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Resta in carcere George Bogdan Ghiviziu di 26 anni il quinto uomo coinvolto e arrestato per la rapina nella villa dei coniugi Martelli, lo scorso 23 settembre a Lanciano. Domani mattina l'interrogatorio.

Gheorghe Traian Jacota di 48 Jacota, invece, che è difeso dall'avvocato Vincenzo Menicucci, ha risposto alle domande del gip Massimo Canosa e ha detto che non essere a conoscenza della rapina e del coinvolgimento di Ghiviziu, figlio della sua compagna.

Sabato mi aveva chiesto un passaggio per Lanciano e sono stato arrestato. Dopo la convalida il gip lo ha scarcerato per l' inesistenza di pericolo di fuga e inquinamento probatorio, pur restando indagato per la sussistenza di gravi indizi. 

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Si è spento ieri all'età di 74 anni Domenico Di Martino conosciuto in città per il suo infaticabile impegno come assessore ai servizi sociali negli anni 90. Protagonsta della vita politica di quegli anni era anche segretario del partito Repubblicano cittadino. Imprenditore di successo e amante dello sport si dedicò con passione alla crescita sportiva di tanti giovani all'interno della Spal calcio.

Alla moglie Teresa, alle figlie Adelia e Alessia e al figlio Alessandro, che dal papà ha ereditato la passione politica, le  condoglionze di tutta la nostra redazione.

I funerali oggi pomeriggio, 27 settembre, alle ore 16 nella Chiesa di San Pietro.

LANCIANO. Non è stata una solita giornata di routine a Lanciano e non lo è stata soprattutto a Corso Roma, al civico 112. Il motivo è presto detto: l’arresto di uno dei componenti della banda che ha massacrato di botte i coniugi Martelli lo scorso 23 settembre. Un fatto di cronaca che ha sconvolto Lanciano e che oggi sembra essere arrivato al capolinea con l’arresto dei malviventi. La giornata di cronaca è iniziata alle 10: gli uomini della polizia e dei carabinieri hanno scovato alcuni componenti della banda: tre sono stati arrestati subito ed un altro era ancora nell’abitazione di Corso Roma. Tra l’altro, secondo fonti attendibili, i malviventi vivevano lì solo da dieci giorni.

In poco tempo il posto si è riempito di cittadini, desiderosi di avere giustizia di quanto successo. Di fronte la palazzina c’è anche l’Istituto De Titta con tantissimi studenti che dalle finestre cercavano di carpire informazioni o di assistere alla cattura, come del resto tutti i curiosi che si trovavano in strada assieme ai giornalisti, sia locali che nazionali. Alla rotonda di Santa Chiara, così come nelle vie limitrofe il traffico è andato in tilt, come è normale che sia in queste situazioni che Lanciano non è abituata a vivere. In breve tempo, le persone aumentano, così come aumenta l’attesa. La polizia scientifica sta eseguendo i rilievi del caso per acquisire prove, passano le ore con le persone che vanno e vengono. Si sta stretti e le persone iniziano a parlare: “E’ uno solo? O sono in tre?” chiede una signora a noi giornalisti ed ai poliziotti, con un agente che risponde che si tratta di uno solo. Una signora, invece, afferma: “Qui a Lanciano non è mai successo niente di simile, questa storia ci ha colpiti e abbiamo paura.”

Alle 17:30, la polizia porta fuori dall’abitazione il rapinatore, dopo 8 ore di rilievi per acquisire le prove necessarie. L’uomo sembra che sia stato preso mentre era nel sotto tetto della palazzina. Nei concitati momenti non si riesce neanche a vedere il volto, la folla è inferocita: le persone inveiscono contro l’arrestato “Fai schifo”, “Vergognati”, assieme ad altri termini molto più coloriti che, ovviamente, non scriveremo ma sono facilmente immaginabili. Altre persone invece urlano: “Datelo a noi” e ancora “Perché è incappucciato? Vogliamo vederlo questo farabutto”. L’uomo, in un lampo, viene caricato in auto e portato via sotto scorta con la gente che inizia a rincorrere le auto per pochissimi metri, tirando pugni alla macchina dove si trova l’uomo arrestato. Poi parte l’applauso alle forze dell’ordine che terminati i rilievi, ed effettuato l’arresto, hanno portato via l’uomo che, stando alle prime informazioni, dovrebbe essere di nazionalità rumena. I dettagli dell’operazione saranno poi spiegati in conferenza stampa, attesa per il 27 settembre.

Sul posto ci sono stati, alcuni disagi: gli abitanti della palazzina dove si trovava l’uomo avevano necessità di rientrare in casa e sono stati fatti entrare dalle forze dell’ordine, mentre un’ambulanza della Croce Gialla ha dovuto attendere pochi secondi, necessari a spostare le auto della polizia stazionate di fronte l’ingresso della palazzina, per poter prestare soccorso in un vicolo poco più sotto. Disagi normali e comprensibili. Di certo il 26 settembre è stata una giornata indimenticabile per Lanciano, che ora desidera tornare a quella rassicurante routine dopo giornate in cui la paura e lo shock hanno preso il sopravvento. Una routine che, adesso più che mai, è tanto desiderata dai cittadini. Ulteriori sviluppi, da confermare, indicano anche la possibile complicità di una donna. (Piergiorgio Di Rocco)

La Polizia di Lanciano  in una operazione congiunta con i Carabinieri, dopo la mezzanotte ha catturato tre rumeni ritenuti responsabili della rapina messa a segno domenica 23 settembre ai danni della coppia di settantenni di Lanciano. Avevano capito che il cerchio si stava stringendo e per questo a bordo della loro auto, una Golf nera con targa rumena, stavano cercando la fuga ma le forze dell'ordine, li tenavano già sotto controllo.

L'auto era stata individuata dalle telecamere poste lungo il  percorso fatto per prelevare il denaro con il bancomat rubato al dottor. Martelli. Erano arrivati in città una decina di giorni fa, dicono i vicini di casa. Li avevano notati nella palazzina storica proprio all'imbocco di Santa Chara che costeggia l'ingresso a corso Roma verso il Miracolo Eucaristico. Se fossero arrivati proprio per mettere a colpo il segno questo non è dato saperlo ma sembrerebbe che una donna che conosceva le abitudini della famiglia Martelli, e soprattutto la botola della taverna dalla quale si sono introdotti, abbia loro fornito indicazioni specifiche. Nulla confermato dagli inquirenti che da questa mattina sono chiusi con due malviventi in questura e con il terzo nella casa di Santa Chiara. 

Decine le persone che si sono appostate fuori dall'abitazione, tanti i cittadini indignati che vogliono vedere in faccia chi abbia potuto commettere un atto tanto cruento.

I tre banditi avevano addosso circa 3.400 euro. La Golf nera sequestrata si trova oggi a disposizione della polizia scientifica ed è rimasta danneggiata sulla fiancata sinistra non è chiaro se speronata oppure per aver perso il controllo della strada.

Carlo Martelli e la moglie Niva sono stati avvertiti  della cattura ed ha dichiarato  "ora desidero recuperare al più presto la normalità della mia vita e la dimensione di riservatezza che l'ha sempre caratterizzata".

Il momento dell'uscita di uno degli arrestati

Il ministro dell'interno Salvino ha così Twittato : "Coniugi massacrati a Lanciano, in manette tre rumeni che stavano fuggendo con i soldi rubati. Grazie alle nostre Forze dell'Ordine, queste bestie devono marcire in galera! #tolleranzazero". (Clara Labrozzi)

Nella villa circondata da pini a Villa Carminello, alla prima periferia della città la notte scorsa si è consumato il peggior incubo immaginabile.

Intorno alle 4 del mattino, tagliata la recinzione del caseggiato, si sono introdotti in casa alcuni malviventi, al momento non si sa quanti fossero, a volto coperto che hanno tenuto ostaggio fra botte e minacce una coppia nota in città anche per l'impegno sociale, il marito medico in pensione.

Volevano la cassaforte, non bastava quello che avevano arraffato e per convincerli botte a non finire al medico e un orecchio tagliato alla signora, alla fine sono fuggiti a  bordo della macchina di famiglia un Fiat 16. A dare l'allarme i padroni di casa dopo che sono riusciti a liberarsi.

Indaga la Polizia di Lanciano, per ora nessuna traccia dei delinquenti. La coppia è ricoverata all'ospedale di Lanciano. (C.Lab.)

Aggiornamento ore 13,40

Il medico rapinato e malmenato nella notte e Carlo Martelli con la moglie Niva. I due sono impegnati nel sociale con l'associazione Anffas il gruppo che da anni aiuta i ragazzi diversamente abili. In quel mometo in casa con loro Stefano, il figlio disabile che è rimasto illeso.

Appena giunta in redazione la nota stampa del sindaco di Lanciano Pupillo.

"Quanto accaduto la scorsa notte a Lanciano è una barbarie che non ha precedenti nel nostro territorio. La brutale violenza con la quale sono stati colpiti due nostri concittadini, nella propria casa, è indegna di un Paese civile e merita la risposta più celere possibile da parte delle forze dell'ordine e degli organi di giustizia. Ho visitato in ospedale questa mattina Carlo Martelli e la moglie Niva, coppia di coniugi cui sono legato da sentimenti di amicizia e profonda stima, per esprimere loro la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità Lancianese, che conosce bene il valore del contributo sociale e professionale che la loro famiglia ha dato e dà alla nostra Città. Esprimo ferma condanna per l'incredibile e inaudita efferatezza di cui sono state vittime Carlo e Niva e al contempo totale fiducia negli organi dello Stato preposti a rintracciare e ad assicurare alla giustizia, in tempi rapidi, i responsabili di questa barbarie".

SAN VITO CHIETINO. Restano critiche le condizioni della donna di Lanciano che ieri ha rischiato di annegare a San Vito Chietino. L’episodio è avvenuto in mattinata, verso le 8:30. Tempestivo il soccorso di un 73enne pescatore del posto che dopo aver visto la donna che annaspava in acqua, si è tuffato dal molo per soccorrerla. La donna si trovava a metà del molo, in prossimità del trabocco.

L’uomo è stato ascoltato questa mattina dalla Capitaneria di Porto di Ortona, che è intervenuta sul posto, per cercare di ricostruire la vicenda. Il 73enne ha dichiarato che, al momento del fatto, stava pescando dall’altra parte del molo, in direzione Ortona, quella opposta a dove la donna ha rischiato di annegare. L’uomo ha dichiarato di essere stato avvertito da una donna di cui poi si sono perse le tracce. La Capitaneria di Porto di Ortona, che sta cercando di ricostruire la dinamica dei fatti assieme ai carabinieri, ascoltata da Videocittà, ha colto l’occasione per fare un appello: per meglio ricostruire quanto accaduto, la donna di cui si sono perse le tracce, può mettersi in contatto con la Capitaneria di Porto di Ortona in modo da raccontare quanto ha visto. Resta quindi ancora tutta da chiarire la dinamica.

 

 

 

 

 

 

Intorno alla mezzanotte mezzanotte a Piazzano di Atessa, località Piana La Fara, si sono picchiati selvaggiamente  due gruppi con bastoni e mazze da baseball. Immediato l'arrivo delle forze dell'ordine, coordinati dal capitano Marco Ruffini.  Hanno opposto resistenza e non è stato facile sedare gli animi. Due degli albanesi feriti sono andati all'ospedale per farsi medicare ed hanno  riportato lesioni per una prognosi rispettivamente di 10 e 7 giorni. In giornata l'udienza di convalida degli arrestati al tribunale di Lanciano. L'indagine è coordinata dal procuratore Mirvana Di Serio.

Ha raggirato 22 risparmiatori convincendoli ad affidargli i soldi, circa 320.000 euro, per investirli in operazioni finanziarie ma lui, quei soldi, li aveva raddrizzati sul suo conto per questo, ieri mattina il Giudice Andrea Belli del Tribunale di Lanciano ha condannato Fabrizio Silveri , 53 anni di Castelfrentano ma residente a Vasto, alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione, alla multa di 2000 euro oltre che al pagamento delle spese processuali e alla confisca di quanto già sequestrato.

Le indagine condotte dalla guardia di finanza della compagnia di Lanciano guidate dal capitano Francesco Dascanio hanno accertato come  Silveri, promotore finanziario in un istituto di credito di Lanciano, una volta ottenuti i soldi attraverso l’emissione di assegni bancari falsi li girava su conti correnti che le indagini hanno accertato essere suoi. Nei mesi che hanno preceduto il processo il Broker è stato radiato dall’ordine degli intermediari finanziari.
 

 L'avvocato Roberto Crognale

L’avvocato Roberto Crognale, difensore di alcuni dei  risparmiatori beffati,  dichiara che con questa sentenza il Tribunale di Lanciano ha espresso il principio di diritto secondo il quale l'imputato avrebbe dovuto adoperarsi per restituire le somme che i suoi clienti gli avevano affidato basandosi su una fiducia che era via via andata costruendosi in alcuni casi già dal 1985, anno in cui alcune delle odierni parti civili hanno iniziato ad affidare le somme di denaro al Silveri. Poichè tutto questo non è accaduto il Tribunale di Lanciano ha ritenuto bene di condannare l'imputato. Ora resta aperto il capitolo contro la Banca di Silveri per svolgere la sua attività di intermediatore finanziario. (C.Lab.)

Antonio Colasante, noto imprenditore abruzzese operante nell’ambito della sanità pubblica,  e l’amministratore della Società Hospital Service Srl, oggi, 18 settembre 2018, sono stati prosciolti con formula piena all’esito dell’udienza preliminare dal reato di abuso di ufficio insieme con i dirigenti e funzionari della Azienda Sanitaria della Regione Molise in ordine all’affidamento dei servizi di lavanolo e di sterilizzazione, servizi che le società del gruppo Colasante prestano da anni in favore di numerose strutture ospedaliere in varie Regioni d’Italia. Il giudice del Tribunale di Campobasso ha ritenuto l’accusa insussistente ed il Colasante e l’amministratore della Hospital Service Srl non responsabili di alcun reato

Intorno alle ore 13 di oggi una donna, Gentilina Camiscia 52 anni, è deceduta in località Serre, direzione Val di Sangro  dopo avere perso il controllo della sua auto finendo per schiantarsi contro un albero. Non si conoscono al momento altri dettagli e non si esclude che a signora possa aver accusato un malore.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Lanciano

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