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Come ogni anni, ormai da 31 anni, il concorso di poesia rivolto ai bambini di tutte le scuole primarie del territorio "Letterine a Gesù Bambino" torna per far riscoprire ai più piccoli il vero valore del Natale. I temi proposti, come da tradizione, sono quelli della solidarietà e dell'attenzione ai più deboli e, anno dopo anno l'animo e  le parole dei bambini hanno saputo meravigliare gli organizzatori del concorso, una commissione composta dai confratelli della confraternita San Filippo Neri che devono giudicare l'elaborato più meritevole. 

La cerimonia di premiazione quest'anno si svolgerà al teatro Fenaroli il 22 dicembre alle ore 16,30 e sarà intervallata da l'esibizione del coro delle voci bianche diretto dalla maestra Antonella Salvatore,dallo spettacolo " Canto di Natale" con Stefano Angelucci e Rossella Gesini e dall'interpretazione di poesie natalilizie a cura di Francesco Angelucci.

 

È stato presentato questa mattina nella sala consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Lanciano il programma delle "Conversazioni del Venerdì", l'iniziativa promossa dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con le numerose Associazioni culturali della città giunta alla terza edizione. La rassegna conta su 16 appuntamenti che si terranno nel salone d'onore della Casa di Conversazione di Lanciano (Piazza Plebiscito 59), a partire da venerdì 16 novembre a venerdì 25 gennaio 2019. L'ingresso a tutti gli eventi è libero.

“Quest'anno abbiamo dedicato più spazio a temi che raccontano e legano passato, presente e futuro del nostro territorio e non solo; pensiamo che l'orizzonte verso il quale accompagnare in particolar modo le nuove generazioni passi infatti attraverso le quattro T che proponiamo per questa edizione delle Conversazioni: Territori, Tradizioni, Talenti e Tecnologia. Sono queste le chiavi di lettura che abbiamo scelto per interpretare la sfida del futuro. Una sfida che riguarda non solo i giovani, ma anche coloro che lavorano nel campo dell'educazione e che ogni giorno lavorano, si impegnano e profondono le migliori energie per formare cittadini responsabili, consapevoli dei propri diritti e delle opportunità che si aprono lungo la strada. A loro il compito di coglierle, a noi quello di offrire gli strumenti per riconoscerle”, dichiara l'Assessore alla Cultura Marusca Miscia.

 

 

LANCIANO. È rivolto soprattutto alle scuole, ai disabili e alle famiglie con figli in età scolastica il “patto sociale” degli otto progetti Erasmus Plus approvati dall’Inapp a Lanciano (Chieti).

“Nei giorni in cui il programma Erasmus Plus celebra la settimana European Vocational Skills Week – afferma Giuseppina Bomba, coordinatrice tecnica dei progetti – è una soddisfazione vedere Lanciano protagonista con otto progetti che avranno un impatto sociale sul territorio”.

In queste settimane sono stati avviati gli incontri nelle scuole superiori di Lanciano, Casoli, Ortona e Francavilla al mare per selezionare i candidati che potranno partecipare ai progetti finanziati con borse di studio dall’Europa, una quota di queste è riservata a 20 disabili. I giovani studenti avranno l’opportunità di essere formati per nuove figure professionali nell’ambito dell’era digitale. Ai progetti possono partecipare anche insegnanti e formatori, che vogliano confrontarsi a livello europeo con i colleghi di altri Paesi sulle nuove frontiere della formazione.

Gli otto Progetti Erasmus approvati sono:

Back to Root – Il progetto mira a trovare soluzioni innovative per creare sviluppo nelle zone rurali e formare gli operatori del settore turistico. Partenariato: Italia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Portogallo.

MM Europe – Il progetto crea un percorso formativo a livello europeo per l’imprenditorialità nel settore culturale. Partnenariato: Italia, Spagna, Romania, Germania e Grecia.

WB-TAC – La leadership della generazione NET viene formata tramite l’accrescimento delle competenze di problem solving e creative thinking nei settori turismo, arte e cultura. Partnenariato: Italia, Regno Unito, Spagna e Romania.

Youth Disability Worker – Nasce una nuova figura professionale di sostegno, definita dall’Unione Europea, per lavorare con i giovani disabili. Partenariato: Polonia, Italia e Spagna.

Tortuous Tail – Il progetto si rivolge agli insegnanti di bambini tra i 3 e 9 anni, per la formazione continua e l’aggiornamento professionale. Partenariato: Bulgaria, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Germania.

Digital Entrepreuneurship – Ragazzi dai 13-19 anni imparano a fare gli imprenditori digitali e si confrontano con i coetanei di altri Paesi. Parenariato: Italia, Turchia e Svezia.

Empower & Transfer – È un’opportunità unica per entrare nel mondo del lavoro per ragazzi con disabilità documentata, un ponte tra scuola e professione. L’obiettivo finale è l’organizzazione di un evento culturale. Partenariato: Italia e Polonia.

Vloggers – Come diventare Social media content ed esperto di e-marketing utilizzando il tuo pc, il tuo tablet e il tuo smartphone, con stage di 6 settimane in Spagna. Partenariato: Italia, Regno Unito e Spagna.

 

Iscrizioni aperte, per informazioni www.connectabruzzo.it tel. 0872 43298.

 

Verrà presentato domani pomeriggio a Castel Frentano presso il teatro Loreto Liberati alle ore 17 e 30 il libro di Matteo del Nobile “Diari di Trincea. "La Grande guerra attraverso gli occhi e gli scritti dei castellini”. Un testo prezioso che racconta il sacrificio di tanti giovani partiti a morire per il fronte e che attraverso i loro scritti, carichi di drammaticità e purezza, hanno sacrificato gli anni migliori della propria esistenza.

L’Italia non ha avuto nel Risorgimento una sua grande insurrezione, scrive Del Nobilenella sua introduzionealtesto,  che abbia coinvolto tutta la popolazione. Nel 1861 fu costituito uno Stato unitario, ma non una società intesa come un insieme organico, e fuso, delle sue diverse componenti; in altre parole, non nacque una Patria. L’azione aggregante che diede corpo all’ “italianità”, presente in tutta la penisola da tempo immemorabile, fu costituita dalla grande guerra.

Questo libro non ha la pretesa di essere né una storia né una sintesi della prima guerra mondiale, argomento che merita ben altri studi e motivazioni, ma vuole essere un omaggio ai castellini che hanno partecipato alla prima guerra mondiale ed è giocoforza parlare di luoghi, di battaglie, dell’esercito. La loro descrizione non sarà minuziosa, didattica, ma solo necessaria e propedeutica al fine del libro.

Ho avuto la fortuna di entrare in possesso dei diari di guerra, completi, di due castellini: Alfredo Scioli, papà del compianto storico Michele, e Antonio Ferrante. I due testi sono così diversi l’uno dall’altro! Il primo è stato scritto da un laureato in Chimica, l’altro da un contadino che avrà frequentato la terza elementare. Il primo usa delle descrizioni letterarie l’altro, invece, scrive così come parlava. Che ricchezza in entrambi, che complementarietà! Alfredo Scioli e Antonio Ferrante mi hanno permesso di capire ancor meglio cosa siano stati quegli anni: aspirazioni, paure, slanci, dolori, speranze, di un’intera generazione. I loro scritti sono il valore aggiunto di questo libro e un ringraziamento va ai famigliari che ne hanno consentita la pubblicazione.

Per quanto riguarda l’argomento trattato, mi ritrovo in ciò che scrive Paolo Gaspari[1]: «C’è stato un lungo periodo della vita della nostra nazione, e forse lo è ancora, nel quale il ruolo della prima guerra mondiale è stato ridimensionato negandole il ruolo fondativo del sentimento di patria avvertito dalle classi popolari», e ancora «La grande guerra è stata la vera e unica esperienza collettiva fondatrice della patria, più delle guerre per l’unità d’Italia e della Resistenza». In effetti, il primo conflitto mondiale fu per l’Italia una quarta guerra d’indipendenza e la vera conclusione del Risorgimento.

Il sentimento di “patria” nasce quindi dalla consapevolezza del sacrificio pagato dai cittadini che hanno preceduto le future generazioni. Questo libro quindi, del resto come gli altri da me scritti, è rivolto ai giovani perché la mancanza di conoscenza conduce a una deficienza di coscienza di sé, di fierezza e consapevolezza del bene comune. La “grande guerra”, a distanza di un secolo dalla sua conclusione, può essere ancora considerata come un mito, una memoria condivisa da tutti.

Senza entrare nello specifico dell’argomento una considerazione è importante farla in prefazione. Nei due anni di guerra precedenti a Caporetto (ottobre 1917) si era realizzata la prova di un esercito, quello italiano, che era andato costantemente all’attacco in posizioni di netta inferiorità. Guerra di logoramento, la nostra, contro un esercito, quello austro-ungarico, addestrato a compiere la guerra di difesa sulle posizioni di confine con l’Italia. È come se ci aspettassero da tempo! Poi arriva Caporetto, un episodio che avrebbe annientato le fibre di qualsiasi altro esercito, ma non di quello italiano.

«C’è un epos di Caporetto. Un epos che riguarda i quindici giorni della ritirata al Piave e soprattutto fino al Tagliamento.

Epos di un esercito sconfitto, in ritirata caotica, senza mezzi, che tuttavia impegna decine di combattimenti in almeno tre vere battaglie […] L’azione generosa di ufficiali subalterni e di loro reparti nei giorni di Caporetto non è entrata a far parte dell’esperienza, della memoria storica di una popolazione».

Questo libro, a un secolo dalla conclusione del primo conflitto nazionale, è un omaggio alle gesta eroiche di tutti quei castellini che hanno partecipato alla grande guerra. La storia è narrazione e conoscenza, e la narrazione dei fatti ha come obiettivo quello di gettare un ponte tra passato e presente

L'Assessorato alla Cultura del Comune di Lanciano ha pubblicato l'avviso finalizzato a raccogliere le idee progettuali per la realizzazione di un albero di Natale ecosostenibile da installare in Piazza Plebiscito durante le prossime festività natalizie.

Dopo l'abero "senziente" relaizzato con bancali reciclati e che si accendeva di emozioni colorate tramite un'app arriva il secondo avviso avviso pubblico, consultabile al link www.bit.ly/avvisoalberonatale2018 . Il concorso di idee  è rivolto ad artisti, imprenditori, istituti scolastici, associazioni ed altri organismi pubblici o privati, anche in forma associata ed intende promuovere attività che possano contribuire a consolidare un modello culturale fondato sulla sostenibilita? ambientale dell'intervento artistico.  Le idee progettuali dell'albero di Natale 2018 – di diametro minimo di 6 metri ed altezza minima di 10 metri, illuminato a led - vanno inviate entro le ore 12 del prossimo 12 novembre; la domanda di partecipazione, eccola, 

(www.bit.ly/modellodomandalberodinatale2018) va inviata con tutta la documentazione allegata richiesta, elencata all'articolo 5 dell'avviso. L’Amministrazione si impegna a rimborsare le spese per la realizzazione dell'Albero, per un importo totale non superiore a 3.500 euro (iva compresa) che sarà finanziati tramite le sponsorizzazioni individuate con apposito avviso pubblico consultabile al link http://bit.ly/sponsoralberodinatale2018. Le proposte saranno valutate entro il 19 novembre dalla commissione che individuera? l'aggiudicatario secondo i criteri di valutazione indicati nell'avviso all'articolo 7. L'Albero di Natale dovrà essere installato entro il 6 dicembre 2018 e rimosso entro l'8 gennaio 2019.

“L'Assessorato che mi onoro di guidare ha avviato sin dal primo giorno un percorso di partecipazione nelle scelte, che intende coinvolgere i cittadini in tanti momenti della vita culturale della città. La nostra Amministrazione prosegue dunque nel percorso avviato lo scorso anno con il concorso di idee per realizzare l'Albero di Natale ecosostenibile: si tratta di un'operazione culturale dall'alto valore ambientale, che ha come principale obiettivo quello di stimolare e coinvolgere la cittadinanza nel farsi parte attiva nella realizzazione di un simbolo così importante. Un simbolo che possa unire la comunità della capitale d'Abruzzo per la difesa dell'ambiente intorno a sentimenti e valori positivi, da comunicare attraverso idee innovative che facciano riflettere tutti sulla bellezza del Natale e al contempo sulla necessità di salvaguardare l'ambiente e il creato, anche e soprattutto alla luce degli ultimi, allarmanti, dati sul riscaldamento globale diffusi lo scorso 8 ottobre dal Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC). Invito tutti coloro che hanno a cuore questi temi a partecipare al concorso di idee e a dare il proprio contributo per realizzare un Albero di Natale che sappia riscaldare esclusivamente i cuori”, dichiara l'Assessore alla Cultura Marusca Miscia.

Una denominazione antica per una Fiera che parla di Storia, Cultura, Arte. Il massimo splendore di Lanciano è raggiunto tra il XII e il XV secolo grazie allo sviluppo delle Fiere, le “ Nundinae” romane che si tenevano nei primi mesi dell’anno sul Colle della Selva (Lanciano si sviluppa su tre colli) dove sorgeva il Tempio dedicato ad Apollo. Lanciano era infatti conosciuta sin dall’epoca romana per la sua straordinaria vocazione commerciale e mercantile, garantita da una favorevole posizione geografica e dal ruolo primario che riuscì a ricoprire nell’ambito di quelle attività di scambio, che grazie alle sue fiere, organizzate due volte l’anno (maggio-settembre), la mettevano in contatto con mercanti e culture provenienti non solo dall’Europa, ma addirittura dall’Istria e dall’Oriente. In questo intreccio di culture e religioni si sviluppano molti mestieri: funai, agorai, vetrai, calzolari. Questo incontro di popoli permette di sviluppare e avvicinarsi alle Arti più nobili Scultori, Pittori, Costruttori arricchiscono la città di luoghi di culto tra cui Santa Maria Maggiore che oggi è un monumento nazionale. Tra i bellissimi monumenti della città spicca la cattedrale della Madonna del Ponte, costruita sul vecchio Ponte Diocleziano: la si può sicuramente annoverare tra le principali chiese d'Abruzzo.

La decisione di edificare una chiesa in onore della Vergine venne presa nel 1389; chiamata in origine Oratorio di Maria SS. dei Ponte e poi Santa Maria delle Grazie. Tra il '700 e l'800 fu completamente ristrutturata in stile neoclassico, su disegno di Eugenio Michitelli. E proprio in considerazione della storia della città e del suo importante patrimonio artistico e architettonico che il Presidente di Lancianofiera Franco Ferrante ha scelto di far svolgere la quarta edizione di “Nundinae”, in uno dei luoghi più suggestivi, nel cuore della vecchia Lanciano, negli spazi del Parco delle Arti, alle Torri Montanare. Una decisione pienamente condivisa dall'Arcivescovo della Diocesi Lanciano-Ortona Mons Emidio Cipollone. “Nundinae” più che una fiera è un “Cammino” speciale tra arte, storia, cultura e artigianato. Un percorso affascinante alla scoperta e alla riscoperta di bellezze che il tempo non ha mortificato, di mestieri antichi che conservano intatto il loro fascino e riescono ancora a incuriosire, a catturare l'attenzione. Negli stand allestiti con cura ci saranno opere in bronzo, in vetro, in legno e anche qualche pezzo particolare realizzato con la pietra della Maiella, tutte dedicate all'arte sacra. Nel corso delle tre giornate (26, 27 e 28 ottobre) sono previsti momenti di incontro e di approfondimento, ma anche alcuni concerti, perché la musica è una delle massime espressioni artistiche. Uno di questi appuntamenti si annuncia particolarmente emozionante ed è previsto sabato 27 nella chiesa di Santa Giovina. “E' una rassegna davvero particolare ma non è per un pubblico ristretto, anzi mi auguro siano in tanti a cogliere l'occasione di saperne di più sulla nostra storia, sulla nostra arte e sugli antichi mestieri – commenta il Presidente di Lancianofiera Franco Ferrante – In un'epoca in cui imperano le tecnologie, impazzano i social, tornare a vivere un'atmosfera diversa, caratterizzata da una spiritualità che ormai appartiene a pochi, è sicuramente positivo. La scelta di portare questa Fiera in uno degli angoli più belli di Lanciano a pochi metri dal Museo Diocesano credo sia stata giusta, le nostre rassegne mirano soprattutto a creare rapporti costruttivi tra la domanda e l'offerta, qui non ci sono aziende commerciali, ma artisti e artigiani e il ruolo della Fiera è ugualmente importante, non solo perché Nundinae affronta argomenti che inducono alla riflessione, ma perché svolgiamo attraverso questo speciale evento una efficace azione di promozione della nostra città e delle sue notevoli risorse”.Intervista a Mons. Cipollone

LANCIANO. Maria Golato, lancianese e direttore dell’unità operativa di Patologia clinica della Asl Lanciano Vasto Chieti è la prima donna alla guida della Società scientifica della medicina di Laboratorio. La dottoressa Golato, infatti, è stata eletta presidente della Sipmel, Società italiana di Patologia clinica e Medicina di laboratorio nel corso del Congresso nazionale in svolgimento a Catania. Da anni impegnata in attività di ricerca sul fronte ematologico ed autrice di numerose pubblicazioni, ha contribuito anche alla costruzione di percorsi sull’appropriatezza diagnostica e di nuovi modelli di organizzazione in ambito ospedaliero. Nel corso dell’intervento congressuale, la dottoressa Maria Golato ha richiamato l’importanza di alcuni punti che caratterizzeranno il suo mandato, della durata di tre anni: ridefinizione del ruolo della Medicina di laboratorio alla luce delle nuove tecnologie, grande spazio all’attività scientifica e ai gruppi di studio, formazione agganciata a nuove tematiche, collaborazione con istituzioni, università e altri partners. “Ringrazio il Consiglio per la fiducia che mi ha accordato - ha affermato la Golato durante il suo intervento - dando prova che la nostra è una Società aperta, che guarda al nuovo facendo della questione di genere un proprio punto di forza. Dobbiamo concentrarci, tutti insieme, su tematiche centrali per il nostro settore, come lo sviluppo del digitale, l’evoluzione tecnologica, le sollecitazioni che arrivano da cittadini sempre più empowered e informati sul tema della salute. Ci attende un lavoro impegnativo, che potrà portare risultati importanti solo con un ampio coinvolgimento dei nostri professionisti”.

Raffaele Sabella, già Priore dal 2010 al 2012, è stato rieletto domenica, all'unanimità, a dirigere la Confraternita Morte ed Orazione San Filippo Neri, il sodalizio che da 400 anni è il simbolo della settimana Santa di Lanciano nella quale i riti legati della tradizione della passione e morte di Gesù Cristo sono protagoniste assolute.

Insieme a Sabella eletti nel consiglio direttivo Luca Di Loreto, Marco Perrucci e Francesco Fazi, una squadra volutamente giovane, ha dichiarato il neo Priore, che si propone di lavorare, sempre nel segno della tradizione, per rinnovare le attività della Confraternita.

Ad Angelo Lanci, per sei anni Priore, dice Sabella, tutta la mia gratitudine per l'encomiabile lavoro svolto.

Sono stati 155 i confratelli e le consorelle che domenica hanno votato, dei 260 aventi diritto, un vero successo, continua il Priore,  che dimostrano ancora una volta come la nostra fraternità sia sempre attenta e pronta a vivere a pieno ogni avvenimento che nel corso degli anni viene a succedersi. In queste settimane, nel frattempo si sta già pensando al Natale con un nuovo allestimento del presepe artistico, nel locali della Chiesa di Santa Chiara,  che i confratelli da sempre curano in maniera certosina. 

Il passaggio ufficiale di consegna avverrà nel mese di dicembre durante una cerimonia solenne. (C.Lab)

Realizzato dal maestro orafo Giuliano Montaldi, ‘I love Abruzzo’, è il nuovo gioiello dedicato alle bellezze della nostra regione. Verrà presentato sabato 27 alle 18:30 presso il museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara.

Il gioiello è frutto di una ricerca minuziosa da parte del maestro Orafo Montaldi  sulle perle archeologiche d'Abruzzo da cui trae ispirazione per le sue opere: "È per me un onore poter far conoscere a tutti I love Abruzzo il gioiello. – spiega Giuliano Montaldi - Sono arrivato a questo importante progetto dopo anni di studi e di ricerche che mi hanno permesso di conoscere a fondo i simboli della nostra regione. Grazie a questa innovativa intuizione ho potuto far ammirare e apprezzare anche a tanti emigrati e ai loro figli che si trovano oltre oceano le bellezze della nostra regione e i simboli che hanno fatto la sua storia".

 

Una denominazione antica per una Fiera che parla di Storia, Cultura, Arte. Il massimo splendore di Lanciano è raggiunto tra il XII e il XV secolo grazie allo sviluppo delle Fiere, le “ Nundinae” romane che si tenevano nei primi mesi dell’anno sul Colle della Selva (Lanciano si sviluppa su tre colli) dove sorgeva il Tempio dedicato ad Apollo. Lanciano era infatti conosciuta sin dall’epoca romana per la sua straordinaria vocazione commerciale e mercantile, garantita da una favorevole posizione geografica e dal ruolo primario che riuscì a ricoprire nell’ambito di quelle attività di scambio, che grazie alle sue fiere, organizzate due volte l’anno (maggio-settembre), la mettevano in contatto con mercanti e culture provenienti non solo dall’Europa, ma addirittura dall’Istria e dall’Oriente. In questo intreccio di culture e religioni si sviluppano molti mestieri: funai, agorai, vetrai, calzolari. Questo incontro di popoli permette di sviluppare e avvicinarsi alle Arti più nobili Scultori, Pittori, Costruttori arricchiscono la città di luoghi di culto tra cui Santa Maria Maggiore che oggi è  un monumento nazionale. Tra i bellissimi monumenti della città spicca la cattedrale della Madonna del Ponte, costruita sul vecchio Ponte Diocleziano: la si può sicuramente annoverare tra le principali chiese d'Abruzzo. La decisione di edificare una chiesa in onore della Vergine venne presa nel 1389; chiamata in origine Oratorio di Maria SS. dei Ponte e poi Santa Maria delle Grazie. Tra il '700 e l'800 fu completamente ristrutturata in stile neoclassico, su disegno di Eugenio Michitelli.

E proprio in considerazione della storia della città e del suo importante patrimonio artistico e architettonico che il Presidente di Lancianofiera Franco Ferrante ha scelto di far svolgere la quarta edizione di “Nundinae”, in uno dei luoghi più suggestivi, nel cuore della vecchia Lanciano, negli spazi del Parco delle Arti, alle Torri Montanare. Una decisione pienamente condivisa dall'Arcivescovo della Diocesi Lanciano-Ortona Mons Emidio Cipollone.

“Nundinae” più che una fiera è un “Cammino” speciale tra arte, storia, cultura e artigianato. Un percorso affascinante alla scoperta e alla riscoperta di bellezze che il tempo non ha mortificato, di mestieri antichi che conservano intatto il loro fascino e riescono ancora a incuriosire, a catturare l'attenzione. Negli stand allestiti con cura ci saranno opere in bronzo, in vetro, in legno e anche qualche pezzo particolare realizzato con la pietra della Maiella, tutte dedicate all'arte sacra.

Nel corso delle tre giornate (26, 27 e 28 ottobre) sono previsti momenti di incontro e di approfondimento, ma anche alcuni concerti, perché la musica è una delle massime espressioni artistiche. Uno di questi appuntamenti  si annuncia particolarmente emozionante ed è previsto sabato 27 nella chiesa di Santa Giovina. “E' una rassegna davvero particolare ma non è per un pubblico ristretto, anzi mi auguro siano in tanti a cogliere l'occasione di saperne di più sulla nostra storia, sulla nostra arte e sugli antichi mestieri – commenta il Presidente di Lancianofiera Franco Ferrante – In un'epoca in cui imperano le tecnologie, impazzano i social, tornare a vivere un'atmosfera diversa, caratterizzata da una spiritualità che ormai appartiene a pochi, è sicuramente positivo. La scelta di portare questa Fiera in uno degli angoli più belli di Lanciano a pochi metri dal Museo Diocesano credo sia stata giusta, le nostre rassegne mirano soprattutto a creare rapporti costruttivi tra la domanda e l'offerta, qui non ci sono aziende commerciali, ma artisti e artigiani e il ruolo della Fiera è ugualmente importante, non solo perché Nundinae affronta argomenti che inducono alla riflessione, ma perché svolgiamo attraverso questo speciale evento una efficace azione di promozione della nostra città e delle sue notevoli risorse”.Interviste