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Il comune di Lanciano ha reso noto il settore Mobilità e Traffico ha provveduto ad ordinare la chiusura al traffico veicolare di Corso Roma per i giorni di sabato 29 aprile, domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio dalle 8 alle 20. Il provvedimento è motivato dal notevole flusso di turisti – circa 4000 solo per i gruppi prenotati – attesi nel ponte del Primo Maggio in visita alla Città e al Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano. La circolazione delle auto in Corso Roma sarà consentita esclusivamente agli autorizzati al transito della Ztl.

“Il centro storico di Lanciano in questi giorni, come per il 25 aprile, si riempirà di turisti, molti dei quali diretti al Santuario del Miracolo Eucaristico. Abbiamo il dovere di permettere alle migliaia di persone che invaderanno pacificamente Lanciano di godere degli spazi e della bellezza del nostro centro storico, in particolare nei pressi del Santuario che ospita le reliquie note in tutto il mondo. Il punto di informazioni turistiche TIME resterà aperto grazie alla collaborazione e alla dedizione dei dipendenti comunali, mentre i gruppi numerosi avranno a disposizione diverse aree per la sosta pranzo, come quella attrezzata del Polo Museale Santo Spirito”, dichiarano l'Assessore alla Mobilità Francesca Caporale e l'Assessore al Turismo Marusca Miscia.

 

Il personale del NOR della Compagnia Carabinieri di Lanciano ha arrestato 3 due persone, due in carcere e una ai domiciliari, accusate del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostano stupefacenti.

La Procura di Lanciano ha scoperto come i tre, tutti poco più che trentenni e di origine campana, dall'ottobre 2014 al dicembre 2016 hanno illecitamente detenuto e poi ceduto, a più riprese, a giovani tossicodipendenti della zona, sostanze stupefacenti, hashish e cocaina,  in quantitativi corrispondenti ad una stima di oltre 15 mila euro.

la Corte d’ Appello di L’Aquila ha confermato anche se in maniera parziale la condanna per la vicenda della Casa dell’Anziano di Lanciano per la titolare Eva Bucciarelli, 46 anni, e della figlia collaboratrice cuoca Arianna Di Tommaso.

Le due donne furono arrestate nel 2010 perchè accusate di concorso in maltrattamenti aggravati e lesioni gravi o gravissime con evento morte di due anziani ospiti. Il trunale di Lancian le condannò nel 2015 e la Corte d’Assise poi derubricò il reato in maltrattamenti semplici e abbandono di persone incapaci. La Bucciarelli fu per questo condannata a 3 anni di carcere e la figlia assolta con il medico condotto Ciro Gnagnarella, che era stato ritenuto il medico della struttura in maniera erronea.

Ieri ancora una svolta, i giudici aquilani hanno nuovamente condannato  la Di Tommaso, la figlia a due anni di reclusione, pena sospesa ritenuta il “braccio” destra della mamma, alla quale hanno confermato i tre anni, nella gestione degli anziani. Il dottor Gnagnarella è stato nuovamente assolto e tutte le aggravanti che furono contestate a Lanciano, abbandono scarsa e scadente alimentazione e nessuna prescrizione dei farmaci che si somministravano sono decaduti.

I legali delle due donne hanno annunciato ricorso in Cassazione.

 

A tre mesi dall'immane tragedia di Rigopiano le prime  accuse parlano di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose e gli indagati sono il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, il dirigente delegato alle Opere pubbliche Paolo D’Incecco, il responsabile della Viabilità provinciale Mauro Di Blasio, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il geometra comunale Enrico Colangeli.

Per Cristina Tedeschini il magistrato a capo delle indagini e Andrea Papalia l’accesso all’hotel doveva essere sgombro dalla neve e per questo fra i nomi degli indagati figurano anche quelli del sindaco di Farindola e del presidente della provincia.

Bruno Di Tommaso direttore del resort ai piedi del Gran Sasso è invece indagato per omissione del collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro e non avrebbe infatti secondo la Procura previsto il documento di valutazione del rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori della sua ditta anche il rischio di essere colpiti da una slavina.

I pm non sembrano invece aver rilevato nulla  di penalmente perseguibile nella ormai famosa telefonata delle 17.40 quando Di Tommaso confermò ai funzionari dell'unità di crisi della Prefettura che all'hotel Rigopiano non era accaduto niente di grave. Le rassicurazioni furono fatte, secondo gli inquirenti,  in buona fede.

E' divampato poco dopo le 20,30 il grosso incendio che ha interessato gli uffici del centro elaborazione dati dello stabilimento Sevel (Fca-Psa) di Atessa. I lavoratori sono stati costretti a lasciare lo stabilimento: “non si riusciva a respirare” raccontano i testimoni.

La situazione si subito presentata grave tanto che l’azienda ha per ora determinato il blocco della produzione dei veicoli Ducato ed ha deciso lo stop del terzo turno strutturale notturno.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco di Lanciano e Casoli e verso le 22,30 sono stati richiesti rinforzi da Chieti.

Al momento si ignorarano le cause del rogo.

 

E alla fine ci sono serviti i vigili del fuoco e la polizia municipale per rimuoverli. La scritta Art, all’apparenza così innocua ha avuto di certo un grande merito, che forse tanto merito non è, di far spuntare cioè come funghi esperti di arte, simboli di storia contemporanea, moti partigiani ed “orgoglio” smaccatamente fascista.

Una istallazione artistica di street art molto probabilmente dello stesso autore del bambino nel tronco d’albero in viale delle Rimembranze chissà, ci viene da immaginare, se le due opere sono collegate da un fil rouge che parte da ricordo dei morti della prima guerra mondiale e i simboli che riportarono l’Europa nel secondo conflitto mondiale.

Anno del signore 2017 a Lanciano il 25 aprile si parla di fasci littori ignorando,  quelli in questione sulla facciata del teatro Fedele Fenaroli furono rimossi proprio nel giorni successivi all’8 settembre e  furono poi fortemente voluti da che negli anni 90 amministrava la città e voleva cambiare tante cose “ridando”al teatro quei simboli che la storia invece aveva tolto.

Furono riposizionati perché li stavano, dicevano, e perché l’architettura fascista aveva immaginato il teatro così.

Primo progetto del Teatro del 1835

Un particolare però ci sfugge: ma il teatro Fenaroli non fu inaugurato la prima volta nel 1841 ( la prima opera ad andare in scena fu La dama e lo zoccolo di Fioravanti) e una seconda apertura, quella ufficiale, ci fu il 22 aprile 1847 alla presenza del Re Ferdinando II e della Regina Maria Tersa Isabella d’Asburgo. Date alla mano non ci sembra assolutamente un opera del ventennio, siamo ancora sotto i Borboni, e allora perché tanto accanimento in difesa di un simbolo se si pensa che invece nel 2000 fu abbattuta l’azienda tabacchi che era invece un opera del 1930? La storia li tolse dalla facciata del teatro  e la storia va rispettata anche nella sua evoluzione.

Una giornata che andava di certo commemorata in tutt’altro modo ricordando alla luce della situazione internazionale e con i venti di guerra che soffiano in mezzo mondo che non tanti anni fa il conflitto mondiale era dentro casa nostra. (Clara Labrozzi)

        La veglia di preghiera dei giorni scorsi

Si sono svolti oggi i funerali di Letizia Pimiterra quarantasettenne uccisa dal marito Francesco Marfisi insieme all’amica Laura Pezzella nel pomeriggio di giovedì santo.

Nella mattinata di oggi, nella Basilica di San Giuseppe, alla presenza delle autorità e di numerosi cittadini si sono svolte le esequie. Letizia lascia tre figli, una di questi incinta di pochi mesi e ferita dal padre omicida nel tentativo di bloccarlo nelle concitazione del delitto.

Un duplice femminicidio che ha sconvolto la tranquillità della città di Ortona e dei suoi abitanti i quali ancora attoniti continuano ad interrogarsi sui motivi che hanno spinto il reo confesso Francesco Marfisi a macchiarsi di un crimine così grave.

La nipote di Letizia poco prima della fine della cerimonia in Chiesa, in una lettera, ha chiesto “silenzio solo silenzio” su quanto accaduto poiché, oltre ad aver sconvolto i familiari e l’intera città, sta diventando oggetto di dibattiti e teorie assurde, ha sostenuto la donna.

Il sacerdote nel corso della sua omelia ha espresso vicinanza verso le famiglie colpite da questa immane tragedia; un pensiero simile è stato espresso anche nella giornata di ieri durante i funerali di Laura Pezzella.

Intanto Marfisi rimane rinchiuso nel carcere di Lanciano. (Giampiero Cancelli)

 

 

 

Il programma europeo “Frutta nelle scuole”, il progetto frutta, è una iniziativa introdotto dal regolamento (CE) n.1234 del Consiglio del 22 ottobre 2007 ed è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata, nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari. Nella scelta dei prodotti frutticoli si privilegeranno prodotti di qualità certificati (D.O.P., I.G.P., Biologici) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata certificata e dovranno comprovare la loro origine di prodotto comunitario al 100%. Almeno questo è quanto si apprende sul sito del MInistero delle Politiche agricole e forestali.

Fra gli obiettivi del programma quello principale è di incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini compresi tra i sei e gli undici anni di età e così giornalmente e secondo un calendario ben definito nelle scuole, ad anche a Lanciano, arrivano Arance Fragole, Kiwi, Mele, Pere, Carote, Finocchi, Pomodorino. Prodotti possibilmente feschi che i bambini mangiano, chi più chi meno, anche aiutati dalle maestre e da personale non docente che a volte si ingegna nella preparazione di spremute o taglia le mele nel caso non lo fossero già.

Questa mattina era il turno delle carote, in genere quelle baby tenere e gustose in bustine da 100 gr, e invece cosa hanno dato ad ogni bambino? 480 grammi di “carotone” da brodo una confezione a testa , tre porzioni come indicato nella confezione che francamente ha lasciato le stesse maestre esterrefatte. Certo i bambini le hanno riportate a casa, ma che messaggio si trasmette? Non si parla di educazione ad evitare sprechi di consapevolezza del mangiare il giusto?

L’episodio non è grave certo ma un quesito davvero sorge spontaneo sul come vengano selezionate queste aziende e soprattutto cosa possa far pensare che un bambino di 6 anni possa mangiare 480 gr di carote…le mamme hanno fatto scorta di carote, almeno quello! (C.Lab)

L'edizione del TG4 delle 19,30 di ieri, 19 Aprile , ha visto la messa in onda di un servizio relativo all' iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Thèm Romano ONLUS presieduta dal Prof. Santino Spinelli, in arte “Alexian”. Partendo da una notizia vera, ovvero l'organizzazione della Seconda Edizione del "Rom Summer School" a Lanciano (CH) che si terrà dal 1 all'8 Agosto 2017, la redazione del TG4 ha effettuato un montaggio del servizio volutamente denigratorio dell’iniziativa, utilizzando immagini non pertinenti, appartenenti ad altri contesti, palesando non solo lo scopo sprezzante, ma anche una completa ignoranza dell’argomento. E' quanto scrive in una nota il Prof. Spinelli che aggiunge: "Con il presente comunicato vogliamo rendere noto che stiamo valutando la possibilità di adire vie legali nei confronti dell’autrice del servizio, la Signora Simona Peverelli ed il Direttore della testata giornalistica TG4, Mario Giordano per istigazione all’odio razziale.

A fronte dei sempre più frequenti atti di razzismo, dovuti soprattutto alla non conoscenza della millenaria cultura della Popolazione Romanì, l’Associazione Thèm Romano ha ideato questa iniziativa in cui è possibile incontrare persone, e non stereotipi.

La testata purtroppo non è nuova a tali denunce sempre per disinformazione ai danni della popolazione romanì prosegue Spinelli.

Non siamo i soli a pensarla così, anche Gad Lerner si è così espresso per episodi simili: “questi servizi sono come una sorta di format televisivo assiduamente reiterato e oggi concentrato, in particolare, sull’ostilità contro rom e sinti”.

L’Onorevole Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani, che ho avuto l’onore di incontrare più volte in occasione di incontri Istituzionali a favore della Popolazione Romanì , auspica di non dover mai più assistere a: “strazi quotidianamente perpetrati ai danni dell’intelligenza e del buon gusto”.

Diffondere odio etnico è un limite che l’Ordine dei Giornalisti ha giustamente ribadito" ha concluso Spinelli.

 

 

Conclusa anche l’autopsia sul corpo di Letizia Primiterra uccisa giovedì Santo ad Ortona dal marito Francesco Marfisi che dopo ha ammazzato anche la sua amica Laura Pezzella raggiungendola in contrada Tamerete e colpendola con 50 coltellate.

La povera Letizia sembrerebbe essersi difesa poiché oltre ai 20 colpi inflitti da una lama da macellaio le hanno anche trovato tagli alle mani segno che in qualche modo, nonostante la sua corporatura minuta, ha cercato di fermare la furia omicida del marito accecato dal terrore che la donna potesse lasciarlo definitivamente e convinto che le due donne avessero una relazione.

L’esame autoptico eseguito dal medico legale Pietro Falco hanno evidenziato lacerazioni mortali a livello cardiaco e polmonare. I funerali di Letizia avranno luogo venerdì 21 alle 9,30 nella parrocchia di san Giuseppe dopo aver sostato davanti al civico 6 di via Fiume per permettere a chi volesse di dare l’ultimo saluto alla povera donna.

Le esequie di Laura si sono invece svolte questa mattina e nell’omelia di Don Giovanni Toglo il pensiero ai figli piccoli della vittima che erano presenti in casa nel momento della tragedia e ai quali nessuno potrà ridare la madre così barbaramente strappata agli affetti della sua famiglia e soprattutto dei sui bambini due vittime innocenti di un omicidio che lascia tutta la comunità ortonese sconvolta