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Mercoledì 1 novembre, presso Palazzo Valignani a Torrevecchia Teatina si svolgerà un programma dedicato al culto dei morti nella tradizione, dalle ore 19 alle ore 22, si parlerà dei riti, dell’elaborazione del lutto, del significato più profondo di rinascita, lasciando spazio agli interventi personali dopo l’introduzione tenuta da Giuliano Petaccia. Con l’occasione oltre ai canti polivocalici tradizionali si offriranno i cibi magico devozionali legati alla vigilia di Ognissanti e I Morti. Una tavola dei morti esemplificativa per chi non conoscesse questa tradizione sarà allestita e visitabile avendola dedicata simbolicamente alle anime del purgatorio.

I tradizionalisti e benpensanti si scagliano contro “Halloween” per l’aspetto pagano e stregonico che ha assunto in Italia ma anche perché è considerata roba d’altri. Ciò si contrappone al travolgente successo della festa che rischia di diventare sempre più importante. Non è solo una semplice montatura ma un fenomeno legato al fascino antico che la festa conserva. Halloween nel nome porta due significati profondi: la “notte dei doni” e della “santificazione” ovvero dei “doni consacrati”, ma suona anche come la notte cava in cui vagano spiriti e fantasmi. Frankestein, vampiri, zombie di recente invenzione, sono proprio le figure adatte a popolare oggi questo mondo cavo, sono morti non morti che vivono sulla Terra. Si dice che Halloween sia di origine celtica, anche perché tutto ciò che appare aurorale e notturno è diventato “celtico” o “elfico” o “gnomico”. In realtà la festa esisteva anche da noi, con caratteristiche simili in tutta Italia. In Abruzzo la vigilia di Ognissanti si salda nella tradizione con la settimana di devozioni e riti legati al culto dei morti. I ragazzi portavano zucche intagliate con occhi e bocca, con denti fatti di canna e lumini accese all'interno, o anche lanterne in carta oleata. La zucca tradizionale (checocce priatorije) è la" corritrice", molto dura, che veniva data ai porci e alle vacche "Sangue nen tè, sangue nen mette e fije nen fa fà". Quale che fosse la zucca, i ragazzotti più spavaldi (bazzariott?) a gruppi di tre o quattro, facendosi coraggio a vicenda si avventuravano nei luoghi proibiti, come i quadrivi, perché “la ci sono riferimenti” cioè i tramiti con il mondo degli spiriti e della magia. Quelli più timorati si limitavano a sfilare per le vie con le suddette lanterne, scandendo i passi con una filastrocca: la cì la cì, la cì, la vera cir?; lacì lacì, la vera cir?; lu peparole rušce; chi li chinošce, chi li chinošce; potevano ricevere qualche frutto secco, un melograno e se erano fortunati i frittini (sgajuzz?). Tutti gli altri rimanevano in casa, a mangiare “povero e poco”, la mattina lu pane cott? e sera la verza con aglio e bastardoni, e una sardella salata fritta. Ma siccome il popolo per realizzare un desiderio spirituale ha bisogno di farlo cibo si preparava anche lu‘rran? acconc? rituale a base di grano saracenom noci, mandorle, sapa e chicchi di melograno. Il consumo di questo cibo germinale nelle vigilie  ha un significato fortemente propiziatorio, come la cuccia che si mangia in Sicilia a Santa Lucia oppure le famose lessagne o virtù del primo Maggio. Avendo spezzato una lancia a favore di una radice antica nostrana per la festa di Halloween, ciò non significa che siamo autorizzati, anzi a maggior ragione, a trasformarla in una festa scema e priva di contenuti. Inoltre essa anticipa un'altra festa più importante quella dei Morti.

Mai i nostri antenati si sono dimenticati dei loro defunti e dei defunti dei loro defunti. Il senso della stirpe e il culto dei morti nella cultura contadina è una forma di continuità che da senso sia alla morte che alla vita che supera perfino l’affetto della memoria dei propri cari e finisce per estendersi a tutti i morti della collettività (l’Alm? Sant? d? lu Preadòrij?). Memoria e protezione, rispetto ed attesa di ricongiungimento, cosi come vuole il gioco delle parti tra vivi e morti in questi giorni. In realtà cosi come per i Lares Familiares dei Romani un piccolo spazio della casa era dedicato alla memoria perenne, un frammento di foto, o anche solo un foglio con scritti i nomi con grafia incerta, un mazzolino di semprevivi una cornice di velina traforata a merletto, a volte una piccola lucerna (la sper?), per le occasioni “ricordevoli”. La disposizione seguiva l’antica iconografia che vuole più grandi e al centro i capostipiti e poi via via come due ali i morti “minori” e infine gli infanti, a volte fotografati da morti (i morticini), composti sul cuscino battesimale magari contornati dai pulcini psicopompi vestiti a festa per il viaggio che li attende. Per la visita rituale al cimitero, le cui tombe umili o padronali erano state accuratamente ripulite dai famigliari o dai braccianti (li socc?), il popolo in massa affluiva con candele e fiori e per carità e devozione insieme accettava di pagare un obolo a poveri che si offrivano di recitare le “diasill?” a favore dei defunti del benefattore.

La sera di vigilia, ricordiamo che con il sistema dell’ora italica un tempo le ore 24 coincidevano con il tramonto, si preparava la tav?l? de li murt? dato che i morti ritornavano quella notte alla loro antica dimora per divorare la parte spirituale del cibo accuratamente preparato e disposto. Non in tutte le case si ricorreva a una tavola lautamente imbandita ma simbolicamente un piatto coperto di cibo veniva sempre lasciato in caldo. Innumerevoli sono le storie di giovanotti affamati che mangiavano questo cibo sacro facendo poi trovare il piatto vuoto, ma si tratta di racconti apocrifi. Il superstizioso tabù di mangiare nello stesso piatto del defunto poteva essere superato solo nel giorno della festa cioè il 2 di novembtre in cui anche i vivi potevano mangiare di grasso. Infatti le vivande della tavola dei morti erano finanche un banchetto la tavola imbandita per i defunti, pastasciutta, (l? sagn?), l’arrosto, i sottolio, le frittelle (le r?vòt?ch?) fritte nell’olio nuovo, la frutta secca e come simbolo di continuità un frutto di melograno. Vuole una interpretazione suggestiva che mangiando nel giorno seguente tali cibi ci si riconciliasse con i propri defunti avendo banchettato alla stessa mensa. I piatti con il cibo erano incoperchiati, tanti quanti erano di defunti “ricordevoli”. Tutto pronto si accendevano le candele che si sarebbero consumate al termine del pasto dei ritornati defunti. Cibi sacri ai defunti, che i vivi potevano consumare nella vigilia, erano solo le fave secche bollite con alloro (ricc?) e il grano saraceno condito con noci sapa e chicchi di melograno (‘rran? acconc?). In parallelo, in occasione dello spirare di un famigliare al ritorno a casa dopo il funerale, familiari e parenti stretti, addolorati e silenziosi, non dovevano provvedere ad alcuna incombenza. Il vicinato portava il cònsolo, consistente nel pranzo, preparato rigorosamente fuori dalla casa del defunto, da servire a tutti sulla tavola, senza tovaglia, dove era stato deposto il morto. Nel cònsolo dovevano esserci il brodo di gallina, considerato un cibo purificatore e al tempo stesso tonificante, ed altri cibi frugali (salumi, formaggi, dolci) il tutto sempre preparato all’esterno da vicini e parenti. Le quantità dovevano essere abbondanti e gli avanzi non si potevano portare indietro dalla casa dei familiari del defunto perché un eventuale spirito imprigionato avrebbe potuto seguirli. Un pasto corroborante e consolatorio appunto e infine l’elaborazione del lutto: Na piand’e na magnàt? d? maccarùn?.

Ci fa piacere che la nostra rubrica “La tua Voce Conta” si riempie sempre più di sollecitazioni interessanti e che, soprattutto, riguardano la nostra vita la nostra quotidianità. Oggi vogliamo pubblicare una  di un medico in pensione sullo stato della Asl Lanciano- Vasto e in particolare sull’ospedale di Lanciano  definito sulla carta dovrebbe essere l’ospedale della Frentania - Sangro- Aventino.

“Gentile direttore accolgo l’invito che il suo giornale web per dire ma mia su quello che sta accadendo alla sanità in Abruzzo. Sono un medico in pensione ed ho tempo e lucidità mentale per  dire che la Asl 02 Chieti- Lanciano- Vasto  rappresenta al meglio lo spirito rottamatore che ha animato lo scenario politico degli ultimi tempi. Infatti ha rottamato tutto: ospedali, medici, reparti, università. Non è rimasto quasi più nulla. Innamorata di se' stessa, si è trasformata in una paladina di proclami bipolari, inseguita da cittadini e amministratori che cercano di capire i reparti dove siano finiti e di chi si devono fidare visto che tutto appare e scompare velocemente. Agli appuntamenti elettorali è un florilegio di rassicurazioni ma poi tutto svanisce con un “puff”.

Un esempio? Una sola delibera e l'ospedale di Atessa non c'è più, e il prossimo chi sarà? Una Asl giustiziera che ha i suoi idoli e a questi sacrifica comunità intere. Di fronte a questi radicalismi  più nessuno è sicuro.

Prendiamo Lanciano, città guidata da un medico, città di medici, città storicamente riferimento per i cittadini di una vasta area... si narra del futuro, ma il futuro probabilmente non c'è. Forse lo dovevamo capire quando questa città non ha attratto più luminari, quegli stessi che qui ritirano i premi , che fanno attività di libero professionale ma che nulla apportano a questo ospedale e fanno di questa città solo terra di conquista pecuniaria.

 In questi giorni siamo subissati di dati circa l'inadeguatezza della gestione delle Asl con numeri di unità mancanti  ( oltre 500 unità solo nella  sola Asl 02) che fanno pensare più a un'ecatombe che a una gestione del personale. Ma la verità è visibile a tutti, solo  che è talmente evidente da non sembrar vera. Ci chiediamo come è possibile aver avuto in più specialità graduatorie attive e fatte scadere, si continua con contratti a tempo determinato ormai da un tempo indeterminato gravando sulle casse dell'amministrazione e bruciando servizi ai cittadini.

Quante liste d'attesa, quanti disagi... ma non vi preoccupate ora faranno i concorsi e così tutti coloro che sono andati o stanno per andare in pensione saranno rimpiazzati. L' ospedale unico della Frentania-Sangro-Aventino tornerà ad essere un vero ospedale... ci dobbiamo credere?  E così le tanto pubblicizzate unità di Urologia e Patologia Chirurgica di oncologia , di oculistica,di anatomia patologica e ne potremo citare altri sulla carta ci sono ma di fatto no e se ci sono chissà se resteranno . Rimane il presidio di pronto soccorso dove ogni giorno non si sa più dove posizionare i poveri cittadini che li arrivano da tutto il territorio ,a momenti anche i bagni saranno utilizzati per posizionarvi un lettino o una barrella. Il tempo passa  e città come Lanciano soccombono...siamo la conseguenza non intenzionale di scelte intenzionali. Cercate di stare bene, è meglio.... (Un dottore in pensione)”

Con la pubblicazione, tanto attesa, dei bandi in Gazzetta ufficiale, si sono aperti i termini per la presentazione delle domande per la copertura di cinque posti di Direttore di struttura complessa rimasti vacanti dopo il collocamento a riposo dei titolari.

Si tratta di Anestesia e Terapia Intensiva negli ospedali di Lanciano e Vasto, e di Medicina Generale, Ortopedia e Neurologia a Lanciano. I candidati interessati devono far pervenire la documentazione entro il prossimo 23 novembre. I profili richiesti, lo schema di domanda e di certificazione sostitutiva e di notorietà sono allegati al bando, scaricabili dal sito web www.asl2abruzzo.it sezione “bandi e concorsi”.

Alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande, si procederà alla nomina della commissione giudicatrice e della selezione, che avverrà per titoli e colloquio.

«Siamo finalmente vicini a un passaggio importante - mette in evidenza l’Assessore SIlvio Paolucci  -  perché restituisce una guida stabile alle unità operative, garantendone una organizzazione sicuramente efficace ed efficiente. Sono certo che le Commissioni esaminatrici faranno un lavoro egregio, scegliendo professionisti che abbiano curriculum, competenze e capacità adeguate, caratteristiche fondamentali per assicurare assistenza di qualità e rispondere alle aspettative dei pazienti. Non dimentichiamo che gli ospedali di Lanciano e Vasto sono stati classificati presidi di primo livello nell’ambito della programmazione regionale, e in quanto tali devono garantire prestazioni all’altezza del ruolo”

Il sindaco di Lanciano Mario Pupillo in una nota stampa esprime soddisfazione per la notizia  e afferma che  la pubblicazione dei bandi è motivo di gioia ed orgoglio.

Finalmente-continua il sindaco- il “Renzetti” avrà a breve i nuovi direttori delle unità complesse di Anestesia e Terapia Intensiva, Medicina Generale, Ortopedia e Neurologia dopo il collocamento a riposo dei titolari. Concorsi che si vanno ad aggiungere a quello già bandito per Pediatria.

Grazie alle nostre battaglie e all'individuazione dell'Ospedale di Lanciano quale DEA di Primo livello nel piano sanitario regionale, il nostro “Renzetti” si dota delle figure professionali apicali di eccellenza quali sono i Primari, fondamentali e imprenscindibili per dare una risposta di sanità pubblica all'altezza delle esigenze dei cittadini del comprensorio Frentano. All'infrastruttura immateriale che in un ospedale fa la differenza per la qualità del servizio, soprattutto per il ricambio generazionale medico tanto atteso, seguirà l'infrastruttura materiale del nuovo ospedale che la nostra Amministrazione ha scelto di costruire lì dove si trova l'attuale presidio: un investimento importante tramite un progetto di finanza che potrà contare su 35 milioni di euro di fondi pubblici e tra i 40 e i 60 milioni di euro della parte privata. Questa è una vittoria di tutta l'area Frentana, non solo di Lanciano, perché il nostro obiettivo è garantire a tutti una sanità pubblica di qualità nel territorio. Un grazie speciale va all'instancabile e meritoria opera di ristrutturazione della sanità regionale dell'Assessore regionale Silvio Paolucci, lucido attuatore di una politica sanitaria al passo con i tempi e attenta alle necessità del cittadino.

 

 

 

 

 

“ Questo Cda ha scelto di non ignorare più una situazione complicata che si trascinava da anni nell'indifferenza e nel silenzio, una situazione diventata insostenibile e che quindi andava affrontata pur nella consapevolezza che quando si parla di assunzioni il rischio di provocare reazioni e polemiche c'è sempre o quasi sempre”.

Il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe tiene prima di tutto a ribadire lo spirito con il quale il Cda ha dato il via all'avviso di selezione al quale hanno risposto oltre 2300 persone e che ha suscitato alcune reazioni, l'ultima in ordine di tempo è quella di alcuni sindaci.

Il primo a sollevare  obiezioni e a chiedere la sospensione di quello che impropriamente è stato da più parti definito “concorso”, è stato il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che in proposito ha tenuto una conferenza stampa alcuni giorni fa. Il Presidente Basterebbe che ha subito precisato alcuni punti all'esponente azzurro, si dice tranquillo. “Tutto è stato fatto nel pieno rispetto della normativa e per quanto riguarda le eccezioni mosse dai sindaci e dal consigliere Febbo, si tratta di riferimenti che sono stati superati dal D. Lgs. 100 del 16/06/2017, il cosiddetto Decreto Correttivo al  Testo Unico sulle Partecipate che ha fatto slittare il termine iniziale del divieto di assunzione a tempo indeterminato, alla data di entrata in vigore di un Decreto Attuativo che ad oggi non è stato ancora approvato. Pertanto tale divieto ad oggi non sussiste – spiega Basterebbe – ci siamo mossi entro gli ambiti stabiliti, sono tranquillo, abbiamo fatto tutto seguendo le indicazioni di esperti e consulenti e soprattuttolo ripeto, secondo le norme vigenti per società come la nostra. Ma considerato il polverone che si sta sollevando, senza alcun fondamento, ho convocato un incontro con tutti i sindaci per il prossimo 7 novembre proprio per discutere e confrontarci insieme sull'intera questione. Ho sempre privilegiato il dialogo e sono certo che in quell'occasione riusciremo a dare tutti i chiarimenti e le informazioni che ci verranno richiesti. Mi preme tornare a sottolineare che questo avviso di selezione è stato accompagnato da principi di legalità. Nulla è stato fatto per aggirare, semplificare o confondere. Più volte ho detto – conclude il Presidente della Sasi - che nei nostri progetti è prioritario migliorare e potenziare l’attività e il lavoro dell’azienda, perché solo così si potrà dare un servizio serio ed efficiente all’utente. Per fare questo occorrono figure professionali competenti ed esperte. Il cosiddetto lavoro somministrato ha un costo più elevato per l’azienda e non tutela nemmeno i lavoratori. Noi abbiamo deciso di mettere fine a questa situazione assumendoci la responsabilità di questa selezione”.

 

Il prossimo 31 ottobre, come annunciato il 26 dicembre 2016, termineranno definitivamente gli effetti della proroga concessa alla validità dei vecchi pass rilasciati ai sensi del vecchio regolamento Ztl: dal 1° novembre, dunque, saranno autorizzati al transito ed alla sosta nelle Ztl dei quartieri Lancianovecchia e Borgo esclusivamente i titolari delle autorizzazioni rilasciate in virtù del nuovo regolamento Ztl.

I vecchi pass, la cui scadenza inizialmente era stata fissata al 31 dicembre 2016, erano stati poi prorogati fino al 30 aprile 2017 per dare modo ai possessori dei requisiti di presentare l'istanza di nuova autorizzazione e di continuare a transitare e sostare in ZTL, in attesa del rilascio del nuovo provvedimento “autorizzativo” o del diniego da parte degli uffici di competenza.

Come annunciato, pertanto, il 1° novembre 2017 si concluderà la fase di “transizione” dal vecchio al nuovo regolamento ZTL: saranno autorizzati alla sosta e al transito esclusivamente i titolari delle autorizzazioni rilasciate ai sensi del nuovo Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale il 2 dicembre 2016 e le cui principali novità sono state presentate direttamente alla cittadinanza nel corso di 4 incontri pubblici organizzati nel mese di marzo. Ad oggi, sono circa 200 le autorizzazioni - composte da titolo autorizzativo da conservare e dal contrassegno da esporre nel mezzo autorizzato in posizione ben visibile, nei casi previsti dal Regolamento - in attesa di essere ritirate presso l'Ufficio Mobilità e Traffico di Largo Tappia: il personale dell'ufficio ha nei giorni scorsi iniziato a contattare telefonicamente i titolari delle autorizzazioni, per sollecitarne il ritiro nel più breve tempo possibile. Per i residenti le nuove autorizzazioni avranno una validità di 5 anni, rinnovabile per altri 5 anni.

L'ufficio Mobilità e Traffico sito in Largo Tappia è aperto al pubblico il lunedì, il mercoledì e venerdì dalle ore 10 alle ore 13 e il martedì e giovedì dalle 16 alle 18. Ulteriori informazioni sono disponibili nell'area dedicata del sito istituzionale bit.ly/Ztl_Lanciano e allo 0872707305.


La Ztl è attiva nel quartiere Borgo con chiusura al traffico non autorizzato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 da lunedì al venerdì; sabato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 del lunedì successivo. Nel quartiere Lancianovecchia chiusura al traffico non autorizzato dalle 13 alle 16 e dalle 20 alle 9, tutti i giorni.

 

I Sindaci dei Comuni di Gamberale, Villalfonsina, Villa Santa Maria, Borrello, Pennadomo, San  Salvo, Castiglione Messer Marino chiedono chiarezza  e di  procedere ad un  approfondimento “serio” in merito alla procedura utilizzata per l’avviso di selezione pubblicato dalla SASI SpA.

Tenuto conto - si legge nella nota stampa-  di quanto già segnalato con una nota dal Consigliere Regionale Mauro Febbo in  merito al mancato rispetto di quanto previsto dal Decreto Madia in tema di assunzione del  personale, che risulta essere vietato se prima non si procede alle verifiche di lavoratori dichiarati  eccedenti a seguito della ricognizione obbligatoria ai sensi del decreto 175/2016, i sottoscrittori, i sindaci, ritengono auspicabile procedere ad una verifica ulteriore per evitare che si possano creare  situazioni paradossali.

Ci riferiamo al fatto che presumibilmente il bando abbia lo scopo di coprire  delle lacune in termini numerici di vari profili aziendali e pertanto attualmente la società ha  necessità di procedere proprio per colmare tali lacune. Appunto per questo si chiede una più attenta  valutazione di quanto segnalato dal Consigliere Regionale Febbo per evitare che si possa aprire una  fase di ricorsi che addirittura innescherebbe ulteriori problemi di carenza di personale a discapito  del servizio da rendere. Infatti, se la SASI SpA non è più in grado si sopperire alle lacune di  personale con il ricorso ai contratti a tempo determinato tenuto conto dei limiti imposti dalle norme  e nel caso in cui si aprisse una fase di contenzioso rispetto alla selezione pubblica la domanda che ci  poniamo è la seguente: come potrà garantire in futuro il servizio senza arrecare disagio ai cittadini e  alle imprese a cui è rivolto in prevalenza il servizio? Il CdA ha pensato a tale eventuale ipotesi?  Viste le perplessità sopra esposte, invitiamo il CdA della SASI SpA ad una migliore verifica di  quanto segnalato a tutela del servizio che SASI stessa svolge in favore dei nostri cittadini per evitare  che si possa aprire una lunga fase di incertezza che causerebbe solo disagi ai nostri cittadini.

La scorsa notte i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano e quelli della locale Stazione, nell’ambito di uno specifico  dispositivo finalizzato al contrasto dei reati contro il patrimonio, hanno tratto in arresto, per  furto aggravato in flagranza, un 51enne locale sorpreso a  rubare all’interno di un’abitazione sita in zona Villa Stanazzo.

 L’uomo, anch’egli residente nella medesima zona, si era introdotto,  forzando una finestra posta sul retro, in un’abitazione al momento disabitata,  essendo  l’anziana proprietaria defunta appena due giorni fa, e si era impossessato di diversi monili in oro, di alcuni orologi e di una piccola somma di denaro. 

I Carabinieri, allertati da alcuni vicini che avevano udito dei rumori, giunti sul posto con immediatezza,  hanno beccato il ladro ancora all’interno dell’abitazione e con il bottino nelle tasche. Per Maurizio Rapino, 51 anni, è quindi scattato l’arresto in flagranza di reato; la refurtiva, per un valore di circa 500 euro è stata tutta recuperata e restituita ai familiari della defunta proprietaria. Nel pomeriggio di oggi si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto presso il Tribunale di Lanciano nel corso della quale,  a carico del RAPINO,  è stata applicata la misura cautelare in carcere in attesa del processo per direttissima.

Con delibera di C.C. del 29.11.2013 l’Amministrazione Pupillo ha deciso di non applicare la TARES e di prorogare la TARSU già in vigore per l’anno 2012, con aggravio degli oneri differenziali a carico dei contribuenti ( aumentandola del 19% per le utenze domestiche e del 33% per le utenze non domestiche), al fine di perseguire il conseguimento della copertura integrale dei costi di gestione del servizio. In realtà il legislatore aveva riconosciuto alle Amministrazioni locali la possibilità di disciplinare il prelievo tributario con lo stesso regime impositivo (TARSU) in vigore nel 2012; con esplicito DIVIETO, però, in caso di reiterazione della TARSU, di aggravio, a carico degli utenti.

I costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo dovevano essere attinti dalla fiscalità generale. Il tutto al fine di evitare ( a favore dei cittadini),  un incremento della TARSU prorogata per il 2013.

Tesi sostenuta, carte alla mano, dalle Commissione Tributarie Provinciale e Regionale e dallo stesso Consiglio di Stato a cui fanno espresso riferimento nelle sentenze notificate al Comune. Questa scelta fatta ha praticamente determinato un introito aggiuntivo pari a oltre 900.000,00 €. La problematica è stata ripetutamente evidenziata dai Consiglieri di minoranza nei vari Consigli Comunali quando vennero presentati i piani finanziari TARSU/TARES  e viceversa.

In particolare nel consiglio comunale del 19 ottobre 2016 fu  posto una interrogazione puntuale sull’argomento chiedendo se ci fosse l’intenzione di rimborsare i cittadini che non avevano adito la Commissione per non sottoporsi ai relativi costi.

Questo interrogativo è rimasto senza risposta è stato riproposto oggi in conferenza stampa a Lanciano, da tutta l’opposizione unita più che mai, nel chiedere che il comune ridia ai cittadini il “maltolto” hanno affermato questa mattina con un coro unanime Tonia Paolucci, Grazielle di Campli, Angelo Palmieri, Riccardo Di Nola,  Roberto Gargarella, Paolo Bomba, Angelo Palmieri e Gabriele di Bucchianico.

Oggi più che mai, si legge nella nota stampa, con cognizione di causa alla luce delle sentenze delle Commissioni già citate. Sentenze queste notificate all’Ente non sono mai state rese note  ai Consiglieri Comunali, ma la cosa più grave è che davanti alla Commissione Tributaria Provinciale l’Ente addirittura non si è costituito. Siamo di fronte ad una situazione oggettivamente incresciosa  e considerata la superficialità, la noncuranza e la incapacità di programmazione con le quali l’Amministrazione Pupillo- continuano i consiglieri di opposizione, si è posta nei confronti di tale grave, gravissima realtà, noi chiediamo che questa maggioranza si adoperi concretamente per trovarne rimedio.

Deve provvedere in tempi brevi a restituire le somme versate e non dovute a titolo di TARSU per l’anno 2013. Ad oggi ci saremmo aspettati che avessero quanto meno provveduto in qualche modo in questa direzione. Visto che non l’hanno fatto né manifestano intenzione in tal senso suggeriamo, per l’amore che ci lega ai nostri cittadini l’apertura di uno sportello che provveda a soddisfare questo dovere e che per il futuro agisca da facilitatore o da mediatore nelle controversie di qualsiasi natura quindi anche tributaria tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione.

Per questo si invitano tutti cittadini, seguendo l’esempio di Francesco Paolo D’orsogna il primo a dare battaglia sulla “anomalia”, a presentare istanza di rimborso per la TARSU 2013.

Sarà solo di poche ore il disagio, inevitabile, per alcuni popolosi quartieri di Lanciano che domani 26 ottobre, dalle 13.30 alle 17.30, rimarranno con i rubinetti a secco. La sospensione della fornitura idrica da parte della Sasi dipende dai lavori di rifacimento della rete in Corso Bandiera. L'interruzione è necessaria per consentire i collegamenti della nuova condotta idrica. Queste le strade interessate dal provvedimento:

Viale Cappuccini (dalla Chiesa di San Pietro in giù) Via Martiri 6 Ottobre, via Rosato, Largo Santa Chiara, Via Ferro di Cavallo, le Vie Miscia, Don Minzoni, Del Mancino, Santo Spirito, Del Verde, Osento, Ciriaci, Via De Pasqua, Via Per Fossacesia, San Giovanni da Capestrano, le Vie Dell'Aventino, Aterno, del Pescara, del Feltrino, Trigno, via Caduti di Nassiriya, viale Rimembranze, Piazza Unità d'Italia, Via De Creccio, Via Veneto e relative traverse, Via degli Abruzzi,, Via Renzetti, Via Monte Maiella, le Vie Fiume, Isonzo, Piave e traverse. Via del Mare e traverse, Olmo di Riccio, Torre Sansone, Via Dalmazia e traverse, Via Mario Bianco, Via Romagnoli, Via Cesare Battisti e Via Fabio Filzio con le relative traverse.

La straordinaria giornata di ieri rimarrà nella storia di Lanciano per tanti motivi. Per la prima volta il Consiglio si riuniva senza Pino Valente, il nostro Vicesindaco e grande amico di Lanciano e dei Lancianesi che tanti sforzi ha prodotto nell'interesse della nostra comunità. Le parole con cui il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ha voluto ricordare nella più importante sede civica della Città il suo esempio di uomo e amministratore, resteranno scolpite nei cuori di tutti noi. L'annuncio del finanziamento di 1 milione di euro per completare la riqualificazione del Parco pubblico “Villa delle Rose” è stato il miglior modo di ricordare l'amministratore e politico a servizio della Comunità Pino Valente: con i fatti, oltre che con le parole. Proprio Pino da Assessore ai Lavori Pubblici appena insediato nel secondo mandato aveva voluto fortemente e tempestivamente avviare la riqualificazione per il lotto che competeva al Comune di Lanciano, con un finanziamento di 300.000 euro destinati alla demolizione e ricostruzione della gradinata. Un chiaro segnale alla Città, per un'opera strategica che insieme all'avvio dei lavori per il Corso cambierà il volto del centro di Lanciano per un investimento complessivo sul centro di Lanciano di 2,5 milioni di euro. La riqualificazione del Parco infatti riguarderà un'area importante della Città, che con Pino avevamo immaginato il polmone verde di Lanciano, un luogo aperto a tutti, pulito e accogliente, con una pista ciclabile nell'anello dell'ex ippodromo che potesse aumentare i chilometri regalati alle persone e sottratti alle auto: un vero e proprio Parco pubblico, di tutti quindi, senza barriere o cancelli. Siamo davvero felici di aver posto le basi per un intervento così importante, che verrà realizzato grazie all'impegno mantenuto dalla Regione e dal Presidente Luciano D'Alfonso. Lo ringrazio per la vicinanza nei fatti, oltre che con le parole: non solo per aver lavorato insieme a noi per cambiare Lanciano in meglio, ma anche per aver raccolto il mio invito a dotare tutti i luoghi del sapere gestiti dalla Regione Abruzzo della collana La Cultura dell'Anima della Casa Editrice Carabba di Lanciano. La nostra città è al centro della scena politica regionale come mai prima d'ora, grazie a questa Amministrazione che da 6 anni governa la città nell'unico interesse collettivo del bene della nostra Comunità.

 

 

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