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LANCIANO - Sono 3 gli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Lanciano, dopo il guasto alla centrale biogas di Villa Pasquini, che ha portato a importanti sversamenti di liquami nei terreni circostanti. A presentarli è stato il presidente di Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci, che ieri ha depositato l'ultima denuncia, che altro non è che una integrazione delle precedenti, corredata da due relazioni tecnica: una a firma di un ingegnere, l'altra di un geologo. "Questo ulteriore approfondimento - spiega Lanci - si è reso necessario a seguito del sopralluogo effettuato dall'Arta che ci ha lasciati a dir poco esterrefatti per la sua estrema inconsistenza, visto che i responsabili intervenuti non hanno ritenuto necessario effettuare alcun tipo di analisi né individuare la data dell'evento. Al contrario, Nuovo Senso Civico nell'ultimo esposto ha non solo portato in evidenza l'incidente ma ha descritto alcune modalità delle lavorazioni mettendone in luce i relativi pericoli e indicando le procedure che devono essere attuate in caso di eventi simili". Lanci chiede che le analisi di laboratorio disposte dal Comune di Lanciano, "vadano a ricercare espressamente nei liquami e nei terreni la presenza di batteri pericolosi e potenzialmente letali per gli  esseri umani quali i clostridium tetani, botulinum, perfringens e le salmonelle". L'associazione, pur precisando di non aver titolo a individuare eventuali ipotesi di reato, rimarca la volontà di voler collaborare a far luce su questa vicenda, fornendo tutti gli elementi utili agli accertamenti in corso.

Il settore forestale in Abruzzo è completamente bloccato. La Federazione degli ordini provinciali dei dottori agronomi e dottori forestali d’Abruzzo torna a lanciare l’allarme sul grave stallo che interessa boschi, foreste, tecnici specializzati, aziende e dottori agronomi e forestali a causa di una totale mancanza di programmazione. Le conseguenze sono molteplici: da professionisti non ancora pagati, fino a bandi inapplicabili i cui finanziamenti rischiano di tornare indietro e opportunità economiche totalmente snobbate in quella che dovrebbe essere la “regione verde d’Europa”.

L’immobilismo regionale sul settore forestale abruzzese è ormai conclamato. Se nelle scorse settimane la Federazione dei dottori agronomi e forestali d’Abruzzo aveva insistito sull’importanza di avviare una programmazione seria del settore, anche in considerazione del fatto che il 43% del territorio regionale è coperto da foreste, ad oggi si trova a constatare che nulla è stato ancora fatto. L’ente si associa al recente appello del presidente di Confagricoltura, Concezio Gasbarro e denuncia, ancora una volta, “’l’assenza di una politica forestale regionale e l’indifferenza totale verso i portatori d’interesse del settore”. Di qui la richiesta della Federazione di un incontro urgente con il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e l’assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe, per chiedere di rendere efficiente ed efficaci i servizi competenti che ruotano intorno al settore foreste, di riportarli tutti in una unica sede, Pescara, vicina ad uffici come il Demanio regionale, il Servizio Idrografico e lo stesso assessorato all’Agricoltura. Ancora, la Federazione reclama una modifica del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 con la rimodulazione della dotazione finanziaria ritenuta troppo bassa per sostenere la ripresa demografica e quella delle economie montane e di modificare i compensi dovuti ai tecnici professionisti a cui attualmente viene riconosciuta una percentuale che risulta essere tra le più basse in Europa. A tal riguardo si evidenzia che diversi tecnici e comuni abruzzesi non sono ancora stati pagati totalmente e la Federazione dei dottori agronomi e dei dottori forestali è stata costretta a presentare, lo scorso luglio, un esposto alla Corte dei conti per smuovere le istruttorie e i pagamenti.

Altra richiesta riguarda la costituzione di un tavolo permanente sulle foreste in cui vengano convocati tutti gli attori del settore: Federazione regionale degli agronomi e forestali, associazioni professionali agricole, sindaci montani dei territori montani interessati dalla presenza di boschi, rappresentanti di ditte e consorzi e cooperative forestali, associazioni ambientaliste, parchi e riserve, comuni.

Uno degli aspetti più contingenti della programmazione del settore forestale riguarda infatti la selvicoltura, settore considerato dal regolamento UE numero 1305/2013, come parte integrante dello sviluppo rurale assieme allo sviluppo delle aree forestali e alla gestione sostenibile delle risorse boschive e delle aree montane. Eppure nel Psr 2007-2013 la pianificazione prevista è stata completamente disattesa a causa di bandi lunghi e inapplicabili. Stessa cosa sta per verificarsi con la programmazione attuale. La Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali insiste anche affinchè riparta il taglio sostenibile dei boschi. Secondo i dati rilevati dall’ex Inea (Istituto nazionale di economia agraria), oggi Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), in tutt’Abruzzo si è tagliato annualmente meno che nella sola Foresta umbra sul Gargano.

“Quello che vogliamo – chiarisce il presidente della Federazione, Mario Di Pardo - non deve far spaventare i cittadini, dal momento che il bosco cresce più di quello che sostenibilmente vorremmo prelevare. Anzi, bisognerebbe spaventarsi piuttosto dell’abbandono per gli incendi, il dissesto idrogeologico, il proliferare di fitopatologie e della legna comprata, sicuramente estera, e derivata, spesso, da tagli illegali nei paesi dell’Est.  Non si può oggi pensare che la Regione sia bloccata a causa di bandi inapplicabili e sia costretta a rimandare indietro soldi facilmente spendibili e utili al Pil regionale. L’ora delle fooreste è giunta e la politica adesso ne deve prendere coscienza”.

 

GISSI - Anche quest’anno è stato riconosciuto alla società Rieco S.p.A. il progetto per la riduzione dei rifiuti, presentato al SERR, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, in programma in tutta Europa fino al prossimo 27 novembre.
Riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi: questo il tema del 2016, edizione alla quale Rieco S.p.A. partecipa con il progetto “Imballa l’arte per l’ambiente” presentato per il Comune di Gissi, in collaborazione con l’Istituto Omnicomprensivo Spataro.
L’azione Rieco è stata ammessa da SERR tra le 12.000 pervenute da tutta Europa, con un progetto di riutilizzo dei rifiuti da imballaggio, condiviso con l’Amministrazione Comunale di Gissi, sempre disponibile nel condividere attività di sensibilizzazione ambientale, ancor più in una ottica internazionale, e con la Scuola Secondaria di Primo Grado dell’istituto Spataro.
Reinventare e riqualificare i rifiuti da imballaggi come “opera d’arte” e trasmettere i valori positivi del recupero, riuso e riciclo come comportamenti quotidiani:
“Imballa l’arte per l’ambiente” nasce, infatti, con l’obiettivo di sviluppare nelle giovani generazioni piena consapevolezza ecologica e costante etica ambientale.
L’azione SERR 2016 rientra in un fitto calendario di eventi di sensibilizzazione ambientale che Rieco porta avanti da anni. I tanti appuntamenti nelle scuole, le affollate giornate ecologiche, gli incontri pubblici con la cittadinanza e i numerosi servizi online – tra i quali le prenotazioni per il ritiro a domicilio degli ingombranti e dei RAE - ne testimoniano la quotidiana attenzione al cittadino, sempre più protagonista nel raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata sul territorio abruzzese e oltre.

LANCIANO - Si chiama “La Majella da vicino” l'iniziativa della sezione Cai di Lanciano che ha organizzato un ciclo di incontri per conoscere meglio la Montagna madre.  Il nome dato al ciclo di appuntamenti non è casuale, ma una scelta precisa basata su due motivi fondamentali. “Il primo è perché l’attenzione è focalizzata su specifici ed interessanti aspetti della nostra montagna – si legge in un comunicato della presidente Catia Manfrè -, il secondo è che a parlare saranno i soci della sezione stessa che hanno particolari competenze e passioni, quindi persone a noi “vicine”. Gli incontri si tengono alla sala Mazzini ogni venerdì fino alla fine di novembre alle 21. Al primo che ha visto un'affluenza di oltre 100 partecipanti, il prof. Gianfranco Cavasinni, geologo, ha illustrato in modo chiaro la storia geologica della Majella, argomento che ha destato grande interesse e ha suscitato numerose domande; venerdì scorso è toccato all'etno-botanico Aurelio Manzi che ha raccontato la storia delle coltivazioni tipiche della Majella e ha fatto il punto sulle problematiche legate ad un’alimentazione particolarmente povera, ma anche sulla domesticazione e sulla diffusione di piante coltivate; mentre venerdì 17, con il socio Mario Di Campli e con il paleontologo Andrea Di Cencio dell’Università di Siena, vedremo “dentro le pietre”, il meraviglioso mondo dei miro-fossili”. La manifestazione si concluderà venerdì 24 con l’alpinista CAI Cristiano Iurisci che racconterà dei cambiamenti del clima della Majella e di come questo ha influito sui nevai. Tutte le serate si concludono con un bicchiere di vin brulé nella sede Cai di via dei Frentani.
 

LANCIANO - Sulla disciplina delle zone a traffico limitato a Lanciano, da mesi al centro di feroci polemiche (soprattutto per le contravvenzioni, molte delle quali sbagliate, recapitate a migliaia di automobilisti) è arrivato il momento di fare un passo avanti…senza timori. A lanciare l'appello all'amministrazione comunale è Tommaso Sarchese, esponente Ecodem e storico esponente ambientalista, protagonista in passato di tante battaglie per mantenere l'altrettanto e perennemente contestata chiusura al traffico di corso Trento e Trieste.
Secondo Sarchese ci sono alcuni aspetti che andrebbero rivisti, perché alcuni dei dubbi sollevati dai cittadini sull'utilità di una Ztl concepita come oggi, "non sono totalmente infondati". "Le zone a traffico limitato - spiega Sarchese - solitamente servono affinché in ore di maggiore affluenza pedonale, in aree solitamente di pregio della città, come quelle con monumenti o edifici storici, si possa tranquillamente passeggiare e godere appieno la bellezza di centri storici senza pericoli e senza respirare aria inquinata. Lo stesso vale per le ore notturne, quando le stesse aree sono frequentate perché le numerose attività di ristoro e di svago fanno sì che tante persone si riversino in dette zone a quelle ore, e quindi si ritiene opportuno limitare il traffico. Ma a Lanciano le casistiche sono queste? Non credo proprio".
Secondo Sarchese sarebbe invece più opportuno che il Comune individuasse delle aree ben precise, come quella di Santa Maria Maggiore, chiudendole permanentemente chiuse al traffico. "Ovviamente non basta assolutamente solo chiudere al traffico con Ztl permanenti - continua - è indispensabile che le aree storiche vengano attrezzate con un idoneo arredo urbano, che queste vengano fatte vivere tutto l’anno con iniziative culturali, storiche, ludiche (e abbiamo diverse associazioni che possono collaborare) e ridare vita a pieni polmoni a queste zone. Contemporaneamente, poiché oltre ad essere pedoni siamo anche automobilisti, è necessario studiare una viabilità alternativa, anche sperimentando e verificando sul campo quali soluzioni possano essere le più idonee". Per il rappresentante Ecodem, a Lanciano non si possono nemmeno più sollevare problemi di parcheggio, alla luce delle tante aree di sosta disponibili in centro e a ridosso degli antichi quartieri.  "Inoltre - conclude - sapendo che sono vie precluse al traffico 24 ore 24, i cittadini si abitueranno presto a non transitarle, evitando spiacevoli multe".
 

VILLA SANTA MARIA - Undici Comuni in rete per condividere un processo di pianificazione e programmazione delle vocazioni esistenti e delle risorse reperibili per la tutela, rivitalizzazione e inclusione dei cittadini. L’Unione Montana dei Comuni del Sangro, con sede a Villa Santa Maria,  inaugura una iniziativa innovativa a favore del proprio territorio con la creazione di una comunità di rappresentanti politici e tecnici dei comuni che si troveranno a definire per ciascuna linea di intervento, ognuno del proprio progetto di intervento territoriale integrato, lo strumento di finanziamento europeo, nazionale o regionale idoneo e svilupparne la candidatura di finanziamento. Il percorso inizia sabato 12 novembre con l’illustrazione di alcuni programmi tematici europei, tra cui Europa Creativa, Life +, Programma dell’Unione Europea per l’occupazione e l’Innovazione, per i quali gli enti locali sono beneficiari eleggibili.

‘’L’obiettivo, spiega Arturo Scopino,  presidente della Comunita’ Montana,  è quello di mettere a fattore comune un bacino di informazioni e dati territoriali e condividere un processo di pianificazione e programmazione delle vocazioni esistenti e delle risorse reperibili per la tutela, la rivitalizzazione e l’inclusione dei cittadini dei comuni di Colledimezzo, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pietraferrazzana, Roio del Sangro, Rosello, Bomba,  Fallo e Villa Santa Maria‘’.

La programmazione di sviluppo avrà una calendarizzazione  settimanale di studio fino al 15 dicembre. Ci saranno anche laboratori progetto sui programmi operativi nazionali sulla Scuola, l’Inclusione e la Strategia Nazionale per le Aree Interne. Nel mese di dicembre sarà particolarmente approfondita la programmazione regionale dei fondi strutturali e le regole di rendicontazione. Le sessioni di lavoro sono abbinate alle fasi di illustrazione delle tematiche di sviluppo ed elaborazione di schede-progetto.  

‘’ L’iniziativa, prosegue il presidente Scopino,  è una delle attività del progetto Innovazione e Inclusione Sociale finanziata con il PAR FSC 2007/2013 della Regione Abruzzo, Accrescimento della capacity building negli enti locali e nell’intera filiera interistituzionale, anche attraverso l’innovazione e la razionalizzazione della gestione associata dei servizi pubblici locali, finanziata dalla regione Abruzzo e finalizzata alla costituzione di un ufficio unico per la gestione dei fondi europei ‘’.  La modernizzazione  dell’Area Basso Sangro-Trigno ha mosso i primi passi già a primavera scorsa  attraverso un progetto di inclusione e innovazione sociale  che mira alla costruzione di una struttura capace di elaborare i Piani Territoriali di coordinamento pluriennali con finalità socio- economiche, congruenti con gli obiettivi della Strategia Europa 2020. Obiettivi inseriti all’interno della Strategia Nazionale per le Aree Interne(Snai) riguardanti  l’ Area Basso Sangro-Trigno. Struttura necessaria a rispondere alle finalità di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa in modo tale da favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio valorizzando le competenze dei dipendenti coinvolti e realizzando le economie di bilancio proprie dell’Ufficio Unico.  

LANCIANO - Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso, presentato dal Comune di Lanciano, con cui l'amministrazione comunale impugnava gli atti (rilasciati a gennaio 2013), con cui la società Abruzzo Energia fu autorizzata alla costruzione e gestione dell'elettrodotto Villanova-Gissi.  Secondo Palazzo di Città. "l'autorizzazione impugnata sarebbe stata rilasciata non per perseguire un interesse pubblico, bensì per soddisfare un interesse privato della società Abruzzo Energia". Per i giudici amministrativi, al contrario, "il nuovo elettrodotto risponde ad esigenze valutate di pubblica utilità e che la normativa di settore non esclude che tali finalità di carattere pubblico possano essere perseguite con l'iniziativa di un privato e che lo stesso possa gestire in via diretta la relativa procedura amministrativa". Il Tar ha ritenuto infondate anche le altre censure sollevate dal Comune, sia per quanto riguarda eventuali irregolarità nella procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale, sia per ciò che concerne la mancata intesa con i Comuni attraversati dall'impianto, in quanto "la normativa di settore non prevede affatto il raggiungimento di un'intesa con i comuni interessati bensì con la Regione in quanto i primi sono solo chiamati a formulare un parere motivato, ma non vincolante, in relazione alla verifica di compatibilità urbanistica dell'opera".

SANT'EUSANIO DEL SANGRO - "Da oltre un anno dalla presentazione del progetto del pirogassificatore di rifiuti,proposto il 26 agosto 2015 e localizzato tra le contrade di Colle Campitelli in Lanciano e  Brecciaio in S.Eusanio del Sangro, nonostante le manifestazioni ben riuscite, organizzate da noi del comitato e la chiara e netta contrarietà al progetto espressa da cittadini, associazioni e sindaci, attendiamo con ansia un parere della commissione Via. regionale. E’ arrivata l’ora di chiudere la partita con la ditta proponente, la Marcantonio sas e lo faremo a gran voce in tutte le sedi". Comincia così la nota del comitato spontaneo di cittadini, che si sta battendo da mesi contro il progetto dell'impianto. Sabato 12 novembre, alle ore 16, nel centro visite della riserva regionale Oasi di Serranella, il comitato ha organizzato un evento informativo dal titolo “Incenerire non è una soluzione”, con la presenza del sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Mario Mazzocca. Sarà un'occasione per confrontarsi con il governo regionale e conoscere le sue intenzioni, alla luce delle disposizioni contenute nello "Sblocca Italia", con cui il Governo nazionale prevede in Abruzzo un termovalorizzatore da 120mila tonnellate di rifiuti l'anno. All'incontro interverranno anche Felice Vitullo, presidente Isde medici per l’ambiente di Chieti e Luciano Di Tizio presidente del Wwf Abruzzo.
 

TREGLIO - "Sono passati 12 giorni dall’inspiegabile e non spiegata riapertura del sansificio Vecere di Treglio, ma da Mario Pupillo, medico, convinto ambientalista soprattutto in campagna elettorale, sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti, nemmeno una parola". E' un attacco duro e frontale quello lanciato da Nuovo Senso Civico nei confronti del primo cittadino di Lanciano, per il sodalizio reo di non aver preso alcuna posizione sulla vicenda, dopo il sit-in di protesta della scorsa settimana, che ha portato al rinvio della conferenza di servizi - fissata inizialmente per oggi - in cui si sarebbe dovuto decidere su una nuova autorizzazione, della durata di 15 anni, al contestato impianto. "Non uno straccio di comunicato-stampa, una mezza intervista o una dichiarazione pubblica - incalza, in una nota, Nsc - niente di niente e così tutti gli esponenti della sua amministrazione comunale, a qualsiasi livello. Lo riteniamo un atteggiamento gravissimo e inaccettabile da parte di chi guida una città come Lanciano, che è la più grande della zona e quella che, dopo Treglio, subisce maggiormente i fumi del sansificio". Ma Nuovo Senso Civico ne ha anche per gli altri sindaci della zona, che avrebbero lasciato solo in questa battaglia il primo cittadino di Treglio Massimiliano Berghella. "Ancora una volta - continua la nota - la nostra associazione e la società civile si sono dovute sostituire a una politica latitante che ha dato l’ennesima dimostrazione di inadeguatezza, inefficienza, mancanza di responsabilità. Non siamo disfattisti, ma anzi sostenitori della buona politica e dei buoni poltici, che pure ci sono, quando questi sanno adempiere al loro primo dovere che è quello di difendere con le unghie e con i denti l’interesse collettivo alla salute, al benessere ed alla sana economia di fronte alle deleterie speculazioni private di pochi". E poi il sodalizio lancia un appello "a recuperare" l'occasione persa, ricordando però che il tempo rimasto non è più molto. "Lo stesso Pupillo disse l’anno scorso - conclude Nuovo Senso Civico - a Treglio che l’unico fumo da quelle parti sarebbe stato quello delle castagne: ci troviamo d’accordo e siamo sicuri che sarà così se davvero ci crediamo tutti e ci comportiamo di conseguenza".

SAN VITO - Anche San Vito affida il servizio di igiene urbana alla EcoLan, la società il cui capitale è interamente detenuto da 53 Comuni del Frentano, che già gestisce lo stesso servizio in numerosi centri, tra cui Lanciano e Ortona. Lo ha deciso il consiglio comunale. Oltre alla raccolta domiciliare integrale porta a porta, già attiva dal 2011 a San Vito, ricomprende anche altre prestazioni aggiuntive e innovative, quali la raccolta degli olii esausti, il servizio di disinfestazione e derattizzazione, lo sgombro della neve e del ghiaccio, la raccolta dei rifiuti di provenienza agricola e l’installazione sul territorio comunale di due isole ecologiche automatiche informatizzate per agevolare il conferimento delle frazioni riciclabili. Il contratto, inoltre, prevede il raggiungimento di una percentuale minima di raccolta differenziata del 74 per cento (attualmente San Vito ha raggiunto il 72) e l’avvio della informatizzazione delle singole utenze per il calcolo del peso dei singoli conferimenti. Il costo complessivo del servizio ammonta è di 704mila euro annui (con un risparmio di 22mila euro, a cui vanno aggiunti i risparmi per i servizi aggiuntivi prima effettuati a totale carico del Comune). L'importo, inoltre, è comprensivo dei costi di smaltimento che, quindi, a differenza di quanto avvenuto finora, resteranno fissi anche in caso di eventuali emergenze negli impianti di conferimento. Nell’immediatezza non ci sarà alcun cambiamento né nelle modalità di conferimento delle singole frazioni di rifiuti né nella frequenza. In goni caso, nei prossimi giorni, verranno organizzati degli incontri informativi con i cittadini. “La proposta progettuale tecnico-economica presentata dalla Ecolan S.p.A. risponde ai requisiti di economicità, efficacia ed efficienza richiesti dalla Amministrazione in questo delicato settore e tale affidamento consentirà un controllo più stringente sul servizio essendo il Comune socio della società affidataria - spiegano il sindaco Rocco Catenaro e l'assessore Luigi Comini - la predisposizione del servizio con modalità operative innovative e l’implementazione di nuovi servizi consentiranno un miglioramento dell’efficacia ed efficienza di un servizio già finora brillantemente eseguito. Siamo, quindi, convinti della bontà della scelta che abbiamo operato nell’interesse pubblico e della Comunità sanvitese che si è sempre distinta nel rispetto delle buone pratiche ambientali. Dispiace, infine, vista l’importanza dell’argomento, dover prendere atto dell’assenza dei consiglieri di minoranza a questo consiglio comunale”.

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