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Incidente mortale poco fa a Lanciano sul viale Martiri. Un Alfa grigia è finita contro un albero cozzando prima contro il marciapiede all'altezza dell'ingresso della traversa che porta verso via Barrella. L'uomo alla guida è deceduto. Sul posto ancora i mezzi di soccorso che, dalla prime notizie giunte in redazione, non escludono un malore dell'uomo che ha poi perso il controllo del mezzo schiantandosi contro l'albero.

+++notizia in aggiornamento

 

La persona deceduta è Marco Natale, portantino del reparto trasfusionale del Renzetti di Lanciano.

Dai primi rilievi la sua auto si è schiantato contro un albero, dopo aver investito una vettura  parcheggiata. Erano le 7,40 e si stava recando a lavoro quando all'improvviso il  malore che ha causato l'incidente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 ma era già morto.
L'area è ancora e presidiata in attesa del pm Di Serio per rimuovere il corpo.

Quando è stata fermata lunedì pomeriggio dai militari del Nucleo Radiomobile di Ortona lungo la S.S. 16 in località Bivio Pasquini ha mostrato subito segni di nervosismo. Ed aveva i suoi validi motivi per esserlo, A.B. 38enne pregiudicata foggiana, perché si era allontanata da alcune settimane dal suo domicilio di Foggia dove si trovava agli arresti domiciliari. E per sottrarsi all’identificazione, visto che tra l’altro non aveva con sé alcun documento di identità, non ha esitato a fornire false generalità ai militari, ai quali, però, è bastato un accertamento sulle sue impronte digitali per capire che in realtà ci si trovava dinanzi ad un’evasa. Per A.B., quindi, è scattato l’arresto in flagranza per evasione e false dichiarazioni sull’identità personale. Per il giovane che invece la trasportava a bordo della propria autovettura, il 23enne G.D.L., anch’egli pregiudicato di Foggia, è scattata la denuncia a piede libero per guida senza patente, per non averla mai conseguita, e favoreggiamento, avendo tentato di accreditare presso i militari la versione data dalla donna su quelle che sono poi risultate essere le sue false generalità. A.B. è stata quindi tradotta ieri mattina dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti il ripristino degli arresti domiciliari in Foggia.

Da alcuni mesi era vittima di violenze all’interno delle mura domestiche ad opera del marito, M.C. un operaio albanese di 50 anni. E ieri sera, dopo l’ennesima aggressione, M.K., 43 anni, albanese anche lei, convinta dalla sorella e dalla figlia a non sottostare più alle angherie del marito, ha chiamato la centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Ortona per segnalare che l’uomo, al culmine dell’ennesimo litigio, l’aveva massacrata di botte alla presenza della figlia minorenne. I militari della Stazione e del Nucleo Radiomobile di Ortona, giunti sul posto nel giro di pochissimi minuti, sono riusciti a bloccare l’uomo che tentava di allontanarsi dalla casa familiare subito dopo aver colpito la donna alla testa, alle braccia e al corpo con tutto ciò che gli era capitato a tiro durante il litigio: uno stendino per la biancheria, una sedia ed altro ancora. La donna, dopo essere stata medicata presso l’Ospedale di Ortona per un serie di traumi alla testa, alle braccia e al dorso, per i quali ha ottenuto 15 giorni di prognosi, ha avuto il coraggio di denunciare il marito, oltre che per l’episodio odierno, anche per una serie di altre aggressioni subite negli ultimi mesi. L’uomo, pertanto, è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, tradotto nella mattinata odierna dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.

Una casa popolare assegnata da più di due anni nel quartiere Olmo di Riccio ma la volontà di rimanere, abusivamente, in un alloggio del comune in Via Valera , nel centro storico di Lanciano. Era questa la situazione che stava cercando di sanare l’avvocato Giovanni Carlini, dirigente dell’avvocatura comunale, ma che lo ha visto, suo malgrado vittima di un vero pestaggio. L’assessore preposto al ramo, Giacinto Verna, raggiunto telefonicamente si dice preoccupato di una situazione davvero paradossale, sfociata in violenza, e non riesce a capire come si possa rifiutare un alloggio popolare, pagando un canone irrisorio, con l’emergenza abitativa che la città di Lanciano sta affrontando

L’avvocato Carlini è stato aggredito di spalle dal figlio della famiglia “abusiva” che ha, da quanto riferito dallo stesso dirigente, cercato di colpirlo dapprima con un coltello , per poi sferrargli due pugni al viso, violentissimi, tanto da mandarlo in ospedale.

L’Amministrazione Comunale di Lanciano, in una nota stampa, ha espresso vicinanza e massima solidarietà al Dirigente ed ha annunciato la denuncia alle forze dell'ordine e ci auguriamo- si legge- che il responsabile della gravissima aggressione venga assicurato in tempi brevi alla giustizia. Quanto accaduto è intollerabile, soprattutto perché segue a distanza di poco più di un anno un'altra gravissima aggressione subita nel giugno 2016 da due dipendenti del Settore Politiche Sociali: questa inaudita violenza che colpisce chi quotidianamente svolge il proprio servizio a favore della comunità è da condannare pubblicamente senza se e senza ma.(C.Lab.)

Un nuovo e importante risultato operativo è stato messo a segno nell'area vastese dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti e della Stazione di San Salvo, i quali, nel pomeriggio del giorno 18 settembre u.s., hanno tratto in arresto un cittadino albanese trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

I militari, impegnati da tempo in una attività di contrasto alla criminalità in quel particolare territorio, nel tardo pomeriggio di lunedì 18 settembre, hanno proceduto al controllo di CAFI Agim, classe 1979, residente a San Salvo, già noto alle forze dell'ordine, il quale, alla vista dei militari, aveva evidenziato subito un particolare nervosismo, tanto da insospettire i militari i quali decidevano di approfondire il controllo e di estenderlo anche al l'abitazione del soggetto. Qui, ben occultati, i militari rinvenivano numerosi involucri confezionati in cellophan e nastro da imballaggio, che risultavano contenere cocaina, per un peso complessivo di circa Kg. 1,4 , per un valore molto rilevante, nonché materiale utile al confezionamento.

L'uomo veniva, pertanto, dichiarato in arresto con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e tradotto presso la casa circondariale di Vasto a disposizione del la competente A.G., alla quale ora dovrà rispondere e spiegare la provenienza della sostanza che gli investigatori ritengono desti nata allo spaccio nel I 'area vastese. Il risultato attuale rappresenta l'ennesimo successo in una intensificata attività e presenza sul territorio che l'Arma della Provincia teatina sta da tempo proiettando nell'area vastese, al fine di contrastare i fenomeni criminali in quel territorio

Triplo tamponamento ieri pomeriggio intorno alle 18 nei pressi della rotonda di Mozzagrogna sulla provinciale Lanciano-Fossacesia.

Per fortuna, nonostante le tante macchine coinvolte nessuna grave conseguenza per i guidatori delle due seicento e della Ford Ka . Solo una donna è finita al Renzetti ma le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Per i rilievi del caso, sulla importante arteria di collegamento stradale,  si sono formate lunghe file di auto.

Almeno dieci kg di marijuana, accuratamente suddivisa in panetti e nascosta in vari punti della casa,  per un valore sul mercato di circa 100mila euro.

E’ questo il quantitativo di droga che i  carabinieri della compagnia di Atessa  hanno rinvenuto ieri in contrada San Iorio a Lanciano  nel corso di una  una perquisizione avvenuto dopo che le indagini aveva individuato da dove arrivava lo stupefacente.

Arrestati  A. D. N. e la compagna L. M., entrambi di 60 anni ed incensurati. Oltre alla droga, già suddivisa, rinvenute anche una decina di piantine di marijuana ed anche diverse piante alcune delle quali già recise e messe ad essiccare. La sostanza sembrerebbe venisse usata anche a scopo "terapeutico" come infuso e in cucina.

L’uomo , un dentista lancianese, è stata rinchiuso nel Carcere di Villa Stanazzo mentre la donna è stata trasferita in quello di Chieti.

Il furto dell'auto denunciato dalla turista torna a mettere in primo piano una zona, il Lido Saraceni; che purtroppo è diventata a rischio negli ultimi tempi. Ai ladri e ai balordi si aggiungono anche episodi legati alla prostituzione. Una situazione che certo non giova all'immagine della nostra città, sminuisce e mortifica anche un luogo bello e di richiamo com'è appunto il Lido Saraceni. La richiesta che arriva da più parti dell'installazione delle telecamere credo debba essere presa in considerazione, forse non risolverà i problemi che affliggono quell'area, ma potrebbe essere un deterrente e scoraggiare chi si appresta a delinquere e comunque i cittadini si sentirebbero più sicuri. E questo è un dato da non trascurare. Sono convinta dell'efficacia delle telecamere tant'è che nella passata amministrazione, quando ero assessore e vice sindaco, ho sostenuto e concretizzato questo progetto, come forse molti ricordano. La sicurezza è un argomento che ho messo e continuo a mettere al centro della mia azione politica anche ora, come consigliere di minoranza. Per quanto riguarda la prostituzione ritengo inadeguata l'ordinanza del Sindaco Leo Castiglione emessa “al fine di prevenire e contrastare i pericoli cagionati da comportamenti connessi all'esercizio della prostituzione”, che si riduce a una serie di divieti e di controlli riferiti solo all'area incriminata. Sono convinta che l'effetto potrebbe essere quello di spostare il fenomeno da una zona ad un' altra. L'ordinanza non tiene in nessuna considerazione il bisogno di aiuto che spesso ci viene lanciato dalle vittime stesse, né fornisce risposte a quelle donne, il più delle volte straniere che arrivano in Italia spinte dal desiderio di cambiare in meglio la propria vita e si trovano costrette sulla strada. Credo che una iniziativa volta davvero a contrastare questo triste mercato debba prevedere una serie di momenti e di opportunità, a cominciare da quello, fondamentale, dell'ascolto per arrivare a un sostegno concreto, a una protezione reale, perché solo così le donne non si sentiranno rifiutate e avranno anche la forza di denunciare, poiché sapranno di poter ricominciare con un percorso di reinserimento. Chiedo all'Amministrazione Comunale, all'Assessore alle Politiche Sociali, di attivare una rete, un protocollo d'intesa con la Provincia di Chieti, la Questura, l'Arma dei Carabinieri e con tutti i Comuni dell'ente d'ambito n.28, con l'Azienda Sanitaria e con tutti i soggetti del terzo Settore. E' fondamentale lavorare in sinergia e con obiettivi condivisi. Auspico l'istituzione di un tavolo permanente di discussione e di confronto per condividere così' un'unica piattaforma di azioni e di interventi nel rispetto delle norme vigenti. Si potrebbe anche partecipare all'Avviso pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità, che prevede (ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2016) un Bando per il finanziamento di progetti attuati a livello territoriale finalizzati ad assicurare, in via transitoria, ai soggetti destinatari adeguate condizioni di alloggio, vitto e assistenza sanitaria e, successivamente, la prosecuzione dell’assistenza e dell’integrazione sociale.-

E' necessario, se si vuole contrastare la prostituzione, mettere in campo azioni mirate e soprattutto rispondenti a un programma di assistenza e di integrazione. L'adesione al bando delle pari opportunità per i progetti territoriali di assistenza è il primo fondamentale passo di un percorso non facile ma che può iniziare con il piede giusto. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato perché il più delle volte a spingere una donna sul marciapiede non sono le disperate condizioni economiche, ma la violenza e la malavita organizzata.

 

Il clima sembra rivolgersi ad un passato buio, parliamo degli anni 70,  dove le coalizioni di estrema destra e di  estrema sinistra si sfidavano lungo le vie della città e le azzuffate non mancavano. Lo scorso anno furono i ragazzi de Forza Nuova ad accusare quelli di schieramenti di sinistra di aver aggredito un loro iscritto in zona Santa Chiara a Lanciano, oggi è Zona 22 ad accusare senza mezzi termini Casa Pound e lo fanno a mezzo stampa. Per correttezza riportiamo il comunicato giunto in redazione ed anche la riposta di Marco Pasquini, responsabile di Casa Pound Lanciano,  che respinge le accuse mosse al suo gruppo il quale, a suo parere è l’unico ad impegnarsi concretamente, nel sociale e non, in  città. Abbiamo chiesto a Pasquini se intende procedere con una formale querela nei confronti di chi li accusa apertamente, ma secondo il responsabile di Casa Pound si tratterebbe solo di una perdita di tempo per una  comunità che ha lo scopo di aiutare e non perdersi dietro a beghe senza fondamento.

Questo il comunicato di Zona 22 che vi proponiamo in maniera integrale.

Come la malerba che non muore mai e torna ad infestare le strade. Come un germe, un virus che pensi di aver curato, ma che poi torna a costringerti a letto. Così, dopo mesi di silenzio, anonimato e dimenticatoio, Casapound Lanciano torna a farsi sentire nella maniera in cui ci aveva abituato, la peggiore: con la violenza e la prevaricazione.

Alessandro lo conosciamo bene. E' uno di quei ragazzi che decide disinteressatamente di impegnarsi per gli altri. L'abbiamo visto al nostro fianco nella battaglia contro Ombrina, nei cortei studenteschi, nelle battaglie per i diritti civili e per la parità di genere, l'abbiamo visto alle nostre feste, ai nostri eventi, e nelle quotidiane piccole lotte di ognuno di noi. E' uno di quelli che decidono di prendersi una responsabilità anche quando potrebbero guardare dall'altro lato.

Qualche giorno fa Alessandro è stato aggredito. Ha riportato un trauma cranico, una prognosi di dieci giorni, oltre che svariate lesioni ed ecchimosi al volto. L'hanno picchiato in cinque, senza dargli neanche il tempo di reagire, colpendolo alle spalle e accanendosi sulla sua faccia e sulla sua testa con calci, pugni e sputi. Da vili e da codardi. Quando gli amici di Alessandro sono riusciti a fermarli, lo hanno lasciato a terra, con la faccia sporca di sangue e il fiato spezzato. E' successo alla Stazione Vecchia, in quel momento piena di persone, di ragazzi e ragazze, che magari hanno visto, e che di sicuro avrebbero potuto fare qualcosa. In sottofondo c'erano gli spari della nottata di Lanciano. Forse coprivano il rumore delle grida e delle botte, fatto sta che Lanciano era con lo sguardo in su e oltre ai due amici, accorti quasi per caso, Alessandro se l'è dovuta vedere da solo contro cinque. "Antifascista di merda" è l'ultima cosa che si è sentito dire.

Quelli che l'hanno picchiato sono esponenti di Casa Pound Lanciano, quelli che si sono candidati alle elezioni comunali nella coalizione democristiana di Tonia Paolucci, quelli che solo nell'ultimo anno: hanno picchiato un minorenne ad una festa d'istituto, hanno minacciato e circondato in venti la casa dove un nostro compagno di Zona Ventidue abitava con la compagna; quelli la cui reputazione si basa sulla violenza, sul timore che ne consegue, e sull'omertà che li nasconde. Alessandro però li ha riconosciuti, e alla fine ha deciso di denunciarli.

Pubblichiamo questa storia per due motivi: il primo è che ci siamo stancati ogni volta di dover ricordare alla comunità, ma soprattutto agli amministratori, che razza di pericolo rappresenti Casapound. Li abbiamo smascherati quando fingevano di essersi rabboniti, abbiamo dimostrato quanto la loro idea politica fosse nociva oltre che idiota, abbiamo cercato di informarvi, spiegando che hanno gli stessi comportamenti squadristi in ogni contesto, in ogni Città, e che quelle che vediamo a Lanciano sono pratiche che si ripetono sistematicamente ovunque ci sia una sede di Casapound; l'abbiamo fatto facendo cultura, con il mese della Resistenza, con la rimozione dei fasci littori dal Teatro e con tanti altri eventi; l'abbiamo fatto facendo politica, portando avanti un'idea antifascista, antirazzista ed antisessista di società, e arrivando a proporre all'amministrazione una delibera in cui si vietasse l'occupazione di spazi pubblici alle organizzazione neofasciste a Lanciano. Torniamo a rinnovare questo invito all'amministrazione, affinchè alle chiacchiere seguano i fatti. Speriamo che questa sia la volta buona per essere ascoltati.

Il secondo motivo è che troppe volte violenze come questa sono rimaste nascoste e impunite. Troppe storie abbiamo sentito senza poter reagire perchè chi era vittima aveva paura di diventarlo di nuovo. Troppe volte non abbiamo agito perchè ci hanno chiesto, per timore, di non farlo.
La scelta di Alessandro è una scelta coraggiosa che speriamo possa essere di esempio e di avvertimento per altri ragazzi e ragazze che hanno subito o stanno subendo ma hanno paura di reagire. Perchè il prossimo a trovarsi a doversi difendere da solo contro cinque, sappia che alle spalle ha una comunità forte e coesa che non ha paura di rispondere. Perchè alla fine, non ci siano più violenze e violenti.

Questa la risposta di Casa Pound che parla di “farneticazioni” senza senso.

GLI ANTIFASCISTI RICOMINCIANO A FARNETICARE

Siamo stufi di questi attacchi meschini e infamanti, siamo stufi di quattro universitari viziati che sognano una rivoluzione inesistente, siamo stufi di dover leggere comunicati diffamatori ogni qualvolta che questi individui tornano dalle loro topaie sparse per l'Italia.

Non è un caso che in seguito alla nostra azione di ieri dove c'è stata una gran risposta positiva da parte della cittadinanza, gli antagonisti nostrani hanno ripreso a piagnucolare uscendo pubblicamente con un comunicato su una della loro pagine.

Oltre al completo distaccamento dalle azioni riportate nel comunicato, scritto con molta fantasia come al solito, nella serata di ieri è stato affisso uno striscione discriminatorio nei nostri confronti sull'impalcatura della cattedrale della Madonna del Ponte.

Lo striscione è stato prontamente rimosso ma non sono mancati gli affronti dei presunti paladini della resistenza, che a quanto pare non aspettavano altro che una nostra reazione alla loro stupida e incomprensibile provocazione, reazione che non c'è stata non essendo assolutamente nel nostro stile e nel nostro modo di operare.

Nel comunicato inoltre viene detto che "dopo mesi di silenzio, anonimato e dimenticatoio" siamo tornati a far parlare di noi nel peggiore dei modi.

Probabilmente si riferiscono alle nostre attività sociali impossibili da contrastare, come la raccolta e la distribuzione alimentare per i cittadini italiani in difficoltà, per le nostre riqualificazioni delle aree verdi frentane, per le nostre iniziative con i commercianti cittadini, per i servizi gratuiti come lo Sportello Lavoro, per gli incontri culturali da noi portati avanti, per le ripetizioni scolastiche gratuite nella nostra sede, per le iniziative a difesa degli studenti del Blocco Studentesco nelle scuole e fuori come l'ultimo mercatino del libro usato.

Queste sono solo alcune delle attività che Casa Pound Lanciano porta avanti quotidianamente per la propria città, a differenza di qualcuno che per fare politica deve inventare storielle da quattro soldi senza fondamento alcuno

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lanciano, nel corso di specifici servizi di prevenzione e controllo del territorio opportunamente predisposti dal Comando Compagnia, nel tardo pomeriggio di ieri hanno denunciato in stato di libertà per furto aggravato  due stranieri, un ucraino ed un polacco, entrambi 30enni  e residenti a Lanciano. 

I militari, allertati dal proprietario del supermercato ad insegna TODIS, sono prontamente intervenuti bloccando i due stranieri, precedentemente segnalati dal personale addetto alla sorveglianza dell’esercizio, mentre tentavano di superare le casse occultando una borsa che avevano riempito con generi alimentari vari, per un valore di circa 250 euro. Accompagnati in caserma per ulteriori accertamenti sono stati denunciati mentre la refurtiva è stata restituita al titolare del supermercato