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Anche le storie più belle finiscono ed è inutile, a volte addirittura dannoso, cercare di capire perché si rompe quel filo che tiene insieme intenti, progetti, punti di vista che costituiscono l'anima di una “creatura” che è stata messa al mondo e poi fatta crescere. Ed è quello che è successo a me con Videocittà, la web tv che in questi anni in tanti hanno conosciuto e imparato ad apprezzare. Come molti sanno e ricordano si tratta di un progetto che nasce dalla volontà e dalla passione mia e di un altro collega Francesco Flamminio oltre che di alcuni imprenditori. Un'avventura ricca di tante emozioni, belle e meno belle, ma sempre vissute con la sincerità di chi crede nel giusto e nel buono degli obiettivi fissati. La strada, certo, non è stata sempre in discesa e gli ostacoli da superare non sono stati pochi ma la determinazione, la volontà a non vanificare i risultati raggiunti al prezzo di grandi sacrifici, ci hanno consentito di mantenere in vita il nostro canale informativo anche trovando soluzioni e assetti differenti. Un nuovo progetto editoriale con la speranza di restituire sicurezza e tranquillità e soprattutto quello spirito unico e trascinante che si ha quando si guarda lontano, quando si torna ad avere la voglia di pensare in grande. Non mi sono mai accontentata di lavorare e rimanere in piedi “tanto per”... perché questo lavoro non funziona senza i giusti stimoli che rappresentano il necessario carburante per guardare e andare lontano. Ora è tempo di cambiare. Scelgo di andare via nel giorno dell'inizio della Primavera, stagione di colori e di rinascita, per provare a percorrere nuovi sentieri. Videocittà mi ha dato molto e mi ha tolto anche tanto, ma lascio senza rimpianti con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità. Ringrazio tutti i colleghi e i collaboratori che hanno contribuito alla crescita di Videocittà, tutti dal primo all'ultimo, ringrazio i “vecchi” e i “nuovi” editori, ringrazio chi mi ha preceduto nel ruolo di direttore per tanti anni, Gabriella Mauro, e a chi verrà dopo di me auguro buon lavoro. Grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno seguito, sostenuto e incoraggiato. Buona vita a tutti!

Pina De Felice

È abruzzese l’opera di arte orafa che sarà protagonista a Imola (BO) in occasione della cerimonia di premiazione del concorso letterario intitolato alla poetessa Alda Merini. È una collana con ciondolo realizzata da Annalisa Amorosi, Maestro d’arte orafa di Lama dei Peligni, e sarà consegnata a Emanuela Carniti Merini, figlia della grande poetessa milanese e presidente onorario della manifestazione. L’evento, che prevede la presenza di illustri personaggi della cultura, si svolgerà nella suggestiva sede di Palazzo Tozzoni sabato 18 marzo.

“Il Cuore che arde” spiega Annalisa Amorosi “è un’opera non solo dedicata alla memoria di Alda Merini, ma che sintetizza alcuni dei temi a lei più cari, come il fuoco della passione e il bisogno d’amore. Raffigura inoltre il suo animo scombussolato, con un cuore sottosopra appeso a un filo di perle come quelle che amava e a cui affidava il simbolo delle sue parole. È stata una forte emozione rileggere le sue liriche e reinterpretarle con un’opera di arte figurativa”.

Al concorso letterario hanno partecipato centinaia di scrittori da tutta Italia e da vari Paesi europei e si è articolato in varie sezioni di poesia e narrativa edita e inedita.

Entusiasta l’ideatrice e promotrice dell’evento Melina Giannuso “Sono felice della riuscita del concorso e ci apprestiamo a vivere una bella cerimonia. L’opera di Annalisa Amorosi è significativa e affascinante, dimostra l’importanza del Premio Letterario e di Alda Merini come autrice a cui lo abbiamo intitolato. Emanuela Carniti Merini ha già espresso parole di grande elogio per il significato dell’opera di Annalisa Amorosi e io come organizzatrice sono lieta di poterle consegnare un’opera così rilevante. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato all’evento, sia i concorrenti che la giuria”.

Oltre che dalla stessa Giannuso, la giuria è presieduta da Rodolfo Vettorello, presidente del Cenacolo Letterario internazionale, e dalla saggista Marina Pratici. Altri membri sono Alessia Sorgato, Claudio Sara, Lietta Morsiani, Rita Elia, Hafez Haidar e Mina Rusconi.

 

L’impresa ferroviaria della regione Abruzzo, infatti, ha iniziato ad utilizzare, in composizione ai propri treni che partono dall’interporto d’Abruzzo e sono diretti a Novara per conto dell’operatore modale IFR, i semirimorchi gruabili “P386”. Tali unità di trasporto sono in grado di assicurare la massima interoperabilità strada-rotaia e di consentire massima duttilità in termini di trasporti e di costo per gli operatori.

Oltre alla novità dell’utilizzo di questi veicoli, va considerata anche quella di ordine strategico-economico per il centro sud: per la prima volta, infatti, i semirimorchi gruabili vengono terminalizzati nella parte centro meridionale della linea adriatica e, di fatto, aprono il mercato ad altri possibili operatori logistici.

Va evidenziato che l’utilizzo di unità intermodali permette di ridurre il traffico stradale pesante con indubbi benefici, a cascata, per la sicurezza stradale e per la qualità dell'aria. Potenzialmente ogni treno sottrarrà dalla circolazione stradale circa 50 autoarticolati. Il tutto in linea con la vigente normativa europea che prevede, entro il 2030, il trasferimento del trasporto merci, in percentuali significative, dalla gomma al ferro.

Il trasporto, che collega l'Interporto di Manoppello a quello di Novara Boschetto, viene svolto tre volte a settimana in collaborazione con Captrain, azienda francese di riferimento del settore, con la quale Sangritana/Tua, già da diversi anni, ha in corso una partnership strategica sulla linea adriatica per il trasporto dei furgoni prodotti dalla Sevel. I numeri del trasporto dall’interporto di Manoppello per il Piemonte sono i seguenti: oltre 140 treni l'anno e oltre 180 mila treni/chilometro.

“Le sfide trasportistiche sulla ferrovia – hanno spiegato il consigliere regionale con delega ai trasporti Camillo D’Alessandro e il consigliere delegato alla ferrovia di TUA SPA Giovanni Di Vito – rappresentano il futuro e l’utilizzo, per la prima volta sul tratto centro-meridionale della linea adriatica, dei semirimorchi gruabili ne sono la prova. Il trasporto ferroviario assicura la vera e propria intermodalità nell’ottica di quella che il ministro Delrio definisce “cura del ferro”. L’intermodalità acquisisce un significato ancora più strategico per Sangritana/Tua e per le opportunità offerte agli operatori economici della regione Abruzzo”.

 

 

Sono 56 le candeline che si appresta a spegnere la Fiera Nazionale dell'Agricoltura di Lanciano che continua a essere un punto qualificato di riferimento nel Centro e Sud Italia, per tutto il settore agricolo. Cinquantasei anni non sono pochi, raccontano i cambiamenti, le trasformazioni, le evoluzioni di un comparto importante e strategico per la nostra regione, sottolineano, inoltre, la storia, ricca di momenti significativi, che non hanno sminuito il ruolo della Fiera che resta, stabile e inamovibile, quello di volano per l'economia non solo del territorio abruzzese. La prima novità di questa edizione targata 2017 è la data. Per la prima volta la Rassegna più attesa dell'anno cambia mese, anticipando di molto i giorni di svolgimento, si terrà infatti a Marzo dal 24 al 26. Un cambiamento suggerito e voluto soprattutto dagli espositori per i quali questa data sarebbe più indicata delle precedenti.

Il Presidente Franco Ferrante, che ha sempre tenuto in grande considerazione il pensiero e le proposte di chi vive direttamente il settore e ne conosce peculiarità, pregi e insidie, ha accettato insieme al Cda il cambio di programma, confidando nella lungimiranza degli operatori agricoli. Va comunque ricordato che questa è considerata, a ragione, la Fiera leader, quella che da sempre richiama migliaia di visitatori, soprattutto di addetti ai lavori che arrivano a Lancianofiera proprio per saperne di più sulle tante proposte che riguardano un comparto che specie negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Ci sono operatori che arrivano anche da fuori regione da Molise, Campania, Veneto, Sicilia, Basilicata, Marche, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria, Puglia, Lazio, Piemonte, Trentino Alto Adige, Toscana, Umbria. Ci sono praticamente tutte le regioni, mancano solo Liguria e Sardegna, e questo è un segno della longevità e dell'importanza di questa rassegna. Che affonda le sue radici nel lontano 1961, anno che sigla la prima edizione e che ha segnato l'inizio di un percorso in continua crescita. Ci sono anche due ditte che arrivano una dall'Irlanda e un'altra dalla Turchia. Le ditte espositrici sono 250, le costruttrici 300, un aumento delle presenze rispetto alla scorsa edizione. Il settore agricolo, come è stato in più occasioni ribadito sia dal presidente di Lancianofiera Franco Ferrante, nonché dall'assessore regionale all'Agricoltura Dino Pepe, è l'unico che in questi anni non facili attraversati da una crisi che ha sfiancato molti settori produttivi, ha registrato una crescita, tornando a essere una risorsa fondamentale non soltanto per il nostro territorio. L'avvicinamento e l'interesse che le nuove generazioni mostrano nei confronti del mondo agricolo e a tutte quelle attività collaterali che ad esso si riconducono, è significativo, dimostra la vitalità di un comparto che è riuscito a rinnovarsi e ad attrarre. “La Fiera ha acquisito in 56 anni un enorme bagaglio di conoscenze e di esperienze che la rendono davvero unica e sempre più specializzata, al passo con i tempi. Ed è proprio l'attenzione che ha sempre riservato al mondo agricolo e la capacità di guardare avanti, di intercettare la domanda cercando di dare risposte costruttive e concrete che fanno della Fiera dell'Agricoltura un appuntamento irrinunciabile – ha commentato il Presidente - per gli operatori del settore ma anche per chi tiene a cuore le sorti di un comparto strategico come l'agricoltura.

 “Ringrazio tutti, collaboratori, soci e consiglio d'amministrazione perché anche stavolta siamo riusciti ad allestire una fiera degna della sua lunga e apprezzata tradizione – ha esordito Ferrante stamattina in conferenza stampa – le ditte espositrici sono 250 e i marchi rappresentati 300, un numero maggiore di presenze rispetto alla scorsa edizione. Siamo stati costretti a rifiutare per mancanza di spazio altrimenti gli espositori sarebbero stati anche di più, e questo testimonia il ruolo conquistato dalla Fiera dell'Agricoltura che ospita operatori provenienti da quasi tutte le regioni italiane. Nei giorni della rassegna sarà attivo il servizio navetta con partenze dal piazzale della vecchia stazione, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00. Dal quartiere Santa Rita l'orario sarà dalle 9.00 alle 20.00”. Il presidente ha inoltre sottolineato la qualità dei convegni in programma, in particolare quello sulla sicurezza organizzato dalla Regione Abruzzo e dall' Inail che si terrà proprio il giorno dell'inaugurazione venerdì 24. Ha ricordato anche che a breve dovrebbero partire i lavori di ristrutturazione del padiglione due, grazie al contributo regionale. Il Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo ha ribadito che “la Fiera dell'Agricoltura, non è soltanto la rassegna leader del Consorzio ma rappresenta la storia della città, è l'espressione del nostro territorio che ogni anno si propone con nuove tecnologie, con strumenti e attrezzature innovativi, con gli interventi qualificati delle associazioni di categoria. E' l'occasione per approfondire e confrontarsi su argomenti di rilievo”. Il primo cittadino si è detto convinto che questa edizione supererà i numeri del 2016. A rappresentare la Bper Paolo Rosario Nicolò, che segue per la Banca, il comparto agricoltura e quindi conosce le peculiarità di un settore che negli ultimi anni ha visto crescere l'attenzione e l'interesse soprattutto dei giovani. “Cerchiamo di sostenere chi vuole intraprendere un'attività nel campo dell'agricoltura che riteniamo essere un settore in ripresa.”ha detto Nicolò che ha avuto parole di apprezzamento per la rassegna e ha ribadito l'impegno della Bper nei confronti della Fiera di Lanciano. Guarda a un'agricoltura di qualità, attenta alle nuove e accresciute esigenze l'assessora al Comune di Lanciano Francesca Caporale che ha rimarcato l'efficacia di questa rassegna nazionale e auspica una maggiore e costruttiva sinergia tra la Fiera e la città, con iniziative e manifestazioni in grado di valorizzare i prodotti e le proposte del territorio.

Alla conferenza stampa ha preso parte anche l'assessore regionale al Bilancio e Programmazione Sanitaria Silvio Paolucci che ha subito puntato l'accento sulla data, ritenendo positiva la scelta di anticipare. “Condivido questa decisione, il settore dell'agricoltura, provato dall'emergenza maltempo di gennaio scorso, ha bisogno di un rilancio immediato, perché rappresenta una voce consistente per l'Abruzzo, e la Fiera dell'Agricoltura è il luogo ideale per ripartire, sia per quanto riguarda la parte espositiva che per quella legata agli incontri e al confronto su questioni e temi strategici”. L'assessore ha ricordato gli investimenti fatti “siamo ansiosi di vedere realizzati i lavori al padiglione”.

 

 

Ancora un problema per i Comuni già penalizzati dalla sospensione della fornitura idrica, qualche giorno fa ( Altino, Archi, Atessa; Casalbordino, Cupello, Furci, Gissi, Monteodorisio, Pollutri, San Buono; San Salvo, Scerni, Villalfonsina, Scerni, Torino di Sangro e Vasto) e ai quali o. Stavolta a provocare la rottura di una parte dell'adduttrice est (Perano) sarebbe stato uno smottamento. Una frana provocata quasi sicuramente dalla pioggia. I tecnici della Sasi arrivati immediatamente sul posto stanno lavorando alacremente già da alcune ore per ripristinare al più presto il servizio. I rubinetti, purtroppo rimarranno a secco, probabilmente fino a domani mattina. Una situazione di disagio che si aggiunge a quella già patita dai suddetti Comuni. L'obiettivo è quello di cercare di limitare i danni, dalle ultimissime notizie l'acqua dovrebbe tornare in tarda mattinata.

I Comuni ( Altino, Archi, Atessa; Casalbordino, Cupello, Furci, Gissi, Monteodorisio, Pollutri, San Buono; San Salvo, Scerni, Villalfonsina, Scerni, Torino di Sangro e Vasto) che dalle 8.30 di questa mattina sono rimasti senza la fornitura idrica, con i rubinetti a secco, riavranno, così come annunciato ieri sera dalla Sasi, l'acqua nelle ore serali. Bisogna solo aspettare il tempo necessario a riempire i serbatoi. Il disagio è stato dovuto a un guasto che si è verificato lungo l'acquedotto Verde, nella tratta Casoli-Scerni-Vasto, che ha richiesto l'intervento urgente e tempestivo dei tecnici. Il guasto è stato riparato entro i tempi previsti, si è lavorato senza sosta proprio per evitare il protrarsi di una situazione di difficoltà e per ripristinare il servizio nei tempi garantiti. “Guasti di questo tipo non sono facili da prevedere e quindi, quando si verificano c'è chi inevitabilmente ne subisce le conseguenze – sottolinea il Presidente Gianfranco Basterebbe – stavolta a farne le spese sono stati Comuni già pesantemente colpiti dall'emergenza delle scorse settimane e che più di altri hanno patito l'assenza di servizi essenziali. Noi, tengo a ribadirlo, abbiamo lavorato anche allora in condizioni difficilissimi per cercare di ridurre il più possibile i disagi. Comunque i tempi di intervento sono stati rispettati e questa sera tutti i Comuni riavranno l'acqua”.

Arriva da Tania Campea geologo abruzzese dell'Aigae una innovativa proposta in merito all'area dove sorgeva l'Hotel Rigopiano, distrutto, cancellato dalla violenza di una slavina. Una tragedia costata la vita a 29 persone. “Che la zona dove sorgeva l’albergo di Rigopiano venga trasformata, anche per rispetto nei confronti di chi non c’è più, in un’area di conservazione della memoria. Una memoria delle persone, ma direi anche un' area di conservazione della memoria geologica . Sarebbe bello che quel luogo potesse diventare un museo della geologia a cielo aperto con sentieri della memoria in grado di raccontarci l’evoluzione di quel paesaggio, la geomorfologia del territorio”.  Per la Campea, come per molti suoi colleghi, solo la conoscenza, l'educazione ambientale con la narrazione del territorio possono aumentare i livelli di sicurezza. “I sindaci devono comprendere che il turismo ambientale aumenta l’economia locale, è una ricchezza e tutela il territorio che deve essere sicuro. Non dobbiamo avere paura della montagna – sottolinea ancora la Campea - il Gran Sasso non uccide anzi ha rappresentato pagine molto importanti della storia italiana e noi Guide Ambientali Escursionistiche le raccontiamo sempre. L’Abruzzo non uccide, gli Appennini non uccidono e non dimentichiamo i borghi , le leggende , il fascino di un territorio pieno di arte e colori  Dobbiamo semplicemente pensare a un turismo responsabile. Gli eventi di queste settimane hanno fatto comprendere che dobbiamo saper fare turismo ambientale ed imparare che non tutto è possibile in ogni stagione. Dobbiamo pensare ad un turismo responsabile basato su una radicale educazione all’ambiente in grado di farci comprendere non solo i cambiamenti in corso ma anche cosa fare e cosa non fare , come comportarci in caso di un’emergenza . Soprattutto dobbiamo amare la natura, conoscerla e raccogliere tutte le informazioni sui posti dove ci stiamo recando . Dobbiamo imparare a convivere con le emergenze, conoscere territori. Dobbiamo pensare che conoscere è meglio del non conoscere. Se conosciamo le peculiarità ambientali di un territorio possiamo anche vedere la sua evoluzione e prevederne la vulnerabilità” . Tania Campea ha rimarcato l'importanza di portare nelle scuole l'Educazione Ambientale. “In Abruzzo lo facciamo – prosegue la geologa interrogandosi anche su quanta attenzione c'è per le scuole in Italia - Solo il 9 per cento degli edifici scolastici italiani è stato adeguato sismicamente, parliamo di circa 382 edifici scolastici, mentre gli interventi di efficientamento energetico sono stati ben 1690 su tutto il territorio nazionale. Ma a che serve avere edifici efficienti dal punto di vista energetico ma che potrebbero non essere sicuri? L’educazione ambientale nelle scuole è sempre più necessaria. Nelle scuole portiamo una seria attività didattica basata sul linguaggio dei bambini e dei ragazzi. Ad esempio raccontiamo i rischi attraverso dei giochi e storie sulla vulnerabilità , sulla pericolosità e l’esposizione al rischio ma allo stesso tempo creiamo meraviglia dinanzi al bello ”. Intanto si sta lavorando a una imponente iniziativa in grado di rilanciare l'Italia Centrale, soprattutto l'Abruzzo, le Marche e il Lazio, a precisarlo è il vice presidente nazionale delle Guide Ambientali Filippo Camerlenghi

La retta dei nidi comunali di Lanciano “Il Sorriso” e “L’Arcobaleno” relativa al mese di gennaio 2017 sarà ridotta del 50 per cento. Il provvedimento è stato assunto dall'Assessorato all'Istruzione del Comune di Lanciano alla luce dei gravi disagi causati dalle abbondanti nevicate che hanno interessato la Città dal 5 al 21 gennaio scorso, provocando una prolungata ed eccezionale sospensione delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado di Lanciano, compresi i nidi di infanzia.

“Abbiamo fortemente voluto questo provvedimento per ribadire la vicinanza dell'Amministrazione Pupillo alle famiglie, anche attraverso questa formula di aiuto economico. I genitori dei bambini iscritti ai due nidi di infanzia dovranno pagare il 50% della retta di gennaio, un mese in cui si sono registrati 2 giorni di chiusura totale degli uffici pubblici e 10 giorni di sospensione delle attività didattiche: ringrazio gli Uffici comunali per la collaborazione e la sensibilità dimostrata nel condividere questa nostra scelta a favore degli stessi genitori. Le istituzioni territoriali hanno la consapevolezza dell'importanza della gravità della situazione causata dal maltempo e della necessità di rispondere in modo adeguato, anche e soprattutto con provvedimenti di natura economica”, sottolinea l'Assessore all'Istruzione Giacinto Verna.

Si segnala inoltre che in questi giorni l'Assessorato all'Istruzione sta provvedendo alla consegna di ulteriori arredi scolastici acquistati nei giorni scorsi per un importo di circa 8.000 euro. Si tratta di arredi destinati alle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado di competenza comunale che si vanno ad aggiungere a quelli già acquistati a inizio anno scolastico e successivamente distribuiti secondo le necessità. La spesa rientra nella somma complessiva di 25.000 euro impegnata a settembre con un prelievo dal fondo di riserva.

Anche l'ultima speranza si è spenta, finita insieme al numero ufficiale delle vittime e a quelle poche terribili parole: bilancio definitivo, 29 morti, 11 superstiti tra cui quattro bambini. I soccorritori che hanno lavorato in condizioni indicibili con determinazione, competenza e cuore hanno portato a termine il loro compito. Finito dopo una settimana da quel maledetto 18 gennaio quando la valanga si è abbattuta cancellando in pochi secondi l'hotel Rigopiano di Farindola, inghiottendo vite e progetti, lasciando nella disperazione tante famiglie.Un lavoro di recupero seguito da tutti, soprattutto dai famigliari che ancora credevano in un miracolo che confidavano in un fato buono. Già da ieri però le speranze si erano ridotte mentre cresceva di pari passo la disperazione. E in 29 non ce l'hanno fatta, rimasti imprigionati in quell'inferno di neve e macerie. Tra questi la coppia di parrucchieri di Castel Frentano, Luciano e Silvana che avevano deciso di trascorrere qualche giorno nella tranquillità dell'Hotel Rigopiano prima di ricominciare il lavoro nel loro nuovo e accogliente salone. I loro nomi non sono ancora ufficiali, ma la loro foto che li mostra sorridenti e uniti è già comparsa sugli schermi televisivi insieme a quelle degli altri sfortunati ospiti dell'albergo. Ci sono ancora nomi da dare, ma è questione di ore. Fino all'ultimo nel centro frentano si è pregato, continuando a credere nel miracolo. Poi la resa, di fronte ai numeri inconfutabili di una tragedia che forse poteva essere evitata. Sarà l'inchiesta della magistratura ad accertare la verità e tutti speriamo che si vada davvero fino in fondo che si individuino le responsabilità e non per una mera caccia alle streghe, ma perché è giusto e sacrosanto sapere. Per il rispetto nei confronti di chi non c'è più, per il dolore immenso delle famiglie che hanno vissuto giorni sprofondando in un pozzo senza fine e che ora chiedono giustizia e verità, mentre talk e tg ripetono e ripropongono in un drammatico ritornello, le telefonate di Giampiero Parete al 118, del prof Quintino Marcella. Si continua a vivisezionare parole, frasi e intenzioni. E in effetti a cominciare da quelle accorate richieste di aiuto, anzi da prima che la valanga travolgesse l'hotel, sono tante le incongruenze, le superficialità, la sottovalutazione dell'emergenza neve che cadeva abbondante da giorni e che avrebbe dovuto destare qualche preoccupazione in più anche nella direzione del Rigopiano. “Si chiudono le scuole per ragioni di sicurezza, perché non si chiudono anche gli alberghi quando le situazioni sono oggettivamente difficilissime e gravi?” ha ribadito davanti ai microfoni con lucidità impressionante il padre di Stefano Feniello, il giovane arrivato il giorno prima della tragedia con la fidanzata Francesca Bronzi (che si è salvata) per festeggiare il suo 28esimo compleanno, e che è tra quei 29 che non ce l'hanno fatta. Anche sei nei primi giorni, nella giostra di notizie, di conferme e smentite, il suo nome era comparso tra quelli dei salvati. Una gioia che è durata poco e la mazzata poi è stata ancora più pesante. L'inchiesta andrà avanti, e ci auguriamo, è bene ribadirlo, senza sconti, né perdite di tempo. In queste ore terribili che hanno segnato la fine di ogni ogni speranza, c'è spazio solo per il dolore come quello di Nicola ed Elia, i figli di Luciano e Silvana, niente potrà restituire loro il sorriso, il calore, l'affetto di quei genitori molto speciali. Avranno bisogno dell'affetto di un paese intero per provare ad andare avanti.(p.d.f.)

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