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Clamoroso rinvenimento di droga operato dai Carabinieri della Compagnia di Ortona e, in particolare della Stazione di San Vito Chietino. L'operazione è stata possibile solo grazie alla solerzia e meticolosità dei militari dell'Arma che, i n questa stagione, sono particolarmente impegnati a pattugliare le strade e le aree prossime alle zone balneari per garantire sicurezza e tranquillità ai molti turisti e bagnanti.

Ed è proprio in tale contesto che alle 7,30 di questa mattina una pattuglia dei Carabinieri di San Vito Chietino, impegnata in un servizio perlustrativo nel tratto di lungomare di competenza, ha notato un furgone bianco parcheggiato nell'area di sosta attigua alla spiaggia. L'attenzione dei militari veniva attratta dal la circostanza che il mezzo presentava una ruota sgonfia, verosimiImente a causa di una foratura e dai primissimi accertamenti non risultava provento di furto ma intestato a persona residente nell'area romana.

Dopo qualche istante, i due carabinieri avvertivano un forte odore speziato, tipico della marijuana richiedevano, quindi, ausilio di altro personale e dell'unità cinofila antidroga che confermava il sospetto.

Si determinavano, pertanto, ad aprire il furgone, all'interno del quale rinvenivano una consistente quantità di balle avvolte in cellophane, che si rivelavano contenere marijuana, per un peso complessivo stimato di circa una tonnellata, stipate nel vano di carico.

Le prime ipotesi lasciano ragionevolmente ritenere che si trattasse di un carico in transito, abbandonato a causa di una avaria meccanica. E' scattato, quindi, immediatamente il sequestro del furgone e della droga in esso contenuta, e le conseguenti indagini per risalire a coloro che la trasportavano.

I  Carabinieri di Lanciano ha eseguito ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari a  D.R. F., di anni 36, residente a Lanciano, D.R. P., 38 anni, sempre di Lanciano e C.M., di anni 26, residente a Castel Frentano, ritenuti responsabili, in concorso, del reato di lesioni personali gravi, con l'aggravante di aver commesso il fatto con premeditazione e l'uso di armi. I fatti sono quelli già noti della rissa avvenuta a Castel Frentano nei pressi di un pubblico esercizio avvenuta alle 3 di notte per futili futili motivi tra componenti di una famiglia di etnia rom radicata da sempre a Lanciano, ed un giovane di CastelFrentano.

I Carabinieri di Lanciano, che intervenivano prontamente sul posto poiché allertati da alcuni residenti, procedevano all'arresto per rissa aggravata dei tre componenti che avevano partecipato attivamente al pestaggio, tra l'altro costretti a ricorrere alle cure mediche presso il locale Ospedale per le lesioni personali riportate, tutte da arma da punta e taglio. Sul luogo della rissa venivano rinvenuti un macete e una forca, armi che i Carabinieri sottoponeva a sequestro. Il giorno successivo alla rissa, nel tardo pomeriggio, immediatamente dopo l'udienza di convalida dell'arresto, i tre indagati raggiungevano nuovamente CastelFrentano, armati di una mazza da baseball, con il chiaro intento di trovare e punire il giovane di quel paese che aveva partecipato alla rissa la notte del giorno prima cagionando lesioni personali a componenti della loro famiglia, e soprattutto con la volontà di ribadire il dominio sul territorio della loro famiglia.

Una volta trovato il giovane in un bar del centro paese, intento a chiacchierare con alcuni amici, non curanti della presenza di altre persone lo aggredivano alle spalle, cogliendolo di sorpresa.  D.R. F.  colpiva il ragazzo con violenza alla nuca con la mazza da baseball, colpo che lo fece cadere a terra ma nonostante questo  D.R. F., supportato dagli altri due indagati, proseguiva l'azione violenta sferrandogli altri due colpi alla nuca con la stessa arma. La vittima, nonostante una profonda ferita alla nuca e sanguinante era riuscito ad alzarsi ed a darsi alla fuga, e sebbene i suoi aggressori si ponevano al suo inseguimento non riuscivano a raggiungerlo. Il giovane veniva immediatamente dopo soccorso dall'ambulanza del 118 e trasportato presso l'Ospedale Civile di Lanciano, dove, dopo la saturazione delle ferite del cuoio capelluto, veniva ricoverato presso il reparto neurologia a causa delle gravi lesioni riportate "frattura dell'osso parietale", venendo giudicato con una prognosi iniziale di 25 giorni.

I Carabinieri sono giunti all'individuazione ed identificazione degli autori dell'aggressione mediante l'acquisizione delle videoriprese eseguite dalla telecamera di sorveglianza presente nel bar in cui si è verificato l'evento, e l'acquisizione delle testimonianze di numerose persone che aveva assistito sbigottite alla cruenta aggressione.

Succede intorno alle 19 di una sera qualsiasi quando una nonna con i nipotini tornano verso casa per preparare la cena. Si decide che per tornare a casa si percorrerà un pezzetto di ex tracciato ferroviario a ridosso della pista ma quello che non si era previsto che un gruppetto di ragazzi ti avrebbe aggredito senza alcuna ragione.

E’ accaduto poche ora fa a Lanciano la signora nel raccontare l’episodio si mostra ancora scossa anche se in quegli istanti non ha avuto paura ed ha affrontato quel ragazzetto che tutto di un tratto gli si è parato davanti per schernirla. La donna, come detto, era insieme ai nipotini piccoli, li teneva per mano stretti a se e non aveva detto nulla che potesse scatenare la reazione del bulletto di turno che forse ha deciso l'aggressione verbale per farsi bello di fronte ad alcune ragazzine presenti.

La zona come vi abbiamo già raccontato (leggi qui) è da mesi punto di ritrovo di minorenni che per passare i loro vuoti pomeriggi vandalizzano gli ex box del cavalli. Dopo il nostro articolo i residenti ci avevano parlato di settimane di tregua ma oggi l’ennesimo episodio. Il ragazzo in questione si è diretto spedito verso al signora ha farfugliato qualcosa, per poi schernirla a più riprese seguendola per alcuni metri e poi con un accendino fra le dita si è girato verso le sterpaglie cercando di bruciarle mentre continuava a inveire, senza farsi capire, contro la donna.

Un fatto gravissimo del quale saranno avvertite le forze dell’ordine, un episodio che lascia perplessi per i protagonisti del fatto, una nonna con i nipoti e dei ragazzini annoiati che anziché rispettare, aiutare una persona anziana se ne prendono gioco per farsi forti, o almeno così pensano.(C.Lab)

Prosegue l'azione di controllo e contrasto svolta da carabinieri del comando provinciale di Chieti nell'ambito dell'intera provincia per contrastare i fenomeni criminali e soprattutto il traffico di sostanze stupefacenti, che, com'e' noto, sottende spesso ad altre forme di odiosa criminalita' diffusa.

 In questo contesto, nel corso di un servizio perlustrativo finalizzato a contrastare il fenomeno, i carabinieri della stazione di San Salvo  hanno proceduto a fermare e controllare una giovane donna del luogo alla guida della propria autovettura. Quella che sembrava una normalissima scena di vita quotidiana, ovvero quella di una giovane casalinga che, con l'utilitaria di famiglia, si reca a fare compere giornaliere, si e' dimostrata invece assolutamente errata: la giovane signora, B.M., 29enne residente in loco, infatti, veniva trovata in possesso di circa 100 grammi di cocaina, occultata sull'autovettura. Alle domande dei carabinieri, la stessa non e' riuscita a fornire una logica motivazione al fatto di detenere una quantita' cosi' rilevante di sostanza stupefacente di tipo "pesante". A suo carico, quindi, e' scattata immediatamente l'ipotesi di detenzione al fini di spaccio (attesa appunto la rilevante quantita') di stupefacenti ed e' stata dichiarata in arresto.

 La stessa, incensurata, al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'autorità giudiziaria informata dai carabinieri di san salvo, è stata accompagnata presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio.

Un’estesa azione di profilassi della meningite è in corso in queste ore a Castiglione Messer Marino (Chieti). Le misure sono scattate a seguito di un caso che ha colpito un bambino di due anni, attualmente ricoverato all’ospedale di Pescara, il quale nella giornata di martedì scorso aveva accusato i primi sintomi, con febbre alta e vomito. Gli esami a cui è stato sottoposto hanno accertato che si tratta di meningite da Meningococco C, una delle forme più aggressive e potenzialmente contagiose. Di qui l’attivazione, da parte del Servizio di epidemiologia igiene e sanità pubblica della Asl Lanciano Vasto Chieti, della campagna di profilassi rivolta a famigliari, altri adulti e bambini che hanno avuto contatti col piccolo negli ultimi dieci giorni. Il rischio di contagio, infatti, è esteso al periodo di incubazione della malattia, prima della comparsa dei sintomi.

Con l’aiuto dei genitori sono stati ricostruiti contatti e attività del piccino, che hanno portato a rivolgere la profilassi a 18 adulti e ai 30 bimbi della Scuola materna di Castiglione, frequentata dai fratellini e dove lui stesso aveva partecipato alla feste di fine anno scolastico nella giornata di venerdì 23 giugno. La somministrazione dell’antibiotico è stata immediata, grazie alla preziosa collaborazione offerta dalla pediatra di libera scelta del luogo, Silvana Di Palma, la quale, trattandosi di propri assistiti, ha provveduto a contattare le famiglie e a fare la profilassi in tempi rapidissimi. D’intesa con i medici del Servizio Asl, ha richiamato anche i bambini vaccinati, al fine di estendere massicciamente la copertura antibiotica e contrastare con la massima efficacia il rischio di contagio. In tutto sono circa 60 i minori trattati.

Sono stati raggiunti anche famigliari residenti in Comuni molisani limitrofi, luogo d’origine della famiglia.

Da Pescara, intanto, filtrano notizie incoraggianti sulle condizioni del bambino ricoverato, in miglioramento anche grazie alla tempestività della diagnosi e della terapia: non è più in stato soporoso, e questa mattina ha dialogato con la mamma e con il personale del reparto.

 

Una vera e propria spedizione punitiva si è consumata sulla via principale di Castelfrentano, come si po’ notare dalle foto. Era appena stato scarcerato Andrea Caldarone ed era seduto davanti al suo locale insieme ad altri amici. Era accusato insieme a Osvaldo di Rocco (al quale il giudice ha vietato di entrare a Castefrentano) e a Matteo Catenaro della rissa da film con tanto di mazze e forconi avvenuta nella notte di sabato sempre in paese. Futili motivi, forse il tasso alcolico avevano terrorizzato il paese in piena notte, ma appena tornato a casa ha subito una nuova aggressione e questa volta è stato pestato con mazze da baseball e ne avrà per un mesetto, si parla di trauma e frattura cranica oltre che diverse ferite al volto e alla testa.

Ancora violenza quindi, forse una ritorsione, su questo stanno indagando i Carabinieri di Lanciano che sono dovuti intervenire sul posto insieme all’ambulanza. Si cerca la macchina, erano in tre, due avrebbero bloccato Cardone e un lo avrebbe colpito ripetutamente.  Si ascoltano i testimoni e si analizzano le immagini delle telecamera che potranno dare forse un volto ai colpevoli.(C.Lab)

A partire dal prossimo primo agosto l’Azienda sanitaria della Provincia di Chieti avrà un nuovo direttore amministrativo. Tiziana Petrella, attuale direttore del Servizio acquisizioni beni e servizi della Asl di Pescara, prenderà il posto di Sabrina Di Pietro, che lascia l’incarico e spiega: «Si tratta di una scelta sofferta ma ben ponderata, che scaturisce da un profondo rispetto per l’Amministrazione pubblica, che ho sempre servito con dedizione e nel rispetto delle regole. Non sono mai venuta meno a questi principi, ma oggi si sono determinate condizioni che mi hanno sottratto serenità e forza, impedendomi di svolgere le mie funzioni con l’energia necessaria. Pur sostenuta dalla consapevolezza di aver agito con correttezza e trasparenza circa il possesso dei titoli necessari a ricoprire l’incarico, non posso tollerare di essere pesantemente etichettata come un’usurpatrice, tantomeno che la mia presenza possa diventare motivo di imbarazzo per l’Azienda. Desidero avere la libertà necessaria per difendermi nelle sedi opportune, anche a tutela della mia onorabilità, sia umana sia professionale. Mi lascio alle spalle mesi difficili, durante i quali sono stata fatta oggetto di una campagna di aggressione senza precedenti, che ho affrontato con la forza di chi ha la coscienza a posto, ma non posso agire con determinazione in un contesto complesso come quello della Asl Lanciano Vasto Chieti se è stata allungata un’ombra su di me».

Espressioni di sincero apprezzamento per l’attività svolta sono state rivolte alla direttrice amministrativa da Pasquale Flacco: «Rinuncio a malincuore a un contributo qualificato e scrupoloso come quello offerto dalla Di Pietro alla nostra Asl - ci tiene a dire il manager -. Doveroso ringraziarla per avere messo passione e competenza nella soluzione di tutte le questioni aziendali e per essere stata sempre un interlocutore affidabile. Per il rispetto che ho di lei e delle sue scelte, ho accettato le dimissioni, che non vanno commentate né irrise: non sono né giuste né sbagliate, né tempestive né tardive. Sono espressione di una decisione che nessuno ha il diritto di giudicare, tantomeno di censurare. E chi rappresenta le istituzioni, a partire da me, può solo dare l’esempio».

 

Solo intorno alle 20 di giovedì sera si sono accorti di aver subito un furto, con loro in casa. E’ quanto accaduto ad una coppia di anziani coniugi residenti al primo piano di una palazzina in via Ovidio a Lanciano. Le stanze da letto che danno sul retro dello stabile erano aperte e i malviventi si sono arrampicati lungo il tubo di scolo del palazzo arraffando pochi gioielli in camere da letto e poi uscendo indisturbati dalla porta principale prendendo la borsa della signora appesa sull’attacca panni dell’ingresso.

Il tutto è accaduto intorno alle 15 ma i proprietari di casa hanno capito solo poco prima di cena, non trovando la borsa, quello che era accaduto ed hanno chiamato i carabinieri. Il bottino è stato misero i gioielli non erano di valore e nella borsa la donna aveva circa 200 euro ma ciò che appare gravissimo è la spregiudicatezza che questi ladri adoperano per i loro furti, Incuranti del pericolo e senza sapere cosa troveranno nelle case entrano con le persone presenti in pieno giorno o mentre dormono senza paura e timore alcuno.

Per fortuna non si sono accorti di nulla, dichiara il figlio della coppia, li avrebbero anche potuti picchiare del resto è all’ordine del giorno sentire di storie simili finite in maniera ben peggiore.(C.lab.)

Il centro massaggi cinesi al quartiere Santa Rita di Lanciano è stato sottoposto a sequestro preventivo dalla Procura del Tribunale di Lanciano.

Secondo il Gip nei  locali che ospitano il Centro massaggi "XIAO XIAO",in via Villa Martelli n.272/13, si svolgeva attività di prostituzione. Le indagini, partite di seguito ad una serie di esposti da parte di privati cittadini, condotte dalla Sezione di P.G. Carabinieri di Lanciano, coordinate dal P.M. Dott.ssa Rosaria Vecchi, hanno permesso di accertare, attraverso una serie di servizi di osservazione, all'acquisizione di dichiarazioni testimoniali da parte di diversi clienti, alla verifica delle modalità di pubblicità del Centro massaggi i cui contatti telefonici sono risultati essere presenti in internet su siti rivolti ad un pubblico adulto, come di fatto dal settembre 2016 —tutt'oggi all'interno di detto Centro massaggi veniva praticata una vera e propria attività di prostituzione.

Le donne che vi lavoravano, di nazionalità cinese,  si spacciavano per praticanti "massaggi olistici", ma in realtà risultano aver fornito  delle vere e proprie prestazioni sessuali .

In ordine al reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione è indagata la titolare del centro massaggi, M. H. di anni 33, di nazionalità cinese, così come è indagato di favoreggiamento della prostituzione il proprietario dell'immobile che ospitava il centro massaggi, M.E. di anni 70, di Lanciano.

Ulteriori indagini sono in corso al fine di verificare se dietro tale attività illegale operava un vero e proprio sodalizio criminoso dedito allo sfruttamento della prostituzione, ciò in considerazione del fatto che su tutto il territorio nazionale pullulano Centri di massaggi cinesi con analoghe finalità.

Il progetto “Una torre per la città” presentato dal Comune di Fossacesia ottiene un finanziamento di 1.272.000,00: riqualificazione urbanistica, interventi a carattere sociale e culturale, opportunità lavorative per i giovani, queste le azioni previste. A dare la notizia del finanziamento è il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio “E’ un finanziamento importantissimo questo ottenuto che ci darà la possibilità di riqualificare un’area di Fossacesia centrale e strategica, qual è Via Lanciano. Il progetto infatti prevede una serie di interventi di recupero, riqualificazione e valorizzazione, che offriranno opportunità lavorative per i giovani, soprattutto nel campo della cultura e del sociale”. Il progetto approvato rientra nel Piano Nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’autunno del 2015. Fossacesia, su 451 richieste, di cui 46 sole approvate, si è classificata al 27° posto, con un punteggio di 55,33, dopo solo a grandi città come Firenze, Brescia, Macerata, La Spezia. Il progetto si pone come obiettivo non solo quello di effettuare un recupero architettonico della torre dell’acqua, manufatto realizzato oltre 50 anni fa, ma anche e soprattutto di valorizzare l’intera area circostante, dandogli una nuova dinamicità sociale e culturale e rivitalizzando l’intero territorio anche dal punto di vista produttivo. Gli interventi previsti infatti riguardano la demolizione di due immobili fatiscenti ubicati sul fianco di Via Lanciano, al fine di connettere la strada con il territorio circostante. Sarà realizzata inoltre una grande area adibita a verde pubblico con un parco giochi e panchine, dove sarà possibile inoltre organizzare manifestazioni, eventi, e laboratori didattici legati prioritariamente alle tradizioni locali. Fulcro del progetto è la riconversione della torre a luogo adibito ad attività culturali e sociali; nello specifico sarà realizzata un’area museale dedicata alla storica cultura della pesca e dei trabocchi, un’altra area sarà dedicata a centro di ascolto per minori e adulti vittime di disagi e abusi ed infine nell’ultima zona sarà realizzato un centro culturale, con sala conferenze dove poter svolgere attività di formazione per giovani ed adulti, riunioni, meeting, incontri con la cittadinanza. Le attività che vi verranno svolte saranno tutte finalizzate all’interscambio fra generazioni di culture, mestieri, tradizioni. Infine nell'area antistante la torre sarà realizzata una struttura con funzione di Infopoint e accoglienza per la città. “Siamo molto orgogliosi per il risultato raggiunto – conclude Enrico Di Giuseppantonio – perché questo è un grande progetto di sviluppo territoriale, capace di coniugare cultura, lavoro e condivisione. Nel progetto è previsto l’inserimento di spazi utili a promuovere l’incontro e lo scambio collettivo, al fine di limitare la marginalizzazione e l’isolamento sociale”

 

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