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LANCIANO. Con l’arresto di Alexandru Bogdan Colteanu, ragazzo rumeno di 23 anni, sembra essersi chiuso il caso dei coniugi Martelli, barbaramente aggrediti e rapinati in caso loro, a Lanciano, lo scorso 23 settembre. L’uomo è stato bloccato il 28 settembre dalla squadra mobile di Caserta.

Colteanu non è nuovo a reati simili a quello commesso a Lanciano. Come riporta la testata Frosinone Today, il rumeno è la stessa persona che l’11 giugno 2013, a Frosinone, massacrò di botte e legò ad una sedia per ore, il padre dell’ex sindaco Michele Marini. Stessa sorte toccò, dopo due settimane, ad una coppia di imprenditori residenti sempre a Frosinone e con lo stesso modus operandi. In quest’ultimo caso era coinvolto anche il fratello di Colteanu. Una storia che si è poi ripetuta a Lanciano, ma che è iniziata nel Lazio con questi due casi. I due, infatti, erano residenti proprio a Frosinone sin da piccoli.

Ricercati per questi due casi, i fratelli Colteanu, all’epoca minorenni, vennero bloccati dalla squadra mobile di Frosinone e, in seguito, vennero condannati dal tribunale dei minori di Roma a sei anni di carcere. Una volta scontata la pena lasciarono il Lazio. Non è ancora chiaro se il fratello sia coinvolto nel massacro di Lanciano.

Intanto questa mattina al super carcere di Lanciano primo interrogatorio per Turlica Constantin Aurel, Turlica Ion Cosmin e Ruset Aurel. Tutti e tre hanno ammesso le responssabilità della rapina ai danni della famiglia Martelli ed hanno indicato una quarta persona che sarebbe il responsabile del'amputazione dell'orecchio della signora Niva Bazzan. Pochissime le dichiarazione rilasciate alla stampa dal legale  Domenico Russo  al termine dell'interrogatorio fatto Gip Massimo Canosa alla presenza del Procuratore Capo di Lanciano, Mirvana Di Serio.

Si temeva non parlassero, invece lo hanno fatto ed ognuno di loro avrebbe racconato quale è stato il proprio ruolo nella notte di terrore che ha scosso una intera comunità.

L'intervista all'avvocato Domenico Russo

Di Clara Labrozzi e Piergiorgio di Rocco

 

 

LANCIANO. Il nuovo parco di Lanciano, intitolato alla memoria del vice sindaco Pino Valente, inizia a prendere forma e concretezza: è stato deliberato in giunta al Comune di Lanciano il progetto che promette di trasformare l’area dell’ex ippodromo Villa delle Rose. Il costo dell’opera è di un milione di euro, finanziamenti che arriveranno dal Masterplan della Regione Abruzzo: il progetto inziale è stato rivisto in alcuni punti ma non cambia nella sostanza, ed è stato redatto dagli architetti Aldo Carosella ed Alessandro Sciarretta assieme al geometra Lucio Gallucci.

Tanti i cambiamenti per un’area che sarà di 42.000 metri quadrati: l’attuale campo in erba sintetica verrà eliminato, al suo posto sorgerà una grande piazza in erba che, secondo le intenzioni del Comune, sarà dedicata ad eventi di vario genere anche con la possibilità di installare il palco modulabile acquistato diversi mesi fa dal Comune. Gli spalti, anch’essi ricostruiti di recente, si amplieranno con ulteriori tre file per creare una sorta di anfiteatro. Naturalmente la capienza aumenterà, si parla di circa 5/6000 posti a sedere. Nella zona retrostante gli spalti, verrà riqualificata la piccola via brecciata che collega larghetto del Mancino (dove c’è l’officina della Sangritana) con il piazzale della vecchia stazione. L’anello in sabbia verrà eliminato in favore di un ampio spazio verde che si estenderà anche nella zona dove attualmente ci sono gli spogliatoi del campo di calcio: verranno eliminate le vecchie strutture che ospitavano i box dei cavalli mentre tutta l’area sarà bonificata. Prevista anche la piantumazione di nuovi alberi. Rimane la zona degli spogliatoi che, ovviamente, verrà allestita ad altro uso, ancora da stabilire. Tutta l’area interna verrà riqualificata ma sarà circondata da una nuova pista ciclabile lunga 600 metri, larga 3 ed a doppio senso. Proprio a fianco della pista ciclabile ci sarà quella pedonale che verrà realizzata con una resina speciale, specifica per questo uso, al posto dell’asfalto che non avrebbe senso in un parco. Naturalmente tutta l’area sarà illuminata e dotata di videocamere di sorveglianza per renderla sicura anche di notte.

Dietro la nuova piazza in erba al posto dell’attuale campo da calcio, ci sarà un piccolo ma significativo prolungamento di corso Trento e Trieste: sarà lungo 160 metri e largo 8 con il disegno che riprende, in maniera più semplice, il disegno stile Presentosa del corso principale, con cui andrà a ricongiungersi idealmente. Tra le novità, anche apposite aree dedicate allo sport all’aperto. Rimane invece la zona dedicata al basket e la pedana rossa: entrambe saranno sottoposte ad un leggero restyling. Inizialmente il progetto prevedeva anche l’abbattimento del muretto che costeggia i viali ma la soluzione è stata eliminata, al momento non è prevista neanche un’area per gli animali domestici. Il progetto verrà messo a bando verso novembre, con i lavori che dovrebbero partire a gennaio 2019, salvo complicazioni. La durata prevista per la realizzazione è di 18 mesi. “E’ un progetto che ci sta a cuore – spiega Giacinto Verna, assessore ai Lavori pubblici – si tratta del secondo lotto di lavori, quelli più impegnativi, perché questo parco è iniziato quando abbiamo rifatto tutti i gradoni. Non vediamo l’ora di portare a termine questa grande opera per la città”.

 

Piergiorgio Di Rocco

 

Era ricercato ma la polizia, che evidentemente era già sulle sue tracce questa mattina non aveva fatto trapelare nulla circa il suo imminente arresto. Si tratta di Alexandru Bogdan Colteanu 26 anni anche lui di origini rumene. Non era nell'auto fermata e che ha permesso l'arresto dei tre suio connazionali. Sarebbe lui il capo della banda che il 23 settembre ha massacrato e derubato i coniugi Martelli.

Si attende l'ufficializzazione della notizia

+++seguono aggiornamenti

LANCIANO. Quattro giorni: è la durata delle indagini che hanno portato allo stato di fermo di Costantin Aurel Turlica, 22 anni; Cosmin Ion Turlica, 20 anni e Aurel Ruset, 25 anni. I tre accusati, quindi, erano monitorati dai carabinieri da diversi giorni, che nutrivano doversi sospetti nei loro confronti. La svolta c’è stata nel momento in cui è avvenuto l’incidente che ha portato all’arresto di due persone. L’altro arresto, invece, c’è stato intorno alle 17:30 del 26 settembre in corso Roma ed è durato circa otto ore: il tempo necessario alla polizia scientifica di Ancona per effettuare tutti i rilievi necessari per le indagini.

Nell’abitazione, in cui vivevano due accusati, sono stati analizzati diversi indumenti, probabilmente utilizzati durante la rapina ai danni dei coniugi Martelli, su cui sono state trovate delle tracce di sangue. Gli inquirenti, in attesa dei risultati, sospettano che possa trattarsi del sangue dei Martelli. Altro dato importante è che non si tratta di una banda che abitava a Lanciano da poco tempo: due di loro lavorano e vivono in città da almeno un anno, mentre l’altro indiziato vive in Francia ed è venuto a Lanciano da poco tempo. I tre accusati sono parenti: due fratelli ed un cugino, tutti e tre di nazionalità rumena ma che parlano perfettamente l’italiano.

LA RICOSTRUZIONE. La squadra della polizia, assieme ai carabinieri, si è attivata subito, già alle prime luci di domenica mattina. I carabinieri del comando di Lanciano hanno invece effettuato i pattugliamenti, assieme ai colleghi del comando provinciale di Chieti. La polizia ha acquisito tutte le immagini dalle telecamere installate in città per ricostruire la vicenda e individuare auto o persone sospette. Proprio attraverso le immagini è stata notata la Golf nera. La macchina era quindi sotto osservazione ed era stata notata in tarda serata nei pressi di una villa il giorno dopo l’aggressione ai Martelli. La ricostruzione è stata fatta da Miriam D’Anastasio, capo della squadra mobile della questura di Chieti. L’IMPREVISTO. La Golf nera è stata quindi messa sotto osservazione dai carabinieri. Poi è arrivato l’imprevisto: la macchina è rimasta coinvolta in un incidente mentre era seguita a distanza, e quindi non notata, da un’auto in borghese delle forze dell’ordine. Si è poi attivata la pattuglia del nucleo radiomobile che ha prestato soccorso ai sospettati come da prassi e sono state notate delle valigie sospette all’interno della macchina su cui sono in corso i rilievi della scientifica. La polizia ha poi avvisato Mirvana Di Serio, procuratore della Repubblica al tribunale di Lanciano per ricevere l’ok per procedere ai fermi delle due persone, anche in base ai dati finora acquisiti. “Avevamo poco tempo – spiega Alfredo Fabricini, del servizio centrale operativo della polizia – e abbiamo deciso di intervenire. C’era il rischio che i sospettati potessero fuggire all’estero e noi avevamo il dovere di assicurarli alla giustizia. Se fossero riusciti a scappare avremmo perso tutti. Preme ricordare che sono sospetti al momento e questo vuol dire che i capi di accusa devono essere confermati”.

I CAPI DI ACCUSA. I tre uomini fermati, se verrà confermato il loro coinvolgimento, dovranno rispondere alle accuse di rapina, sequestro di persona e lesioni gravi. Ieri notte il legale dei tre sospetti, Domenico Russo, ha dichiarato che i suoi clienti hanno affermato che sono del tutto estranei alla vicenda. Saranno quindi fondamentali i rilevi della scientifica per stabilire se si tratta degli uomini che hanno rapinato ed aggredito i coniugi Martelli. Decisivi saranno le analisi del sangue ritrovato e delle impronte digitali.

LA REFURTIVA, IL QUARTO UOMO E LA DONNA. I tre aggressori hanno prelevato dal bancomat 1.990 euro. A quanto risulta due di loro erano già noti alle forze dell’ordine: “C’è un’attività pregressa. Le indagini sono ancora in corso – spiega Florimondo Forleo, colonnello dei carabinieri del comando provinciale di Chieti – e stiamo lavorando per avere prove certe ed inconfutabili che si tratta delle persone che ci interessano”. Indagini che sono ancora in corso e che potrebbero portare al quarto uomo della banda: “Non è pugliese – spiega Fabricini – e inoltre voglio confermare che nessuna donna è al momento coinvolta”. Ieri, infatti, c’erano notizie che parlavano del coinvolgimento di una donna.

IL SINGOLO CASO. Nel corso della conferenza stampa in Procura a Lanciano è stato inoltre confermato che i tre sospettati sono tali per la brutale aggressione e rapina ai Martelli. Al momento, ma le indagini sono in corso, non è stato riscontrato che si tratta delle stesse persone coinvolte nei furti avvenuti a San Vito chietino e Mozzagrogna.

video conferenza

Video colonnello Forleo

 

Piergiorgio Di Rocco

Video di Clara Labrozzi

Questa mattina il Prefetto di Chieti, Antonio Corona, ha fatto visita a Carlo Martelli e Niva Bazzan, ancora ricoverati in ospedale a Lanciano dopo la brutale aggressione a scopo di rapina subita nella loro villa all'alba di domenica scorsa. Era accompagnato dal direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, dal direttore della Chirurgia, Lorenzo Mazzola, dal sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, e dal presidente del Consiglio comunale, Leo Marongiu.

L’incontro, già concordato nella giornata di ieri, è avvenuto proprio nel momento in cui in città si era sparsa la notizia dell’arresto di alcuni componenti della banda, accolta da Martelli con sollievo: «Mi sento davvero confortato da questa svolta nelle indagini, giunta così rapidamente - ha detto il chirurgo in pensione -. Sarò più sereno anche nel rientrare a casa, dove non vedo l’ora di tornare recuperando la mia vita normale e la dimensione di riservatezza che da sempre la caratterizza. Ho reso testimonianza anche attraverso i media di quanto ho vissuto perché lo ritenevo un dovere di cittadino, ma ora è tempo che i riflettori non siano più accesi su di me».

Il Prefetto ha avuto parole di accorata solidarietà per l’accaduto, sottolineando la gravità delle azioni commesse dai malviventi: «La vicenda che vi ha visto coinvolti è stata un duro colpo per tutti noi - ha commentato Corona - impressionati anche dal livello spropositato di violenza che è stata usata su di voi. L’invito per il futuro è a ritrovare al più presto la serenità e ad attivare sistemi di sicurezza passivi che aiutano a proteggere le casa».

Il Prefetto ha poi fatto visita a Niva Bazzan, esprimendole la sua partecipazione umana, ancora prima che istituzionale, alla vicenda. La donna ha riferito che qualcuno le ha chiesto se fosse disposta a perdonare: «Io li perdono - ha confidato - perché questo mi aiuterà a recuperare serenità, ma lo Stato non li deve perdonare».

I bancomat prelevati ai coniugi Martelli hanno avuto un magro bottino, le botte invece sono state tante, troppe. Per il dottor Martelli ancora accertamenti e per la moglie Niva si è invece reso necessario il trasferimento dall'UTIC di Lanciano all'ospedale di Chieti. Per il padiglione auricolare tranciato purtroppo non è stato possibile fare nulla.

 Domenico Iezzi

Sul fronte dell'indagine la pista seguita è quella di una banda, almeno sei episodi simili che hanno colpito tutta la provincia. Augusto Caporale  titolare di un'agenzia di pratiche auto ad Atessa, rapinato di 600 euro e ferocemente picchiato; Domenico Iezzi 73 anni, titolare di una tabaccheria al quale è stato amputato un dito; Carlo Jubatti. l'imprenditore di Guardiagrele picchiato nella sua casa di notte e in ultimo Massimiliano delle Vigne insieme alla moglie atteso fuori dalla sua casa. 

 Massimiliano Delle Vigne

Ora però il passo falso. Dalle prime indiscrezioni che escono dalla Procura il volto di due rapinatori è stato individuato dalle immagini delle telecamere di sicurezza della filiale della UBI Banca in via Per Fossacesia a Lanciano dove, in tre, si sono recati mentre altri aguzzini continuavano a torturare Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan.Il video dell'intervista alla signora Niva Bazzan

Un prelievo di 2000 euro, niente di più e una violenza che non trova giustificazione alcuna. (Clara Labrozzi)

LANCIANO. Divieto di sosta con sanzione accessoria della rimozione. E’ il provvedimento emanato dal settore Mobilità e Traffico e che sarà in vigore giovedì 27 settembre, dalle 14.30 alle 17, in viale delle Rimembranze (nel tratto compreso tra via De Crecchio e viale delle Rose), in via Battisti (nel tratto tra viale delle Rose e via De Crecchio), su tutto viale delle Rose per il transito dei mezzi pubblici del trasposto urbano in vista dell'imminente riapertura del cantiere per la riqualificazione di Corso Trento e Trieste. I lavori riprenderanno dopo la breve pausa estiva dall'intersezione con via De Crecchio verso l'ex ippodromo villa delle Rose. Si rende pertanto necessario, per un periodo limitato di tempo, una parziale modifica dei percorsi dei bus urbani. Giovedì 27 dalle 14.30 alle 17 saranno testati i nuovi percorsi: la giornata e gli orari sono stati scelti per minimizzare l'impatto sulle attività commerciali della zona, che solitamente osservano il turno di riposo proprio il giovedì pomeriggio.

Inoltre, è stata pubblicata l'ordinanza di chiusura al transito del tratto carrabile di corso Trento e Trieste, dalle 8:30 alle 18:30 di giovedì 27 e venerdì 28 settembre, per consentire le ispezioni tecniche con georadar da parte della ditta Geosoil di Pescara incaricata delle ulteriori verifiche inerenti i sottoservizi presenti nel tratto.

 

Con la gentilezza e la pacatezza del medico che tutti in città conoscono ieri sera, il dott. Carlo Martelli ha raccontato alle maggiori testate televisive la sua notte da incubo. “Non mi spiego tutta questa cattiveria, se ci avessero solo legato avrebbero ottenuto quello che alla fine hanno preso” ha detto il medico che all’alba di domenica 23 settembre ha subito un pestaggio atroce insieme alla moglie Niva alla quale hanno tagliato il lobo dell’orecchio che, purtroppo, i medici del Renzetti di Lanciano, dove sono ricoverati, non sono riusciti a riattaccare.

Ai microfoni di Abruzzo Live Tv il medico ha detto di aver visto una lucina in camere: “alle tre mi sono accorto che era andata via luce, chissà se esiste un nesso, mia moglie dormiva in una stanza diversa, doveva partire per Roma, poi le botte , tante. Mi hanno sbattuto a terra e legato, sono svenuto. Per fortuna sia io che mia moglie abbiamo ricordato i codici pin delle carte”. Dalle indagini è emerso che i malviventi, almeno 4, si pensa ad un quinto fuori a fare da palo, una volta prese le carte sono andati a fare un prelievo: “ mi ha detto quando torno mi devi dire dove avete la cassaforte altrimenti faccio a pezzi tua moglie. Non abbiamo una cassaforte- continua- non l’avevamo quando ci hanno rubato anni fa e non l’abbiamo adesso. Non abbiamo neanche l’allarme, tanto saprebbero come disinnescarlo.

Uno si sarebbe dimostrato più ”buono”, avrebbe preso un bicchiere d’acqua alla signora Niva dopo il taglio del lobo. “Ho visto solo il sangue schizzare, dice il marito che racconta anche come prima di andare via il ladro, che aveva dato da bere alla moglie, abbia anche allentato il lacci che lo tenevano “incaprettato”.

La porta prima chiusa a chiave sarebbe stata poi aperta. I fili del computer così allentati hanno permesso alla vittima di liberarsi e di chiamare il fratello Alfredo che vive nella villa adiacente.

Solo uno parlava ed era chiaramente italiano, forse con una leggera inflessione del sud. Con modo spavaldo prima di andarsene ha detto: “ appena mettete una cassaforte fatecelo sapere…torniamo!”

La città di Lanciano è sconvolta. L’idea della violenza subita dalla coppia ha turbato gli animi di tutti.  In casa anche il figlio disabile che per fortuna non è stato toccato, la sua camera è stata messa a soqquadro ma non gli hanno fatto del male. Lo scorso inverno a San Vito, in una zona isolata, un anziano commerciante subì una rapina violenta, gli tagliarono un dito. In quel caso vi fu indignazione ma la notizia non suscitò lo stesso clamore. Ora si chiede a gran voce sicurezza, i cittadini non si sentono al sicuro nelle proprie case e, in una zona come la nostra definita “tranquilla” tutto questo arriva come un fulmine a ciel sereno. E’ vero che i furti sono sempre più numerosi, che ogni mattina si racconta di bar derubati e vetrine fracassate ma alla barbarie di questo tipo non si era mai arrivati.video

Clara Labrozzi

LANCIANO. “I responsabili saranno catturati dalle forze dell’ordine e sconteranno una pena che ricorderanno a lungo. Marciranno in galera”. Così il ministro degli Interni e vice Premier, Matteo Salvini si è espresso ai microfoni di RadioRai, sull’aggressione subita dai coniugi Martelli a Lanciano. Aggressione che ha sconvolto tutta la città, visto che un fatto così brutale non era mai avvenuto a Lanciano: Carlo Martelli, medico in pensione e fondatore dell'associazione Anffas Onlus e sua moglie, Niva Bazzan sono stati aggrediti in casa da quattro rapinatori armati di coltello. Entrambi sono stati massacrati di botte. Alla moglie è stato addirittura reciso il lobo dell’orecchio destro mentre non è stato ferito in alcun modo il figlio disabile della copia. I coniugi sono stati tenuti in ostaggio per circa due ore dai malviventi.

Da diversi giorni a Lanciano si registrano furti ad attività commerciali e aggressioni ai cittadini.

Piergiorgio Di Rocco

LANCIANO. Tra cinque giorni cadrà il primo anniversario della scomparsa di Pino Valente, vice sindaco di Lanciano. La sua amata Lanciano è pronta a ricordarlo nel modo migliore possibile: “Volevamo fare qualcosa – spiega Roberto Valente, fratello di Pino – per ricordarlo degnamente. Noi famigliari, assieme a tanti amici, abbiamo scelto di istituire una Onlus che darà il proprio contributo in ambito sanitario. Penso che Pino, avrebbe voluto così”. La Onlus si chiama porterà il nome di Pino’ .

Pino era una persona per bene e con questa associazione vogliamo fare del bene – riprende Roberto Valente – inoltre sarà proprio così che si chaimerà la serata in occasione del primo anniversario dalla scomparsa abbiamo organizzato un ricordo di Pino alle 20:30 al CiakCity di Lanciano (l’ex Maestoso), subito dopo la messa in suffragio che si terrà in Cattedrale alle 19”.

L’appuntamento è quindi per il 26 settembre.

La serata di solidarietà avrà un costo di 10 euro a persona e l’intero ricavato verrà donato all’ospedale ‘Floraspe Renzetti’: “Pino ha sempre combattuto per difendere l’ospedale, per questo motivo abbiamo deciso di donare tutto il ricavato della serata all’ospedale di Lanciano, sceglieremo poi il reparto che ne ha più bisogno”. La serata sarà presentata dai giornalisti Miriana Lanetta (Antenna 10) ed Enrico Giancristofaro (Telemax) e prevede anche la presentazione di un video dedicato proprio a Pino Valente, dal titolo ‘Guerriero Frentano’. A quanto detto si aggiunge anche l’esibizione degli Sbandieratori e Musici di Lanciano ed uno spettacolo di Vincenzo Olivieri: “Qualcuno – riprende Valente – potrebbe pensare che sia poco rispettoso fare un evento in cui ci sarà uno spettacolo leggero e comico, ma in realtà non è così: Pino viene ricordato anche per la sua risata ed è bello pensare che idealmente, quel giorno, lui sarà lì con noi assieme alla sua inconfondibile risata”.Guarda quì l'intervista a Roberto Valente

Tra i membri della neonata associazione ci sono, ovviamente, i famigliari di Pino assieme alla moglie Filomena Angelucci, diversi amici, tra cui Domenico D’Altocolle, Alberto Paone e Giulia Colacioppo oltre, ovviamente, i membri della lista civica Progetto Lanciano.

(Piergiorgio Di Rocco)

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