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Un giovane lavoratore, D.P. dove 22 anni   ha subito un serio infortunio sul lavoro oggi alla Tecnomec Sud di Atessa, in località Saletti.

Il giovane   è stato subito soccorso e trasportato dal 118 al reparto di chirurgia di Chieti, rischia di dover subire l'amputazione della mano che gli è rimasta incastrata in una pressa per la laminatura. Sull'incidente indagano i Carabinieri della compagnia di Atessa, coordinati dal Luogotenente Federico Ciancio, e gli ispettori del lavoro della Asl.

CHIETI - Nella serata di ieri i Carabinieri della Stazione di Chieti Scalo, nel corso dei servizi di controllo del territorio, volti prevalentemente al contrasto dei reati cosiddetti “predatori” quali furti e rapine, nel transitare nei pressi del “Bar della Gioventù” di viale Unità d’Italia, allo “Scalo”, hanno notano la presenza di un 86enne, ben conosciuto alle Forze dell’Ordine, che, seduto al tavolo con alcuni amici, stava giocando a carte.

L’anziano, alla vista dei militari, seppur “avvisato” dai suoi compagni di gioco della presenza dei militari, per non destare sospetti, è rimasto impassibile ed ha continuato la sua “partita” senza far trasparire dal suo volto alcun segno di preoccupazione. Gli uomini dell’Arma però, hanno ugualmente effettuano un controllo presso la Banca Dati in uso alle Forze di Polizia dal quale hanno accertato che l’anziano, in realtà, in quel momento, avrebbe dovuto essere a casa, poiché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Dopo pochi minuti, infatti, l’83enne, pensando di essere stato scoperto, ha tentato di allontanarsi per far ritorno a casa, uscendo dal bar nascosto tra due amici. Prontamente bloccato dai Carabinieri è stato però subito accompagnato in caserma e tratto in arresto con l’accusa di evasione. E’ finita così la tranquilla serata di Giuseppe Mancini, 86enne di Chieti, che, su disposizione del P.M. Giuseppe FALASCA, è stato condotto nuovamente presso la sua abitazione in attesa del giudizio per direttissima.

Incidente mortale poco fa a Lanciano sul viale Martiri. Un Alfa grigia è finita contro un albero cozzando prima contro il marciapiede all'altezza dell'ingresso della traversa che porta verso via Barrella. L'uomo alla guida è deceduto. Sul posto ancora i mezzi di soccorso che, dalla prime notizie giunte in redazione, non escludono un malore dell'uomo che ha poi perso il controllo del mezzo schiantandosi contro l'albero.

+++notizia in aggiornamento

 

La persona deceduta è Marco Natale, portantino del reparto trasfusionale del Renzetti di Lanciano.

Dai primi rilievi la sua auto si è schiantato contro un albero, dopo aver investito una vettura  parcheggiata. Erano le 7,40 e si stava recando a lavoro quando all'improvviso il  malore che ha causato l'incidente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 ma era già morto.
L'area è ancora e presidiata in attesa del pm Di Serio per rimuovere il corpo.

Quando è stata fermata lunedì pomeriggio dai militari del Nucleo Radiomobile di Ortona lungo la S.S. 16 in località Bivio Pasquini ha mostrato subito segni di nervosismo. Ed aveva i suoi validi motivi per esserlo, A.B. 38enne pregiudicata foggiana, perché si era allontanata da alcune settimane dal suo domicilio di Foggia dove si trovava agli arresti domiciliari. E per sottrarsi all’identificazione, visto che tra l’altro non aveva con sé alcun documento di identità, non ha esitato a fornire false generalità ai militari, ai quali, però, è bastato un accertamento sulle sue impronte digitali per capire che in realtà ci si trovava dinanzi ad un’evasa. Per A.B., quindi, è scattato l’arresto in flagranza per evasione e false dichiarazioni sull’identità personale. Per il giovane che invece la trasportava a bordo della propria autovettura, il 23enne G.D.L., anch’egli pregiudicato di Foggia, è scattata la denuncia a piede libero per guida senza patente, per non averla mai conseguita, e favoreggiamento, avendo tentato di accreditare presso i militari la versione data dalla donna su quelle che sono poi risultate essere le sue false generalità. A.B. è stata quindi tradotta ieri mattina dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti il ripristino degli arresti domiciliari in Foggia.

Da alcuni mesi era vittima di violenze all’interno delle mura domestiche ad opera del marito, M.C. un operaio albanese di 50 anni. E ieri sera, dopo l’ennesima aggressione, M.K., 43 anni, albanese anche lei, convinta dalla sorella e dalla figlia a non sottostare più alle angherie del marito, ha chiamato la centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Ortona per segnalare che l’uomo, al culmine dell’ennesimo litigio, l’aveva massacrata di botte alla presenza della figlia minorenne. I militari della Stazione e del Nucleo Radiomobile di Ortona, giunti sul posto nel giro di pochissimi minuti, sono riusciti a bloccare l’uomo che tentava di allontanarsi dalla casa familiare subito dopo aver colpito la donna alla testa, alle braccia e al corpo con tutto ciò che gli era capitato a tiro durante il litigio: uno stendino per la biancheria, una sedia ed altro ancora. La donna, dopo essere stata medicata presso l’Ospedale di Ortona per un serie di traumi alla testa, alle braccia e al dorso, per i quali ha ottenuto 15 giorni di prognosi, ha avuto il coraggio di denunciare il marito, oltre che per l’episodio odierno, anche per una serie di altre aggressioni subite negli ultimi mesi. L’uomo, pertanto, è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, tradotto nella mattinata odierna dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.

Una casa popolare assegnata da più di due anni nel quartiere Olmo di Riccio ma la volontà di rimanere, abusivamente, in un alloggio del comune in Via Valera , nel centro storico di Lanciano. Era questa la situazione che stava cercando di sanare l’avvocato Giovanni Carlini, dirigente dell’avvocatura comunale, ma che lo ha visto, suo malgrado vittima di un vero pestaggio. L’assessore preposto al ramo, Giacinto Verna, raggiunto telefonicamente si dice preoccupato di una situazione davvero paradossale, sfociata in violenza, e non riesce a capire come si possa rifiutare un alloggio popolare, pagando un canone irrisorio, con l’emergenza abitativa che la città di Lanciano sta affrontando

L’avvocato Carlini è stato aggredito di spalle dal figlio della famiglia “abusiva” che ha, da quanto riferito dallo stesso dirigente, cercato di colpirlo dapprima con un coltello , per poi sferrargli due pugni al viso, violentissimi, tanto da mandarlo in ospedale.

L’Amministrazione Comunale di Lanciano, in una nota stampa, ha espresso vicinanza e massima solidarietà al Dirigente ed ha annunciato la denuncia alle forze dell'ordine e ci auguriamo- si legge- che il responsabile della gravissima aggressione venga assicurato in tempi brevi alla giustizia. Quanto accaduto è intollerabile, soprattutto perché segue a distanza di poco più di un anno un'altra gravissima aggressione subita nel giugno 2016 da due dipendenti del Settore Politiche Sociali: questa inaudita violenza che colpisce chi quotidianamente svolge il proprio servizio a favore della comunità è da condannare pubblicamente senza se e senza ma.(C.Lab.)

Un nuovo e importante risultato operativo è stato messo a segno nell'area vastese dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti e della Stazione di San Salvo, i quali, nel pomeriggio del giorno 18 settembre u.s., hanno tratto in arresto un cittadino albanese trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

I militari, impegnati da tempo in una attività di contrasto alla criminalità in quel particolare territorio, nel tardo pomeriggio di lunedì 18 settembre, hanno proceduto al controllo di CAFI Agim, classe 1979, residente a San Salvo, già noto alle forze dell'ordine, il quale, alla vista dei militari, aveva evidenziato subito un particolare nervosismo, tanto da insospettire i militari i quali decidevano di approfondire il controllo e di estenderlo anche al l'abitazione del soggetto. Qui, ben occultati, i militari rinvenivano numerosi involucri confezionati in cellophan e nastro da imballaggio, che risultavano contenere cocaina, per un peso complessivo di circa Kg. 1,4 , per un valore molto rilevante, nonché materiale utile al confezionamento.

L'uomo veniva, pertanto, dichiarato in arresto con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e tradotto presso la casa circondariale di Vasto a disposizione del la competente A.G., alla quale ora dovrà rispondere e spiegare la provenienza della sostanza che gli investigatori ritengono desti nata allo spaccio nel I 'area vastese. Il risultato attuale rappresenta l'ennesimo successo in una intensificata attività e presenza sul territorio che l'Arma della Provincia teatina sta da tempo proiettando nell'area vastese, al fine di contrastare i fenomeni criminali in quel territorio

Triplo tamponamento ieri pomeriggio intorno alle 18 nei pressi della rotonda di Mozzagrogna sulla provinciale Lanciano-Fossacesia.

Per fortuna, nonostante le tante macchine coinvolte nessuna grave conseguenza per i guidatori delle due seicento e della Ford Ka . Solo una donna è finita al Renzetti ma le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Per i rilievi del caso, sulla importante arteria di collegamento stradale,  si sono formate lunghe file di auto.

Almeno dieci kg di marijuana, accuratamente suddivisa in panetti e nascosta in vari punti della casa,  per un valore sul mercato di circa 100mila euro.

E’ questo il quantitativo di droga che i  carabinieri della compagnia di Atessa  hanno rinvenuto ieri in contrada San Iorio a Lanciano  nel corso di una  una perquisizione avvenuto dopo che le indagini aveva individuato da dove arrivava lo stupefacente.

Arrestati  A. D. N. e la compagna L. M., entrambi di 60 anni ed incensurati. Oltre alla droga, già suddivisa, rinvenute anche una decina di piantine di marijuana ed anche diverse piante alcune delle quali già recise e messe ad essiccare. La sostanza sembrerebbe venisse usata anche a scopo "terapeutico" come infuso e in cucina.

L’uomo , un dentista lancianese, è stata rinchiuso nel Carcere di Villa Stanazzo mentre la donna è stata trasferita in quello di Chieti.

Il furto dell'auto denunciato dalla turista torna a mettere in primo piano una zona, il Lido Saraceni; che purtroppo è diventata a rischio negli ultimi tempi. Ai ladri e ai balordi si aggiungono anche episodi legati alla prostituzione. Una situazione che certo non giova all'immagine della nostra città, sminuisce e mortifica anche un luogo bello e di richiamo com'è appunto il Lido Saraceni. La richiesta che arriva da più parti dell'installazione delle telecamere credo debba essere presa in considerazione, forse non risolverà i problemi che affliggono quell'area, ma potrebbe essere un deterrente e scoraggiare chi si appresta a delinquere e comunque i cittadini si sentirebbero più sicuri. E questo è un dato da non trascurare. Sono convinta dell'efficacia delle telecamere tant'è che nella passata amministrazione, quando ero assessore e vice sindaco, ho sostenuto e concretizzato questo progetto, come forse molti ricordano. La sicurezza è un argomento che ho messo e continuo a mettere al centro della mia azione politica anche ora, come consigliere di minoranza. Per quanto riguarda la prostituzione ritengo inadeguata l'ordinanza del Sindaco Leo Castiglione emessa “al fine di prevenire e contrastare i pericoli cagionati da comportamenti connessi all'esercizio della prostituzione”, che si riduce a una serie di divieti e di controlli riferiti solo all'area incriminata. Sono convinta che l'effetto potrebbe essere quello di spostare il fenomeno da una zona ad un' altra. L'ordinanza non tiene in nessuna considerazione il bisogno di aiuto che spesso ci viene lanciato dalle vittime stesse, né fornisce risposte a quelle donne, il più delle volte straniere che arrivano in Italia spinte dal desiderio di cambiare in meglio la propria vita e si trovano costrette sulla strada. Credo che una iniziativa volta davvero a contrastare questo triste mercato debba prevedere una serie di momenti e di opportunità, a cominciare da quello, fondamentale, dell'ascolto per arrivare a un sostegno concreto, a una protezione reale, perché solo così le donne non si sentiranno rifiutate e avranno anche la forza di denunciare, poiché sapranno di poter ricominciare con un percorso di reinserimento. Chiedo all'Amministrazione Comunale, all'Assessore alle Politiche Sociali, di attivare una rete, un protocollo d'intesa con la Provincia di Chieti, la Questura, l'Arma dei Carabinieri e con tutti i Comuni dell'ente d'ambito n.28, con l'Azienda Sanitaria e con tutti i soggetti del terzo Settore. E' fondamentale lavorare in sinergia e con obiettivi condivisi. Auspico l'istituzione di un tavolo permanente di discussione e di confronto per condividere così' un'unica piattaforma di azioni e di interventi nel rispetto delle norme vigenti. Si potrebbe anche partecipare all'Avviso pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità, che prevede (ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2016) un Bando per il finanziamento di progetti attuati a livello territoriale finalizzati ad assicurare, in via transitoria, ai soggetti destinatari adeguate condizioni di alloggio, vitto e assistenza sanitaria e, successivamente, la prosecuzione dell’assistenza e dell’integrazione sociale.-

E' necessario, se si vuole contrastare la prostituzione, mettere in campo azioni mirate e soprattutto rispondenti a un programma di assistenza e di integrazione. L'adesione al bando delle pari opportunità per i progetti territoriali di assistenza è il primo fondamentale passo di un percorso non facile ma che può iniziare con il piede giusto. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato perché il più delle volte a spingere una donna sul marciapiede non sono le disperate condizioni economiche, ma la violenza e la malavita organizzata.

 

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