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Ancora una vittima del mare. E’ accaduto poco fa in località le Morge nel territorio di Torino di Sangro dove, un uomo di 50 anni è stato risucchiato dal mare grosso e vani sono stati tutti i tentativi di salvarlo. Dai racconti dei testimoni, che hanno dato l'allarme, l’uomo pare che si fosse allontanato dalla spiaggia assieme alla figlia ma, qualcosa deve essere accaduto. Sul posto è intervenuta la capitaneria di Porto.

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E'  Antonello Teti, 51 anni, compiuti lo scorso febbraio, originario di Torricella Peligna ma residente a Santa Maria Imbaro l' uomo che questo pomeriggio è deceduto in mare in località le Morge.

A dare l'allarme  sono stati due bagnanti e il bagnino che hanno cercato di salvare Teti tuffandosi a loro volta in mare, ma le condizioni dell'acqua erano proibitive a causa delle forti raffiche di vento. Tutti i tentativi di rianimarlo non sono valsi a nulla. In spiaggia con lui anche la figlia minorenne.

 

Un doppio colpo da oltre 500.000 euro è stato messo a segni negli ospedali di Lanciano e Vasto. La banda di criminali ha prima svaligiato il reparto di gastroenterologia del Renzetti a Lanciano, poi è passata al San Pio di Vasto. Rubate le apparecchiature endoscopiche necessarie per le gastroscopie, colonscopie e altri esami.

Portati via almeno 12 apparecchi a Lanciano e altrettanti a Vasto. L’amara scoperta al Renzetti c’è stata questa mattina intorno alle 8,  quando il personale del reparto  ha trovato la porta aperta.

Subito la telefonata a Vasto per dirottare i pazienti frentani, ma la risposta vastese è stata una doccia fredda: hanno svaligiato anche il nostro reparto.  Al Renzetti indagano i carabinieri della compagnia di Lanciano. (C:Lab)

Notizia in aggiornamento +++

Dai vertici Asl è giunta ora la nota stampa che pubblichiamo integralmente

«Siamo in ginocchio e, con noi, i pazienti. E’ a loro che è stato fatto il danno più grave per via dei disagi che inevitabilmente si troveranno a subire e che restano sulla coscienza dei malviventi, posto che ne abbiano una»: questo il commento a caldo del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, alla notizia del doppio furto che si è consumato ai danni dei reparti di Gastroenterologia degli ospedali di Lanciano e Vasto, presumibilmente nella giornata o nella notte di domenica. Un furto fotocopia, messo a segno con le stesse modalità e identica finalità: svuotare i Servizi di tutti gli apparecchi per eseguire esami endoscopici, con annessi strumenti a corredo.

A Lanciano sono stati sottratti sette apparecchi per colonscopia e sette per gastroscopia, mentre a Vasto sono spariti sei gastroscopi e due colonscopi, tutti di ultima generazione, acquistati nel 2015. In entrambi i casi, i ladri hanno portato via anche sterilizzatrici, carrelli e colonne video per la visualizzazione delle immagini. Insomma è stato portato via tutto quanto è necessario per eseguire le indagini diagnostiche, col risultato di paralizzare l’attività in entrambe i presidi.

 

Alle 10 la Questura di Chieti ha diramato la foto di Davide De Gaetano a tutte le questure e i comandi dei carabinieri e della Guardia di Finanza.

Ha la barba e presenta ancora delle ferite al volto. E’ molto pericoloso e chi lo dovesse vedere o incontrare deve chiamare immediatamente le forze dell’ordine

E’ un  23enne di origine albanese residente a Roma l’uomo che è fuggito dal policlinico di Chieti.

Era stato arrestato dalla squadra volante di Chieti dopo un lungo inseguimento iniziato a Spoltore  e terminato, dopo la sparatoria sull’asse attrezzato, San Giovanni Teatino con lo schianto dell’Audi A6 dei fuggitivi contro un guard-rail a Dragonara.

De Gaetano era  rimasto ferito  mentre i suoi due complici sono riusciti a fuggire. Dopo l’arresto il ladro è stato portato in ospedale per accertamenti ed era piantonato dagli agenti.

Questa mattina presto De Gaetano avrebbe chiesto l’intervento di un dottore o di un infermiere. Probabilmente in quel momento la porta della camera-cella è rimasta aperta e il 23enne ne avrebbe approfittato per assalire due agenti di guardia e fuggire. I due agenti sono rimasti feriti in maniera lieve.

Per il giudice del Tribunale di Lanciano il comune non ha rispettato il codice della strada e quelle multe vanno annullate. Chi ha ricevuto una sanzione, ed ha fatto ricorso perché ritenuta ingiusta, per essere transitato con l’auto in Via Finamore in orario ZTL non dovrà pagare i 60 euro richiesti dal comune.

La ztl continua quindi a far parlare e il Giudice di Pace ha dato ragione a chi riteneva la segnaletica affissa ai muri sbagliata. I cartelli sono infatti esposti in maniera orizzontale e non perpendicolare alla starda,come è previsto dalla normativa che ritiene questo secondo modo di affissione più visibile per gli automobilisti.

Il comune è stato inoltre condannato a pagare le spese legali.

 

Riceviamo e pubblichiamo.

Uno striscione del Blocco Studentesco di Lanciano è stato affisso nei pressi della biblioteca della città per denunciare la pessima gestione della biblioteca comunale. “Orari limitati, studenti abbandonati!”. Questo il testo riportato nello striscione dopo che diversi studenti, sia liceali che universitari rientrati per l’estate, hanno contattato i ragazzi del Blocco per segnalare la persistente problematica che va avanti da anni: l'assurdità degli orari di apertura della biblioteca comunale".

“È intollerabile. La biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:00. Gli studenti frentani dovrebbero essere liberi di poter studiare nell'unica biblioteca della città durante tutto il giorno, come avviene quotidianamente nelle città universitarie. - afferma Domenico De Lucia, responsabile lancianese del Blocco Studentesco - Ci auguriamo che gli organi competenti comprendano ed attuino un prolungamento sia pomeridiano che serale riguardo gli orari di apertura - prosegue De Lucia nella nota - ma, nel frattempo, invitiamo gli studenti che necessitano di uno spazio libero e gratuito negli orari di chiusura della biblioteca, a recarsi nella nostra struttura previo appuntamento".

Questa mattina il Sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio e l’Assessore alle Politiche Sociali, Maria Angela Galante, hanno incontrato presso la sede della Capitaneria di Porto di Ortona, il Comandante Giuseppe Marzano.

L’incontro, voluto con urgenza dal Sindaco a seguito dei fatti che si sono verificati domenica scorsa, durante la quale un bambino di soli tre anni ha subito gravi ustioni alle piante dei piedi per averli poggiati accidentalmente sui carboni ancora ardenti, residui di un falò acceso la notte precedente e lasciati in spiaggia da sciagurati, ha prodotto un accordo molto severo che vedrà la massima collaborazione fra la Capitaneria di Porto, i Carabinieri e la Polizia Locale al fine di evitare e punire duramente i trasgressori.

“Tolleranza zero per i trasgressori perché fatti del genere non sarebbero dovuti accadere e non dovranno mai più accadere – dichiara Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia – rafforzeremo i controlli, ma soprattutto applicheremo con fermezza tutte le sanzioni previste dalla norma, con multe severissime”.

La normativa sul demanio marittimo infatti prevede l’applicazione di multe che vanno dai 103 euro ai 619 euro per coloro che accedono in spiaggia con la macchina e da € 100 ad € 1000,00 per coloro che non osservano le regole fissate dall’ordinanza regionale sul demanio, che prevede, fra l’altro, il divieto assoluto di accensione dei falò in spiaggia. “Applicheremo con fermezza le sanzioni – dichiara il Sindaco – poiché purtroppo siamo in un Paese dove spesso il senso civico non viene fuori perché è giusto che vi sia, per forme di rispetto reciproco, ma solo perché si ha timore di essere multati. Quanto accaduto ne è purtroppo la dimostrazione lampante, poiché non solo vi è stata l’infrazione, ma, come giustamente ha dichiarato il papà del bambino che ha subito l’ustione, non vi è stata neanche la sensibilità di rimuovere quanto lasciato”.

A seguito dell’incontro, inoltre, si è stabilito che i militari della Capitaneria di Porto di Ortona provvederanno ad effettuare controlli a campione sulla spiaggia durante le ore notturne. La stessa cosa sarà effettuata dai Carabinieri della Stazione di Fossacesia e dagli agenti della Polizia Locale. “Dobbiamo unire le forze – conclude Di Giuseppantonio – per tutelare l’incolumità dei nostri cittadini e per individuare nel più breve tempo possibile i fautori delle infrazioni e di coloro che, incivilmente, sporcano le nostre spiagge”. Il Sindaco di Fossacesia, infine, ci tiene a precisare che la spiaggia libera di Fossacesia tutte le mattine viene pulita da personale in capo all’Ecolan ed invita chiunque verifichi delle irregolarità a segnalarle direttamente al numero verde 800.02.02.29.

Era scritto a  chiari lettere che il bancomat era vuoto per via di una direttiva interna emanata da Gruppo Bancario Tercas ma i banditi lo hanno ignorato, il cartello, ed hanno deciso di far esplodere ugualmente lo sportello.

Ancora un  assalto al bancomat e questa volta  farne le spese, sempre in piena notte, la filiale di  Santa Maria Imbaro, della Tercas.

Erano le 3,05 del mattino e i residenti hanno avvertito il botto che ha mandato in frantumi la vetrata e tutta la parete della banca che si trova in una palazzina nella quale abita lo stesso sindaco del piccolo centro,  Maria Giulia Di Nunzio.

Sono 5 a questo punto i bancomat fatti saltare in aria e il modus operandi è sempre lo stesso. Una deflagrazione potentissima, pochi minuti per arraffare il malloppo (ma in questo caso i malviventi sono rimasti a bocca asciutta) e poi  la fuga su auto di grossa cilindrata, i testimoni riferiscono di due Audi.

 Indagano i carabinieri della compagnia di Ortona. 

 

In ordine cronologico l’ultimo sfregio al monumento ai martire delle Foibe di Lanciano è avvenuto il 13 luglio scorso ma, questa volta la polizia ha individuato il responsabile  un diciottenne di Lanciano.

Il ragazzo è stato denunciato in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica per i reati di furto e danneggiamento aggravato. Si esclude la matrice "politica" del fatto in quanto il denunciato non risulta avere collegamenti con ambienti ideologizzati.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della “Stazione ornitologica abruzzese” circa il motoraduno che ha ridotto Campo Imperatore, un gioiello e un simbolo dell’Abruzzo, in una discarica a cielo aperto.

Il Gran Sasso è un Parco Nazionale o un luna park di quart'ordine?

La domanda sorge spontanea e, a giudicare dalle immagini pubblicate da cittadini infuriati su Fb e dai diversi video disponibili su youtube, ormai la risposta pare purtroppo essere la seconda. D'altro lato da tempo si ripetono gli allarmi per il vero e proprio far west estivo che va in scena da qualche anno nella piana di Campo Imperatore e, purtroppo, non sono remake dei film famosi girati in loco.

Questa volta un motoraduno svoltosi nel fine-settimana presso il bivio di Fonte Vetica ha superato ogni limite come testimoniano foto e video pubblicati su youtube (ad esempio: https://www.youtube.com/watch?v=UWbMGqSi778 Ci sono molti altri video che abbiamo provveduto anche a scaricare e salvare che documentano comportamenti vietati in un parco).

Moto che scorrazzano e vengono parcheggiate sulle preziose praterie per la cui tutela l'Ente Parco del Gran Sasso sta spendendo anche molti denari dei contribuenti con progetti europei LIFE; un accampamento che diventa un campeggio "fai da te" sulle medesime praterie. Uso dei droni che in un parco dovrebbero essere vietati per il disturbo che arreca alla fauna. Addirittura in un video si vedono fuochi artificiali, anch'essi sottoposti ad autorizzazione del Parco che ovviamente non potrebbe darla in un luogo così delicato. 
La mattina dopo di mattina presto ai visitatori si è presentata una scena degna di un film di Ciprì e Maresco, con rifiuti ovunque trasportati dal vento e alla mercè dei cavalli.

Non vogliamo immaginare la gestione dei cosiddetti "bisogni" di tutte queste persone.

Crediamo che sia venuto il tempo di farla finita con le dichiarazioni sul turismo sostenibile che davanti a queste immagini si rivelano per quello che sono: slogan vuoti. 
Il Presidente Navarra come giudica queste immagini? Cosa intende fare per tutelare la biodiversità e garantire un decoro a chi vuole visitare un Parco nazionale senza vedere queste scene?
Quello che stiamo verificando è solo una fruizione indecorosa che sta respingendo le persone che vogliono visitare questi luoghi in silenzio, in punta di piedi. Basta legge i commenti sui social. 

Tra l'altro anche nei video si può osservare chiaramente come è ridotto il cotico erboso. C'è una sterminata bibliografia scientifica che testimonia i danni ambientali arrecati dal calpestio su habitat come questi tutelati addirittura a livello europeo. Non sono semplici "prati": sono comunità erbacee estremamente importanti e protette da leggi, almeno sulla carta. In molti punti si inizia a vedere il terreno scoperto che in ambienti così estremi con le precipitazioni viene eroso e dilavato facendo diventare molto difficile il reinsediamento delle piante.

Richiamiamo le autorità preposte ad assicurare:

-ordine e rispetto delle regole già esistenti, a partire dal divieto di campeggio al di fuori delle aree all'uopo destinate;

-l'organizzazione della fruizione in maniera regolamentata;

-una sorveglianza costante.

Il turismo non è un assalto selvaggio. Nel piccolo Tibet si va per fare escursioni nel silenzio, non per sentire un frastuono degno di una periferia. Bisogna organizzarlo in maniera decorosa. Quando si arriva in un parco bisogna pensare di trovarsi in un giardino, non in un parcheggio.

Abbiamo ricevuto queste foto stamattina. Ovviamente scriveremo una lettera di fuoco a tutti gli enti e all'Unione Europea. Ci stavamo già muovendo per la fruizione incontrollata sul fiume Tirino. Ora aggiungeremo, purtroppo, Campo Imperatore.

Parco del Gran Sasso: così proprio non va!”

Pubblicato il bando di gara per i lavori di riqualificazione di Cardiologia e Utic all’ospedale di Lanciano. Il termine per la presentazione delle offerte è stato fissato per il prossimo 3 ottobre alle ore 12.00, a cui seguirà, l’11 ottobre, l’apertura delle buste. L’appalto, per un importo di un milione 131 mila 743 euro, sarà aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in base a quanto previsto nel disciplinare di gara.

La valutazione avverrà secondo una serie di parametri, quali le finiture e il miglioramento degli elementi che permettano una maggiore umanizzazione e funzionalità del reparto, oltre che delle zone medicali e ad alta intensità tecnologica. Ma si terrà conto anche dell’organizzazione del cantiere e delle migliorie proposte rispetto alle componenti impiantistiche e della relativa dislocazione ai fini di una più agevole manutenzione. La ditta aggiudicataria dovrà completare l’opera entro il termine di sei mesi dalla stipula del contratto. I tempi necessari alla valutazione delle offerte sono strettamente connessi al numero di concorrenti che parteciperanno al bando, ma per i tecnici dell’unità operativa Investimenti, patrimonio e manutenzione, che seguono il procedimento, l’aggiudicazione dovrebbe concludersi per fine anno o agli inizi del 2018.

«L’ospedale di Lanciano avrà un reparto cardiologico completamente nuovo - sottolinea il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco - con un comfort alberghiero di prim’ordine e una dotazione tecnologica adeguata. Sono stati necessari mesi per recuperare tutta la somma necessaria tra le pieghe dei nostri bilanci e costruire un capitolato che potesse prevedere finalmente una ristrutturazione completa. I nostri tecnici hanno svolto un lavoro egregio, che ha richiesto tempo e competenza, grazie al quale il Renzetti sarà ancora più qualificato».

Il reparto, come anticipato, sarà sottoposto a un restyling completo, sia sotto il profilo degli interventi strutturali sia per la parte impiantistica, riferita alla rete elettrica  e telefonica, al riscaldamento e condizionamento.

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