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La Proloco Lanciano, con uno scarno annuncio su Fb annuncia che tutte le iniziative natalizie saranno annullate.

La pista di pattinaggio in piazza, idea alquanto “particolare se si considera che siano di fronte all’ingresso della cattedrale, e tutte iniziative fra cui mercatìni, e concerti non si faranno.

Con rammarico, si legge,  annunciamo l'annullamento di tutte le iniziative e le attività, messe in cantiere per il periodo natalizio per problemi logistici, e gestionali, non dipendenti dalla nostra volontà. Questa decisione sofferta è molto gravosa, oltre che definitiva, ci fa rammaricare per la disponibilità e la gentilezza di sponsor, di associati, di amici, di professionisti, e di colleghi i quali hanno creduto come noi alla riuscita di detti eventi, ma che come noi hanno dovuto accettare questa scelta inevitabile.
Il concerto gospel, il villaggio di Babbo Natale, ed il Mercatino di Natale sono definitivamente ANNULLATI!!
Ci scusiamo con gli espositori che verranno totalmente rimborsati.per qualsiasi dubbi chiamate e anche via mail.

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’assessore al commercio Francesca Caporale che ha dichiarato di non sapere nulla circa il retro front dell'ultimo minuto dell'associazione: la Proloco, dichiara l’assessore, ha vinto un bando nel quale si è aggiudicata lo spazio per i mercatini e l’abbiamo ufficializzata con la delibera 150 del mese di maggio. In conferenza stampa infatti, prosegue, abbiamo parlato anche delle loro iniziative anch’esse inserite nel cartellone del natale. Non comunicando il perché della rinuncia, in tempi consoni, ci hanno di fatto danneggiato ed hanno, danneggiato altre associazioni che si erano proposte per animare le festività lancianesi. Si erano create solo difficoltà solo con la pista di pattinaggio prevista in piazza e li la soprintendenza non aveva dato parere positivo.

Al momento conclude, non avendo ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale non posso affermare che le iniziative siano state annullate, resta il rammarico per chi è arrivato dopo l’aggiudicazione alla Proloco ed a cui abbiamo dovuto dire di no.(C.Lab.)

Deve scontare 4 anni e 5 mesi per truffa, ricettazione, insolvenza fraudolenta e falso materiale S.E., 43enne pregiudicato di Tollo che stamattina è stato rintracciato presso l’abitazione dei genitori.

Si tratta di un provvedimento di cumulo pene emesso dal Tribunale di Chieti per una serie di reati commessi tra il 1999 ed il 2009, in particolare per numerose truffe con assegni “scoperti” o per diverse insolvenze fraudolenti.

L’uomo, infatti, era solito frequentare famosi locali della riviera abruzzese ed alberghi, anche di lusso, in cui, però, all’atto del check-out, pagava con assegni a vuoto, rubati o smarriti, o da cui, addirittura, letteralmente fuggiva senza pagare. Dopo la notifica del provvedimento, S.E. è stato condotto presso il carcere di Chieti.

 

Avevano scritto alle Iene per una storia che ritenevano assurda (Leggi qui) i parenti del defunto che, nei mesi scorsi si erano visti recapitare una multa per aver seguito il carro funebre fin davanti la cattedrale. Il caso che vi avevamo raccontato noi di Videocittà per primi era finito fino alla ribalta nazionale con il Tgcom 24 che riprese la notizia(Leggi qui). Ora a distanza di quasi un anno, dalla data di emissione della multa, arrivano delle novità. A ricontattarci il figlio del defunto che ci raccontò la storia e che scrive questo : “dopo altre vicende, che non hanno nulla a che fare con la questione ztl ma che hanno allungato i tempi dal giudice di pace, la nostra richiesta di annullamento della multa è stata accolta. Tutti felici, solo un disgustoso ricordo”.

Tutto è bene quel che finisce bene direbbe qualcuno ma di riflessioni se ne potrebbero fare tante, le stesse che avevamo fatto ai tempi del nostro articolo, sull’opportunità di emettere una contravvenzione ad una famiglia già provata, in realtà non solo una ma a tutte le autovetture che seguivano il carro, su un sistema che non ammette ritardi nella segnalazione delle targhe e sulle imprese di pompe funebri che rimandano al mittente le accuse mosse dal comune che riteneva che dovevano essere loro a segnalarle. Una vicenda paradossale che oggi finisce ma che fra carte, ricorsi ed udienze rinviate ha dato di certo ragione ai parenti ma ha, come dichiarato dal figlio, lasciato l’amaro in bocca.(C.Lab.)

Si intensificano i controlli dei carabinieri nelle scuole superiori. Ieri mattina i militari della Stazione di Casoli insieme ai colleghi del  Nucleo Operativo della Compagnia di Lanciano, con l’ausilio delle unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili di Chieti, hanno effettuato specifici controlli antidroga presso un istituto di istruzione  superiore per prevenire e combattere il fenomeno della detenzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Tali controlli saranno effettuati, per tutto l’anno scolastico, in attuazione alle linee guida del Comando Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, d’intesa con le dirigenze scolastiche.

La Scuola sottoposta a controllo è stata l’Istituto Professionale  Industria e Artigianato di Casoli. Il cane antidroga “Sissi” dei cinofili di Chieti, uno splendido pastore tedesco di quattro anni ha ispezionato prima il perimetro ed i bagni delle scuole e successivamente anche gli zaini degli studenti. I dirigenti scolastici interessati ed i docenti hanno fornito la massima disponibilità accompagnando i militari nelle classi e nelle aree esterne dell’istituto dove viene effettuata la ricreazione. Le attività hanno riguardato complessivamente 10 aule e tutti luoghi comuni dove si ritrovano solitamente i ragazzi. Nel corso del servizio è stato rinvenuto un piccolo quantitativo di marjuana, sicuramente buttato via da qualche studente. L’incalzare dei controlli predisposti sul territorio dalla Compagnia di Lanciano, sempre particolarmente attenta al fenomeno droga, hanno la finalità di togliere lo spazio di manovra a chi approvvigiona stupefacenti per la distribuzione locale, di rendere la vita difficile a chi poi lo smercia al minuto e di preservare dalla minaccia della droga i giovani, vero patrimonio della  comunità.

Presente all’attività il Comandante della Compagnia di Camerino, Capitano Vincenzo Orlando, a conferma dell’importanza assoluta dell’attività di prevenzione, specie come questa che coinvolge direttamente gli studenti, stimolati dagli insegnanti, sulle gravi conseguenze per la loro salute e per la comunità tutta, che provocano l’uso e il traffico della droga. “ Bisogna che i ragazzi sappiano che l’uso di tutte le sostanze stupefacenti, anche quelle imprecisamente definite leggere, contribuisce ad arrecare danni celebrali oltre che dipendenza. E devono rendersi conto che anche l’uso del cosiddetto spinello, solo in apparenza innocuo, ha effetti dannosi per il cervello”.

I Carabinieri della Compagnia di Atessa, questa notte, hanno tratto in arresto due rumeni, ma sono in corso indagini anche su eventuali complici, responsabili di una serie di furti in abitazioni ed esercizi pubblici del chietino avvenuti nei mesi scorsi. L’attività degli uomini dell’Arma era iniziata circa due mesi fa a seguito di un furto con “spaccata” – nell’occasione i malviventi avevano utilizzato un carro attrezzi per sfondare la vetrina del supermercato - avvenuto ad Atessa in un esercizio commerciale della catena “Eurospin”. Quella notte i militari, attraverso una serie di riscontri, erano riusciti ad individuare un’auto, risultata di proprietà di un rumeno, notata nei pressi dell’esercizio pubblico nelle ore precedenti al furto.

Da quel momento, le indagini dei Carabinieri di Atessa, durate circa due mesi, hanno permesso di monitorare gli spostamenti  di alcune persone di nazionalità rumena e, questa notte, di intervenire tempestivamente mentre mettevano a segno un furto all’interno di una villa ubicata a Pescara “Colli”. Gli uomini dell’Arma, in collaborazione con i colleghi di Pescara, hanno sorpreso i due rumeni mentre trasportavano due televisori di ultima generazione all’interno di un’auto parcheggiata a circa un chilometro dalla villa presa di mira. Alla vista dei Carabinieri i malviventi sono fuggiti nelle campagne circostanti ma, dopo una serrante caccia all’uomo durata diverse ore, alle prime luci dell’alba hanno dovuto arrendersi agli uomini dell’Arma.

In manette sono finiti ARDEI Alexander Ionut di 23 anni e BORICEAN Ionut Constantin di 35 anni, entrambi reclusi nel carcere di Pescara su disposizione della locale A.G.. Le indagini dei Carabinieri continuano al fine di individuare eventuali altri complici.     

Ha visto impegnati 20 militari dell’Arma, tra cui un’unità antidroga del Nucleo Cinofili di Chieti, la vasta operazione di controllo del territorio messa in atto dalle prime luci dell’alba di ieri dai Carabinieri del Comando Compagnia di Ortona per garantire ai cittadini una maggiore percezione di sicurezza. Poco più di 80 le persone controllate, tra cui diversi pregiudicati e numerosi soggetti sottoposti agli arresti domiciliari, ed alcuni istituti scolastici ispezionati con l’ausilio dei cani antidroga. I 20 militari impiegati hanno infatti presidiato sin dalle primissime ore del mattino le principali vie di accesso agli istituti scolastici di Ortona e ispezionato due scuole superiori durante l’orario di lezione per prevenire l’ormai diffusa “moda” dell’uso di stupefacenti tra giovani e giovanissimi studenti. I controlli, molto apprezzati da dirigenti scolastici e docenti, hanno fortunatamente avuto esito negativo.

Nel corso dell'operazione  sono stati inoltre eseguiti tre provvedimenti restrittivi:

  • a San Vito Chietino, i militari della locale Stazione hanno tratto in arresto P.N., 52enne pregiudicato di origine campana ma da tempo residente in zona, che doveva scontare 3 anni e 2 mesi di reclusione per usura. L’uomo, che fu coinvolto alcuni anni fa, insieme ad altri indagati, nell’indagine “Wild Horse” condotta da Procura e Carabinieri di Lanciano, che fecero luce su una serie di episodi di usura commessi tra il 2009 ed il 2012, è stato associato al carcere di Lanciano;
  • a Ortona, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto D.P., 40enne commerciante ortonese, anche lui per una condanna divenuta definitiva. In questo caso si tratta di 1 anno e 6 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia che l’uomo avrebbe commesso ai danni dei familiari conviventi tra il 2002 ed il 2007. D.P, dopo la notifica del provvedimento, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime di detenzione domiciliare;
  • a Miglianico, infine, i militari della locale Stazione hanno arrestato D.G.D., 34enne pregiudicato del luogo, già agli arresti domiciliari per altro motivo. In questo caso è stato il G.I.P. presso il Tribunale di Chieti ad applicare all’uomo la custodia cautelare in carcere perché, a seguito di indagini svolte proprio dai militari dell’Arma di Miglianico sotto la direzione della Procura della Repubblica di Chieti, lo ha riconosciuto colpevole di una serie di maltrattamenti commessi nel corso degli ultimi mesi ai danni dei propri genitori durante la sua permanenza forzata in casa agli arresti domiciliari. In questo caso D.G.D. è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Chieti.

Nel corso dell’operazione, i militari della Stazione di San Vito Chietino hanno inoltre denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanciano due pregiudicati di Pescara, P.B., 57 anni e T.P., 52 anni, per esercizio di un’attività di gestione dei rifiuti non autorizzata. I due, infatti, sono stati sorpresi a bordo di un vecchio autocarro intenti a trasportare rifiuti speciali ferrosi senza la prescritta autorizzazione

Avevano gettato nel panico le anziane pensionate di Ortona che nelle ultime settimane non si sentivano più tranquille a passeggiare da sole per le vie del centro storico. Ma grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza di alcuni esercizi pubblici e alle numerose testimonianze di cittadini e commercianti, i Carabinieri della Compagnia di Ortona sono riusciti a dare un nome a quei volti immortalati a più riprese dalle telecamere e finiti persino su Facebook durante una delle loro malefatte.

Si tratta di due minorenni di Ortona di 15 e 16 anni, quest’ultimo di origine straniera e già noto ai militari dell’Arma per numerosi episodi di micro-criminalità in cui è rimasto coinvolto negli ultimi mesi. I due, infatti, sono stati riconosciuti come gli autori, in coppia o da soli, di ben 4 scippi commessi in pieno centro tra la fine di ottobre e la metà di novembre, nel corso dei quali, tuttavia, erano riusciti a portar via, con le borse delle malcapitate, quasi tutte anziane pensionate, solo poche decine di euro.

Per i due, quindi, è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di L’Aquila e la segnalazione ai servizi sociali del Comune di Ortona.

Alle 8, orario di apertura dell'ufficio postale di san Vito marina, due uomini armati di coltello hanno minacciato il direttore e lo hanno costretto ad aprire la cassaforte a tempo. I malviventi si sono introdotti all’interno rompendo il pavimento adiacente i locali caldai e li, una volta dentro, hanno atteso il direttore che è stato poi legato mentre i ladri sono fuggiti portando via almeno 20mila euro.

Secondo quanto ricostruito sarebbero entrati nell'ufficio rompendo il pavimento. Indagini in corso. +++ notizia in aggiornamento

(foto di Maurizio Di Marco)

 

Riformulate oggi dalla Corte D'Appello de L'Aquila le condanne che  originariamente erano state inflitte dal Tribunale di Lanciano nell’inchiesta denominata "Arusha" e che aveva portato al fermo di 16 persone, 11 in carcere e 5 ai domiciliari.

Il bilancio pesante di una operazione che vide coinvolti centinaia  di poliziotti , con l'ausilio anche delle unità cinofile di Pescara e Ancona e nucleo elicotteri di Pescara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dal nord partivano continuamente quantitativi di cocaina, fino a 250 grammi, destinati al mercato del Frentano. Prima dello smercio la droga veniva nascosta alla pinetina di Rocca San Giovanni. A capo dell'organizzazione c'era un gruppo di albanesi, che a loro volta si rivolgevano a una rete di spacciatori italiani, che si servivano anche di minorenni per vendere la droga. (leggi quì)

           L'avvocato Crognale

Oggi la sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila che ha  ridotto sensibilmente le pene degli imputati; i maggiori sconti sono stati disposti nei confronti  degli imputati Haliti Luan, difeso dall’avvocato Roberto Crognale del foro di Lanciano  e Lanza Silveri Guglielmo, difeso dall’avvocato Paolo Valentino Sisti, insieme a Vincenzo Menicucci nei  confronti dei quali era stata disposta in primo grado una condanna di  anni 5 e mesi 6 di reclusione e  24000 mila euro di multa per Haliti ed anni cinque e mesi 8 di reclusione e  24000 mila euro di multa per Lanza. In  appello questi due imputati, come detto in precedenza, hanno ricevuto un 
notevole sconto di pena la cui condanna è stata fissata in anni due e mesi due di reclusione e la multa di 2200  euro.
Altre significative riduzioni di pena sono state applicate a Zylpho  Pellumb e Ciccone Antonio  anche loro assistiti dall’avvocato Crognale  ai quali sono stati concessi anche i benefici di legge. Nessun trattamento di particolare riguardo è stato riservato agli imputati Buddla Ednand ,Drezaliu Florentina ,  e Marrocco Gianni  i quali  optando per una particolare scelta processuale, sulla scorta delle  novità introdotte dalla c.d. "Riforma Orlando", hanno concordato con il Procuratore Generale l'applicazione di una pena specifica rinunciando  agli altri motivi di appello.

          L'avvocato Sisti 

Revocate anche tutte le misure cautelari per gli imputati Pagliarone,  Zylpho, Marrocco, Ciccone e Di Donato i quali sono duque  nuovamente a  piede libero.




 

Ieri pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Borrello, unitamente al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Atessa sono intervenuti, a seguito di una richiesta di soccorso da parte di una escursionista 35enne modenese, nell’alta Val di Sangro per prestare soccorso ad una donna che aveva richiesto aiuto al 118.

I militari hanno ricevuto l’intervento alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Atessa alle ore 17.30, con visibilità già molto ridotta, ed hanno attivato immediatamente le ricerche tramite la Stazione di Borrello, il cui comandante, ricevute le coordinate geografiche attraverso il sistema del 112 NUE, ha individuato la zona di ricerca e, con la collaborazione del Nucleo Radiomobile di Atessa, hanno delimitato l’area di ricerca nell’ambito della zona boschiva del Comune di Borrello. Lo sforzo dell’Arma, nel breve tempo di un paio di ore è stato premiato dalla localizzazione, grazie alla capillare conoscenza del territorio da parte dei soccorritori, della malcapitata che si era smarrita con la propria autovettura tra i sentieri ed aveva anche il gps in avaria. Per poter agevolare l’avvicinamento ai militari, gli stessi procedevano ad indicare costantemente la loro posizione mediante il ripetuto azionamento dei clacson. Alle ore 20.00 l’operazione di rintraccio andava a buon fine.

Per la escursionista la disavventura si concludeva fortunatamente solo con un po’ di spavento.

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