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"La situazione sta degenerando sempre di più. E la giunta comunale resta volontariamente sorda" - durissime le parole del responsabile cittadino di CasaPound, Marco Pasquini.

"A meno di una settimana dall'aggressione in pieno giorno ai danni di un'anziana che passeggiava con i nipotini nei pressi del parco - continua Pasquini - si è arrivati a veder girare dei veri e propri gruppi armati nei cosidetti 'parchi aperti in via sperimentale'. Sta diventando pericoloso uscire la sera, anche solo per una passeggiata in pieno centro. I residenti continuano a lamentare disturbi notturni, danneggiamenti alle abitazioni e vandalismo nei parchi".

"L'Amministrazione Pupillo deve provvedere a ristabilire l'ordine nelle suddette zone" - termina Pasquini. "Se, come già successo in passato, tali eventi verranno ignorati, sarà CasaPound Italia che si schiererà a fianco dei lancianesi andando a perlustrare le zone a rischio. La nostra presenza sul territorio, già da questa sera, varrà come deterrente contro queste infime azioni, a tutela dei cittadini che da tempo si sentono minacciati".

 

Sit in, anche davanti al palazzo di giustizia; cortei, manifestazioni, petizioni con migliaia di firme, ricorsi e controricorsi, perizie. “E' stata una lunga battaglia, ma ce l'abbiamo fatta. Si tratta di una bella vittoria per Treglio e tutta la comunità”: così il sindaco di Treglio (Ch), Massimiliano Berghella, all'uscita dal palazzo di giustizia di Lanciano, a conclusione del processo che ha visto imputati i titolari delle due centrali a biomasse della famiglia Vecere situate a Treglio.

Questa mattina, infatti, il Tribunale di Lanciano ha emesso la sentenza di primo grado riguardo alla regolarità della centrale a biomasse della società GcT (Gestione Calore Treglio) e dell'attiguo Sansificio Vecere, sequestrati il 22 gennaio 2015. Il giudice Andrea Belli ha condannato Antonio Vecere, 45 anni, di Lanciano, amministratore della Gestione Calore Treglio, alla pena di 8 mesi di arresto sostituiti con 60 mila euro di multa. Sei mesi di arresto, sostituiti con 40 mila euro, sono stati invece comminati ad Enrico Vecere, 71 anni, di Lanciano, della Sansifici Vecere.

Il pubblico ministero, Delfina Conventi, aveva chiesto per entrambi la condanna a 18 mesi. I Vecere sono stati condannati per inquinamento atmosferico, con emissione di monossido di carbonio il triplo dei quantitativi autorizzati; per aver bruciato biomasse non conformi alle leggi riguardo al loro utilizzo; per aver bruciato materiale diverso rispetto a quello autorizzato dalla Regione: difforme per umidità consentita e rispetto al progetto presentato; per illecito smaltimento delle ceneri riguardo alla Gct. L'inchiesta è partita da una denuncia del movimento Nuovo Senso Civico. A seguito di superperizie – la Procura ha tirato in ballo consulenti come Mauro Sanna, Nazzareno Santilli e Roberto Monguzzi che si sono occupati anche dell'Ilva di Taranto - l'allora procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, chiese e ottenne il sequestro dei due impianti, situati alle porte del centro abitato di Treglio.

Numerose le parti civili costituite: il Comune di Treglio, Nuovo Senso Civico e 45 cittadini che hanno chiesto danni da 25 a 50 mila euro ciascuno. Il giudice però, dopo aver condannato i Vecere, ha disposto che i risarcimenti dovranno essere quantificati in sede civile “per la grave compromissione dello stile di vita di cittadini che hanno dovuto far fronte alle molestie arrecate dagli impianti”.

Residenti “avvelenati” dai fumi e da una situazione di disagio che evidenziavano da anni. “Abbiamo avuto sempre fiducia nella magistratura – riprende il sindaco Berghella – e quest'amministrazione si è battuta e si sta battendo in ogni modo per avere giustizia e per la tutela dei suoi cittadini e di quelli dell'intero comprensorio. Non è nostra intenzione far chiudere le aziende, ma è necessario che le aziende si adeguino alle leggi, nel rispetto della salute e dell'ambiente, in sostanza del bene comune”.

Notte da “Arancia meccanica” quella appena trascorsa a Lanciano. I carabinieri della locale compagnia sono stati allertati circa la presenza di un gruppo di ragazzi armati di bastone che sia aggiravano in centro città e, nello specifico nella zona dell’ex ippodromo e via del Feltrino (la strada privata).  Hanno poi individuato una macchina danneggiata, molto probabilmente dagli stessi, e stanno ora cercando di risalire alla loro identità. Nel frattempo sempre nella suddetta zona lancio di pietre verso una casa privata che hanno portato alla rottura di alcuni vetri. Ma quello che davvero ha dell’incredibile è il ritrovamento che questa mattina hanno fatto gli abitanti della strada; un gatto strangolato, ( preferima non mostravi le immagini) molto probabilmente impiccato e lasciato morto sul selciato in terra battuta. Il veterinario ha confermato la morte per strangolamento. Della rimozione della carcassa si sono occupati gli operai del comune che hanno proprio li un deposito.

Ora non è chiaro se l’episodio in questione si stato commesso dallo stesso gruppo che girava armato di bastoni e che molto probabilmente ha danneggiato l’auto ma, ciò che è certo è che siamo di fronte ad un vero e proprio allarme sociale che sta trasformando il centro di Lanciano in un posto poco sicuro dove sono all’ordine del giorno fatti di degrado. Si spera che i lavori partiti oggi, e annunciati dal Sindaco Mario Pupillo, degli spalti dell'ippodromo possano arginare il fenomeno.

E’ della scorsa settimana la notizia della nonna aggredita insieme ai nipotini mentre, gli schiamazzi notturni all’interno della villa comunale non accennano a placarsi.(C.Lab.)

Un tranquillo pomeriggio d’estate fa salire i bollenti spiriti ad un 38enne di Milano. C.G.P. si apparta in uno degli spogliatoi del centro commerciale DECATHLON di San Giovanni Teatino e appoggia, con destrezza e circospezione, il proprio cellulare a terra, tra le cabine di prova, in modo da poter riprendere una donna che si stava provando un costume da bagno. L’uomo resta lì, in attesa, finché non raggiunge il proprio scopo, recupera quindi il cellulare e torna ai propri acquisti con fare sereno.

Non sa però che, nonostante la sua aria innocente, i suoi stani movimenti sono stati notati dall’addetto alla sicurezza del negozio, che lo blocca dopo aver allertato il 112.

Quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Chieti si sono fatti consegnare il cellulare dal singolare cliente, hanno trovato immediatamente i file “incriminati” appena registrati e hanno pertanto denunciato l’uomo per interferenze illecite nella vita privata. Ciò che però ha sorpreso i militari è che, alla fine, il focoso voyeur potrebbe pure paradossalmente dover essere ringraziato: dalle immagini estrapolate è apparso chiaro che la donna, da identificarsi, si era rivestita senza togliersi il costume provato ed è uscita dal centro senza pagare, rivelandosi pertanto anche lei non una normale cliente ma una taccheggiatrice.

 

 

 

 

Torna  in azione la banda del Bancomat e dopo gli assalti a  Castel Frentano, due,  e uno a Piazzano di Atessa,  questa notte è stato fatto  esplodere  il bancomat della filiale della Carichieti  di San Vito Marina in largo Olivieri.

I testimoni svegliati dal botto della deflagrazione intorno alle 3 del mattino parlano in tre uomini  incappucciati che hanno agito indisturbati.

Il bottino si aggirerebbe intorno ai 20 mila euro. Indagano i carabinieri della compagnia di Ortona.

+++seguono aggiornamenti

Ore 15. Dai primi accertamenti dei Carabinieri di Ortona sembrerebbe che i  malviventi,avrebbero introdotto all’interno della fessura fra il muro e il bancomat della polvere esplosiva, sistema chiamato in gergo “marmotta" e che abbiano azionato un detonatore, a distanza di sicurezza, collegato a dei cavi elettrici. Il bancomat si è letteralmente aperto come una scatoletta di latta spargendo le banconote sulla strada.

Il nubifragio di pochi minuti fa ha causato un incidente che ha coinvolto una ragazza di 20 anni alla guida della sua fiat 500 nera.

Siamo all’altezza della farmacia comunale di Viale Cappuccini quando, all’improvviso probabilmente a cusa della bomba d’acqua che si è abbattuta sulla città,  è esploso  un tombino che ha preso in piego l’auto. Nell’urto sono esplosi gli airbag della macchina che è poi finita contro il marciapiede a ridosso di un albero. Nell’urto la giovane, visibilmente sotto shock raccontano i presenti, ha riportato diverse escoriazioni traumi alle gambe alle braccia ed è stato trasportata all’ospedale Renzetti per ricevere le prime cure. Sul posto ancora la polizia municipale per i rilievi del caso,

La Corte d'Appello dell'Aquila ha respinto il ricorso presentato dall'Associazione Circolo Casa di Conversazione contro il Comune di Lanciano. L'Associazione ha impugnato la sentenza di primo grado del Tribunale di Lanciano del 7 marzo 2016 che ha ritenuto risolto il contratto di locazione con il Comune di Lanciano dell'immobile nel quale svolgeva attività socio culturale per morosità nel pagamento dei canoni di locazione. Il Tribunale di Lanciano aveva condannato l'Associazione al pagamento dell'importo di 29.965 euro al Comune di Lanciano per i canoni inevasi. La Corte d'Appello ha condannato inoltre l'appellante al pagamento delle spese legali. La sentenza 1309/2017 è stata pubblicata lo scorso 6 luglio 2017.

“La legittimità e la legalità della nostra azione a tutela della comunità sulla vicenda della Casa di Conversazione è stata certificata due volte dagli organi di giustizia. I locali di proprietà del Comune di Lanciano, e quindi di tutti noi, sono tornati nella piena disponibilità della Cittadinanza: si contano ormai a centinaia gli eventi culturali ospitati nella Casa di Conversazione, dove le numerose e vivaci Associazioni culturali lancianesi hanno finalmente a disposizione una sala attrezzata e prestigiosa a tariffe contenute per le proprie iniziative. Al di là delle sentenze, è questo il vero successo dell'operazione culturale e amministrativa che abbiamo portato a termine e che merita di essere ancora una volta sottolineata”, dichiarano il Sindaco Mario Pupillo e l'Assessore alla Cultura Marusca Miscia.

I Carabinieri della Stazione di Torino di Sangro , a conclusione di una complessa attività di indagine,   hanno deferito in stato di libertà,  al la Procura del la Repubblica presso il Tribunale di Vasto per il delitto di truffa aggravata  S.M. siciliano 45enne, già noto alle forze dell'Ordine per reati della stesa indole. A carico dell'uomo, infatti, i militari della Stazione di Torino di Sangro, hanno raccolto numerosi elementi di colpevolezza che lo identificano come l'autore di un episodio avvenuto alcuni giorni prima in danno di un anziano 80enne del luogo. In quella circostanza, infatti, l’uomo,  dopo aver finto il danneggiamento dello specchietto retrovisore esterno della propria auto, aveva dato vita ad una sceneggiata, accusando l'ignaro 80enne di aver provocato il danno e pretendendo un risarcimento. L'anziano, sconcertato e spaventato, si era lasciato indurre a consegnare la somma contanti di 200 euro in contanti, a risarcimento dell'inesistente danno, nella convinzione di chiudere bonariamente la vicenda.

Le successive e certosine indagini dei carabinieri di Torino di Sangro hanno smascherato l'inganno e scoperto l'autore che, sembra, non sia nuovo ad analoghe vicende. La vicenda, se da una parte si è conclusa con soddisfazione per il paziente lavoro degli investigatori dell'Arma, dall'altra evidenzia, ancora una volta, la estrema facilità con cui individui  spregiudicati e senza scrupoli ingannano anziani e persone deboli , approfittando, peraltro, della loro estrema ingenuità, per carpire denaro o altri beni.

I Carabinieri, che hanno da poco, rivitalizzato una campagna di sensibilizzazione sullo specifico, odioso fenomeno criminale, invitano ancora una volta i cittadini a segnalare  e a chiamare prontamente il numero di emergenza 112 o altre Forze di Polizia qualora si venisse coinvolti in episodi analoghi

A conclusione di specifica attività investigativa, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vasto hanno tratto in arresto Giacomo Sarra di anni 47, di origini pugliesi ma abitante a Vasto, per maltrattamenti, lesioni e violenza privata nei confronti della propria convivente.

I fatti risalgono allo scorso giugno quando i medici del pronto soccorso Vasto richiedevano l’intervento dei Carabinieri perché una donna  presentava lesioni su tutto il corpo perché barbaramente picchiata dal proprio compagno. Gli uomini dell’arma  intervenuti  potevano verificare come effettivamente la povera donna presentasse vistose ecchimosi sul volto, su entrambi le mani, sul torace, sulla testa ed avesse addirittura riportato la frattura ad un braccio. Nei giorni successivi sono state attivate altre indagini che interessavano anche il contesto sociale in cui risedeva il Sana con la compagna e 5 figli tutti minori.

Ne emergeva un inquietante quadro di maltrattamenti e vessazioni che l’uomo infliggeva alla compagna, costretta a vivere nel terrore quotidiano. Si è inoltre accertato che il Sarra si era reso anche protagonista di alcuni danneggiamenti posti in essere nei confronti di alcuni esercizi pubblici limitrofi alla sua abitazione.

Arrestato dovrà  rispondere di maltrattamenti nei confronti della convivente, lesioni volontarie e violenza privata.

E’un camionista rumeno di 36 anni il presunto pedofilo arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata sulla figliastra che all'epoca dei fatti aveva solo 14 anni.

I fatti risalirebbero  al dicembre scorso e per il pm della Procura della Repubblica di Lanciano Rosaria Vecchi l'uomo, che è il patrigno della vittima e che  conviveva da 12 anni con la madre naturale della bambina, ha iniziato ad avere attenzioni particolari per la ragazzina che è stata, sempre secondo l’accusa, più volte, almeno fino al mese di marzo, abusata sia fisicamente che psicologicamente.

Il 36enne quando rientrava la notte tardi dal lavoro si infilava nel letto della piccola per abusarla ed è stata proprio la vittima che ha raccontato gli episodi alla mamma che ha immediatamente denunciato tutto ai carabinieri di Atessa.

E' ora rinchiuso in carcere con provvedimento firmato dal Gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa.

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