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E’ avvenuto tutto in pochi minuti ed in un orario dove il centro commerciale Pianeta di Lanciano era pieno di clienti. Quattro malviventi, uno aspettava in auto, una x5 bianca, altri con i volti coperti da passamontagna e fucili i pugno. Passo deciso – li ho visti entrare- racconta la commessa del negozio per bambini all’ingresso principale del centro- portavano dei grossi sacchi bianchi lucidi.

Uno di loro si è diretto verso il negozio di ottica “Gran Vision”, ha urlato alle due commesse di allungarsi a terra, non vi succederà nulla- ha intimato. Altri due hanno poi fatto uscire le altre due commesse del Sarni Oro, anche loro sono state rassicurate, e li in pochi istanti hanno ripulito almeno 20 bacheche, le più preziose, quelle dove per intenderci si espongono diamanti e costosi gioielli, anelli, collane ed orecchini. Sapevano quello che volevano, molto probabilmete avevano già visitato il punto vendita.

Le donne nel fuggire verso un rivenditore di gratta e vinci hanno azionato l’allarme con i fumogeni ma non è valso al nulla. I carrelli con la spesa per Pasqua erano ancora li che giravano e i rapinatori sono andati via indisturbati.

Il bottino è ingente, non sono ancora disponibili dati certi. I carabinieri di Lanciano, agli ordini del comandante Orlando e dal tenete Canale, intervenuti, stanno ancora indagando e per questo non si sbilanciano. iNtanto sono stati istituiti diversi posti di blocco e un elicottero ha sorvolato la città.

 “Mancavamo solo noi” commenta rassegnata E. A., una dipendente dipendente della nota catena di gioielli.

(Clara Labrozzi)

Assalto con il botto alle prime luci dell’alba a san Vito Paese.  Il bottino ammonterebbe intorno ai 40 e i 50 mila euro per il furto al bancomat della filiale Bper di S.Vito Chietino aperto con una carica esplosiva di notevole volume. L’esplosione  è avvenuta intorno alle 2.15 della scorsa notte. I ladri  dopo avere piazzato e fatto esplodere un ordigno nei pressi del bancomat si sono impossessati dei soldi sono fuggiti a bordo di una grossa auto (guarda il video) . La deflagrazione ha buttato giù dal letto gli abitanti ed ha anche causato seri danni strutturali ai locali della  filiale. Secondo le prime ipotesi dei Carabinieri ad operare sarebbero state almeno tre persone. I testimoni, che  ci hanno fornito il breve filmato, hanno  visto fuggire alcune persone incappucciate a bordo di un'auto scura subito dopo il colpo. L'indagine è affidata alla  compagnia dei Carabinieri di Ortona

Si è concluso con 1 arresto e 2 denunce per droga  e un centinaio di persone controllate, il servizio straordinario di controllo del territorio svolto dai Carabinieri della Compagnia di Lanciano. E’ questo infatti  il bilancio dell’attività di prevenzione sul territorio realizzata nella mattinata odierna  attraverso  il controllo di zone periferiche della città, solitamente frequentate da parte di soggetti di interesse operativo, e l’attuazione di vari posti di controllo  lungo le più importanti strade di collegamento, finalizzato a prevenire e reprimere i reati contro il patrimonio (furti, truffe e rapine) e lo spaccio degli stupefacenti.

L’attività è stata indirizzata anche al controllo “a tappeto” di diversi soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale ed a quelle di prevenzione.  Il dispiegamento delle forze in campo, coordinato dal Capitano Vincenzo Orlando comandante della locale Compagnia, ha riguardato l’impiego di 12 Carabinieri a disposizione del Nucleo Operativo e Radiomobile, intervenuto con personale in borghese. Proprio quest’ultimo personale, coordinato dal Tenente Massimo CANALE, a conclusione  di specifici servizi di osservazione realizzati anche nei giorni precedenti,  effettuavano una perquisizione presso un’abitazione di Frisa, presso la quale erano stati notati strani movimenti di persone, abitata da una coppia di giovani del luogo.  All’atto dell’accesso da parte dei militari, la donna,  in casa da sola in quel momento, tentava di disfarsi di un involucro in plastica, gettandolo dalla finestra in un giardino sottostante, ma che veniva prontamente recuperato dai Carabinieri  anche con l’ausilio del cane antidroga, fatto opportunamente fatto intervenire dal Nucleo cinofili di Chieti, e che risultava contenere 20 grammi complessivi di stupefacente, Cocaina ed eroina,  già suddivisi in dosi.

La perquisizione permetteva inoltre di rinvenire un altro grammo di Hashish nascosto sotto la rete del letto, un bilancino di precisione, sostanza da taglio e vario materiale per il confezionamento delle dosi. Il tutto è stato sottoposto a sequestro e per Lanci Maurizia,  27enne, sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti ed ora dovrà permanere in regime di arresti domiciliari presso la propria dimora in attesa del rito direttissimo.

Per lo stesso reato, nell’ambito della medesima operazione, è stato denunciato in stato di libertà un'altra persona, tale L.V., 50enne residente a Lanciano, nella cui abitazione i militari del NOR hanno trovato 5 grammi di eroina, anche questa suddivisa in dosi, che l’uomo aveva occultato in un vaso di fiori.  I controlli, altresì, hanno permesso l’individuazione di alcuni giovani, di età compresa tra i 20 ed i 30anni,  i quali, poiché trovati con modiche quantità di droga, sono stati segnalati alla competente Prefettura in qualità di assuntori. In corso ulteriori verifiche per meglio qualificare l’entità delle attività illecite individuate, nonché l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti

Spunta anche il nome di Davide Petrachi, tra le 37 persone arrestate nell'ambito dell'operazione anti droga dei carabinieri del comando provinciale di Lecce. Petrachi, 32 anni, leccese, é stato raggiunto da un provvedimento restrittivo ai domiciliari. E' stato uno dei portieri della rosa del Lecce calcio per 7 stagioni, militando anche in serie A, fino alla stagione 2014-2015 per poi giocare nella Virtus Lanciano, Martina Franca e Nardò calcio in serie D.

Quando gli indagati erano  intercettati dicevano “calcio” o “portiere” per riferirsi a lui. Tra le persone raggiunte dalla misura cautelare c’è anche un’intera famiglia di Squinzano, nell’Alto Salento.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione di tipo mafioso. Tra i reati contestati, anche detenzione abusiva di armi e di materiale esplosivoestorsione, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata.

Il gip Vincenzo Brancato ha disposto i domiciliari per l’ex calciatore , accusato solo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio.

Una profilassi di quelle ordinarie, una puntura di antibiotico per una bronchite, pochi muniti e la reazione è stata fatale ed a nulla è valsa la corsa al pronto soccorso di Lanciano per strapparlo alla morte.

Se ne è andato così, ieri pomeriggio, Filippo Marconetti, nel giorno della festa del papà, a 46 anni lasciando la moglie e due splendidi figli. In città in molti lo hanno conosciuto come uomo e persona per bene impegnato nel sociale e nell’educazione dei più giovani all’interno della parrocchia di San Pietro, negli ultimi anni poi l’impegno politico. Filippo, ricorda  il consigliere in comune Tonia Paolucci è stato uno dei fondatori di Libertà in Azione ed era stato anche candidato. La città è sotto shock.

Questa sera alle ore 21 nella chiesa di san Pietro una veglia di preghiera. I funerali mercoledì alle ore 15.

(Clara Labrozzi)

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano insieme ai colleghi della Stazione di Casoli, ieri  pomeriggio hanno dato esecuzione ad  un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Lanciano per il reato di tentato omicidio, nei confronti di un cittadino albanese domiciliato a Casoli, HAKANI BULJAN, 30enne, già noto alle forze dell’ordine per altri reati.

Il fatto risale a circa un mese fa, quando un meccanico albanese C.A., 34enne residente a Casoli, nel pieno della notte, si era presentato autonomamente presso il Pronto Soccorso di Casoli asserendo di essere caduto accidentalmente mentre stava effettuando dei lavori nella sua officina, rovinando violentemente su alcuni parti meccaniche in metallo poste sul pavimento. Poiché le ferite apparivano profonde , l'uomo veniva successivamente trasportato presso l’ospedale di Chieti e ricoverato con prognosi da valutarsi. Gli immediati accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano agli ordini del Tenente Massimo CANALE, permettevano di verificare, nell’immediatezza, che il soggetto presentava delle ferite da arma da taglio, due al torace, una al braccio e due alle gambe, assolutamente incompatibili con quanto dallo stesso raccontato all’atto del ricovero; in particolare, i sanitari accertavano che uno dei fendenti al torace era molto profondo ed avrebbe potuto provocargli anche la morte ma che, fortunatamente, si era fermato a pochi centimetri dal cuore.

Le articolate e meticolose indagini condotte dai militari della Compagnia di Lanciano diretta dal Capitano Vincenzo ORLANDO  hanno permesso una precisa ricostruzione della vicenda accertando che la vittima, la notte del 13 febbraio scorso, per futili motivi, forse anche aggravati dall’uso di alcool,  aveva  avuto un litigio  con il  suo connazionale mentre si trovava nei pressi di un bar di Casoli e che tale litigio era successivamente degenerato in una violenta e selvaggia aggressione con un coltello  durante la quale egli  aveva riportato le lesioni gravi anzidette e che avrebbero anche potuto provocargli la morte.  L’esito delle  risultanze investigative prodotte all’Autorità Giudiziaria hanno motivato il Gip del Tribunale di Lanciano ad emettere la misura cautelari a carico del colpevole ritenendo sussistenti le esigenze di cautela connesse sia alla gravità del fatto che alla sua  indole delinquenziale, quest’ultima fortemente percepita dalla vittima che, inizialmente, aveva omesso di denunciare i fatti nella sequenza avvenuta.   L’arrestato è ora ristretto presso la locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che nei prossimi giorni procederà con l’interrogatorio di garanzia.   

Apre una nuova sezione detentiva al super carcere di Lanciano e i sindacati della polizia penitenziaria hanno indetto un sit di protesta, all'esterno della struttura, per mercoledì 14 marzo, dalle 10.30 alle 12.30, in concomitanza con l'inaugurazione. In una nota congiunta Sappe, Osapp, Uil, Sinappe, Cisl, Cnpp e Cosp annunciano che non parteciperanno alla cerimonia sostenendo che "l'apertura di un ulteriore reparto detentivo con capienza di 50 posti avrà effetti devastanti sulla fruizione dei diritti del personale di Polizia Penitenziaria, ferie e riposi, nonché sull'ordine e la sicurezza dell'istituto". Manifestazione annunciata anche al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Contestualmente i sindacati hanno anche invitato alla manifestazione di dissenso l'Onorevole Matteo Salvini, "che- dice la nota - ha dimostrato di aver a cuore le condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari".

I sindacati aggiungono "a seguito della brusca scelta di interrompere le trattative per la riorganizzazione del lavoro, effettuata dalla parte pubblica in una fase delicatissima della negoziazione, ovvero mentre si discuteva dell'eventuale soppressione di posti di servizio considerati da sempre presidi di sicurezza, a fronte di un notevole aumento della popolazione detenuta legata anche all'apertura del nuovo reparto. Oltre alla previsione di un incremento del ricorso alla prestazione di lavoro straordinario programmato, non curante di tutti gli accordi che disciplinano tale materia". Nel pacchetto di protesta i sindacati hanno inoltre annunciato la ripresa, sempre da mercoledì 14 marzo, dell'ulteriore astensione dalla mensa di servizio (Protesta già effettuata dal 10 gennaio al primo marzo 2018 e sospesa per l'apertura del tavolo contrattuale). Durante il sit in gli agenti non indosseranno neppure l'abito riservato ai giorni di festa. Al supercarcere di Villa Stanazzo, a Lanciano, vi sono attualmente 135 agenti in servizio a fronte di una popolazione carceraria di 230 detenuti, anche ristretti nelle sezioni di massima sicurezza.

"Siamo vicini - afferma il coordinatore regionale, onorevole Giuseppe Bellachioma - alle rivendicazioni degli agenti, che da tempo manifestano il loro disagio per la carenza di organico all'interno della struttura detentiva frentana. Carenza che rende difficile mantenere i necessari equilibri all'interno del carcere, nonostante l'impegno e l'abnegazione quotidiana di chi lì dentro lavora".Per domani mattina, davanti al carcere, era stato organizzato un sit in di protesta di due ore, dalle 10,30 alle 12,30, in concomitanza con l'inaugurazione della sezione ma, oggi, l'amministrazione penitenziaria non ha autorizzato la manifestazione. Stessa decisione da parte della Prefettura, alla richiesta di effettuare il sit in poco più in là, sulla strada provinciale.Un atteggiamento sinceramente inspiegabile nei confronti di chi, ogni giorno, lavora rischiando in prima persona per lo Stato e per contribuire a garantire la sicurezza dei cittadini".

Anche il sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio ed il Vice Sindaco, Paolo Sisti, hanno espresso solidarietà ai sindacati della Polizia Penitenziaria

 

Non è la prima volta che in zona appaiono mega manifesti “NO Vax” ma è la prima volta che  i messaggi contro i vaccini vanno ad occupare, pagando regolarmente l’affissione spazi comunali. Parliamo della comunicazione pubblicitaria che da qualche giorno campeggia su uno degli appositi spazi in piazza D’Amico a Lanciano dal lato del Torrione Aragonese. Un messaggio tutto sommato innocuo ad uno sguardo distratto: “ Danno da Vaccino (?) se c’è rischio (?) deve esserci libertà di scelta informata e consapevole” I punti interrogativi sono nostri.
Una campagna nazionale ci dicono dall’ufficio Ica di Lanciano che si occupa della gestione delle affissioni pubbliche. La richiesta sarebbe giunta intorno a fine febbraio, la quota pagata è di 80 euro anziché 160 perché si tratta di una associazione, e rimarrà li fino al 19 marzo prossimo. Non è catalogata come pubblictà offensiva, anche se parliamo di una normativa vecchia che non contemplava certamente l’onda “no vax” che si sta abbattendo in Italia negli ultimi anni.

Tuttavia l’affissione non è passata inosservata. “Ci hanno chiamati anche dal comune, dichiara il responsabile dell’ufficio, per capire se era tutto a norma". La foto circola da ieri sul web e sono  molti i cittadini indignati che parlano di un ritorno al medioevo e ricordano quante sono le gravissime malattie che i vaccini hanno sconfitto. Una gigantografia identica è segnalata anche ad Atessa e il committente è sempre lo stesso, l’associazione Comilva, acronimo di Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione composto da  gruppi, comitati o associazioni radicate sul territorio il cui scopo è quello di ottenere la Libertà di Scelta in materia di Vaccinazioni .(C.Lab.)

Farmaci scontati ma soprattutto cure mediche immediate ed esenti da ticket. Queste le lusinghe di un noto ortopedico ortonese di 68 anni per i suoi pazienti “fedeli” che avrebbero accettato di acquistare i medicinali presso la farmacia del figlio del professionista. Il medico, in servizio presso un presidio ospedaliero della provincia teatina, ieri pomeriggio è stato sospeso dall’esercizio della sua professione per la durata di dieci mesi.

Il provvedimento interdittivo, richiesto dal PM dott.ssa Maria Domenica Ponziani ed emesso dal GIP del Tribunale di Chieti (dott.ssa Isabella Maria Allieri), gli è stato notificato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Chieti. L’uomo dovrà rispondere dei reati di abuso d’ufficio ed altro.

Gli uomini dell’Arma, al termine di articolate indagini, hanno accertato che il medico aveva indotto centinaia di pazienti ad acquistare i farmaci presso la “parafarmacia” del figlio 40enne, anche lui denunciato per gli stessi reati contestati al genitore, con un ingente danno economico per l’amministrazione della Asl oltre ad un indebito profitto per il farmacista.

La vicenda viene a galla nel 2016, allorquando il dirigente medico in servizio presso un nosocomio della provincia teatina, ortopedico con un’attività esclusivamente ambulatoriale, viene segnalato agli inquirenti poiché, in occasione di visite ambulatoriali effettuate nell’espletamento dei propri turni di lavoro, avrebbe reiteratamente consigliato ai pazienti l’acquisto di farmaci presso la parafarmacia di proprietà del figlio, promettendo in cambio uno sconto sul prezzo di vendita del farmaco ed un’immediata esecuzioni di cure specialistiche.

Gli accertamenti e l’escussione di molti pazienti ha confermato la condotta del medico ed evidenziava, inoltre, condotte omissive nei confronti di coloro che non si avvalevano della parafarmacia indicata. Sebbene, poi, il medico sia stato destinatario di un “avviso di garanzia”, ha reiterato, in violazione di precise norme, le suddette condotte, ritenute configurare l’abuso d’ufficio, con il medesimo modus operandi. Il Gip, pertanto, al fine di interrompere la sistematicità della violazione ha condiviso la richiesta del PM di applicare la misura della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio per mesi 10.

Questa mattina, a Chieti, nella sala consiliare della Provincia, HA AVUTO LUOGO la presentazione e la firma della consegna dei lavori di costruzione del  tratto compreso tra le stazioni di Gamberale e Civitaluparella della S.S. 652 - Fondovalle Sangro.  

Il completamento dell’infrastruttura, che collega Adriatico e Tirreno, è attesa da decenni, soprattutto per la logistica dell'area industriale della Val di Sangro la cui viabilità è asfissiata  dal continuo traffico di bisarche e mezzi pesanti che occupano l’intera carreggiata nel loro tragitto. L'opera, che ha un costo complessivo di 190 milioni 400 mila euro, è finanziata dalla Regione per 78 milioni di euro all'interno delle risorse del Masterplan Abruzzo mentre gli ulteriori 69 milioni di euro sono stati stanziati su impulso della Regione tramite il decreto Sblocca Italia per coprire il fabbisogno di risorse complessive.

I lavori, aggiudicati all'impresa De Sanctis Costruzioni, capogruppo della RTI aggiudicataria, prevedono l'apertura dell'opera al traffico entro il 2022. Lo sviluppo complessivo dell'opera è di 5.739 metri e si compone delle seguenti opere d'arte: una galleria naturale di 2465 metri, viadotto n.1 di  350 m, viadotto n. di  260 metri, viadotto n. 3 di 120 metri,  viadotto n.4 di 600 metri, viadotto n.5  - rampa di uscita per Gamberale di  145 metri per sviluppo totale dei viadotti pari 1 chilometro 200 metri.

L'Intervento "S.S. 652 Fondovalle Sangro - Lavori di costruzione del tratto compreso tra la stazione di Gamberale e Civitaluparella era contenuto nell'Atto aggiuntivo all'Intesa generale quadro sottoscritto il 28 maggio 2009 per un importo pari a 160 milioni e, seppur dotato di progettazione definitiva per l'appalto integrato, necessitava di un fabbisogno finanziario ben superiore alla disponibilità.

L'intervento era stato poi confermato nel secondo Atto aggiuntivo all'Intesa generale quadro sottoscritto il 10 aprile 2013. L'opera è stata poi individuata tra le priorità infrastrutturali della Regione Abruzzo. Non a caso, il 23 settembre 2015  la Regione ha sottoscritto un protocollo d'Intesa con Anas nel quale si conferisce alla realizzazione di quest'opera priorità assoluta. Successivamente, a causa di variazioni alle modalità esecutive delle opere, introdotte a seguito di compiuti approfondimenti geotecnici e geologici nelle porzioni di territorio interessate, il costo dell'opera è salito a 190 milioni di euro.

La Regione, al fine di consentire l'immediata realizzazione dell'opera, ha ritenuto indispensabile destinare, all'interno delle risorse Masterplan Abruzzo -  Patto per il Sud, l'importo di 78 milioni di euro, complementare a quello esistente pari a 112 milioni di euro, di cui 30 milioni di euro dalla legge stabilità 2013, 20 milioni 400mila dalla legge 388 del 2000 e 62 milioni di euro dal Decreto Sblocca Italia, per un totale di 190 milioni di euro. (REGFLASH)