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“ Questo Cda ha scelto di non ignorare più una situazione complicata che si trascinava da anni nell'indifferenza e nel silenzio, una situazione diventata insostenibile e che quindi andava affrontata pur nella consapevolezza che quando si parla di assunzioni il rischio di provocare reazioni e polemiche c'è sempre o quasi sempre”.

Il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe tiene prima di tutto a ribadire lo spirito con il quale il Cda ha dato il via all'avviso di selezione al quale hanno risposto oltre 2300 persone e che ha suscitato alcune reazioni, l'ultima in ordine di tempo è quella di alcuni sindaci.

Il primo a sollevare  obiezioni e a chiedere la sospensione di quello che impropriamente è stato da più parti definito “concorso”, è stato il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che in proposito ha tenuto una conferenza stampa alcuni giorni fa. Il Presidente Basterebbe che ha subito precisato alcuni punti all'esponente azzurro, si dice tranquillo. “Tutto è stato fatto nel pieno rispetto della normativa e per quanto riguarda le eccezioni mosse dai sindaci e dal consigliere Febbo, si tratta di riferimenti che sono stati superati dal D. Lgs. 100 del 16/06/2017, il cosiddetto Decreto Correttivo al  Testo Unico sulle Partecipate che ha fatto slittare il termine iniziale del divieto di assunzione a tempo indeterminato, alla data di entrata in vigore di un Decreto Attuativo che ad oggi non è stato ancora approvato. Pertanto tale divieto ad oggi non sussiste – spiega Basterebbe – ci siamo mossi entro gli ambiti stabiliti, sono tranquillo, abbiamo fatto tutto seguendo le indicazioni di esperti e consulenti e soprattuttolo ripeto, secondo le norme vigenti per società come la nostra. Ma considerato il polverone che si sta sollevando, senza alcun fondamento, ho convocato un incontro con tutti i sindaci per il prossimo 7 novembre proprio per discutere e confrontarci insieme sull'intera questione. Ho sempre privilegiato il dialogo e sono certo che in quell'occasione riusciremo a dare tutti i chiarimenti e le informazioni che ci verranno richiesti. Mi preme tornare a sottolineare che questo avviso di selezione è stato accompagnato da principi di legalità. Nulla è stato fatto per aggirare, semplificare o confondere. Più volte ho detto – conclude il Presidente della Sasi - che nei nostri progetti è prioritario migliorare e potenziare l’attività e il lavoro dell’azienda, perché solo così si potrà dare un servizio serio ed efficiente all’utente. Per fare questo occorrono figure professionali competenti ed esperte. Il cosiddetto lavoro somministrato ha un costo più elevato per l’azienda e non tutela nemmeno i lavoratori. Noi abbiamo deciso di mettere fine a questa situazione assumendoci la responsabilità di questa selezione”.

 

Il prossimo 31 ottobre, come annunciato il 26 dicembre 2016, termineranno definitivamente gli effetti della proroga concessa alla validità dei vecchi pass rilasciati ai sensi del vecchio regolamento Ztl: dal 1° novembre, dunque, saranno autorizzati al transito ed alla sosta nelle Ztl dei quartieri Lancianovecchia e Borgo esclusivamente i titolari delle autorizzazioni rilasciate in virtù del nuovo regolamento Ztl.

I vecchi pass, la cui scadenza inizialmente era stata fissata al 31 dicembre 2016, erano stati poi prorogati fino al 30 aprile 2017 per dare modo ai possessori dei requisiti di presentare l'istanza di nuova autorizzazione e di continuare a transitare e sostare in ZTL, in attesa del rilascio del nuovo provvedimento “autorizzativo” o del diniego da parte degli uffici di competenza.

Come annunciato, pertanto, il 1° novembre 2017 si concluderà la fase di “transizione” dal vecchio al nuovo regolamento ZTL: saranno autorizzati alla sosta e al transito esclusivamente i titolari delle autorizzazioni rilasciate ai sensi del nuovo Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale il 2 dicembre 2016 e le cui principali novità sono state presentate direttamente alla cittadinanza nel corso di 4 incontri pubblici organizzati nel mese di marzo. Ad oggi, sono circa 200 le autorizzazioni - composte da titolo autorizzativo da conservare e dal contrassegno da esporre nel mezzo autorizzato in posizione ben visibile, nei casi previsti dal Regolamento - in attesa di essere ritirate presso l'Ufficio Mobilità e Traffico di Largo Tappia: il personale dell'ufficio ha nei giorni scorsi iniziato a contattare telefonicamente i titolari delle autorizzazioni, per sollecitarne il ritiro nel più breve tempo possibile. Per i residenti le nuove autorizzazioni avranno una validità di 5 anni, rinnovabile per altri 5 anni.

L'ufficio Mobilità e Traffico sito in Largo Tappia è aperto al pubblico il lunedì, il mercoledì e venerdì dalle ore 10 alle ore 13 e il martedì e giovedì dalle 16 alle 18. Ulteriori informazioni sono disponibili nell'area dedicata del sito istituzionale bit.ly/Ztl_Lanciano e allo 0872707305.


La Ztl è attiva nel quartiere Borgo con chiusura al traffico non autorizzato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 da lunedì al venerdì; sabato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 del lunedì successivo. Nel quartiere Lancianovecchia chiusura al traffico non autorizzato dalle 13 alle 16 e dalle 20 alle 9, tutti i giorni.

 

I Sindaci dei Comuni di Gamberale, Villalfonsina, Villa Santa Maria, Borrello, Pennadomo, San  Salvo, Castiglione Messer Marino chiedono chiarezza  e di  procedere ad un  approfondimento “serio” in merito alla procedura utilizzata per l’avviso di selezione pubblicato dalla SASI SpA.

Tenuto conto - si legge nella nota stampa-  di quanto già segnalato con una nota dal Consigliere Regionale Mauro Febbo in  merito al mancato rispetto di quanto previsto dal Decreto Madia in tema di assunzione del  personale, che risulta essere vietato se prima non si procede alle verifiche di lavoratori dichiarati  eccedenti a seguito della ricognizione obbligatoria ai sensi del decreto 175/2016, i sottoscrittori, i sindaci, ritengono auspicabile procedere ad una verifica ulteriore per evitare che si possano creare  situazioni paradossali.

Ci riferiamo al fatto che presumibilmente il bando abbia lo scopo di coprire  delle lacune in termini numerici di vari profili aziendali e pertanto attualmente la società ha  necessità di procedere proprio per colmare tali lacune. Appunto per questo si chiede una più attenta  valutazione di quanto segnalato dal Consigliere Regionale Febbo per evitare che si possa aprire una  fase di ricorsi che addirittura innescherebbe ulteriori problemi di carenza di personale a discapito  del servizio da rendere. Infatti, se la SASI SpA non è più in grado si sopperire alle lacune di  personale con il ricorso ai contratti a tempo determinato tenuto conto dei limiti imposti dalle norme  e nel caso in cui si aprisse una fase di contenzioso rispetto alla selezione pubblica la domanda che ci  poniamo è la seguente: come potrà garantire in futuro il servizio senza arrecare disagio ai cittadini e  alle imprese a cui è rivolto in prevalenza il servizio? Il CdA ha pensato a tale eventuale ipotesi?  Viste le perplessità sopra esposte, invitiamo il CdA della SASI SpA ad una migliore verifica di  quanto segnalato a tutela del servizio che SASI stessa svolge in favore dei nostri cittadini per evitare  che si possa aprire una lunga fase di incertezza che causerebbe solo disagi ai nostri cittadini.

La scorsa notte i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano e quelli della locale Stazione, nell’ambito di uno specifico  dispositivo finalizzato al contrasto dei reati contro il patrimonio, hanno tratto in arresto, per  furto aggravato in flagranza, un 51enne locale sorpreso a  rubare all’interno di un’abitazione sita in zona Villa Stanazzo.

 L’uomo, anch’egli residente nella medesima zona, si era introdotto,  forzando una finestra posta sul retro, in un’abitazione al momento disabitata,  essendo  l’anziana proprietaria defunta appena due giorni fa, e si era impossessato di diversi monili in oro, di alcuni orologi e di una piccola somma di denaro. 

I Carabinieri, allertati da alcuni vicini che avevano udito dei rumori, giunti sul posto con immediatezza,  hanno beccato il ladro ancora all’interno dell’abitazione e con il bottino nelle tasche. Per Maurizio Rapino, 51 anni, è quindi scattato l’arresto in flagranza di reato; la refurtiva, per un valore di circa 500 euro è stata tutta recuperata e restituita ai familiari della defunta proprietaria. Nel pomeriggio di oggi si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto presso il Tribunale di Lanciano nel corso della quale,  a carico del RAPINO,  è stata applicata la misura cautelare in carcere in attesa del processo per direttissima.

Con delibera di C.C. del 29.11.2013 l’Amministrazione Pupillo ha deciso di non applicare la TARES e di prorogare la TARSU già in vigore per l’anno 2012, con aggravio degli oneri differenziali a carico dei contribuenti ( aumentandola del 19% per le utenze domestiche e del 33% per le utenze non domestiche), al fine di perseguire il conseguimento della copertura integrale dei costi di gestione del servizio. In realtà il legislatore aveva riconosciuto alle Amministrazioni locali la possibilità di disciplinare il prelievo tributario con lo stesso regime impositivo (TARSU) in vigore nel 2012; con esplicito DIVIETO, però, in caso di reiterazione della TARSU, di aggravio, a carico degli utenti.

I costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo dovevano essere attinti dalla fiscalità generale. Il tutto al fine di evitare ( a favore dei cittadini),  un incremento della TARSU prorogata per il 2013.

Tesi sostenuta, carte alla mano, dalle Commissione Tributarie Provinciale e Regionale e dallo stesso Consiglio di Stato a cui fanno espresso riferimento nelle sentenze notificate al Comune. Questa scelta fatta ha praticamente determinato un introito aggiuntivo pari a oltre 900.000,00 €. La problematica è stata ripetutamente evidenziata dai Consiglieri di minoranza nei vari Consigli Comunali quando vennero presentati i piani finanziari TARSU/TARES  e viceversa.

In particolare nel consiglio comunale del 19 ottobre 2016 fu  posto una interrogazione puntuale sull’argomento chiedendo se ci fosse l’intenzione di rimborsare i cittadini che non avevano adito la Commissione per non sottoporsi ai relativi costi.

Questo interrogativo è rimasto senza risposta è stato riproposto oggi in conferenza stampa a Lanciano, da tutta l’opposizione unita più che mai, nel chiedere che il comune ridia ai cittadini il “maltolto” hanno affermato questa mattina con un coro unanime Tonia Paolucci, Grazielle di Campli, Angelo Palmieri, Riccardo Di Nola,  Roberto Gargarella, Paolo Bomba, Angelo Palmieri e Gabriele di Bucchianico.

Oggi più che mai, si legge nella nota stampa, con cognizione di causa alla luce delle sentenze delle Commissioni già citate. Sentenze queste notificate all’Ente non sono mai state rese note  ai Consiglieri Comunali, ma la cosa più grave è che davanti alla Commissione Tributaria Provinciale l’Ente addirittura non si è costituito. Siamo di fronte ad una situazione oggettivamente incresciosa  e considerata la superficialità, la noncuranza e la incapacità di programmazione con le quali l’Amministrazione Pupillo- continuano i consiglieri di opposizione, si è posta nei confronti di tale grave, gravissima realtà, noi chiediamo che questa maggioranza si adoperi concretamente per trovarne rimedio.

Deve provvedere in tempi brevi a restituire le somme versate e non dovute a titolo di TARSU per l’anno 2013. Ad oggi ci saremmo aspettati che avessero quanto meno provveduto in qualche modo in questa direzione. Visto che non l’hanno fatto né manifestano intenzione in tal senso suggeriamo, per l’amore che ci lega ai nostri cittadini l’apertura di uno sportello che provveda a soddisfare questo dovere e che per il futuro agisca da facilitatore o da mediatore nelle controversie di qualsiasi natura quindi anche tributaria tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione.

Per questo si invitano tutti cittadini, seguendo l’esempio di Francesco Paolo D’orsogna il primo a dare battaglia sulla “anomalia”, a presentare istanza di rimborso per la TARSU 2013.

Sarà solo di poche ore il disagio, inevitabile, per alcuni popolosi quartieri di Lanciano che domani 26 ottobre, dalle 13.30 alle 17.30, rimarranno con i rubinetti a secco. La sospensione della fornitura idrica da parte della Sasi dipende dai lavori di rifacimento della rete in Corso Bandiera. L'interruzione è necessaria per consentire i collegamenti della nuova condotta idrica. Queste le strade interessate dal provvedimento:

Viale Cappuccini (dalla Chiesa di San Pietro in giù) Via Martiri 6 Ottobre, via Rosato, Largo Santa Chiara, Via Ferro di Cavallo, le Vie Miscia, Don Minzoni, Del Mancino, Santo Spirito, Del Verde, Osento, Ciriaci, Via De Pasqua, Via Per Fossacesia, San Giovanni da Capestrano, le Vie Dell'Aventino, Aterno, del Pescara, del Feltrino, Trigno, via Caduti di Nassiriya, viale Rimembranze, Piazza Unità d'Italia, Via De Creccio, Via Veneto e relative traverse, Via degli Abruzzi,, Via Renzetti, Via Monte Maiella, le Vie Fiume, Isonzo, Piave e traverse. Via del Mare e traverse, Olmo di Riccio, Torre Sansone, Via Dalmazia e traverse, Via Mario Bianco, Via Romagnoli, Via Cesare Battisti e Via Fabio Filzio con le relative traverse.

La straordinaria giornata di ieri rimarrà nella storia di Lanciano per tanti motivi. Per la prima volta il Consiglio si riuniva senza Pino Valente, il nostro Vicesindaco e grande amico di Lanciano e dei Lancianesi che tanti sforzi ha prodotto nell'interesse della nostra comunità. Le parole con cui il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ha voluto ricordare nella più importante sede civica della Città il suo esempio di uomo e amministratore, resteranno scolpite nei cuori di tutti noi. L'annuncio del finanziamento di 1 milione di euro per completare la riqualificazione del Parco pubblico “Villa delle Rose” è stato il miglior modo di ricordare l'amministratore e politico a servizio della Comunità Pino Valente: con i fatti, oltre che con le parole. Proprio Pino da Assessore ai Lavori Pubblici appena insediato nel secondo mandato aveva voluto fortemente e tempestivamente avviare la riqualificazione per il lotto che competeva al Comune di Lanciano, con un finanziamento di 300.000 euro destinati alla demolizione e ricostruzione della gradinata. Un chiaro segnale alla Città, per un'opera strategica che insieme all'avvio dei lavori per il Corso cambierà il volto del centro di Lanciano per un investimento complessivo sul centro di Lanciano di 2,5 milioni di euro. La riqualificazione del Parco infatti riguarderà un'area importante della Città, che con Pino avevamo immaginato il polmone verde di Lanciano, un luogo aperto a tutti, pulito e accogliente, con una pista ciclabile nell'anello dell'ex ippodromo che potesse aumentare i chilometri regalati alle persone e sottratti alle auto: un vero e proprio Parco pubblico, di tutti quindi, senza barriere o cancelli. Siamo davvero felici di aver posto le basi per un intervento così importante, che verrà realizzato grazie all'impegno mantenuto dalla Regione e dal Presidente Luciano D'Alfonso. Lo ringrazio per la vicinanza nei fatti, oltre che con le parole: non solo per aver lavorato insieme a noi per cambiare Lanciano in meglio, ma anche per aver raccolto il mio invito a dotare tutti i luoghi del sapere gestiti dalla Regione Abruzzo della collana La Cultura dell'Anima della Casa Editrice Carabba di Lanciano. La nostra città è al centro della scena politica regionale come mai prima d'ora, grazie a questa Amministrazione che da 6 anni governa la città nell'unico interesse collettivo del bene della nostra Comunità.

 

 

“La proposta di  delibera di Consiglio comunale numero 16 del 03.03.2017, approvata  dal  Consiglio comunale il 30 marzo 2017, avente ad oggetto 'Tari ( Tributo servizio rifiuti) approvazione Piano Finanziario e Tariffe 2017, ha al suo interno una grande difformità, per non dire illegittimità"

. Ne è convinta l’Ascom Abruzzo presieduta da Angelo Allegrino, che ribadisce che la questione non  è come riportato nei diversi quotidiani un problema di tariffe, bensì un problema legato alla mancanza, in seno alla delibera, del Piano Finanziario  che avrebbe dovuto, sempre secondo l’associazione,  essere redatto dal gestore dei rifiuti, in questo caso dalla Ecolan”

“Infatti – viene spiegato - il piano finanziario allegato alla delibera è un piano sintetico, che si limita ad una mera elencazione dei costi previsti per il 2017, non è corredato da una relazione nella quale sono evidenziati il modello gestionale, i livelli di qualità, la ricognizione degli impianti esistenti con riferimento al piano dell'anno precedente, l'indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni.

Come recita la legge i Piani Finanziari redatti in modo non conforme alle prescrizioni normative sono illegittimi e conseguentemente sono illegittime le tariffe approvate sulla base di tali piani.  “Basti pensare-prosegue Allegrino- che sia in questo piano finanziario 2017, anno in cui Ecolan è entrata a pieno regime nella gestione rifiuti nel Comune di Lanciano, che lo scorso anno in cui aveva iniziato la gestione, le anomalie sono le stesse”.

“€ 4.874.723,90 è il COSTO COMPLESSIVO PREVENTIVATO PER IL SERVIZIO RIFIUTI 2017, costo da coprire interamente con la Tari così come la legge prevede.

Di questa somma €4.542.731,02 sono da pagare ad ECOLAN, dei quali € 1.722.314,60 per il personale utilizzato dalla società dei rifiuti.

Nell'anno 2016, anno in cui è iniziato il servizio di Ecolan, servizio entrato a pieno regime si può dire da quest'anno, in quanto il porta a porta è stato organizzato con diversi step su tutto il territorio durante lo scorso anno, il Comune ha dato ad ECOLAN € 4.207.414,96 di cui € 1.722.314,60 per il personale utilizzato da Ecolan per l'espletamento del servizio.

Come mai – domanda Ascom Abruzzo - sia quest'anno che lo scorso, dove il servizio non era a regime, il costo del personale è lo stesso? Onestamente qualcosa non torna. Sono state impiegate più persone lo scorso anno ? O meno quest'anno? E se cosi fosse. Perché?”

“Il Comune di Lanciano – viene ancora sottolineato - non dispone di un piano finanziario redatto in conformità al Dpr n.158/1999. La giurisprudenza amministrativa ha ritenuto illegittimo il piano finanziario dei rifiuti adottato in forma sintetica. Questo fatto, importante, è stato precisato già dal TAR Latina, con sentenza 1/2017 e dal Tar Lecce, con sentenza 352/2017. In entrambi i casi si osserva che la disciplina Tari prevede che il Comune nella commisurazione delle tariffe deve tener conto dei criteri individuati dal DPR 15/8/99 ed inoltre che il Consiglio comunale deve approvare le tariffe in conformità al Piano finanziario redatto dal gestore dei rifiuti.

Il contenuto del Piano finanziario è disciplinato dall'art.8 del DPR 158/99. Un Piano finanziario che presenta incrementi di costo rispetto a quelli dell'anno precedente senza alcuna motivazione è illegittimo. Nel nostro caso abbiamo aumenti del 17%- 18% su alcune categorie produttive. Per queste motivazioni, secondo il parere di Ascom, le tariffe sono illegittime, e non come dai più detto perché l'amministrazione ha sbagliato. Assolutamente non ha sbagliato. Ha approvato  consapevolmente le tariffe che poi sono state applicate. L'errore è stato "formale" nel calcolare erroneamente l'aumento non superiore al 3%”.

 

 

La nostra rubrica “La Tua Voce Conta” inizia a raccogliere le prime segnalazioni dei cittadini e, dalle prime immagini che giungono in redazione, non possiamo non notare come le persone lamentino il degrado urbano nel quale versa la città.

Il senso civico sembra averci abbandonato e il quadro che ne viene fuori è davvero desolante. Fra le tante fotografie giunte  una fra tutte ci ha particolarmente colpiti: una macchina in uso al comune in sosta a ridosso dello scivolo per i portatori di handicap in viale delle Rimembranze. Una zona quella, forse per la presenza di numerosi uffici, la scuola primaria e il tribunale  dove davvero gli automobilisti danno il peggio… e non solo loro a giudicare dalle immagini.

Poi il problema dell’uscita dei bambini da scuola nella giornata di sabato mattina dove il bussino scolastico è costretto a sostare nel bel mezzo della carreggiata, bloccando così di fatto l’unica strada per scende su via Panoramica, perché il posto a lui riservato è occupato da una macchina di  un privato cittadino. Il caos che ne scaturisce è immaginabile e con l’arrivo della brutta stagione la paura di far prendere freddo ai propri pargoli darà l’avvio alle soste più selvagge e fantasiose che si possa pensare.

Eppoi, per finire, e non per minore importanza la spazzatura, gettata dove si vuole, senza alcun problema con il risultato visibile a tutti. La sporcizia che si trova nell’area dell’ex ippodromo villa delle Rose e nella zona della vecchia stazione, dopo il fine settimana, ha dell’incredibile. Centinai di bottiglie di vetro e plastica, cartacce ed ogni genere di pattume viene abbandonato fra le panchine divelte dell’ippodromo, i muretti adiacenti il cantiere delle tribune. Lo spettacolo indecoroso ai quali sono costretti i cittadini è davvero triste. La domenica mattina il campo di calcio ospita le squadre di calcio giovanile che arrivano da tutta Italia e i lancianesi, quelli educati, si vergognano.

 Avrei voluto chiedere personalmente scusa a tutti quei genitori di Manoppello- scrive un papà riferendosi alla squadra ospite che giocava ieri mattina-  presenti al campo di Villa delle Rose ma provando una vergogna mai provata prima ho preferito che pensassero che io ed i miei figli non fossimo lancianesi. Non so  di chi è la colpa di questo scempio ma so soltanto che chi ritiene di non aver colpe ha il dovere morale e civico di permettere ai bimbi di questa città di giocare nella loro Villa delle Rose, o di quello che ne resta-aggiungiamo noi. (C.Lab.)

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