Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Quartiere Civitanova, ai confini con la Sacca ore 9,45 circa. Una sirena non smette di suonare, ci si affaccia in strada e si nota mezzo di soccorso del 118  bloccato dalle auto in sosta.

Sono tre i mezzi che si vedono dalla foto, che un nostro lettore ci ha mandato,  tutte le autovetture sono parcheggiate a ridosso dei paletti posizionati dal comune per impedire la sosta. Ma da queste parti, raccontano i residenti, ognuno fa come gli pare. Li hanno tagliati, spostati ed alcuni ci hanno addirittura messo dei lucchetti che aprono e chiudono a piacimento creandosi cosi di fatto un bel posto auto privato.

Nessuno dice nulla, incalza un residente, ma questa mattina con un mezzo di soccorso bloccato si è davvero toccato il fondo. Almeno 15 minuti, interminabili, non hanno permesso ad un malato di raggiungere il pronto soccorso e il proprietario dell’auto quando è arrivato sul posto ha anche detto: “tutta questa fretta avete?”

Di situazione ai limiti della legalità tutto il quartiere ne vive molte, le scene di degrado sono all’ordine del giorno, ci racconta una signora anziana. A volte ho paura ad uscire da sola-continua- ma a chi devo rivolgermi se tanto alla fine nessuno fa nulla ed io resto qui, sola…è meglio farsi i fatti propri.

L'assessore alla viabilità e traffico Francesca Caporale si appella, ancora una volta, al senso civico degli abitanti del quartiere ricordando loro che abitudini simili vanno a discapito anche della loro sicurezza. "Se una ambulanza passa su via Garibaldi, continua l'assessore è perchè deve soccorrere un residente e a tutti potrebbe capitare, si spera di no, un emergenza in famiglia. Il parcheggio delle Ripe è in via di completamento, conclude, entro il 2018 dovrebbe essere finito ma, non per questo, le persone possono permettersi comportamenti simili". (C.Lab)

 

Intorno alle 14, 30 un incidente agricolo in località Santa Calcagna, nel comune di Rocca San Giovanni, ha ucciso Giuseppe Ucci di 77 anni  a bordo del suo trattore. Dalle prime indiscrezione sembrerebbe che l’anziano abbia accusato un malore che lo avrebbe portato a perdere il controllo del mezzo. In quel momento si trovavo a ridosso di un terreno fortemente in discesa e da li è precipitato finendo schiacciato.

Difficile le operazioni di recupero della salma che, alle 16, non era ancora stata recuperata dai vigili del fuoco intervenuti sul posto insieme ai carabinieri di san Vito e a due mezzi del 118 più un elicottero.

La scorsa settimana a Treglio un incidente molto simile.

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Chieti, in Roma, hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa il 03/10/2017 dal Tribunale – Ufficio G.I.P. di Chieti, nei confronti di S.L., 61enne, funzionario ENEL Spa con sede in Roma.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’attività d’indagine avviata nel mese di febbraio 2017,supportatta da attività tecnica che ha interessato il monitoraggio di svariate utenze telefoniche in uso all’indagato e a persone a lui collegate nonché da riprese video/audio, che ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, per i reati di tentata concussione e turbativa d’asta.

Lo stesso, abusando della sua qualità di funzionario ENEL, mediante minaccia, cercava di indurre un’azienda teatina a rinunciare ad uno dei cinque lotti che si era aggiudicato in una gara pubblica, al fine di favorire un’altra ditta del teramano, prospettando alla ditta aggiudicataria la possibilità dell’annullamento della gara stessa, con il conseguente e concreto rischio di non risultare più vincitrice dell’appalto, riportandone un ingente e grave danno economico finanziario.

Tali condotte venivano poste in essere prima che si concludesse di fatto la procedura di gara, turbando quindi la regolarità della stessa gara pubblica, vicenda questa del tutto estranea all’Azienda che aveva a sua volta segnalato il comportamento del funzionario per alcune irregolarità.

Nel corso della medesima operazione sono state eseguite perquisizioni sia nei confronti dell’indagato nonché presso le sedi di alcune società del teramano ed accertamenti patrimoniali presso Istituti di credito ed Uffici Postali della Capitale.

L’attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Chieti ha visto la fattiva collaborazione della società ENEL Spa che, come già indicato, risulta essere del tutto estranea alla vicenda oggetto d’indagine.

E’ durata poco più di 48 ore l’impunità degli autori di quella che è stata definita una vera e propria “razzia” compiuta nella notte tra sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre in numerosi esercizi commerciali del centro cittadino di Ortona. La Stazione Carabinieri di Ortona, infatti, ha identificato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti per furto aggravato due pluripregiudicati napoletani di 49 e 23 anni.

I militari dell’Arma erano sulle loro tracce già dalle prime ore di lunedì mattina, quando, raccolte le denunce di furto di commercianti, artigiani e ristoratori, avevano visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza sia degli esercizi commerciali visitati dai ladri che di quelli attigui o, comunque, disseminati lungo il percorso seguito dai due durante la loro scorribanda. In particolare, le immagini avevano immortalato, oltre che in maniera nitida i volti dei due pregiudicati ed il loro abbigliamento, anche e soprattutto la targa ed alcuni dettagli inconfondibili dell’autovettura utilizzata per spostarsi da una via all’altra del centro cittadino.

E’ bastato, quindi, diramare le ricerche dell’auto per fa sì che ieri mattina il veicolo venisse intercettato e fermato dalla Polizia Stradale di Cassino. I due, infatti, stavano facendo rientro nei luoghi di origine con il loro bottino di PC, tablet, attrezzatura per parrucchieri, articoli di cancelleria e denaro contante che quanto prima saranno restituiti alle vittime. I Carabinieri di Ortona invitano chiunque abbia subito analoghi furti durante lo scorso fine settimana, e non lo abbia ancora fatto, a recarsi presso il Comando Stazione di Ortona per formalizzare la relativa denuncia.

      Immagine di repertorio

L’incidente che ha portato al decesso di ’Fioravante Trivilini, 62 anni, di Lanciano è avvenuto questa mattina intorno alle 11 nel comune di Treglio  in località Castellana.

Il mezzo, un trattore gommato, si è ribaltato schiacciando l’uomo mentre stava cercando di risalire una zona particolarmente scoscesa. A dare l’allarme il figlio che ha assistito inerme a tutta la scena. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, e i vigili del fuoco che dovranno recuperare il mezzo. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Ortona.

 

GUARDIAGRELE (CH) – Questa notte tre persone, verosimilmente di etnia straniera, dopo aver praticato il classico foro nella serratura di una porta finestra, sono penetrate all’interno dell’abitazione di un noto imprenditore teatino del settore alimentare che, in quel momento, stava dormendo unitamente alla consorte. I malviventi, dopo aver rovistato al piano terra dell’abitazione, sono saliti al piano superiore e, resisi conto della presenza dei proprietari di casa, li hanno immobilizzati al fine di farsi consegnare le chiavi della cassaforte.

Nel frangente l’imprenditore è stato ripetutamente colpito da uno dei malviventi sotto gli occhi della moglie che, terrorizzata da quello che stava accadendo, ha subito consegnato le chiavi della cassaforte agli altri due complici che hanno quindi asportato tutto il contenuto, composto da denaro contante e gioielli, in corso di quantificazione. Subito dopo i malviventi sono fuggiti a bordo di due autovetture, una rubata ai cognati delle vittime e l’altra ad una loro vicina di casa. A chiamare il 112 è stata la moglie dell’imprenditore, che una volta rimasta sola ha subito dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Chieti e quelli del Reparto Operativo del Comando Provinciale che, al momento, stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti al fine di addivenire all’identificazione dei responsabili. Una delle due autovetture, una Fiat Panda, è stata rinvenuta a poche centinaia di metri dall’abitazione e, sula stessa, sono in corso i rilievi del caso.

"Mentre la giunta e la maggioranza del sindaco Pupillo parlano di massimi sistemi e megaprogetti tanto futuribili, quanto improbabili, i lancianesi si trovano a convivere con una serie di disagi che l'amministrazione comunale fa finta di non vedere, come quelli denunciati più volti dai residenti dell'area ex Torrieri".

A parlare è Tonia Paolucci, capogruppo della lista civica Libertà in Azione in consiglio comunale a Lanciano, che ha ricevuto moltissime segnalazioni dagli abitanti della zona. "I problemi da quelle parti sono di due ordini - spiega la Paolucci - il primo è di natura igienico-sanitaria. L'ex Torrieri, che in gran parte è di proprietà del Comune, è lasciato al degrado più assoluto: presenza di ratti che scorrazzano ovunque, rifiuti di ogni tipo, anche pericolosi, stabile all'abbandono e rifugio di sbandati e malintenzionati. Il secondo è legato proprio alla sicurezza, con furti ed episodi di microcriminalità che spaventano i residenti, soprattutto i più anziani, molti dei quali hanno preferito trasferirsi a casa dei figli o hanno chiesto loro di fermarsi nelle ore notturne, perché hanno paura".

Dopo il raid vandalico dello scorso luglio (in cui teppisti hanno danneggiato numerose auto in sosta e ucciso, per gioco, un gatto), il sindaco Mario Pupillo aveva assicurato maggiori controlli da quelle parti. "A oggi, però - continua la capogruppo di Libertà in Azione - nulla è cambiato e i cittadini sono costretti a convivere con una situazione esplosiva: da un lato l'ex Torrieri e di fronte il degrado del retro dell'ex ippodromo, in passato purtroppo già teatro di gravi fatti di cronaca". L'area dell'ex Torrieri e dell'ex ippodromo è interessata da anni da progetti di riqualificazione, prima con la società di trasformazione urbana e ora con il programma integrato di intervento. L'ultimo in ordine di tempo è quello del Central Park, annunciato da Pupillo e dalla Regione proprio il giorno prima delle elezioni comunali. "Sul Central Park - conclude Tonia Paolucci - è inutile sprecare altre parole, ne abbiamo parlato già abbondantemente.

Nel frattempo, in attesa che i piani faranoici del nostro primo cittadino vedano la luce, il degrado avanza e non è più tollerabile che sindaco e maggioranza utilizzino questi progetti come alibi per prendere tempo e non risolvere mai i problemi, ammesso che sappiano trovare una 

 

Ancora un piccolo bancomat fatto esplodere ed ancora nessuna traccia dei ladri. Questa volta è toccato alla filiale della Tercas di Poggiofiorito ed è di circa 15 mila euro il bottino arraffato dai malviventi.

Il modus operandi sempre lo stesso; esplosione in piena notte, residenti svegliati e una grossa auto che fugge. Bottino circa 15 mila euro.

Attivati diversi posti di blocco su tutto il territorio. Le indagini sono coordinate dai carabinieri della Compagnia di Ortona .

 

Tutto il mondo politico, non solo lancianese, si stringe compatto alla famiglia del vice sindaco Pino Valente in quella che è sraà una mancanza dolorosissima .

“Se ne è andato innanzitutto un amico, ha scritto il sindaco di Fossacesia, segretario Regionale dell’UDC ed ex presidente della provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, un uomo capace e determinato, doti che aveva fatto emergere nel suo impegno politico per la sua adorata Lanciano. Era animato da una gran voglia di fare, di cambiare. Prendeva tutto a cuore come se quella fosse la sua missione. Si era avvicinato nel passato all’Udc trovando nella nostra forza politica quei valori a cui teneva. Pino interpretava la politica come servizio alla speranza, come passione civile, come fiducia nella capacità di "proporzionare le mura della città terrena - diceva Giorgio La Pira -a quelle della Gerusalemme celeste". Abbraccio la sua famiglia, la città di Lanciano, il suo movimento Progetto Lanciano, condividendone il dolore””

Il sindaco di Lanciano e presidente della provincia di Chieti Mario Pupillo parla di un  dolore troppo grande, troppo forte, per me e per tutti noi. Oggi Lanciano, prosegue, perde un valido amministratore, un Vicesindaco appassionatissimo della Città e delle sue tradizioni, un figlio che ha saputo dedicare i suoi anni migliori alla Comunità con un impegno politico e civico di grande, grandissima, importanza. Ma non solo: oggi noi tutti perdiamo un fratello, un amico, un leale compagno di avventura con cui abbiamo condiviso la passione e l'amore per Lanciano, la sfida di amministrare la nostra Città, insieme. Alla moglie Filomena, al piccolo figlio Samuele, ai parenti tutti, esprimo a nome della Città di Lanciano e dell'Amministrazione Comunale il mio più profondo cordoglio per questo lutto doloroso e prematuro che ci lascia senza respiro.

Il presidente del consiglio comunale di Lanciano Leo Marongiu parla del merito della città di aver dato i natali e cresciuto un uomo straordinario come Pino Valente. Pino era straordinario in tutto ciò che faceva: nella passione fino a quella personalità che ho avuto l’onore di poter accompagnare in questo percorso di 6 anni in cui abbiamo condiviso l’opportunità di amministrare la nostra Città.

Pino era un amico, un compagno di curva e di trasferte, un collega amministratore, un uomo con cui confrontarsi, a volte anche in modo forte per poi ritrovare insieme la via maestra. Siamo e siamo stati una grande famiglia più che una coalizione di governo. Pino era l’anima di Lanciano, con il suo essere gioviale e scherzoso ma anche estremamente serio e deciso nel portare avanti i progetti a cui teneva.

Pino è stato un leader di questa Città, un uomo che ha saputo aggregare attorno a sé un gruppo di persone per un’idea ed un sogno. L’ultima telefonata, giorni fa, con l’invito a non mollare perché lo avremmo aspettato al suo posto e perché quella sua presenza ingombrante si stava trasformando in un vuoto troppo grande.

La sua risata, inconfondibile, iniziava a mancare troppo.

Con la sua risata ci guiderà ancora.

LANCIANO - FOGGIA –  Si è conclusa con 7 arresti una complessa ed articolata indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile  della Compagnia Carabinieri di Lanciano avviata nel mese di DICEMBRE del 2016 e volta a disarticolare un sodalizio criminale di etnia rumena e magrebina responsabile di numerosi reati contro il patrimonio perpetrati nelle province di Chieti, Campobasso e Foggia. Con l’accusa di furto aggravato e continuato e ricettazione con l’aggravate del crimine trans-nazionale, sono finiti in manette:

MAHROUSSI Slimahan, 36enne marocchino da Bomba (CH);

LUDICA Constantin Marian, 20enne rumeno da Torremaggiore;

COSTACHE Samuel Mircea, 20enne marocchino da Torremaggiore(FG);

NICOLAE Adi, 31enne rumeno da Torremaggiore;

CAPORALE Piero, 34enne da Casoli(CH);

DOUIEB Hicham 37enne marocchino da Stornara (FG);

NOURI Younes35enne marocchino da Torremaggiore (FG).

Nei confronti degli indagati e di altri 8 correi, risultati al momento irreperibili,  tutti pluripregiudicati, il GIP del Tribunale di Lanciano Massimo Canosa ha emesso altrettante ordinanze di custodia cautelare (2 in carcere e 13 ai domiciliari) che sono state eseguite la notte scorsa dai Carabinieri della Compagnia di Lanciano in collaborazione con i colleghi dei Comandi Provinciali di Foggia, Salerno e Cremona: Casoli, Stornara, Torremaggiore e San Severo, Eboli e Crema.  La banda era specializzata nella perpetrazione di furti di materiale agricolo ed industriale e, soprattutto,  di pannelli solari e fotovoltaici, che venivano successivamente imballati e trasportati in Marocco, dopo essere stati imbarcati nel porto di Genova e lì rivenduti. I carabinieri del Nucleo Operativo di Lanciano  hanno ricostruito il modus operandi della banda ed i relativi profitti. Un pannello fotovoltaico del valore di circa 300 euro, veniva venduto dai ladri all’organizzazione criminale operante in Marocco ad un prezzo di 40 euro circa. L’indagine ha preso avvio dalla constatazione di almeno 6 furti di cavi di  corrente  di media tensione  perpetrati nei mesi di novembre e dicembre del 2016 in alcune località della Provincia di Chieti, allorquando ignoti ladri alleggerivano la linea elettrica ENEL di circa  kg.3700 di rame. Tramite complesse attività tecniche ed operative, consistite nell’ intercettazione telefonica di circa 10 utenze in uso ai malviventi, nell’installazione di sistemi GPS sui loro veicoli e in servizi di osservazione e pedinamento,   i Carabinieri del NOR della  Compagnia di Lanciano risalivano ai ladri e iniziavano un’ articolata attività di monitoraggio grazie alla quale si individuava compiutamente la banda e le loro attività illecite.

I Carabinieri infatti, nel corso delle attività di osservazione della compagine criminale, composta da rumeni e marocchini che si avvalevano di due basisti nel territorio abruzzese,   hanno scoperto numerosi furti ai danni sia di aziende che di “parchi fotovoltaici” di cui la banda si era resa responsabile. Giro d’affari messo su in poco più di 6 mesi 500mila euro.

Le indagini hanno così portato i Carabinieri nella provincia di Foggia, dove la banda aveva il suo “covo”, ed in particolare nell’area di San Severo -Torremaggiore. Con enormi difficoltà, anche dettate dalla distanza, i Carabinieri sono riusciti ad identificare tutti i componenti della consorteria, malgrado le accortezze che gli stessi usavano per non farsi scoprire e sottoponendo ad indagine complessivamente 30 persone. I militari della Compagnia di Lanciano, negli ultimi giorni, hanno effettuato difficoltosi servizi di pedinamento per riuscire a localizzare i domicili degli indagati e questa notte,  con l’ausilio dei Carabinieri dell’Arma territoriale di San Severo, Cerignola, Eboli e Crema, è quindi scattato il blitz.

Negli ultimi anni i parchi fotovoltaici sono stati presi di mira dai ladri ed il fenomeno  rappresenta ormai una piaga per i proprietari. I furti provocano una perdita non solo a livello economico (svariati milioni di euro) ma anche energetico e pregiudicano la politica di investimenti in energie rinnovabili. Le regioni italiane più a sud sono quelle maggiormente colpite perchè più vicine ai paesi del Nord Africa dove la richiesta è alta ed è più difficile rintracciare i ladri e la refurtiva. In Italia risultano installati circa 300.000 impianti. La Puglia mantiene il primato come Regione per la maggiore potenza installata. Nel Sud Italia si registra però anche il maggior numero di furti di pannelli fotovoltaici, anche se il fenomeno è diffuso pressoché ovunque.  Per far fronte al dilagante fenomeno criminale è stato ideato un “sistema antifurto”: ogni volta che un pannello viene collegato alla rete elettrica, riceve infatti un codice di riconoscimento univoco. Ma i ladri hanno bypassato l’ostacolo rivendendo i pannelli rubati al di fuori della rete elettrica nazionale: in Nord Africa, in Romania e nell’Europa dell’Est. Non a caso in Marocco o Tunisia si registra un boom di fotovoltaico “nero”.

 

 

  • Pagina 2