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Una rapina “spettacolare” . Il bancomat letteralmente esploso e la deflagrazione è stata talmente forte da danneggiare anche l’edificio della banca.

E’ quanto successo a Castel Frentano nella filiale della Carichieti all’ingresso del paese nei pressi del campo sportivo, in una zona quindi poco centrale e con maggiori possibilità di fuga per i malviventi.

Al momento non si conoscono ulteriori dettagli. Sul posto ancora gli uomini dell’Arma.

Seguono aggiornamenti

Ore 11.00 Hanno agito secondo i testimoni che abitano nel palazzpo in 4, coi volti coperti , alle 4 di mattina. Bottino 15 mila euro .

Il bancomat ne conteneva circa 80 mila. 

Incidente grave ieri sera intorno alle 19 in località Iconicella a Lanciano. Due auto, una Ypsilon  e una Opel si sono scontrate frontalmente. Sulla Ypsilon viaggiava un uomo di origine rumene che ha avuto la peggio, i vigili del fuoco lo hanno infatti estratto a fatica dalle lamiere, è grave e per questo è stato trasportato all’ospedale di Pescara.

Nell’altra auto viaggiavano tre donne che non sono ferite ma non in pericolo di vita.

La strada è stata bloccata dalle forze dell’ordine per diverse ore sia per chi arrivava da Lanciano, quindi da via Santo Spirito e sia per chi sopraggiungeva da Fossacesia.

Gli automobilisti erano costretti a girare per la vecchia strada che passa sotto il ponte della Variante Frentana.

Furto questa mattina a Lanciano nel quartiere santa Rita. I ladri si sono introdotti nell’appartamento fra le 9,30 e le 11, 30 e come nell’ormai più classico dei copioni hanno rovistato (come è visibile nella foto) e messo a soqquadro l’abitazione posta la terzo piano dello stabile arraffando soprattutto oggetti preziosi.

Un furto probabilmente mirato tenendo conto che è stato fatto in pieno giorno e in un lasso di tempo breve. La famiglia era sotto controllo dei malviventi che appena li hanno visti uscire si sono introdotti in casa.

Nei giorni scorsi un furto simile era stato compiuto nella zona di Re Di Coppe, li alcuni testimoni raccontano di personaggi “noti” che si aggiravano nella zona da giorni.(C.Lab)

Il comune di Lanciano ha reso noto il settore Mobilità e Traffico ha provveduto ad ordinare la chiusura al traffico veicolare di Corso Roma per i giorni di sabato 29 aprile, domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio dalle 8 alle 20. Il provvedimento è motivato dal notevole flusso di turisti – circa 4000 solo per i gruppi prenotati – attesi nel ponte del Primo Maggio in visita alla Città e al Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano. La circolazione delle auto in Corso Roma sarà consentita esclusivamente agli autorizzati al transito della Ztl.

“Il centro storico di Lanciano in questi giorni, come per il 25 aprile, si riempirà di turisti, molti dei quali diretti al Santuario del Miracolo Eucaristico. Abbiamo il dovere di permettere alle migliaia di persone che invaderanno pacificamente Lanciano di godere degli spazi e della bellezza del nostro centro storico, in particolare nei pressi del Santuario che ospita le reliquie note in tutto il mondo. Il punto di informazioni turistiche TIME resterà aperto grazie alla collaborazione e alla dedizione dei dipendenti comunali, mentre i gruppi numerosi avranno a disposizione diverse aree per la sosta pranzo, come quella attrezzata del Polo Museale Santo Spirito”, dichiarano l'Assessore alla Mobilità Francesca Caporale e l'Assessore al Turismo Marusca Miscia.

 

Il personale del NOR della Compagnia Carabinieri di Lanciano ha arrestato 3 due persone, due in carcere e una ai domiciliari, accusate del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostano stupefacenti.

La Procura di Lanciano ha scoperto come i tre, tutti poco più che trentenni e di origine campana, dall'ottobre 2014 al dicembre 2016 hanno illecitamente detenuto e poi ceduto, a più riprese, a giovani tossicodipendenti della zona, sostanze stupefacenti, hashish e cocaina,  in quantitativi corrispondenti ad una stima di oltre 15 mila euro.

la Corte d’ Appello di L’Aquila ha confermato anche se in maniera parziale la condanna per la vicenda della Casa dell’Anziano di Lanciano per la titolare Eva Bucciarelli, 46 anni, e della figlia collaboratrice cuoca Arianna Di Tommaso.

Le due donne furono arrestate nel 2010 perchè accusate di concorso in maltrattamenti aggravati e lesioni gravi o gravissime con evento morte di due anziani ospiti. Il trunale di Lancian le condannò nel 2015 e la Corte d’Assise poi derubricò il reato in maltrattamenti semplici e abbandono di persone incapaci. La Bucciarelli fu per questo condannata a 3 anni di carcere e la figlia assolta con il medico condotto Ciro Gnagnarella, che era stato ritenuto il medico della struttura in maniera erronea.

Ieri ancora una svolta, i giudici aquilani hanno nuovamente condannato  la Di Tommaso, la figlia a due anni di reclusione, pena sospesa ritenuta il “braccio” destra della mamma, alla quale hanno confermato i tre anni, nella gestione degli anziani. Il dottor Gnagnarella è stato nuovamente assolto e tutte le aggravanti che furono contestate a Lanciano, abbandono scarsa e scadente alimentazione e nessuna prescrizione dei farmaci che si somministravano sono decaduti.

I legali delle due donne hanno annunciato ricorso in Cassazione.

 

A tre mesi dall'immane tragedia di Rigopiano le prime  accuse parlano di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose e gli indagati sono il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, il dirigente delegato alle Opere pubbliche Paolo D’Incecco, il responsabile della Viabilità provinciale Mauro Di Blasio, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il geometra comunale Enrico Colangeli.

Per Cristina Tedeschini il magistrato a capo delle indagini e Andrea Papalia l’accesso all’hotel doveva essere sgombro dalla neve e per questo fra i nomi degli indagati figurano anche quelli del sindaco di Farindola e del presidente della provincia.

Bruno Di Tommaso direttore del resort ai piedi del Gran Sasso è invece indagato per omissione del collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro e non avrebbe infatti secondo la Procura previsto il documento di valutazione del rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori della sua ditta anche il rischio di essere colpiti da una slavina.

I pm non sembrano invece aver rilevato nulla  di penalmente perseguibile nella ormai famosa telefonata delle 17.40 quando Di Tommaso confermò ai funzionari dell'unità di crisi della Prefettura che all'hotel Rigopiano non era accaduto niente di grave. Le rassicurazioni furono fatte, secondo gli inquirenti,  in buona fede.

E' divampato poco dopo le 20,30 il grosso incendio che ha interessato gli uffici del centro elaborazione dati dello stabilimento Sevel (Fca-Psa) di Atessa. I lavoratori sono stati costretti a lasciare lo stabilimento: “non si riusciva a respirare” raccontano i testimoni.

La situazione si subito presentata grave tanto che l’azienda ha per ora determinato il blocco della produzione dei veicoli Ducato ed ha deciso lo stop del terzo turno strutturale notturno.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco di Lanciano e Casoli e verso le 22,30 sono stati richiesti rinforzi da Chieti.

Al momento si ignorarano le cause del rogo.

 

E alla fine ci sono serviti i vigili del fuoco e la polizia municipale per rimuoverli. La scritta Art, all’apparenza così innocua ha avuto di certo un grande merito, che forse tanto merito non è, di far spuntare cioè come funghi esperti di arte, simboli di storia contemporanea, moti partigiani ed “orgoglio” smaccatamente fascista.

Una istallazione artistica di street art molto probabilmente dello stesso autore del bambino nel tronco d’albero in viale delle Rimembranze chissà, ci viene da immaginare, se le due opere sono collegate da un fil rouge che parte da ricordo dei morti della prima guerra mondiale e i simboli che riportarono l’Europa nel secondo conflitto mondiale.

Anno del signore 2017 a Lanciano il 25 aprile si parla di fasci littori ignorando,  quelli in questione sulla facciata del teatro Fedele Fenaroli furono rimossi proprio nel giorni successivi all’8 settembre e  furono poi fortemente voluti da che negli anni 90 amministrava la città e voleva cambiare tante cose “ridando”al teatro quei simboli che la storia invece aveva tolto.

Furono riposizionati perché li stavano, dicevano, e perché l’architettura fascista aveva immaginato il teatro così.

Primo progetto del Teatro del 1835

Un particolare però ci sfugge: ma il teatro Fenaroli non fu inaugurato la prima volta nel 1841 ( la prima opera ad andare in scena fu La dama e lo zoccolo di Fioravanti) e una seconda apertura, quella ufficiale, ci fu il 22 aprile 1847 alla presenza del Re Ferdinando II e della Regina Maria Tersa Isabella d’Asburgo. Date alla mano non ci sembra assolutamente un opera del ventennio, siamo ancora sotto i Borboni, e allora perché tanto accanimento in difesa di un simbolo se si pensa che invece nel 2000 fu abbattuta l’azienda tabacchi che era invece un opera del 1930? La storia li tolse dalla facciata del teatro  e la storia va rispettata anche nella sua evoluzione.

Una giornata che andava di certo commemorata in tutt’altro modo ricordando alla luce della situazione internazionale e con i venti di guerra che soffiano in mezzo mondo che non tanti anni fa il conflitto mondiale era dentro casa nostra. (Clara Labrozzi)

        La veglia di preghiera dei giorni scorsi

Si sono svolti oggi i funerali di Letizia Pimiterra quarantasettenne uccisa dal marito Francesco Marfisi insieme all’amica Laura Pezzella nel pomeriggio di giovedì santo.

Nella mattinata di oggi, nella Basilica di San Giuseppe, alla presenza delle autorità e di numerosi cittadini si sono svolte le esequie. Letizia lascia tre figli, una di questi incinta di pochi mesi e ferita dal padre omicida nel tentativo di bloccarlo nelle concitazione del delitto.

Un duplice femminicidio che ha sconvolto la tranquillità della città di Ortona e dei suoi abitanti i quali ancora attoniti continuano ad interrogarsi sui motivi che hanno spinto il reo confesso Francesco Marfisi a macchiarsi di un crimine così grave.

La nipote di Letizia poco prima della fine della cerimonia in Chiesa, in una lettera, ha chiesto “silenzio solo silenzio” su quanto accaduto poiché, oltre ad aver sconvolto i familiari e l’intera città, sta diventando oggetto di dibattiti e teorie assurde, ha sostenuto la donna.

Il sacerdote nel corso della sua omelia ha espresso vicinanza verso le famiglie colpite da questa immane tragedia; un pensiero simile è stato espresso anche nella giornata di ieri durante i funerali di Laura Pezzella.

Intanto Marfisi rimane rinchiuso nel carcere di Lanciano. (Giampiero Cancelli)