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Ancora un decesso in strada, era già accaduto prima di Natale, questa volta nel quartiere Olmo di Riccio a Lanciano.

Intorno alle 12, 40 di questa mattina un uomo anziano, molto conosciuto nella zona perché si recava presso le famiglie con malati in casa per portare loro il conforto della Comunione, residente a Santa Giusta si è accasciato al suolo e purtroppo li è rimasto fino all’arrivo dei sanitari che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto ancora i Carabinieri che stanno procedendo alla restituzione della salma alla famiglia.

Poco dopo sul posto è giunta la moglie avvertita della improvvisa tragedia.

Sono passati 8 anni dall’operazione “Spiderman” che portò Lanciano a salire alla ribalta della cronaca nazionale  per un presunto traffico illecito di rifiuti  dal quale scaturì l’arresto di otto persone. Quella mattina gli elicotteri che sorvolavano la città li sentirono tutti, furono gli uomini del  NOE ad eseguire gli arresti, non solo a Lanciano, ma su tutto il territorio nazionale.

Le indagini  furono affidate alla Procura di Lanciano, dove, sempre secondo l’accusa, si sarebbe trovata una discarica regolarmente autorizzata, indicata come il centro nevralgico dell'intera organizzazione criminale.
Le accuse erano di quelle pesanti: associazione per delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, falso in attestazioni analitiche e certificazioni ambientali, falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e frode processuale.
Un affare grosso, i tg nazionali aprirono con la notizia in prima pagina eppure, il 17 gennaio scorso a distanza di tanto tempo tutte le accuse sono decadute e tutti gli indagati sono risultati essere innocenti in quanto il tribunale di Lanciano ha stabilito che il fatto non sussiste.

Anni da incubo per Annalinda Di Paolo, titolare di Sistema 2000, la ditta che si occupa di intermediazione per lo smaltimento dei rifiuti, che si trovò catapultata in una vicenda che lei stessa non riusciva a capire. "

Venti giorni agli arresti domiciliari, una vita di sacrifici frantumatasi in poche ore e la voglia fin dal primo momento di dimostrare la sua innocenza. La giustizia ha trionfato, si legge nella sua bacheca Fb,  quella giusta, che legge gli atti processuali e che cerca la verità. Che dire? Sono felice".

 Questa mattina abbiamo incontrato la Di Paolo ,una donna forte, che ha combattuto contro i mulini a vento, che ha rifiutano il patteggiamento, "ero certa della posizione", ed anche combattuto contro il tempo che rischiava di far passare il processo  in prescrizione.

“Ringrazio chi ha creduto in me: il mio avvocato Vittorio Supino, i clienti che mi hanno continuato a dare fiducia, i giudici che hanno, alla fine, compiuto onestamente il loro lavoro, i parenti, gli amici e i miei figli. Ringrazio anche i nemici, quelli che hanno fatto si che si incardinasse questo procedimento che mi ha tolto la serenità. E grazie anche a loro che ho trovato la forza di reagire e combattere per dimostrare che ero innocente con orgoglio e dignità attraversando tanti brutti momenti per i quali non mi ripagherà mai nessuno. L’unico rammarico- conclude la donna- è scoprire che ci sono persone che ignorano questa sentenza, aggrappandosi ancora alle accuse di otto anni fa ed ignorando, in malafede, che la mia più totale ed assoluta innocenza”. (C.Lab)

I racconti popolari narrano che ne 1749 a Castel Frentano, per realizzare una nuova Chiesa dedicata al patrono Santo Stefano, una catena di cittadini spinti dal desiderio di realizzare un tempio degno, trovati i fondi, trasportarono, passandoli di mano in mano i mattoni dall’antica Fornace di Crocetta, che dista 2 chilometri e mezzo dal paese.

Una fornace storica quindi, appartenuta alla famiglia Cirulli Crocetta e che nel corso degli anni ha dato lavoro a tanti castellini ma che era chiusa dal 1987, dichiarata fallita 10 anni dopo, nel 1996 e da allora, affidata al tribunale che ne avrebbe dovuto gestire la vendita e lo stato dei luoghi. Ed invece il nulla, tutta l’area ha sostato nel degrado più assoluto per 30 anni, con la vegetazione che aveva invaso tutti i capannoni dismessi, i topi e la spazzatura ovunque ed uno spettacolo indegno per chi passando di li, verso Guardiagrele, con il trascorre dei decenni si chiedeva cosa mai fosse tutta quella bruttura. Le nuove generazioni non sanno che quella era una fornace storica, non l’unica della zona, basta pensare a quella di Santa Liberata della famiglia Testa di Lanciano.

Ora finalmente dopo 31 anni, grazie all’impegno profuso dal sindaco di Castel Frentano Gabriele D’angelo si è potuta scrivere la parola fine alla vicenda. “Mi sono rivolto al giudice, ha dichiarato il sindaco, che ha accolto la mia richiesta ed ha provveduto a nominare un nuovo curatore fallimentare, che con un anno e mezzo ha finalmente risolto la questione”

Maurizio Pocetti, il curatore fallimentare, ci ha spiegato come tutta l’area era stata valutata negli anni della chiusura oltre 4 miliardi delle vecchie lire, si era provveduto solo alla rimozione di alcune parti in eternit, e si erano vendute le attrezzature all’interno. Oggi i capannoni sono stati stimati avere un valore, dal tecnico nominato da Pocetti, Alfonso Tupone, di circa 300 mila euro.

Quattro imprenditori della zona hanno acquistato gli spazi, quattro imprenditori del settore alimentare manufaturiero che sapranno sicuramente, ha detto il sindaco D’Angelo, dare un valore al rilancio sociale del territorio. Ci auguriamo possano creare nuove possibilità di lavoro, continua il sindaco, quel che è certo che la zona non verrà destinata ad un centro di raccolta rifiuta, come si era temuto anni fa.

Un risultato fortemente voluto da questa amministrazione che con caparbietà ha risolto una storia che andava avanti da troppo tempo e che ha restituito dignità ad una intera zona sulla scia del recupero della vecchia stazione ferroviaria di Crocetta che, anche grazie al contributo dell’allora presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo, ripulì i luoghi spostando i vecchi vagoni che giacevano li in balia del tempo e delle intemperie.(C.Lab)

 

 

Questa mattina a Pescasseroli, presso la sede del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise”, Generale B. Ciro Lungo, alla presenza del Presidente dell’Ente, Antonio Carrara, e del Direttore del Parco Nazionale della Majella, Oremo Di Nino, ha sottoscritto il disciplinare di partecipazione alla Rete di Monitoraggio dell’orso bruno marsicano delle Regioni Abruzzo e Molise.

Si tratta di un passaggio importante, che formalizza la partecipazione dei Carabinieri Forestali alla rete di monitoraggio costituita nelle due Regioni e consente di avere una copertura del territorio capillare, anche  nei territori fuori dalle aree protette.

L’istituzione della Rete di Monitoraggio per l’Abruzzo e il Molise (RMAM) ha lo scopo di attuare un monitoraggio di base attraverso la raccolta di dati affidabili, robusti e confrontabili a livello spazio-temporale per colmare le lacune attualmente esistenti riguardo la presenza e distribuzione dell’orso nelle due regioni. Gli obiettivi  del monitoraggio sono:

raccogliere e analizzare i dati di presenza della specie a oggi disponibili;  rilevare la presenza della specie;  effettuare il riconoscimento degli individui presenti attraverso l’analisi genetica di campioni di peli e/o escrementi ed eventualmente attraverso le marcature individuali;  rilevare la presenza di individui di sesso femminile e gli eventuali gruppi familiari;  rilevare la ricorrenza negli anni della presenza dei diversi individui genotipizzati;  rilevare la presenza/insorgenza di conflitti con le attività antropiche;  permettere un aggiornamento periodico della cartografia di supporto al PATOM al fine di renderla coerente con la situazione reale.

La Rete di Monitoraggio ha preso l’avvio da un’iniziativa di collaborazione tra Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio, Molise e Parco Nazionale della Majella e si sta strutturando a seguito del documento approvato lo scorso anno dall’autorità di gestione del PATOM.  Il gruppo tecnico di coordinamento è costituito, oltre che dai 2 Parchi anche dalle Regioni Abruzzo e Molise e alla rete partecipano le aree protette regionali interessate dalla presenza dell’orso.

L’iniziativa ripercorre le tracce di quella realizzata direttamente dalla Regione Lazio, con la quale si coordina, con l’obiettivo di realizzare in futuro un’unica rete di monitoraggio.

La firma di questa mattina formalizza una collaborazione con i Carabinieri Forestali che  è già in atto da tempo e che negli ultimi due anni ha consentito al primo nucleo della rete, costituito dai tecnici del PNALM e della Majella, di poter verificare tutte le segnalazioni di orso anche fuori dai 2 Parchi, grazie al raccordo  garantito dalla Centrale Operativa del 1515 che le  ha raccolte e smistate. 

Dichiara il Gen. Ciro Lungo: “Grazie al decisivo impegno dei Carabinieri Forestali, questo importantissimo strumento di tutela e gestione della specie potrà essere alimentato con continuità e dispiegare la sua utilità in tutto l’areale dell’orso bruno marsicano, anche al di fuori dei Parchi Nazionali”.

“La rete di monitoraggio – dichiara il Presidente Antonio Carrara - è un’iniziativa necessaria, un altro tassello importante del lavoro che stiamo facendo per la conservazione dell’orso che colma un vuoto che si protrae da troppo tempo. Si rafforza, inoltre, una collaborazione con i Carabinieri Forestali, la cui presenza capillare sul territorio, anche fuori dalle aree protette, è preziosa per la crescita e l’espansione dell’orso bruno marsicano”.

Dichiara il Direttore Oremo Di Nino: “La sottoscrizione del protocollo è una concreta attuazione di un’azione prevista dal PATOM, che ha avuto il consenso anche da parte dell’ADG, perché attraverso la Rete di Monitoraggio gli Enti coinvolti potranno dare un significativo apporto a monitorare l’areale dell’orso marsicano all’interno dei territori del PNALM, della Majella e degli areali esterni”.

In Abruzzo la campagna antinfluenzale, che avrebbe dovuto concludersi il 15 gennaio scorso, proseguirà fino al prossimo 15 febbraio. La decisione è stata assunta dal Dipartimento per la Salute e il Welfare della Regione, sentiti i responsabili dei Servizi di igiene e sanità pubblica delle Asl, i responsabili delle unità operative di malattie infettive, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Si è stabilito di prolungare il periodo in cui sottoporsi a vaccinazione alla luce dei dati nazionali e regionali sulla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali contenuti nel rapporto InfluNet (elaborato dall’Istituto superiore di Sanità) e dell'andamento epidemiologico previsto. Gli ultra 65enni e tutti coloro - di qualunque età - appartenenti alle categorie a rischio possono dunque ancora rivolgersi agli ambulatori dedicati alle vaccinazioni della Asl di residenza, nonché ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta. Secondo Influnet, l'inizio del nuovo anno è stato caratterizzato da un numero di casi di influenza più alto degli ultimi anni: l’incidenza nella prima settimana del mese di gennaio è stata pari a 13.11 casi ogni mille abitanti, contro i 10 della scorsa stagione. La trasmissione del virus dell'influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell'influenza. (REGFLASH) 

Una rapina che ha visto coinvolto il paese, i Carabinieri non sparano per paura di colpire i bambini per le strade.

E’ accaduto questa mattina presto a Torino Di Sangro quando, due uomini, all’orario di apertura del locale ufficio postale, hanno atteso la direttrice e, minacciandola con una pistola, l’hanno costretta ad aprire la cassaforte. La donna nonostante l’arma puntata addosso è riuscita ad azionare l’allarme che ha immediatamente fatto scattare l’intervento degli uomini dell’arma giunti sul posto quando i ladri erano ancora intenti a svuotare la cassaforte.

Abbandonato il bottino si sono dati ad una fuga rocambolesca per le strade del paese, esplosi anche alcuni colpi in aria, ma vista la presenza dei bambini in attesa dello scuolabus i militari hanno dovuto desistere per tutelarne l’incolumità.

 I rapinatori sono riusciti così a dileguarsi, senza bottino, ma lasciando una intera comunità sotto shock. (Redazione)

La "short" list delle città capitali della cultura europea è stata resa nota ieri dal Mibact, il ministero della cultura italiano e sono: Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso
 Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, si legge dal sito,  annuncia le dieci città che si contenderanno il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020.
Le città della short list arrivano in finale superando le altre 21 candidate al bando dello scorso maggio e ora dovranno presentare il proprio progetto nel corso delle audizioni della Commissione presieduta da Stefano Baia Curioni. La città vincitrice potrà rappresentare per un anno la nuova offerta culturale e turistica nazionale, attuando il proprio progetto grazie al contributo statale di 1 milione di euro. 
L’iniziativa, istituita con la Legge Art Bonus per il periodo 2015 – 2018 per valorizzare la progettualità delle candidate italiane a Capitale Europea della Cultura 2019 e divenuta stabile con la Legge di Bilancio 2018, è volta a sostenere e incoraggiare cartelloni di eventi e attività capaci di far recepire in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.
Il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020 sarà assegnato, come di consueto, nell’ambito di una cerimonia pubblica nella sede del Ministero, a Roma, in via del Collegio Romano 27, oggi, 16 febbraio alle ore 11.00 alla presenza del Ministro Dario Franceschini.

Il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, che ha sempre specificato come la la selezione fosse difficilissima, dalla sua pagina istituzionale su Fb scrive: ...noi chiudiamo questa avventura con il sorriso e con la ricca eredità di un progetto condiviso e partecipato che, come detto più volte, al di là del risultato sarebbe stato il nostro Piano Regolatore Generale della Cultura dei prossimi anni. E poi svela, in primavera ci attende una notizia importante per Lanciano e la nostra offerta artistico culturale: al momento non posso ancora svelare di cosa si tratta, ma sarà il primo passo concreto verso l'attuazione e la realizzazione dei punti cardine del dossier presentato per la candidatura.

La pista ciclabile di viale Cappuccini, al pari della ztl in corso Roma e della ormai famosa pista di via del Mare, non convince ed oggi, a due giorni dalla presentazione dell’associazione di chi invece difende a spada tratta la mobilità alternativa e che ha fondato “LaveNum”, si è costituita l’associazione culturale Viale Cappuccini.

Il primo atto è una raccolta firme per contrastare il progetto e, i sui soci fondatori Armando Palmieri, Franco Di Bucchianico, Giacomo Bona, Alessandro Falconio e Antonio Di Menno Di Bucchianico mossi da “un atto di civiltà verso il proprio quartiere", annunciano battaglia.

La  maturità di una comunità, si legge nella nota stampa,  in termini di crescita complessiva, culturale ed economica, devono trovare riscontro nella capacità di conoscere ed appropriarsi di tutte le potenzialità che offre il territorio. Ciò implica una conoscenza adeguata di tutto il fabbisogno dei tessuti sociali, una  partecipazione attiva alla vita di comunità, soprattutto consapevoli che spesso le programmazioni dettate super partes non  rispondono alle esigenze primarie e reali della comunità stessa.

Per tale ragione in seguito all’ inconfutata e pubblicizzata volontà, da parte della Amministrazione di Lanciano, di costruire un percorso ciclabile lungo la strada dei viali Cappuccini, interessati dal progetto stesso e con esso mossi dal senso di appartenenza alla comunità del quartiere di nascita di San Pietro, abbiamo fondato l’ Associazione “ Viale Cappuccini”.

L’associazione, si apprende,  è un segno di partecipazione attiva concreta e soprattutto democratica che raccoglie ora le perplessità e l’opposizione, davvero partecipata considerato il numero elevato di firme raccolte, alle gravi criticità rappresentate dall’esecuzione di una pista ciclabile sul viale Cappuccini. 

 

Con la possibilità all’interno di tale associazione di condividere e capire le appropriatezze e le conoscenze tecniche grazie ad esperti qualificati presenti nella nostra comunità per eseguire opere pubbliche di tale portata, e con la consapevolezza delle effettive esigenze della nostra comunità, ciascuno nel proprio vissuto quotidiano, vogliamo partecipare e possiamo partecipare alle scelte che riguardano il nostro territorio. Portavoce anche dei problemi reali quotidiani vissuti da chi giornalmente si trova percorrere via del mare o da chi ci vive, che seppur contraria, nonostante le oltre 2000 firme contro, ha subito la scelta di una pista ciclabile, portavoce degli affanni di un territorio che non cresce unito, rappresentiamo una volontà di ritrovare le competenze adeguate, le professionalità specifiche, l’unità in una comunità che trovi una propria identità nel rispetto del proprio territorio e delle sue potenzialità.

Non manca né all'Associazione né ai cittadini firmatari la sensibilità ambientale tesa al miglioramento della qualità della vita né sussistono posizioni aprioristiche contrarie alla costruzione di piste ciclopedonali o opere pubbliche affini, crediamo diversamente in una VERA PARTECIPAZIONE, apartitica, ma che delinei  i programmi con appropriatezza, legalità e trasparenza. Renderemo note, concluse l'associazione,  a tutti presto le ulteriori posizioni in merito del nostro gruppo.. Propositivi e attenti confidiamo in una partecipazione condivisa anche con tutte le autorità competenti del Ministero di riferimento, della Prefettura e della Regione e in particolare con la nostra Amministrazione.

Le firme verranno raccolte presso: e firme vengono raccolte : Bar Micolucci; Forno Di Florio San Pietro; Barbecue San Pietro; Edicola Massimini San Pietro; supermercato Tigre San Pietro; Bar Civico83 San Pietro; Alimentari Antonietta San Pietro; Alimentari Antonio Nasuti via martiri VI ottobre; Bar Santa Chiara in corso Roma; Eurocolor Zona Industriale.

 

 

L’acquisizione da parte del Gruppo Grigi, di Bastia Umbra (Perugia) del ramo commerciale di Dell'Aventino Mangimi, di Fossacesia, è stata al centro di un incontro che si è tenuto negli uffici dello stabilimento nella zona Pedemontana.  Alla riunione presenti l’amministratore dell’azienda Nereo Dell’Aventino, i sindaci di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, di Santa Maria Imbaro, Maria Giulia Di Nunzio, di Mozzagrogna, Tommaso Schips (accompagnato dal consigliere Pietro Simigliani)e di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli. Il tavolo è stato sollecitato dai sindaci per ricevere dall’azienda garanzie sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali nel sito sangrino, attivo dal 1989 e dotato di macchinari altamente tecnologici e nel quale operano circa 40 maestranze specializzate, lavoratori qualificati, che hanno contribuito al successo del marchio dell’Aventino nei cinquant’anni della sua storia a livello nazionale e internazionale. Una professionalità riconosciuta dalla stessa Grigi, che considera d’importanza strategica l’operazione in termini di volumi e di fatturato. L’acquisizione del ramo commerciale, come ha avuto modo di spiegare Nereo Dell’Aventino, consentirà alla Grigi di conquistare nuove e più appetibili posizioni di mercato, che permetteranno alla società umbra di consolidare ulteriormente la sua leadership nel settore della zootecnia. Resta aperta la trattativa per l’acquisto del sito di Fossacesia da parte di un altro marchio italiano, che pur confermando la permanenza dello stabilimento nel Sangro, potrebbe prevedere il ricorso alla mobilità per alcuni dipendenti. Una prospettiva sulla quale la Dell’Aventino sta lavorando per cercare altre soluzioni. I primi cittadini hanno ribadito la richiesta di mantenere gli attuali livelli occupazionali.

Una nuova scuola dell'infanzia in legno, antisismica, su un unico piano, che produce energia e sfrutta a pieno la luce naturale. Il progetto è stato presentato questa mattina nell'area dove verrà realizzata, vicino il parcheggio del Palazzetto dello Sport, nei pressi della Scuola Elementare “Rocco Carabba”, dove sono stati appena ultimati i lavori di miglioramento sismico per 800.000 euro.

La nuova scuola sorgerà su un terreno di proprietà comunale, in un'area che insiste tra la “R. Carabba” e via Decorati al Valor Militare; si tratta di circa 630 metri quadrati calpestabili che si sviluppano su un solo piano, con accesso pedonale direttamente dall'ampio parcheggio antistante il Palazzetto dello Sport. L'assenza di scale e ulteriori piani dà ulteriori garanzie in termini di sicurezza, oltre che di assenza totale di barriere architettoniche. La scuola ospiterà 90 bambini dai 3 ai 6 anni in tre classi ampie e spaziose da 66 mq l'una, con servizi igienici riservati per ogni aula, spazi riservati agli insegnanti, una “piazza” dove verranno svolte le attività comuni e un ampio refettorio, con riscaldamento a pavimento. Il progetto, redatto dallo Studio Ucci Architetti di Lanciano, ha recepito gli indirizzi dell'Amministrazione sul materiale di costruzione, il legno, e l'eco-sostenibilità della struttura: la scuola verrà disposta in modo da massimizzare l'apporto della luce naturale, con ampie vetrate e infissi in grado di regolare il flusso di luce e calore. All'interno verrà realizzato uno spazio di 16mq denominato “giardino” con alberi e verde delimitato da ampie vetrate su tre lati per illuminare l'area centrale interna della scuola, dove si trova l'area denominata “piazza” nel progetto. Il tetto, in struttura micro metallica con cappotto termico di lana di roccia da 14cm, ospiterà pannelli fotovoltaici in grado di produrre energia per 15kw che verrà immessa in rete per compensare la spesa energetica della struttura; l'edificio poggerà su pilastri e telai di legno lamellare che verranno rivestiti completamente di un cappotto termico di 8cm in lana di roccia. La strada di accesso pedonale sarà in lieve pendenza, non superiore comunque all'8% per l'accessibilità a tutti, collegata all'ampio parcheggio del piazzale del Palazzetto dello Sport.

La realizzazione della nuova scuola, che contiamo di inaugurare a settembre 2019 con l'inizio dell'anno scolastico 2019-2020, risponde alle esigenze di un comprensorio e agli obiettivi di questa Amministrazione che lavora ogni giorno per fare di Lanciano una città di servizi d'eccellenza. Questa è la nostra risposta: messa in sicurezza del patrimonio scolastico già esistente, con una progettualità di 5 milioni di euro, di cui 3,2 milioni già finanziati, la maggior parte in corso e in via di ultimazione e una nuova scuola al passo con i tempi sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale che della sicurezza per i bambini e i lavoratori.

Il progetto esecutivo è stato approvato pochi giorni fa, a febbraio la Centrale Unica di Committenza pubblicherà il bando dell'appalto del primo lotto di lavori da 900.000 euro che verrà assegnato in base al criterio dell'offerta migliorativa, non solo al massimo ribasso economico. Questo perché intendiamo costruire una scuola di qualità, accogliente nei minimi dettagli: con il secondo lotto di lavori da 180.000 euro verranno completate quelle opere accessorie ma ugualmente importanti, come l'arredo del giardino esterno con giochi, la recinzione, il sistema di allarme e così via. Contiamo sull'avvio dei lavori a giugno 2018, così da stimare in 14 mesi il termine dell'opera che vogliamo mettere a disposizione della cittadinanza e della scuola a partire da settembre 2019.

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