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A partire dal mese di ottobre, e fino al prossimo aprile, inizia il secondo ciclo di lezioni dedicate al tema delle  “basi di propagazione e tecniche di innesto della vite e dell’olivo”. L'iniziativa, promossa dal Comune di Casalincontrada, mira a dare una corretta professionalità nel campo dell’agricoltura per tutti i maggiorenni interessati ad intraprendere l’attività in tali campi. L'obiettivo è quello di costituire una squadra di persone in grado di poter svolgere il lavoro di innestatore, figura molto ricercata e apprezzata. “Vogliamo dare una mano alla sempre crescente domanda di lavoro che ci perviene - commenta il sindaco Vincenzo Mammarella -  con il percorso formativo precedente hanno trovato impiego cinque corsisti che oggi lavorano e sono soddisfatti. Sono convinto del fatto che l'agricoltura sia una forte opportunità di ripresa, e auspico  anche che il nuovo Piano di sviluppo rurale 2014-2020, possa essere di sostegno ai giovani ed a tutto il settore. Tengo ad informare inoltre, che in questi giorni abbiamo accreditato il nostro Comune al Servizio Civile Regionale, dando così la possibilità ai ragazzi dai 19 ai 29 anni di svolgere attività formative e di utilità sociale, remunerate per 12 mesi". Per informazioni sul corso è disponibile la mail casediterra@casediterra.it

“Apprendo la notizia della concessione del contributo di 70mila euro da parte della Regione Abruzzo per i lavori di ripascimento di un tratto di spiaggia”: esordisce così il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, a pochi giorni dal ricevimento della nota ufficiale da parte del Servizio Regionale di Opere Marittime, con la quale, appunto la Regione Abruzzo, a seguito di ripetute segnalazioni da parte dell’Amministrazione Comunale di Fossacesia, ha stabilito di concedere un contributo che consentirà al Comune di porre riparo ad alcuni danni provocati alla spiaggia dalle ripetute mareggiate. Più volte l'Amministrazione Comunale,infatti, aveva denunciato alla Regione Abruzzo la gravità della situazione della costa di Fossacesia, divorata in molti tratti dalle continue mareggiate, cosa che, ovviamente aveva provocato danni anche alle strutture presenti sul mare. “Ho ripetutamente scritto alla Regione Abruzzo – prosegue Di Giuseppantonio – denunciando la gravità della situazione in cui versa la spiaggia di Fossacesia, cosa che non solo, per alcuni tratti, ha reso non più fruibile la costa ma che purtroppo ha provocato danni alle strutture presenti, che più volte si sono trovati, anche nel mezzo della stagione estiva, a dover porre di fretta e furia riparo ai danni subiti. E’ proprio per questa ragione che sono soddisfatto di aver ricevuto questo primo contributo che ci consentirà di porre rimedio alle situazioni più difficili. Ovviamente il contributo non potrà risolvere i veri problemi della nostra spiaggia. Infatti , i tecnici della Regione in un recente sopralluogo hanno stimato lavori per un costo complessivo di 6 milioni di euro" . A tal proposito l’Amministrazione Comunale di Fossacesia la scorsa settimana ha avuto una riunione con alcuni geologi per studiare soluzioni innovative di protezione costiera, già in atto in Emilia Romagna, che, se attuate, consentiranno la risoluzione definitiva della problematica ed in particolare l’annoso problema che riguarda la battigia che spesso, a causa delle mareggiate, assume una pendenza di difficile superamento, soprattutto da parte delle persone disabili. “Stiamo vagliando l’opportunità di attivare interventi innovativi che ci consentiranno di proteggere la nostra spiaggia – prosegue Di Giuseppantonio – ed in particolare di favorire ancora di più l’accesso al mare da parte delle persone disabili che spesso, sub ito dopo il maltempo, nonostante le passerelle presenti e le sedie job, si sono trovati, purtroppo in difficoltà”.

Partirà dalle contrade il calendario degli incontri informativi che l’Amministrazione Comunale di Fossacesia e la Ecolan spa hanno organizzato per istruire i cittadini sul nuovo servizio di raccolta rifiuti attivo a Fossacesia dal primo settembre. Durante gli incontri, ai quali parteciperanno il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, gli Amministratori Comunali, il Presidente della Ecolan, Massimo Ranieri, insieme al Direttore, Gabriele Di Pietro ed altri funzionari, infatti, sarà spiegato come funzionerà il nuovo sistema di raccolta, come sarà gestita l’isola ecologica, così come saranno illustrate le modalità di utilizzo dei nuovi box di raccolta. Allo stesso tempo saranno fornite tutte le indicazioni anche per il ritiro dei nuovi kit. Inoltre in occasione degli incontri gli amministratori si confronteranno con i cittadini sulle varie problematiche che riguardano il territorio. Si partirà giovedì 22 Settembre alle ore 21.00 da Località Piantonata, dove, presso l’Azienda Agricola Fonte dei Sapori, si terrà il primo incontro. Il giorno dopo, venerdì 23 settembre sempre alle ore 21.00, sarà la volta invece dei cittadini di Piano Favaro che si incontreranno presso il Frantoio Marino Nino. Gli altri incontri in programma invece si svolgeranno giovedì 29 Settembre alle ore 21.00, presso il Teatro Comunale, per i cittadini del centro; venerdì 30 Settembre, sempre alle ore 21.00, per i cittadini di Villa Scorciosa, presso la Sala Parrocchiale; lunedì 03 Ottobre, sempre alle 21.00, sarà la volta dei cittadini di Fossacesia Marina che si troveranno presso l’Hotel Levante. L’ultimo incontro si svolgerà mercoledì 12 Settembre sempre alle 21.00, presso Vivaio Natale Flo Garden per i cittadini di Colle Castagne e Radicandoli.

Torino di Sangro è tra le due località abruzzesi, unitamente a Scerne di Pineto, coinvolte nel progetto europeo “Life Primes” per la resilienza delle zone a rischio alluvione. Il progetto rientra nell’ambito del programma europeo Life 2014-2020 sulle strategie di adattamento ai cambiamenti del clima e vede la stretta collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna (Ente capofila), Marche ed Abruzzo, con le rispettive Agenzie di Protezione Civile, e dell’Università Politecnica delle Marche. Dieci in totale i comuni che parteciperanno al progetto. Oltre ai due comuni abruzzesi, sono coinvolti Senigallia e S. Benedetto del Tronto, nelle Marche, e Imola, Mordano, Ravenna, Lugo, S. Agata sul Santerno e Poggio Renatico in Emilia Romagna. Gli obiettivi del progetto sono anzitutto quelli di rafforzare il coordinamento tra i soggetti impegnati nella riduzione del rischio e negli interventi di emergenza, e di sensibilizzare la popolazione sui temi dell’adattamento ai cambiamenti climatici e innalzare la consapevolezza sui temi della cultura del rischio e dell’autoprotezione. “Consapevoli della fragilità del nostro territorio - interessato dal dissesto idrogeologico, da gravi fenomeni erosivi della costa e sottoposto al rischio alluvionale per la presenza di due importanti fiumi il Sangro e l'Osento, di natura torrenziale -, abbiamo aderito con entusiasmo al progetto Life Primes che ha come obbiettivo l'adozione di un modello nuovo di comunicazione per la Protezione Civile che passa attraverso il diretto coinvolgimento della popolazione al fine di aumentarne il bagaglio informativo ed accrescerne la consapevolezza in ipotesi di eventi calamitosi. Siamo orgogliosi - continua il sindaco Silvana Priori –che la nostra comunità possa contare su un nutrito gruppo di volontari: ai 40 volontari della CRI - unità territoriale di Torino di Sangro si sono aggiunti i 38 membri del Gruppo Comunale Volontari di Protezione civile, istituito nel maggio 2015; ma questo non può farci dimenticare quanto sia preziosa, specie nell'immediatezza degl'eventi, la capacità di reazione del singolo cittadino, quanto meno in termini di non esposizione e/o di riduzione del rischio. Un cittadino consapevole riesce più efficacemente ad affrontare l'emergenza e ciò è determinante per salvezza della la vita propria ed altrui”. Sul sito istituzionale del Comune è disponibile il questionario da sottoporre alla popolazione per l'analisi della percezione del rischio e della resilienza. Il 25 settembre prossimo vi sarà il primo della serie di incontri informativi ed educativi con la popolazione.  “Il nostro impegno sul tema della protezione civile e sul tema della mitigazione del rischio idrogeologico è massimo. Stiamo, infatti, lavorando all'aggiornamento del piano di emergenza comunale, con la collaborazione del Servizio Regionale della protezione civile, – ha aggiunto il sindaco Priori - ed a breve approveremo il progetto di difesa della costa in località Lago Dragoni (finanziato con un milione di euro con il decreto Sblocca Italia) che, confidiamo, sarà realizzato nel primo semestre del 2017”.

 

Qualche mese fa un cinghiale era stato avvistato anche nei pressi del Centro Commerciale Oasi a Lanciano, e questo aveva destato non poche preoccupazioni e tanti interrogativi. Com'è possibile che questi animali si siano spinti fin nelle aree densamente abitate? E' stata la domanda che in tanti si sono posti tra mille timori e improbabili ipotesi. La “questione cinghiali” è poi tornata, pochi giorni fa, drammaticamente alla ribalta, con l'incidente che sarebbe stato provocato, lungo la fondovalle Sangro, dall'attraversamento improvviso e inaspettato dell'animale e dove ha perso la vita una giovane donna di Bomba. Il problema dunque è serio e non va sottovalutato. E' necessario trovare una soluzione. La chiedono a gran voce i residenti nei paesi dell'interno per i quali la presenza dei cinghiali sta diventando davvero insostenibile. Con notevoli danni alle colture (numerose le lamentele da parte degli operatori agricoli) e la paura di tanti cittadini. C'è chi non fa più scendere nemmeno i figli a giocare in cortile perché teme l'arrivo di questi animali. Un fenomeno che quest'anno sembra stia davvero dilagando con le prevedibili e inevitabili conseguenze. Una situazione che non poteva lasciare indifferenti i sindaci dei comuni interessati i quali comprendendo le ragioni delle proprie comunità hanno deciso di intervenire, di prendere una posizione chiara e di rivolgersi agli organi competenti. Ieri si è tenuto un incontro che ha visto la presenza di decine di sindaci, tutti concordi nell'individuare le azioni più adeguate a mettere fine a una condizione di disagio che si fa sempre più pesante. A relazionare in proposito è stato il primo cittadino di Roccascalegna Domenico Giangiordano che ha pure annunciato per i prossimi giorni, forse martedì 20 settembre, una conferenza stampa proprio per spiegare e illustrare  la situazione e cosa intendono fare.

Due mesi di tempo e 3mila euro di spesa, che si vanno ad aggiungere agli altri 6mila già investiti da aprile a luglio scorsi: tanto costerà al Comune di Lanciano la manutenzione dei giardini e delle altre aree verdi comunali. A occuparsi del servizio sarà la ditta Tl Piante di Bisceglie, che già aveva effettuato alcuni interventi nei mesi scorsi. Le aree interessate saranno i parchi di via Giangiulio, via Ciriaci, via Ferro di Cavallo, viale Marconi, via Belvedere, via del Verde, via Silone, via Bologna, viale Cappuccini, via don Minzoni e piazza Miscia. Le operazioni si concluderanno entro la fine di ottobre.

Sono costati 300mila euro gli interventi di chiusura del pozzo Ombrina Mare, completati nei giorni scorsi al largo del litorale di San Vito. I conti in tasca alla Rockhopper Oil, la società che aveva chiesto di poter sfruttare il giacimento (ipotesi definitivamente tramontata dopo le previsioni contenute nella legge di stabilità di quest'anno), li ha fatta la ricercatrice italo-statunitense Maria Rita D'Orsogna, una delle principali protagoniste delle battaglie contro le trivellazioni in Adriatico. I lavori sono stati condotti dalla ditta scozzese Zenith Energy, con una particolare procedura denominata 'plug and abandonement'. "Il pozzo - sottolinea - è stato chiuso 'grazie a noi, gente normale'.  Chiudere un pozzo, però, non è un gioco facile. È costoso, delicato, ci vuole personale competente". Ma in che cosa sono consistite le operazioni? Innazitutto sono  state immesse, nel sottosuolo, quantità sufficienti di fanghi pesanti. Questo per evitare che gli idrocarburi e altro materiale presente nel pozzo non possano tornare in superficie. I fanghi di chiusura vengono forzati nel pozzo fino a che gli idrocarburi e altre formazioni (acque di scarto, fluidi di perforazioni precedenti, gas) vengono respinti in profondità, nel giacimento iniziale. Successivamente sono stati poi rimossi i cablaggi e il cosiddetto 'Christmas Tree', le valvole di erogazione e manopole di controllo a forma di albero di Natele. La Zenith ha infine cementificato il pozzo in modo definitivo, tagliato e rimosso rivestimenti interne delle pareti del pozzo e smontato l'infrastruttura visibile dalla superficie del mare.
 

EcoLan e Comune di Lanciano comunicano che dal 5 al 7 settembre prossimi, si procederà alle operazioni di disinfestazione che si articoleranno in 3 fasi. La cittadinanza è invitata a chiudere le finestre e a evitare di tenere sui balconi alimenti, vestiti e quant’altro in uso alle persone durante le operazioni. Le operazioni di disinfestazione saranno annunciate, il giorno precedente, da altoparlanti mobili che passeranno nelle zone interessate.

Questo il calendario
Itinerario 1 - dalle 23 del 5 settembre alle 5 del mattino seguente:
Largo Dell’appello, Via Garibaldi, Via Santa Maria Maggiore, Via Cavour, Via Valera, Via Umberto I°, Piazza Malvò, Via Finamore,Via Silvio Spaventa, Corso Roma, Via Dei Tribunali, Via Fieramosca, Via Agorai, Via Dei Frentani, Via Dei Bastioni, Piazza Plebiscito, Piazza Garibaldi, Via Dell’asilo, Via Del Torrione, Terminal bus, Via Eraldo Miscia, Piazza Eraldo Miscia, Via Ferro Di Cavallo, Via L. De Crecchio, Corso Trento e Trieste, Via Degli Abruzzi, Corso Bandiera, Via Dalmazia, Viale Delle Rimembranze, Piazza Unità d’Italia (ex Piazza Della Vittoria), Via V. Veneto, Via Per Fossacesia, Via Milano, Via S. Francesco D’Assisi, Via Bergamo, Via Modena, Via Mancinello, Piazzale S. Antonio (fino all’Istituto Zooprofilattico) Via Del Verde, Via Osento, Via Aterno, Via Michele De Pasqua, Via Del Mancino, Via S. Spirito, Via I. Silone, Via Don Minzoni, Via Dino Ciriaci, Via Guido Rosato, Via Tinari, Via Dei Decorati, Via B. Maiella, Piazzale Cuonzo, Via Barrella, Via Martiri 6 Ottobre, Viale Cappuccini (fino alla rotonda di Marcianese ), Viale Marconi, Via Petragnani, Via Galvani, Via Belvedere Strada sotto lo Stadio, Pozzo Bagnaro, Via Per Frisa, parcheggio via per Frisa “ascensore”, Via Genova, Via Del Mare, Via Vicenza, Via Marzabotto, Via Venezia, Via Alba, Via Della Pace (zona Cimitero), Via Santa Croce (zona Via Firenze – Via Bologna – zona ex orto botanico), Olmo Di Riccio, Via Napoli,Via Torino,Via Ortona,  Via Panoramica.

Itinerario 2 - dalle 23 del 6 settembre alle 5 del mattino seguente:
Santa Maria Dei Mesi , Candelori,, S. Egidio, S. Liberata, S.Iorio, Nasuti, Madonna Del Carmine, Sant'Amato, Costa Di Chieti, Sabbioni, Santa Giusta, Torre Sansone, Villa Elce, Rizzacorno (compreso L.tà Carrieri), Fontanelle, Colle Campitelli, Villa Pasquini, Serre, Camice, S. Onofrio, Piccola Sicilia.

Itinerario 3 - dalle 23 del 7 settembre alle 5 del mattino seguente:
Marcianese, Follani (compresa Zona Industriale), S. Nicolino, Torre Marino, Quartiere Santa Rita, Via per Treglio, Zona Artigianale, Villa Martelli (compreso Via San Sevino fino ai depuratori e zona canile), Villa Stanazzo, Villa Spoltore, Iconicella, Re Di Coppe, Colle Pizzuto, Villa Andreoli.

Nonostante il clima vacanziero, non si è affatto fermata la lotta dei comitati locali che si oppongono al nuovo progetto (dopo quello "sventato" lo scorso anno), per un impianto di estrazione di gas in Val di Sangro, a ridosso dell'area del lago di Bomba. Il prossimo 29 agosto, infatti, scadono i termini per la presentazione delle osservazioni alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale attivata presso il Ministero dell'Ambiente. E molti Comuni della Val di Sangro stanno deliberando in questi giorni la propria opposizione al progetto. In questi mesi è stato costituito un gruppo di lavoro, costituito da istituzioni locali e associazioni, che ha stilato un lungo documento in cui vengono analizzati (e contestati) tutte le schede progettuali presentate dall'azienda proponente (la Cmi Energia Spa).  
Gravissimo rischio frane ed alluvioni che insiste su impianti e gasdotti secondo le mappe ufficiali; pericolo di crollo della diga di Bomba e rispetto della relativa sentenza del Consiglio di Stato; mancanza della titolarità del titolo minerario da parte del proponente; emissioni in Val di Sangro, con oltre 1400 tonnellate di idrocarburi liquidi da bruciare assieme al gas nell’impianto di raffinazione del gas; documenti mancanti ed elaborati illeggibili: è lunghissimo l’elenco - secondo i rappresentanti del gruppo di lavoro - dei motivi per rigettare l’istanza di concessione.
Il progetto prevede la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2, la perforazione e completamento di due nuovi pozzi Monte Pallano 3 e 4 e l'eventuale perforazione di un ulteriore pozzo Monte Pallano 5 per l’estrazione di circa 2 miliardi di Smc di gas. Inoltre è prevista la costruzione di un gasdotto di circa 21 km e di una centrale di desolforazione del gas nell'area industriale del Comune di Paglieta.
Comuni e associazioni che hanno stilato il documento chiedono a tutte le istituzioni abruzzesi di far sentire la propria voce ai due ministeri e in generale al Governo.

"Con la rimozione e la successiva partenza della piattaforma denominata 'jack–up', che per 20 giorni ha operato sul pozzo di perforazione Ombrina Mare 2,  si è conclusa la prima fase della chiusura mineraria della struttura sita a circa 3 miglia al traverso della costa di San Vito". Lo comunica, in una nota, il comandante della capitaneria di porto di Ortona Pio Oliva. "L’attività di questa prima fase - spiega Oliva - è consistita nella rimozione e nella successiva tumulazione del tubino estrattivo che dall’area geologica sottomarina (a circa 1.200 metri di profondità) avrebbe convogliato in superficie, in caso di attivazione dell’impianto, il prodotto petrolifero ai fini della relativa estrazione". Entro il 31 dicembre prossimo dovrà essere rimossa anche la piattaforma ancora presenta al largo. I mezzi della capitaneria - coadiuvati dai mezzi aerei della guardia costiera di Pescara - hanno sorvegliato le operazioni per evitare il rischio di qualunque episodio di inquinamento, che in ogni caso non si è verificato. "Fino alla totale rimozione della struttura - conclude la nota - la Capitaneria emanerà una specifica Ordinanza a tutela della sicurezza della navigazione in cui, per un raggio di 500 metri dalla struttura verrà interdetta, oltre all’immersione e la pesca, anche la navigazione, l’ancoraggio e la sosta di qualsiasi imbarcazione".