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LANCIANO. Nuova sospensione dell’acqua in programma il 4 ottobre a partire dalle 7 fino alle ore notturne. L’intervento è necessario per consentire la riparazione della condotta principale in località San Salvatore a Casoli ed in località Borrechi nel comune di Caste Frentano.

I lavori urgenti interesseranno le seguenti zone di Lanciano: Iconicella, Villa Stanazzo, Colle Pizzuto, Villa Andreoli, Re di Coppe, Serre, Camicie, Torremarino, Madonna del Carmine, Nasuti, Spaccarelli, Sant’Amato, Costa di Chieti, Marcianese, Gaeta, Follani, Villa Elce, Villa Pasquini, Fontanelle, Villa Martelli, Sant’Onofrio, Rizzacorno, Colle Campitelli. Sempre a Lanciano, saranno interessate le zone: viale Cappuccini e traverse, fino alla rotonda di Marcianese, via Decorati al valore militare, via Brigata Maiella, via Barrella, via Guido Rosato e traverse, via Tinari e traverse, via Don Minzoni, contrada Gaeta, via Boresellino e via Silone.

Oltre a Lanciano, la sospensione idrica vedrà interessati anche i comuni di Ari, Arielli, Canosa Sannita, Casoli (nelle località Fiorentini, Pianibbie, Colle Barone, Guarenna e Verratti); Castel Frentano, Crecchio, Fossacesia, Frisa, Giuliano Teatino, Mozzagrogna, Ortona, Poggiofiorito, Ripa Teatina, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, Sant’Eusanio del Sangro, San Vito Chietino, Tollo, Treglio, Vacri e Villamagna.

Li ha portati alla Villa dei Martelli e li ha poi scortati verso Serre dove hanno abbandonto la Fiat 16 del dottor Martelli. Respinge le altre accuse i George Bogdan Ghiviziu il 26 enne che per diverse ore, sabato pomeriggio, ha tenuto impegnati almeno 60 uomini delle forze dell'ordine fra le campagne di Sant'Onofrio e Fontanelle.

Li conosceva tutti, lui abitava in via Garibaldi e gli altri tre a Corso Roma, due quartieri storici di Lanciano che ospitano molti stranieri. Alexandru, l'uomo fermato a Caserta lo aveva visto poche volte in città ma quella sera c'era anche lui nel commando.

Le accuse per Ghiviziu restano le medesime degli altri arrestati e per questo il Procuratore Mirvana Di Serio questa mattina, alla fine dell'interrogatorio, ha deciso che deve rimanere dietro le sbarre. Sul 48enne, compagno della madre scarcerato ieri, non ha detto nulla. La moglie lo ha convinto a consegnarsi alle forze dell'ordine. Nei luoghi della rapina erano quindi due le auto: la Golf con la quale i fratelli Turlica e il cugino Ruset sono stati fermati martedì notte, che era controllata da GPS e la Bmw di Ghiviziu.

Clara Labrozzi

Guarda qui l'intervista

 

 

LANCIANO. Nuovo direttore del reparto Pediatria all’ospedale ‘Floraspe Renzetti’ di Lanciano. A ricoprire il ruolo, a partire dal 1 ottobre, è Piernicola Pelliccia.

Il dottor Pelliccia è stato presentato ieri mattina al personale del reparto dal direttore sanitario aziendale, Vincenzo Orsatti, il quale nell’occasione ha ringraziato tutti gli operatori e, in particolare, il dottor Nicola Ranieri, per aver garantito continuità e qualità dei servizi negli ultimi due anni, in attesa della nomina del nuovo primario.

Pelliccia, 61 anni, arriva dalla clinica pediatrica di Chieti, dove si è occupato delle diverse problematiche di interesse pediatrico. Dopo aver perfezionato la propria conoscenza in Oncologia, Infettivologia, Endocrinologia e Diabetologia pediatrica, si è dedicato principalmente a studi e ricerche nel campo della Nefrologia ed Ecografia, che rappresentano la parte di attività clinica più rilevante svolta nella seconda parte della propria carriera.In particolare Pelliccia si è specializzato nella diagnosi e cura delle patologie nefro­-urologiche in età pediatrica sviluppando il "Servizio di nefrologia ed ecografia pediatrica" di cui è stato finora responsabile, punto di riferimento per tantissimi bambini affetti da sindromi nefrosiche, glomerulonefriti croniche, insufficienza renale, ipertensione, nefropatie metaboliche e uropatie congenite. Svolge attività di docenza e tutoraggio presso la Scuola di specializzazione in Pediatria di Chieti, il corso di laurea in Medicina e per il corso di formazione in Medicina generale.

Il primo monumento in Italia dedicato al “Samudaripen”, il genocidio di oltre 500.000 Rom e Sinti perpetrato nei campi di concentramento dal nazifascismo durante la Seconda guerra mondiale, sarà eretto a Lanciano nel Parco delle Memorie accanto a “Villa Sorge”, campo di internamento dal 1940 al settembre 1943. L'inaugurazione si terrà all'interno delle manifestazioni in programma per il 75° anniversario della rivolta lancianese delle giornate del 5 e 6 ottobre 1943 che valsero a Lanciano la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Il monumento di Berlino

L'opera verrà inaugurata venerdì 5 ottobre alle ore 11 nel Parco delle Memorie, all'angolo tra via Belvedere 61 e via Maria Eisenstein, alla presenza di autorità internazionali e nazionali. Il monumento rappresenta una donna con un bambino in braccio e la gonna impigliata nel filo spinato con al fianco una ruota di carro, simbolo del viaggio e del cammino di un popolo. La donna con il bambino rappresenta la potenza creatrice e amorevole che, liberata dalla prigionia, recupera la libertà per sé e i suoi figli che hanno diritto, come tutti gli  altri esseri umani, a gestire in autonomia la propria vita e i propri sogni. Il monumento è stato realizzato in pietra delle Maiella dallo scultore abruzzese Tonino Santeusanio e alla base presenterà la poesia “Auschwitz” di Santino Spinelli, musicista, docente universitario, compositore e cittadino lancianese, incisa su maiolica laertina donata dal Comune di Laterza al Comune di Lanciano nell'ambito del gemellaggio tra le due Città, che verrà sottoscritto ufficialmente venerdì 5 ottobre a Lanciano. La stessa poesia orna a Berlino, nei pressi del Parlamento tedesco, il monumento dedicato alla memoria del genocidio di Sinti e Rom durante il nazismo, inaugurato il 24 ottobre 2012 alla presenza del capo di Stato tedesco, l’ex pastore luterano Joachim Gauck, e Angela Merkel. Il “Samudaripen”, letteralmente genocidio, è il termine in lingua romanì con cui Rom e Sinti indicano lo sterminio del proprio popolo perpetrato da parte dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Si stima che tale eccidio provocò la morte di 500.000 persone. All'inaugurazione del monumento interverranno, tra gli altri, il Senatore Luigi Manconi, presidente dell'Unar, l'attore, musicista  e scrittore Moni Ovadia e il giornalista Gad Lerner. Il monumento è stato realizzato con fondi esclusivamente privati raccolti con una mobilitazione che ha interessato oltre 60 associazioni italiane, con contributi spontanei e volontari, per una precisa scelta dei promotori del Monumento: Comune di Lanciano, Comune di Laterza, Anpi sez. Trentino La Barba di Lanciano, Unione Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), Università degli Studi D'Annunzio Chieti-Pescara, Unione delle Comunità Ebraiche in Italia (UCEI), Associazione Thèm Romanò Onlus e tutti i singoli cittadini, artisti nazionali e internazionali che hanno partecipato.

“E' un onore e un orgoglio per Lanciano essere la prima città in Italia e la seconda in Europa dopo Berlino ad ospitare un monumento al Samudaripen, lo sterminio dei Rom e Sinti perpretato dai nazisti nei campi di concentramento di Auschwitz. È con la memoria e la cultura che si vince la sfida di costruire un presente e un futuro di pace: non dobbiamo mai dimenticare che pochi decenni fa il nostro continente, l'Europa, è stato il teatro di due guerre mondiali e il luogo dove sono state concepite e realizzate fabbriche della morte come Auschwitz, dove sono stati torturati, uccisi e bruciati milioni di persone, tra cui 500.000 Rom e Sinti. Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo alle generazioni future: non dimenticare, per costruire la pace. Un grazie di vero cuore al nostro illustre concittadino Santino Spinelli che con grande determinazione ha reso possibile tutto questo”, dichiara il Sindaco Mario Pupillo.

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Ore 17,30. Inseguimento in corso in questo momento alle porte della città nelle campagne che da Rizzacorno portano verso Sant'Onofrio, dagli abitanti chiamata "forcatura". 
Si inseguono due uomini. Non si sa se siano armati ma il dispiegamento di forze è massiccio. Almeno 8 volanti fra carabinieri e polizia e un elicottero. Agli abitanti è stato detto di rimanere in casa.
Aggiornamento ore 16:45.
Uno degli uomini sarebbe il basista della banda della rapina in villa ai danni dei coniugi Martelli. E' vestito di nero ed è braccato dalle forze dell'ordine. Del secondo uomo non si sa ancora nulla ma potrebbe essere anche lui un rapinatore. Salirebbero così a 6 il numero delle persone coinvolte.

+++aggiornamento

Ore 20,30

Catturato nei pressi della chiesa di Sant'Onofrio il 5 uomo della banda dei rapinatori. Caccia ancora aperta ad un sesto individuo.
Dopo l'interrogatorio di questa mattina in carcere a Lanciano partita l'operazione.
+++seguono aggiornamenti

Ore 23

Il sesto uomo fermato, sembrerebbe prima del 26 enne catturato intorno alle 20, è un romeno di 48 anni. Non avrebbe partecipato fattivamente all'assalto in villa ma avrebbe agevolato la fuga dei rapinatori.

I fermati sono stati entrambi portati alla caserma dei carabinieri di Lanciano. 

Aggiornamento ore 11,30

E' stata necessaria la presenza di almeno 60 uomini fra carabinieri e polizia per acciuffare il quinto elemento della banda di rapinatori. G.B.G., 26 anni, è accusato anche lui di rapina.

J.G., 48 anni, anche lui romeno è invece ritenuto fiancheggiatore del 26enne in fuga. L’uomo è il compagno della madre del quinto rapinatore. 

LANCIANO. Con l’arresto di Alexandru Bogdan Colteanu, ragazzo rumeno di 23 anni, sembra essersi chiuso il caso dei coniugi Martelli, barbaramente aggrediti e rapinati in caso loro, a Lanciano, lo scorso 23 settembre. L’uomo è stato bloccato il 28 settembre dalla squadra mobile di Caserta.

Colteanu non è nuovo a reati simili a quello commesso a Lanciano. Come riporta la testata Frosinone Today, il rumeno è la stessa persona che l’11 giugno 2013, a Frosinone, massacrò di botte e legò ad una sedia per ore, il padre dell’ex sindaco Michele Marini. Stessa sorte toccò, dopo due settimane, ad una coppia di imprenditori residenti sempre a Frosinone e con lo stesso modus operandi. In quest’ultimo caso era coinvolto anche il fratello di Colteanu. Una storia che si è poi ripetuta a Lanciano, ma che è iniziata nel Lazio con questi due casi. I due, infatti, erano residenti proprio a Frosinone sin da piccoli.

Ricercati per questi due casi, i fratelli Colteanu, all’epoca minorenni, vennero bloccati dalla squadra mobile di Frosinone e, in seguito, vennero condannati dal tribunale dei minori di Roma a sei anni di carcere. Una volta scontata la pena lasciarono il Lazio. Non è ancora chiaro se il fratello sia coinvolto nel massacro di Lanciano.

Intanto questa mattina al super carcere di Lanciano primo interrogatorio per Turlica Constantin Aurel, Turlica Ion Cosmin e Ruset Aurel. Tutti e tre hanno ammesso le responssabilità della rapina ai danni della famiglia Martelli ed hanno indicato una quarta persona che sarebbe il responsabile del'amputazione dell'orecchio della signora Niva Bazzan. Pochissime le dichiarazione rilasciate alla stampa dal legale  Domenico Russo  al termine dell'interrogatorio fatto Gip Massimo Canosa alla presenza del Procuratore Capo di Lanciano, Mirvana Di Serio.

Si temeva non parlassero, invece lo hanno fatto ed ognuno di loro avrebbe racconato quale è stato il proprio ruolo nella notte di terrore che ha scosso una intera comunità.

L'intervista all'avvocato Domenico Russo

Di Clara Labrozzi e Piergiorgio di Rocco

 

 

LANCIANO. Il nuovo parco di Lanciano, intitolato alla memoria del vice sindaco Pino Valente, inizia a prendere forma e concretezza: è stato deliberato in giunta al Comune di Lanciano il progetto che promette di trasformare l’area dell’ex ippodromo Villa delle Rose. Il costo dell’opera è di un milione di euro, finanziamenti che arriveranno dal Masterplan della Regione Abruzzo: il progetto inziale è stato rivisto in alcuni punti ma non cambia nella sostanza, ed è stato redatto dagli architetti Aldo Carosella ed Alessandro Sciarretta assieme al geometra Lucio Gallucci.

Tanti i cambiamenti per un’area che sarà di 42.000 metri quadrati: l’attuale campo in erba sintetica verrà eliminato, al suo posto sorgerà una grande piazza in erba che, secondo le intenzioni del Comune, sarà dedicata ad eventi di vario genere anche con la possibilità di installare il palco modulabile acquistato diversi mesi fa dal Comune. Gli spalti, anch’essi ricostruiti di recente, si amplieranno con ulteriori tre file per creare una sorta di anfiteatro. Naturalmente la capienza aumenterà, si parla di circa 5/6000 posti a sedere. Nella zona retrostante gli spalti, verrà riqualificata la piccola via brecciata che collega larghetto del Mancino (dove c’è l’officina della Sangritana) con il piazzale della vecchia stazione. L’anello in sabbia verrà eliminato in favore di un ampio spazio verde che si estenderà anche nella zona dove attualmente ci sono gli spogliatoi del campo di calcio: verranno eliminate le vecchie strutture che ospitavano i box dei cavalli mentre tutta l’area sarà bonificata. Prevista anche la piantumazione di nuovi alberi. Rimane la zona degli spogliatoi che, ovviamente, verrà allestita ad altro uso, ancora da stabilire. Tutta l’area interna verrà riqualificata ma sarà circondata da una nuova pista ciclabile lunga 600 metri, larga 3 ed a doppio senso. Proprio a fianco della pista ciclabile ci sarà quella pedonale che verrà realizzata con una resina speciale, specifica per questo uso, al posto dell’asfalto che non avrebbe senso in un parco. Naturalmente tutta l’area sarà illuminata e dotata di videocamere di sorveglianza per renderla sicura anche di notte.

Dietro la nuova piazza in erba al posto dell’attuale campo da calcio, ci sarà un piccolo ma significativo prolungamento di corso Trento e Trieste: sarà lungo 160 metri e largo 8 con il disegno che riprende, in maniera più semplice, il disegno stile Presentosa del corso principale, con cui andrà a ricongiungersi idealmente. Tra le novità, anche apposite aree dedicate allo sport all’aperto. Rimane invece la zona dedicata al basket e la pedana rossa: entrambe saranno sottoposte ad un leggero restyling. Inizialmente il progetto prevedeva anche l’abbattimento del muretto che costeggia i viali ma la soluzione è stata eliminata, al momento non è prevista neanche un’area per gli animali domestici. Il progetto verrà messo a bando verso novembre, con i lavori che dovrebbero partire a gennaio 2019, salvo complicazioni. La durata prevista per la realizzazione è di 18 mesi. “E’ un progetto che ci sta a cuore – spiega Giacinto Verna, assessore ai Lavori pubblici – si tratta del secondo lotto di lavori, quelli più impegnativi, perché questo parco è iniziato quando abbiamo rifatto tutti i gradoni. Non vediamo l’ora di portare a termine questa grande opera per la città”.

 

Piergiorgio Di Rocco

 

Era ricercato ma la polizia, che evidentemente era già sulle sue tracce questa mattina non aveva fatto trapelare nulla circa il suo imminente arresto. Si tratta di Alexandru Bogdan Colteanu 26 anni anche lui di origini rumene. Non era nell'auto fermata e che ha permesso l'arresto dei tre suio connazionali. Sarebbe lui il capo della banda che il 23 settembre ha massacrato e derubato i coniugi Martelli.

Si attende l'ufficializzazione della notizia

+++seguono aggiornamenti

LANCIANO. Quattro giorni: è la durata delle indagini che hanno portato allo stato di fermo di Costantin Aurel Turlica, 22 anni; Cosmin Ion Turlica, 20 anni e Aurel Ruset, 25 anni. I tre accusati, quindi, erano monitorati dai carabinieri da diversi giorni, che nutrivano doversi sospetti nei loro confronti. La svolta c’è stata nel momento in cui è avvenuto l’incidente che ha portato all’arresto di due persone. L’altro arresto, invece, c’è stato intorno alle 17:30 del 26 settembre in corso Roma ed è durato circa otto ore: il tempo necessario alla polizia scientifica di Ancona per effettuare tutti i rilievi necessari per le indagini.

Nell’abitazione, in cui vivevano due accusati, sono stati analizzati diversi indumenti, probabilmente utilizzati durante la rapina ai danni dei coniugi Martelli, su cui sono state trovate delle tracce di sangue. Gli inquirenti, in attesa dei risultati, sospettano che possa trattarsi del sangue dei Martelli. Altro dato importante è che non si tratta di una banda che abitava a Lanciano da poco tempo: due di loro lavorano e vivono in città da almeno un anno, mentre l’altro indiziato vive in Francia ed è venuto a Lanciano da poco tempo. I tre accusati sono parenti: due fratelli ed un cugino, tutti e tre di nazionalità rumena ma che parlano perfettamente l’italiano.

LA RICOSTRUZIONE. La squadra della polizia, assieme ai carabinieri, si è attivata subito, già alle prime luci di domenica mattina. I carabinieri del comando di Lanciano hanno invece effettuato i pattugliamenti, assieme ai colleghi del comando provinciale di Chieti. La polizia ha acquisito tutte le immagini dalle telecamere installate in città per ricostruire la vicenda e individuare auto o persone sospette. Proprio attraverso le immagini è stata notata la Golf nera. La macchina era quindi sotto osservazione ed era stata notata in tarda serata nei pressi di una villa il giorno dopo l’aggressione ai Martelli. La ricostruzione è stata fatta da Miriam D’Anastasio, capo della squadra mobile della questura di Chieti. L’IMPREVISTO. La Golf nera è stata quindi messa sotto osservazione dai carabinieri. Poi è arrivato l’imprevisto: la macchina è rimasta coinvolta in un incidente mentre era seguita a distanza, e quindi non notata, da un’auto in borghese delle forze dell’ordine. Si è poi attivata la pattuglia del nucleo radiomobile che ha prestato soccorso ai sospettati come da prassi e sono state notate delle valigie sospette all’interno della macchina su cui sono in corso i rilievi della scientifica. La polizia ha poi avvisato Mirvana Di Serio, procuratore della Repubblica al tribunale di Lanciano per ricevere l’ok per procedere ai fermi delle due persone, anche in base ai dati finora acquisiti. “Avevamo poco tempo – spiega Alfredo Fabricini, del servizio centrale operativo della polizia – e abbiamo deciso di intervenire. C’era il rischio che i sospettati potessero fuggire all’estero e noi avevamo il dovere di assicurarli alla giustizia. Se fossero riusciti a scappare avremmo perso tutti. Preme ricordare che sono sospetti al momento e questo vuol dire che i capi di accusa devono essere confermati”.

I CAPI DI ACCUSA. I tre uomini fermati, se verrà confermato il loro coinvolgimento, dovranno rispondere alle accuse di rapina, sequestro di persona e lesioni gravi. Ieri notte il legale dei tre sospetti, Domenico Russo, ha dichiarato che i suoi clienti hanno affermato che sono del tutto estranei alla vicenda. Saranno quindi fondamentali i rilevi della scientifica per stabilire se si tratta degli uomini che hanno rapinato ed aggredito i coniugi Martelli. Decisivi saranno le analisi del sangue ritrovato e delle impronte digitali.

LA REFURTIVA, IL QUARTO UOMO E LA DONNA. I tre aggressori hanno prelevato dal bancomat 1.990 euro. A quanto risulta due di loro erano già noti alle forze dell’ordine: “C’è un’attività pregressa. Le indagini sono ancora in corso – spiega Florimondo Forleo, colonnello dei carabinieri del comando provinciale di Chieti – e stiamo lavorando per avere prove certe ed inconfutabili che si tratta delle persone che ci interessano”. Indagini che sono ancora in corso e che potrebbero portare al quarto uomo della banda: “Non è pugliese – spiega Fabricini – e inoltre voglio confermare che nessuna donna è al momento coinvolta”. Ieri, infatti, c’erano notizie che parlavano del coinvolgimento di una donna.

IL SINGOLO CASO. Nel corso della conferenza stampa in Procura a Lanciano è stato inoltre confermato che i tre sospettati sono tali per la brutale aggressione e rapina ai Martelli. Al momento, ma le indagini sono in corso, non è stato riscontrato che si tratta delle stesse persone coinvolte nei furti avvenuti a San Vito chietino e Mozzagrogna.

video conferenza

Video colonnello Forleo

 

Piergiorgio Di Rocco

Video di Clara Labrozzi

Questa mattina il Prefetto di Chieti, Antonio Corona, ha fatto visita a Carlo Martelli e Niva Bazzan, ancora ricoverati in ospedale a Lanciano dopo la brutale aggressione a scopo di rapina subita nella loro villa all'alba di domenica scorsa. Era accompagnato dal direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, dal direttore della Chirurgia, Lorenzo Mazzola, dal sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, e dal presidente del Consiglio comunale, Leo Marongiu.

L’incontro, già concordato nella giornata di ieri, è avvenuto proprio nel momento in cui in città si era sparsa la notizia dell’arresto di alcuni componenti della banda, accolta da Martelli con sollievo: «Mi sento davvero confortato da questa svolta nelle indagini, giunta così rapidamente - ha detto il chirurgo in pensione -. Sarò più sereno anche nel rientrare a casa, dove non vedo l’ora di tornare recuperando la mia vita normale e la dimensione di riservatezza che da sempre la caratterizza. Ho reso testimonianza anche attraverso i media di quanto ho vissuto perché lo ritenevo un dovere di cittadino, ma ora è tempo che i riflettori non siano più accesi su di me».

Il Prefetto ha avuto parole di accorata solidarietà per l’accaduto, sottolineando la gravità delle azioni commesse dai malviventi: «La vicenda che vi ha visto coinvolti è stata un duro colpo per tutti noi - ha commentato Corona - impressionati anche dal livello spropositato di violenza che è stata usata su di voi. L’invito per il futuro è a ritrovare al più presto la serenità e ad attivare sistemi di sicurezza passivi che aiutano a proteggere le casa».

Il Prefetto ha poi fatto visita a Niva Bazzan, esprimendole la sua partecipazione umana, ancora prima che istituzionale, alla vicenda. La donna ha riferito che qualcuno le ha chiesto se fosse disposta a perdonare: «Io li perdono - ha confidato - perché questo mi aiuterà a recuperare serenità, ma lo Stato non li deve perdonare».

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