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Il nubifragio di pochi minuti fa ha causato un incidente che ha coinvolto una ragazza di 20 anni alla guida della sua fiat 500 nera.

Siamo all’altezza della farmacia comunale di Viale Cappuccini quando, all’improvviso probabilmente a cusa della bomba d’acqua che si è abbattuta sulla città,  è esploso  un tombino che ha preso in piego l’auto. Nell’urto sono esplosi gli airbag della macchina che è poi finita contro il marciapiede a ridosso di un albero. Nell’urto la giovane, visibilmente sotto shock raccontano i presenti, ha riportato diverse escoriazioni traumi alle gambe alle braccia ed è stato trasportata all’ospedale Renzetti per ricevere le prime cure. Sul posto ancora la polizia municipale per i rilievi del caso,

La Corte d'Appello dell'Aquila ha respinto il ricorso presentato dall'Associazione Circolo Casa di Conversazione contro il Comune di Lanciano. L'Associazione ha impugnato la sentenza di primo grado del Tribunale di Lanciano del 7 marzo 2016 che ha ritenuto risolto il contratto di locazione con il Comune di Lanciano dell'immobile nel quale svolgeva attività socio culturale per morosità nel pagamento dei canoni di locazione. Il Tribunale di Lanciano aveva condannato l'Associazione al pagamento dell'importo di 29.965 euro al Comune di Lanciano per i canoni inevasi. La Corte d'Appello ha condannato inoltre l'appellante al pagamento delle spese legali. La sentenza 1309/2017 è stata pubblicata lo scorso 6 luglio 2017.

“La legittimità e la legalità della nostra azione a tutela della comunità sulla vicenda della Casa di Conversazione è stata certificata due volte dagli organi di giustizia. I locali di proprietà del Comune di Lanciano, e quindi di tutti noi, sono tornati nella piena disponibilità della Cittadinanza: si contano ormai a centinaia gli eventi culturali ospitati nella Casa di Conversazione, dove le numerose e vivaci Associazioni culturali lancianesi hanno finalmente a disposizione una sala attrezzata e prestigiosa a tariffe contenute per le proprie iniziative. Al di là delle sentenze, è questo il vero successo dell'operazione culturale e amministrativa che abbiamo portato a termine e che merita di essere ancora una volta sottolineata”, dichiarano il Sindaco Mario Pupillo e l'Assessore alla Cultura Marusca Miscia.

I Carabinieri della Stazione di Torino di Sangro , a conclusione di una complessa attività di indagine,   hanno deferito in stato di libertà,  al la Procura del la Repubblica presso il Tribunale di Vasto per il delitto di truffa aggravata  S.M. siciliano 45enne, già noto alle forze dell'Ordine per reati della stesa indole. A carico dell'uomo, infatti, i militari della Stazione di Torino di Sangro, hanno raccolto numerosi elementi di colpevolezza che lo identificano come l'autore di un episodio avvenuto alcuni giorni prima in danno di un anziano 80enne del luogo. In quella circostanza, infatti, l’uomo,  dopo aver finto il danneggiamento dello specchietto retrovisore esterno della propria auto, aveva dato vita ad una sceneggiata, accusando l'ignaro 80enne di aver provocato il danno e pretendendo un risarcimento. L'anziano, sconcertato e spaventato, si era lasciato indurre a consegnare la somma contanti di 200 euro in contanti, a risarcimento dell'inesistente danno, nella convinzione di chiudere bonariamente la vicenda.

Le successive e certosine indagini dei carabinieri di Torino di Sangro hanno smascherato l'inganno e scoperto l'autore che, sembra, non sia nuovo ad analoghe vicende. La vicenda, se da una parte si è conclusa con soddisfazione per il paziente lavoro degli investigatori dell'Arma, dall'altra evidenzia, ancora una volta, la estrema facilità con cui individui  spregiudicati e senza scrupoli ingannano anziani e persone deboli , approfittando, peraltro, della loro estrema ingenuità, per carpire denaro o altri beni.

I Carabinieri, che hanno da poco, rivitalizzato una campagna di sensibilizzazione sullo specifico, odioso fenomeno criminale, invitano ancora una volta i cittadini a segnalare  e a chiamare prontamente il numero di emergenza 112 o altre Forze di Polizia qualora si venisse coinvolti in episodi analoghi

A conclusione di specifica attività investigativa, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vasto hanno tratto in arresto Giacomo Sarra di anni 47, di origini pugliesi ma abitante a Vasto, per maltrattamenti, lesioni e violenza privata nei confronti della propria convivente.

I fatti risalgono allo scorso giugno quando i medici del pronto soccorso Vasto richiedevano l’intervento dei Carabinieri perché una donna  presentava lesioni su tutto il corpo perché barbaramente picchiata dal proprio compagno. Gli uomini dell’arma  intervenuti  potevano verificare come effettivamente la povera donna presentasse vistose ecchimosi sul volto, su entrambi le mani, sul torace, sulla testa ed avesse addirittura riportato la frattura ad un braccio. Nei giorni successivi sono state attivate altre indagini che interessavano anche il contesto sociale in cui risedeva il Sana con la compagna e 5 figli tutti minori.

Ne emergeva un inquietante quadro di maltrattamenti e vessazioni che l’uomo infliggeva alla compagna, costretta a vivere nel terrore quotidiano. Si è inoltre accertato che il Sarra si era reso anche protagonista di alcuni danneggiamenti posti in essere nei confronti di alcuni esercizi pubblici limitrofi alla sua abitazione.

Arrestato dovrà  rispondere di maltrattamenti nei confronti della convivente, lesioni volontarie e violenza privata.

E’un camionista rumeno di 36 anni il presunto pedofilo arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata sulla figliastra che all'epoca dei fatti aveva solo 14 anni.

I fatti risalirebbero  al dicembre scorso e per il pm della Procura della Repubblica di Lanciano Rosaria Vecchi l'uomo, che è il patrigno della vittima e che  conviveva da 12 anni con la madre naturale della bambina, ha iniziato ad avere attenzioni particolari per la ragazzina che è stata, sempre secondo l’accusa, più volte, almeno fino al mese di marzo, abusata sia fisicamente che psicologicamente.

Il 36enne quando rientrava la notte tardi dal lavoro si infilava nel letto della piccola per abusarla ed è stata proprio la vittima che ha raccontato gli episodi alla mamma che ha immediatamente denunciato tutto ai carabinieri di Atessa.

E' ora rinchiuso in carcere con provvedimento firmato dal Gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa.

Clamoroso rinvenimento di droga operato dai Carabinieri della Compagnia di Ortona e, in particolare della Stazione di San Vito Chietino. L'operazione è stata possibile solo grazie alla solerzia e meticolosità dei militari dell'Arma che, i n questa stagione, sono particolarmente impegnati a pattugliare le strade e le aree prossime alle zone balneari per garantire sicurezza e tranquillità ai molti turisti e bagnanti.

Ed è proprio in tale contesto che alle 7,30 di questa mattina una pattuglia dei Carabinieri di San Vito Chietino, impegnata in un servizio perlustrativo nel tratto di lungomare di competenza, ha notato un furgone bianco parcheggiato nell'area di sosta attigua alla spiaggia. L'attenzione dei militari veniva attratta dal la circostanza che il mezzo presentava una ruota sgonfia, verosimiImente a causa di una foratura e dai primissimi accertamenti non risultava provento di furto ma intestato a persona residente nell'area romana.

Dopo qualche istante, i due carabinieri avvertivano un forte odore speziato, tipico della marijuana richiedevano, quindi, ausilio di altro personale e dell'unità cinofila antidroga che confermava il sospetto.

Si determinavano, pertanto, ad aprire il furgone, all'interno del quale rinvenivano una consistente quantità di balle avvolte in cellophane, che si rivelavano contenere marijuana, per un peso complessivo stimato di circa una tonnellata, stipate nel vano di carico.

Le prime ipotesi lasciano ragionevolmente ritenere che si trattasse di un carico in transito, abbandonato a causa di una avaria meccanica. E' scattato, quindi, immediatamente il sequestro del furgone e della droga in esso contenuta, e le conseguenti indagini per risalire a coloro che la trasportavano.

I  Carabinieri di Lanciano ha eseguito ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari a  D.R. F., di anni 36, residente a Lanciano, D.R. P., 38 anni, sempre di Lanciano e C.M., di anni 26, residente a Castel Frentano, ritenuti responsabili, in concorso, del reato di lesioni personali gravi, con l'aggravante di aver commesso il fatto con premeditazione e l'uso di armi. I fatti sono quelli già noti della rissa avvenuta a Castel Frentano nei pressi di un pubblico esercizio avvenuta alle 3 di notte per futili futili motivi tra componenti di una famiglia di etnia rom radicata da sempre a Lanciano, ed un giovane di CastelFrentano.

I Carabinieri di Lanciano, che intervenivano prontamente sul posto poiché allertati da alcuni residenti, procedevano all'arresto per rissa aggravata dei tre componenti che avevano partecipato attivamente al pestaggio, tra l'altro costretti a ricorrere alle cure mediche presso il locale Ospedale per le lesioni personali riportate, tutte da arma da punta e taglio. Sul luogo della rissa venivano rinvenuti un macete e una forca, armi che i Carabinieri sottoponeva a sequestro. Il giorno successivo alla rissa, nel tardo pomeriggio, immediatamente dopo l'udienza di convalida dell'arresto, i tre indagati raggiungevano nuovamente CastelFrentano, armati di una mazza da baseball, con il chiaro intento di trovare e punire il giovane di quel paese che aveva partecipato alla rissa la notte del giorno prima cagionando lesioni personali a componenti della loro famiglia, e soprattutto con la volontà di ribadire il dominio sul territorio della loro famiglia.

Una volta trovato il giovane in un bar del centro paese, intento a chiacchierare con alcuni amici, non curanti della presenza di altre persone lo aggredivano alle spalle, cogliendolo di sorpresa.  D.R. F.  colpiva il ragazzo con violenza alla nuca con la mazza da baseball, colpo che lo fece cadere a terra ma nonostante questo  D.R. F., supportato dagli altri due indagati, proseguiva l'azione violenta sferrandogli altri due colpi alla nuca con la stessa arma. La vittima, nonostante una profonda ferita alla nuca e sanguinante era riuscito ad alzarsi ed a darsi alla fuga, e sebbene i suoi aggressori si ponevano al suo inseguimento non riuscivano a raggiungerlo. Il giovane veniva immediatamente dopo soccorso dall'ambulanza del 118 e trasportato presso l'Ospedale Civile di Lanciano, dove, dopo la saturazione delle ferite del cuoio capelluto, veniva ricoverato presso il reparto neurologia a causa delle gravi lesioni riportate "frattura dell'osso parietale", venendo giudicato con una prognosi iniziale di 25 giorni.

I Carabinieri sono giunti all'individuazione ed identificazione degli autori dell'aggressione mediante l'acquisizione delle videoriprese eseguite dalla telecamera di sorveglianza presente nel bar in cui si è verificato l'evento, e l'acquisizione delle testimonianze di numerose persone che aveva assistito sbigottite alla cruenta aggressione.

Succede intorno alle 19 di una sera qualsiasi quando una nonna con i nipotini tornano verso casa per preparare la cena. Si decide che per tornare a casa si percorrerà un pezzetto di ex tracciato ferroviario a ridosso della pista ma quello che non si era previsto che un gruppetto di ragazzi ti avrebbe aggredito senza alcuna ragione.

E’ accaduto poche ora fa a Lanciano la signora nel raccontare l’episodio si mostra ancora scossa anche se in quegli istanti non ha avuto paura ed ha affrontato quel ragazzetto che tutto di un tratto gli si è parato davanti per schernirla. La donna, come detto, era insieme ai nipotini piccoli, li teneva per mano stretti a se e non aveva detto nulla che potesse scatenare la reazione del bulletto di turno che forse ha deciso l'aggressione verbale per farsi bello di fronte ad alcune ragazzine presenti.

La zona come vi abbiamo già raccontato (leggi qui) è da mesi punto di ritrovo di minorenni che per passare i loro vuoti pomeriggi vandalizzano gli ex box del cavalli. Dopo il nostro articolo i residenti ci avevano parlato di settimane di tregua ma oggi l’ennesimo episodio. Il ragazzo in questione si è diretto spedito verso al signora ha farfugliato qualcosa, per poi schernirla a più riprese seguendola per alcuni metri e poi con un accendino fra le dita si è girato verso le sterpaglie cercando di bruciarle mentre continuava a inveire, senza farsi capire, contro la donna.

Un fatto gravissimo del quale saranno avvertite le forze dell’ordine, un episodio che lascia perplessi per i protagonisti del fatto, una nonna con i nipoti e dei ragazzini annoiati che anziché rispettare, aiutare una persona anziana se ne prendono gioco per farsi forti, o almeno così pensano.(C.Lab)

Prosegue l'azione di controllo e contrasto svolta da carabinieri del comando provinciale di Chieti nell'ambito dell'intera provincia per contrastare i fenomeni criminali e soprattutto il traffico di sostanze stupefacenti, che, com'e' noto, sottende spesso ad altre forme di odiosa criminalita' diffusa.

 In questo contesto, nel corso di un servizio perlustrativo finalizzato a contrastare il fenomeno, i carabinieri della stazione di San Salvo  hanno proceduto a fermare e controllare una giovane donna del luogo alla guida della propria autovettura. Quella che sembrava una normalissima scena di vita quotidiana, ovvero quella di una giovane casalinga che, con l'utilitaria di famiglia, si reca a fare compere giornaliere, si e' dimostrata invece assolutamente errata: la giovane signora, B.M., 29enne residente in loco, infatti, veniva trovata in possesso di circa 100 grammi di cocaina, occultata sull'autovettura. Alle domande dei carabinieri, la stessa non e' riuscita a fornire una logica motivazione al fatto di detenere una quantita' cosi' rilevante di sostanza stupefacente di tipo "pesante". A suo carico, quindi, e' scattata immediatamente l'ipotesi di detenzione al fini di spaccio (attesa appunto la rilevante quantita') di stupefacenti ed e' stata dichiarata in arresto.

 La stessa, incensurata, al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'autorità giudiziaria informata dai carabinieri di san salvo, è stata accompagnata presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio.

Un’estesa azione di profilassi della meningite è in corso in queste ore a Castiglione Messer Marino (Chieti). Le misure sono scattate a seguito di un caso che ha colpito un bambino di due anni, attualmente ricoverato all’ospedale di Pescara, il quale nella giornata di martedì scorso aveva accusato i primi sintomi, con febbre alta e vomito. Gli esami a cui è stato sottoposto hanno accertato che si tratta di meningite da Meningococco C, una delle forme più aggressive e potenzialmente contagiose. Di qui l’attivazione, da parte del Servizio di epidemiologia igiene e sanità pubblica della Asl Lanciano Vasto Chieti, della campagna di profilassi rivolta a famigliari, altri adulti e bambini che hanno avuto contatti col piccolo negli ultimi dieci giorni. Il rischio di contagio, infatti, è esteso al periodo di incubazione della malattia, prima della comparsa dei sintomi.

Con l’aiuto dei genitori sono stati ricostruiti contatti e attività del piccino, che hanno portato a rivolgere la profilassi a 18 adulti e ai 30 bimbi della Scuola materna di Castiglione, frequentata dai fratellini e dove lui stesso aveva partecipato alla feste di fine anno scolastico nella giornata di venerdì 23 giugno. La somministrazione dell’antibiotico è stata immediata, grazie alla preziosa collaborazione offerta dalla pediatra di libera scelta del luogo, Silvana Di Palma, la quale, trattandosi di propri assistiti, ha provveduto a contattare le famiglie e a fare la profilassi in tempi rapidissimi. D’intesa con i medici del Servizio Asl, ha richiamato anche i bambini vaccinati, al fine di estendere massicciamente la copertura antibiotica e contrastare con la massima efficacia il rischio di contagio. In tutto sono circa 60 i minori trattati.

Sono stati raggiunti anche famigliari residenti in Comuni molisani limitrofi, luogo d’origine della famiglia.

Da Pescara, intanto, filtrano notizie incoraggianti sulle condizioni del bambino ricoverato, in miglioramento anche grazie alla tempestività della diagnosi e della terapia: non è più in stato soporoso, e questa mattina ha dialogato con la mamma e con il personale del reparto.

 

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