28 dicembre ed entro il 15 gennaio l'iter dovrebbe essere concluso”.

 

Il Presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, annuncia l’inaugurazione della cantierizzazione del progetto della Via Verde della Costa dei Trabocchi, l’infrastruttura dedicata alla mobilità sostenibile e dalle enormi potenzialità turistiche per l’intero territorio regionale su cui la struttura tecnica dell’Ente ha lavorato alacremente, superando non poche difficoltà burocratiche.

Nella mattinata di sabato 16 dicembre, insieme ai rappresentanti istituzionali e ai portatori di interesse nonché ai tecnici dell’Ente che hanno gestito la complessa procedura e ai referenti dell’impresa affidataria, con una suggestiva passeggiata a tappe si apriranno ufficialmente i singoli cantieri che dal mese di gennaio ospiteranno i lavori di realizzazione della pista ciclopedonale.

Gli appuntamenti nei territori interessati dal passaggio della pista sull’ex tracciato ferroviario si snoderanno rispettando i seguenti orari:

ore 09.30: Cantiere di Ortona, lato sud del porto turistico;

ore 10.15: Cantiere di San Vito Chietino, area ex stazione;

ore 11.00: Cantiere di Fossacesia, area ex stazione;

ore 11.45: Cantiere di Torino di Sangro, area ex stazione;

ore 12.30: Cantiere di Vasto, area ex stazione;

L'ufficio tutela ambientale del Comune di Lanciano è intervenuto ieri in località Ponte Nuovo Fiume Sangro e nella zona industriale “Valle” di Cerratina con un'operazione straordinaria tesa alla rimozione di circa 140 quintali di rifiuti abbandonati. 

Non è la prima volta che in queste località si interviene per raccogliere rifiuti abbandonati da parte di cittadini incivili: si tratta di operazioni complesse che richiedono un notevole impiego di mezzi e forza lavoro, il cui costo ricade sul Comune e quindi sulla collettività. Le operazioni di rimozione dei rifiuti sono infatti state eseguite con mezzi e personale del Comune di Lanciano, in collaborazione con la società EcoLan spa, gestore del servizio pubblico di raccolta rifiuti. L'intervento, che ha permesso di bonificare una vasta area, è stato effettuato nell'ambito del piano di iniziative che interesserà anche altre aree ricadenti nel territorio del Comune di Lanciano e che inevitabilmente andranno ad incidere in maniera significativa in termini di costi sulla tariffa di igiene urbana.

L'abbandono di rifiuti è un inqualificabile gesto di inciviltà e disprezzo del bene ambientale che porta al degrado paesaggistico dei luoghi e al rischio di contaminazione dei suoli e delle falde acquifere. Giova ricordare che l'abbandono di rifiuti è una grave violazione delle norme di tutela ambientale che la legge sanziona con una multa da 300 a 3000 euro se messa in atto da privati cittadini, raddoppiata in caso di abbandono di rifiuti pericolosi; nel caso in cui ad abbandonare i rifiuti sia una ditta o attività commerciale,  è prevista la pena dell'arresto da 3 mesi a 1 anno o con un'ammenda da 2600 a 26000 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi, da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2600 a 26000 euro in caso di rifiuti pericolosi.

L'Amministrazione comunale, per favorire un contrasto efficace di questo fenomeno illegale, ha interessato i Carabinieri Forestali di Lanciano e la Polizia Municipale che già in diverse precedenti occasioni hanno individuato e sanzionato i responsabili dell'illecito, deferendoli all'Autorità giudiziaria, anche grazie all'utilizzo da parte delle forze dell'ordine di foto-trappole.

Pescara, 24 nov. - La giunta regionale, su proposta dell'assessore al bilancio Silvio Paolucci, ha assegnato un finanziamento di un milione di euro al Comune di Taranta Peligna per gli interventi di manutenzione straordinaria della funivia delle Grotte del Cavallone.

I lavori prevedono l'ammodernamento della stazione motrice e di ancoraggio, degli impianti elettrici, della linea in generale e della stazione di rinvio.

La cestovia biposto "Cavallone-Colle Rotondo" entrò in funzione nel 1978 ed è una delle ultime 40 ancora attive in Europa: la stazione di partenza si trova a 763 metri di altitudine, quella di arrivo a 1388. Permette di raggiungere l'ingresso delle Grotte del Cavallone (che distano altri 10 minuti di cammino a piedi) dopo un suggestivo viaggio della durata di una ventina di minuti.

"La scelta di destinare questo finanziamento all'impianto - spiega Paolucci - è frutto di un lungo lavoro condotto in collaborazione con il Comune e con il Ministero dei trasporti. I fondi serviranno a rendere pienamente funzionale e funzionante la cestovia, garantendo la piena fruibilità delle Grotte e dell'area circostante. Questa amministrazione regionale crede nelle potenzialità turistiche dei nostri territori e questo è uno dei tasselli di quel programma ampio e condiviso che stiamo portando avanti".(REGFLASH)

Oltre sessanta imprenditori agricoli si sono incontrati ieri sera a Bucchianico, nella sala consigliare del Comune, per discutere delle prospettive del settore in provincia di Chieti e delle nuove opportunità offerte dal piano di sviluppo rurale. Un incontro promosso dalla Coldiretti Chieti per incontrare gli agricoltori del comprensorio bucchianichese e far emergere nuove interessanti progettualità sulla scorta delle iniziative che Coldiretti sta portando avanti sia a livello nazionale che locale soprattutto per la valorizzazione della filiera corta. All’assemblea ha partecipato, oltre al direttore di Coldiretti Chieti Luca Canala, il sindaco Gianluca De Leonardis. Tanti gli spunti emersi ma soprattutto la grande esigenze di valorizzare un territorio a forte vocazione agricola in una provincia “importante” con oltre 30mila aziende agricole complessive operanti e una Superficie agricola utilizzata (SAU) di oltre 110mila ettari coltivati principalmente a vite (26.300 ettari), olivo (21.300 ettari), cereali (23.500 ettari), oltre naturalmente ai terreni occupati da orticole e prati pascolo.

“Con l’incontro di Bucchianico continua il nostro tour per dialogare con la base associativa e presentare la nuova Coldiretti che stiamo costruendo e strutturando in linea con le aspettative e le esigenze degli agricoltori – dice Luca Canala, Direttore di Coldiretti Chieti  - il prossimo appuntamento è previsto a Napoli dal 24 al 26 novembre nel Villaggio Coldiretti in cui si incontreranno migliaia di agricoltori tra cui centinaia anche dalla nostra provincia”.  

 

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