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Cambia la geografia del Pronto Soccorso dell’ospedale di Lanciano. Questa mattina ha aperto la nuova ala, che offre più ampi spazi per le attività e modifica l’accesso, sia pedonale che per gli automezzi: per entrare ora si deve imboccare la rampa attigua alla scalinata dell’entrata principale. I pazienti, passando dalla “camera calda” accedono attraverso una porta automatica direttamente nell’area del triage avanzato, luogo della presa in carico e diagnosi, con la relativa attribuzione del codice colore in relazione alla gravità. I casi più impegnativi  vengono trattati nella sala barellati, una novità per il “Renzetti”, e motivo di orgoglio per il Direttore Antonio Caporrella, perché appannaggio solo di pochi ospedali di grandi dimensioni, che permette di accogliere fino a 5 urgenze in contemporanea.

L’attivazione dei nuovi spazi riveste una doppia importanza per il Pronto Soccorso, perché da un lato migliora sensibilmente la qualità dell’assistenza, e dall’altro permette l’avvio dell’ultima tranche dei lavori di ampliamento, con la realizzazione di due sale dedicate ai codici rossi. Al di là dell’intervento che ancora resta da fare, di portata minima, l’opera si può dire pressoché finita, visto che questa seconda fase era la più attesa, perché offre agli operatori la possibilità di svolgere al meglio il proprio lavoro e agli utenti un confort senza dubbio migliore. Condizioni essenziali per un ospedale che guarda al territorio e rappresenta il presidio di emergenza per un bacino di utenti di circa 150 mila abitanti.

“Il completamento del Pronto Soccorso di Lanciano si colloca dentro una cornice di scelte ben chiare compiute nell’ambito della programmazione sanitaria regionale - sottolinea l’Assessore Silvio Paolucci - . Abbiamo investito molto sul fronte dell’urgenza, con il raddoppio delle postazioni di 118 in provincia di Chieti, che offrono soccorsi tempestivi alle popolazioni dell’interno, guadagnando tempo prezioso soprattutto in caso di infarto e ictus. Ugualmente importante è attrezzare adeguatamente anche gli ospedali che accolgono le urgenze, sotto il profilo organizzativo e di risorse umane, e Lanciano su questo fronte è davvero un modello”.

Nonostante le novità logistiche, nella prima giornata è filato tutto liscio e i pazienti sembrano essersi subito abituati ai cambiamenti. Nella sola mattinata sono stati registrati 70 accessi. “Le richieste fatte alla Direzione aziendale sono state accolte - tiene a dire Caporrella - e di questo sono grato a Pasquale Flacco, perché ci ha posti nelle condizioni di lavorare al meglio. Da parte nostra c’è tutto l’impegno a dare il massimo per rispondere efficacemente ai bisogni di salute del territorio”.

E dopo i primi metri di posa in opera  della nuova pavimentazione di corso Trento e Trieste a Lanciano, sotto lo sguardo attento di tanti cittadini, scoppia la polemica: quelle mattonelle sono storte! I fascioni bianchi non sono allineati, è evidente.

Decine di post sui sociali gridano allo scandalo e la domenica frentana si anima di esperti architetti pronti a giudicare la “Presentosa” frentana, la nuova veste del corso principale che dovrà, si spera, ridare nuovo lustro al centro cittadino.

Ma è veramente così?  Ma è mai possibile che un direttore dei lavori non si accorga del grossolano errore?

No, non è un errore, la posa dei lastroni bianchi è perfettamente conforme al progetto. Il problema risiede tutto nella prospettiva nella quale si osserva l’opera. Così come accade per le luminarie della feste di settembre e , rispondendo alle più elementari regole prospettiche, il disegno non va guardato dai lati del corso, una visione parziale non permetterebbe di osservare il complesso, ma dal basso verso l’alto, da piazza Plebiscito verso la pista.

Un disegno, quello delle Presentosa, complesso dichiara il vice sindaco Verna, che sta personalmente seguendo, passo passo, i lavori. “Alcune strisce non sono ancora fissate, perché qualche piccolo errore si potrebbe sempre presentare, ma i lavori si stanno eseguendo a regola d’arte, Il progetto è quello e prima di giudicare andrebbe visto finito”.

In contatto costante con il direttore dei lavori, l'architetto Di Giacomo, anche l’assessore all’urbanistica Pasquale Sasso che, raggiunto telefonicamente, si dice fiducioso dell’operato dei tecnici che sanno perfettamente come fare al meglio del corso principale una vera e propria opera d'arte.

Il cantiere è partito lo scorso dicembre e dovrebbe concludersi entro agosto 2018. La ditta che si è aggiudicata i lavori è la P.Q. edilizia e strade srl di per un costo complessivo di 1.3milioni di euro, costo nel quale è compresa la riqualificazione di tutta l'area, dalla villa a piazza Plebiscito. Il progetto è invece stato affidato ad un gruppo di esperti coordinati dal direttore della facoltà di architettura la Sapienza di Roma; Orazio Carpenzano e dagli architetto Mosè Ricci e Filippo Spaini.

(Clara Labrozzi)

Succede nella nostra. splendida cittadina, meno di un  mese fà, il Sindaco Pupillo insieme alla sua maggioranza approva la tassa di soggiorno. Giustificarono la scelta dicendo che con gli incassi possono finalmente far partire il turismo a Lanciano, dimostrarono invece, di non avere nessuna idea strategica e nessuna programmazione in merito. Ad affermarlo è il il consigliere di minrnza Gabriele di Bucchianico in una nota stampa giunta in redazione proprio nel giorno del seccon no, alla tassa, del sindaco di Fossacesia Enrico di Giuseppantonio.

L’Amministrazione Pupillo, comincia sempre dalle tasse e poi a seguire, forse, eventuali servizi- continua Di Bucchianico- in questi 7 anni, sarebbe stato  meglio non perdere tempo e formulare e realizzare  una vera programmazione turistica, mettere in atto una seria politica di accoglienza e solo dopo, una eventuale tassa di soggiorno.

Pare, invece, incalza,  che a Lanciano questa programmazione sia impossibile e purtroppo i risultati si vedono. Non dobbiamo andare lontano per capire che quando si è amministrati da persone intelligenti dotati di buon senso si può fare la differenza. A Fossacesia per esempio, città nota per la sua attrazione turistica e per il suo mare, sceglie di non attivare la tassa di soggiorno. Sceglie di non inserire una nuova tassa:”la tassa di soggiorno non è il modo giusto per incentivare il turismo......è impensabile introdurre prima una tassa e poi realizzare i servizi “.Allora la domanda è: perchè a Lanciano l’Amministrazione Pupillo decide invece di mettere prima una nuova tassa sebbene i servizi non esistono ancora?

La risposta, scrive in conclusione,  può essere solo una: Lanciano è ostaggio di una amministrazione incapace e superficiale. Sceglie sempre la cosa più semplice da fare.

 Le immagini dell' incidente mortale dello scorso 22 dicembre

Il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, e la Giunta comunale hanno nuovamente chiesto alla Regione Abruzzo e alla Provincia di Chieti di rendere rapidamente disponibili i fondi necessari alla sistemazione di via Raffaele Paolucci, la strada provinciale che attraversa il centro abitato e rappresenta un pericolo costante per automobilisti, ciclisti e chiunque la percorra a piedi o su un veicolo. Proprio qui, lo scorso 22 dicembre, si è verificato un incidente mortale in seguito allo scontro frontale tra autovetture. Dossi, buche e malformazioni di ogni genere hanno reso il manto stradale pericoloso e inducono gli automobilisti a transitare al centro della carreggiata.

«Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, dice che i soldi, anzi tanti soldi, ci sono - afferma Montepara -, mentre il presidente della Provincia, Mario Pupillo, in un recente incontro con i sindaci per fare il punto della situazione della viabilità, ha invece affermato che i fondi non sono disponibili. E’ da quando sono stato eletto, nel 2014, che invio decine di lettere, richieste, proposte, sollecitazioni, relazioni della Polizia municipale, partecipo a incontri e ogni volta si torna al punto di partenza, è tutto un “vedremo e faremo”. Nel frattempo ci è “scappato il morto”. Se fosse una strada di competenza del Comune avremmo risolto da tempo, mentre da Regione e Provincia, ormai da quattro anni, otteniamo solo promesse. Se non avremo in tempi rapidi un progetto cantierabile, approvato e finanziato - conclude Montepara -, saremo costretti come Amministrazione comunale ad avviare iniziative drastiche per tutelare l’incolumità dei cittadini che percorrono il viale».

L’associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina non ha dubbi: “ continuare a versare sabbia sulle spiagge dove è in atto l’ingressione marina, è come non voler rendersi conto che si sta curando una malattia grave puntando sull’effetto placebo. 

Nel 2010, si documentò, secondo l’associazione,  il fallimento dopo appena pochi mesi dal contestato ripascimento a Casabordino. In 5 mesi la linea di battigia in alcuni punti era già arretrata fino a 10 metri. Eppure i fautori dell’intervento dissero che avrebbe arrecato benefici per almeno 5 anni. Già allora c’era di che riflettere. Maggio 2014, 1,3 milioni di euro stanziati dalla Giunta Regionale per il contrasto all’erosione costiera.

Dopo due anni nei quali i balneatori di Casalbordino, come quelli di altri Comuni – raccontammo allora incalzano - hanno chiesto disperatamente un intervento duraturo ed efficace per il litorale, ormai totalmente eroso e ridotto vistosamente anche rispetto al periodo precedente al ripascimento del 2010, si è arrivati a ridosso della stagione estiva senza aver risolto il problema, e come al solito l’unica soluzione possibile appare essere un nuovo rinascimento”. C’è una domanda che ponemmo allora e torniamo a porre ora perché crediamo sia un punto dirimente da risolvere. Le valutazioni ambientali prevedono una verifica post interventi, la Regione (o chi per lei) le ha mai effettuate? Se le ha effettuate come è possibile che si prosegua ad insistere sulla stessa fallimentare strada?

Quattro anni dopo, e una situazione sempre più drammatica, con ingenti somme spese per non risolvere nulla, torniamo a porre le stesse identiche questioni. Ancor di più ora che anche altri soggetti (finalmente!) cominciano a convenire sull’inutilità di ripascimenti e interventi spot. Basta interventi di dubbia, se non nulla, utilità i cui effetti (se ci sono positivi!) durano pochissimo. Auspichiamo uno studio affidato alle università che possa stabilire gli andamenti della linea di costa nei prossimi anni e una progettazione di interventi a lunga durata, partendo dalla rinaturalizzazione dei fiumi, ai quali con il proliferare incontrollato delle cave è stata tolta la capacità di ripascere in maniera naturale e duratura le spiagge. Proteggere le dune, importantissima ed efficace barriera contro l’erosione è oggi questione dirimente, altro che deterrenti ad un modello di sviluppo, i cui costi esorbitanti vengono scaricati sull’intera collettività. Su una progettualità per la rigenerazione e ripristino delle dune di Casalbordino, già tra il 2009 e il 2014, la nostra Associazione ha elaborato proposte che purtroppo – nonostante varie interlocuzioni – non sono mai state seriamente prese in considerazione.

 

Con una lettera inviata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a firma del vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, del Sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi e del coordinatore dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, viene posta all'attenzione del Colle la problematica del pagamento delle tasse sospese e gli effetti negativi che ricadrebbero sul tessuto economico e produttivo dell'Aquila e del Cratere Sismico 2009. Di seguito il testo della missiva:

Carissimo Presidente, ci permettiamo di disturbarla con il massimo rispetto, la più alta stima e, se ci consente, con il grande affetto che proviamo per lei, sapendo bene quanto piene e impegnative siano le sue giornate in questo delicato momento, facendo tuttavia affidamento sulla vicinanza e la speciale sensibilità che lei ha riservato alla nostra martoriata comunità in questi anni. Per noi queste sono giornate particolari, ricorrendo il nono anniversario del sisma e vorremmo poterle dedicare alla memoria dei nostri concittadini e parenti scomparsi con il terremoto. Purtroppo, invece, una nuova micidiale minaccia incombe sulla nostra comunità e, se non si interviene in tempi ristrettissimi, le conseguenze saranno devastanti. I fatti sono questi. Nell’aprile 2009 il Governo sospese tasse, tributi e contributi nei Comuni del cratere sismico come era avvenuto per tutte le precedenti calamità. Attraverso un iter complesso e accidentato, nel quale siamo stati costretti più volte a far sentire la nostra voce di protesta, abbiamo ottenuto una sospensione di 18 mesi del pagamento ed un recupero di quanto non versato con 10 anni di rateizzazione ed un abbattimento del 60%. Anche questo analogamente a quanto accaduto nei precedenti casi, con un regolare provvedimento di legge del 2011. Dal 1 gennaio 2012, dunque, i contribuenti aquilani hanno ripreso a pagare le tasse maggiorate della quota del periodo sospeso. Successivamente, per una casuale iniziativa di un giudice piemontese, la Corte di Giustizie e la Commissione Europea hanno “scoperto” che i Governi italiani, per dieci diverse calamità avevano concesso vantaggi fiscali a imprese senza mai notificare l’intervento alla Commissione Europea e senza rispettare i regolamenti comunitari. Da quel momento è partita una interlocuzione tra la Commissione e i Governi italiani che si è protratta negli anni coinvolgendo 4 governi nazionali. All’esito di questo lavoro è stata notificata una Procedura di Infrazione con la richiesta di recupero dei vantaggi fiscali concessi. L’attuale governo ha nominato un Commissario con l’incarico di recuperare la quota eccedente per ogni singola azienda, vale a dire da una parte calcolando i danni subìti e dall’altra gli eventuali benefici ricevuti dai diversi provvedimenti di ricostruzione, aggiungendo a questi i benefici derivati dall’abbattimento delle tasse; la quota eccedente risultante da questo calcolo va restituita per intero, maggiorata degli interessi, in una sola rata, entro 60 giorni e la sanzione per chi non si adegua è la restituzione dell’intero importo . Il volume calcolato per questa procedura è di circa 75 milioni di euro e la restituzione interessa circa 320 imprese e persone fisiche. Molte imprese non hanno queste risorse e quindi falliranno, altre passeranno a un DURC negativo e non potranno più partecipare a Bandi pubblici, per tutte si creerà un drammatico problema di bilancio e si perderanno molte centinaia di posti di lavoro. Le considerazioni che emergono da questa vicenda, ci fanno pensare prima di tutto che è incomprensibile sentirsi accusare di aver usufruito di “vantaggi competitivi” tra il 2009 e il 2010 quando tutti i dati (Pil, occupazione, export) oltre che il buon senso, testimoniano che nel cratere sismico dopo il terremoto si è registrata una caduta verticale dell’intera economia locale non paragonabile a nessun altra area del paese. Ma la cosa davvero incredibile è che i cittadini - che si sono limitati ad applicare una legge dello Stato - debbano essere pesantemente colpiti a causa dell’incompetenza e della scelleratezza di funzionari dello Stato che hanno dimenticato di rispettare le regole comunitarie. Da questo punto di vista la frase davvero inaudita contenuta nel dispositivo della Commissione europea recita testualmente “…il beneficiario di un aiuto non notificato non può opporsi a un ordine di recupero facendo legittimo affidamento sulla regolarità di un aiuto, poiché un’impresa diligente deve normalmente essere in grado di accertarsi che un aiuto sia stato notificato…”. Lasciamo a lei le valutazioni di quanto una vicenda di questo genere possa alimentare sentimenti antieuropei, in una comunità come la nostra che – per altro verso – dall’Europa ha avuto attenzione e solidarietà. La nostra realtà sta dunque subendo un durissimo colpo economico ed una insopportabile ingiustizia, soprattutto considerando che dei dieci casi contestati di aiuti non notificati, per nove di essi sono decorsi i termini e quindi si è prodotta la prescrizione, mentre solo gli aquilani subiranno gli effetti di questa misura. Ci siamo trovati nella condizione di doverci difendere. Lo abbiamo fatto ricorrendo tutti insieme – Regione, Comuni e Imprese – al Tribunale Amministrativo Regionale augurandoci che nei prossimi giorni arrivi una sospensiva. E lo faremo ricorrendo alle forme di protesta civile e democratica che purtroppo in casi di questo genere sono inevitabili. Tuttavia, con senso di responsabilità, abbiamo indicato una soluzione di compromesso possibile: nel provvedimento della Commissione Europea è prevista l’esclusione del recupero nei limiti del “de minimis”, cioè per contributi inferiori ai 200.000 €. Nel periodo del sisma e per tutto il 2011 l’Europa applicò il Temporary Framework, cioè alzò la soglia del “de minimis” a 500.000 €. Dunque, la fase di sospensione delle nostre imposte (tra aprile 2009 e fine 2011) ricade esattamente in quel periodo. Infatti, il provvedimento legislativo che stabilì il recupero è del novembre 2011, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel 2011 esattamente nel momento di applicazione del Temporary Framework. Tuttavia, è qui è ennesima beffa, lo strumento legislativo adottato dal Governo fu la Legge di Bilancio i cui effetti si manifestarono il 1 gennaio 2012: esattamente dal giorno in cui il Temporary Framework cessò i suoi effetti. Il Governo nel provvedimento di recupero si è tenuto all’interpretazione più rigida, cioè individuando come soglia quella dei 200.000 €; peraltro nel provvedimento della Commissione non c’è alcun riferimento a questa scelta che è citata incidentalmente solo in una nota. Quello che noi chiediamo, in attesa che si riapra una trattativa con la Commissione Europea su tutta la vicenda, è che il Governo italiano modifichi l’atto con cui ha dato al Commissario l’indirizzo di recupero precisando l’applicazione del Temporary Framework a 500.000 €. Ovviamente una misura di questo genere non risolve il problema, ma riduce la dimensione del danno e rende la vicenda sempre difficile ma gestibile. Sappiamo bene che i limiti entro i quali si può muovere l’attuale Governo sono estremamente ristetti. Tuttavia si tratta di un caso in cui è evidente l’urgenza e indifferibilità e a favore di questa soluzione si sono pronunciati nell’assemblea svoltasi la scorsa settimana in Regione tutti i Parlamentari abruzzesi che rappresentano tutte le diverse formazioni politiche presenti in Parlamento. Ci siamo permessi di rivolgerci a lei per chiederle di aiutarci nell’individuare un percorso che eviti che si consumi questo ennesimo e assurdo colpo sulla nostra comunità. E ci scusiamo per averle sottratto tempo prezioso in un momento in cui lei è alle prese con problemi certamente più complessi e importanti del nostro, ma – ci creda – siamo disperati. Siamo certi, come sempre, della sua attenzione e sensibilità e, ringraziandola fin d’ora le rivolgiamo i nostri più rispettosi e cordiali saluti

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata a Ocre in provincia dell'Aquila alle 6,49 di stamani. Al momento non si segnalano danni a cose o persone. Lo riporta l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Questi i comuni entro 10 chilometri dal sisma: Ocre 3, Fossa e Rocca di Cambio a 5km, Sant'Eusanio Forconese a 7km, Villa Sant'Angelo 8, Lucoli e Rocca di Mezzo 9, L'Aquila, San Demetrio ne' Vestini e Poggio Picenze a 10km. Scossa avvertita all'Aquila in parte della città.

La scossa di questa notte ne maceratese ha avuto epicentro a 53 km da Perugia, 65 da Terni e 85 dall'Aquila. Dopo il sisma sono state registrate numerose repliche di magnitudo tra 2 e 3.5.La magnitudo è stata di 4.6 avvenuta alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia (Macerata) ha causato il crollo di una porzione del piccolo della chiesa del '600 Santa Maria di Varano già inagibile.

Sabato mattina a mattina a Pescara il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso ha firmato le concessioni finanziarie per due opere previste nel Masterplan: la realizzazione del Central Park “Pino Valente” a Lanciano (importo 1.000.000 euro) e l’intervento denominato “Realizzazione complesso polifunzionale didattico alla memoria delle vittime di Marcinelle” a Lettomanoppello (importo 1.500.000 euro). Per il Comune frentano erano presenti il sindaco Mario Pupillo e il vicesindaco Giacinto Verna, per il centro lettese il vicesindaco Simone D’Alfonso.

Nei prossimi giorni, conclusa la fase istruttoria, verranno perfezionate le intese per altri interventi – dopo gli 11 firmati ieri – di valorizzazione e sviluppo turistico strategico integrato e sostenibile con recupero dei borghi. Sono interessati i Comuni di Aielli, Anversa, Archi, Calascio, Canosa Sannita, Castel del Monte, Castel di ieri, Castelvecchio Subequo, Cerchio, Civitella Alfedena, Civitella Messer Raimondo, Civitaluparella, Collarmele, Colledimezzo, Fara Filiorum Petri, Fara San Martino, Goriano Sicoli, Magliano dei Marsi, Monteferrante, Moscufo, Morino, Opi, Pescina, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Pereto, Pretoro, Quadri, Ripa Teatina, Rocca San Giovanni, Rocca di Botte, Roccascalegna, Santo Stefano di Sessanio, Villa Santa Maria. Ogni Comune riceverà 140mila euro.

Il coordinatore cittadino di Progetto Lanciano, la creatura politica del compianto Pino Valente, esprime massima soddisfazione personale e politica per  la concessione del finanziamento da 1.000.000 euro che oggi la Regione ha ratificato in presenza del Sindaco Pupillo e del vicesindaco Verna sul Central Park Pino Valente.

“Progetto Lanciano”, continua Pagano, “è stato attento protagonista di questa vicenda, non per ultimo l’intervento del capogruppo Arturo Di Corinto in consiglio comunale proprio sulla riappropriazione dell’aerea oggetto dell’opera.

Al Sindaco Pupillo ed al vicesindaco Giacinto Verna, che seguono questa vicenda non solo come addetti ai lavori ma anche come garanti della volontà e del desiderio di Pino Valente di concludere o meglio di iniziare un nuovo percorso per il centro città , và tutto l’apprezzamento di Progetto Lanciano, della famiglia di Pino e degli amici e simpatizzanti di sempre.

E’ ora di un nuovo “corso” per questa città, conclude Pagano, 7 anni fa in un comizio in piazza Pino Valente esordì dicendo che la politica lancianese in 15 anni ha sempre deciso di non decidere ed il simbolo di quell’epoca era la transenna di corso Trento e Trieste. Oggi possiamo affermare che la politica del fare che ha sempre contraddistinto Pino Valente , della sua grande programmazione e dell’instancabile voglia di lavorare per la sua Città, trova la giusta continuità negli interpreti che oggi rappresentano nelle Istituzioni e  tra la gente Progetto Lanciano. 

 

Il filone d’inchiesta è quello che partì dall’Aquila lo scorso anno e arrivò a Pescara e li, fu affidato al Pm Rosaria Vecchi, per tanti anni al tribunale di Lanciano. L’accusa è di falso ideologico ai carico di Luciano D’Alfonso con i  quattro assessori, Marinella Sclocco, Silvio Paolucci, Dino Pepe e Donato Di Matteo, al capo di gabinetto Fabrizio Bernardini e al segretario del governatore Claudio Ruffini .

Parliamo dell’ormai famigerato Central Park, ora Ippodromo delle Rose che in futuro avrebbe dovuto portare il nome del compianto Pino Valente, l’intitolazione fu annunciata nel corso del consiglio comunale di ottobre scorso proprio dal presidente D’Alfonso durante il primo consiglio comunale senza Valente.

Per l’accusa pur di approvare il “faraonico” progetto che avrebbe reso tutta la zona un polmone verde del territorio, un grande parco all’avanguardia che al suo interno avrebbe inglobato anche l’ex tracciato ferroviario della Sangritana e nel quale il corso Trento e Trieste si sarebbe intrinsecato ai viali insieme alla zona Torrieri, alla regione durante una riunione del 3 giugno 2016, alla quale però non era presente il presidente D’Alfonso, si firmò in fretta e furia un verbale di delibera del progetto, ovviamente il tutto avvenuto in campagna elettorale ed a pochissimi giorni dal voto. Per la precisione dal ballottaggio che, vedeva contrapposti Errico D’amico che si alleò, scelta scellerata, con Tonia Paolucci e l’attuale sindaco Mario Pupillo. La sede elettorale del sindaco era proprio lungo i viali delle Rose e in molti ricordano Luciano D’Alfonso in visita a Lanciano distribuire le immagini del candidato sindaco anche alle macchine di passaggio.

Secondo il Pm Vecchi un falso in atto pubblico si sarebbe consumato quel giorno di giugno, e  dopo la pausa elettorale, che ha portato D’Alfonso a sedere gli scranni romani, si torna ad accusare che in quell’atto non sarebbe esistita la copertura di spesa che si aggira intorno al milione e mezzo di euro dei quali, 1,2 a carico della regione ed il resto del comune.

La delibera fu poi pubblicata con un mese di ritardo e fu il consigliere regionale Mauro Febbo di Forza Italia a far notare come la stessa fosse priva dei pareri di bilancio, della copertura finanziaria quindi che può poi di fatto far partire l’opera.

Nel frattempo a Lanciano si sono realizzati i nuovi spalti, questi a spese del comune. Cosa accadrà ora, si chiedono i lancianesi e i tanti residenti che da anni denunciano il degrado e l’incuria di tutta la zona, ricettacolo di sbandati, spettacolo indegno di una città che non riesce da ormai troppo tempo a mettere la parola fine ad una storia infinita che ogni giorno si arricchisce di nuovi particolari.(C.Lab.)

I Promessi Sposi vanno in scena al teatro Fenaroli di Lanciano sabato 7 aprile alle ore 21, in un spettacolo ideato e realizzato da Francesca Febbo, giovane originaria dell'Abruzzo e componente storica dell'associazione Emeis, che ha deciso di coinvolgere un gruppo di amici universitari, trasformandoli in attori e ballerini, per mettere in scena il più celebre romanzo storico della letteratura italiana, I Promessi Sposi in parodia.

Un gruppo già unito da una grande amicizia, si è impegnato così in questo progetto diventando, se possibile, ancora più coeso. Passione ed entusiasmo sono stati gli ingredienti base sia per vivere un' esperienza totalmente nuova e per molti versi inesplorata, sia per la finalità rivolta alla raccolta fondi per aiutare quelle zone colpite duramente dal terremoto.

La prima (soldout), al Teatro Delfino di Milano lo scorso 24 giugno 2017, è stata realizzata grazie al sostegno di diversi sponsor che hanno dato un grosso aiuto per le spese di questo progetto; per la replica si “vola” da Milano a Lanciano, paese di origine di Francesca che ha voluto così portare nella sua terra, l’Abruzzo, ciò che ha trovato da essa ispirazione.

l cast è composto da attori non professionisti che nella vita fanno altro e che provengono da diverse regioni italiane ed hanno dato vita a quella che si è chiamata scherzosamente " La Compagnia degli Improvvisati ".

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