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Nel primo pomeriggio di ieri i sub della Associazione Subacquea “Orsa Minore” di Lanciano si sono recati presso la statua del Cristo degli Abissi sui fondali del Comune di Rocca San Giovanni in località Vallevò per le consuete operazioni di pulizia e manutenzione ordinaria; con sgomento hanno potuto constatare che la statua, opera del Maestro Vito Pancella, e piazzata in loco nel lontano agosto 1994, è stata rubata.

La circostanza è stata denunciata ai Carabinieri di Fossacesia.

L’associazione condanna l’esecrabile gesto che colpisce tutta una comunità locale che è stata privata di quello che era ormai non solo un simbolo religioso, ma anche una occasione di incontro e festeggiamento annuale con la tradizionale fiaccolata in mare della pima domenica di agosto, ed una attrattiva turistica che contribuiva ad impreziosire il nostro mare.

+++seguono aggiornamenti

 

Da oggi entra in vigore l'imposta di soggiorno per gli ospiti delle 44 strutture ricettive presenti nel Comune di Lanciano, come da approvazione in Consiglio Comunale lo scorso 28 marzo.

L'imposta di soggiorno, quale tassa di scopo, è destinata a finanziare esclusivamente interventi finalizzati a migliorare e implementare le azioni di marketing e comunicazione inerenti la promozione turistica, culturale e di eventi, nonché interventi di manutenzione, recupero, fruizione e valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali presenti nel territorio comunale.

L'imposta è dovuta dai soggetti non residenti nel Comune di Lanciano per ogni pernottamento (ossia per ogni persona per ogni notte) fino ad un massimo di due pernottamenti consecutivi, in qualunque tipo di struttura ricettiva che si trova nel territorio del Comune di Lanciano.

Le tariffe sono state determinate con deliberazione della Giunta il 30 marzo scorso: 1,50 euro per i primi due giorni in hotel a tre e quattro stelle; 1 euro per i primi due giorni in hotel a una o due stelle, case per ferie, ostelli, affittacamere, agriturismi, campeggi, villaggi turistici, centri vacanze, aree attrezzate di sosta temporanea.

Sono esenti dal pagamento dell'imposta: i minori fino al 12° anno di eta? non compiuto; i pazienti che devono effettuare terapie presso strutture sanitarie esistenti sul territorio; quanti assistono i degenti ricoverati presso strutture sanitarie del territorio comunale, anche in regime di day hospital, in ragione di un accompagnatore per paziente; i portatori di handicap non autosufficienti, con idonea certificazione medica e il loro accompagnatore; una guida e un autista di pullman per ogni gruppo di 30 persone; le scolaresche con i relativi docenti accompagnatori; i dipendenti delle strutture ricettive (alberghiere ed extralberghiere); gli appartenenti all’Esercito Italiano, ai Vigili del Fuoco e agli operatori della Protezione Civile che pernottano in occasione di eventi di particolare rilevanza per cui sono chiamati ad intervenire nella citta? di Lanciano per esigenze di servizio; gli appartenenti alle Forze dell'Ordine che svolgano attivita? di ordine e sicurezza pubblica, cosi? come definita nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).

Inoltre, per eventi di rilevante importanza come manifestazioni organizzate o patrocinate dall’Amministrazione Comunale, situazioni di emergenza conseguenti a eventi calamitosi o di natura straordinaria, sara? possibile prevedere l’esenzione dell’imposta attraverso una deliberazione della Giunta.

L'imposta dovrà essere riscossa dai titolari delle strutture ricettive, raggiunti da una comunicazione il 21 maggio scorso tramite mail pec con  tutte le informazioni necessarie, le istruzioni e i modelli editabili da utilizzare, disponibili anche nella sezione Tributi e Territorio del sito istituzionale del Comune di Lanciano all'indirizzo www.bit.ly/ImpostaSoggiorno_Lanciano.

“L'obiettivo è migliorare e implementare l'accoglienza turistica di Lanciano. Come avviene in numerosissime città d'Italia, l'imposta di soggiorno si applica affinché il piccolo contributo possa essere investito a beneficio non solo degli stessi turisti, ma anche della collettività che li accoglie, dalle strutture ricettive alle numerose attrazioni che la nostra Città può vantare.  Investiremo completamente i proventi dell'imposta in azioni mirate a migliorare l'accoglienza turistica di Lanciano, una città che può e deve fare di più per essere attrattiva e aperta alle tante persone che la scelgono come destinazione”, commenta l'Assessore al Turismo Marusca Miscia.

“Attendiamo un'entrata di circa 20.000 euro dall'imposta per il primo anno, una cifra che potrebbe sembrare piccola ma che invece è importante per poter promuovere e portare avanti progetti e iniziative a favore del nostro territorio, senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini lancianesi. Abbiamo deciso inoltre di applicare la tariffa minima e solo per i primi due pernottamenti, come tra l'altro richiesto dalle associazioni di categoria incontrate lo scorso 23 marzo”, sottolinea l'Assessore al Bilancio Carlo Orecchioni.

La gestione del traffico e la tutela della sicurezza dei cittadini sono gli obiettivi posti al centro dei provvedimenti che l’Amministrazione Comunale di Fossacesia ha assunto in questi giorni per far fronte alle aumentate esigenze organizzative che la Città registra durante il periodo estivo.

A partire dal primo di giugno infatti sarà aumentato da tre a sette il numero dei vigili che, oltre al Comandante ed a quelli già presenti, contemplerà l’assunzione di tre vigili stagionali. “In estate la popolazione di Fossacesia si triplica – commenta il Sindaco Enrico Di Giuseppantonio – ed è quindi fondamentale aumentare anche il numero degli agenti di polizia locale che, con il loro servizio devono far fronte alle pesanti esigenze di gestione del traffico ed alla sicurezza di cittadini e turisti”.

I vigili assunti sono stati chiamati dall’interno di una graduatoria approvata a seguito di un concorso che il Comune di Fossacesia aveva espletato nel 2016. Sempre a partire dal 1 Giugno e sino al 3 Settembre sarà ripristinato il senso unico sul Lungomare di Fossacesia Marina, un provvedimento in vigore, esclusivamente nel periodo estivo, da ormai 30 anni. Ripristinare il senso unico, in direzione nord sud, sul Lungomare di Fossacesia Marina è un atto essenziale non solo per una migliore gestione del traffico che, altrimenti, a causa dell’aumentato numero di automobilisti durante il periodo estivo, si ingolferebbe ma è anche un provvedimento utile per l’ambiente, poiché ridurre gli ingorghi, che inevitabilmente si creerebbero, fa diminuire l’emissioni di fumi inquinanti delle automobili.

Fossacesia attua da tempo azioni di tutela ambientale finalizzate a migliorare la qualità dell’ambiente e di conseguenza la salute dei propri cittadini. Questa sensibilità verso le tematiche di salvaguardia ambientale ha fatto sì che la Città potesse fregiarsi per ben 17 anni consecutivi del prezioso sigillo della bandiera blu e dal 2012 anche della bandiera verde. A partire sabato 2 giugno, inoltre, il Comune di Fossacesia riaprirà anche il parcheggio della Fuggitella, così da consentire, come tutti gli anni, ai tanti che frequentano questa storica spiaggia di poter usufruire di un’area idonea dove poter parcheggiare.

“Educare alla legalità”: questo lo spirito dell’iniziativa fortemente voluta dalla direzione didattica dell’Istituto Comprensivo di Orsogna, con la Dott.ssa Irma Nicoletta D’Amico, e dal Comando Provinciale Carabinieri di Chieti, con il Colonnello Florimondo FORLEO, che ha visto ieri mattina l’Arma dei Carabinieri “salire in cattedra” con gli studenti delle classi terze della Scuola Media “Raffaele Paolucci”. Una lezione di quasi due ore che ha catturato l’attenzione dei ragazzi su argomenti di grande attualità: bullismo, cyberbullismo e sui pericoli derivanti dall’uso poco consapevole della rete.

“Docente per un giorno” è stato il Maggiore dei carabinieri Roberto Ragucci, Comandante della Compagnia di Ortona, che ai circa 100 alunni delle classi terze ha fornito numerosi spunti di riflessione sul fenomeno del bullismo, in particolare sulla sua versione più “moderna”, rappresentata dal cyberbullismo, nonché sui pericoli derivanti da un cattivo uso delle tecnologie informatiche e delle applicazioni che da esse ne derivano, come i social network e la messaggistica istantanea.

Ma più in generale è stato un momento molto apprezzato da tutti per confrontarsi sulla necessità del rispetto delle regole e degli individui per una pacifica e civile convivenza. Non è stata, però, una lezione soltanto teorica: ad accompagnare il Maggiore Ragucci c’erano infatti i Carabinieri del Nucleo Cinofili di Chieti e gli Artificieri Antisabotaggio del Comando Provinciale di Chieti. I primi hanno simulato, con il loro splendido esemplare di pastore tedesco, un controllo antidroga all’interno di un parco cittadino, mentre i secondi l’utilizzo del robot radiocomandato per il disinnesco a distanza degli ordigni esplosivi. Molto attenti ed interessati alunni, docenti nonché una piccola rappresentanza di genitori del consiglio d’istituto che hanno posto numerose domande al relatore ed agli operatori-specialisti intervenuti.

E' stato realizzato in due mesi, un tempo da record, se si considera il lavoro che è stato fatto dalla Sasi su uno dei 12 impianti ancora sotto sequestro. Si tratta di uno dei tre situati nel Comune di Atessa e precisamente in località Selvuccia “Siamo riusciti ad avere un finanziamento regionale di 600 mila di euro, una somma che però, secondo le espresse richieste dell'Esecutivo abruzzese, doveva essere utilizzata in tempi brevi – spiega Pio D'Ippolito direttore dell'attività operativa della Sasi- , l'impianto è praticamente nuovo ed è stato messo in funzione già da alcuni giorni. Ci stiamo muovendo con azioni concrete anche per quanto riguarda le altre due strutture sempre di Atessa, una è stato appaltata ed è in fase di realizzazione, l'altra sarà appaltata tra 20 giorni.

Mi preme sottolineare la velocità con la quale stiamo intervenendo, la Regione aveva posto una conditio sinequa non, per l'utilizzo della somma stanziata e siamo riusciti a rispettare i tempi richiesti, per noi questo è davvero un motivo di orgoglio”.

Soddisfatto anche il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe che ha più volte ribadito l'impegno e la serietà con i quali si stanno affrontando i problemi non ancora risolti. “Il nostro obiettivo, mio e del Cda, è quello di mettere la parola fine a una serie di questioni che si trascinano da tempo e che vanno dalla depurazione alle reti, dalla risoluzione di contenziosi alla riqualificazione del personale. Un cammino che non è privo di ostacoli ma che stiamo percorrendo con determinazione e fiducia, consapevoli che i risultati ci daranno ragione”.

Qualche dubbio inizia ad essere una certezza. Marina Angrilli, la moglie di Fausto Filippone, non è caduta accidentalmente dal balcone della casa di Pescara ma è stata spinta di sotto, molto probabilmente dall’uomo. Il marito, domenica alle 12 era lì con lei. Sulla sua presenza non ci sono dubbi. Un medico che abita in quel condominio, Giuliano Salvio, lo ha visto che camminava nervosamente vicino al corpo della moglie che dava ancora segni di vita. Era nervoso, ha raccontato Salvio a la trasmissione La vita in diretta, camminava avanti e indietro, gli ho chiesto se conosceva la donna e lui mi ha detto che era la moglie. Poi è arrivata l’ambulanza, lui ha detto che andava a cercare un documento, si è allontanato, ha seguito anche i soccorsi per un breve tratto ma poi ha deciso di andare, e lo dimostrano i racconti della famiglia della moglie, a prendere Ludovica. Alle 13 era già su quel maledetto viadotto, seduto sul bordo, ha spinto la bambina, lo hanno visto in tanti, un volo di 40 metri che ha ucciso Ludovica sul colpo, lo ha confermato l’esame autoptico eseguito dal medico legale Cristin D’Ovidio, e poi 7 ore di follia. “Non vi avvicinate alla bambina altrimenti mi butto, urlava, le immagini del tutto iniziano a circolare ovunque, arriva la gente a curiosare, lui chiede della sorella che per non può avvicinarsi, arriva lo psicologo che cerca di convincerlo ma nulla.

Mi sono trovato un muro di fronte, dichiara Massimo Di Giannantonio, lo psicologo, in 7 ore non sono mai riuscito ad incrociare lo sguardo di Filippone. Aveva deciso che la sua vita era finita 15 mesi prima, la morte dell’amata madre lo aveva forse convinto che la sua esistenza non aveva più senso, la sua, ma perché uccidere?

Il movente è quello che manca a questa storia assurda, una ragione seppur incomprensibile che possa far capire cosa sia passato nella mente di quell’uomo che gridava di amare la figlia, che chiedeva come stava la moglie e che alla fine ha staccato le mani dalla rete, appena accortosi dell’operazione di salvataggio dei vigili del fuoco sotto i suoi piedi, per raggiungere le sue donne.

Gli uomini della squadra Mobile di Chieti, diretti da Miriam D’Anastasio e coordinati dal pm Lucia Anna Campo, stanno lavorando anche per capire di più e con la convinzione, forse la sola, che non si tratta di problemi psichici, almeno documentati, nè tantomeno economici.

Prelevati anche campioni organici per accertare se tutti e tre avessero ingerite sostanze che abbiano reso la fine meno “lucida”.(C.Lab.)

 

Il provvedimento scaturisce da un’attività’ di indagine svolta dai Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Chieti e coordinata dai Pubblici Ministeri Michele RENZO e David MANCINI della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo de L’Aquila.

Attraverso l’attività’ informativa sviluppata sul territorio della provincia teatina, venivano acquisiti elementi di interesse nei confronti del cittadino marocchino OUAHBI AHMED TAIB del 1982,  evidenziatosi  per l’interpretazione estremistica e radicale della fede islamica e per aver espresso approvazione per gli attentati terroristici compiuti in Europa.

La successiva attività’ investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale de L’Aquila, consentiva di accertare la riconducibilità al predetto di due profili “facebook” sui quali, attraverso specifica attività tecnica, venivano individuati testi inneggianti al Jihad e immagini di chiara propaganda nei confronti dell’organizzazione terroristica denominata “stato islamico”.

In particolare, emergeva una foto avente sullo sfondo la basilica di Santa Maria Maggiore di Roma ed in primo piano un foglio recante la scritta in arabo vergata a mano  “da Roma preghiamo Dio che faccia vincere lo stato islamico”. 

Le contestuali attività dinamiche documentavano inoltre che OUAHBI AHMED TAIB, emarginato dalla comunità islamica di San Salvo per la sua visione fondamentalista dell’Islam, aveva assunto un comportamento schivo e distaccato e trascorreva la maggior parte della giornata in casa, senza frequentare cittadini italiani e senza espletare alcuna attività lavorativa.

Il continuo accesso a siti web a sostegno dello  “stato islamico”, la consultazione di pagine relative alla realizzazione artigianale di giubbotti esplosivi e l’attività’ di proselitismo e propaganda in chiave jihadista svolta attraverso i social network, indicavano chiaramente la pericolosità’ sociale di OUAHBI AHMED TAIB che, trasferitosi nel frattempo in Marocco, veniva raggiunto da un provvedimento che non gli consente di entrare e soggiornare “in area Schengen” per motivi di sicurezza in materia di prevenzione del terrorismo.

 

 

Le prime voci iniziano a circolare intorno alle 13,30. Un uomo minaccia di gettarsi dal viadotto Alento dell’autostrada a 14 nel territorio di Francavilla. Poi l’informazione più tragica, quella che nessuno vorrebbe mai sentire, sotto di lui , che urla di non avvicinarsi, una bambina, scarpette da tennis bianche e pantaloni gialli. E’  la figlia, è Ludovica, 10 anni, non si muove. Testimoni raccontano che è stato proprio lui, Fausto Filippone 49 anni dirigente della Brioni, l’azienda di moda, ad averla buttata giù, portandola per mano, fino a quel punto.

Nessuno può constatare  il decesso della piccola, un volo di 40 metri non lascia scampo, l’immagine di quel corpicino è straziante. Nel frattempo viene fuori una seconda verità. Una donna, Marina Angrilli insegnate di lettere di 51 anni, sta lottando contro la morte in ospedale a Chieti, poco prima è precipitata da un appartamento a Chieti Scalo. La donna è la moglie di Filippone, in quella casa non vivono, l’affittano agli studenti, loro abitano a Pescara ma non è chiaro perché in tarda mattinata era li. Qualcuno racconta di urla ma nessuno ha visto la donna precipitare. Dopo poche ore anche Marina muore, in ospedale era arrivato anche il marito, non si sa se con la le piccola ed aveva fornito false generalità.

L’autostrada viene chiusa, arriva la polizia, arriva il mediatore arriva anche la sorella che cerca di convincerlo la lui resta li, passano le ore ma lui rimane attaccato alla rete di recinsione del viadotto.

 Urla, chiede scusa a tutti e continua a dire di non avvicinarsi alla bambina. Sembra che intorno alle 19 abbia lanciato alle forze dell’ordine un bigliettino di cui non si conosce il contenuto. Intanto sui social iniziano a circolare i video, le foto ed anche le sentenze di tanti.

Arrivano, le persone, fin sotto il viadotto, portano anche i bambini, un turismo dell’orrore, un tentantivo, assurdo, di essere protagonisti della più immane delle tragedie. Nel frattempo la corsia opposta dell’autostrda deve essere chiusa, i curiosi hanno provocato un grosso tamponamento. Le ore passano, i vigili del fuoco stanno gonfiando una struttura che possa attutire l’impatto di Filippone, lui si accorge dell’operazione in corso ed urla: “togliete quell’affare, non gonfiatelo!”…pochi attimi e si lascia andare, di spalle, verso la morte.

 

 

 

“Questa è la battaglia di un territorio, senza colore politico; é la battaglia di una comunità, la battaglia dei cittadini che non vogliono che questo tipo di impianti, fortemente impattanti e a rischio per la salute, siano attivi in quest'area. Innanzitutto perché non sono compatibili con lo sviluppo che abbiamo avuto, e che abbiamo tuttora in quella zona, e che abbraccia l'attività metalmeccanica, la tecnologia avanzata dell'automotive, l'artigianato e il commercio che si combinano, a loro volta, con l'agricoltura, con il turismo. Inoltre bisogna tener conto di tutte le abitazioni che ci sono attorno”. Così, questa mattina, in municipio ad Atessa, il sindaco Giulio Borrelli, nella conferenza stampa che si è tenuta per illustrare la manifestazione che si terrà sabato prossimo, 19 maggio, ad Atessa, contro gli impianti di rifiuti pericolosi Ciaf e Di Nizio. All'incontro erano presenti, in rappresentanza di oltre 40 Comuni che hanno aderito alla manifestazione, il vice sindaco di Lanciano, Giacinto Verna; il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli; quello di Perano, Gianni Bellisario, anche presidenteregionale dell'associazione nazionale dei Piccoli Comuni (Anpci) e il sindaco di Tornareccio, Remo Fioriti. Per le decine di associazioni che hanno  aderito c'erano invece Rebecca Virtù, presidente Legambiente Atessa, e Giuseppe Masilli, del Cai. Hanno dato la loro adesione anche Cgil, Cisl e Uil e, a livello politico, Forza Italia, Mau (Movimento Atessa Unita), 5Stelle, Pd e Udc.  

Mentre è ancora in corso la procedura di Via regionale per l'apertura di un impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti ospedalieri infettivi in località Saletti di Atessa, da parte della Di Nizio Eugenio Srl di Mafalda; si prospetta la riapertura della Ciaf a Piazzano di Atessa da parte della società Ecoeridania Spa di Genova, con la possibilità di avviare un’attività di smaltimento di fanghi industriali, provenienti da aziende chimiche. Il sito della Ciaf, già esistente, è allo stato di abbandono da anni, da quando l’azienda fu coinvolta nel 2006 nell’indagine Mare Chiaro e fu al centro di vicende giudiziarie, per inquinamento e smaltimento illegale di rifiuti, che portarono anche a numerosi arresti. Ora si vorrebbe riattivare le strutture, con smaltimento di 210mila tonnellate di rifiuti annui, di cui 50mila di fanghi industriali. Di Nizio vuole invece dotarsi di un  impianto per ri?uti sanitari a rischio infettivo, con potenzialità di trattamento di 20.000 tonnellate all'anno, al quale sarà associato un deposito di ri?uti, sia non pericolosi che pericolosi, provenienti da terzi (aziende pubbliche e private, attività ambulatoriali ed ospedaliere, servizi di raccolta differenziata, ecc…).  Ma l'Abruzzo produce 4mila tonnellate di rifiuti sanitari. “Quindi – ha evidenziato Borrelli – i rifiuti arriverebbero da tutta Italia e questa non può e non deve diventare la valle dei rifiuti. Tanto più che è la cerniera tra la Costa dei Trabocchi e la montagna e, per ciò, a livello turistico riveste un ruolo fondamentale. Inoltre vicino ci sono siti di interesse comunitario, come il Bosco di Mozzagrogna, e riserve regionali come l'Oasi di Serranella”. Ma questi impianti porterebbero anche  un peggioramento notevole della qualità dell'aria, in un equilibrio già delicato. “Stando ai dati dell'Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) – ha spiegato Borrelli – nella zona in questione, nel 2017 è avvenuto per 11 volte il superamento dei limiti delle polveri sottili; nel 2018 già 6 volte. In un anno, stando alle direttive europee in materia e il Piano regionale della qualità dell'aria, i limiti non possono essere superati più di 35 volte. Quando questo accade il Comune è costretto a prendere provvedimenti, ad esempio le targhe alterne o il blocco del traffico”. Sì ad un'economia sostenibile, in un territorio in cui ci sono altri tipi di industrie, quali Sevel e Honda. “L'avvocato Agnelli – ha ricordato il primo cittadino di Atessa – ripeteva sempre che se qui ci fossero state industrie chimiche  o pericolose, non vi avrebbe mai portato la Sevel”. Un ringraziamento al Coordinamento dei sindaci che si è costituito nei mesi scorsi a tutela del territorio e al loro impegno in questa circostanza e alle associazioni ambientaliste – Legambiente, Wwf, Libera, Cai, Noi messi da parte e Nuovo Senso Civico – che hanno lavorato per la manifestazione. Rebecca Virtù di Legambiente ha ribadito che questa tipologia di impianti “non ha nulla a che vedere con questo territorio e che la Val di Sangro non deve diventare la pattumiera d'Italia”. Il vice sindaco di Lanciano, Verna, ha sottolineato come la sinergia tra Comuni in questa lotta sia fondamentale ed è “la prima volta che accade che si combatte tutti insieme”, ha detto. “Siamo solo all'inizio – ha affermato Fioriti, sindaco di Tornareccio -. Non ci fermeremo fino a che questi impianti non verranno bloccati”. Il sindaco di Altino, Muratelli, che evidenziato come “l'industrializzazione di questo territorio abbia comunque permesso la salvaguardia di produzioni agricole e prodotti di pregio, come il fico reale e le pesche di Atessa, il miele di Tornareccio, il peperone dolce di Altino, il vino, l'olio... Quindi no ad insediamenti che metterebbero a rischio le nostre eccellenze”. Il sindaco di Perano, Bellisario, ha ricordato che i sindaci “non sono contro sviluppo ed investimenti, ma che sia uno sviluppo ecosostenibile compatibile con le nostre tipicità e con la salvaguardia della qualità della vita”. “Sabato – ha concluso Borrelli – ci giochiamo parte del nostro futuro. Per questo dobbiamo essere numerosi”. L'appuntamento è alle 10 in contrada Saletti davanti alla “Locanda della luna” in via Lecce. L'arrivo del corteo è previsto in piazza Abruzzo (davanti all'Arcobaleno). Ci saranno bus navetta che faranno continuamente da spola tra il punto di arrivo e quello di partenza e tra il centro storico di Atessa e la valle. #SalviamolaValdiSangro

“La Sasi negli ultimi tre anni tra soldi investiti e quelli che è chiamata ad investire nell'arco del 2018 per depurazione e fogne, conta 53 milioni di euro, un programma importante che metterà fine a problemi che ancora resistono. A fronte di un progetto così ampio, faccio fatica a comprendere come la rottura di un tubo nella fossa di Santa Calcagna, che abbiamo provveduto subito a riparare, abbia provocato una campagna stampa che rischia di creare danni al territorio in vista della stagione estiva, mentre i dati relativi alle acque di balneazione dicono il contrario di quanto diffuso in questi giorni”. Ha esordito così il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede di viale Cappuccini, a Lanciano, proprio per spiegare l'intera vicenda. L'argomento è di quelli che non ammettono sviste, né dichiarazioni approssimative o frettolose, il Presidente lo sa bene perciò ha scelto di affidarsi anche a una nota dell'ufficio legale per ripercorrere alcuni aspetti relativi proprio alle fosse imhoff e chiarire meglio la questione di quella “incriminata”. “Nel corso degli anni sono state reperite 500 fosse imhoff, spesso collocate in zone inaccessibili, i fondi per la loro gestione sono stati sempre insufficienti.

Rispetto a quella di Santa Calcagna, collocata in un'area recintata all'interno del demanio autostradale, secondo gli accertamenti dei tecnici della Sasi – recita la nota letta da Basterebbe –  riceveva i reflui recapitati dal centro commerciale vicino. Tra l'agosto 2016 e marzo 2017 la Sasi ha deciso di intercettare, a monte, i reflui del complesso commerciale e di inviarli in una limitrofa vasca di sollevamento, collegata ad un depuratore, vasca che non rientra nella dotazioni devolute alla Sasi che però ha ritenuto di poter compiere una piccola forzatura - considerato il sequestro della fossa - collegando i reflui a quella vasca e da qui ricollettandoli a un depuratore di un agglomerato vicino”.  La Sasi per questa operazione ha utilizzato i fondi destinati alle manutenzioni. Nella nota viene pure precisato che il nuovo Piano di Tutela delle acque, approvato nel 2015 prevede che la quasi totalità delle fosse debba essere dismessa entro sei anni.

Ad oggi la Sasi dispone di appena 7 milioni di euro per dismettere tutte le fosse imhoff, e si appresta a chiedere fondi più consistenti, il primo strumento utile, a parte eventuali e puntuali stanziamenti da parte della Regione, sarà il nuovo programma degli investimenti, il cosiddetto Masterplan. “Negli ultimi anni è stata portata a termine una nutrita serie di interventi – ha precisato  Basterebbe -  interventi che hanno riguardato depuratori di maggiori dimensioni e i risultati sono stati concreti. Mi preme rimarcare i dati dell'Arta che disegnano un quadro confortante, la qualità delle acque dell'intera Costa dei Trabocchi è elevatissima. L'unica linea rossa riguarda un tratto del Foro Sud di Ortona, va anche detto che per la prima volta i risultati sono buoni anche rispetto alla foce dei fiumi”. La pagella dell'Arta è stata consegnata alla stampa. “Alla luce dei lavori fatti e di quelli in corso ci stiamo attivando per vedere se è possibile recuperare i depuratori sequestrati – ha aggiunto il Presidente –  incontrerò presto anche il presidente dell'Acea in merito al contenzioso in atto, confido in un incontro costruttivo e in una transazione non troppo penalizzante per la società. Voglio anche ricordare che la nuova procedura per il recupero delle morosità ha portato in tre mesi nelle casse della Sasi circa un milione di euro”.

Alla conferenza stampa insieme al Presidente, hanno preso parte Paola Tosti, vice Presidente, l'architetto Aurelio Falconio e Pio D'Ippolito.

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