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"20 miliardi di euro per salvare poche banche rapinate dagli amici dei governanti mentre l'Italia va a fondo". E' questo il tesyo del comunicato stamp ainviato dall'associazione Nuovo Senso Civico per promubre l'iniziati a difesa dell'ambiente del prossimo fine settimana.
Vogliamo che 20 miliardi all'anno per almeno 10 anni siano spesi per mettere in sicurezza il territorio, si continua a leggere,  per costruire e ricostruire case sicure, per un vasto rimboschimento, per la salvaguardia idrogeologica, per un piano di valorizzazione dei territori e delle attività produttive tipiche, per un rinnovato sistema di soccorso e di prevenzione basato sul corpo dei vigili del fuoco e non su privati legati alle più svariate cordate partitiche.
E ancora, 200 miliardi per salvare l'ambiente e vite umane e al tempo stesso per creare centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Miliardi che torneranno allo stato per soldi non spesi a rincorrere le emergenze e sotto forma di tasse versate da chi ricostruisce, guadagna e spende il proprio stipendio.

Di tutto questo se ne discuterà  il 18 febbraio a Teramo dalle ore 10.30 alle 18.00 presso la Sala Polifunzionale della Biblioteca della Provincia di Teramo, Via Vincenzo Comi 11, con esperti e con la popolazione.

AUTOBUS GRATUITO
PARTENZA DA LANCIANO TERMINAL BUS PIETROSA ORE 8.30
Per prenotazioni: info@nuovosensocivico.it

 

Il Settore Lavori Pubblici ha affidato i lavori di potatura stagionale di circa 727 alberi comunali alla ditta Casalanguida Remo di Lanciano. I lavori dovranno essere conclusi entro il 30 marzo 2017; l'impegno di spesa ammonta a 23.729 euro (IVA compresa), come da offerta della ditta che si è aggiudicata i lavori. I lavori di potatura saranno effettuati secondo il protocollo previsto dall'articolo 12 del Regolamento del Verde pubblico e privato entrato in vigore nel maggio 2015. I lavori sono comprensivi del ritiro e smaltimento ai sensi della legge del materiale potato. La potatura rispetterà, per quanto possibile, il portamento naturale e fisiologicamente corretto della specie botanica, con tagli di branche e rami non superiori a 30 centimetri di circonferenza. L'esecuzione dei lavori di potatura saranno effettuati sotto la supervisione di Alessandro Spoltore, geometra del settore Lavori Pubblici e di Mario Pocetti, capo giardiniere del Comune di Lanciano. Sono stati emessi i relativi divieti di sosta nelle zone interessate dall'intervento, a tutela dell'incolumità pubblica.

Di seguito le strade, il numero e la tipologia di albero interessati dall'intervento di potatura: Via Martiri 6 Ottobre (parte alta), 114 alberi di Tiglio; Via Barrella, 40 alberi di Tiglio; Viale Cappuccini, 235 alberi di Tiglio; Via Giangiulio, 16 alberi di Tiglio; Via Galvani, 80 alberi di Tiglio; Via Spaventa, 40 alberi di Olmo e Platani; Via Don Minzoni, 3 querce; Via Ovidio e Virgilio, 40 alberi di Tiglio; Via Bielli, quartiere Santa Rita, 30 alberi di Tiglio; Via Spataro, 56 alberi di Tiglio; Via Marciani, 42 alberi di Leccio; Via Cipollone, 31 alberi di Leccio.

“Si tratta di un intervento importante a tutela del nostro patrimonio verde che porteremo a termine entro il mese di marzo. La potatura ha molteplici obiettivi: eliminare i rami secchi lesionati o ammalati a difesa della pubblica incolumità, rimuovere gli elementi di ostacolo alla circolazione stradale e alle reti elettriche o altre reti tecnologiche preesistenti, difendere la pianta dal punto di vista fitosanitario. Chiediamo la collaborazione dei cittadini per i possibili e limitati disagi che comporteranno i lavori”, sottolinea l'Assessore ai Lavori Pubblici, Pino Valente.

L'obiettivo è quello di non perdere tempo, di mantenere le promesse fatte e quindi iniziare i lavori a Villa delle Rose a primavera. Lo ha ribadito ancora una volta l'assessore ai Lavori Pubblici e Vice Sindaco Pino Valente.“Come già annunciato, la nostra intenzione è quella di partire con i lavori entro la primavera del 2017, stiamo procedendo a passo spedito per dare a Lanciano un parco pubblico degno di questo nome, vero cuore verde della città in grado di diventare il punto di riferimento per le attività all'aperto di bambini giovani e adulti, fruibile 365 l'anno e aperto 24 ore al giorno, senza barriere. Contiamo sulla piena disponibilità della Regione Abruzzo, già ampiamente manifestata, a completare la riqualificazione del parco con un finanziamento di 1.200.000 di euro”. Così Valente torna a fare il punto sui tempi e sui programmi di intervento. E in un comunicato si rende noto che la Centrale Unica di Committenza di Lanciano – Ortona – Treglio ha pubblicato l'avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse delle ditte da invitare alla procedura negoziata per l'affidamento dei lavori di demolizione e ricostruzione della vecchia tribuna di Villa delle Rose. Si tratta del primo lotto dei lavori di riqualificazione urbana – si legge - e realizzazione del parco pubblico di Villa delle Rose, per cui il Settore Lavori Pubblici del Comune di Lanciano ha impegnato la somma di 300.000 euro con mutuo. Il progetto definitivo, approvato lo scorso 21 novembre, è stato presentato alla stampa il 7 dicembre, i lavori riguardano esclusivamente la vecchia gradinata, che verrà demolita e ricostruita con un livello in più. Nel comunicato viene inoltre ricordato che non si tratterà più di una tribuna ma di una gradinata a sette livelli con circa 2400 sedute da 50 centimetri l'una. La recinzione esistente che delimita l'anello dell'ex ippodromo dalla gradinata sarà eliminata e darà spazio al primo dei sette gradoni. I lavori dovranno essere terminati entro 210 giorni decorrenti dalla data del verbale della consegna. Si precisa anche che gli interessati dovranno far pervenire la manifestazione entro le ore 13 del 28 febbraio 2017, nelle forme previste dall'avviso pubblicato nel sito istituzionale del Comune di Lanciano. “Sono disponibili per il download all'indirizzo goo.gl/Tx0vK4 sia l'avviso pubblico che il modulo di domanda: il criterio di aggiudicazione sarà il prezzo più basso, mentre la procedura di raccolta delle manifestazioni di interesse costituisce una selezione preventiva delle candidature finalizzata al successivo invito per la procedura negoziata”.

 

 

Continui balck out sul Lungomare di Fossacesia Marina provocati da una cabina dell’Enel ubicata nel sotterraneo di un palazzo. Il Comune scrive nuovamente alla Società per chiederne lo spostamento. Ancora una volta l’Amministrazione Comunale di Fossacesia si vede costretta a scrivere all’Enel per richiedere lo spostamento di una cabina ubicata in un condominio di Fossacesia Marina e che spesso, a causa dell’insolita posizione, diviene la causa dei blackout in tutto il Lungomare. “Abbiamo già inviato, addirittura nel marzo del 2015, una segnalazione urgente ad Enel Distribuzione per richiedere lo spostamento della cabina che porta la corrente in tutta la zona del mare e che, paradossalmente, è stata ubicata dalla società nel seminterrato di un palazzo – dichiara Enrico Di Giuseppantonio – ma ad oggi non solo la cabina è rimasta dov’era, ma non abbiamo neanche ottenuto la benché minima risposta sulla fattibilità della cosa”. La Società Enel infatti nei primi anni ‘90 ha deciso di ubicare la cabina elettrica che serve tutta la zona di Fossacesia Marina nel seminterrato di un condominio che spesso è soggetto ad allagamenti, con conseguenti blackout elettrici per tutta la zona che può rimanere anche per ore consecutive priva di corrente. Questa problematica è tornata ancora più evidente nel corso dell’ultimo blackout verificatosi in occasione delle abbondanti nevicate , quando, dopo svariati giorni, mentre per l’intera città era stata ripristinata l’elettricità, la zona di Fossacesia Marina ne è rimasta priva, con la conseguente ira dei tanti cittadini che vi abitano. “E’ una situazione insostenibile – prosegue Di Giuseppantonio – perché non è possibile che ogni qualvolta si verifichino condizioni di maltempo, Fossacesia Marina rimanga senza corrente. E questo non accade solo d’inverno, ma anche d’estate, quando magari vi sono delle piogge abbondanti: puntualmente la cabina si allaga e Fossacesia Marina rimane senza corrente, causando, come comprensibile, danni anche alle numerose attività turistiche lì ubicate”. Il Sindaco di Fossacesia appunto già nel marzo 2015, con apposita nota scritta, aveva richiesto la rimozione urgente della cabina, ma nessuna risposta è mai pervenuta dall’Enel, al quale sono state rivolte ulteriori sollecitazioni nel corso degli ultimi anni. “Ho scritto nuovamente formale nota alla società per richiedere lo spostamento urgente della cabina elettrica – continua il sindaco Di Giuseppantonio – poiché la sua ubicazione è a dir poco inconcepibile. Mi auguro che questa volta Enel ascolti la nostra richiesta o quantomeno si degni di voler fornirci risposte plausibili sul perché ciò non è possibile”.

Per il secondo anno consecutivo gran parte delle famiglie di Orsogna, in particolare quelle formate da due o più componenti, beneficerà della riduzione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tari), mentre per tutti resteranno invariate, senza alcun aumento, le altre tariffe e imposte in vigore, come quelle per asilo nido, scuolabus, mensa scolastica, Ici, Imu, Tasi, l'affitto di spazi pubblici: è quanto prevede il bilancio annuale di previsione per il 2017, approvato nei tempi previsti per legge dalla maggioranza del Consiglio comunale di Orsogna (Chieti). Approvato anche il bilancio triennale 2017-2019.

«E' un risultato di cui siamo molto soddisfatti - commenta il sindaco, Fabrizio Montepara - perché per il terzo anno di fila riusciamo a non aumentare la pressione fiscale sui cittadini, anzi per il secondo anno consecutivo riduciamo la Tari, nonostante da quando siamo stati eletti lo Stato ci abbia tolto un milione di euro di finanziamenti. Il bilancio del Comune di Orsogna è sano, siamo uno dei pochissimi Comuni della zona a non dover fare ricorso all'anticipazione di cassa: abbiamo soldi nostri, una capacità di spesa di 280mila euro, e non dobbiamo chiederli in prestito alle banche, per cui non paghiamo interessi passivi. Inoltre, approvando il bilancio entro la data prevista, lo Stato ci riconoscerà dei soldi in più da poter investire».

Il piano finanziario per la raccolta dei rifiuti prevede una riduzione del costo complessivo del servizio da 420mila dell'anno scorso a 400mila euro di quest'anno, grazie a una percentuale di raccolta differenziata che, secondo i primi dati, nel 2016 è stata molto elevata. La riduzione, spiega Montepara, sarà applicata ai 1.800 utenti in base a parametri previsti dalla legge e darà un beneficio significativo alle famiglie con due o più componenti.

L’antefatto è noto a tutti: la Conferenza dei Servizi di Pescara di lunedì 30 gennaio 2017, che avrebbe dovuto prendere una decisione definitiva sulla nuova richiesta di autorizzazione per il Sansificio Vecere di Treglio per altri 15 anni di attività, non ha deciso niente a causa dell’atteggiamento del dirigente della Regione Abruzzo responsabile unico del procedimento che, nonostante tutti i pareri depositati dagli Enti convocati e quasi totalmente contrari alla nuova autorizzazione , ha ritenuto di non doverla chiudere con un pronunciamento conclusivo come avrebbe dovuto per legge. Non sono bastate dieci ore di confronto durante le quali abbiamo vissuto, dichiarano amareggiati i rappresentati di Nuovo Senso Civico.

Sfogliamo il vocabolario- si legge nella nota stampa- e non riusciamo più a trovare aggettivi per descrivere questi comportamenti. adesso il rischio concreto e’ che la proprieta’ dell’impianto possa impugnare quest’atto di decisione/non decisione che avrebbe dovuto essere chiuso necessariamente per quella data riaprendo i giochi e gettando di nuovo nel panico un’intera comunita’ che va ben oltre i confini di Treglio composta di cittadini, amministratori locali, associazioni e imprese sane (per le quali non abbiamo mai dimostrato volontà punitive) che hanno manifestato in tutti i modi in questi anni il loro totale dissenso a questo furto certificato di salute e benessere che il Sansificio comporta.

Per una volta il fatto in sé, pur gravissimo, ha un rilievo parziale nel senso che evidentemente episodi di questo genere avvengono molto spesso, forse quotidianamente e solo di quelli per i quali abbiamo una partecipazione diretta, dall’interno, vengono a galla. Infatti quasi tutte le volte ci si è dovuto confrontare con le istituzioni pubbliche regionali abbiamo una reazione- continua- mista di incredulità, delusione e spesso rabbia: non si tratta di voler ottenere a tutti i costi una decisione favorevole, no, qui non si riesce proprio ad ottenere una decisione, qualsiasi essa sia. Come non domandarci perché rendere così farraginosa la decisione. L’idea è che al peggio non ci sia limite.

Si tratta solo di disattenzione, incapacita’ o di qualcos’altro? Nessuna delle tre possibilità è meno grave dell’altra perché ognuna viola in maniera plateale e perfino provocatoria il vincolo di mandato di dirigenti e amministratori pubblici che è quello di seguire fedelmente e correttamente le procedure ai sensi delle leggi vigenti. Perche’ si e’ fatto di tutto per non arrivare ad una scelta definitiva pur avendo a disposizione tutti gli elementi per poterlo fare?

I dirigenti e i tecnici devo adempiere alle funzioni loro assegnate nel rispetto delle norme e dei principi di buona fede, correttezza, efficienza. allo stesso tempo la politica deve vigilare per realizzare il bene della collettività rispettando leggi e regole, ma soprattutto deve saper scegliere il proprio apparato burocratico. Questo significa che è compito della politica pretendere che vengano sanzionati comportamenti illegittimi dei funzionari e dirigenti che devono essere richiamati duramente all’ordine quando non adempiono pienamente ai propri doveri, doveri per i quali sono lautamente retribuiti. e non promossi o premiati con premi “di produttività”.

I fatti ancor più tragici avvenuti nei giorni terribili delle tempeste di neve mettono in risalto sì la generosità e abnegazione individuale di tanti uomini e donne, ma soprattutto la desolante pochezza, incapacità, disorganizzazione e mancanza totale di capacità di progettualità e prevenzione di quasi tutte le istituzioni pubbliche regionali.

L’Abruzzo sta precipitando indecorosamente non per responsabiita’ della natura ma degli individui che lo governano. abbiamo il fondato sospetto che la vicenda del Sansificio Vecere non sarà l’ultima della serie, ma anche la certezza che questa volta chi ha sbagliato pagherà.

 

Lunedì prossimo 30 gennaio alle ore 10 presso la sede della Regione Abruzzo a Pescara si decideranno le sorti di un’intera Comunità: è convocata infatti la Conferenza dei servizi per decidere sulla nuova autorizzazione di 15 anni da concedere o negare al Sansificio Vecere di Treglio.

Alla Conferenza parteciperanno l’ARTA- Abruzzo, la SASI, la ASL02 Lanciano-Vasto-Chieti e il Servizio gestione e qualità dell’acqua della Regione Abruzzo, oltre ai Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni.

Siamo sicuri che dopo molti anni di battaglie, si legge nel comunicato stampa, manifestazioni, cortei, dibattiti pubblici e inchieste giornalistiche e televisive che hanno visto NSC sempre in prima linea, dopo che l’intera popolazione frentana comprendente non solo gli abitanti di Treglio ma anche quelli dei Comuni vicini si è rivoltata contro la presenza inquinante del sansificio, dopo che le stesse istituzioni pubbliche a partire dall’amministrazione comunale di Treglio si sono espresse in tutti i modi per la cessazione di questa attività in loco, dopo la poderosa inchiesta che ha evidenziato tutta una serie di violazioni di legge e di reati ambientali, dopo il sequestro degli impianti e il processo penale tuttora in corso, dopo le promesse mai mantenute quantomeno di una delocalizzazione della struttura, dopo i tanti casi di malattie e patologie gravi riscontrate in zona.

In definitiva, sempre secondo Alessandro Lanci presidente di NSC, dopo un a fondata opposizione che va a vanti da anni nei confronti del sansificio ci aspettiamo che l’incubo di una intera comunità possa finalmente finire e in caso contrario si intensificherebbe un conflitto sociale che non gioverebbe a nessuno .
Le personalità pubbliche che dovranno decidere in merito hanno a disposizione tutti gli elementi chiari ed inequivocabili per fare l’unica scelta comprensibile all’opinione pubblica locale: non abbiamo dubbi che sarà questa a prevalere in nome della giustizia, della salute, della sana imprenditorialità e della pace sociale.

Iniziano dall’Abruzzo i primi concreti passi per una rete di solidarietà rivolta alle aziende agricole duramente danneggiate dagli eventi meteorologici straordinari che hanno messo a dura prova il Centro Italia. In seguito alla disponibilità arrivata da numerose aziende di fuori regione di mettere a disposizione rotoloni di foraggio e sacchi di mangime da distribuire alle aziende agricole zootecniche in difficoltà, Coldiretti Abruzzo ha organizzato due punti di raccolta del materiale, uno nella provincia aquilana e l’altro in quella teramana. In particolare il primo centro è situato nella sede dell’Associazione Regionale Allevatori (ARA) a L’Aquila, in località Onna, sulla SS 17 est; il secondo a Bellante, presso la Sede del Consorzio Agrario in via Zona Industriale n. 3. “Si tratta della prima significativa e concreta azione di solidarietà tra aziende agricole che abbiamo deciso di coordinare in seguito alle numerose disponibilità arrivate da tutta Italia – sottolinea Coldiretti Abruzzo – il settore agricolo sta vivendo in questo momento una grandissima difficoltà che, insieme alla gravissima emergenza sociale determinata dal maltempo, certamente segnerà indissolubilmente la storia, non solo economica, della nostra regione. In Abruzzo sono tantissime le aziende agricole e le stalle sepolte dalla neve e si contano ancora casi di isolamento, nuovi crolli, decine di mucche e pecore morte e ferite, difficoltà per garantire l’alimentazione degli animali ma anche per le consegne con tonnellate di latte che per giorni gli allevatori sono stati costretti a gettare. Per effetto del maltempo – sottolinea Coldiretti Abruzzo - è crollata fino a dimezzarsi la produzione di latte negli allevamenti anche a causa dello stress termico e, a causa dei crolli, molti allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire”. Una situazione difficilissima – si stima che solo la mancata produzione di latte bovino e ovino per il mese di gennaio ammonti ad un valore di poco meno di 2milioni di euro – su cui il mondo agricolo sta nascendo una fitta rete di solidarietà. Dove è stato possibile, fin(a) dai primi giorni, molti agricoltori si sono mobilitati anche con i trattori attrezzati come spalaneve per sgombrare le strade e garantire la circolazione nelle campagne, ma ci sono anche casi di doni già arrivati da altre regioni per fronteggiare le diverse emergenze. Una per tutte: l’arrivo di alcune mangiatoie per ovini che sono state consegnate ieri ad alcune aziende aquilane danneggiate che ne avevano evidenziato il bisogno. “Sono i primi importanti gesti di solidarietà a cui se ne aggiungeranno sicuramenti altri – dice Coldiretti Abruzzo – ma è necessario che questo tipo di iniziative si moltiplichino a vista d’occhio per riuscire ad aiutare tutte le aziende bisognose che, oggi come mai, rischiano la chiusura. Invitiamo chiunque ad intervenire in prima persona e ad inviare materiale ai due centri di raccolta che stanno già iniziando a smistare i primi arrivi. In ogni caso, davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo - conclude la Coldiretti - per individuare le responsabilità e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori".

Coldiretti comunica inoltre che, grazie alla disponibilità della Banca di Credito Cooperativo di Roma sede dell'Aquila, in queste ore si sta installando in località Piedicolle di Montereale (AQ) una stazione di monitoraggio a disposizione di chiunque ne abbia bisogno che gestisce cinque droni da utilizzare per monitorare il territorio in modo da poter individuare eventuali presenze di uomini e animali in zone ancora non raggiunte dai mezzi di soccorso.

 

A Castel Frentano il 2017 si apre con tantissime novità sul fronte raccolta differenziata: dopo l’ecoisola, inaugurata lo scorso dicembre, si parte con un nuovo calendario di raccolta “porta a porta” e con l’attivazione di una app per la differenziata.

Il nuovo calendario dei ritiri, definito dall'Amministrazione Comunale di Castel Frentano di concerto con Rieco S.p.A., è caratterizzato da un importante cambiamento che riguarda in particolare il ritiro del vetro: sarà effettuato a settimane alterne e non più tutte le settimane come previsto dal vecchio calendario di raccolta. Chi non l’avesse ancora ricevuto, può richiedere il calendario di raccolta 2017 presso l’ecosportello o scaricarlo dal sito web del comune o da quello Rieco.

Altra importante novità da segnalare è la possibilità di prenotare il ritiro di rifiuti ingombranti e RAEE una volta in più al mese, non più quindi una sola volta ma ben due. Si ricorda che la prenotazione va fatta tramite numero verde (800.521.506) oppure presso l'ecosportello (aperto tutti i giovedì dalle 9.30 alle 12.30 c/o la sede comunale).

Ancora una novità: Rieco S.p.A. e l’amministrazione comunale da quest’anno mettono a disposizione dei cittadini di Castel Frentano la nuova applicazione per la raccolta differenziata. Si chiama Junker ed è un servizio gratuito fruibile tramite APP (per smartphone android o apple) che riconosce con un solo clic il rifiuto che si sta buttando e informa l’utente circa le modalità di conferimento vigenti sul territorio nel quale risiede.
Scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, tramite la fotocamera del proprio smartphone, Junker riconosce la frazione di rifiuto, ne indica la scomposizione nelle materie prime e indica all’utente in quale mastello conferirle. Tutto questo grazie a un database interno di oltre 1 milione di prodotti. Un database ‘in progress’ che viene aggiornato quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti: se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente può trasmettere alla app la foto del prodotto e ricevere la risposta in tempo reale, mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti.
Grazie a questa nuova app per la differenziata l’utente può anche consultare il calendario del porta a porta, conoscere l’ubicazione dei punti di raccolta, ricevere aggiornamenti da parte di Rieco o del Comune.

L'"ipse dixit" di Terna lo scorso 1 febbraio 2016 "Contribuirà a garantire la sicurezza del sistema elettrico dell’area". Appello: fermare la prosecuzione della tratta dell'elettrodotto "Gissi - Foggia" ora in V.I.A. e aprire una vertenza per spendere quelle risorse nella manutenzione della rete esistente.

Il Forum H2O riporta l'attenzione sul mega elettrodotto Villanova-Gissi e lo fa in occasione del maltempo e delle abbondanti nevicate di questi giorni che hanno lasciato quartieri e paesi senza energia elettrica per ore con i deducibili disagi. Al freddo e al gelo migliaia di persone in tutta la regione e soprattutto nel territorio della provincia di Chieti. Eppure – si ricorda nel comunicato - Terna neanche un anno fa magnificava l'entrata in esercizio del mega-elettrodotto ad altissima tensione Villanova-Gissi del costo per la collettività di centinaia di milioni di euro scolpendo l'avvenimento con queste parole inequivocabili Contribuirà a garantire la sicurezza del sistema elettrico dell’area .Evidentemente Terna non ancora ci illumina su cosa volesse intendere per "sicurezza". Contrario fin dall'inizio alla monumentale opera, il ForumH2O ne ribadisce l'inutilità e il costo di centinaia di migliaia di euro che andrà a gravare sulle bollette degli italiani. “Un'opera che ha distolto l'attenzione – continua il comunicato- e le risorse dalla manutenzione della rete elettrica a bassa e media tensione, causa dei problemi di questi giorni,su cui si investe pochissimo da anni come denunciato da diversi sindaci già in occasione di precedenti black-out”.

Ma la responsabilità non è solo di Terna, che è una Spa, e promuove il proprio prodotto e gli interessi dei suoi investitori, anche stranieri, spetterebbe agli enti pubblici governare il sistema per garantire i diritti dei cittadini italiani. Questa la convinzione del Movimento che stigmatizza l'atteggiamento della Regione Abruzzo e dell'Autorità per l'Energia (che ha pure premiato Terna con 19 milioni di euro aggiuntivi per questo elettrodotto, sempre a gravare sulle nostre bollette), del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente.

“La Regione Abruzzo, al contrario della Regione Marche, rilasciò l'intesa con lo Stato per questa grande opera ed è stata praticamente assente nelle verifiche sulle attività di cantiere. I due ministeri e l'Autorità, invece, dovrebbero spiegarci ora a cosa serve spendere centinaia di milioni di euro che vanno a finire nella bolletta se alla prima neve ci sono tutti questi problemi. Si fermi almeno la prosecuzione dell'elettrodotto, la tratta Gissi-Foggia, attualmente in procedura di V.I.A., dal costo di centinaia di milioni di euro, e si apra una seria discussione con il Governo su quali sono i veri investimenti su cui puntare in materia di distribuzione e sicurezza elettrica. I soldi delle nostre bollette devono servire a soddisfare i diritti dei cittadini, si punti esclusivamente sulla manutenzione capillare dell'esistente finendola con la logica delle grandi opere”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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