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GUARDIAGRELE (CH) – Questa notte tre persone, verosimilmente di etnia straniera, dopo aver praticato il classico foro nella serratura di una porta finestra, sono penetrate all’interno dell’abitazione di un noto imprenditore teatino del settore alimentare che, in quel momento, stava dormendo unitamente alla consorte. I malviventi, dopo aver rovistato al piano terra dell’abitazione, sono saliti al piano superiore e, resisi conto della presenza dei proprietari di casa, li hanno immobilizzati al fine di farsi consegnare le chiavi della cassaforte.

Nel frangente l’imprenditore è stato ripetutamente colpito da uno dei malviventi sotto gli occhi della moglie che, terrorizzata da quello che stava accadendo, ha subito consegnato le chiavi della cassaforte agli altri due complici che hanno quindi asportato tutto il contenuto, composto da denaro contante e gioielli, in corso di quantificazione. Subito dopo i malviventi sono fuggiti a bordo di due autovetture, una rubata ai cognati delle vittime e l’altra ad una loro vicina di casa. A chiamare il 112 è stata la moglie dell’imprenditore, che una volta rimasta sola ha subito dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Chieti e quelli del Reparto Operativo del Comando Provinciale che, al momento, stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti al fine di addivenire all’identificazione dei responsabili. Una delle due autovetture, una Fiat Panda, è stata rinvenuta a poche centinaia di metri dall’abitazione e, sula stessa, sono in corso i rilievi del caso.

"Mentre la giunta e la maggioranza del sindaco Pupillo parlano di massimi sistemi e megaprogetti tanto futuribili, quanto improbabili, i lancianesi si trovano a convivere con una serie di disagi che l'amministrazione comunale fa finta di non vedere, come quelli denunciati più volti dai residenti dell'area ex Torrieri".

A parlare è Tonia Paolucci, capogruppo della lista civica Libertà in Azione in consiglio comunale a Lanciano, che ha ricevuto moltissime segnalazioni dagli abitanti della zona. "I problemi da quelle parti sono di due ordini - spiega la Paolucci - il primo è di natura igienico-sanitaria. L'ex Torrieri, che in gran parte è di proprietà del Comune, è lasciato al degrado più assoluto: presenza di ratti che scorrazzano ovunque, rifiuti di ogni tipo, anche pericolosi, stabile all'abbandono e rifugio di sbandati e malintenzionati. Il secondo è legato proprio alla sicurezza, con furti ed episodi di microcriminalità che spaventano i residenti, soprattutto i più anziani, molti dei quali hanno preferito trasferirsi a casa dei figli o hanno chiesto loro di fermarsi nelle ore notturne, perché hanno paura".

Dopo il raid vandalico dello scorso luglio (in cui teppisti hanno danneggiato numerose auto in sosta e ucciso, per gioco, un gatto), il sindaco Mario Pupillo aveva assicurato maggiori controlli da quelle parti. "A oggi, però - continua la capogruppo di Libertà in Azione - nulla è cambiato e i cittadini sono costretti a convivere con una situazione esplosiva: da un lato l'ex Torrieri e di fronte il degrado del retro dell'ex ippodromo, in passato purtroppo già teatro di gravi fatti di cronaca". L'area dell'ex Torrieri e dell'ex ippodromo è interessata da anni da progetti di riqualificazione, prima con la società di trasformazione urbana e ora con il programma integrato di intervento. L'ultimo in ordine di tempo è quello del Central Park, annunciato da Pupillo e dalla Regione proprio il giorno prima delle elezioni comunali. "Sul Central Park - conclude Tonia Paolucci - è inutile sprecare altre parole, ne abbiamo parlato già abbondantemente.

Nel frattempo, in attesa che i piani faranoici del nostro primo cittadino vedano la luce, il degrado avanza e non è più tollerabile che sindaco e maggioranza utilizzino questi progetti come alibi per prendere tempo e non risolvere mai i problemi, ammesso che sappiano trovare una 

 

Ancora un piccolo bancomat fatto esplodere ed ancora nessuna traccia dei ladri. Questa volta è toccato alla filiale della Tercas di Poggiofiorito ed è di circa 15 mila euro il bottino arraffato dai malviventi.

Il modus operandi sempre lo stesso; esplosione in piena notte, residenti svegliati e una grossa auto che fugge. Bottino circa 15 mila euro.

Attivati diversi posti di blocco su tutto il territorio. Le indagini sono coordinate dai carabinieri della Compagnia di Ortona .

 

Tutto il mondo politico, non solo lancianese, si stringe compatto alla famiglia del vice sindaco Pino Valente in quella che è sraà una mancanza dolorosissima .

“Se ne è andato innanzitutto un amico, ha scritto il sindaco di Fossacesia, segretario Regionale dell’UDC ed ex presidente della provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, un uomo capace e determinato, doti che aveva fatto emergere nel suo impegno politico per la sua adorata Lanciano. Era animato da una gran voglia di fare, di cambiare. Prendeva tutto a cuore come se quella fosse la sua missione. Si era avvicinato nel passato all’Udc trovando nella nostra forza politica quei valori a cui teneva. Pino interpretava la politica come servizio alla speranza, come passione civile, come fiducia nella capacità di "proporzionare le mura della città terrena - diceva Giorgio La Pira -a quelle della Gerusalemme celeste". Abbraccio la sua famiglia, la città di Lanciano, il suo movimento Progetto Lanciano, condividendone il dolore””

Il sindaco di Lanciano e presidente della provincia di Chieti Mario Pupillo parla di un  dolore troppo grande, troppo forte, per me e per tutti noi. Oggi Lanciano, prosegue, perde un valido amministratore, un Vicesindaco appassionatissimo della Città e delle sue tradizioni, un figlio che ha saputo dedicare i suoi anni migliori alla Comunità con un impegno politico e civico di grande, grandissima, importanza. Ma non solo: oggi noi tutti perdiamo un fratello, un amico, un leale compagno di avventura con cui abbiamo condiviso la passione e l'amore per Lanciano, la sfida di amministrare la nostra Città, insieme. Alla moglie Filomena, al piccolo figlio Samuele, ai parenti tutti, esprimo a nome della Città di Lanciano e dell'Amministrazione Comunale il mio più profondo cordoglio per questo lutto doloroso e prematuro che ci lascia senza respiro.

Il presidente del consiglio comunale di Lanciano Leo Marongiu parla del merito della città di aver dato i natali e cresciuto un uomo straordinario come Pino Valente. Pino era straordinario in tutto ciò che faceva: nella passione fino a quella personalità che ho avuto l’onore di poter accompagnare in questo percorso di 6 anni in cui abbiamo condiviso l’opportunità di amministrare la nostra Città.

Pino era un amico, un compagno di curva e di trasferte, un collega amministratore, un uomo con cui confrontarsi, a volte anche in modo forte per poi ritrovare insieme la via maestra. Siamo e siamo stati una grande famiglia più che una coalizione di governo. Pino era l’anima di Lanciano, con il suo essere gioviale e scherzoso ma anche estremamente serio e deciso nel portare avanti i progetti a cui teneva.

Pino è stato un leader di questa Città, un uomo che ha saputo aggregare attorno a sé un gruppo di persone per un’idea ed un sogno. L’ultima telefonata, giorni fa, con l’invito a non mollare perché lo avremmo aspettato al suo posto e perché quella sua presenza ingombrante si stava trasformando in un vuoto troppo grande.

La sua risata, inconfondibile, iniziava a mancare troppo.

Con la sua risata ci guiderà ancora.

LANCIANO - FOGGIA –  Si è conclusa con 7 arresti una complessa ed articolata indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile  della Compagnia Carabinieri di Lanciano avviata nel mese di DICEMBRE del 2016 e volta a disarticolare un sodalizio criminale di etnia rumena e magrebina responsabile di numerosi reati contro il patrimonio perpetrati nelle province di Chieti, Campobasso e Foggia. Con l’accusa di furto aggravato e continuato e ricettazione con l’aggravate del crimine trans-nazionale, sono finiti in manette:

MAHROUSSI Slimahan, 36enne marocchino da Bomba (CH);

LUDICA Constantin Marian, 20enne rumeno da Torremaggiore;

COSTACHE Samuel Mircea, 20enne marocchino da Torremaggiore(FG);

NICOLAE Adi, 31enne rumeno da Torremaggiore;

CAPORALE Piero, 34enne da Casoli(CH);

DOUIEB Hicham 37enne marocchino da Stornara (FG);

NOURI Younes35enne marocchino da Torremaggiore (FG).

Nei confronti degli indagati e di altri 8 correi, risultati al momento irreperibili,  tutti pluripregiudicati, il GIP del Tribunale di Lanciano Massimo Canosa ha emesso altrettante ordinanze di custodia cautelare (2 in carcere e 13 ai domiciliari) che sono state eseguite la notte scorsa dai Carabinieri della Compagnia di Lanciano in collaborazione con i colleghi dei Comandi Provinciali di Foggia, Salerno e Cremona: Casoli, Stornara, Torremaggiore e San Severo, Eboli e Crema.  La banda era specializzata nella perpetrazione di furti di materiale agricolo ed industriale e, soprattutto,  di pannelli solari e fotovoltaici, che venivano successivamente imballati e trasportati in Marocco, dopo essere stati imbarcati nel porto di Genova e lì rivenduti. I carabinieri del Nucleo Operativo di Lanciano  hanno ricostruito il modus operandi della banda ed i relativi profitti. Un pannello fotovoltaico del valore di circa 300 euro, veniva venduto dai ladri all’organizzazione criminale operante in Marocco ad un prezzo di 40 euro circa. L’indagine ha preso avvio dalla constatazione di almeno 6 furti di cavi di  corrente  di media tensione  perpetrati nei mesi di novembre e dicembre del 2016 in alcune località della Provincia di Chieti, allorquando ignoti ladri alleggerivano la linea elettrica ENEL di circa  kg.3700 di rame. Tramite complesse attività tecniche ed operative, consistite nell’ intercettazione telefonica di circa 10 utenze in uso ai malviventi, nell’installazione di sistemi GPS sui loro veicoli e in servizi di osservazione e pedinamento,   i Carabinieri del NOR della  Compagnia di Lanciano risalivano ai ladri e iniziavano un’ articolata attività di monitoraggio grazie alla quale si individuava compiutamente la banda e le loro attività illecite.

I Carabinieri infatti, nel corso delle attività di osservazione della compagine criminale, composta da rumeni e marocchini che si avvalevano di due basisti nel territorio abruzzese,   hanno scoperto numerosi furti ai danni sia di aziende che di “parchi fotovoltaici” di cui la banda si era resa responsabile. Giro d’affari messo su in poco più di 6 mesi 500mila euro.

Le indagini hanno così portato i Carabinieri nella provincia di Foggia, dove la banda aveva il suo “covo”, ed in particolare nell’area di San Severo -Torremaggiore. Con enormi difficoltà, anche dettate dalla distanza, i Carabinieri sono riusciti ad identificare tutti i componenti della consorteria, malgrado le accortezze che gli stessi usavano per non farsi scoprire e sottoponendo ad indagine complessivamente 30 persone. I militari della Compagnia di Lanciano, negli ultimi giorni, hanno effettuato difficoltosi servizi di pedinamento per riuscire a localizzare i domicili degli indagati e questa notte,  con l’ausilio dei Carabinieri dell’Arma territoriale di San Severo, Cerignola, Eboli e Crema, è quindi scattato il blitz.

Negli ultimi anni i parchi fotovoltaici sono stati presi di mira dai ladri ed il fenomeno  rappresenta ormai una piaga per i proprietari. I furti provocano una perdita non solo a livello economico (svariati milioni di euro) ma anche energetico e pregiudicano la politica di investimenti in energie rinnovabili. Le regioni italiane più a sud sono quelle maggiormente colpite perchè più vicine ai paesi del Nord Africa dove la richiesta è alta ed è più difficile rintracciare i ladri e la refurtiva. In Italia risultano installati circa 300.000 impianti. La Puglia mantiene il primato come Regione per la maggiore potenza installata. Nel Sud Italia si registra però anche il maggior numero di furti di pannelli fotovoltaici, anche se il fenomeno è diffuso pressoché ovunque.  Per far fronte al dilagante fenomeno criminale è stato ideato un “sistema antifurto”: ogni volta che un pannello viene collegato alla rete elettrica, riceve infatti un codice di riconoscimento univoco. Ma i ladri hanno bypassato l’ostacolo rivendendo i pannelli rubati al di fuori della rete elettrica nazionale: in Nord Africa, in Romania e nell’Europa dell’Est. Non a caso in Marocco o Tunisia si registra un boom di fotovoltaico “nero”.

 

 

Un giovane lavoratore, D.P. dove 22 anni   ha subito un serio infortunio sul lavoro oggi alla Tecnomec Sud di Atessa, in località Saletti.

Il giovane   è stato subito soccorso e trasportato dal 118 al reparto di chirurgia di Chieti, rischia di dover subire l'amputazione della mano che gli è rimasta incastrata in una pressa per la laminatura. Sull'incidente indagano i Carabinieri della compagnia di Atessa, coordinati dal Luogotenente Federico Ciancio, e gli ispettori del lavoro della Asl.

CHIETI - Nella serata di ieri i Carabinieri della Stazione di Chieti Scalo, nel corso dei servizi di controllo del territorio, volti prevalentemente al contrasto dei reati cosiddetti “predatori” quali furti e rapine, nel transitare nei pressi del “Bar della Gioventù” di viale Unità d’Italia, allo “Scalo”, hanno notano la presenza di un 86enne, ben conosciuto alle Forze dell’Ordine, che, seduto al tavolo con alcuni amici, stava giocando a carte.

L’anziano, alla vista dei militari, seppur “avvisato” dai suoi compagni di gioco della presenza dei militari, per non destare sospetti, è rimasto impassibile ed ha continuato la sua “partita” senza far trasparire dal suo volto alcun segno di preoccupazione. Gli uomini dell’Arma però, hanno ugualmente effettuano un controllo presso la Banca Dati in uso alle Forze di Polizia dal quale hanno accertato che l’anziano, in realtà, in quel momento, avrebbe dovuto essere a casa, poiché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Dopo pochi minuti, infatti, l’83enne, pensando di essere stato scoperto, ha tentato di allontanarsi per far ritorno a casa, uscendo dal bar nascosto tra due amici. Prontamente bloccato dai Carabinieri è stato però subito accompagnato in caserma e tratto in arresto con l’accusa di evasione. E’ finita così la tranquilla serata di Giuseppe Mancini, 86enne di Chieti, che, su disposizione del P.M. Giuseppe FALASCA, è stato condotto nuovamente presso la sua abitazione in attesa del giudizio per direttissima.

Incidente mortale poco fa a Lanciano sul viale Martiri. Un Alfa grigia è finita contro un albero cozzando prima contro il marciapiede all'altezza dell'ingresso della traversa che porta verso via Barrella. L'uomo alla guida è deceduto. Sul posto ancora i mezzi di soccorso che, dalla prime notizie giunte in redazione, non escludono un malore dell'uomo che ha poi perso il controllo del mezzo schiantandosi contro l'albero.

+++notizia in aggiornamento

 

La persona deceduta è Marco Natale, portantino del reparto trasfusionale del Renzetti di Lanciano.

Dai primi rilievi la sua auto si è schiantato contro un albero, dopo aver investito una vettura  parcheggiata. Erano le 7,40 e si stava recando a lavoro quando all'improvviso il  malore che ha causato l'incidente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 ma era già morto.
L'area è ancora e presidiata in attesa del pm Di Serio per rimuovere il corpo.

Quando è stata fermata lunedì pomeriggio dai militari del Nucleo Radiomobile di Ortona lungo la S.S. 16 in località Bivio Pasquini ha mostrato subito segni di nervosismo. Ed aveva i suoi validi motivi per esserlo, A.B. 38enne pregiudicata foggiana, perché si era allontanata da alcune settimane dal suo domicilio di Foggia dove si trovava agli arresti domiciliari. E per sottrarsi all’identificazione, visto che tra l’altro non aveva con sé alcun documento di identità, non ha esitato a fornire false generalità ai militari, ai quali, però, è bastato un accertamento sulle sue impronte digitali per capire che in realtà ci si trovava dinanzi ad un’evasa. Per A.B., quindi, è scattato l’arresto in flagranza per evasione e false dichiarazioni sull’identità personale. Per il giovane che invece la trasportava a bordo della propria autovettura, il 23enne G.D.L., anch’egli pregiudicato di Foggia, è scattata la denuncia a piede libero per guida senza patente, per non averla mai conseguita, e favoreggiamento, avendo tentato di accreditare presso i militari la versione data dalla donna su quelle che sono poi risultate essere le sue false generalità. A.B. è stata quindi tradotta ieri mattina dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti il ripristino degli arresti domiciliari in Foggia.

Da alcuni mesi era vittima di violenze all’interno delle mura domestiche ad opera del marito, M.C. un operaio albanese di 50 anni. E ieri sera, dopo l’ennesima aggressione, M.K., 43 anni, albanese anche lei, convinta dalla sorella e dalla figlia a non sottostare più alle angherie del marito, ha chiamato la centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Ortona per segnalare che l’uomo, al culmine dell’ennesimo litigio, l’aveva massacrata di botte alla presenza della figlia minorenne. I militari della Stazione e del Nucleo Radiomobile di Ortona, giunti sul posto nel giro di pochissimi minuti, sono riusciti a bloccare l’uomo che tentava di allontanarsi dalla casa familiare subito dopo aver colpito la donna alla testa, alle braccia e al corpo con tutto ciò che gli era capitato a tiro durante il litigio: uno stendino per la biancheria, una sedia ed altro ancora. La donna, dopo essere stata medicata presso l’Ospedale di Ortona per un serie di traumi alla testa, alle braccia e al dorso, per i quali ha ottenuto 15 giorni di prognosi, ha avuto il coraggio di denunciare il marito, oltre che per l’episodio odierno, anche per una serie di altre aggressioni subite negli ultimi mesi. L’uomo, pertanto, è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, tradotto nella mattinata odierna dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.

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