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Per il secondo anno consecutivo gran parte delle famiglie di Orsogna, in particolare quelle formate da due o più componenti, beneficerà della riduzione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tari), mentre per tutti resteranno invariate, senza alcun aumento, le altre tariffe e imposte in vigore, come quelle per asilo nido, scuolabus, mensa scolastica, Ici, Imu, Tasi, l'affitto di spazi pubblici: è quanto prevede il bilancio annuale di previsione per il 2017, approvato nei tempi previsti per legge dalla maggioranza del Consiglio comunale di Orsogna (Chieti). Approvato anche il bilancio triennale 2017-2019.

«E' un risultato di cui siamo molto soddisfatti - commenta il sindaco, Fabrizio Montepara - perché per il terzo anno di fila riusciamo a non aumentare la pressione fiscale sui cittadini, anzi per il secondo anno consecutivo riduciamo la Tari, nonostante da quando siamo stati eletti lo Stato ci abbia tolto un milione di euro di finanziamenti. Il bilancio del Comune di Orsogna è sano, siamo uno dei pochissimi Comuni della zona a non dover fare ricorso all'anticipazione di cassa: abbiamo soldi nostri, una capacità di spesa di 280mila euro, e non dobbiamo chiederli in prestito alle banche, per cui non paghiamo interessi passivi. Inoltre, approvando il bilancio entro la data prevista, lo Stato ci riconoscerà dei soldi in più da poter investire».

Il piano finanziario per la raccolta dei rifiuti prevede una riduzione del costo complessivo del servizio da 420mila dell'anno scorso a 400mila euro di quest'anno, grazie a una percentuale di raccolta differenziata che, secondo i primi dati, nel 2016 è stata molto elevata. La riduzione, spiega Montepara, sarà applicata ai 1.800 utenti in base a parametri previsti dalla legge e darà un beneficio significativo alle famiglie con due o più componenti.

L’antefatto è noto a tutti: la Conferenza dei Servizi di Pescara di lunedì 30 gennaio 2017, che avrebbe dovuto prendere una decisione definitiva sulla nuova richiesta di autorizzazione per il Sansificio Vecere di Treglio per altri 15 anni di attività, non ha deciso niente a causa dell’atteggiamento del dirigente della Regione Abruzzo responsabile unico del procedimento che, nonostante tutti i pareri depositati dagli Enti convocati e quasi totalmente contrari alla nuova autorizzazione , ha ritenuto di non doverla chiudere con un pronunciamento conclusivo come avrebbe dovuto per legge. Non sono bastate dieci ore di confronto durante le quali abbiamo vissuto, dichiarano amareggiati i rappresentati di Nuovo Senso Civico.

Sfogliamo il vocabolario- si legge nella nota stampa- e non riusciamo più a trovare aggettivi per descrivere questi comportamenti. adesso il rischio concreto e’ che la proprieta’ dell’impianto possa impugnare quest’atto di decisione/non decisione che avrebbe dovuto essere chiuso necessariamente per quella data riaprendo i giochi e gettando di nuovo nel panico un’intera comunita’ che va ben oltre i confini di Treglio composta di cittadini, amministratori locali, associazioni e imprese sane (per le quali non abbiamo mai dimostrato volontà punitive) che hanno manifestato in tutti i modi in questi anni il loro totale dissenso a questo furto certificato di salute e benessere che il Sansificio comporta.

Per una volta il fatto in sé, pur gravissimo, ha un rilievo parziale nel senso che evidentemente episodi di questo genere avvengono molto spesso, forse quotidianamente e solo di quelli per i quali abbiamo una partecipazione diretta, dall’interno, vengono a galla. Infatti quasi tutte le volte ci si è dovuto confrontare con le istituzioni pubbliche regionali abbiamo una reazione- continua- mista di incredulità, delusione e spesso rabbia: non si tratta di voler ottenere a tutti i costi una decisione favorevole, no, qui non si riesce proprio ad ottenere una decisione, qualsiasi essa sia. Come non domandarci perché rendere così farraginosa la decisione. L’idea è che al peggio non ci sia limite.

Si tratta solo di disattenzione, incapacita’ o di qualcos’altro? Nessuna delle tre possibilità è meno grave dell’altra perché ognuna viola in maniera plateale e perfino provocatoria il vincolo di mandato di dirigenti e amministratori pubblici che è quello di seguire fedelmente e correttamente le procedure ai sensi delle leggi vigenti. Perche’ si e’ fatto di tutto per non arrivare ad una scelta definitiva pur avendo a disposizione tutti gli elementi per poterlo fare?

I dirigenti e i tecnici devo adempiere alle funzioni loro assegnate nel rispetto delle norme e dei principi di buona fede, correttezza, efficienza. allo stesso tempo la politica deve vigilare per realizzare il bene della collettività rispettando leggi e regole, ma soprattutto deve saper scegliere il proprio apparato burocratico. Questo significa che è compito della politica pretendere che vengano sanzionati comportamenti illegittimi dei funzionari e dirigenti che devono essere richiamati duramente all’ordine quando non adempiono pienamente ai propri doveri, doveri per i quali sono lautamente retribuiti. e non promossi o premiati con premi “di produttività”.

I fatti ancor più tragici avvenuti nei giorni terribili delle tempeste di neve mettono in risalto sì la generosità e abnegazione individuale di tanti uomini e donne, ma soprattutto la desolante pochezza, incapacità, disorganizzazione e mancanza totale di capacità di progettualità e prevenzione di quasi tutte le istituzioni pubbliche regionali.

L’Abruzzo sta precipitando indecorosamente non per responsabiita’ della natura ma degli individui che lo governano. abbiamo il fondato sospetto che la vicenda del Sansificio Vecere non sarà l’ultima della serie, ma anche la certezza che questa volta chi ha sbagliato pagherà.

 

Lunedì prossimo 30 gennaio alle ore 10 presso la sede della Regione Abruzzo a Pescara si decideranno le sorti di un’intera Comunità: è convocata infatti la Conferenza dei servizi per decidere sulla nuova autorizzazione di 15 anni da concedere o negare al Sansificio Vecere di Treglio.

Alla Conferenza parteciperanno l’ARTA- Abruzzo, la SASI, la ASL02 Lanciano-Vasto-Chieti e il Servizio gestione e qualità dell’acqua della Regione Abruzzo, oltre ai Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni.

Siamo sicuri che dopo molti anni di battaglie, si legge nel comunicato stampa, manifestazioni, cortei, dibattiti pubblici e inchieste giornalistiche e televisive che hanno visto NSC sempre in prima linea, dopo che l’intera popolazione frentana comprendente non solo gli abitanti di Treglio ma anche quelli dei Comuni vicini si è rivoltata contro la presenza inquinante del sansificio, dopo che le stesse istituzioni pubbliche a partire dall’amministrazione comunale di Treglio si sono espresse in tutti i modi per la cessazione di questa attività in loco, dopo la poderosa inchiesta che ha evidenziato tutta una serie di violazioni di legge e di reati ambientali, dopo il sequestro degli impianti e il processo penale tuttora in corso, dopo le promesse mai mantenute quantomeno di una delocalizzazione della struttura, dopo i tanti casi di malattie e patologie gravi riscontrate in zona.

In definitiva, sempre secondo Alessandro Lanci presidente di NSC, dopo un a fondata opposizione che va a vanti da anni nei confronti del sansificio ci aspettiamo che l’incubo di una intera comunità possa finalmente finire e in caso contrario si intensificherebbe un conflitto sociale che non gioverebbe a nessuno .
Le personalità pubbliche che dovranno decidere in merito hanno a disposizione tutti gli elementi chiari ed inequivocabili per fare l’unica scelta comprensibile all’opinione pubblica locale: non abbiamo dubbi che sarà questa a prevalere in nome della giustizia, della salute, della sana imprenditorialità e della pace sociale.

Iniziano dall’Abruzzo i primi concreti passi per una rete di solidarietà rivolta alle aziende agricole duramente danneggiate dagli eventi meteorologici straordinari che hanno messo a dura prova il Centro Italia. In seguito alla disponibilità arrivata da numerose aziende di fuori regione di mettere a disposizione rotoloni di foraggio e sacchi di mangime da distribuire alle aziende agricole zootecniche in difficoltà, Coldiretti Abruzzo ha organizzato due punti di raccolta del materiale, uno nella provincia aquilana e l’altro in quella teramana. In particolare il primo centro è situato nella sede dell’Associazione Regionale Allevatori (ARA) a L’Aquila, in località Onna, sulla SS 17 est; il secondo a Bellante, presso la Sede del Consorzio Agrario in via Zona Industriale n. 3. “Si tratta della prima significativa e concreta azione di solidarietà tra aziende agricole che abbiamo deciso di coordinare in seguito alle numerose disponibilità arrivate da tutta Italia – sottolinea Coldiretti Abruzzo – il settore agricolo sta vivendo in questo momento una grandissima difficoltà che, insieme alla gravissima emergenza sociale determinata dal maltempo, certamente segnerà indissolubilmente la storia, non solo economica, della nostra regione. In Abruzzo sono tantissime le aziende agricole e le stalle sepolte dalla neve e si contano ancora casi di isolamento, nuovi crolli, decine di mucche e pecore morte e ferite, difficoltà per garantire l’alimentazione degli animali ma anche per le consegne con tonnellate di latte che per giorni gli allevatori sono stati costretti a gettare. Per effetto del maltempo – sottolinea Coldiretti Abruzzo - è crollata fino a dimezzarsi la produzione di latte negli allevamenti anche a causa dello stress termico e, a causa dei crolli, molti allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire”. Una situazione difficilissima – si stima che solo la mancata produzione di latte bovino e ovino per il mese di gennaio ammonti ad un valore di poco meno di 2milioni di euro – su cui il mondo agricolo sta nascendo una fitta rete di solidarietà. Dove è stato possibile, fin(a) dai primi giorni, molti agricoltori si sono mobilitati anche con i trattori attrezzati come spalaneve per sgombrare le strade e garantire la circolazione nelle campagne, ma ci sono anche casi di doni già arrivati da altre regioni per fronteggiare le diverse emergenze. Una per tutte: l’arrivo di alcune mangiatoie per ovini che sono state consegnate ieri ad alcune aziende aquilane danneggiate che ne avevano evidenziato il bisogno. “Sono i primi importanti gesti di solidarietà a cui se ne aggiungeranno sicuramenti altri – dice Coldiretti Abruzzo – ma è necessario che questo tipo di iniziative si moltiplichino a vista d’occhio per riuscire ad aiutare tutte le aziende bisognose che, oggi come mai, rischiano la chiusura. Invitiamo chiunque ad intervenire in prima persona e ad inviare materiale ai due centri di raccolta che stanno già iniziando a smistare i primi arrivi. In ogni caso, davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo - conclude la Coldiretti - per individuare le responsabilità e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori".

Coldiretti comunica inoltre che, grazie alla disponibilità della Banca di Credito Cooperativo di Roma sede dell'Aquila, in queste ore si sta installando in località Piedicolle di Montereale (AQ) una stazione di monitoraggio a disposizione di chiunque ne abbia bisogno che gestisce cinque droni da utilizzare per monitorare il territorio in modo da poter individuare eventuali presenze di uomini e animali in zone ancora non raggiunte dai mezzi di soccorso.

 

A Castel Frentano il 2017 si apre con tantissime novità sul fronte raccolta differenziata: dopo l’ecoisola, inaugurata lo scorso dicembre, si parte con un nuovo calendario di raccolta “porta a porta” e con l’attivazione di una app per la differenziata.

Il nuovo calendario dei ritiri, definito dall'Amministrazione Comunale di Castel Frentano di concerto con Rieco S.p.A., è caratterizzato da un importante cambiamento che riguarda in particolare il ritiro del vetro: sarà effettuato a settimane alterne e non più tutte le settimane come previsto dal vecchio calendario di raccolta. Chi non l’avesse ancora ricevuto, può richiedere il calendario di raccolta 2017 presso l’ecosportello o scaricarlo dal sito web del comune o da quello Rieco.

Altra importante novità da segnalare è la possibilità di prenotare il ritiro di rifiuti ingombranti e RAEE una volta in più al mese, non più quindi una sola volta ma ben due. Si ricorda che la prenotazione va fatta tramite numero verde (800.521.506) oppure presso l'ecosportello (aperto tutti i giovedì dalle 9.30 alle 12.30 c/o la sede comunale).

Ancora una novità: Rieco S.p.A. e l’amministrazione comunale da quest’anno mettono a disposizione dei cittadini di Castel Frentano la nuova applicazione per la raccolta differenziata. Si chiama Junker ed è un servizio gratuito fruibile tramite APP (per smartphone android o apple) che riconosce con un solo clic il rifiuto che si sta buttando e informa l’utente circa le modalità di conferimento vigenti sul territorio nel quale risiede.
Scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, tramite la fotocamera del proprio smartphone, Junker riconosce la frazione di rifiuto, ne indica la scomposizione nelle materie prime e indica all’utente in quale mastello conferirle. Tutto questo grazie a un database interno di oltre 1 milione di prodotti. Un database ‘in progress’ che viene aggiornato quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti: se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente può trasmettere alla app la foto del prodotto e ricevere la risposta in tempo reale, mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti.
Grazie a questa nuova app per la differenziata l’utente può anche consultare il calendario del porta a porta, conoscere l’ubicazione dei punti di raccolta, ricevere aggiornamenti da parte di Rieco o del Comune.

L'"ipse dixit" di Terna lo scorso 1 febbraio 2016 "Contribuirà a garantire la sicurezza del sistema elettrico dell’area". Appello: fermare la prosecuzione della tratta dell'elettrodotto "Gissi - Foggia" ora in V.I.A. e aprire una vertenza per spendere quelle risorse nella manutenzione della rete esistente.

Il Forum H2O riporta l'attenzione sul mega elettrodotto Villanova-Gissi e lo fa in occasione del maltempo e delle abbondanti nevicate di questi giorni che hanno lasciato quartieri e paesi senza energia elettrica per ore con i deducibili disagi. Al freddo e al gelo migliaia di persone in tutta la regione e soprattutto nel territorio della provincia di Chieti. Eppure – si ricorda nel comunicato - Terna neanche un anno fa magnificava l'entrata in esercizio del mega-elettrodotto ad altissima tensione Villanova-Gissi del costo per la collettività di centinaia di milioni di euro scolpendo l'avvenimento con queste parole inequivocabili Contribuirà a garantire la sicurezza del sistema elettrico dell’area .Evidentemente Terna non ancora ci illumina su cosa volesse intendere per "sicurezza". Contrario fin dall'inizio alla monumentale opera, il ForumH2O ne ribadisce l'inutilità e il costo di centinaia di migliaia di euro che andrà a gravare sulle bollette degli italiani. “Un'opera che ha distolto l'attenzione – continua il comunicato- e le risorse dalla manutenzione della rete elettrica a bassa e media tensione, causa dei problemi di questi giorni,su cui si investe pochissimo da anni come denunciato da diversi sindaci già in occasione di precedenti black-out”.

Ma la responsabilità non è solo di Terna, che è una Spa, e promuove il proprio prodotto e gli interessi dei suoi investitori, anche stranieri, spetterebbe agli enti pubblici governare il sistema per garantire i diritti dei cittadini italiani. Questa la convinzione del Movimento che stigmatizza l'atteggiamento della Regione Abruzzo e dell'Autorità per l'Energia (che ha pure premiato Terna con 19 milioni di euro aggiuntivi per questo elettrodotto, sempre a gravare sulle nostre bollette), del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente.

“La Regione Abruzzo, al contrario della Regione Marche, rilasciò l'intesa con lo Stato per questa grande opera ed è stata praticamente assente nelle verifiche sulle attività di cantiere. I due ministeri e l'Autorità, invece, dovrebbero spiegarci ora a cosa serve spendere centinaia di milioni di euro che vanno a finire nella bolletta se alla prima neve ci sono tutti questi problemi. Si fermi almeno la prosecuzione dell'elettrodotto, la tratta Gissi-Foggia, attualmente in procedura di V.I.A., dal costo di centinaia di milioni di euro, e si apra una seria discussione con il Governo su quali sono i veri investimenti su cui puntare in materia di distribuzione e sicurezza elettrica. I soldi delle nostre bollette devono servire a soddisfare i diritti dei cittadini, si punti esclusivamente sulla manutenzione capillare dell'esistente finendola con la logica delle grandi opere”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I I botti, i fuochi artificiali sono fonte di un severo inquinamento dell'aria, la stazione ornitologica bruzzzese in una nota stampa spiega perchè i fuochi d'artificio andrebbero vietati. In primo luogo emettono PM10 e decine di sostanze tossiche e cancerogene. Inoltre determinano gravi danni alla biodiversità. Lo dimostrano studi scientifici di altissimo livello. Quelli sulla salute sono stati riassunti recentemente nella review "Potential impact of fireworks on respiratory health" disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4220320/ , che a sua volta cita una rilevante bibliografia con decine di studi e ricerche pubblicati sulle migliori riviste internazionali. Queste dimostrano come i botti e i fuochi artificiali siano responsabili dell'emissione di grandi quantità di inquinanti, dalle polveri fini e ultrafini (PM10 e PM2,5) al benzene, da metalli pesanti al toluene. Tutte sostanze che fanno male alla salute dei cittadini.
Inoltre, per quanto riguarda la biodiversità, l'Università di Amsterdam sta monitorando da anni, anche con straordinarie immagini realizzate con il radar, il disturbo che i botti creano sull'avifauna, con migliaia di uccelli che si alzano in volo terrorizzati. Spesso ciò avviene in aree protette a livello comunitario, coinvolgendo specie estremamente rare e sottoposte teoricamente a stringenti misure di conservazione sulla base delle direttive comunitarie. Qui http://horizon.science.uva.nl/fireworks/radar_data/birdmovie3h_DeBilt_2015_2016.gif il gif delle immagini registrate tra le 23:00 del 31 dicembre 2015 e l'01:00 dell'1 gennaio 2016. A mezzanotte gli uccelli si alzano in volo improvvisamente, rimanendo in volo di notte per 45 minuti e raggiungendo una quota di circa 500 metri. Stiamo parlando di animali in pieno inverno, che sono già sottoposti naturalmente a forti stress. I ricercatori olandesi scrivono nero su bianco nello studio"Birds flee en mass from New Year’s Eve fireworks" pubblicato sulla rivista "Behavioural ecology" che il disturbo è sostanziale e può essere fonte di conseguenze negative per la fauna.

Per la SOA sono questi gli elementi su cui i comuni dovrebbero fondare le loro ordinanze di divieto, superando così le criticità sollevate da una circolare del Ministero dell'Interno di due settimane fa che, ad avviso dell'Associazione, non solo è parziale ma rischia di essere fuorviante, vanificando i sacrosanti sforzi dei comuni per limitare l'uso dei petardi.

Il Ministero dell'Interno, infatti, ha posto dubbi sulla legittimità di quelle ordinanze sindacali di divieto e/o limitazione dell'uso dei botti di fine anno fondate esclusivamente sui rischi per l'incolumità durante la manipolazione. La SOA ha quindi scritto al Ministero dell'Interno e a tutti gli enti interessati, dal Ministero della Salute a quello dell'Ambiente passando per le regioni e le prefetture, chiedendo, alla luce di rigorosi studi scientifici disponibili in bibliografia, non solo di rivedere la circolare ma di emanare atti che spronino gli enti a tutti i livelli ad adottare ogni misura di limitazione dei botti.

Dichiara Augusto De Sanctis, presidente della SOA "Abbiamo scritto ai ministeri, all'ANCI, alle Regioni perchè gli studi scientifici dimostrano che i contaminanti emessi dai botti possono rimanere nell'aria per giorni. Addirittura uno studio ha dimostrato che alcune sostanze, dopo essere cadute sull'acqua di laghi, possono permanere per decine di giorni. Le polveri sottili cadute non spariscono ma possono essere rimesse in sospensione dal traffico veicolare e dal vento per giorni. Poi ci sarebbe anche la questione dell'inquinamento acustico, su cui i sindaci hanno poteri di ordinanza in base ad una legge del 1995, e del rischio incendi. Per questo riteniamo che le pubbliche amministrazioni, oltre alla sacrosanta preoccupazione per i rischi nella manipolazione dei botti, debbano tener conto dell'inquinamento causato dai botti che, tra l'altro, contribuisce ad aggravare una condizione di contaminazione dell'aria già pesante in molte città italiane. Anche l'impatto sulla biodiversità dovrebbe essere considerato, con particolare riferimento ai siti e alla specie da tutelare. Gli enti locali dovrebbero essere spronati ad emettere i provvedimenti di divieto e limitazione dell'uso dei botti, non il contrario!"

Dal pomeriggio di ieri è in corso un incontro del WWF nella vetrina della Riserva di Borrello per celebrare il ventennale delle oasi e per condividere e raccontare le esperienze e le proposte che daranno il via a progetti sui tre focus che verranno discussi nella seconda parte del convegno

Intervenuti Antonio Canu (Presidente WWF Oasi), Luciano Di Tizio (Segretario Regionale WWF), Marco Terrei (Referente Aree Protette WWF Abruzzo), Andrea Natale (Coordinatore IAAP), Tommaso Pagliani (Direttore RNR Cascate del Verde Oasi WWF), Guido Sardella (Oasi WWF/RNR dei Ghirardi), Anastasia Felice (Oasi WWF Guardiaregia-Campochiaro), Rio Verde Ambiente e Turismo (Gestore RNR Cascate del Verde Oasi WWF), Direttori/Gestori delle Oasi WWF e RNR Abruzzesi

Da queta mattina invece al ristorante lo Shangrilà "Racconti e contributi dei protagonisti dell'istituzione dell'Oasi"
Previsti gli interventi di Sindaci e Amministratori passati e presenti di Borrello e della Regione Abruzzo, Presidente / V. Presidente Nazionale e Regionale del WWF, Coordinatori delle Oasi e dello IAAP, Società civile.
Moderatore Giovanni Di Nunzio, Sindaco di Borrello.

 

Il Sindaco di Lanciano Mario Pupillo ha firmato questa mattina un'ordinanza di divieto di uso a scopi irrigui e zootecnici dell'acqua presente nel canale di bonifica in località Villa Pasquini, nel punto indicato nelle allegate planimetrie.

L'ordinanza si basa sull'esito dell'esame microbiologico svolto dall'Arta di Chieti e dell'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo e Molise, relativo ai campioni di acqua prelevata nel Canale di Bonifica in data 5 dicembre 2016. Gli esami dell'Arta, comunicati al Comune in data 20 dicembre, hanno evidenziato la presenza di Escherichia Coli in misura pari a 260.000 ufc/100ml, un dato ben al di sopra dei parametri massimi consentiti per le acque superficiali.

Inoltre, in data odierna l'Istituto Zooprofilattico Abruzzo e Molise ha inviato il rapporto di prova con i risultati delle analisi dei campioni d'acqua che evidenziano la presenza di Salmonella, identificata nella specie Salmonella Kasenyi.

Il Sindaco, in qualità di autorità locale sanitaria, ha immediatamente emesso ordinanza di divieto di uso delle acque a scopi irrigui e zootecnici, come raccomandato tra l'altro dalla nota odierna del dipartimento Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, a tutela della salute pubblica. L'ordinanza resterà in vigore fino a completa “negativizzazione” dell'acqua presente nel Canale di Bonifica. L'eventuale inosservanza dell'ordinanza sarà punita ai sensi dell'articolo 650 del Codice Penale.

L'ordinanza è stata pubblicata nell'albo pretorio del Comune e comunicata ai servizi competenti della Asl Lanciano Vasto Chieti, all'Arta di Chieti, al Corpo di Polizia Municipale di Lanciano, al Servizio Gestione e Qualità delle Acque della Regione Abruzzo e alla Procura della Repubblica di Lanciano.

E’ di questi giorni la notizia che l’Amministrazione Comunale di Fossacesia ha dato l' incarico ad uno studio di geologi specialisti nel settore per affrontare e verificare soluzioni utili e definitive per combattere l’annoso problema dell’erosione costiera che ormai da tempo ha assunto carattere preoccupante per le spiagge di Fossacesia che, in alcuni tratti stanno addirittura scomparendo. “Abbiamo deciso di affrontare l’annosa problematica dell’erosione costiera con un approccio differente – dichiara il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – che, attraverso un metodo innovativo già in uso in alcuni tratti della riviera romagnola, risolverà la problematica, senza alcun impatto ambientale”. Il metodo utilizzato, infatti, parte dallo studio attento e mirato delle correnti costiere presenti nei fondali marini, finalizzato a comprendere la corretta realizzazione delle opere a mare. Nello specifico questo studio consentirà al Comune di Fossacesia di realizzare opere o porre scogliere in maniera tale da non contrastare le correnti marine stesse, ma di favorirne il naturale movimento così da permettere il corretto deposito di sabbia lì dove serve. “Questo nuovo metodo – aggiunge il sindaco Di Giuseppantonio- ci permetterà non solo di contrastare l’annosa questione dell’erosione costiera, ma anche di risolvere il problema del pericoloso dislivello che si è creato tra la battigia ed il mare soprattutto nella zona sud di Fossacesia Marina, cosa che quindi consentirà anche a quell’area di essere maggiormente frequentata ed accessibile a tutti ”. “Risolvere il problema dell’erosione costiera, aggiunge l’Assessore al Turismo, Paolo Sisti – è un modo non solo per evitare i continui danni che puntualmente i balneatori subiscono soprattutto in occasione del maltempo, ma anche per dare un impulso maggiore al turismo, perché, attraverso la realizzazione di opere mirate che rispettano l’andamento naturale delle correnti di costa, sarà possibile avere una spiaggia più accessibile a tutti”.

 

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