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Un uomo di 52 anni originario di Pescara si è schiantato, a bordo della sua moto, contro una macchina nel tardo pomeriggio di oggi. Il  centauro che viaggiava  insieme alla moglie sembra stesse facendo una inversione sulla statale 16 in localita Cavalluccio, nel comune di Rocca San Giovanni, e, per cause ancora da stabilire, sia finito contro la vettura che proveniva in senso contrario. La moglie è ricoverata con ferite lievi all'ospedale Renzetti di Lanciano mentre lui è stato trasporato in eliambulanza all'ospedale di Pescara.

La macchina, una Fiat Punto,  era condotta da una donna di Vasto. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia di stradale di Lanciano e l'elicottero del 118 di Pescara.

Due cercatori di tartufi di Lanciano, 38 e 45 anni, sono stati entrambi  denunciati dalla Polizia per lesioni aggravate  perchè ieri sera si sono picchiati  violentemente a colpi di vanghe di ferro.

L'episodio è avvenuto alle 20 in una zona di campagna, non ben specificata del territorio di Lanciano.

L'uomo di 45 anni aveva con se il figlio un  bambino di 5 anni che è rimasto fortemente provato dal fatto. Entrambi i tartufai sono rimasti feriti alla testa, dopo essersi azzuffati. La Polizia sta cercando con grande difficoltà, perchè non ci sono testimoni,  di ricostruire l'episodio. Quel che è certo che il terreno è di proprietà di uno dei due che avrebbe sorpreso l'altro  mentre cercava di rubargli dei tartufi che stava coltivando. Anni fa al 45 enne venne incendiata l'auto.

Pensava di farla franca il 62enne rom Di Rocco  Fioravante, di Lanciano,  ritenendo di aver trovato un buon nascondiglio per la droga,  ma i Carabinieri della Compagnia di Lanciano condotti dal Capitano Vincenzo Orlando,  l’hanno trovata e lo hanno arrestato. E’ quanto accaduto nella serata di ieri 18 Giugno, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano,  agli ordini del Tenente Massimo Canale hanno fatto irruzione nella sua abitazione, già da qualche tempo oggetto di osservazione  da parte degli stessi militari, per procedere ad una perquisizione. Il Di Rocco, al momento da solo in casa, vedendo i Carabinieri ha dapprima riferito di non avere nulla ma successivamente ha tradito un insolito nervosismo che ha convinto i militari a procedere più approfonditamente nelle ricerche. Infatti, nascosto in un barbecue, lasciato sul balconcino del salotto, i Carabinieri hanno rinvenuto un involucro in plastica di colore verde che è risultato contenere due pezzi solidi di sostanza stupefacente del tipo EROINA, sicuramente detenuto con finalità di spaccio, del peso complessivo di 30 grammi. L’uomo è stato quindi condotto presso il Comando Compagnia frentano dove è stato tratto in arresto e condotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione del Procuratore della Repubblica di Lanciano in attesa dell’udienza di convalida che si terrà nei prossimi giorni. Lo stupefacente sequestrato, sicuramente destinato al mercato locale, avrebbe potuto fruttare circa un migliaio di euro. Al momento vi sono verifiche in corso per accertare il giro di spaccio posto in essere dall’arrestato nonché l’eventuale  responsabilità anche di altri familiari  dello stesso, conviventi o frequentatori dell’abitazione perquisita.

Già da qualche tempo i Carabinieri della Compagnia di Lanciano, agli ordini del Capitano Vincenzo ORLANDO, lo stavano pedinando al fine di carpirne meglio le abitudini ed individuare il momento migliore per intervenire.

Ciro Iengo, un pregiudicato 22enne di origine napoletana e domiciliato a Lanciano, che aveva posto in essere una fiorente attività illecita di spaccio operando nei pressi dei giardini di Villa delle Rose e lungo Viale della Rimembranza e via per Fossacesia, dove incontrava i suoi “clienti”, è stato arrestato questa mattina dopo aver ceduto un grammo di cocaina ad un 40enne tossicodipendente del luogo.

Intorno alle 07.00 odierne, infatti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lanciano guidati dal Tenente Massimo CANALE, camuffati da podisti  hanno intrapreso un ennesimo servizio di monitoraggio dell’area ed infatti, poco dopo,  hanno individuato il giovane spacciatore che si stava spostando a bordo del suo motociclo nero. Proprio sul Viale delle Rimembranze, il giovane si fermava ed incontrava il 40enne al quale cedeva un involucro ricevendo in cambio del contante. Tutto sotto l’occhio vigile dei “podisti” carabinieri che bloccavano dapprima l’acquirente, rinvenendo e sequestrando lo stupefacente, circa un grammo di cocaina, e successivamente lo spacciatore, che nel frattempo aveva raggiunto il suo domicilio posto su via Per Fossacesia. Immediatamente sono scattate le  perquisizioni a carico dello Iengo, estese sia all’abitazione ed alle relative pertinenze nonché ai veicoli a lui in uso. Durante dette operazioni, i militari rinvenivano, riposti nel suo marsupio, circa 500 euro in contanti, mentre, all’interno della sua autovettura Smart, parcheggiata nel cortile retrostante il palazzo, occultati sotto il tappetino posteriore, tre involucri in cartone, ben sigillati con nastro adesivo, che risultavano contenere circa 10.000 euro in banconote di vario taglio, chiaro ed evidente provento dell’illecita e fiorente attività di spaccio di droga e che sono stati sottoposti a sequestro. Ora l’arrestato dovrà rispondere di detenzione e spaccio di stupefacenti ed in attesa del rito direttissimo è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.  Mentre sono in corso ulteriori verifiche per individuare compiutamente tutti gli altri acquirenti di stupefacente che si rifornivano dallo Iengo, si ritiene che quest’ultimo fosse  in procinto di partire, verosimilmente con destinazione nelle sue zone d’origine, per acquistare una nuova partita di droga da immettere sul mercato lancianese.

Si ipotizza che la somma sequestrata sia il guadagno di un solo mese di spaccio. 

 

Don Michelino di Lorenzo, il sacerdote insegnante di storia e filosofia e grande amico di tanti giovani nella mattinata di ieri ha subito una brutale aggressione. A renderlo noto, sulla sua pagina Fb i nipoti sconvolti da quanto accaduto.

Don Michele, come noto è amante della natura e dello sport e come spesso accade era intento in una salutare passeggiata fra Fossacesia Marina e Torino di Sangro quando, è stato aggredito e depredato del suo telefonino e dei suoi effetti personali da un giovane in bicicletta di origini africane.
Nostro zio, scrivono i nipoti,  prima é stato strattonato poi preso per un braccio e successivamente buttato a terra . Quella persona di colore, si apprende, da quando ci ha riferito zio aveva un’ira irrefrenabile e soprattutto evocava a gran voce: "Dammi tutto altrimenti ti maciullo" .

Pochi spicci aveva in quel momento, ma all’uomo non sono bastati, voleva di più ed ha arraffato quanto più poteva per poi dileguarsi in bicicletta. 
Il sacerdote, che è il grande protagonista del recupero del quartiere popolare di Santa Rita ma che fino al suo arrivo era definito con un freddo numero, 167, il nome del progetto che gli diede vita, è stato dimesso dal pronto soccorso del presidio ospedaliero di Lanciano con una prognosi di cinque giorni e con tutore al braccio.
Prendersela con le persone anziane é un atto vile e deplorevole concludono i parenti che confidano nell'operato dei militari della locale stazione di Fossacesia.

Intorno alle 10 e 30 di questa mattina in contrada Nasuti, una donna di Lanciano, 60 anni, è precipitata in un pozzo, situato in un terreno di sua proprieta, che serve all'irrigazione dei campi. Una tragedia sfiorata per pochi minuti grazie all'intervento tempestivo dei vigili del fuoco che hanno soccorso la signora, già in ipotermia, che si aggrappava disperatamente ad alcuni mattoni nel fondo del pozzo con almeno 4 metri di acqua. Sembrerebbe essere stato il marito ad accorgersi della sciagura che si stava consumando non trovando più la moglie.

Le operazioni di salvataggio non sono state semplicissime, ma alla fine la donna, visibilmente sotto shock, è stata estratta viva e trasportata in eliambulaznza all'ospedale di Chieti.

Ora saranno i Carabinieri a dover accertare come sia finita li dentro.

Rinvenuti, nell'auto di Fausto Filippone, in una tasca dello sportello, un bicchiere di plastica con cinqunata grammi di una polvere bianca che molto probabilmente è cocaina mischiata insieme ad una sostanza diversa, oltre una siringa usata, al cui interno erano presenti alcune  gocce di una sostanza non ancora identificata, sono stati trovati nell'auto di Fausto Filippone che il 20 maggio ha buttato la figlia Ludovica, di 10 anni, dal  viadotto Alento dell'A14, ed è  poi  rimasto li sospeso per oltre 7 ore.

Alle 12  aveva ucciso la moglie spingendola, come accertato dall'autopsia sulla donna, da un balcone al secondo piano di una palazzina di Chieti Scalo. Andiamo a comprare una lavatrice aveva detto, era tutto normale, eppure un piano diabolico era già in essere.

La Procura della Repubblica di Chieti, secondo quanto si apprende da fonti investigative, attraverso il sostituto procuratore Anna Lucia Campo, titolare dell'inchiesta, ha affidato una consulenza sui due reperti, bicchiere e siringa.E stato interpellato un tecnico informatico, Davide Ortolano, che dovrà invece  esaminare i telefoni cellulari di Filippone e quella della moglie, Mariana Angrilli , quest’ultimo ritrovato in tasca all’uomo ai piedi del pilone del viadotto.

Una decisione pianificata freddamente quindi, una domanda per il porto d'armi già inoltrata e poi la follia di una domenica qualsiasi che ha fatto compiere ad una padre ed ad un marito il peggiore dei crimini.

Un autista della Tua è stato aggredito ieri sera, intorno alle 21,  alla stazione vecchia. Un ragazzo di origini africane ha avvicinato l’uomo chiedendogli se il mezzo fosse diretto a Pescara. L’autista gli ha risposto che era a fine corsa, proveniva da San Vito e la fermata di Lanciano era l’ultima del suo turno. Il giovane si è allontanato ma, non è ancora chiaro il perché, è ritornato sui suoi passi ed ha violentemente colpito l’autista, 40enne della zona frentana, buttandola a terra per poi continuare a colpirlo con diversi calci.

Una ragazza che ha assistito alla scena ha prontamene chiamato le forze dell’ordine. L’uomo è dovuto ricorrere alle cure del locale pronto soccorso. Pochi mesi un fatto analogo al bar che si trova proprio alla stazione. Al momento non è ancora stata sporta denuncia formale.

Era stato nuovamente fermato dalle forze dell’ordine perché, nonostante stesse agli arresti domiciliari, aveva incendiato la 500 di un vicino di casa.leggi quì

Ieri il tribunale di Lanciano ha convalidato l’arresto ed ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per Ivan Spinelli, 34 anni di Lanciano. Contro l’imputato, dichiara l’avvocato Roberto Crognale, che è il suo difensore, ad oggi non vi sono prove della commissione del fatto poiché i Carabinieri lo hanno ritrovato in casa e non sul luogo dell’incendio della vettura. Non esiste quindi la prova della flagranza del reato e non è vero che Spinelli ha delle ustioni alle mani, dice il suo difensore. Ove il fatto fosse provato, continua l’avvocato, il tutto denota il grosso disagio psicologico dello Spinelli che è da 5 mesi ai domiciliari, in attesa della convalida, con l’accusa, ricordiamo, di concorso in rapina.

E’ quanto accaduto la scorsa notte in una zona alla periferia di Lanciano.  Spinelli Ivan, 30enne del posto, da qualche mese agli arresti domiciliari per alcuni reati contro il patrimonio, incurante delle prescrizioni impostegli dall’Autorità Giudiziaria, ha lasciato la propria dimora allontanandosi lungo la strada di residenza. Un abitante della zona, a conoscenza della sua situazione giudiziaria, lo nota e gli consiglia di rientrare a casa ma il giovane la prende male e, poco dopo, tornato indietro, mediante un liquido infiammabile, da fuoco alla sua auto, una Fiat 500 parcheggiata nei pressi, rimanendo anche leggermente ustionato alla mano sinistra. Allertati i Carabinieri della Compagnia di Lanciano, diretti dal Capitano Vincenzo Orlando,  già impegnati in uno specifico servizio di controllo del territorio per la prevenzione di reati predatori,  gli stessi riuscivano ad individuare il piromane e, prima che  facesse rientro a casa, a bloccarlo ed a trarlo in arresto in flagranza di reato. Ora Spinelli, dovrà rispondere dei reati di evasione e danneggiamento seguito da incendio ed in attesa del rito direttissimo è stato ricondotto presso il proprio domicilio,  come disposto dal magistrato inquirente. L’arrestato non è  nuovo a questo tipo di comportamenti,  infatti, già circa 15 giorni fa, senza alcun apparente motivo, aveva aggradito verbalmente e fisicamente due signore che stavano passando davanti casa sua procurandogli lievi lesioni. L’episodio era stato portato al vaglio della Procura di Lanciano e, sicuramente , graverà anche sull’esito dell’arresto odierno.  

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