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Il gip Massimo Canosa ha emesso l’ordinanza d’arresto Z.G., 41 anni,di origine albanese residente a Lanciano accusandolo di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Il pm Rosaria Vecchi ha chiesto che l’uomo fosse posto in regime carcerario a conclusione di indagini condotte dai carabinieri della procura e della stazione di Lanciano. Le violenze andavano avanti da almeno 4 anni e le botte non erano risparmiate neanche di fronte ai figli piccoli,

La povera donna colpita anche con mazzi di chiavi e in una occasione è stata inseguita in camera da letto dal marito che era armato di coltello da cucina. A disarmarlo c'è riuscita una figlia che ha assistito alla scena. L'uomo faceva abuso di alcool. In diverse occasioni l'uomo ha anche distrutto i mobili di casa.

Scuola chiusa causa ladri. E’ questa la comunicazione che oggi il dirigente dello scientifico di Lanciano ha dovuto fare a centinaia di studenti che ogni mattina si erano recati a scuola. Ancora ladri in azione, di ieri la notizia dell’arresto di un 21enne che aveva rubato 18 pc nel mese di marzo, e questa volta non è bastato rubare altri pc, sembrerebbe 12, ma la furia si è abbattuta su tutto l’istituto.

Porte divelte, almeno 10, armadietti blindati scaraventati a terra, gli uffici di presidenza e i laboratori vandalizzati, documenti e registri gettati e mischiati tanto da renderne l’uso difficile, e ancora cassaforte trovata in giardino, non è chiaro se sia stata forzata, insomma una scuola distrutta. I genitori alle porte chiamati perché i figli minorenni non potevano uscire da soli, centinaia di ragazzi (come si nota nel servizio video) accampati in palestra in un clima che gli insegnanti hanno con grande difficoltà mantenuto in ordine, per quel che potevano.

I documenti sono inutilizzabili, ci dice sconvolta una professoressa, esterrefatta da tanta barbaria. Le telecamere, dove sono le telecamere? Si sente dire lungo i corridoi transennati mentre gli uomini e le donne delle scientifica del commissariato di Lanciano stanno lavorando. Un unico rilevatore di presenze proprio all’ingresso non funzionava ma, nel dubbio, i malviventi hanno spaccato anche quello…(C.Lab)

Il Commissariato di di Lanciano ha arrestato un giovane, R. A. di anni 21, residente in Montesilvano, ritenuto responsabile del reato di furto aggravato, in concorso, perpetrato la notte tra il 20 e il 21 marzo 2017 presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Lanciano.

Insieme ad altre persone allo stato non ancora identificate, si era introdotto spaccando la porta di emergenza di accesso posta al primo piano dell'edificio, all'interno del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Lanciano asportando 18 computer marca Hewlett Packard con relativi monitor. Alla sua identificazione si addiveniva grazie ad un certosino lavoro compiuto nel corso del sopralluogo effettuato nell'immediatezza dei fatti dalla polizia scientifica che consentiva di raccogliere tracce fondamentali all'individuazione di soggetti che con il medesimo modus operandi, in maniera seriale , risultavano dediti a furti di questa tipologia.

 

Il transito e la sosta nella ZTL di Lanciano da parte dei mezzi funebri e delle auto al seguito del corteo funebre è consentita, a condizione che la comunicazione delle targhe venga inviata entro le 72 ore successive al transito (come prevede il Regolamento Ztl articolo 19 lettera A).

Dopo le polemiche di ieri a seguito della segnalazione di un figlio che lamentava di avere ricevuto una multa per il transito in piazza a seguito del feretro del padre morto lo scorso 20 marzo, il comune invia una nota stampa nella quale mette in chiaro quale sia al modalità che le agenzie funebri dovrebbero seguire per evitare di essere multati all’interno della ZTL.

Si legge infatti che la comunicazione delle targhe in transito non autorizzato nella ZTL per motivi relativi alle celebrazioni dei funerali è a carico dell’impresa funebre, che invia all’ufficio ZTL via mail le targhe del carro funebre e di quattro auto dei congiunti. Questa è la normalità, come potrà confermare lo stesso cittadino che ha sollevato la questione e che in occasione di un funerale di altro congiunto nella Cattedrale della Madonna del Ponte tenutosi il 23 marzo scorso, ha comunicato personalmente le targhe all’ufficio ZTL, otto giorni dopo la data del funerale. La comunicazione è stata presa comunque in carico e inserita nel sistema dal gestore al fine di non procedere alla sanzione dei mezzi non autorizzati al transito.

Nel caso riportato dalla stampa locale e nazionale, come riferito agli uffici dallo stesso cittadino coinvolto, l’agenzia funebre incaricata del servizio non ha comunicato all’ufficio ZTL le targhe dei mezzi, come invece fanno quotidianamente e gratuitamente la stragrande maggioranza delle imprese funebri che lavorano nel centro storico di Lanciano.

Si rincara la dose dicendo che a” beneficio della cronaca e della verità sostanziale dei fatti, non corrisponde al vero l'affermazione rilasciata alla stampa con cui l'imprenditore di onoranze funebri Paolo Rullo riferisce che da sei mesi è in attesa di un incontro con l'Amministrazione: i rappresentanti delle sette imprese funebri di Lanciano, compreso Rullo, sono stati ricevuti giovedì 16 marzo alle ore 18, martedì 21 marzo alle ore 18, mercoledì 19 aprile alle ore 16.30, giovedì 27 aprile alle ore 16. Agli incontri erano presenti, oltre agli imprenditori, membri della Giunta, il Presidente e il Direttore generale di Anxanum Multiservizi Camillo Colaiocco e Marcello Di Meco, la signora Ombretta Mercurio di Confartigianato. Inoltre, non è corretto il dato delle multe annullate dal Giudice di pace : non sono la metà, ma poco più del 10%, dato che comprende le multe archiviate dal Prefetto dall'avvio della Ztl al marzo 2017.

Si segnala infine che le imprese funebri del Comune di Brescia, ad esempio, per l'accesso dei mezzi per un anno nella ZTL bresciana pagano una tariffa di 240 euro: a Lanciano l'accesso è gratuito, basta comunicare entro le 72 ore successive il transito dei mezzi via mail a ztl@lanciano.eu. Quanto alla sosta e all'accesso in piazza Plebiscito, o il passaggio del corteo lungo Corso Trento e Trieste nell'area interdetta al traffico, queste sono fattispecie vietate dal Codice della Strada e non già dal Regolamento della ZTL di Lanciano.

Tornareccio (Ch), 16 maggio 2017 - Apicoltori abruzzesi presi di mira nel Tarantino. Atti vandalici e avvelenamenti dolosi si sono verificati negli ultimi giorni a Massafra, in provincia di Taranto, dove tre apicoltori hanno subito danni ingenti da parte di ignoti. La denuncia arriva dall'Associazione Apicoltori Professionisti d’Abruzzo, che raggruppa numerosi produttori professionali della regione, tra cui le tre vittime degli episodi.

I danni stimati sono ingenti: numerosi alveari sono stati avvelenati e diverse pedane sono state rovesciate. Un danno produttivo significativo: poiché gli avvelenamenti si sono verificati in un periodo cruciale di risveglio delle fioriture, tale battuta d’arresto si ripercuoterà inevitabilmente sull’intero anno produttivo.

"Vogliamo sensibilizzare le associazioni di categoria, le istituzioni e gli organi competenti della regione Puglia - dice Luigi Iacovanelli, presidente dell'Associazione Apicoltori Professionisti d'Abruzzo - affinché si possano creare occasioni di confronto, volte a cercare una soluzione ai problemi che possono essersi creati. Siamo fermamente convinti che questi atti siano da condannare poiché utili solo a creare chiusure che minano alle radici lo sviluppo di un settore già fiaccato da altre problematiche, quali l’uso sconsiderato di pesticidi e le malattie delle api. È necessario ricordarci che il nostro è un mestiere meraviglioso che ci permette di vivere in armonia con la natura e che svolge un ruolo primario per l’equilibrio dell’ecosistema. Rispettiamo, quindi, il lavoro, la fatica e i sacrifici degli apicoltori e come le api sentinelle costruiamo una rete per difenderci da questi sterili attacchi".

 

 

Primi danni, come ampiamente previsto al parco giochi Orso Bernardo. L’esperimento inizia a dare i primi frutti e l’appello al senso civico dei cittadini sembra non avere, almeno per il momento, dato buoni esiti.

Sulle tre altalene dell’unico parco attrezzato al momento ne rimangono due. Il parchetto all’angolo di viale sant’Antonio ha una struttura per bambini più piccoli con un apposito seggiolino. Per i bambini dai tre anni in su le file per il “giretto” si faranno più lunghe. Ci segnalano inoltre danni all'interno della pista, con idranti srotolati e cassette spaccate. Sabato pomeriggio un ragazzo pensando di esibirsi in una performance di pattinaggio, il tutto fra decine di bambini, ha piazzato 10 bottiglie che usava come slalom e ha rovesciato un bidone della spazzatura . Diversi i ruzzolini dei poccoli per evitare il pattinatore. Ma chi dovrebbe vigilare??

Si spera che sia solo un caso isolato ma con l’approssimarsi della bella stagione sarà sempre maggiore il rischio che chi non dovrebbe salire su quei giochi lo faccia rischiando di romperli. Bel vengano le novità, lo sperimentare nuove iniziative che possano dare alla città nuovi stimoli a viverla a pieno ma l’illuminazione e la vigilanza dovrebbero far parte di tale progetto perché appellarsi al buon senso non è, a parere di molti, una buona idea. (C. Lab)

Sarà chiarita il prossimo 25 ottobre la presunta bancarotta fraudolenta di beni per oltre 2 milioni di euro che vede coinvolta la ex Croce Gialla di Lanciano, fallita nel Gennaio 2016, con il  presidente Marcello Basile (uscito dalla società nel 2015) insieme a Fiorella Scaglione l’ex amministratrice, entrambi di Lanciano, e l’imprenditore Marco Picciotti di Altino.

Il gup Marina Valente ha rinviato a giudizio gli imputati che sono rispettivamente difesi da Filippo Paolini, Antonella Fantini e Massimiliano Sichetti.

Basilie anche accusato di presunta truffa a danno della Edil 3D, che è la parte civile ed è assistita dall’avvocato Nicola Sisti che chiede un risarcimento di 300 mila euro per una residenza costata 425 mila euro ma dei quali pagati solo 193 mila.

Il pm Mirvana Di Serio contesta la mancanza dei libri contabili situazione tale che renderebbe impossibile la ricostruzione dei movimenti di denaro ma secondo la difesa i libri ci sarebbero.

Per tutti gli imputati grava inoltre l’accusa di continuazione fallimentare sul trasferimento di rami d’ azienda per gestire i centri residenziali Santa Maria in Basilico e della Santa Lucia alla Basili srl al prezzo simbolico di 6.946 euro.

Gli imputati respingono le accuse e sulle operazioni sono persino ricorsi in sede civile ritenendosi vittime e Basili sarebbe secondo l’avvocato Filippo Paolini uscito dalla vicenda pulito. La difesa si ritiene certa di smontare l’accusa.(C.Lab.)

I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Lanciano hanno arrestato C. B. di anni 74, residente a Frisa, perché accusato del delitto di violenza sessuale a danno della nipote che all'epoca dei fatti aveva appena 9 anni, condannandolo, su richiesta di applicazione della pena (patteggiamento) , a due anni  e mesi otto di reclusione.

Le indagini, partite immediatamente dopo la segnalazione della sorella maggiorenne della piccola hanno evidenziato come il C.B., nel periodo 2007-2009, quando la nipote era solo una bambina, la aveva costretto a subire atti sessuali contro la sua volontà.

La sera del 20 giugno scorso avevano aggredito una donna, che poi si è saputo essere la mamma di lei perché volevano soldi per comprare droga e alcool.

Manuela Stella, 34 anni, e il compagno Antonio Bomba, 31 anni, entrambi di Lanciano, sono stati condannati con rito abbreviato, rispettivamente a tre anni e 6 mesi di reclusione e 4 anni, 7 mesi e 10 giorni di carcere perché colpevoli di lesioni, tentata estorsione ed estorsione.

Inoltre dovranno risarcire il fratello di lei che si è costituto parte civile per l’aggressione subita dalla donna, 66 anni,  che si trovava in quel momento a lavoro in un noto ristorante del centro . Prima di recarsi dalla mamma la Stella con Bomba aggredirono anche il fratello e la cognata della donna che risiedono nel quartiere Santa Rita.

In quella occasione, e sembra non si trattasse del primo episodio, i due mandarono in frantumi la vetrata del ristorante seminando il panico in tutto il quartiere. Molte persone rimasero chiuse nelle auto impossibilitate a rientrare nelle proprie abitazioni sopra il locale per paura di trovarsi coinvolte.

La donna era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso come del resto anche il figlio per trauma facciale e diverse escoriazioni.

 

Notte rocambolesca per i Carabinieri del Nucleo di Vasto, particolarmente impegnati, in questi giorni, nei servizi di prevenzione e repressione dei delitti predatori in città.

Proprio in tale contesto, nel corso della notte, una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile ha intercettato un’autovettura sospetta che, ad un veloce controllo risultava oggetto di furto perpetrato poco prima in città. I militari li hanno inseguiti e si sono accorti che a bordo vi erano due giovani , di cui uno palesemente armato di un vistoso fucile da caccia.

Scattava quindi una articolata operazione di inseguimento ed accerchiamento del veicolo che si concludeva a San Salvo marina, non senza aver dato luogo a scene rocambolesche, a causa dei tentativi dei malviventi di sottrarsi all’inseguimento e far perdere le proprie tracce.

Vistisi costretti ad imboccare una strada senza uscita, i due tentavano, con una repentina manovra, di investire i due militari dell’Arma che, nel frattempo erano scesi dal proprio veicolo ed avevano bloccato l’uscita.

La manovra non è riuscita solo grazie alla prontezza di spirito ed alla agilità dei militari che schivavano l’auto in corsa lanciandosi al suolo riportando lievi lesioni successivamente riscontrate.

L’inseguimento, quindi, proseguiva a piedi lungo la spiaggia di San Salvo, al buio. Qui, nel frattempo, venivano fatti convergere altri militari della Compagnia Carabinieri di Vasto che conducevano una breve ma efficace battuta che si concludeva, di li a poco, con il rintraccio e l’arresto dei due individui.

Grazie solo al sangue freddo ed alla professionalità dei militari, la vicenda non ha avuto epilogo ben più tragico atteso che uno dei due individui era armato di fucile da caccia, del quale hanno tentato di disfarsi lanciandolo tra le sterpaglie, ove veniva prontamente rinvenuto.

Al termine delle concitate fasi dell’inseguimento, quindi, i due individui venivano identificati:

Si Tratta Pollustri Luis David, nato in Colombia nel 1995, residente a Vasto, gravato da numerosi precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio e la persona, anche condotti con violenza e M.D, di anni 16, del luogo, anch’egli noto alle forze dell'ordine. Il fucile rinvenuto e sequestrato è risultato anch’esso oggetto di un furto in abitazione perpetrato nel decorso luglio 2016 a Casalbordino.

Gli arrestati, come disposto dal Sost. Procuratore della Repubblica di Vasto, D.ssa Gabriella De Lucia e dal Sost. Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, Dr. Roberto Polella sono stati associati presso la Casa Circondariale di Vasto (il Pollutri) e presso la C.P.A. di L’Aquila (il minore).

Gli investigatori, che mantengono il più stretto riserbo, non escludono che gli arresti odierni possano avere ulteriori sviluppi investigativi anche in relazione ai più gravi fatti delittuosi verificatisi nei giorni scorsi nella città di Vasto e nelle immediate vicinanze, che sono, peraltro, state oggetto delle cronache locali.

 

 

 

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