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I Comuni ( Altino, Archi, Atessa; Casalbordino, Cupello, Furci, Gissi, Monteodorisio, Pollutri, San Buono; San Salvo, Scerni, Villalfonsina, Scerni, Torino di Sangro e Vasto) che dalle 8.30 di questa mattina sono rimasti senza la fornitura idrica, con i rubinetti a secco, riavranno, così come annunciato ieri sera dalla Sasi, l'acqua nelle ore serali. Bisogna solo aspettare il tempo necessario a riempire i serbatoi. Il disagio è stato dovuto a un guasto che si è verificato lungo l'acquedotto Verde, nella tratta Casoli-Scerni-Vasto, che ha richiesto l'intervento urgente e tempestivo dei tecnici. Il guasto è stato riparato entro i tempi previsti, si è lavorato senza sosta proprio per evitare il protrarsi di una situazione di difficoltà e per ripristinare il servizio nei tempi garantiti. “Guasti di questo tipo non sono facili da prevedere e quindi, quando si verificano c'è chi inevitabilmente ne subisce le conseguenze – sottolinea il Presidente Gianfranco Basterebbe – stavolta a farne le spese sono stati Comuni già pesantemente colpiti dall'emergenza delle scorse settimane e che più di altri hanno patito l'assenza di servizi essenziali. Noi, tengo a ribadirlo, abbiamo lavorato anche allora in condizioni difficilissimi per cercare di ridurre il più possibile i disagi. Comunque i tempi di intervento sono stati rispettati e questa sera tutti i Comuni riavranno l'acqua”.

Arriva da Tania Campea geologo abruzzese dell'Aigae una innovativa proposta in merito all'area dove sorgeva l'Hotel Rigopiano, distrutto, cancellato dalla violenza di una slavina. Una tragedia costata la vita a 29 persone. “Che la zona dove sorgeva l’albergo di Rigopiano venga trasformata, anche per rispetto nei confronti di chi non c’è più, in un’area di conservazione della memoria. Una memoria delle persone, ma direi anche un' area di conservazione della memoria geologica . Sarebbe bello che quel luogo potesse diventare un museo della geologia a cielo aperto con sentieri della memoria in grado di raccontarci l’evoluzione di quel paesaggio, la geomorfologia del territorio”.  Per la Campea, come per molti suoi colleghi, solo la conoscenza, l'educazione ambientale con la narrazione del territorio possono aumentare i livelli di sicurezza. “I sindaci devono comprendere che il turismo ambientale aumenta l’economia locale, è una ricchezza e tutela il territorio che deve essere sicuro. Non dobbiamo avere paura della montagna – sottolinea ancora la Campea - il Gran Sasso non uccide anzi ha rappresentato pagine molto importanti della storia italiana e noi Guide Ambientali Escursionistiche le raccontiamo sempre. L’Abruzzo non uccide, gli Appennini non uccidono e non dimentichiamo i borghi , le leggende , il fascino di un territorio pieno di arte e colori  Dobbiamo semplicemente pensare a un turismo responsabile. Gli eventi di queste settimane hanno fatto comprendere che dobbiamo saper fare turismo ambientale ed imparare che non tutto è possibile in ogni stagione. Dobbiamo pensare ad un turismo responsabile basato su una radicale educazione all’ambiente in grado di farci comprendere non solo i cambiamenti in corso ma anche cosa fare e cosa non fare , come comportarci in caso di un’emergenza . Soprattutto dobbiamo amare la natura, conoscerla e raccogliere tutte le informazioni sui posti dove ci stiamo recando . Dobbiamo imparare a convivere con le emergenze, conoscere territori. Dobbiamo pensare che conoscere è meglio del non conoscere. Se conosciamo le peculiarità ambientali di un territorio possiamo anche vedere la sua evoluzione e prevederne la vulnerabilità” . Tania Campea ha rimarcato l'importanza di portare nelle scuole l'Educazione Ambientale. “In Abruzzo lo facciamo – prosegue la geologa interrogandosi anche su quanta attenzione c'è per le scuole in Italia - Solo il 9 per cento degli edifici scolastici italiani è stato adeguato sismicamente, parliamo di circa 382 edifici scolastici, mentre gli interventi di efficientamento energetico sono stati ben 1690 su tutto il territorio nazionale. Ma a che serve avere edifici efficienti dal punto di vista energetico ma che potrebbero non essere sicuri? L’educazione ambientale nelle scuole è sempre più necessaria. Nelle scuole portiamo una seria attività didattica basata sul linguaggio dei bambini e dei ragazzi. Ad esempio raccontiamo i rischi attraverso dei giochi e storie sulla vulnerabilità , sulla pericolosità e l’esposizione al rischio ma allo stesso tempo creiamo meraviglia dinanzi al bello ”. Intanto si sta lavorando a una imponente iniziativa in grado di rilanciare l'Italia Centrale, soprattutto l'Abruzzo, le Marche e il Lazio, a precisarlo è il vice presidente nazionale delle Guide Ambientali Filippo Camerlenghi

La retta dei nidi comunali di Lanciano “Il Sorriso” e “L’Arcobaleno” relativa al mese di gennaio 2017 sarà ridotta del 50 per cento. Il provvedimento è stato assunto dall'Assessorato all'Istruzione del Comune di Lanciano alla luce dei gravi disagi causati dalle abbondanti nevicate che hanno interessato la Città dal 5 al 21 gennaio scorso, provocando una prolungata ed eccezionale sospensione delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado di Lanciano, compresi i nidi di infanzia.

“Abbiamo fortemente voluto questo provvedimento per ribadire la vicinanza dell'Amministrazione Pupillo alle famiglie, anche attraverso questa formula di aiuto economico. I genitori dei bambini iscritti ai due nidi di infanzia dovranno pagare il 50% della retta di gennaio, un mese in cui si sono registrati 2 giorni di chiusura totale degli uffici pubblici e 10 giorni di sospensione delle attività didattiche: ringrazio gli Uffici comunali per la collaborazione e la sensibilità dimostrata nel condividere questa nostra scelta a favore degli stessi genitori. Le istituzioni territoriali hanno la consapevolezza dell'importanza della gravità della situazione causata dal maltempo e della necessità di rispondere in modo adeguato, anche e soprattutto con provvedimenti di natura economica”, sottolinea l'Assessore all'Istruzione Giacinto Verna.

Si segnala inoltre che in questi giorni l'Assessorato all'Istruzione sta provvedendo alla consegna di ulteriori arredi scolastici acquistati nei giorni scorsi per un importo di circa 8.000 euro. Si tratta di arredi destinati alle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado di competenza comunale che si vanno ad aggiungere a quelli già acquistati a inizio anno scolastico e successivamente distribuiti secondo le necessità. La spesa rientra nella somma complessiva di 25.000 euro impegnata a settembre con un prelievo dal fondo di riserva.

Anche l'ultima speranza si è spenta, finita insieme al numero ufficiale delle vittime e a quelle poche terribili parole: bilancio definitivo, 29 morti, 11 superstiti tra cui quattro bambini. I soccorritori che hanno lavorato in condizioni indicibili con determinazione, competenza e cuore hanno portato a termine il loro compito. Finito dopo una settimana da quel maledetto 18 gennaio quando la valanga si è abbattuta cancellando in pochi secondi l'hotel Rigopiano di Farindola, inghiottendo vite e progetti, lasciando nella disperazione tante famiglie.Un lavoro di recupero seguito da tutti, soprattutto dai famigliari che ancora credevano in un miracolo che confidavano in un fato buono. Già da ieri però le speranze si erano ridotte mentre cresceva di pari passo la disperazione. E in 29 non ce l'hanno fatta, rimasti imprigionati in quell'inferno di neve e macerie. Tra questi la coppia di parrucchieri di Castel Frentano, Luciano e Silvana che avevano deciso di trascorrere qualche giorno nella tranquillità dell'Hotel Rigopiano prima di ricominciare il lavoro nel loro nuovo e accogliente salone. I loro nomi non sono ancora ufficiali, ma la loro foto che li mostra sorridenti e uniti è già comparsa sugli schermi televisivi insieme a quelle degli altri sfortunati ospiti dell'albergo. Ci sono ancora nomi da dare, ma è questione di ore. Fino all'ultimo nel centro frentano si è pregato, continuando a credere nel miracolo. Poi la resa, di fronte ai numeri inconfutabili di una tragedia che forse poteva essere evitata. Sarà l'inchiesta della magistratura ad accertare la verità e tutti speriamo che si vada davvero fino in fondo che si individuino le responsabilità e non per una mera caccia alle streghe, ma perché è giusto e sacrosanto sapere. Per il rispetto nei confronti di chi non c'è più, per il dolore immenso delle famiglie che hanno vissuto giorni sprofondando in un pozzo senza fine e che ora chiedono giustizia e verità, mentre talk e tg ripetono e ripropongono in un drammatico ritornello, le telefonate di Giampiero Parete al 118, del prof Quintino Marcella. Si continua a vivisezionare parole, frasi e intenzioni. E in effetti a cominciare da quelle accorate richieste di aiuto, anzi da prima che la valanga travolgesse l'hotel, sono tante le incongruenze, le superficialità, la sottovalutazione dell'emergenza neve che cadeva abbondante da giorni e che avrebbe dovuto destare qualche preoccupazione in più anche nella direzione del Rigopiano. “Si chiudono le scuole per ragioni di sicurezza, perché non si chiudono anche gli alberghi quando le situazioni sono oggettivamente difficilissime e gravi?” ha ribadito davanti ai microfoni con lucidità impressionante il padre di Stefano Feniello, il giovane arrivato il giorno prima della tragedia con la fidanzata Francesca Bronzi (che si è salvata) per festeggiare il suo 28esimo compleanno, e che è tra quei 29 che non ce l'hanno fatta. Anche sei nei primi giorni, nella giostra di notizie, di conferme e smentite, il suo nome era comparso tra quelli dei salvati. Una gioia che è durata poco e la mazzata poi è stata ancora più pesante. L'inchiesta andrà avanti, e ci auguriamo, è bene ribadirlo, senza sconti, né perdite di tempo. In queste ore terribili che hanno segnato la fine di ogni ogni speranza, c'è spazio solo per il dolore come quello di Nicola ed Elia, i figli di Luciano e Silvana, niente potrà restituire loro il sorriso, il calore, l'affetto di quei genitori molto speciali. Avranno bisogno dell'affetto di un paese intero per provare ad andare avanti.(p.d.f.)

“Con la violenza della natura ci siamo dovuti confrontare, ma la nostra gente è abituata a lottare. Avanti Abruzzo insieme ci riusciremo a rialzare, non si può tifare e far finta di niente, rispettiamo il dolore della nostra gente”: questa la scritta che campeggiava domenica scorsa allo stadio di Pescara dove i biancazzuri hanno affrontato il Sassuolo e sono stati sconfitti. Pure la batosta calcistica. Ma in questa occasione l'amarezza per aver perso non è così forte, sono altri i pensieri che affollano la mente e il cuore degli abruzzesi e pure dei tifosi, anche degli irriducibili. Sono in quelle parole che invitano alla speranza, che ricordano la forza e la determinazione del popolo abruzzese che spesso ha dovuto fare i conti con le avversità, con una natura non troppo benigna. Le incitazioni calcistiche, gli slogan di rito, gli applausi hanno lasciato posto a un silenzio composto, anche la rabbia e la delusione del risultato sono state contenute in nome di una tragedia che a pochi chilometri continua a consumarsi. Il pensiero di tutti è là, insieme ai soccorritori che mai hanno abbandonato la speranza di trovare ancora qualcuno in vita tra i 17 dispersi, è con il dolore e la disperata attesa dei famigliari che da quasi una settimana sono costretti a convivere con lo stillicidio di notizie, conferme e smentite, in un' altalena tremenda di sensazioni, tra paura e speranza. Il pensiero di tutti è rivolto anche a quella mail finita sul tavolo del presidente della Provincia di Pescara il giorno dopo la tragedia, a quella telefonata del prof. Quintino Marcella non presa nella giusta considerazione, insomma a una serie di fattori che avrebbero condizionato e ritardato i soccorsi, all'inchiesta aperta dalla Procura. E gli interrogativi sono tanti. La tragedia dell'Hotel Rigopiano poteva essere evitata? (p.d.f.)

Il lavoro dei soccorritori continua senza tregua, va avanti in condizioni di estrema difficoltà all'Hotel Rigopiano cancellato dalla furia devastante di una slavina, il numero delle vittime purtroppo sale, sono 12 ora quelli che non ce l'hanno fatta, 11 i superstiti e 17 ancora dispersi. Insieme a questo bilancio che tutti si augurano non diventi più grave aumenta la polemica sui presunti ritardi nei soccorsi, sulle comunicazioni che si sarebbero impantanate, sulla richiesta di aiuto che sarebbe stata ignorata o comunque trascurata. La Procura come è noto ha aperto un 'inchiesta. E solo dopo l'ufficialità di questa decisione, il Form H2O Abruzzo ha scelto di rendere noto una documentazione puntuale e particolareggiata che racconta le condizioni del terreno sul quale è stato costruito l'albergo e fornisce una serie di interessanti elementi e dati. Sui quali discutere e riflettere. “Volevamo aspettare alcuni giorni per rispetto delle vittime e dei soccorritori, ma con l'inchiesta aperta dalla Procura è bene che questa documentazione diventi pubblica – si legge nel comunicato -.In Abruzzo sono decenni che rischi noti vengono ignorati. Per l'area del Rigopiano la prima mappa elaborata dalla Regione Abruzzo che segnalava criticità importanti è del periodo 1989-1991 ed è stata ripresa tal quale e, quindi, confermata dalla Giunta Regionale abruzzese con tanto di delibera il 27/12/2007, la n.1383, con cui è stato adottato il Piano di Assetto Idrogeologico. Le due carte ufficiali mostrano inequivocabilmente che l'hotel Rigopiano è costruito al centro di un'area con colate detritiche, dette conoidi. Sorge, cioè, su un'area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano giù dal canalone a monte dell'albergo. Il fatto che ci fosse una struttura preesistente non vuol dire granché perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi possono essere più lunghi di qualche decina di anni. Un po' come avviene per le piene dei fiumi, ci sono gli eventi che mediamente avvengono ogni 50 anni, quelli più importanti che avvengono ogni 100 anni e poi quelli estremi che possono avvenire ogni 500 anni e che raggiungono aree che sembravano ai non addetti ai lavori tranquille. Le carte del rischio tengono appunto conto – continua la nota -di questa periodicità perimetrando aree sempre più vaste al crescere del tempo di ritorno. I geologi identificano le aree di rischio non solo attraverso gli eventi già noti, riportati nel catasto di frane e valanghe, ma anche e soprattutto basandosi su alcune caratteristiche specifiche del terreno cui ricollegano il tipo di eventi che può verificarsi. E lì questi segnali dovevano essere evidentissimi, tanto che da decenni sono evidenziati sulle mappe ufficiali. D'altro lato, senza conoscere queste carte che oggi divulghiamo, solo interpretando le foto aeree, in questi giorni questo processo lo hanno spiegato benissimo diversi geologi. Ora abbiamo anche le mappe che dicono che gli enti avevano almeno gli elementi conoscitivi. Riportati ufficialmente. Insomma, al momento della ristrutturazione principale avvenuta circa dieci anni fa, che ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco, c'erano tutti gli elementi, sia sul terreno, sia nelle carte, per accorgersi dei problemi. Negli atti del procedimento amministrativo della ristrutturazione dell'albergo sarà interessante verificare cosa vi è scritto, visto che il Decreto 11/03/1988 dal titolo evocativo,Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l'applicazione, obbliga a rilevare anche questi aspetti ed evidenziarne i potenziali effetti”. Per il Forum ci sarebbe stata una grave omissione da parte della Regione Abruzzo che si era dotata di una legge sulle valanghe 25 anni fa, “la n.47/1992, in cui si prevedeva l'inedificabilità per le aree a rischio potenziale di caduta e la chiusura invernale delle strutture preesistenti in caso di pericolo. La mappa in 25 anni non è stata mai redatta. Forse perché crea problemi a progetti infrastrutturali in montagna, anche quelli recentemente messi in cantiere dal Masterplan della Regione Abruzzo?” E nel comunicato si precisa anche che i documenti sono sul sito web della Regione, si possono trovare in pochi minuti. “Stiamo in queste ore predisponendo note ufficiali con tutti i particolari”. Nessuna sorpresa dice il Forum che da tempo ha sotto la lente di ingrandimento la situazione dell'ambiente e le grandi opere. “Tutti giorni in Abruzzo la tutela di cose e persone dal rischio viene dopo i profitti e le grandi opere. Il caso del Rigopiano nasce da un brodo di coltura, con miriadi di casi di opere realizzate in aree rischiose da cui poi emerge la singola tragedia. Vogliamo dire che l'ultimo grande elettrodotto abruzzese, il Villanova - Gissi di Terna, inaugurato a febbraio 2016, ha 55 tralicci su 150 in aree a rischio frana o esondazione? Tutto con il timbro del Ministero dell'Ambiente e con il paradosso che ancora oggi l'Autorità di bacino sta facendo a posteriori i controlli che dovevano essere preventivi” Parole pesanti che non risparmiano nemmeno un'altra opera pubblica del masterplan, la Fondovalle Sangro, in appalto all'Anas, una strada che il Forum dell'Acqua ritiene sì necessaria ma che costerà il triplo dei costi standard “190 milioni di euro per 5 km, la spropositata cifra di 36 milioni di euro a km. Perché? L'Anas e la Regione Abruzzo hanno consapevolmente deviato il tracciato esistente che poteva essere ammodernato cambiando versante e puntando esattamente verso aree mappate con frane addirittura attive. Un'opera osannata su cui nessuno, tranne noi, visti pure con fastidio dal presidente della Regione, sta chiedendo le ragioni di queste scelte che determinano anche pesantissime conseguenze economiche. Siamo tristemente consapevoli di lavorare già su progetti che forse porteranno a qualche tragedia tra dieci anni-venti anni. Dobbiamo finirla, si rivedano le scelte e le priorità. Con i fatti”.

Si allegano:

a)la mappa del 1991, tratta tramite screenshot dal portale cartografico regionale (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano);

b)l'estratto della la mappa del 2007 (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano), disponibile integralmente qui (cliccare su 350 - O; si vede in basso a destra): http://autoritabacini.regione.abruzzo.it/index.php/carta-geomorfologica-pai

 

 



 

I cuccioli di Pastore Abruzzese simbolo dell'Hotel Rigopiano sono salvi. I loro genitori erano stati ritrovati a poca distanza dal luogo della tragedia ma di loro si erano perse le traccie. In termini pratici tutto questo si traduce in speranza per le persone che forse come i cani hanno trovato una zona dove poter resistere...è la speranza di tutti mentre tutta l'Italia è con il fiato sospeso.

Continua il lavoro disperato e incessante dei soccorritori che in questi giorni non si sono mai fermati, proseguono con la forza, la determinazione e con la speranza di sentire ancora qualche voce, di poter sorridere e applaudire come è successo con le persone estratte vive dalla trappola di neve e macerie dell'Hotel Rigopiano di Farindola. E se da una parte c'è questa Italia, che lavora, che è solidale, che non si tira indietro, che va avanti mettendo a rischio anche la propria vita dall'altra c'è quella dei ritardi, forse colpevoli, delle negligenze, della burocrazia, dell'approssimazione, del lasciar correre. Quella mail di richiesta di aiuto e di mezzi per liberare le strada dalla neve inviata dalla direzione dell'Hotel Rigopiano 11 ore ore prima che un valanga si abbattesse con furia devastante e distruttrice sulla struttura, è l'esempio di un'Italia troppo spesso superficiale e impreparata. Sono parole chiare quelle scritte e inviate al Prefetto di Pescara, che raccontano una situazione di estrema difficoltà e la paura degli ospiti dell'Hotel provati dalla neve e dalle scosse di terremoto, tutti con il desiderio di tornare a casa al più presto. La storia è ormai tristemente nota e le responsabilità dovranno essere accertate. La polemica, le accuse, la rabbia, il dolore, la disperazione dei famigliari dei 23 ospiti ancora dispersi che chiedono di sapere qualcosa in più oltre alle frammentate notizie che arrivano, disegnano l'attuale scenario, replicato in tutte le trasmissioni e i tg regionali e nazionali e sul web. A Castel Frentano si continua a stare con il fiato sospeso, si continua a pregare, a sperare per Luciano e Silvano, la coppia di parrucchieri in vacanza all'Hotel Rigopiano, di cui non si sa nulla da quel maledetto 18 gennaio scorso. I figli Nicola, studente alla facoltà di Ingegneria ed Elia che ha scelto la professione dei genitori dopo aver conseguito la maturità scientifica, sono li all'ospedale di Pescara insieme ai parenti degli altri dispersi, in attesa che arrivi qualche bella notizia, così come è stato per i 9 che hanno rivisto la luce (gli altri due come si sa erano scampati per una favorevole casualità al violentissimo impatto). Non si può non sperare in un miracolo, la lotta è contro il tempo. La paura e la speranza sono i sentimenti che abitano Castel Frentano che dal giorno della tragedia sta vivendo in un'atmosfera surreale. I pensieri sono tutti rivolti a Luciano e Silvana, persone amate e stimate, che come abbiamo già detto e come è stato scritto in tanti servizi su quotidiani e social, sono molto apprezzati per il loro impegno, per l'attenzione, l'entusiasmo e la concretezza con i quali hanno partecipato e risposto a tutte le iniziative, dalle sociali alle culturali. Con uno spirito di grande e sincera solidarietà. L'auspicio è che al più presto questo muro di silenzio venga infranto da una buona notizia. Non si può far altro che aspettare, pregare e non perdere la speranza.(p.d.f)

Erano tutti insieme i bambini, giocavano anche per esorcizzare il tempo e le paure e sono tutti salvi. La famiglia di Giampiero Parete è ricomposta Ludovica e Gianfilippo erano li sotto insieme alla mamma che è stata la prima ad essere estratta.

A Rigopiano intanto si va avanti senza sosta alternando turni di lavori mirati a scavare in zone dove si è capito provengono tracce di vita, sono più di 100 i soccorritori impegnati, e si sono concentrati proprio li dove il fato ha permesso la creazione di una bolla d’aria.

L’altro bambino Edoardo, 9 anni, ha raccontato che era in quella zona perché stava giocando a biliardo, era li in vacanza con i genitori Sebastiano e Nadia Acconciamessa

Poi spunta la testolina di Samuel, 7 anni, figlio del poliziotto Domenico Di Michelangelo di Chieti e di Marina Serraiocco di Popoli.

Gli altri sopravvissuti sono Francesca Bronzi e Stefano Feniello i fidanzati Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, a Giampalo Matrone, Valentina Cicconi.

Nessuna speranza invece per Alessandro Giancaterino fratello dell’ex sindaco di Farindola.

12 in tutto i sopravvissuti, tre vittime accertate e ancora 21 persone da cercare.

 

 

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