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L'ex generale del Corpo Forestale dello Stato Guido Conti si è suicidato oggi nelle campagne di Pacentro, L’Aquila, con un colpo di pistola. Conti, che  aveva 58 anni, era in pensione da poche settimane. Il suo nome era salito alla ribalta della cronaca nazionale perchè legato all'inchiesta sulla mega discarica dei veleni di Bussi e con il successivo processo che ha poi condannato ex dirigenti della Montedison per reati ambientali. Il primo novembre si era congedato dall’Arma per assumere un incarico nella gestione della sicurezza della multinazionale francese del petrolio Total.

I familiari aveva denunciato la scomparsa dalla sua abitazione di Sulmona già dalle prime ore del pomeriggio. In tarda serata la scoperta del corpo senza vita in auto.

 

Vento forte, pioggia, alberi caduti e mareggiate che hanno causato danni ingenti, in particolare, agli stabilimenti balneari di Francavilla al Mare. Il maltempo continua ad imperversare sulla provincia teatina e Confcommercio Chieti, insieme al nucleo provinciale del Sindacato Balneatori (SIB) Confcommercio, chiede un intervento immediato alla Regione dopo l’allarme rosso lanciato da Riccardo Padovano, presidente SIB Confcommercio Abruzzo. “Dopo una bellissima stagione balneare che ha lasciato gli operatori soddisfatti- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- ecco che con il primo maltempo, la situazione si fa subito drammatica su tutta la provincia. Siamo preoccupati, soprattutto, per quanto sta accadendo a Francavilla al Mare dove si registrano i danni più ingenti che vanno fronteggiati senza indugi.” Alfredo Di Rito, delegato provinciale SIB Confcommercio, aggiunge. “Ogni anno ci troviamo di fronte agli stessi problemi e siamo costretti a denunciare gravi danni alle strutture balneari causate dalle violenti mareggiate come accaduto in queste ore sulla nostra costa, a Francavilla al Mare in primis. Rivolgiamo un appello accorato alla Regione- spiega Di Rito- affinché si assuma le sue responsabilità proteggendo a dovere la costa e le strutture che la popolano. Non dimentichiamo che in questi giorni le mareggiate stanno mettendo a rischio anche strade, abitazioni e automobilisti con pezzi di marciapiede che si staccano ma non sono visibili su carreggiate invase da almeno 50 centimitri d’acqua.”    

 

L'annuncio da parte della Honeywell della chiusura dello stabilimento di Atessa a partire dalla prossima primavera, è una catastrofe sociale, economica e industriale per l'Abruzzo, la Provincia di Chieti e l'intero comprensorio Frentano.

È una notizia che non avremmo mai voluto ricevere, soprattutto dopo le ripetute occasioni di incontro con l'azienda e il management, di cui si ricorderà la sordità a qualsiasi proposta di dialogo con i rappresentanti dei 420 lavoratori e con le istituzioni governative, sia centrali che locali, interessatesi direttamente alla vertenza. I 60 giorni di sciopero continuo, una lotta nel segno della solidarietà che ha visto stringersi un intero territorio intorno al coraggio e alla determinazione dei lavoratori, meritavano ben altro finale che l'incomprensibile decisione unilaterale dell'azienda di chiudere uno dei migliori stabilimenti al mondo del gruppo.

Ora tutti, a partire dalla politica e dal Governo nazionale, dobbiamo farci carico del presente e del futuro di ogni singola persona che paga le conseguenze di questa infausta scelta, che colpisce al cuore il motore produttivo dell'intero Abruzzo. Questo pomeriggio in qualità di Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti parteciperò all'assemblea convocata dai lavoratori alle ore 18 nella Sala Polifunzionale di Atessa.

In merito alla problematica relativa alla non corretta applicazione della parte variabile della Tari da parte di diversi Comuni italiani, riportata dalla stampa a livello nazionale, l'Assessorato alle Finanze precisa che il Comune di Lanciano non rientra nella casistica e quindi alcun rimborso sarebbe di conseguenza dovuto a chi dovesse presentarne richiesta.

La Tari del Comune di Lanciano applicata dal 2014 in poi, infatti, presenta una quota variabile pari a zero per le pertinenze delle abitazioni (garage, soffitte, cantine ecc), in perfetta linea con le indicazioni del Ministero delle Finanze in materia di Tari, la tariffa del servizio rifiuti.

“Fermo restando il diritto di ogni cittadino di intraprendere le azioni che ritiene opportune, ci preme precisare a beneficio della cittadinanza che il Comune di Lanciano ha applicato correttamente la Tari a partire dal 2014, anno in cui è entrata in vigore, come si evince dalle tabelle di calcolo e dalle delibere di approvazione della tariffa, che prevede lo zero alla voce quota variabile delle pertinenze delle abitazioni”.

È stata intitolata alla Libertà il nuovo Parco comunale, destinato a verde pubblico, ubicato, tra via Primo Maggio e via Colle dell’Erco, nella zona nuova di Fossacesia. La cerimonia, che si è tenuta questa mattina, alla presenza del sindaco Di Giuseppantonio e degli assessori Sisti, Tozzi e Di Nardo ,si è svolta nell’ambito della “Festa dell’Albero, un albero per ogni nuovo nato”, che è tornata anche quest’anno a Fossacesia per promuovere l’importanza dell’ambiente attraverso la donazione di un albero ad ogni bambino nato nel 2017.

La benedizione ? stata impartita da padre Pierluigi, Superiore dei Passionisti di San Giovanni in Venere.  “La scelta di fare l’intitolazione del Parco della Libertà in occasione della Festa dell’Albero non è stata affatto casuale – dichiara Maria Vittoria Tozzi, assessore comunale alla Cultura ed  agli Eventi- poiché dedicare nuovi alberelli, simbolo di ogni bambino nato quest’anno, ad una nuova area destinata a verde pubblico non può che rappresentare un messaggio positivo di educazione ambientale”. L’area, in cui è stato piantato anche un albero di melograno, simbolo della vita, è divenuta da poco di proprietà del Comune di Fossacesia, a seguito della costruzione di una zona residenziale. “La scelta di intitolare alla Libertà questo Parco destinato a verde pubblico– ha detto nel suo discorso inaugurale il sindaco  Enrico Di Giuseppantonio –è nata dalla volontà di omaggiare, in un momento così difficile per la società in cui viviamo, uno dei valori fondamentali per l’uomo: il poter essere libero, libero di esprimere le proprie idee, i propri credo politici e religiosi, nell’assoluto rispetto degli altri.

Fossacesia è una città in cui si sta cercando di abbattere ogni forma di barriera, sia strutturale, come abbiamo cercato di fare con la realizzazione di una spiaggia per tutti, sia mentale e culturale. L’intitolare una nuova area verde alla Libertà non può che rafforzare questo concetto”.

“La riconversione del presidio di Atessa, con una consistenza di servizi pari a quelli di ospedale di zona disagiata, con conseguente riorganizzazione dei compiti, offrirebbe una risposta assistenziale adeguata alla domanda di salute espressa dal territorio dell'Abruzzo meridionale. Il presidio di Atessa, in quanto punto di riferimento di un'area ampiamente sviluppata dal punto di vista produttivo, aggiuntivamente, può diventare un polo pubblico per la medicina del lavoro, venendo incontro ai bisogni di tutta la Asl Lanciano-Vasto-Chieti”. Con queste premesse la Giunta regionale d'Abruzzo, a voto unanime,  con delibera numero 642 del 07/11/2017, ha deciso di fare propria “la proposta avanzata dal Comune di Atessa relativa alla riconversione del presidio ospedaliero 'San Camillo de Lellis' in ospedale di zona disagiata, secondo i criteri del Decreto ministeriale 70 del 2015” . La Regione, quindi, sconfessando le scelte del passato che, a mano a mano, hanno portato al taglio dei servizi e alla cancellazione dei reparti, con l'avvio dello smantellamento dell'ospedale sangrino, ha stabilito che “la Asl Lanciano-Vasto-Chieti interrompa le attività di razionalizzazione” finora attuate. Stop ai tagli, dunque. La Regione, inoltre, intende, “garantire un futuro ad un presidio di sicurezza nel comprensorio Sangro-Aventino, quale storicamente è sempre stato l'ospedale di Atessa, in maniera efficace ed efficiente” e si prefigge di “promuovere, su questo argomento, un confronto tra Asl, Agenzia Sanitaria e Regione per elaborare una proposta di potenziamento quali-quantitativo per l'ospedale di Atessa da sottoporre all'esame del Tavolo di monitoraggio”, costituito dal ministero della Salute e dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

La delibera della Regione, che rivoluziona le scelte finora effettuate riguardo al 'de Lellis', arriva dopo l'ultimo Consiglio comunale di Atessa, del 6 novembre scorso, in cui è stata approvata, all'unanimità, una mozione a sostegno del riconoscimento del presidio di Atessa come ospedale di zona disagiata. Un incontro infuocato a cui hanno partecipato numerosi  sindaci del territorio che hanno chiesto, al presidente Luciano D'Alfonso e all'assessore Silvio Paolucci, presenti all'assise, di bloccare la spoliazione e il depotenziamento del 'de Lellis'  e di riorganizzare i servizi per soddisfare le esigenze e le richieste di un territorio ampio e, in parte, svantaggiato, essendo zona di montagna, con collegamenti viari improbabili e talvolta impossibili durante la stagione invernale. Paolucci e D'Alfonso, dopo aver assicurato un cambio di rotta, sono passati ai fatti, predisponendo apposita delibera. Non più, quindi, ospedale di comunità, destinato, come era stato deciso, ad accogliere anziani non autosufficienti e con malattie cronico-degenerative, ma ospedale di zona disagiata, in ragione del “contesto orografico ed ambientale” in cui è situato, “definibile 'area di confine', in ragione della sua lontananza dai sistemi urbani della costa, dalle aree forti del capoluogo di regione e della vicinanza al Molise”. Un ospedale, quindi, che tenga conto dei “fabbisogni territoriali e vocazionali” e di un bacino complessivo d'utenza di 49mila abitanti.

“La città di Atessa - fa presente la Giunta nella delibera - è al centro di una importante zona industriale, Frentano-Sangro-Aventino, che è la più grande realtà produttiva dell'Abruzzo ed una delle più importanti aree industriali del centro-sud, e che produce 1/3 del Pil (Prodotto interno lordo) regionale, grazie anche alla presenza di fabbriche come Sevel, Honda, Valagro, oltre ad un vasto indotto. La città di Atessa – recita ancora la delibera - è anche l'unico punto di riferimento di 31 piccoli paesi che vivono situazioni disagiate e che, nel periodo invernale, restano spesso isolati. Il presidio svolge inoltre una funzione speciale per tutto il comprensorio, in quanto cerniera tra una affollata zona produttiva e un retroterra a rischio marginalizzazione, entrambi necessitanti di un'offerta sanitaria ospedaliera adeguata e continua”.

“La Regione Abruzzo - commenta il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli - riafferma, così, tante buone ragioni per tenere in vita e valorizzare l'ospedale del nostro territorio.  La delibera della Giunta ordina alla Asl chietina di interrompere la riconversione in 'presidio territoriale' e dice 'sì' alla nostra richiesta di trasformarlo in 'ospedale di area disagiata'. E' una svolta molto importante - sottolinea Borrelli - e rappresenta un cambio di rotta rispetto alle scelte del passato. Non è vero, come insinua qualcuno, che la montagna ha partorito il topolino. La verità è che abbiamo spostato la montagna. E' la prima volta che accade dopo tante battaglie. E' il riconoscimento di una realtà oggettiva, essendo Atessa un paese-cerniera tra una zona industriale, vitale per tutto l'Abruzzo, e un vasto entroterra montano, particolarmente disagiato. E' un incoraggiamento all'azione di tutto il Consiglio comunale, dei sindaci del territorio e delle forze politiche, che hanno sostenuto la proposta realistica e fattibile della nostra amministrazione. E' tuttavia solo un primo, essenziale, passo per il raggiungimento dell'obiettivo. Andremo, ora, a Roma, più forti e rinfrancati. E dovremo lavorare, tutti assieme, amministratori del territorio, forze politiche e cittadini, con rinnovata energia, affinché - conclude il primo cittadino - il 'San Camillo de Lellis' abbia un dignitoso futuro come ospedale”.

 

 

Nonna Adina Marsilio, classe 1912, lo scorso 8 novembre ha compiuto 105 anni e ha festeggiato con la sua famiglia a Sant'Eusanio del Sangro.

Più anziana di lei in Abruzzo solo Ida Di Sario, 108 anni, che vive a Canosa Sannita.I  familiari di nonna Adina, con a capo il sindaco della piccola comunità di Sant’Eusanio , Raffaele Verratti, sono andati a farle grande festa nella residenza per anziani “Villa Aurora” a Selva d’Altino. 
Alla nonna piace la pastasciutta, e lo vediamo dalle foto, accompagnato da un buon bicchiere di vino.  La signora ha avuto 5 figli, tre ancora viventi,  Vincenzo, 86 anni, Gilda, 81, e infine Bruno, di 72 anni sono i nipoti fra cui Claudio Di Toro, cantante del gruppo musicale Anemamè che ci ha segnalato la storia.

Auguri nonna Adina da tutta la redazione di Videocittà!

Sostegno, apprezzamento e l'invito ad andare avanti. Sono andati in questa direzione gli interventi dei sindaci che hanno preso parte alla riunione informativa convocata dal presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe con l'obiettivo di spiegare e fare chiarezza sull'avviso di selezione per il reperimento di personale alla Sasi. All'invito hanno risposto in 42 tra sindaci, consiglieri e assessori. Una presenza, quindi, anche numericamente importante, segno che l'argomento è serio così come serie e concrete sono state le ragioni espresse dal presidente Basterebbe che si è rammaricato per l'assenza annunciata di alcuni sindaci, in disaccordo com le procedure seguite per l'avviso di selezione.

“Sono sempre stato aperto al dialogo, al confronto e ritengo che sottrarsi non sia mai positivo tanto meno costruttivo. Qusta poteva essere l'occasione giusta e la sede naturale per far conoscere le proprie perplessità, rispetto la scelta dei sindaci ma non la condivido” ha esordito così Basterebbe davanti all'affollata e attenta platea prima di leggere la sua relazione. Un documento dettagliato per spiegare i vari aspetti della questione, un altro documento con i riferimenti precisi e puntuali alle leggi e all'attuale normativa, è stato consegnato ai sindaci e agli amministratori presenti che hanno avuto ed avranno il modo di verificare e valutare con calma. “Prioritario è l'interesse per l'azienda” ha ribadito più volte il presidente che ha scelto di non soffermarsi sulle polemiche degli ultimi giorni “strumentali e prive di fondamento”.

“Mi sembra di rivivere situazioni che conosco, ogni volta che c'è un concorso una certa parte politica tende a denigrare, a creare confusione e un clima di sospetto – ha detto il sindaco di Vasto Francesco Menna – questo non fa bene all'attività dell'ente che deve essere tesa ad ottimizzare i servizi e a svolgere sempre meglio il lavoro. Il Comune di Vasto vi chiede di andare avanti”. Dello stesso avviso il primo cittadino di Tollo Angelo Radica che precisa di non voler entrare nella “questione tecnica”, chiede il rispetto della normativa vigente in materia e punta l'accento sull'importanza di rivolgere l'attenzione al mondo del lavoro “valorizzando e non mortificando le professionalità”, aver affrontato dopo anni una questione spinosa è per Radica importante, quindi bisogna andare avanti. “Grazie presidente per aver riportato l'argomento nella sede istituzionale  - ha cominciato così il sindaco di Monteneodomo Nicola Tamburrino – conosciamo la situazione dal 2003, quale esempio diamo se una società pubblica continua da anni a servirsi di contratti di somministrazione nati per situazioni eccezionali e che alla Sasi sono diventati la norma?. Noi dobbiamo dare una stabilità all'azienda e credo si stia percorrendo la strada giusta. Mi dissocio dai sindaci che non sono venuti, l'assenza è sempre un errore”. Concorda il sindaco di Altino Vincenzo Muratelli che ha colto l'occasione per chiedere al presidente un maggiore impegno per evitare che il prossimo anno Altino e altri centri subiscano nel periodo estivo le frequenti sospensioni della fornitura idrica “un disagio al quale è necessario mettere fine”. Una richiesta importante quella di Muratelli (condivisa da molti amministratori che si trovano nella stessa situazione) che però non ha distratto l'attenzione dal punto all'ordine del giorno. Sostegno e approvazione sono arrivati dal Comune di Lanciano con l'intervento dell'assessore alle politiche ambientali Davide Caporale. Ad esprimere parere positivo anche i sindaci di Roccascalegna, Torino Di Sangro Domenico Giangiordano e Silvana Priori, Giampaolo Rosato del Comune di Taranta Peligna ed altri amministratori dei Comuni di Palmoli, Fresagrandinaria, Lentella. 

Ma al di là dei consensi espressi e non, l'incontro per il presidente Gianfranco Basterebbe si è rivelato costruttivo: “andremo avanti nel rispetto delle leggi e delle procedure come abbiamo sempre fatto, ero consapevole che non sarebbe stato un percorso facile, ma sono convinto che la nostra sia la decisione giusta”.

 

I lavori di rifacimento della rete in Corso Bandiera, a Lanciano, impongono, ancora una volta, la sospensione della fornitura idrica per alcune ore, come lo scorso 26 ottobre. Un'interruzione che non può essere evitata proprio per consentire i collegamenti della nuova rete idrica A rimanere senz'acqua domani 9 novembre dalle 13.30 alle 17.30 saranno le stesse zone che purtroppo hanno già subito questo disagio.

Queste le strade interessate dal provvedimento:
Viale Cappuccini (dalla Chiesa di San Pietro in giù) Via Martiri 6 Ottobre, via Rosato, Largo Santa Chiara, Via Ferro di Cavallo, le Vie Miscia, Don Minzoni, Del Mancino, Santo Spirito, Del Verde, Osento, Ciriaci, Via De Pasqua, Via Per Fossacesia, San Giovanni da Capestrano, le Vie Dell'Aventino, Aterno, del Pescara, del Feltrino, Trigno, via Caduti di Nassiriya, viale Rimembranze, Piazza Unità d'Italia, Via De Crecchio, Via Veneto e relative traverse, Via degli Abruzzi,, Via Renzetti, Via Monte Maiella, le Vie Fiume, Isonzo, Piave e traverse. Via del Mare e traverse, Olmo di Riccio, Torre Sansone, Via Dalmazia e traverse, Via Mario Bianco, Via Romagnoli, Via Cesare Battisti e Via Fabio Filzio con le relative traverse.
I tecnici della Sasi assicurano che la fornitura sarà ripristinata entro l'orario stabilito.

 

 

 

Al via da domani la campagna di vaccinazione antinfluenzale nel territorio della provincia di Chieti. E’ stata completata la distribuzione delle dosi presso i centri vaccinali della Asl (indicati su www.asl2abruzzo.it) e gli ambulatori dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che potranno vaccinare i propri assistiti compresi nella categorie a rischio indicate dal Ministero della Salute.

Le specialità antinfluenzali disponibili sono quattro: vaccino Trivalente (nome commerciale “Influvac S 10 vials”), destinato ai bambini sopra i sei mesi e fino a tre anni di età; vaccino Tetravalente (nome commerciale “Vaxigrip Tetra”) per soggetti di età pari o superiore a tre anni; vaccino Trivalente, ad antigene di superficie con somministrazione intradermica (nome commerciale “Intanza 15“), per soggetti con età pari o superiore a 60 anni; vaccino antinfluenzale Trivalente ad antigeni di superficie adiuvato MF59 (nome commerciale “Fluad“) per soggetti di età pari o superiore a 64 anni.

Salvo necessità di tipo epidemiologico, la campagna si concluderà il prossimo 31 dicembre.

Con le 75 mila dosi acquistate, il Servizio epidemiologia igiene e sanità pubblica mira a raggiungere l’obiettivo di copertura del 75% della popolazione interessata e a migliorare sensibilmente il dato dello scorso anno, quando l’asticella si era fermata al 49,8%.

La campagna vaccinale è rivolta agli ultra 65enni e alle categorie a rischio: bambini di età superiore ai sei mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, quali malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie cardiovascolari, diabete, tumori, insufficienza renale, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, malattie infiammatorie croniche, epatopatie, malattie degli organi emopoietici, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici. È inoltre destinata a soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori quali forze di polizia, vigili del fuoco, lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; familiari di soggetti ad alto rischio; personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, quali allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, veterinari pubblici e libero-professionisti.

E’ importante, comunque, adottare anche misure di igiene e protezione individuale, poiché, com’è noto, la trasmissione del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza. Queste le raccomandazioni: lavarsi le mani, coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, evitando di abbandonare i fazzoletti in giro, uso delle mascherine da parte delle persone influenzate quando si trovano in ambienti sanitari, isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale.

 

Alla luce della nota inviata dal Difensore Civico in cui si mettono in evidenza alcune questioni relative alla selezione pubblica e dove lo stesso Difensore Civico chiede alla Società SASI una serie di documenti ed in seguito a quanto già segnalato da diversi Sindaci in una precedente nota, ma soprattutto a tutela delle 2.300 richieste di partecipazione al Bando Pubblico chiediamo l'annullamento della procedura di selezione affinché non si giunga ad una paralisi totale delle attività della società. E’ questo il succo della lettera che i sindaci di Gamberale, Villalfonsina, Borrello, Pennadomo, San Salvo, Orsogna, Paglieta, Villa Santa Maria indirizzano al cda della Sasi in merito alla selezione che darà lavoro ad oltre 70 persone.

Sarebbero diverse le lacune che il bando pubblico presenta, sostengono i primi cittadini, e che esporrebbero  la società ad una serie di ricorsi che altro non causeranno che disservizi ai cittadini. Inoltre, l'ipotesi illusoria, si continua nella nota stampa,  data a 2.300 richieste di poter aver lavoro in una società importante come la SASI non può essere procrastinata nel tempo ed è per questo che chiediamo l'annullamento della selezione pubblica a tutela di migliaia di aspiranti che si ritroverebbero nel limbo di una lunghissima attesa non certo per colpa loro. Tra l'altro, evidenziamo come possa essere data a tutti gli aspiranti la possibilità di partecipare alla selezione pubblica senza "penalizzazioni" perché su alcune figure sembra davvero che i requisiti richiesti siano eccessivamente costruiti.

Il presidente Basterebbe,concludono,  a seguito della precedente nota di alcuni Sindaci , ha indetto una riunione per il giorno 7 novembre in cui si dovrebbe discutere dell'argomento. Nessuno di noi sottoscrittori, si annuncia,  parteciperà perché riteniamo che gli argomenti all'ordine del giorno non possono essere esaminati in una riunione e né siamo disposti ad ascoltare qualche probabile "parere legale" in cui alla fine si dice che la procedura adottata è corretta. Inoltre, in qualità di soci siamo chiamati ad intervenire nell'unico organismo legittimato ad esprimere la volontà dei soci stessi: l'assemblea e non una semplice "riunione".