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E’ quanto accaduto la scorsa notte in una zona alla periferia di Lanciano.  Spinelli Ivan, 30enne del posto, da qualche mese agli arresti domiciliari per alcuni reati contro il patrimonio, incurante delle prescrizioni impostegli dall’Autorità Giudiziaria, ha lasciato la propria dimora allontanandosi lungo la strada di residenza. Un abitante della zona, a conoscenza della sua situazione giudiziaria, lo nota e gli consiglia di rientrare a casa ma il giovane la prende male e, poco dopo, tornato indietro, mediante un liquido infiammabile, da fuoco alla sua auto, una Fiat 500 parcheggiata nei pressi, rimanendo anche leggermente ustionato alla mano sinistra. Allertati i Carabinieri della Compagnia di Lanciano, diretti dal Capitano Vincenzo Orlando,  già impegnati in uno specifico servizio di controllo del territorio per la prevenzione di reati predatori,  gli stessi riuscivano ad individuare il piromane e, prima che  facesse rientro a casa, a bloccarlo ed a trarlo in arresto in flagranza di reato. Ora Spinelli, dovrà rispondere dei reati di evasione e danneggiamento seguito da incendio ed in attesa del rito direttissimo è stato ricondotto presso il proprio domicilio,  come disposto dal magistrato inquirente. L’arrestato non è  nuovo a questo tipo di comportamenti,  infatti, già circa 15 giorni fa, senza alcun apparente motivo, aveva aggradito verbalmente e fisicamente due signore che stavano passando davanti casa sua procurandogli lievi lesioni. L’episodio era stato portato al vaglio della Procura di Lanciano e, sicuramente , graverà anche sull’esito dell’arresto odierno.  

Immagine di repertorio

Un’impiegata di 35 anni, F.F, di un ufficio postale di Lanciano è finita sotto inchiesta per aver, secondo gli inquirenti, sottratto più di 50 mila euro dal conto corrente un pensionato.

L’uomo, 80 anni, si è rivolto a lei, che fa consulenza finanziaria, per capire come meglio mettere al sicuro i risparmi di una vita. Sembrerebbe che in questo incontro l’uomo abbia spostato la cifra da un conto ad una altro, almeno stando alle prime indiscrezioni, solo che "l’altro" era quello della dipendente stessa, che è riuscita a carpire il codice pin della carta del cliente. Il legale della dipendente Carmine di Risio, fa sapere che la sua assistita respinge tutte le accuse e che la somma, che i parenti della vittima del raggiro non hanno più trovato sul conto, è provente di una donazione fattale da un parente.Il Sostituto Procuoratore Serena Rossi ha posto sotto sequestro preventivo il conto corrente della donna.

+++aggiornamento e precisazione della notizia

Sulla vicenda della dipendente delle poste che secondo il Gip avrebbe sottratto circa 50 mila euro ad un uomo della zona che le chiedeva consigli su come investire i suoi risparmi, riceviamo e pubblichiamo le dichiarazione di uno dei suoi legali l’avvocato Alessandro Troilo che ci tiene a precisare come  questa mattina ha depositato ricorso al Tribunale del Riesame di Chieti contro il sequestro del conto corrente della propria patrocinata in quanto i CC. della Sez. di PG della Procura di Lanciano, nell'eseguire il sequestro del cennato conto, avrebbero  trovato un saldo attivo pari a 0.  Ciò, sempre secondo l’avvocato, contrasta con quello che scrive il GIP nel convalidare il sequestro che dovrebbe servire ad evitare che l'indagata possa far sparire le somme.
Quali somme, si chiede l’avvocato se nel conto non sono stati trovati soldi?

Il 6 maggio scorso era stato sorpreso e tratto in arresto dai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ortona con 60 grammi di cocaina nascosti in casa durante uno dei controlli di routine che le forze di polizia fanno nei confronti di soggetti posti agli arresti domiciliari.

In quella circostanza, M.R., 58enne pregiudicato di Ortona, che stava scontando in detenzione domiciliare una precedente condanna per reati in materia di stupefacenti, dopo la convalida dell’arresto in flagranza era stato posto nuovamente ai domiciliari.

Ieri, l’Ufficio di Sorveglianza di Chieti, a cui i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile avevano comunicato la grave violazione del 6 maggio scorso, ha sospeso il provvedimento di detenzione domiciliare disponendone la carcerazione. Pertanto, dopo le formalità di rito, sono stati gli stessi militari del N.O.R. di Ortona a condurlo presso il carcere di Chieti.

Erano pronti per azionare la “marmotta”, l’esplosivo intorno al distributore di soldi, come facevano da ormai più di un anno, ai danni dell’ufficio postale di Piane D’Archi ma, questa volta, i carabinieri li stavano aspettando. Ne è nata una sparatoria che ha visto coinvolti anche alcuni giovani di Selva D’Altino che terrorizzati volevano andar via a bordo della loro Alfa 156 ma, si sono ritrovati proprio nel bel mezzo degli spari, per fortuna solo tanta paura e le gomme della macchina bucate dai proiettili.

I malviventi, 5, sono stati catturati, uno di loro è ferito ad una gamba e si trova attualmente ricoverato al Renzetti di Lanciano. Ulteriori dettagli saranno resi noti in mattinata in una conferenza stampa al comando provinciale dei Carabinieri di Chieti.

+++  aggiornamento ore 14

I 5 malviventi dopo aver tentato la fuga, sono stati inseguiti e bloccati a bordo di un’auto nelle campagne vicino al luogo scelto per l'ennesimo colpo. Sono ritenuti i responsabili anche della rapina alla gioielleria in un Centro Commerciale di Lanciano e non si esclude che possano esseri gli autori di altri colpi ai bancomat visto che la tecnica era la stessa. Gli arrestati sono: Massimiliano Leonetti, 46 anni, di Cerignola (Foggia) Francesco Reddavide, 33 anni, e Potito Diglio, 36 anni, entrambi di Cerignola,  Cristoforo Aghilar, 35 anni e Antonio Cataldo, 39 anni, di Orta Nova (Foggia)
Il basista, massimiliano Leonetti, che abitava in un appartamento in affitto a Lanciano effettuava dei sopralluoghi e poi insieme ai complici colpiva. I Carabinieri, lo hanno individuato ed hanno messo nell’auto dello stesso dei GPS per seguire i suoi spostamenti.

 

Il Capitano Vincenzo Orlando

Di indole violenta e  molesto, è stato  allontanato dalla casa familiare e da tutti i luoghi frequentati dalla sua famiglia. I carabinieri della Stazione di Lanciano, hanno notificato a T.S. 28enne del posto, l'ordinanza di applicazione di misura cautelare consistente nell’allontanamento  dall'ambiente familiare.

A firmare il provvedimento è stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale Massimo Canosa su richiesta del pubblico ministero Serena Rossi.  Quest’ultimo ha ritenuto fondati gli esiti dell'attività investigativa condotta dai carabinieri della Compagnia di Lanciano diretti dal Capitano Vincenzo Orlando, in ordine ai reati di lesioni personali aggravate, minaccia e maltrattamento di animali; i militari, infatti, hanno accertato che l’uomo, soggetto disoccupato, iracondo e violento, per circa un anno aveva consumato condotte aggressive nei confronti dei componenti del proprio nucleo familiare (madre, padre e sorella)  non mancando di prendersela anche con il cane, colpendolo, durante una furiosa lite con la sorella,  ripetutamente con violenti calci per farlo stare zitto.

Dunque, un'attività di violenze ripetute, perpetrate anche con armi (coltello), specie nei confronti della sorella maggiore che più volte ha dovuto far ricorso alle cure mediche,   che hanno causato un perdurante e grave timore per l’incolumità personale di tutti i componenti della famiglia, compreso il cane,. Il provvedimento del giudice è stato motivato con la necessità di interrompere l’azione criminosa del soggetto violento atteso che la convivenza nella stessa casa poteva offrire all’indagato numerose occasioni per manifestare la propria condotta violenta ed aggressiva , divenuta ormai questa una modalità di vita nel relazionarsi ai propri congiunti.   Ora,  il 28enne deve stare lontano dalla casa familiare, con l’obbligo di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dai prossimi congiunti e di non comunicare con i predetti con qualsiasi mezzo; un’eventuale inosservanza delle disposizioni del magistrato potrebbe portare all'inasprimento della misura cautelare e quindi all’arresto dell’uomo.

A fronte degli accadimenti degli ultimi giorni e degli ultimi mesi, l’ennesimo bancomat saltato con esplosivo e l’ennesimo appartamento svaligiato, andiamo a sottolineare quanto poco si sia fatto e quanta necessità abbia il nostro territorio di tutela del cittadino e delle imprese. A parlare è Mirco Spinelli presidente della Confesercenti Lanciano che denuncia in comunicato stampa il delicato periodo che il commercio cittadino sta attraversando.

A partire dai fatti di San Vito che ha visto coinvolto il commerciante Domenico Iezzi, di Corso Roma ai danni del tabacchino, della rapina nel centro commerciale ma anche dei furti in appartamenti e private abitazioni: quante volanti ha messo a disposizione il questore per i turni notturni,turni in cui più necessitiamo di tutela? Si chiede Spinelli,e ancora i nostri agenti hanno gli strumenti adatti per poterci difendere? Forse no. Cosa vogliamo fare ? Attendere? Che si cominci a chiedere anche il pizzo? Ormai si percepisce una sorta di “abitudine” a questi accadimenti:forse non è ora di chiedere una soluzione anche più in alto? E’ evidente che c’è necessità di intervenire in maniera decisa e corposa. Controlli, monitoraggio, presidio delle forze dell’ordine, posti di blocco su tutto il territorio: almeno, incalza il presidente, tentiamo di  rendere la vita difficile ai delinquenti e non ai cittadini e agli imprenditori.

Questo chiedono  a gran voce i commercianti e di questo, continua, andremo a chiedere conto nelle sedi opportune. I cittadini, le imprese, i turisti che accogliamo tutti i giorni hanno la necessità di sentirsi al sicuro, di vivere e lavorare serenamente. Nonostante svariati appelli e richieste, ad oggi la percezione è quella di non essere stati ascoltati. La percezione è che ci sia menefreghismo,indolenza,fatalismo. Si tratta di fenomeni da non sottovalutare.

Confidiamo, conclude Spinelli,  in un intervento serio che ripristini le condizioni di vivibilità che il nostro territorio poteva ancora vantare di avere fino a pochissimo tempo fa. Confesercenti, al fianco delle imprese, si farà portavoce di queste istanze e lavorerà affinchè si torni ad avere la giusta percezione di sicurezza necessaria per vivere e lavorare bene.

Ha   torturato e poi ucciso un cinghiale inerme con indicibile violenza, per questo un  uomo di 64 anni, è stato denunciato dai Carabinieri Forestali per maltrattamento ed uccisione di animali e per esercizio della caccia con mezzi non consentiti dalla legge.

Come se non bastasse aveva anche pensato di farsi filmare con il cellulare mentre torturava la povera bestia. Le immagini sono partite proprio dall’esame di  due video che giravano  su Whatsapp e che mostrano l'uomo mentre,  prima con un bidente, colpisce ripetutamente il cinghiale che era stato imprigionato con un laccio di filo di ferro, per poi finirlo con un coltello che era stato dato dall’uomo da chi in quel momento si divertiva a filmarlo.

I Carabinieri Forestale hanno individuato il luogo nel quale il fatto si è verificato, ovvero le campagne di Tornareccio, e con l'ausilio dei carabinieri di Atessa si è giunti alla identificazione del64enne che risiede nella zona. In casa del 64enne sono stati sequestrati il bidente e il coltello utilizzati per torturare e uccidere l'animale, il laccio e gli abiti che l'uomo indossava quando si è verificato il fatto.

Ancora da identificare l'autore del video.

Ammonterebbe almeno a 50 mila euro il bottino dell’ennesimo furto avvenuto, ieri pomeriggio in città. I ladri si sono introdotti in un appartamento al quarto piano di Via Osento, una traversa di Via Verde, e li con attrezzi da scasso da professionisti, fra cui una mola elettrica hanno aperto la cassaforte. I proprietari, solo al rientro a casa, si sono accorti dell’accaduto. Gioielli, orologi lussuosi, buoni fruttiferei e contanti. Un colpo ben assestato e sicuramnete organizzato nel minimo dettaglio.

I ladri hanno studiato le abitudine dei padroni di casa, due pensionati, e con tutta calma hanno ripulito tutto.

Poche settimane fa un furto simile sempre in zona, oltre alla spaccata di corso Roma ai danni di una tabaccheria e poi i  diversi finestrini di auto sfondati per rubare poche cose stanno, preocupando,  la città che si ritrova a vivera l’incubo malavita già vissuto. (C.L.)

La Polizia Municipale di Lanciano diretta dal Comandante Maggiore Guglielmo Levante è stata protagonista negli ultimi giorni di tre interventi distinti a tutela della pubblica sicurezza, in collaborazione con le altre Forze dell'Ordine a presidio del territorio.

Giovedì, intorno alle 16.15, in seguito ad un sinistro di lieve entità tra due auto guidate rispettivamente da un 60enne e da un 49enne all'interno della rotatoria di Marcianese, la Polizia Municipale è intervenuta per i rilievi del caso; il conducente di uno dei veicoli emanava un tale odore di alcol che ha spinto gli agenti ad effettuare verifiche ulteriori mediante etilometro. Gli agenti hanno rilevato un tasso alcolemico pari a 1,15 g/l nella prima prova di rito e a 0,89 g/l nella seconda prova: dal momento che il superamento della fascia di 0,80 g/l si configura di rilevanza penale, il conducente è stato deferito all'Autorità Giudiziaria e gli è stata immediatamente ritirata la patente di guida, mentre il suo veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo.
Nello stesso pomeriggio di giovedì, nei pressi dell'Ospedale “Renzetti”, altri due operatori di Polizia Municipale, mentre erano intenti a rimuovere un veicolo in sosta abusiva intorno alle 18.30, sono stati richiamati dalle urla di un cittadino che aveva assistito al furto di una borsa, prelevata da un'auto in sosta nella zona dopo aver mandato in frantumi il finestrino. Gli agenti, individuato il responsabile, hanno inseguito l'autore del furto riuscendo a bloccarlo lungo Via Del Mare. La refurtiva è stata trovata ancora in possesso dell'uomo, poi arrestato e trasportato in caserma da una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri prontamente giunta sul posto al momento dell'arresto della persona da parte degli agenti della Polizia Municipale.

Ieri pomeriggio, gli agenti della pattuglia della PM intenti a controllare la zona tra Corso Trento e Trieste e Piazza Plebiscito, hanno inseguito e fermato l'autore del furto di un paio di occhiali in un negozio di ottica del centro, dopo aver visto lo stesso proprietario dell'attività inseguire l'uomo. La persona è stata fermata e accompagnata al Commissariato di Polizia di Lanciano per le verifiche e gli accertamenti del caso.

“La sicurezza e il presidio del territorio sono fondamentali per la cittadinanza. Ringraziamo tutte le Forze dell'Ordine impegnate ogni giorno su questo obiettivo fondamentale; in particolare e all'esito degli interventi tempestivi e straordinari di questi giorni, meritano una menzione speciale gli agenti di Polizia Municipale intervenuti per fermare gli autori dei furti e di un conducente in stato di ebbrezza. Interventi effettuati in piena collaborazione e a supporto delle Forze dell'Ordine presenti nel nostro territorio. Come dimostrano questi ultimi fatti, è fondamentale anche e soprattutto la collaborazione della cittadinanza nella segnalazione di fatti o persone che minano la sicurezza della comunità. Sosteniamo convintamente l'operato della PM, che entro l'anno potrà contare su ulteriori due unità che andranno a rinforzare la Polizia Municipale, come previsto dal piano delle assunzioni 2018”, dichiarano il Vicesindaco Giacinto Verna e l'Assessore alla Mobilità e Traffico Francesca Caporale.

E' stata arrestata ieri sera con  l'accusa di estorsione, dagli agenti del Commissariato di Lanciano, una donna di 32 anni, di Fossacesia, di origine rom. Secondo l'accusa ha preteso da una ragazza sempre di Fossacesia , di 29 anni, il pagamento di ulteriore denaro per precedenti forniture, per svariate migliaia di euro in un anno, al suo ex compagno. La giovane esasperata ha denunciato tutto alla polizia. L'ultima richiesta è stata di 100 euro. La trappola è scatta quando la ragazza, fotociando le banconote  si è presentata all'appuntamento in strada con la rom, che era accompagnata da due figlie piccoli.

Appena messe le mani sulle banconote è scattato l'arresto in flagranza di reato. La procura di Lanciano ha disposto per la donna gli arresti domiciliari, avendo partorito due settimane fa.

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