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LANCIANO. Ancora pioggia dentro gli autobus della Tua. Questa volta si è registrato un caso nella tratta Lanciano – Castel Frentano. A denunciare l’accaduto, con tanto di foto, è la sigla sindacale UGL: “Ombrelli appesi all’interno del pullman dagli stessi studenti e abbonati che usano il mezzo di trasporto per recarsi a lavoro. Autisti ridotti a guidare con sedili fradici e piedi bagnati. Consolle completamente invasa dall’acqua con il rischio di corto circuiti, riscaldamento non funzionante con conseguenti vetri del tutto appannati che rendono la visibilità alquanto precaria. Per non parlare delle spie accese e dei rumori che provengono dal cambio, dai freni, dal motore, dalla carrozzeria. In queste condizioni non si può andare avanti. Autisti coraggiosi e pendolari che pagano il titolo di viaggio per ben due volte - anche attraverso le tasse - abbandonati al loro destino, con la speranza che nulla accada con questi vecchi carrozzoni viaggianti”.guarda le immagini

UGL, a conclusione della nota, si chiede: “come vengono usati i ricavi dei titoli di viaggio e i contributi regionali se, a conti fatti, vengono ‘riesumati’ pullman ex Sangritana che la stessa azienda aveva messo fuori servizio anni addietro? Quando il Core management di Tua dice che le corse in queste condizioni vengono comunque garantite, con ogni probabilità nessuno di loro viaggia con questi mezzi. Forse per ripartire occorrerebbe da parte di ‘tutti loro’ un esame di coscienza e un bagno di umiltà”.

 

LANCIANO. Sembra essersi conclusa la vicenda di Debora Spinelli che tramite il sindacato AS.I.A. (associazioni inquilini e abitanti) Usb, lo scorso 11 settembre aveva accusato il Comune di Lanciano di averla sfrattata ingiustamente da una casa parcheggio che le era stata assegnata.

La donna viveva nell’abitazione assieme ai suoi due figli, maggiorenni e disoccupati, e ad un’anziana donna ultranovantenne che accudisce ma con la quale non ha nessun vincolo di parentela. Massimo Canosa, giudice del tribunale di Lanciano, con la sentenza 380/2018, ha infatti rigettato le domande proposte dalla signora Debora Spinelli contro il Comune di Lanciano e revocato il provvedimento di sospensione della determina dirigenziale comunale del 21.12.2016 inerente la pronuncia di decadenza dall'assegnazione di alloggio comunale occupato dalla signora Spinelli.
Giacinto Verna, assessore alle politiche della Casa, ha così commentato la sentenza: “Con questa sentenza abbiamo avuto ulteriore conferma del fatto che la nostra amministrazione non ha sfrattato e non sfratta nessuno che, legittimamente e secondo le norme, abiti negli alloggi comunali, come ha invece tentato di far credere il sindacato USB che ha voluto a tutti i costi cavalcare questa triste vicenda senza tenere conto delle spiegazioni e delle ragioni che più volte ho personalmente rappresentato, insieme alla dirigente del settore politica della Casa, alla signora e ai rappresentanti del sindacato. Ma questo ormai appartiene al passato: quello che ci interessa è che la signora Spinelli abbia seguito il nostro consiglio nel presentare una nuova domanda di partecipazione al bando Edilizia Residenziale Pubblica 2018 del Comune di Lanciano, pubblicato di recente in Albo Pretorio, circostanza che le ha consentito di essere inserita nella graduatoria secondo i criteri previsti dalle norme”.

 

Sette anni di festa di Santa Cecilia, cioè una settimana di eventi, proiezioni e lezioni-concerto volatilizzati.
Più di 50 appuntamenti prestigiosi  nel corso dei 7 anni e per una intera settimana, tra matinée e pomeridiani, tra cui anche il progetto l'Opera a scuola , cancellati con un colpo di spugna e nell'indifferenza di tutti.
E, cosa più grave, più di 10mila studenti, sempre nel corso dei 7 anni, dalle scuole non solo di Lanciano, ma di tutto il circondario che non avranno l'opportunità di accostarsi alla cultura, di entrare per la prima volta in un teatro e forse, di non innamorarsi della musica classica.

    Gli appuntamenti saltati a causa della mancanza di fondi

Solo l'anno scorso sono stati più di 1500 studenti, una media di 300 al giorno per 5 giorni. Bambini e ragazzi di tutte le età, dalle scuole primarie alle superiori. Attività scolastiche pensate e realizzate in nome di questi appuntamenti e pagine di quaderni, cartelloni colorati che rimarranno vuoti nell'impossibilità di raccontare il bello che solo l'arte può dare.

Mancano i soldi, non sono arrivati e non si sa mai arriveranno. I vertici del'EMF lo avevano annunciato mesi fa: "sospendiamo tutte le attività, così non si può andare avanti". E nel frattempo tutto tace. Il teatro rimane in silenzio, gli strumenti rimangono nelle custodie e la cultura perde un tassello fondamentale per la città tutta e per la crescita dei suoi giovani. 

Clara Labrozzi 

LANCIANO. Il calo improvviso delle temperature ed il giorno di riposo delle scuole (la domenica) ed ecco che i bambini, una volta tornati a scuola il lunedì, hanno sofferto il freddo anche perché il riscaldamento era inattivo in molte scuole di Lanciano.  I genitori, infuriati, hanno protestato con telefonate al Comune di Lanciano che, una volta raccolte le segnalazioni, hanno inviato dei tecnici per aprire i termosifoni. I termosifoni delle scuole primarie e medie, le superiori sono di competenza della Provincia di Chieti, sono quindi entrati e pieno regime ma, in realtà, sarebbero dovuti essere accesi dal 15 novembre. Cosa che non è avvenuta e con gli studenti che hanno dovuto seguire le lezioni con il giubbotto.

Le proteste, infatti, oltre che essere doverose – nel 2018 non si può pensare di mandare il proprio figlio in una scuola a prendere freddo con il rischio di ammalarsi – sono servite anche a dare una mossa al Comune che ha quindi provveduto. Giacinto Verna, assessore all’istruzione, ha infatti scritto sul suo profilo social: “Mi assumo io la responsabilità del fatto che, in alcune scuole, si siano trovati i termosifoni spenti. Confermo che da oggi (19 novembre ndr) tutti gli impianti di riscaldamento saranno accesi in tutte le scuole”.

Il 26 novembre ci sarà l’aggiudicazione per la gara che decreterà la ditta che si aggiudicherà l’accensione e verifica di sicurezza degli impianti…11 giorni dopo l’accensione prevista, nel frattempo i tecnici del Comune si sono messi al lavoro per provvedere all’accensione. Sicuramente si tratta di una svista, ma non si può dire inaspettata visto che l’abbassamento delle temperature era previsto e anche tenuto conto che siamo al mese di novembre.

La situazione non è sfuggita a Tonia Paolucci, capogruppo in consiglio comunale di Libertà in Azione: "Grazie a questa amministrazione comunale, abbiamo scoperto che a Lanciano l'inizio dell'anno scolastico e l'accensione degli impianti di riscaldamento negli istituti sono fatti eccezionali e non prevedibili. E, che come tali, vengono gestiti con variazioni di bilancio adottate solo quando scoppia la protesta dei genitori degli alunni". La Paolucci rincara la dose e afferma: "Fa sorridere la spiegazione dell’assessore Verna e il suo correre ai ripari con tanto di scuse. Mi chiedo per quale motivo, visto che è noto da sempre che i termosifoni vengono accesi a novembre, nel bilancio di previsione comunale non siano state inserite le somme necessarie alla manutenzione delle caldaie. Se invece erano state previste, non si capisce dove siano finite e per quale ragione l'amministrazione le abbia stornate su altri capitoli. Allora è vero che ci sono grossi problemi finanziari a Palazzo di Città, come andiamo denunciando dalla scorsa estate e che i debiti hanno bloccato qualunque attività". Per la capogruppo quanto accaduto con i riscaldamenti nelle scuole è l'ennesima dimostrazione di come Pupillo e la sua giunta navighino ormai a vista, senza un minimo di programmazione. "Non è possibile - aggiunge - che un assessore ammetta di aver pensato alla manutenzione delle caldaie appena qualche giorno prima dell'accensione dei riscaldamenti. Se non riescono a gestire l'ordinaria amministrazione, come pensano di gestire il futuro della nostra città?". Per la rappresentante della minoranza la verità è che le finanze del Comune sono nel caos. "E non vorrei - conclude - che a breve arrivassero anche pignoramenti sul conto di tesoreria".

 

E' Lucia Vittoria D’Agostino, 54 anni, di Vasto (Chieti) è il nuovo commissario di Polizia di Lanciano. La presentazione ufficiale questa mattina in commissariato alla presenza del  questore di Chieti, Ruggero Borzachiello.

La D'Agostino prima di arrivare a Lanciano, nel suo Abruzzo, è stata Ispettore della Squadra Mobile a Bari. Prima è stata impegnata a Milano dove si occupava dell'ufficio immigrazione poi ancora Torino e Roma al servizio tecnico logistica patrimoniale.  La collaborazione con la cittadinanza sarà fondamentale per garantire la tranquillità sociale, non ha dubbi il commissario che ha anche parlato dei recenti fatti di cronaca che hanno interessato la città di Lanciano. Guarda l'intervista

Oggi in Tribunale a Lanciano è stata celebrata l’udienza preliminare del processo a carico del noto imprenditore abruzzese Antonio Colasante, arrestato nel marzo 2017 con l’accusa di riciclaggio, riguardo al servizio di lavanolo all'ospedale di Lanciano. All’esito delle arringhe difensive degli avvocati Franco Coppi, Giuliano Milia ed Elio Di Filippo, il giudice, Marina Valente, ha prosciolto Antonio Colasante dall’accusa a suo carico, con formula piena, ‘perché il fatto non sussiste’. Insieme all'imprenditore Colasante sono stati altresì prosciolti i 4 amministratori delle società del Gruppo che erano sott'accusa. Anche nei loro confronti l’accusa per il reato di riciclaggio era insussistente. L'imprenditore Antonio Colasante commenta: “Siamo soddisfatti per quanto deciso dal giudice. Abbiamo dimostrato la verità dei fatti”.

Il "paventato temporaneo spostamento del terminal bus dalla stazione Tiburtina di Roma a quella dell'Anagnina" non si deve fare. E’ la posizione della Regione Abruzzo che lunedì 12 novembre, a partire dalle ore 11 negli spazi del Terminal bus della stazione Tiburtina a Roma, protesterà con forza contro questa ipotesi. In prima fila ci sarà il presidente vicario della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, che ha anche indetto una conferenza stampa, concordata con la Regione Lazio, sempre per lunedì 12 novembre e sempre alle 11 a Roma negli spazi del terminal bus Tiburtina.

L’incontro con la stampa è stato indetto per "sottolineare il 'no' dell'intera comunità regionale" alla delibera della Giunta Capitolina del 16 ottobre. Lolli ha ribadito il valore strategico del collegamento su gomma tra Roma e l'Abruzzo, "fondamentale nella quotidianità dei rapporti tra Abruzzo e Lazio e nelle prospettive del sistema di infrastrutture per economia, turismo, servizi a favore di cittadini e imprese". La scelta della Giunta Capitolina di spostare il capolinea dei bus determinerebbe, per Lolli, un danno alle migliaia di pendolari abruzzesi e di tutti coloro che da altre destinazioni raggiungono Roma. Il presidente Vicario Lolli ha invitato alla manifestazione sindaci abruzzesi, organizzazioni economiche e sociali e rappresentanti dei viaggiatori pendolari.

                                                                                                               

Nella foto Ansa, l’ingresso del Terminal bus della stazione Tiburtina a Roma.

Da mercoledì’ 7 novembre parte la campagna antinfluenzale in tutta la provincia di Chieti, ad annunciarlo, in una nota, la Asl Lanciano Vasto Chieti che ha specificato che la vaccinazione potrà essere fatta anche negli studi medici di medicina generale e pediatria di libera scelta. 

Al momento l’azienda sanitaria locale ha acquistato 70 mila dosi, che però potranno essere integrate in caso di massiccia richiesta da parte degli utenti. La novità di quest’anno riguarda la possibilità di vaccinarsi anche contro lo pneumococco (gratuito per gli utenti nati negli anni 1952 e 1953) e l’herpes zoster, per i nati nel 1953.

I vaccini antinfluenzali disponibili sono di due tipi: un tetravalente, per due ceppi A e due ceppi B, destinato a tutte le fasce di età a partire dai sei mesi in su, e un trivalente adiuvato, con formulazione potenziata, più adatto agli ultra 65enni e alle persone a più bassa difesa immunitaria.Com’è noto, il vaccino è gratuito per gli over 65 e le categorie a rischio: bambini di età superiore ai sei mesi, ragazzi e adulti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza quali malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie cardiovascolari, diabete, tumori, insufficienza renale, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, malattie infiammatorie croniche, epatopatie, malattie degli organi emopoietici, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici. È inoltre destinata a soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori quali forze di polizia, vigili del fuoco, lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; familiari di soggetti ad alto rischio; personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, quali allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, veterinari pubblici e libero-professionisti.

“Abbiamo necessità assoluta di migliorare il tasso di partecipazione alla campagna - raccomanda il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco - che lo scorso anno si è fermata nel territorio della nostra Azienda al 50 per cento. E’ importante che i cittadini siano convinti dell’importanza della vaccinazione, efficace, gratuita e salvavita nei casi più delicati. L’influenza comporta ogni anno affollamenti al Pronto soccorso e frequenti ricoveri per i soggetti a rischio e gli anziani, per i quali le complicanze possono essere anche mortali. Vaccinarsi, dunque, è un dovere verso se stessi e verso gli altri, perché quanto più alto è il numero di persone che si immunizzano contro l’influenza tanto più la salute pubblica ne guadagnerà, a vantaggio soprattutto di utenti immunodepressi che non possono vaccinarsi”.

La protezione indotta dal vaccino si sviluppa due settimane dopo l’inoculazione e perdura per circa sei mesi.

 

 

LANCIANO. Sono 67 i lavoratori della Sasi che sono stati ufficialmente assunti a seguito del Bando, contestatissimo, dello scorso inverno. Ad annunciarlo, in conferenza stampa dopo la firma avvenuta lo scorso aprile, è stato il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe: “L’iter, come sapete, è stato lungo, difficile e criticato aspramente. Non ci siamo fermati perché sapevamo di essere in regola, come è poi stato confermato anche dalle autorità che hanno respinto tutte le accuse”. Conseguenze che però ci sono state: si è creata, infatti, una spaccatura all’interno del Cda con la consigliera Patrizia De Santis, già sindaco di Castel Frentano, che non ha partecipato alla seconda seduta per avviare il procedimento per la selezione. La De Santis è ancora presente nel Cda della Sasi. La conferenza stampa, svoltasi a Lanciano nella sede Sasi di viale Cappuccini, è stata anche occasione per parlare di novità future. Entro fine anno, infatti, ci sarà una riorganizzazione degli uffici che, molto probabilmente, porterà ad una nuova selezione per i ruoli da coprire visto che la Sasi, al momento, è sotto organico. Selezione che potrebbe avere luogo nel periodo tra gennaio e febbraio 2019: “Questa volta speriamo di non incontrare problemi – auspica il presidente Basterebbe – faremo, come sempre, tutte le cose in regola. Ovviamente per poter agire, dobbiamo avere l’approvazione della pianta organica anche dalla Regione Abruzzo. Se la otterremo, passeremo poi all’analisi dei ruoli che mancano”. Infine, si attende anche una modifica alla tariffa: quella attuale, per l’anno 2018, è provvisoria visto che l’autorità competente non ha ancora stabilito quella nuova: “I casi sono due: potrebbe aumentare, rispetto al 2018, oppure diminuire. In quest’ultimo caso – conclude Basterebbe – dovremo rimborsare gli utenti”. Piergiorgio Di Rocco

CHIETI. Una busta contenente un proiettile calibro 9 ed una lettera minatoria, piena di errori grammaticali, è stata recapitata la scorsa mattina negli uffici della prefettura a Chieti. Ancora da confermare, ma sarebbero sei le persone finite nel mirino dell’anonimo personaggio: Mario Pupillo, sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti; Pasquale Flacco, manager della Asl Lanciano Vasto Chieti; Vincenzo Orsatti, direttore della Asl; Silvio Paolucci, assessore regionale al Bilancio e alla programmazione sanitaria; Dino Pepe, assessore regionale all’Agricoltura ed il senatore Pd, Luciano D’Alfonso.

Nella busta, però, c’è un errore: il destinatario, c’è scritto, è ‘il prefetto Ruggiero Borzacchiello’ che in realtà è il questore. Il ruolo di Prefetto è di Antonio Corona che nella lettera non viene nominato. Sulla vicenda sta indagando la polizia di Chieti. Subito dopo la segnalazione, sono partiti gli accertamenti della Digos mentre busta e contenuto sono state consegnate alla polizia scientifica per i rilievi del caso e cercare di risalire a chi l’ha inviata. Sul fatto è stata aperta un’inchiesta contro ignoti.

Purtroppo non si tratta della prima volta che arrivano simili minacce: già nei mesi scorsi, l’assessore Paolucci ha ricevuto lettere sgrammaticate piene di riferimenti a vicende che riguardano la sanità regionale e probabilmente anche quest’ultima lettera potrebbe essere collegata alle altre. Infine, l’assessore Silvio Paolucci, ha ricevuto, nei mesi scorsi, minacce anche su Facebook.

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