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Atti vandalici alla scuola elementare di Marcianese: svuotati tutti gli idranti ed il loro contenuto sparso ovunque. La scuola rimarrà chiusa oggi e domani per e pulizie straordinarie alle quali tutta la struttura deve essere sottoposta.

Sono entrati dalla porta principale ed hanno staccato tutti gli idranti dai muri spargendone la schiuma, che ricordiamo è tossica, nelle aule, in cucina e nella palestra. Non hanno rubato nulla.

I bambini con i loro genitori hanno atteso dinnanzi a scuola per parecchio tempo, alcuni erano nei bus del trasporto scolastico, nel tentativo di capire se si sarebbero svolte le lezioni.

Nessun controllo, lamentano in molti, non è la prima volta che entrano nella struttura ed agiscono indisturbati.

Intervenuti i Carabinieri di Lanciano per i rilievi del caso

Guidava un’Audi A6 rubata nella notte a Montesilvano il 34enne pregiudicato foggiano che verso le 4.00 di stanotte, lungo la statale Adriatica, a San Vito Chietino, ha forzato un posto di controllo dei militari del Nucleo Radiomobile di Ortona. Questi ultimi si sono lanciati immediatamente al suo inseguimento ma l’uomo ha effettuato un’improvvisa quanto pericolosissima inversione di marcia andando a collidere proprio contro l’autovettura militare con il chiaro intento di ostacolarne la marcia.

Il giovane è stato immediatamente bloccato e tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e ricettazione. Per i militari dell’Arma solo lievi escoriazioni medicate dai sanitari dell’Ospedale di Lanciano. D.R. è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Ortona in attesa dell’udienza di convalida prevista per la mattinata di domani dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Lanciano.

 

Due dipendenti dell’Ecolan sono rimasti feriti questa  a Lanciano in località Re Di Coppe in un incidente con una Jeep  guidata da un uomo proprietario di una concessionaria. Il camion , carico di rifiuti tornava al centro raccolta dopo il consueto giro per il recupero del pattume del porta a porta.

Un impatto violentissimo nel quale il mezzo Ecolan si è ribaltato incastrando l'autista tra le lamiere. L’ uomo è ora ricoverato all’ospedale di Lanciano con politraumi e diverse ferite.

Intervenuti sul posto, oltre ai vigili del fuoco, anche la Polizia municipale di Lanciano e il 118

 

I Carabinieri della Stazione di Lanciano insieme ai colleghi del Nucleo Operativo e radiomobile dell’omonima Compagnia, questa mattina  hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP presso il tribunale di Lanciano, per il reato di rapina aggravata, nei confronti di due pregiudicati locali,  Guarnieri Gaetano,  classe 1982 e Guarnieri Sante  classe 1996,  entrambi di etnia rom e residenti a Lanciano, già noti alle forze dell’ordine per altri reati.

Il fatto risale a circa un mese fa, quando la signora  G.D., 47enne di Frisa , aveva sorpreso un uomo che poco prima, dopo aver rotto il finestrino della sua auto, si era impossessato della sua borsa e stava cercando di allontanarsi con un’auto nera guidata da un complice. Nella circostanza la  vittima, tentando di raggiungere il malvivente, si aggrappava alla portiera dell’autovettura che allontanandosi a forte velocità la faceva cadere rovinosamente in terra   procurandole lesioni per le quali è stata costretta al ricovero. Le immediate e accurate indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Lanciano  hanno permesso l’individuazione degli autori e l’esito delle risultanze investigative prodotte all’Autorità Giudiziaria hanno motivato il Gip del Tribunale di Lanciano ad emettere le misure cautelari a carico dei due complici ritenendo sussistenti le esigenze di cautela connesse sia alla gravità del fatto che alla loro indole delinquenziale.    

Ora sono entrambi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che nei prossimi giorni procederà con gli interrogatori di garanzia;  Guarnieri Gaetano si trova presso la locale casa circondariale mentre  Guarnieri Sante presso la propria dimora in regime di arresti domiciliari. 

Si era presentato al telefono come “Maresciallo dei Carabinieri” per convincere l’anziana vittima, una 81enne pensionata di Ortona, a versare la somma di 5.000 euro che sarebbe dovuta servire ad un fantomatico “avvocato” per far “scarcerare” la figlia della donna, fermata ed arrestata dai militari dell’Arma alla guida di un veicolo privo di copertura assicurativa.

Ma l’anziana donna, memore delle indicazioni più volte ricevute nel corso dei numerosi incontri pubblici tenuti dai militari dell’Arma dei Carabinieri negli ultimi due anni proprio per mettere in guardia le fasce più deboli della popolazione da tali insidie (conferenze presso i centri per anziani, incontri svolti al termine delle principali celebrazioni religiose domenicali, vademecum realizzati e fatti distribuire dalle piccole testate giornalistiche locali), ha dapprima finto di “abboccare” alla richiesta del suo interlocutore telefonico, per poi informare, subito dopo, tramite il 112, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Ortona.

Nel giro di pochi minuti, infatti, i militari dell’Arma hanno predisposto un servizio di appostamento sotto l’abitazione della vittima, in pieno centro cittadino, dove, dopo circa mezzora di attesa, hanno sorpreso due 40enni pluripregiudicati napoletani che si apprestavano ad entrare nell’abitazione dell’anziana per prelevare la somma richiesta. I due, condotti in caserma ed identificati, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti per tentata truffa. I militari dell’Arma invitano chiunque abbia subito di recente truffe analoghe a recarsi presso il Comando Compagnia Carabinieri di Ortona o presso il Comando Stazione Carabinieri più vicino per procedere ad un eventuale riconoscimento fotografico dei due soggetti identificati.

Quartiere Civitanova, ai confini con la Sacca ore 9,45 circa. Una sirena non smette di suonare, ci si affaccia in strada e si nota mezzo di soccorso del 118  bloccato dalle auto in sosta.

Sono tre i mezzi che si vedono dalla foto, che un nostro lettore ci ha mandato,  tutte le autovetture sono parcheggiate a ridosso dei paletti posizionati dal comune per impedire la sosta. Ma da queste parti, raccontano i residenti, ognuno fa come gli pare. Li hanno tagliati, spostati ed alcuni ci hanno addirittura messo dei lucchetti che aprono e chiudono a piacimento creandosi cosi di fatto un bel posto auto privato.

Nessuno dice nulla, incalza un residente, ma questa mattina con un mezzo di soccorso bloccato si è davvero toccato il fondo. Almeno 15 minuti, interminabili, non hanno permesso ad un malato di raggiungere il pronto soccorso e il proprietario dell’auto quando è arrivato sul posto ha anche detto: “tutta questa fretta avete?”

Di situazione ai limiti della legalità tutto il quartiere ne vive molte, le scene di degrado sono all’ordine del giorno, ci racconta una signora anziana. A volte ho paura ad uscire da sola-continua- ma a chi devo rivolgermi se tanto alla fine nessuno fa nulla ed io resto qui, sola…è meglio farsi i fatti propri.

L'assessore alla viabilità e traffico Francesca Caporale si appella, ancora una volta, al senso civico degli abitanti del quartiere ricordando loro che abitudini simili vanno a discapito anche della loro sicurezza. "Se una ambulanza passa su via Garibaldi, continua l'assessore è perchè deve soccorrere un residente e a tutti potrebbe capitare, si spera di no, un emergenza in famiglia. Il parcheggio delle Ripe è in via di completamento, conclude, entro il 2018 dovrebbe essere finito ma, non per questo, le persone possono permettersi comportamenti simili". (C.Lab)

 

Intorno alle 14, 30 un incidente agricolo in località Santa Calcagna, nel comune di Rocca San Giovanni, ha ucciso Giuseppe Ucci di 77 anni  a bordo del suo trattore. Dalle prime indiscrezione sembrerebbe che l’anziano abbia accusato un malore che lo avrebbe portato a perdere il controllo del mezzo. In quel momento si trovavo a ridosso di un terreno fortemente in discesa e da li è precipitato finendo schiacciato.

Difficile le operazioni di recupero della salma che, alle 16, non era ancora stata recuperata dai vigili del fuoco intervenuti sul posto insieme ai carabinieri di san Vito e a due mezzi del 118 più un elicottero.

La scorsa settimana a Treglio un incidente molto simile.

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Chieti, in Roma, hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa il 03/10/2017 dal Tribunale – Ufficio G.I.P. di Chieti, nei confronti di S.L., 61enne, funzionario ENEL Spa con sede in Roma.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’attività d’indagine avviata nel mese di febbraio 2017,supportatta da attività tecnica che ha interessato il monitoraggio di svariate utenze telefoniche in uso all’indagato e a persone a lui collegate nonché da riprese video/audio, che ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, per i reati di tentata concussione e turbativa d’asta.

Lo stesso, abusando della sua qualità di funzionario ENEL, mediante minaccia, cercava di indurre un’azienda teatina a rinunciare ad uno dei cinque lotti che si era aggiudicato in una gara pubblica, al fine di favorire un’altra ditta del teramano, prospettando alla ditta aggiudicataria la possibilità dell’annullamento della gara stessa, con il conseguente e concreto rischio di non risultare più vincitrice dell’appalto, riportandone un ingente e grave danno economico finanziario.

Tali condotte venivano poste in essere prima che si concludesse di fatto la procedura di gara, turbando quindi la regolarità della stessa gara pubblica, vicenda questa del tutto estranea all’Azienda che aveva a sua volta segnalato il comportamento del funzionario per alcune irregolarità.

Nel corso della medesima operazione sono state eseguite perquisizioni sia nei confronti dell’indagato nonché presso le sedi di alcune società del teramano ed accertamenti patrimoniali presso Istituti di credito ed Uffici Postali della Capitale.

L’attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Chieti ha visto la fattiva collaborazione della società ENEL Spa che, come già indicato, risulta essere del tutto estranea alla vicenda oggetto d’indagine.

E’ durata poco più di 48 ore l’impunità degli autori di quella che è stata definita una vera e propria “razzia” compiuta nella notte tra sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre in numerosi esercizi commerciali del centro cittadino di Ortona. La Stazione Carabinieri di Ortona, infatti, ha identificato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti per furto aggravato due pluripregiudicati napoletani di 49 e 23 anni.

I militari dell’Arma erano sulle loro tracce già dalle prime ore di lunedì mattina, quando, raccolte le denunce di furto di commercianti, artigiani e ristoratori, avevano visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza sia degli esercizi commerciali visitati dai ladri che di quelli attigui o, comunque, disseminati lungo il percorso seguito dai due durante la loro scorribanda. In particolare, le immagini avevano immortalato, oltre che in maniera nitida i volti dei due pregiudicati ed il loro abbigliamento, anche e soprattutto la targa ed alcuni dettagli inconfondibili dell’autovettura utilizzata per spostarsi da una via all’altra del centro cittadino.

E’ bastato, quindi, diramare le ricerche dell’auto per fa sì che ieri mattina il veicolo venisse intercettato e fermato dalla Polizia Stradale di Cassino. I due, infatti, stavano facendo rientro nei luoghi di origine con il loro bottino di PC, tablet, attrezzatura per parrucchieri, articoli di cancelleria e denaro contante che quanto prima saranno restituiti alle vittime. I Carabinieri di Ortona invitano chiunque abbia subito analoghi furti durante lo scorso fine settimana, e non lo abbia ancora fatto, a recarsi presso il Comando Stazione di Ortona per formalizzare la relativa denuncia.

      Immagine di repertorio

L’incidente che ha portato al decesso di ’Fioravante Trivilini, 62 anni, di Lanciano è avvenuto questa mattina intorno alle 11 nel comune di Treglio  in località Castellana.

Il mezzo, un trattore gommato, si è ribaltato schiacciando l’uomo mentre stava cercando di risalire una zona particolarmente scoscesa. A dare l’allarme il figlio che ha assistito inerme a tutta la scena. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, e i vigili del fuoco che dovranno recuperare il mezzo. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Ortona.

 

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