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Picchiata perchè sarebbe passata per prima. E’ quanto accaduto a Lanciano nel corso delle Feste di Settembre, nella notte tra sabato e domenica subito dopo lo sparo. Stando a quanto riporta il quotidiano ‘Il Centro’, la giovane madre di 29 anni ha avuto la colpa di non aver dato la precedenza ad una altra donna, all’uscita dal cancello che consente l’accesso alla gradinata dell’ex ippodromo.

La donna si stava avviando verso l’uscita con la figlia mentre il marito era rimasto indietro assieme all’altro figlio. Complice la folla di persone, l’accesso è consentito solo a 1.960 persone sui gradoni, madre e figlia sono involontariamente passate davanti alla donna che, una volta usciti, si è scatenata aggredendo e picchiando la donna davanti alla figlia. Il marito, una volta arrivato vicino alla moglie, l’ha trovata con il naso rotto ed il viso insanguinato davanti alla figlia visibilmente sotto choc. La donna ha chiesto aiuto ad una pattuglia della Polizia Municipale e poi è andata al pronto soccorso per le cure del caso.

Purtroppo, non si tratta dell’unica aggressione registrata: nel corso della Nottata un ragazzo è stato accerchiato ed aggredito da cinque persone. L’aggressione è iniziata alle giostre ed è proseguita lungo il corso. Il ragazzo aggredito, che andava in giro con la propria fidanzata, ha poi chiesto aiuto ad una guardia giurata lungo il corso che, dopo essere stato spintonato, ha avvertito la centrale. Quando sono arrivate le forze dell’ordine non c’era più traccia né degli aggressori, né degli aggrediti.

(Piergiorgio Di Rocco)

Una furia impazzita, calci e pugni a non finire davanti alle figlie senza alcuna apparente ragione. E’ accaduto poco fa nei locali dell’assessorato alle politiche socialidi Lanciano. L’uomo N.M. era li per incontrare le sue bimbe di 8 e 9 anni che, a causa di una situazione famigliare “difficile”,  vivono in una casa famiglia. Le bimbe facevano merenda, una delle operatrici, racconta l‘assessore Dora Bendotti, ha fatto un complimento all’uomo per come si stava svolgendo l’incontro e da li il raptus di violenza inaudita.

L’operatrice T.C. è stata scaraventata a terra e raggiunta da calci allo stomaco, alla testa e al volto. Il volto tumefatto e un trauma cranico, ora si trova al Renzetti di Lanciano, l’assessore la sta raggiungendo in questi minuti. Per me è una sconfitta, dichiara la Bendotti, non è la prima volta che accade è la vivo come un lutto. Le operatrici tutti i giorni si trovano a lavorare in una situazione di pericolo e la cosa è gravissima.

In quel momento erano due le operatrici presenti negli uffici di Palazzo Vergilj nel quartiere Lancianovecchia. L’uomo dopo aver pestato la donna ha distrutto i suppellettili dell’ufficio per poi scappare ma, nel frattempo, è stato raggiunto e fermato dalle forze dell’ordine. (Clara Labrozzi)

 

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Chieti lo hanno seguito per diverse ore prima di fermarlo a Montesilvano (PE) con il sospetto che trasportasse dello stupefacente. Gli uomini dell’Arma, da alcuni giorni, avevano avuto notizia della presenza di uno spacciatore che a bordo di un potente scooter si spostava tra Francavilla al Mare(CH), Chieti, Pescara e Montesilvano (PE) con a bordo della cocaina. Nel tardo pomeriggio di ieri, nell’ambito di uno specifico servizio contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, i militari del Nucleo Investigativo di Chieti hanno notato un uomo a bordo di un Suzuki Burgman che, a Francavilla al Mare, dopo aver effettuato una improvvisa inversione di marcia, si era allontanato a forte velocità su viale Alcione dirigendosi verso Pescara. Da quel momento è iniziato un lungo pedinamento protrattosi per diverse ore durante il quale i Carabinieri, con la massima prudenza e senza mai mettere a rischio l’incolumità degli altri automobilisti, hanno seguito gli spostamenti  del malvivente, poi identificato in R.C., albanese 42enne di Elbasan, riuscendo a bloccarlo a Montesilvano. L’uomo, noto alle forze dell’ordine, è apparso da subito molto nervoso. Nella sua disponibilità i Carabinieri hanno trovato alcune banconote false da 20 euro di ottima fattura. La successiva perquisizione effettuata nella sua abitazione di Montesilvano ha permesso il recupero, celate all’interno di un mobile, di ulteriori 143 banconote false del medesimo taglio per un importo complessivo di 2880 euro e, all’interno di un cassetto, di denaro contante autentico dell’importo di 4.400 euro, verosimilmente frutto delle attività illecite svolte. Gli ulteriori accertamenti hanno inoltre permesso di scoprire che sul conto di R.C. pendeva un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale emesso, a febbraio del 2016, dalla Prefettura di Brescia. Tratto quindi in arresto con l’accusa di introduzione nello Stato e detenzione di banconote false nonché di violazione delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione, l’albanese, su disposizione dell’A.G., è stato associato alla casa circondariale di Pescara.

 

Per prevenire e reprimere i reati concernenti la contraffazione e la falsificazione di banconote, monete e qualsiasi altro mezzo di pagamento, nell'Arma dei Carabinieri opera dal 1992, con competenza nazionale, il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria (CC AFM). I loro consigli vi saranno utili per individuare agevolmente i principali elementi di sicurezza presenti nelle banconote e monete euro.

Le sette banconote in euro sono identiche in tutti i paesi dell’area Euro e hanno corso legale in tutti gli Stati aderenti all’unione monetaria dal 1° gennaio 2002.

Sul fronte (recto) delle banconote sono raffigurate finestre e portali che simboleggiano lo spirito di apertura e cooperazione che anima l’Europa e le 12 stelle dell’Unione Europea che rappresentano il dinamismo e l’armonia dell’Europa contemporanea.

Sul retro (verso) di ciascuna banconota è raffigurato un ponte ispirato allo stile architettonico di un periodo della storia dell’arte europea diversa per ogni singolo biglietto

  1. Il nome della valuta scritto in caratteri latini (EURO) e greci (EYPO);
  2. La firma di Willem F. Duisenberg, Presidente della Banca centrale europea;
  3. Bandiera dell'Unione Europea;
  4. Il simbolo © indicante la tutela del diritto d’autore;
  5. L’acronimo della Banca centrale europea nelle cinque lingue ufficiali della Comunità europea (BCE, ECB, EZB, EKT, EKP).

 

COME RICONOSCERE LE BANCONOTE AUTENTICHE

Le banconote Euro sono caratterizzate da molteplici elementi di sicurezza. Per riconoscere immediatamente la loro genuinità è consigliabile attenersi a quattro regole base: toccare, guardare, muovere, controllare. E' importante verificare tutte le caratteristiche di sicurezza confrontando, eventualmente, la banconota sospetta con un 'altra di pari valore e sicuramente genuina.

 

Toccare la carta

La stampa calcografica (particolare tipo di stampa a rilievo) è presente in diverse aree delle banconote genuine (acronimo della Banca centrale europea nelle cinque lingue ufficiali della Comunità Europea, cifre indicanti il valore nominale delle banconote e motivi architettonici delle finestre e dei portali) ed è facilmente percepibile al tatto grazie al suo caratteristico effetto di rilievo.

Inoltre, lungo i bordi delle banconote da 200 € e 500 € sono stati inseriti speciali elementi tattili ideati per i non vedenti.

 

Tenete la banconota controluce

Tenendo la banconota controluce è possibile vedere:

  1. registro recto-verso;
  2. filigrana;
  3. filo di sicurezza microscritto.

 

Muovere la banconota

 

TAGLI PICCOLI

Sul fronte (recto) della banconota è presente una striscia olografica. Muovendo la banconota è possibile osservare alternativamente il simbolo dell'euro (€) in colori brillanti o il valore nominale (5, 10, 20). Sul retro (verso) della banconota è presente una striscia iridescente. Muovendo il biglietto, la striscia brilla per effetto della luce.

TAGLI GRANDI

Sul fronte (recto) della banconota è presente una placchetta olografica. Muovendo la banconota è possibile osservare alternativamente le cifre indicanti il valore nominale (50, 100, 200, 500), il motivo architettonico riprodotto sul biglietto o il simbolo dell'euro (€).

Sul retro (verso) della banconota è stato utilizzato un inchiostro otticamente variabile (Optically variable ink). Le cifre indicanti il valore nominale (50-100-200-500).

 

Microscritture e miniscritture

Mediante l'uso di una lente d'ingrandimento o di un lentino contafili è possibile vedere delle sottili iscrizioni (microcaratteri), che devono risultare nitidi e non sfocati. Sono presenti sia sul fronte (recto) che sul retro (verso) delle banconota.

 

 

 

 

 

Proprietà verificabili alla luce ultravioletta (lampada di Wood)

Osservando le banconote genuine alla luce ultravioletta (lampada di “Wood”) è possibile verificare le seguenti caratteristiche:

  1. non fluorescenza della carta;
  2. presenza delle fibrille luminescenti (pagliuzze colorate inserite casualmente nell’impasto della carta ed aventi colorazione rossa, blu e verde);
  3. particolari reazioni degli inchiostri (cambiamento di colore) utilizzati per riprodurre determinati elementi grafici delle banconote .

Inoltre

L’Arma, da sempre in prima linea contro le “truffe agli anziani”, ha diffuso un vademecum con i consigli dei Carabinieri per prevenirle, all’interno del quale si sottolinea che accade spesso che una persona anziana, poco dopo aver prelevato dei contanti in Banca o la pensione in Posta, venga fermata o raggiunta a casa da qualcuno che si presenta come dipendente dell’agenzia e che dice di dover verificare il numero di serie delle banconote appena ritirate. Quando l’anziano consegna i soldi, i truffatori, facendo finta di controllarli, li sostituiscono con banconote false. E’ bene tener presente che nessun impiegato vi cercherà mai a casa o vi fermerà per strada per controllare le vostre banconote.

A due giorni dalla riapertura delle scuole 50 alunni della scuola media secondaria Don Milani di Lanciano hanno avuto la brutta sorpresa di vedersi spostare le proprie aule senza alcun preavviso.

I locali della scuola media, che fanno capo all’istituto comprensivo denominato Don Milani che ha la sede centrale in via Napoli, nel quartiere Olmo di Riccio a Lanciano, sono da sempre ospitati all’interno del Liceo Classico in via del Mare. Sono tanti i ragazzini che arrivando con i mezzi pubblici nella zona dell’ospedale percorrono poi a piedi il tragitto che li porta a scuola.

Ieri, 7 settembre, un secco annuncio sul sito internet della scuola comunicava che i locali, definiti  provvisori, potevano essere visitati dai genitori nella giornata di SABATO 8 settembre dalle ore 11.30 alle ore 12.30.

Il problema è che questi locali sono di fronte alla primaria di Olmo di Riccio, lamentano le famiglie, distanti quindi dal liceo classico, in una struttura che in passato ospitava un asilo nido, quindi non idonea ad adolescenti di 13 14 anni e, soprattutto nello stesso plesso della mensa Caritas che tutti i giorni fornisce pasti caldi a persone in difficoltà. I locali sono piccoli, scuri e fatiscenti, dicono i genitori dei ragazzi.

Le famiglie , preoccupate di questa decisione, che ritengono non essere temporanea, questa mattina hanno fermato il sindaco di Mario Pupillo e il vice sindaco Giacinto Verna , in quel momento occupati con la sfilata del Dono, lungo il corso per chiedere spiegazioni. Ora si tratterà di capire se davvero sarà questione di giorni oppure se il trasloco sarà più lungo di quanto promesso. (C.Lab.)

E' rientrata a Trieste nella serata di ieri Rita Giancristofaro, la giovane originaria di Lanciano rimasta ferita nel crollo del ponte Morandi di Genova. A renderlo noto comunica la direzione generale dell'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (Asuits).

Nel sciagura del 14 agosto scorso la donna aveva riportato gravi lesioni ed era stata ricoverata all'ospedale Galliera di Genova.Al momneto del crollo si stava recando nel capoluogo ligure per visitare l'Acquario assieme al suo compagno, Federico Cerne, anche lui rimasto coinvolto nella sciagura

E' arrivata all'Ospedale Cattinara di Trieste poco dopo la mezzanotte con l'eliambulanza del Servizio sanitario regionale. E' ora  ricoverata nel Dipartimento ad Attivita' integrata di Chirurgia per proseguire le cure. Il compagno era rientrato in citta' un paio di giorni fa.

Tra le vicende curiose di fine estate entra a pieno titolo quella capitata a un pensionato lombardo in vacanza sulla Costa dei Trabocchi. Durante una mattinata al mare, l’uomo si è accorto di avere smarrito la fede nuziale a cui, peraltro, teneva molto perché appartenuta alla moglie defunta. In molti che si trovavano in spiaggia in quel momento si sono mobilitati per dare una mano nelle ricerche, ma dell’anello non c’era traccia e l’anziano, pur con rammarico, si era rassegnato all’idea di averlo smarrito per sempre.

Qualche ora più tardi, accusando anche un lieve malore, gli è sopraggiunto il dubbio di aver ingoiato la fede e, in tutta fretta, si è recato al Pronto soccorso dell’ospedale di Lanciano, dove è bastata la prima indagine diagnostica per capire quale fosse il problema. La diretta addome ha rivelato la presenza nello stomaco di un corpo estraneo, che era... la fede. Il paziente, a quel punto, è stato trasferito in Gastroenterologia, dov’è stato sottoposto a una procedura endoscopica.

«Abbiamo rimosso l’anello introducendo uno strumento dotato di pinza che viene utilizzato in queste circostanze - ha spiegato Giovanni Ferrini, responsabile del Servizio -. Il pensionato è stato ben felice di recuperare la fede alla quale teneva così tanto e anche di aver evitato conseguenze peggiori per la propria salute».

Una storia a lieto fine, dunque, anche se resta il mistero di come sia potuto accadere che un anello, di dimensioni non proprio microscopiche, sia stato ingerito senza che l’uomo si sia accorto di nulla.

Dovrà rispondere di introduzione clandestina in luoghi militari, danneggiamento aggravato di struttura militare, minaccia aggravata, guida senza patente e circolazione con veicolo privo di copertura assicurativa Filippo Palombaro, 51 anni, noto alle forze dell’ordine, tratto in arresto in flagranza di reato, nella tarda serata di ieri 26 agosto, dai Carabinieri della Compagnia di Lanciano.

Alle precedenti ore 19.00 circa, Palombaro a bordo della propria autovettura fiat cinquecento, prendendo una lunga rincorsa e con forte accelerazione, sfondava il cancello in ferro dell’ingresso carrabile della Stazione Carabinieri di Casoli, in orario di chiusura al pubblico degli uffici, introducendosi così all’interno del piazzale antistante l’edificio per poi darsi a precipitosa fuga, sempre a bordo della stessa fiat cinquecento. Gli immediati accertamenti svolti dai militari consentivano di arrivare alla compiuta identificazione dell’autore del folle gesto che veniva poco dopo rintracciato all’interno della propria abitazione dove, previa cinturazione dell’area e in condizioni di massima sicurezza, attuata con un dispositivo composto da dieci carabinieri delle diverse Stazioni della Compagnia di Lanciano, veniva arrestato senza che lo stesso potesse opporre alcun minima resistenza. Durante le fasi dell’arresto, l’uomo pronunciava frasi minacciose nei confronti dei militari operanti, ritenuti causa delle sue pregresse vicissitudini giudiziarie. Gli ulteriori accertamenti permettevano di acclarare che l’uomo è sprovvisto di patente di guida e che l’autovettura risultava anche scoperta da assicurazione. Il mezzo è stato sottoposto a sequestro penale mentre l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Lanciano.

Questa mattina, dalle prime luci dell’alba,  a Vasto, San Salvo e località limitrofe  è stata eseguita una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Chieti,  finalizzata all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nei confronti di 15 persone, appartenenti  a tre ceppi di locali famiglie rom, inizialmente contrapposte e successivamente coalizzatesi per la commissione di reati in materia di stupefacenti, al fine di garantirsi l’egemonia sulle locali piazze dello spaccio, rimodulando anche quelle che erano le loro consuetudinarie ed illecite attività delinquenziali.

L’attività investigativa è stata avviata nella primavera inoltrata del 2017 quando personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vasto e della Stazione Carabinieri di San Salvo, individuavano alcune abitazioni ritenute punti nevralgici per l’approvvigionamento di partite di sostanze stupefacenti di varie tipologie. Le dimore in esame, dislocate in Vasto e San Salvo, appartengono ai  ceppi rom dei Bevilacqua, Di Rocco e De Rosa.

Nel corso dell’attività si è proceduto all’identificazione di più di cento assuntori di eroina e cocaina, nonché al recupero e sequestro di un numero rilevante di “dosi” delle predette sostanze illecite con conseguente segnalazione amministrativa .

La stima sul volume di traffico si aggira su introiti per le famiglie in questione di circa 40mila euro mensili derivanti dalla frenetica attività di cessione.

L’indagine, di tipo tradizionale mediante servizi di osservazione, video e foto documentati, oltre che supportata da attività tecnica (intercettazioni telefoniche e ambientali) è stata coordinata dalla D.ssa Gabriella De Lucia, Sost. Proc. della Procura della Repubblica di Vasto che ha concordato pienamente con le risultanze dell’attività investigativa.

Nel corso delle operazioni e delle perquisizione locali eseguite dai militari,  sono stati rinvenuti sequestrati:

  • circa 600 gr. di eroina, parte dei quali suddivisi in 26 dosi preconfezionate;
  • circa 30 grammi di cocaina;
  • circa 11.000 euro in contanti;
  • numerosi bilancini di precisione ad altro materiale utile al confezionamento;
  • una pistola scacciacani priva del tappo rosso.

Parte della sostanza in sequestro è stata documentalmente attribuita ad uno dei destinatari della misura restrittiva che per tale motivo è stato arrestato in flagranza di reato.

 

 

Erano trascorse da poco le 14 quando A.G., 44 anni, titolare dell'azienda L.D.B. di Casoli, è stato aggredito e ferito al torace da un uomo. In quel momento era solo negli uffici dell'azienda che si occupa di distribuzione di bevande e il fendente gli è stato inferto con un coltello a serramanico ritrovato sul posto.

Indagano i Carabinieri di Lanciano agli ordini del Tenente Massimo Canale.

La vittima dell'aggressione è ora ricoverato al Renzetti di Lanciano e, per fortuna, non corre pericolo di vita.

Tutta l'area che circonda la Deter Globo, azienda che produce detersivi e fertilizzandi è stata evaquata per scongiurare pericolo esplosioni. Erano poco dopo le 19 di questa sera quando il capannone che ospita l'azienda, ha preso fuoco provocando una nube talmente nera e densa da essere visibile a chilometri di distanza. Non è ancora chiaro se vi sia stata una esplosione.

All'inizio non era chiaro di quale capannone si trattasse, si è temuto per una azineda che lavora sui pneumatici, la densità del fumo aveva ortato in molti a temere in questo senso.

Su posto al lavoro diverse, 4 per l'esattezza, autobotti dei vigili del fuoco e i carabinieri di Atessa.

+++notizia in aggiornamento

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