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Si intensificano i controlli dei carabinieri nelle scuole superiori. Ieri mattina i militari della Stazione di Casoli insieme ai colleghi del  Nucleo Operativo della Compagnia di Lanciano, con l’ausilio delle unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili di Chieti, hanno effettuato specifici controlli antidroga presso un istituto di istruzione  superiore per prevenire e combattere il fenomeno della detenzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Tali controlli saranno effettuati, per tutto l’anno scolastico, in attuazione alle linee guida del Comando Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, d’intesa con le dirigenze scolastiche.

La Scuola sottoposta a controllo è stata l’Istituto Professionale  Industria e Artigianato di Casoli. Il cane antidroga “Sissi” dei cinofili di Chieti, uno splendido pastore tedesco di quattro anni ha ispezionato prima il perimetro ed i bagni delle scuole e successivamente anche gli zaini degli studenti. I dirigenti scolastici interessati ed i docenti hanno fornito la massima disponibilità accompagnando i militari nelle classi e nelle aree esterne dell’istituto dove viene effettuata la ricreazione. Le attività hanno riguardato complessivamente 10 aule e tutti luoghi comuni dove si ritrovano solitamente i ragazzi. Nel corso del servizio è stato rinvenuto un piccolo quantitativo di marjuana, sicuramente buttato via da qualche studente. L’incalzare dei controlli predisposti sul territorio dalla Compagnia di Lanciano, sempre particolarmente attenta al fenomeno droga, hanno la finalità di togliere lo spazio di manovra a chi approvvigiona stupefacenti per la distribuzione locale, di rendere la vita difficile a chi poi lo smercia al minuto e di preservare dalla minaccia della droga i giovani, vero patrimonio della  comunità.

Presente all’attività il Comandante della Compagnia di Camerino, Capitano Vincenzo Orlando, a conferma dell’importanza assoluta dell’attività di prevenzione, specie come questa che coinvolge direttamente gli studenti, stimolati dagli insegnanti, sulle gravi conseguenze per la loro salute e per la comunità tutta, che provocano l’uso e il traffico della droga. “ Bisogna che i ragazzi sappiano che l’uso di tutte le sostanze stupefacenti, anche quelle imprecisamente definite leggere, contribuisce ad arrecare danni celebrali oltre che dipendenza. E devono rendersi conto che anche l’uso del cosiddetto spinello, solo in apparenza innocuo, ha effetti dannosi per il cervello”.

I Carabinieri della Compagnia di Atessa, questa notte, hanno tratto in arresto due rumeni, ma sono in corso indagini anche su eventuali complici, responsabili di una serie di furti in abitazioni ed esercizi pubblici del chietino avvenuti nei mesi scorsi. L’attività degli uomini dell’Arma era iniziata circa due mesi fa a seguito di un furto con “spaccata” – nell’occasione i malviventi avevano utilizzato un carro attrezzi per sfondare la vetrina del supermercato - avvenuto ad Atessa in un esercizio commerciale della catena “Eurospin”. Quella notte i militari, attraverso una serie di riscontri, erano riusciti ad individuare un’auto, risultata di proprietà di un rumeno, notata nei pressi dell’esercizio pubblico nelle ore precedenti al furto.

Da quel momento, le indagini dei Carabinieri di Atessa, durate circa due mesi, hanno permesso di monitorare gli spostamenti  di alcune persone di nazionalità rumena e, questa notte, di intervenire tempestivamente mentre mettevano a segno un furto all’interno di una villa ubicata a Pescara “Colli”. Gli uomini dell’Arma, in collaborazione con i colleghi di Pescara, hanno sorpreso i due rumeni mentre trasportavano due televisori di ultima generazione all’interno di un’auto parcheggiata a circa un chilometro dalla villa presa di mira. Alla vista dei Carabinieri i malviventi sono fuggiti nelle campagne circostanti ma, dopo una serrante caccia all’uomo durata diverse ore, alle prime luci dell’alba hanno dovuto arrendersi agli uomini dell’Arma.

In manette sono finiti ARDEI Alexander Ionut di 23 anni e BORICEAN Ionut Constantin di 35 anni, entrambi reclusi nel carcere di Pescara su disposizione della locale A.G.. Le indagini dei Carabinieri continuano al fine di individuare eventuali altri complici.     

Ha visto impegnati 20 militari dell’Arma, tra cui un’unità antidroga del Nucleo Cinofili di Chieti, la vasta operazione di controllo del territorio messa in atto dalle prime luci dell’alba di ieri dai Carabinieri del Comando Compagnia di Ortona per garantire ai cittadini una maggiore percezione di sicurezza. Poco più di 80 le persone controllate, tra cui diversi pregiudicati e numerosi soggetti sottoposti agli arresti domiciliari, ed alcuni istituti scolastici ispezionati con l’ausilio dei cani antidroga. I 20 militari impiegati hanno infatti presidiato sin dalle primissime ore del mattino le principali vie di accesso agli istituti scolastici di Ortona e ispezionato due scuole superiori durante l’orario di lezione per prevenire l’ormai diffusa “moda” dell’uso di stupefacenti tra giovani e giovanissimi studenti. I controlli, molto apprezzati da dirigenti scolastici e docenti, hanno fortunatamente avuto esito negativo.

Nel corso dell'operazione  sono stati inoltre eseguiti tre provvedimenti restrittivi:

  • a San Vito Chietino, i militari della locale Stazione hanno tratto in arresto P.N., 52enne pregiudicato di origine campana ma da tempo residente in zona, che doveva scontare 3 anni e 2 mesi di reclusione per usura. L’uomo, che fu coinvolto alcuni anni fa, insieme ad altri indagati, nell’indagine “Wild Horse” condotta da Procura e Carabinieri di Lanciano, che fecero luce su una serie di episodi di usura commessi tra il 2009 ed il 2012, è stato associato al carcere di Lanciano;
  • a Ortona, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto D.P., 40enne commerciante ortonese, anche lui per una condanna divenuta definitiva. In questo caso si tratta di 1 anno e 6 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia che l’uomo avrebbe commesso ai danni dei familiari conviventi tra il 2002 ed il 2007. D.P, dopo la notifica del provvedimento, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime di detenzione domiciliare;
  • a Miglianico, infine, i militari della locale Stazione hanno arrestato D.G.D., 34enne pregiudicato del luogo, già agli arresti domiciliari per altro motivo. In questo caso è stato il G.I.P. presso il Tribunale di Chieti ad applicare all’uomo la custodia cautelare in carcere perché, a seguito di indagini svolte proprio dai militari dell’Arma di Miglianico sotto la direzione della Procura della Repubblica di Chieti, lo ha riconosciuto colpevole di una serie di maltrattamenti commessi nel corso degli ultimi mesi ai danni dei propri genitori durante la sua permanenza forzata in casa agli arresti domiciliari. In questo caso D.G.D. è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Chieti.

Nel corso dell’operazione, i militari della Stazione di San Vito Chietino hanno inoltre denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanciano due pregiudicati di Pescara, P.B., 57 anni e T.P., 52 anni, per esercizio di un’attività di gestione dei rifiuti non autorizzata. I due, infatti, sono stati sorpresi a bordo di un vecchio autocarro intenti a trasportare rifiuti speciali ferrosi senza la prescritta autorizzazione

Avevano gettato nel panico le anziane pensionate di Ortona che nelle ultime settimane non si sentivano più tranquille a passeggiare da sole per le vie del centro storico. Ma grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza di alcuni esercizi pubblici e alle numerose testimonianze di cittadini e commercianti, i Carabinieri della Compagnia di Ortona sono riusciti a dare un nome a quei volti immortalati a più riprese dalle telecamere e finiti persino su Facebook durante una delle loro malefatte.

Si tratta di due minorenni di Ortona di 15 e 16 anni, quest’ultimo di origine straniera e già noto ai militari dell’Arma per numerosi episodi di micro-criminalità in cui è rimasto coinvolto negli ultimi mesi. I due, infatti, sono stati riconosciuti come gli autori, in coppia o da soli, di ben 4 scippi commessi in pieno centro tra la fine di ottobre e la metà di novembre, nel corso dei quali, tuttavia, erano riusciti a portar via, con le borse delle malcapitate, quasi tutte anziane pensionate, solo poche decine di euro.

Per i due, quindi, è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di L’Aquila e la segnalazione ai servizi sociali del Comune di Ortona.

Alle 8, orario di apertura dell'ufficio postale di san Vito marina, due uomini armati di coltello hanno minacciato il direttore e lo hanno costretto ad aprire la cassaforte a tempo. I malviventi si sono introdotti all’interno rompendo il pavimento adiacente i locali caldai e li, una volta dentro, hanno atteso il direttore che è stato poi legato mentre i ladri sono fuggiti portando via almeno 20mila euro.

Secondo quanto ricostruito sarebbero entrati nell'ufficio rompendo il pavimento. Indagini in corso. +++ notizia in aggiornamento

(foto di Maurizio Di Marco)

 

Riformulate oggi dalla Corte D'Appello de L'Aquila le condanne che  originariamente erano state inflitte dal Tribunale di Lanciano nell’inchiesta denominata "Arusha" e che aveva portato al fermo di 16 persone, 11 in carcere e 5 ai domiciliari.

Il bilancio pesante di una operazione che vide coinvolti centinaia  di poliziotti , con l'ausilio anche delle unità cinofile di Pescara e Ancona e nucleo elicotteri di Pescara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dal nord partivano continuamente quantitativi di cocaina, fino a 250 grammi, destinati al mercato del Frentano. Prima dello smercio la droga veniva nascosta alla pinetina di Rocca San Giovanni. A capo dell'organizzazione c'era un gruppo di albanesi, che a loro volta si rivolgevano a una rete di spacciatori italiani, che si servivano anche di minorenni per vendere la droga. (leggi quì)

           L'avvocato Crognale

Oggi la sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila che ha  ridotto sensibilmente le pene degli imputati; i maggiori sconti sono stati disposti nei confronti  degli imputati Haliti Luan, difeso dall’avvocato Roberto Crognale del foro di Lanciano  e Lanza Silveri Guglielmo, difeso dall’avvocato Paolo Valentino Sisti, insieme a Vincenzo Menicucci nei  confronti dei quali era stata disposta in primo grado una condanna di  anni 5 e mesi 6 di reclusione e  24000 mila euro di multa per Haliti ed anni cinque e mesi 8 di reclusione e  24000 mila euro di multa per Lanza. In  appello questi due imputati, come detto in precedenza, hanno ricevuto un 
notevole sconto di pena la cui condanna è stata fissata in anni due e mesi due di reclusione e la multa di 2200  euro.
Altre significative riduzioni di pena sono state applicate a Zylpho  Pellumb e Ciccone Antonio  anche loro assistiti dall’avvocato Crognale  ai quali sono stati concessi anche i benefici di legge. Nessun trattamento di particolare riguardo è stato riservato agli imputati Buddla Ednand ,Drezaliu Florentina ,  e Marrocco Gianni  i quali  optando per una particolare scelta processuale, sulla scorta delle  novità introdotte dalla c.d. "Riforma Orlando", hanno concordato con il Procuratore Generale l'applicazione di una pena specifica rinunciando  agli altri motivi di appello.

          L'avvocato Sisti 

Revocate anche tutte le misure cautelari per gli imputati Pagliarone,  Zylpho, Marrocco, Ciccone e Di Donato i quali sono duque  nuovamente a  piede libero.




 

Ieri pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Borrello, unitamente al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Atessa sono intervenuti, a seguito di una richiesta di soccorso da parte di una escursionista 35enne modenese, nell’alta Val di Sangro per prestare soccorso ad una donna che aveva richiesto aiuto al 118.

I militari hanno ricevuto l’intervento alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Atessa alle ore 17.30, con visibilità già molto ridotta, ed hanno attivato immediatamente le ricerche tramite la Stazione di Borrello, il cui comandante, ricevute le coordinate geografiche attraverso il sistema del 112 NUE, ha individuato la zona di ricerca e, con la collaborazione del Nucleo Radiomobile di Atessa, hanno delimitato l’area di ricerca nell’ambito della zona boschiva del Comune di Borrello. Lo sforzo dell’Arma, nel breve tempo di un paio di ore è stato premiato dalla localizzazione, grazie alla capillare conoscenza del territorio da parte dei soccorritori, della malcapitata che si era smarrita con la propria autovettura tra i sentieri ed aveva anche il gps in avaria. Per poter agevolare l’avvicinamento ai militari, gli stessi procedevano ad indicare costantemente la loro posizione mediante il ripetuto azionamento dei clacson. Alle ore 20.00 l’operazione di rintraccio andava a buon fine.

Per la escursionista la disavventura si concludeva fortunatamente solo con un po’ di spavento.

Emilio Teti, 43 anni, è stato assolto perché la nonna, Eliane Gromount, che lui accudivà, non morì per le percosse, che secondo l’accusa gli erano state inferte dall’uomo, ma per cause naturali.

La decisione del Gup di Lanciano, Marina Valente, è stata presa al termine del rito abbreviato. 15 mesi d’inferno, con la più infamante delle accuse hanno portato il suo legale Massimiliano Sichetti ad annunciare che chiederà per il suo assistito il risarcimento per ingiusta detenzione, citando il ministero della Giustizia.

         L'avvocato difensore Sichetti

La perizia del medico legale Cristian D’Ovidio ha definitivamente escluso ogni responsabilità dell’imputato, concludendo che la morte della donna era sopravvenuta per un’insufficienza cardiaca acuta e sovraccarico polmonare e grave stato di malnutrizione. L’anziana donna, di origini francesi, era giunta al Renzetti di Lanciano già priva di sensi e le ecchimosi che i sanitari riscontrarono sul suo corpo portarono gli inquirenti ad accusare il nipote.

Teti è stato inoltre assolto anche per i presunti maltrattamenti nei confronti della madre, figlia della Grimount.

Articolata attività di prevenzione posta in essere nella giornata di ieri dai Carabinieri della Compagnia di Lanciano che, nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando Interregionale “Ogaden” di Napoli, hanno effettuato una serie di servizi finalizzati all’accertamento di reati connessi alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica ed, in particolare, al contrasto dello  smaltimento e del trasporto illecito di rifiuti e sostanze inquinanti.

L’attività di contrasto ha visto impegnati i Carabinieri delle Stazioni che fanno capo alla Compagnia insieme ai colleghi Forestali i quali hanno sinergicamente operato monitorando i vari settori potenzialmente pericolosi per la salute ambientale, dall’edilizia allo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue. Nel corso dell’operazione, i Carabinieri della Stazione di Casoli, insieme a quelli forestali di Casoli e Lanciano,  sono intervenuti ad Altino  presso un’officina meccanica rilevando un anomalo accantonamento di rifiuti (oli esausti, batterie, parti meccaniche di veicoli, vernici ecc)  Gli accertamenti esperiti permettevano di verificare che il titolare dell’officina non era in regola con la documentazione relativa allo smaltimento dei rifiuti speciali ed altresì esercitava abusivamente l’attività in questione poiché la ditta era stata cancellata dal Registro delle Imprese. A carico di D.V. 70enne del luogo, scattava pertanto la denuncia alla Procura della Repubblica di Lanciano per l’illecita gestione dei rifiuti, la sanzione amministrativa di 5.000 euro ed il conseguente sequestro dell’attività. A Pizzoferrato, invece, i Carabinieri della Locale stazione sono intervenuti presso un’abitazione di un privato rilevando che alcuni locali annessi ed adibiti a garage avevano ancora la copertura in eternit. Immediata la segnalazione alla competente ASL ed all’Agenzia Regionale per l’Ambiente per le opportune  verifiche e l’avvio delle procedure per lo smantellamento.

Lanciano, 07 novembre – CasaPound Italia interviene dopo l’ennesimo atto vandalico ai danni del monumento dei Martiri delle Foibe, recentemente imbrattato con scritte sulla base di cemento. Una situazione inaccettabile che continua a ripetersi.

" Ci tocca prendere atto di questa situazione inaccettabile che tuttavia continua a ripetersi. Vandalizzare questa città sembra ormai diventata una routine quotidiana – così  Marco Pasquini, responsabile cittadino di CasaPound Italia - in particolar modo non riesce a trovare pace il monumento ai Martiri delle Foibe, preso nuovamente di mira nei giorni scorsi."

"Oltre a rappresentare una vergognosa mancanza di rispetto per le migliaia di persone uccise con la sola colpa di essere italiani, - prosegue – si tratta un atto che contribuisce ulteriormente al già pesante degrado urbano. Non è infatti il solo monumento ad essere sporco e privo di parti: anche l'area verde ove è collocato si presenta il più delle volte piena di cartacce, lattine e rifiuti di ogni genere. Già più volte in passato ci siamo prodigati per la pulizia del monumento e dell’area verde, ma al nostro impegno non è mai seguito uno analogo da parte delle istituzioni preposte".

"Infatti, dispetto dei reiterati appello rivolti al Sindaco ed all’amministrazione - conclude Pasquini – nulla è stato fatto per il restauro del monumento ed il recupero dell’area circostante. Evidentemente questa amministrazione non ha molto interesse nella restaurazione dei monumenti cittadini quanto piuttosto la demolizione degli stessi, alcuni per noncuranza, altri per odio ideologico."

 

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