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LANCIANO. L’istituto comprensivo Umberto primo di Lanciano è l’unica scuola abruzzese ad essere finalista al concorso nazionale ‘Dal passato remoto al futuro presente’. Il concorso è promosso dall’Unesco nell’ambito dell’anno europeo del patrimonio culturale.

Gli studenti delle classi terza, sezioni A e B, assieme ai docenti Vincenzo Folchi, Donatello Gammaraccio, Sara Iachini ed Angela Stampone, avranno la soddisfazione di vedere il risultato del proprio lavoro all’interno di una mostra nazionale, allestita all’interno del museo archeologico di Napoli, che sarà inaugurata il prossimo 28 settembre. Gli studenti dell’istituto diretto da Anna Maria Sirolli, presenteranno un’applicazione per smartphone, tablet e computer pensata appositamente per aiutare il turista a orientarsi facilmente all’interno delle nostre feste, tradizioni, cibi, arte e cultura. L’app, progettata e realizzata a scuola, è accattivante, colorata, con testi brevi ma chiari e curati nei contenuti. L’idea e la successiva realizzazione ha rappresentato un nuovo modo di fruire un bene pubblico appartenente ad una comunità che si identifica, ancora e nonostante tutto, nella propria tradizione storica e culturale. La partecipazione al concorso ha spinto i ragazzi a riscoprire l’appartenenza al territorio e li ha resi orgogliosi della loro storia tanto da “riscriverla” utilizzando quelle competenze digitali che, unite ad un’idea affascinante, hanno regalato all’Umberto primo di Lanciano la grandissima soddisfazione di rientrare tra le scuole italiane i cui lavori sono stati giudicati “vincenti”. (P.D.R.)

 

L'Assessore alla Cultura Marusca Miscia ha firmato questa mattina, nella sede regionale di Pescara, la convenzione con la Regione Abruzzo per l'erogazione del contributo regionale riferibile all’anno 2017 di 50.000 euro destinato all'Associazione Il Mastrogiurato di Lanciano.

Nonostante l’edizione 2018 sia già finita da quasi un mese bisogna rispettare il crono-programma indicato dalle strutture regionali circa le modalità di erogazione dei fondi, disposti dalla delibera di Giunta Regionale del 3 agosto scorso. Il Comune di Lanciano dopo aver firmato la convenzione con la Regione ne attiverà una a sua volta con l'Associazione Il Mastrogiurato per procedere, entro un mese, all'erogazione del contributo.

La riunione tecnica sulle convenzioni tra Regione e Comunicui appartengono le Associazioni destinatarie dei contributi si è tenuta venerdì 14 settembre a l'Aquila, con la presenza del personale dell'ufficio Cultura del Comune di Lanciano; oggi l'Assessore alla Cultura Marusca Miscia ha firmato la convenzione a Pescara con la Regione. Il contributo di 50.000 euro che la Regione ha destinato all'Associazione Il Mastrogiurato per l'annualità 2017 sarà erogato con modalità diverse rispetto al passato, per via delle procedure di rendicontazione delle spese secondo i criteri previsti per i finanziamenti FSC.La Regione Abruzzo, come sottolineato dal Consigliere regionale delegato alla Cultura Luciano Monticelli, sta già predisponendo gli atti per il contributo 2018. Il Comune di Lanciano sarà il soggetto attuatore dell'intervento culturale e curerà le attività di contabilizzazione, monitoraggio e rendicontazione del progetto relativo alla manifestazione.

Quel che è certo è che arrivano si  i soldi del 2017 e che per quelli 2018 bisognerà "intavolare" tutta la macchina burocratica. Nel frattempo si programmerà il 2019 senza fondi.

“Le Amministrazioni Pupillo hanno sempre sostenuto sia economicamente che culturalmente l'Associazione Il Mastrogiurato, con contributi- ci ha tenuto a precisare l’assessore Miscia- l'inserimento della Rievocazione storica quale evento di rilevanza regionale e quindi destinataria di fondi speciali (50.000 euro annui) in una legge dedicata, al pari della Perdonanza Celestiniana dell'Aquila e della Giostra Cavalleresca di Sulmona. Gli eventi di rilevanza internazionale che l'Associazione Il Mastrogiurato è stata capace di promuovere e realizzare negli anni meritano la nostra attenzione e il sostegno convinto della Regione Abruzzo, in quanto capaci di generare un ritorno importante per la città di Lanciano e il comprensorio Frentano, non solo dal punto di vista culturale ma anche economico”,

 

 

Dai Ricordi di Guerra di Pier Andrea Brasile pubblicati sul web da Francesca Romana Brasile, vogliamo riproporvi il racconto di quelle che furono le feste settembrine all'indomani dell'8 settembre. Giorni di speranze che svanivano e che srabbero sfociate poi nella rivolta del 6 ottobre.

"Il 15 settembre, mentre Lanciano celebrava le sue feste patronali e per il Corso trento e Trieste sfilavano le contadine con i canestri in testa che recavano il “don” alla Madonna, si videro arrivare le prime pattuglie tedesche, armate fino ai denti, o meglio al cinturone, sul quale spiaccavano due bombe a mano col manico di legno.
I Lancianesi seguitarono ad interessarsi della festa, concorsero numerosi all’asta dei donativi costituiti da specialità gastronomiche e dolci ed ascoltarono in piazza i pezzi di musica suonati dalla banda. Pareva che la guerra non li riguardasse più e che i tedeschi fossero forestieri di passaggio che si erano fermati anche essi a vedere la festa. 
Dopo qualche giorno si accorsero che i tedeschi non erano dei turisti, ma vera e propria truppa di occupazione e che il territorio da essi controllato era da considerarsi nemico e come tale soggetto alla requisizione di quanto loro occorreva per il proseguimento della guerra e alla mobilitazione degli uomini validi per l’approntamento di opere difensive.
Agli ingenui che chiedevano il pagamento delle merci requisite, i tedeschi rispondevano con pesante ironia: <<Paga Badoglio>> seguita da sarcastiche risa.
Nel sud le cose precipitavano: lo sbarco a Salerno, la liberazione di Napoli, lo sbarco a termoli e la propaganda di Radio Londra con le promesse di aiuti ai partigiani che si fossero sollevati contro gli invasori nazisti, avevano cambiato l’indifferenza dei primi giorni in insofferenza, prima ed in esasperazione, più tardi. 
Ai primi di ottobre le requisizioni si fecero più pesanti: con leve di ferro facevano saltare saracinesche delle rimesse, le porte degli appartamenti lasciati dai più pavidi che avevano cercato rifugio in campagna e prendevano auto- mobili, pianoforti, macchine da scrivere, apparecchi radio e quanto riuscisse loro comodo e gradito. 
Tra l’altre.. requisizioni ce ne fu una fatta da una pattuglia che entrò nell’orologeria di Filippo Console e si fece consegnare i migliori orologi da polso che aveva, assicurando il proprietario che avrebbe pagato Badoglio. Era presente il Generale del genio Ginesio Mercadante che era in borghese. Egli si presentò al capo della pattuglia e protestò altamente per l’atto brigantesco che veniva compiuto,indegno di militari che in tal modo disonoravano la divisa. Chiese di parlare col loro comandante e di accompagnarlo da lui. I Tedeschi lo misero in mezzo e lo accompagnarono al Comando. Si sparse allora la voce che il Generale Mercadante era stato arrestato e gli sririti più eccitati entrarono in fermento. 
Tra questi ci fu mio fratello Vincenzo, scottato già da una spoliazione di utensili e di ferramenta varia. Quando seppe la notizia da un cliente, si pose in tasca una grossa pistola automatica Stayer, chiuse il negozio ed andò in piazza a vedere che cosa si faceva. Personalmente, aveva simpatia per la famiglia Mercadante, ma era spinto a fare qualche cosa per dare sfogo all’indignazione che lo gonfiava e gli rendeva difficile accudire alla vendita della sua merce. Chì sa? << Forse – pensava – se qualcuno comincia, gli altri seguiranno l’esempio e i Tedeschi staranno più a posto. 
Giunto in piazza, sali per Via dei Frentani e, all’altezza di Largo Tappia, estrasse la pistola e sparò in ari i sette colpèi del caricatore. Al rumore alcuni uscirono fuori dalle botteghe, altri vennero syu dalla piazza e si strinsero attorno a mio fratello ancora fremente. << Scappate, Don Vincenzo, scappate giù per questo vicolo, che ora verranno i tedeschi dalla Piazza>>. E lo spinsero giù per la ripida scalinata che portava a Piazza della Verdura, donde avrebbe raggiunto facilmente la casa.
Alla mamma, stupita di vederlo tornare prima del tempo, disse ormai pacato e disteso: <<Ho sentito che sparavano in piazza. Per non farti stare in pensiero, sono tornato a casa>> E andò a chiudersi in camera.
Dopo qualche ora, andò a bussare alla porta il tenente della Polizia Municipale, D’Arezzo, che pregò la Mamma e la Zia di non farlo uscire per qualche giorno. Fingesse di essere malato e consegnasse a lui la pistola, perché, se i Tedeschi avessero operato una perquisizione, poteva passare dei guai seri. Era poi prudente disarmarlo, affinché non commettesse altre imprudenze.
E infine d’Arezzo telefonò a me , perché andassi a consolare mia madre e tenessi a freno mio fratello.
Lo trovai, invece, completamente scarico e molto impaurito, talchè per due giorni se ne stette in casa a covare umilmente il suo eroico gesto di ribellione.

A questo punto devo confessare a chi legge che, nonostante il divieto di portare armi e l’obbligo di consegnarle al comando tedesco, io giravo per Lanciano con la mia Beretta in tasca, l’arma su cui avevo prestato il giuramento da ufficiale. Non volevo consegnarla ai nemici e non volevo renderla inservibile, come aveva fatto mio cugino che aveva buttato giù nel pozzo il fucile da caccia e le altre armi esistenti in casa. Ma perché portavo addosso? Se mi avessero fermato per mandarmi al lavoro obbligatorio e mi avessero perquisito , mi mettevo nei pasticci e la mia famiglia, in quelle circostanze, aveva bisogno di me… E allora? Neanche ora saprei rispondere nulla di sensato e di razionale. Volevo forse sentirmi in grado di reagire alla violenza con la violenza, se i Tedeschi l’avessero tentata su di me o su qualche altro, sotto i miei occhi".

(Foto di Vetrina Frentana)

LANCIANO/VASTO- Successo oltre ogni aspettativa e partecipazione in crescendo per la tournée latinoamericana appena conclusa dello spettacolo “Arturo lo chef in Sud America,prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con il Teatro del Sangro. 40 giorni di permanenza, 20 spettacoli realizzati, 14 città interessate e 14.000 chilometri percorsi dalla compagnia tra Argentina, Uruguay e Paraguay. Nelle importanti città di Mar del Plata (ottocentomila abitanti, oltre tre milioni tra residenti e turisti in estate) e Rosario (un milione e mezzo di abitanti, seconda città d’Argentina) sono stati conferiti i riconoscimenti di “cittadino illustre” a Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini, per il lavoro artistico svolto in Argentina negli ultimi anni.

Arturo lo chef in Sud America è un monologo teatrale liberamente tratto dalla scrittura di John Fante. Progetto scenico, testo e regia sono di Stefano Angelucci Marino, anche in scena. Collaborazione al testo e alla regia di Rossella Gesini. Le musiche originali sono di Giovanni Sabella e la scena di Filippo Iezzi.

La tournée in Argentina, Uruguay e Paraguay è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires diretto da Donatella Cannova, il Comites Rosario diretto da Franco Tirelli, l’Associazione “Famiglia Abruzzese” di Rosario diretta da Marcelo Castello, l’Associazione “Famiglia Abruzzese” di Montevideo-Uruguay diretta da Fernando Pizzuti e il Comites de Paraguay diretto da Jose Zanotti, che hanno ospitato lo spettacolo da agosto ai primi di settembre del 2018.Arturo lo chef in Sud Americaè stato presente nelle città di: Buenos Aires, Rosario, Mar del Plata, Berazategui, Montevideo (Uruguay), Assuncion (Paraguay), San Lorenzo, Casilda, Canada de Gomez, Paranà, Corrientes, Formosa, Balcarce e Chajari.

Durante la permanenza in Sud America Stefano Angelucci Marino e Giuliano Bonanni hanno realizzato due laboratori teatrali per attori professionisti sulla “Maschera” e sulla “Commedia dell’Arte” italiana. Queste attività, promosse dall’organismo teatrale “Mask”, sono state effettuate a Buenos Aires (Teatro Santos 4040) e a Rosario (Teatro Plataforma Lavarden). Questi incontri sono stati incentrati sulla potenza espressiva della Commedia dell'Arte e dei suoi personaggi, che hanno partecipato alla fondazione e divulgazione a livello mondiale del teatro moderno occidentale, e che riescono a sensibilizzare, nell’attore, l’uso completo delle proprie potenzialità espressive.

Con grande ironia e semplicità nello spettacolo si racconta la passione per i fornelli, l’arrivo a Los Angeles, i primi amori, i colleghi e la dura vita di cucina. Quindi l’arrivo a Buenos Aires, le vittorie e le sconfitte sulla strada del successo. Arturo in famiglia sente scoppiettare l’idioma abruzzese, idioma che tra i componenti adulti del “clan“ spesso rappresenta il mito dell’origine, il rifugio salvifico, l’identità ri-affermata, mentre per lui, per il giovane cuoco oramai pronto alla conquista del mondo significa solo emarginazione e disprezzo.

Ha scritto il critico Paolo Verlengia dello spettacolo: “C’è in effetti più del mero intrattenimento da one-man-show nel progetto di Angelucci Marino, in cui le dimensioni di micro e macro e si incrociano ripetutamente: globalizzazione e territorialità, letteratura e cabaret, spettacolo ed emigrazione. Ma soprattutto, la veste della comicità viene usata per raccontare e dissimulare la parabola della finitezza umana che si sublima all’inseguimento donchisciottesco dell’utopia”.

 

LANCIANO- Sonia Albanese nativa di Ortona, come il fisico Tazio Pinelli, Frentano d’oro 2004, è la seconda donna, ma non per ordine di importanza, a ricevere il Frentano d’oro. Dopo la prof. ssa Alberta Campitelli storica dell’arte (Frentano d’oro 2013), l’ambito riconoscimento le sarà conferito il prossimo 29 settembre, con una cerimonia di consegna in programma al teatro Fenaroli alle ore 18.00. Il premio istituito dall’omonima associazione su intuizione del presidente, ragionier Ennio De Benedictis, nel 1998, è giunto quest’anno alla XXI edizione. Sonia Albanese è apparsa emozionata questa mattina, nel corso della conferenza stampa di presentazione del premio.  Prima in Italia, ad aver eseguito un trapianto a cuore aperto nel 2001 coadiuvata da un’equipe di sole donne, tiene a rimarcare l’importanza del legame con la sua terra, l’Abruzzo e i valori che le sono stati  inferti dalla sua famiglia, valori che le hanno consentito di percorrere una carriera ricca di successi, una strada in salita, molte volte fatta di ostacoli, che è riuscita a superare, affermando la sua professionalità con passione e grande umanità e dimostrando attaccamento ad un lavoro il più delle volte considerato sola prerogativa maschile. “Sono trent’anni che non vedevo il Dono che mi  riporta alle nostre origini, agli abruzzesi, alla loro volontà, alla loro fierezza – non mi aspettavo questo riconoscimento -  afferma la Albanese - voglio ringraziare per questo Ennio De Benedictis, perché da sempre considero questo riconoscimento, come il premio per un popolo che non  si arrende e non abbassa la testa”.  Non è solo il medico a parlare ma una donna tenace, attenta alla formazione dei giovani, esperta in management, che tiene alla salvaguardia della sanità italiana e soprattutto alle pari opportunità. “ Mi sono sempre mossa pensando che non esistesse il genere, nell’accezione quotidiana il femminile è diventato molto trash ma cerco di combattere questo atteggiamento, nella vita e nel lavoro.” E un pensiero sul femminile è anche quello rivolto alla Albanese dall’assessora alla cultura Marusca Miscia “Sono molto felice che per la seconda volta questo premio torni a parlare al femminile, e che lo abbia fatto scegliendo la data del Dono che è la festa dedicata ad una donna, alla nostra amata Madonna del Ponte.”  Parole di stima e grande apprezzamento invece, quelle rivolte dal primo cittadino Mario Pupillo all’organizzatore del premio: “Ennio De Benedictis   è l’esempio di come il premio Frentano d’Oro, riesca a valorizzare la cultura e le risorse del nostro territorio”. Il riconoscimento infatti viene assegnato dal comitato dei garanti (ex premiati), che ogni anno opera la selezione dei curricula dei candidati ad una persona della frentania, ancora in vita, che si è resa benemerita in ambito nazionale ed internazionale nel campo delle scienze, della cultura, dell’arte, dell’economia, dando lustro e prestigio alla sua terra natia. “Quest’anno abbiamo voluto assegnare il nostro premio  ad una donna  che ha svolto la sua attività  mettendo sempre al primo posto l’impegno etico e sociale nel rispetto dell’altro. Il nostro intento –continua- Ennio De Benedictis, presidente dell’associazione culturale Il Frentano d’Oro - è prevalentemente filantropico; l’obiettivo è conservare con atti tangibili, la memoria delle persone che hanno onorato la nostra terra nei suoi valori più nobili ed elevati dal punto di vista intellettuale, morale, professionale, e in quest’ottica la dottoressa Albanese ci è sembrata la candidata ideale, meritevole di ricevere il Frentano d’oro 2018”.

 

La Dott.ssa Sonia Albanese è nata a Ortona (Ch) il 5 marzo 1958, coniugata nel 1991, ha un figlio ed è attualmente, a 60 anni, Cardiochirurga pediatrica presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna con lode nel 1982 e sempre qui ha conseguito le specialità in Chirurgia Generale (1987) e  Cardiochirurgia (1992).  Il suo training di formazione è avvenuto a Parigi, Bruxelles e a San Francisco, California.

E’ stata la prima donna ad eseguire il trapianto cardiaco in Pediatria in Italia nel 2001.

Splendidi e di grande valenza sono i suoi risultati nel campo professionale, politico e sociale, che elenchiamo per date.

1996 – 1997: attività accademica come Ricercatore confermato presso l’Università di Bologna e Professore a contratto.
1998-2000: rappresentante nazionale dei Giovani Cardiochirurghi Italiani.
1998 – 2010: referente qualità per la Cardiochirurgia e docente nell’ambito del Dipartimento di Bologna.
2008 – 2009: ha partecipato al progetto Qualità “Baby Heart” Nazionale come referente dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.
2008 – 2014: Consigliera al Tavolo Pari Opportunità del Ministero del Lavoro (Ministri Sacconi-Fornero);
2009-2011: Vicepresidente e poi Presidente della Sezione Italiana di Cardiochirurgia Pediatrica.
2010 – 2014: Responsabile Gruppo qualità ospedaliera del Dipartimento di Cardiochirurgia e Cardiologia Pediatrica Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
2012: referente con il Ministero della Sanità per il Progetto Nazionale Qualità “Baby Heart” .

Dal 2017 ha la responsabilità per la Cardiochirurgia delle Aritmie presso l’Ospedale Bambino Gesù.
Vincitrice nel maggio 2017 del concorso per Unità complessa di Cardiochirurgia pediatrica presso l’Arnas (Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione) Civico di Palermo.
Ha conseguito presso l’Università Bocconi di Milano il titolo di Manager Sanità EMMAS (Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie e Socio-Assistenziali) e Abilitazione a Dirigente di Struttura Complessa ed è uno degli esperti
nazionali Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) iscritti all’Albo degli esperti e dei collaboratori area 6.
Revisore scientifico per conto della Società Italiana di Cardiologia Pediatrica. 

E’ membro attivo della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca e della European Association for Cardio-thoracic Surgery e della Società Sympios (System for Market BIOeconomy Solution).

Rappresentante Nazionale Zonta International (organizzazione mondiale di servizio costituita da donne preminenti negli affari e nelle professioni che lavorano insieme per migliorare le condizioni della donna nel mondo) con attività dal 1987 ad oggi ricoprendo cariche sempre più importanti: attualmente è Direttore Internazionale e Membro del Nominating Committee Internazionale per il 2018-2020.
Co-fondatrice del Gruppo Donne e Media (rispetto dell’immagine del femminile nei media e televisione).

La Dr.ssa Albanese ha partecipato in veste di moderatore (8), docente (13), relatore (25) ad un totale di 82 congressi e 19 corsi nazionali ed internazionali ed è Autore di 80 articoli scientifici e 12 capitoli di libri.

La sua casistica personale consta di circa 3.000 interventi di chirurgia del bambino e dell’età evolutiva in pazienti portatori di cardiopatie congenite ed acquisite eseguiti come primo operatore dal 1998 ad oggi, ivi inclusi trapianti di cuore ed impianto di sistemi di assistenza meccanica cardiocircolatoria e chirurgia delle aritmie.

Da ricordare ancora premi e riconoscimenti:
1982: Borsa di Studio Ministeriale per la Chirurgia Generale;
1991:  Borsa di Studio del C.N.R.;
2003: Premio Paul Harris Abruzzo alla carriera per la prima donna ad avere eseguito un trapianto cardiaco pediatrico, anno 2001;
2005: responsabile della “Qualità” del Dipartimento Medico-Chirurgico della Cardiologia fino al 2012;
2015: Premio Chiara Lubitch Città di Manfredonia VI Edizione per la competenza professionale e l’umanità e Premio Zimei alla Professionalità;
2017: Premio Città di Ortona alla Professionalità .

 

Caligola e l'attaccapanni” è il singolare titolo del libro di Angelo Orlando, già senatore e consigliere regionale di Rifondazione Comunista, docente di filosofia, da qualche anno in pensione. Brillante, ironico, a volte dissacrante, acuto, obiettivo e lucido nelle sue analisi, profondo conoscitore dei problemi dell'Abruzzo e del territorio Angelo Orlando fa parte di quella cerchia sempre più ristretta di politici ed ex amministratori che non hanno mai parlato per “sentito dire”, che mai si sono rivolti alla pancia della gente, che mai hanno cercato di strumentalizzare proteste e malesseri, al contrario, sono sempre stati mossi da uno spirito critico. E quello dell'ex senatore è sempre stata una critica costruttiva e intelligente, purtroppo il più delle volte inascoltata. “Non c'è politica senza cultura” ha ribadito spesso con convinzione e questo libro che già dal titolo, per non parlare del sottotitolo- “miserie senza splendori della politica senza cultura”- apre a una serie di riflessioni, favorisce il confronto su temi mai superati e mai completamente risolti. Superfluo dire che nonostante le 400 pagine di testo, il libro si legge animati non solo dalla curiosità per l'argomento ma anche per la fluidità della scrittura, arguta, ironica, provocatoria. Nessuna retorica, nessun insegnamento cattedratico, né la pretesa di inviare messaggi più o meno evidenti, solo il desiderio di raccontare e fare una analisi da un punto di vista privilegiato e mai banale.

Il libro edito da “Edizioni Menabo', sarà presentato a Lanciano, lunedì prossimo 10 settembre alle 18.00 nella sala del Caffè ai Portici. L'ex parlamentare ha scelto di stare tra amici, in un ambiente accogliente ma informale e saranno proprio due amici il dott. Salvatore La Manna e l'architetto Domenico La Farciola a parlare del lavoro di Angelo Orlando. In linea con lo spirito libero dell'autore, sarà di certo una presentazione originale che catturerà l'attenzione di molti.

 

 

 

 

 

Dopo un mese, con tantissime ragazze e signore, 27 in tutto,  che hanno aderito inviando la propria foto all’associazione Il Mastrogiurato, oggi, rendiamo note quelle che sono le 8 vincitrici scelte  per vestire il ruolo prestigioso di Prima e Seconda Dama di quartiere. Il concorso, giunto alla sua terza edizione, sta dando grande soddisfazione all’organizzazione del Mastrogiurato che è riuscita a pieno a far capire come indossare i panni medievali della rievocazione storica più antica D’Abruzzo, sia prima di tutto motivo di grande vanto ed orgoglio.

Molte domande sono arrivate da fuori comune e tutte le partecipanti erano più che all’altezza di vestire i panni di dama. La signore sono state tutte convocate in sede nelle scorse settimane e li si è dovuto, con grande difficoltà, scegliere chi indossava nel miglior modo i vestiti.

Il servizio fotografico che darà vita ad una mostra all’interno della Rocca de lo Mastrogiurato è stato quest’anno affidato a Luca Gamberale.

Ecco il loro nomi:

Borgo: Antonella Martelli e Valentina Di Camillo 

Civitanova: Jessica Di Camillo e Federica Di Rado

Lancianovecchia: Sara Frattura e Bruna Romanelli

Sacca: Loredana Amorosi e Leila Vinciguerra

 

 

Domani domenica 26 agosto, a partire a partire dalle 17 e 30 in piazza del Plebiscito a Lanciano, torna la Tenzone dei Quartieri 2018.  Una sfida che si rinnova, come ogni anno, tra i 4 quartieri storici della città Civitanova, Lanciano Vecchia Borgo e Sacca. Dopo il dominio incontrastato , per ben sei anni consecutivi di Civitanova, lo scorso anno il Mastrogiurato d’Oro del Maestro Pancella fu “espugnato” dal quartiere Borgo che sarà la squadra da battere avendo riconfermato l’affiatata e consolidatissima squadra del 2017. Al rione vincitore sarà concesso l’onore di aprire il grande corteo storico di domenica 2 settembre che vedrà quest’anno la presenza di 700 figurati con le novità delle delegazioni della Slovenia di Leonessa, cittadina del reatino e Conegliano Veneto.

Martedì 28 agosto di nuovo appuntamento in piazza con l’esposizione didattica ed esibizione di Falchi in volo con “La Fenice Falconeria”.

 Questi i nomi degli atleti delle quattro squadre:

BORGO 
Romeo Lancia 
Emidio Di Martino 
Gennaro Colacioppo 
Carlo Iannamico 
Fausto Di Battista 
Valentino Marra 
Roberto Tito Paolucci 
Michele Caporrella 
Emanuele Costantini 
Cristiana Di Clemente Chiara Verí 
Iolanda Giammichele

Atleti in lista ma che non gareggeranno:
Stefano Roselli 
Giovanni Di Biase 
Simone Scaccia

LANCIANO VECCHIA
Marcello Antonini 
Alessandro Di Loreto 
Marco Di Carlo 
Eusebio Caravaggio 
Giulioso Abbonizio 
Mirco Cotellessa 
Alessio Balzari 
Mattia Caldi 
Elio Piccinini 
Dafne Antonini 
Angela Cianfrone 
Annalisa Brighella

SACCA
Kito Nero
Flavio Nasuti 
Mimmo Paone 
Antonio Buccino 
Simone Maccione 
Danilo Giuliano 
Luca Passalacqua 
Davide Pasquini 
Igor Milanese 
Enzo Di Donato 
Bibiana Morgione
Loredana Amoroso

CIVITANOVA 
Fabio Spoltore 
Leo Di Menno Di Bucchianico 
Aimone Paolucci 
Paolo Toscano 
Francesco Mancini 
Nicola De Luca 
Stefano Franceschini 
Giampaolo Lusi 
Paolo Covarelli 

 

Si terrà giovedì 23 agosto alle ore 18.00 nella Chiesa di Santa Maria Maggiore la presentazione del restauro e ricomposizione della Croce di Nicola da Guardiagrele. L’importante appuntamento, al quale parteciperanno Mons. Bruno Forte (Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto), la dott.ssa Rosaria Mencarelli (Soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo), il prof. Nicola Mattoscio (Direttore Generale della Fondazione Pescarabruzzo), il prof. Gianfranco Marsibilio (Presidente dell’Ente Mostra Artigianato Artistico Abruzzese), l’avv. Simone Dal pozzo (Sindaco di Guardiagrele), il prof. Gabriele Vitacolonna (Direttore del Museo del Duomo) e don Nicola Del Bianco (Prevosto di Santa Maria Maggiore), è uno degli appuntamenti più attesi della 48esima edizione della Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese di scena a Guardiagrele fino a domenica prossima.

Il progetto per l’elemento espositivo della croce di Nicola da Guardiagrele è degli architetti Sergio Bacelli e Piero Ferretti ed è stato realizzato grazie al contributo economico della fondazione Pescarabruzzo.

La figura di Nicola di Andrea di Pasquale rappresenta per Guardiagrele, che al grande artista ha dato i natali, un simbolo attorno al quale la comunità trova un sicuro e prestigioso elemento di riconoscimento e identità. Per tale motivo l’Ente Mostra, sensibile alla salvaguardia del patrimonio storico e culturale del territorio, si è adoperato affinchè sia data più adeguata sistemazione a ciò che resta di una delle creazioni più significative del maestro. I frammenti della croce processionale che Nicola da Guardiagrele realizzò nel 1431, dopo l’esperienza fiorentina e l’incontro con la bottega di Lorenzo Ghiberti, piena espressione della sua maturità artistica, saranno ricomposti e custoditi all’interno di una vetrina espositiva che sarà poi collocata nel Museo di Santa Maria Maggiore a Guardiagrele.

Intanto la Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese, organizzata dall’Ente Mostra Artigianato Artistico Abruzzese con il patrocinio della Regione Abruzzo, Assessorato alle Attività Produttive, della Camera di Commercio Chieti-Pescara e del Comune di Guardiagrele, va avanti e sarà visitabile fino a domenica 26 agosto con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 23.00 presso il Palazzo dell’Artigiano.

Si chiama Oscar della Pmu e come quello più famoso del cinema, consegna statuette a chi nel mondo si è maggiormente affermato nel settore della dermopigmentazione. 
Un riconoscimento internazionale di assoluto pregio che ieri si sono portati a casa due italiani, entrambi abruzzesi: Ennio Orsini di Sulmona e Toni Belfatto di Casoli. Insieme alla collega russa Anna Savina, infatti, i due sono stati premiati a Curtiba nella regione di Paranà in Brasile, nell’ambito della serata Oscar Pmu international che ogni anno elegge i migliori professionisti del settore.
Davanti a quattrocento operatori provenienti da ogni angolo del mondo, i tre vincitori hanno ritirato l’importante statuetta, affermando il primato italiano nel settore.
In particolare Ennio Orsini, che nel mese di agosto ha già ricevuto un riconoscimento in Cina (a Taipei in Taiwan), è stato premiato “per aver contribuito in modo considerevole alla crescita e allo sviluppo della dermopigmentazione in genere, ma soprattutto in Brasile”.
Quella del trucco permanente è una disciplina in forte crescita in tutto il mondo, utilizzata non solo a fini estetici, ma anche paramedici. Tant’è che Orsini è stato premiato in particolare per il lavoro fatto sulla ricostruzione, tramite trucco permanente, delle sopracciglia nell’uomo che, per motivi legati alla malattia, perde a volte la sua identità, più difficile da recuperare con un intervento di trucco a cui culturalmente sono sensibili più le donne.
E Orsini, partito da un piccolo progetto a Sulmona, è diventato con gli anni uno dei più importanti maestri per tecnica e innovazione, fondando una catena di frachising (Dermamente) e affermandosi in tutto il mondo come un indiscusso maestro, fino a questo importante Oscar.
In programma per il maestro Orsini ci sono nelle prossime settimane importanti congressi e Masterclass di trucco permanente e dermopigmentazione nelle città di Medellin (Colombia), Rotterdam (Olanda) e Las Vegas (Usa).
“Ho sempre dato tutto me stesso affinché la mia professione venisse individuata, rivalutata e sviluppata - dichiara Ennio Orsini -, in Brasile hanno avuto la sensibilità e l’onestà di riconoscerlo pubblicamente. Il mio è un mondo molto individualista, se uno ha qualcosa se la tiene per se stesso. Stavolta è andata differentemente. Oggi per me si chiude un cerchio molto importante”.
 

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