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In un comunicato della della RSA Uilm Sevel si denuncia quanto per i dipendenti della Sevel e delle fabbriche dell'area industriale della Val di Sangro, la storica strada provinciale 119 è diventata una mulattiera abbandonata.

Crepe, avvallamenti, buche, frammenti di asfalto sparsi sulla strada senza dimenticare il grave rischio dei cinghiali, così si presenta la SP 119, una delle principali arterie di accesso all'area industriale più importante della Regione Abruzzo.

Il grave dissesto stradale della SP 119 e il disinteresse istituzionale, creano gravi preoccupazioni per la Salute e la Sicurezza dei Lavoratori che quotidianamente vi transitano.

La strada provinciale 119 è sempre più spesso preferita alla Fondo Valle Sangro da camion e bisarche, i quali per accorciare tempi e percorso, creano ulteriori disagi agli automobilisti e peggiorano la già compromessa condizione del fondo stradale. Inoltre, questa “mulattiera” è diventata impercorribile per moto e bici costrette a transitare sulla Statale con tutti i rischi che questo comporta.

Dopo i diversi appelli inascoltati della cittadinanza locale, chiediamo alla Provincia di Chieti e alla Regione Abruzzo di effettuare un sopralluogo per verificare le attuali condizioni della SP 119 e constatare l’insicurezza della viabilità, sopratutto durante i cambi turno di lavoro, quando i lavoratori la percorrono per entrare e uscire dalle fabbriche.

Unitamente ai lavoratori, sollecitiamo le Istituzioni e la politica ad impegnarsi per affrontare e risolvere il problema della SP 119 che è già stata protagonista di gravi incidenti, prima che accada l'irreparabile con altre responsabilità da discutere.

Dopo la pausa delle festività natalizie, alla riapertura del Centro Di Aggregazione Psico – Sociale “S. Onofrio”, facente a Percorsi Associazione Regionale Familiari per la Tutela della Salute Mentale Onlus Abruzzo, della Cooperativa Sociale “La Rondine ”e del Referente Centro Diurno e Centro di aggregazione Dott. Danilo Montinaro dei Servizi Psico Riabilitativi Asl 2 Lanciano-Chieti-Vasto, la scena si presentava chiaramente essere stata oggetto della visita di ignoti malfattori, che si erano intrufolati all’interno rovistando pressoché tutti gli ambienti mettendo tutto a soqquadro, asportando beni necessari come stufa elettrica, vari utensili elettrici, attrezzi e prodotti di ferramenta per il  laboratorio di arte-terapia, stereo compatto per il laboratorio di musica-terapia e per ultima, ma non meno importante, una stufa a pellet di peso e dimensioni notevoli indispensabile in quanto unica fonte di riscaldamento. La somma della refurtiva si aggira intorno alle quattromila euro compresi i danni causati dagli scassi.

“E’ un episodio squallido. E’ assurdo che si vada a rubare in una struttura per disabili psichici togliendo cio’ che è necessario per poterla utilizzare, come la stufa, il computer" , dichiara il Dott. Montinaro “Addirittura hanno portato via dei chiodi, non ci sono parole. Hanno creato un danno ai ragazzi che devono restare a casa per un periodo, ed alle famiglie che vedono interrotte le attività aggregative psicoriabilitative.”

“Ti dai tanto da fare, ti impegni, affronti tutti i problemi che comporta il coordinamento e gestione di un centro sociale al fine di offrire un adeguato servizio d’assistenza e accoglienza agli utenti ospiti della struttura da poco ristrutturata, e poi quando accadono questi episodi resti indignata e sopraffatta da un senso di stupore e d’impotenza, Il nostro Centro Sociale è una realtà presente sul territorio dal 1999 e mai sino ad oggi è stata oggetto di situazioni analoghe intollerabili”. Queste sono le parole della Referente e coordinatrice Territoriale Centri di Aggregazione psico/sociale   Antonella Colantonio.

 

 

E’ accaduto tutto ieri mattina, sabato, una giornata come tante. Il mercato, tanta gente in giro e tanti ragazzi africani che, come ogni giorno, arrivano in città dalle zone del pescarese, in pulman o in treno, per chiedere soldi ai parcheggi, proponendo la vendita di accendini e collanine. In gruppo, alcuni di loro entrano in un bar del centro città e li, questo è ancora da chiarire, sono volate parole grosse, una discussione, offese, i testimoni raccontano pesanti e poi botte.

Il proprietario del bar, un locale storico di Lanciano, per ora ci ha chiesto riservatezza: “devo parlare con il  mio legale, è una situazione che non so come gestire, non è la prima volta che accade e voglio capire come comportarmi”. Noi rispettiamo questa sua richiesta, appena vorrà, vi forniremo il nome del locale e del suo proprietario.

Quel che è certo, e che per dovere di cronaca dobbiamo raccontarvi,  che il malcapitato è finito in ospedale con un braccio rotto e diverse altre escoriazioni. Questa mattina quando abbiamo chiamato al telefono ci ha risposto il papà, anche lui provato dall’accaduto, che ci ha raccontato che forse, nel pomeriggio, il bar sarebbe rimasto chiuso, “mio figlio sta male”, ci ha detto.(Redazione)

 

Probabilmente pensava di essere al sicuro presso una nota clinica del centro di Chieti e non immaginava di trovare i Carabinieri pronti ad arrestarlo pochi secondi dopo la dimissione, S.T. molisano di 73 anni che deve scontare una pena di 7 anni e sei mesi per atti sessuali con minorenni.

L’uomo apparentemente non era ricoverato per patologie brevi ed i militari della Stazione di Chieti Principale, dopo aver preso contatti con la direzione ed essersi informati sulla data di dimissione, lo hanno atteso all’uscita della clinica per mettergli le manette.

Dopo gli atti di rito è stato associato al carcere di Chieti dove rimarrà i prossimi sette anni.

L’ appello al consiglio di stato presentato da Ecolan è stato respinto. Il ricorso  seguì alla sentenza che dichiarava illeggittima l’affidamento in house da parte del Comune di Lanciano. Da quella sentenza si dichiaravano illegittimi i contratti stipulati tra Comune ed Ecolan in quanto non era stato rispettato il cosidetto “controllo analogo” cioè quando l’ affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall'ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta “in house” e, comunque, nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria in materia.

Il ricorso , attuò ad accertare la violazione, fu presentato dalla da Rieco, società di servizi integrati per l'ambiente che opera in gran parte del territorio abruzzese.

Ecolan modificò lo statuto societario in modo da renderlo conforme alle disposizioni emesse dal T.A.R. e il comune di Lanciano riaffido ancora all’Ecolan  il servizio di igiene urbana. Sembrava tutto risolto ma, ieri, il Consiglio di Stato torna sulla questione e dichiara l’improcedibilità dell’appello per “sopravvenuta carenza d’interesse”  nel caso di specie, in particolare dopo aver proposto ricorso in appello per la riforma della sentenza del T.A.R.(Redazione)

Ormai è  ufficiale: lo stabilimento Honeywell di Atessa chiude. La multinazionale americana ha confermato nei giorni scorsi a Roma, in un incontro al Mise, la cessazione del sito produttivo di turbo compressori, che conta 420 lavoratori più un’altra sessantina di operai di aziende dell’indotto. 500 famiglie gettate nella disperazione dal settembre scorso e a nulla sono valsi gli scioperi, le notti al freddo e la protesta dei mesi scorsi.

Il vertice aziendale si è detto disponile a un percorso “meno impattante” sul piano sociale attraverso il ricorso all’utilizzo di ammortizzatori quali cassa integrazione guadagni, per alcuni mesi, e l’ulteriore incentivo all’esodo dei dipendenti.

Uno spiraglio di luce arriva invece dalla disponibilità anche a favorire la reindustrializzazione del sito produttivo di Atessa se ci dovessero essere  imprenditori pronti a rilevarlo.

All’incontro, durato oltre due ore e mezza, hanno partecipato azienda, funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico, Giovanni Lolli, vice presidente della Giunta regionale d’ Abruzzo, le segreterie sindacali territoriali abruzzesi e i rispettivi segretari nazionali Gianluca Ficco (Uilm), Ferdinando Uliano (Fim) e Michele De Palma (Fiom).

 

Si tratterebbe, secondo alcune indiscrezioni, di una ritorsione nei confronti dell’ azienda sanitaria l’atto vandalico avvenuto nei giorni scorsi a Castelfrentano.

Sei sono le auto, tutte Panda, di proprietà della Asl Lanciano Chieti Vasto danneggiate. Portiere pesantemente rigate, una gomma bucata e una scritta inquietante “MORTE” su una delle auto.

I mezzi sono in uso al settore Veterinaria dell’Asl  con sede a Castel Frentano. Sull’episodio indagano i carabinieri di Lanciano e Castel Frentano. 

 

L'illuminazione pubblica di Orsogna (Chieti) diventa più moderna ed efficiente. Nei giorni scorsi l'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Fabrizio Montepara, ha avviato i lavori per ampliare e migliorare la pubblica illuminazione con la sostituzione di 335 corpi illuminanti - obsoleti, fatiscenti e non più a norma - con altrettanti a led, molto performanti e con consumi notevolmente ridotti. Ogni punto sarà equipaggiato con riduttori di flusso su ciascuna armatura in modo da contenere ulteriormente il consumo energetico nelle ore notturne con poco traffico veicolare.

«Il risparmio atteso - spiega Montepara - è di circa il 60% sui costi dell'energia elettrica per i punti luce oggetto di intervento. Saranno installati nuovi corpi illuminanti a led, dotati di vetro piano, a doppio isolamento, opportunamente scelti con potenza adeguata alle caratteristiche delle strade oggetto di intervento e con la massima efficienza in termini di consumo energetico. Saranno inoltre sostituiti i vecchi corpi illuminanti contenenti lampade a vapori di mercurio e sfere non più a norma per l'inquinamento luminoso».

Il progetto, curato dall’ingegnere Maurizio D’Alleva, prevede anche la sostituzione di alcuni pali in piazza Mazzini con nuovi pali artistici equipaggiati con corpi illuminanti a led. Nella stessa piazza principale si procederà al “relamping” delle lanterne artistiche (ovvero la sostituzione della sola piastra esistente con piastra a led) per uniformare il colore della luce e ridurre il consumo delle lanterne.

L’importo complessivo del progetto è di 250.000 euro, di cui 185.546 euro per l’importo dei lavori oltre a oneri di sicurezza per 6.303 euro. L’opera è stata aggiudicata alla ditta Gsm Impianti srl di Guidonia Montecelio (Roma) con un ribasso del 29,267

 

Una risposta articolata e puntuale sulle condizioni dell’Ambulatorio vaccinale di San Salvo è stata inviata al Sindaco e al Comando Nas dalla responsabile del Servizio Igiene e Sanità pubblica della Asl Lanciano Vasto Chieti, Ada Mammarella.

 Nella nota vengono richiamate le criticità rilevate dai Carabinieri a seguito del controllo effettuato, e per ciascuna forniti i dovuti chiarimenti:

Riguardo alla carenza dei requisiti strutturali  evidenziati nella Sede erogativa di San Salvo, è stato precisato che nei mesi scorsi la Asl ha già trasmesso al Comune un Piano di Adeguamento con relativo Cronoprogramma. Altri interventi saranno eseguiti a breve per la sostituzione della rubinetteria e soluzioni per una maggiore fruibilità della segnaletica.

In riferimento, invece, alle carenze di tipo impiantistico, relativamente alle infiltrazioni di acqua dal soffitto nella stanza/magazzino attigua alla segreteria, nella nota viene ricordato come il terrazzo sia stato già oggetto di recente manutenzione e coibentazione, con sostituzione integrale qualche anno fa della guaina protettiva, che nella scorsa estate è stata comunque revisionata. Ad ogni modo, si interverrà per sanare il problema con interventi straordinari.

Quanto, poi,ai requisiti minimi tecnologici, Mammarella ha fatto rilevare come l’ambulatorio vaccinale sia dotato di un carrello per la gestione dell’emergenza con la dotazione farmacologica e strumentale, così come richiesto dal Manuale di Autorizzazione di cui alla Legge regionale 32/07; i militari del Nas ne hanno contestato la non conformità in quanto non chiuso, pertanto c’è l’impegno ad acquistarne uno che risponda a tali indicazioni. Si precisa, a ogni buon conto, che l’ambulatorio vaccinale può disporre di un carrello già attrezzato e munito di defibrillatore, condiviso con le attività ambulatoriali della Sede Erogativa di San Salvo.

Infine, per il frigorifero con avaria al tachigrafo ubicato all’interno dell’ambulatorio vaccinale, la criticità è stata superata mediante un intervento tecnico risolutivo. La funzione del tachigrafo è quella di registrare e tracciare i dati relativi all’escursione termica,  pertanto il  mancato funzionamento non compromette la conservazione dei vaccini poiché la temperatura è sempre visibile sul display. E’ stato comunque chiarito che nel frigorifero oggetto di contestazione venivano tenuti in modo temporaneo i vaccini da utilizzare durante la seduta, ricollocati, poi, a fine attività, nell’altro frigorifero, salvaguardando la catena del freddo con lettura digitale e visiva.

“In tutti gli ambulatori vaccinali – conclude Mammarella – nel rispetto di procedure codificate e linee guida,  prima dell’inizio di ogni seduta vaccinale vengono verificati la corretta tenuta e conservazione dei vaccini e l’effettivo buon funzionamento dei frigoriferi.  Tutto questo grazie a operatori esperti e validi professionisti che vi prestano la loro opera”.

 

Intervento provvidenziale, giovedì pomeriggio, della Motovedetta della Guardia Costiera di Ortona, che a seguito di segnalazione giunta da un motopesca al largo, ha soccorso un marittimo colto da malore, riaccompagnandolo in porto dove, ad aspettarlo, c’era l’ambulanza del 118.

Erano circa le 16:00 quando il Comandante del peschereccio “Guerriero” contatta la sala operativa della Capitaneria di Porto di Ortona per comunicare di avere a bordo un marittimo privo di sensi a seguito di presunti attacchi epilettici. Immediato l’invio in zona, a circa 9 miglia al largo, della dipendente motovedetta CP 885, con a bordo anche personale medico del 118, che ha prontamente risposto alla chiamata d’intervento della Guardia Costiera. Il marittimo, un pescatore pugliese di 45 anni imbarcato sull’unità poche ore prima, è stato sbarcato nel porto di Ortona in evidente stato confusionale, e sebbene le sue condizioni fossero migliorate dopo l’intervento del 118, è stato comunque trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Ortona per accertamenti. Attimi di apprensione, con il mare mosso a rendere più difficoltose le operazioni, ma fortunatamente tutto si è risolto per il meglio.