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XI edizione delle Olimpiadi della lingua italiana, 105 scuole partecipanti e due squadre di studenti lancianesi tra le 20 scuole italiane semifinaliste. La gara, promossa dall’Università del Molise, dalla Fondazione “Lincei per la scuola” e dalla Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana, vede protagonista l’Istituto Comprensivo Umberto Primo, diretto dalla dott.ssa Anna Maria Sirolli e rappresentato, nella competizione, da due gruppi di alunni.

Per le III medie della scuola secondaria di primo grado partecipano: Cuomo Chiara, Giallonardo Giorgia, Lombardi Letizia, Martini Lisa, Pellicciaro Benedetta e Salvatore Swami. Per le classi V delle due scuole primarie dell’Istituto si è classificata la squadra formata da: Caravaggio Laura, Costato Letizia, Ferrara Valentina, Flamminio Ludovica, Gallucci Simone, Manzi Matteo  e Zulli Emanuele affiancati, nel percorso formativo, da Conicella Miriam, D’Amico Luca e Mastrangelo Benedetta. Semifinale e finale si svolgeranno il 27 e 28 aprile a Riccia (CB), comune organizzatore dell’evento.

La competizione linguistica è una splendida avventura che si svolge tra particolarità grammaticali della lingua italiana, tra giochi morfologici e sintattici, tra deduzioni e inferenze lessicali. Le due squadre, “allenate” dalle prof.sse Angela Stampone e Sara Iachini, hanno visto gli alunni partecipare, competere e guadagnare posizioni su posizioni fino ad arrivare in cima… Si partirà venerdì 27 carichi di allegria e speranze oltre che  animati dalla convinzione di poter competere alla pari con le altre scuole italiane.

 

Dopo il successo di Girotondo Kabarett di Arthur Schnitzler per la regia di Walter Le Moli, prodotto da Teatro Due di Parma, arriva anche dalla Svizzera il riconoscimento alle intuizioni di Lisa La Pietra, giovane soprano, specializzata in musica contemporanea e da sempre interessata al rapporto fra voce e spazio.

Plurilaureata, dottoranda di filosofia estetica a indirizzo musicale e già nota come esecutrice, si afferma per il virtuosismo vocale in ambito musicale e per la maturità intellettuale ben sintetizzate nel volume «ABITARE LA MUSICA. CANTARE L’ARCHITETTURA», che sarà recensito dalla rivista ARCHI per il ventennale dell’editoriale.

Per l’occasione è prevista un’esecuzione da Mozart a Bernstein della soprano, su un excursus architettonico di Silvia Berselli previsto in data 23 Aprile presso l’Auditorium della Radio e della Televisione di Lugano.

Stimolata sulle origini del suo percorso di ricerca tra musica e architettura in vista dell’evento, Lisa La Pietra è stata orgogliosa di sottolineare come fosse una vocazione presente sin dai tempi del liceo, concretizzatasi grazie all’unione di tre percorsi di studio: architettonico, musicale e letterario.

È la Ca’ Foscari di Venezia - affettuosamente definita come una «mamma culturale» - ad accogliere la forte volontà di Lisa di addentrarsi in percorsi teorici utopistici e improbabili da sviluppare e in cui credere. Uno slancio figlio dell’amore per la conoscenza e dello stimolo nel trovare risposte a domande che i suoi maestri non riuscivano a darle, ma soprattutto del coraggio trasmessole dal padre – cui ha dedicato questo riconoscimento nell’anno in cui avrebbe toccato quota 60.

Un bel modo per festeggiarlo ed onorarlo con in testa e nel cuore i suoi insegnamenti che, in alcuni degli anni personalmente più bui della sua vita, hanno condotto Lisa verso luminosi traguardi, inserendo il suo esordio letterario nel dialogo filosofico-culturale tra musica e architettura, voce e spazio, rapporti che la giovane abruzzese desidera continuare ad indagare.

Ma lo sguardo, durante l’esperienza del dottorato parigino, sta abbracciando ormai orizzonti più ampi. La proprietà intellettuale e il concetto di capitalizzazione delle idee come patrimonio umano sono solo alcuni dei nuovi progetti su cui Lisa sta lavorando, senza dimenticare il canto - l’antico amore e prima professione - e la ricerca, necessaria per acquisire l’esperienza per occuparsi dei sogni delle generazioni più giovani, sempre più bisognose di supporto.

L’ultimo pensiero però è sempre rivolto all’amata terra natia, quell’Abruzzo dove rimangono gli affetti e i ricordi più cari, oltre che all’indimenticata Venezia: andare dove sarà possibile realizzare i propri progetti e dove potrà rendersi utile per i più giovani rimane l’obiettivo principale di Lisa La Pietra, consapevole che il viaggio tra le architetture della vita è solo agli inizi, con la musica come personalissima chiave per svelare giorno dopo giorno gli incanti nascosti della conoscenza.

 

A causa del maltempo e del freddo che sabato 24 e domenica 25 marzo si sono abbattuti in Abruzzo e in altre regioni del Centro e del Sud Italia, numerose aperture straordinarie delle Giornate FAI di Primavera 2018 sono state posticipate a sabato 14 e domenica 15 aprile. Luoghi solitamente chiusi, oppure poco conosciuti, racconteranno, con la loro straordinaria varietà, un’Italia che sempre di più si riconosce nella vastità del suo patrimonio culturale e nella ricchezza della sua storia. Un Paese che ritrova la propria identità in un evento festoso e rassicurante che supera gli schieramenti e fa sentire tutti parte di uno stesso grande e meraviglioso Paese, bene comune di ogni italiano.

La manifestazione, oltre a essere un momento di incontro tra il FAI e la gente, uniti nel festeggiare e raccontare la propria storia più bella e più nobile, è anche un importante evento di raccolta fondi e un’occasione per raccontare a tante persone gli obiettivi e la missione della Fondazione. Per questo, all’accesso di ogni luogo aperto verrà chiesto ai visitatori un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro: i preziosi contributi raccolti saranno destinati al sostegno delle attività istituzionali del FAI.

ELENCO DELLE APERTURE DELEGAZIONE DI LANCIANO

LANCIANO (CH)

Palazzo Fella

Palazzo Fella secondo quanto tramandato dalla tradizione fu residenza della famiglia dello storico lancianese Giacomo Fella vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. L'edificio è il risultato dell'accorpamento di diversi nuclei medievali, testimoniati dalla presenza dei portali con architravi timpanati oggi murati, accorpati con ogni probabilità dopo il violento terremoto che colpì la città nel 1456 per costituire la residenza di evidente impianto rinascimentale di un ricco mercante. Un unico portale si apre sulla strada, permettendo l'accesso ad un atrio che immette in una corte intorno alla quale si aprono i fondaci. Una scala esterna conduce al piano superiore occupato dalla residenza, costituita da una serie di stanze ad anello intorno alla corte centrale. Il palazzo è stato, negli ultimi due secoli, residenza delle famiglie Ciccarelli e Ragozzino.

Via dei Frentani, 52

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Liceo Statale "Cesare De Titta" Lanciano

Torrione Aragonese

Il Torrione Aragonese, costruito in posizione angolare per dominare la sottostante Vallata della Pietrosa e vigilare sulla prospiciente Piana delle Fiere, era inserito nel sistema di fortificazioni che difendeva la città. Al centro di una battaglia per la sua salvaguardia, da un intervento edificatorio nelle sue adiacenze, e la sua valorizzazione da parte della Delegazione FAI di Lanciano, il Torrione Aragonese, porzione del più ampio sistema difensivo dell’antica città demaniale di Lanciano è collegato al primo giardino pubblico urbano, realizzato in epoca post unitaria, e all’antico complesso monumentale delle Clarisse, uno tra i più antichi d’Italia, a costituire, nell’insieme un “unicum” nel suo genere. Recenti scavi archeologici nei pressi del monumento, condotti grazie anche all'interessamento della locale Delegazione FAI, hanno permesso di individuare i resti di ben due diverse cinte murarie, una altomedievale e una databile alla metà del '400.

Largo Martiri 6 Ottobre

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Liceo Statale "Cesare De Titta" Lanciano

FARA SAN MARTINO (CH)

Sorgenti del Fiume Verde 

Monte Acquaviva, Parco Nazionale della Majella

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)    

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Istituto "Filippo Verna" Fara San Martino

Gole di San Martino e Abbazia di San Martino In Valle  Loc. Gole di San Martino -  Via Nazionale

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Istituto "Filippo Verna" Fara San Martino

 

Le festività pasquali in Abruzzo durano fino al martedì grazie alla festa dei Talami di Orsogna che, anche quest'anno, nonostante la giornata feriale, ha richiamato una folla di orsognesi e turisti intorno a uno dei riti più antichi e suggestivi della tradizione religiosa italiana. Una festa contadina di varia ispirazione, dal rito propiziatorio per il futuro raccolto al dramma liturgico di epoca medievale, che quest'anno ha proposto scene bibliche raffigurate in capolavori dell'arte italiana e reinterpretate da artisti scelti con un apposito concorso. Omaggio anche al cibo, grazie al gemellaggio con il Comune di Villa Santa Maria e il suo Istituto alberghiero "Giovanni Marchitelli", i cui studenti e docenti hanno poi cucinato il piatto tipico di questa festa, "li gnuccune aristufite", portata principe del pranzo conclusivo in piazza.

Il tema conduttore dell'edizione 2018 è, infatti, “Bibbia e arte. Grandi eventi visti da grandi pittori”: affreschi e dipinti, da Guido Reni al Beato Angelico, sono stati trasformati in una sorta di  altorilievo. Posti su carri agricoli trainati da trattori, i Talami rappresentano episodi del Vecchio e Nuovo Testamento interpretati dagli abitanti di Orsogna vestiti in costume d'epoca e immobili in pose plastiche. Dietro di loro c'è un fondale affrescato, in cima al quale, sospesa davanti a una raggiera, una bimba impersona la Vergine Maria. L'ultimo Talamo, il settimo, è stato trasportato a spalla dal locale Gruppo Alpini.

Il Primo Talamo, realizzato da Antonio Civitarese, era ispirato a "Giuseppe e la moglie di Putifarre" di Guido Reni (interpreti Chiara D'Alessandro, Matteo Liccardo e Laura Salomone) ed è stato adottato dal'Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria; il II Talamo, realizzato da Concetta Daidone, era ispirato a "Mosè salvato dalle acque" della Bottega di Raffaello (interpreti Angelica Colasante, Irene di Castelnuovo, Milena Mastrocola, Valeria Mastrocola, Costanza Primiterra, Sara Scotti Del Greco, Francesca Salvatore) ed è stato adottato da Gsm Impianti di Guidonia Montecelio (Roma); il III Talamo, realizzato da Francesco Costanzo sul tema dell'"Incontro della Regina di Saba con Salomone" di Piero della Francesca (interpreti Federica Bucci, Gabriel D'Alessandro, Sofia D'Alleva, Giorgia D'Angelo, Nicola Di Rico, Francesca Di Tullio, Sofia Ferrari, Riccardo Montepara, Enea Nevraj, Nicholas Rosica, Ida Tenaglia ed Elisa Carbonetta) è stato adottato dall'Impresa Co.Ge.D. di Chieti; il IV Talamo, realizzato da Vilma Santarelli, ispirato a "L'Annunciata" di Antonello da Messina (interpreti Valentina Montepara e Martina Ciancio) è stato adottato dall'impresa edile Franco Basilico di Gissi; il V Talamo, realizzato da Valerio Brandani, sul tema "Adorazione dei pastori" di Giorgione (interpreti Antonio Ciancio, Daniel D'Alessandro, Giammarco Di Sipio, Giulia Palmieri, Alessio Stanisci e Noemi Di Ciero) è stato adottato da BrioPack Packaging di Poggiofiorito; il VI Talamo, realizzato da Giuseppe Zaccaretti sul tema "Presentazione di Gesù al Tempio" dal Trittico di Andrea Montegna (interpreti Antonio Nicolò Cerretano, Edvige Ciccarelli, Ivano D'Alessandro, Gabriella Di Prinzo, Marco Montepara, Alisia Primiterra, Manuel Stanisci, Nicla Vosolo e Candra Posadas) è stato adottato dalla famiglia del compianto deputato Giuseppe Angeli; il VII Talamo, portato a spalla e realizzato dall'Associazione culturale Talami Orsogna e da Tosca Iocco, era isiprato a "Noli me tangere" del Beato Angelico (interpreti Claudia Di Rico, Jonathan Montepara, e Asia Paolucci) è stato adottato dall'Associazione "Sons of Orsogna" di Everett in Massachussetts (Usa).

Al termine della sfilata sono stati premiati gli artisti che hanno realizzato i sette quadri biblici viventi, selezionati dal Comitato tecnico scientifico cui l'Amministrazione comunale del sindaco Fabrizio Montepara ha affidato il recupero e la valorizzazione delle tradizioni insieme all'Associazione culturale Talami Orsogna che ha organizzato la manifestazione.

Info: www.talamiorsogna.it.

Pronti per il classico giro delle chiese del Giovedì Santo? Pronti per calarsi nell’atmosfera più frentanamente pasquale quando risalendo su corso Roma aspetterete il tric e tra della "racanella" dei confratelli? Ci siamo anche quest’anno come  consuetudine il giovedì Santo è arrivato e complice il clima mite la città si riempirà di migliaia di persone che fra Sacro e profano aspetteranno il passaggio dei confratelli incappucciati.

In genere quanto tempo dedicate alla visita degli altari? Trenta minuti? Forse anche meno o forse di più. Di certo non raggiungerete due giorni di cammino né percorrerete 20 Km a piedi. Nella seconda metà del ‘500 invece iniziò a farlo tanta gente. Su iniziativa di S. Filippo Neri, il Santo a cui è dedicata la confraternita, prese avvio questa manifestazione di devozione cristiana espressa con il pellegrinaggio dei fedeli verso le sette basiliche più antiche e importanti di Roma: S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore, S. Pietro in Vaticano, S. Paolo fuori le Mura, S. Croce in Gerusalemme, S. Lorenzo fuori le Mura e S. Sebastiano.

  Le sette Chiese di Roma

Tra queste alla chiesa del S. Sepolcro (o del Calvario) è legata un’antica usanza: quando una ragazza desiderava un matrimonio felice e ricco di prole doveva fare 33 giri del Sepolcro di S. Petronio, ogni giro di 33 passi, ed entrare 33 volte nel Sepolcro.

In teoria la distanza tra le sette basiliche doveva essere percorsa nella sola giornata del Giovedì Santo, ma in realtà per “fare il giro delle sette chiese” si impiegavano due giorni. Due giorni per sette chiese. Ma perché proprio sette e non sei, per esempio? Sette come le virtù? Magari come i peccati capitali. O forse come i doni dello Spirito Santo. O più semplicemente sette come le più antiche e importanti basiliche di Roma. Chissà, comunque sono sette.

Ma nulla è obbligatorio quando si tratta del proprio modo di vivere la religione. Ognuno può girarne quante ne vuole. Anche una sola. L’importante è non mettersi a “fare il giro delle sette chiese” in senso figurato.

A Lanciano le Chiese devono essere dispari, i Sepolcri sono ogni anno più belli, ci sono ancora i contadini che portano i germogli di grano ai piedi del Tabernacolo in cui è riposto il Santissimo dopo la messa delle 19 in cui, si compie, anche il rito della lavanda dei piedi.  I confratelli, i soli maschi, escono puntuali con i cappuccio calato sul volto e soli due buchi sugli occhi.

Si cerca di riconoscere qualche amico o parente ma l’emozione, l’incenso e la drammaticità del Cireneo scalzo ti fanno distogliere lo sguardo dalle scarpe, l'unico segno distintivo e tutti, anche i più scettici, rimangono in silenzio per contemplare, interrogarsi della propria vita e del mistero pasquale fulcro dell'esistenza di ogni cristiano. (Clara Labrozzi)

 

“Bibbia e arte. Grandi eventi visti da grandi pittori” è il tema conduttore per l’edizione 2018 della festa dei Talami, i quadri biblici viventi che sfileranno per le strade di Orsogna (Chieti) la mattina di martedì di Pasqua, 3 aprile, dalle ore 10 in poi, rinnovando una tradizione contadina risalente al tardo Medioevo, ispirata ai drammi liturgici e ai riti propiziatori per il futuro raccolto. Info: www.talamiorsogna.it. Su Facebook: www.facebook.com/talami.orsogna/.

Insieme al coinvolgimento di studenti e docenti dell’Istituto alberghiero “Giovanni Marchitelli” di Villa Santa Maria, i quali cureranno la parte gastronomica della manifestazione e hanno “adottato” uno dei sette carri, la novità di quest’anno è che i Talami interpreteranno alcuni capolavori dell’arte italiana dedicati a scene bibliche, opere di Guido Reni, Piero della Francesca, Antonello da Messina, Giorgione, Andrea Mantegna, Beato Angelico e della Bottega di Raffaello. Il Comitato tecnico-scientifico Talami, istituito nel 2016 dall’amministrazione comunale guidata da Fabrizio Montepara per recuperare e valorizzare le radici più antiche della manifestazione, ha bandito un apposito concorso aperto ad artisti italiani e internazionali. Quest’anno sono stati undici i partecipanti, in crescita rispetto allo scorso anno, con risultati eccellenti, segno della bontà della formula adottata. Sono stati scelti i sei migliori bozzetti presentati: ai loro autori, ai quali è andato anche un riconoscimento in denaro (la premiazione avverrà martedì dopo la sfilata), spetta il compito di renderli “tridimensionali”, interpretati da attori immobili davanti a un fondale affrescato, su carri trainati da trattori. Il settimo Talamo, quello a spalla, è realizzato direttamente dall’Associazione culturale Talami Orsogna che cura l’intera manifestazione.

Il Comitato tecnico-scientifico ha introdotto o valorizzato attività che fanno da cornice all’evento, dichiarato nel 2011 “Patrimonio d’Italia per la tradizione” dal Ministero del Turismo. Lunedì di Pasqua saranno deposti canestri donativi presso l’altarino devozionale della Madonna Nera, che rievoca il luogo nel quale andò in scena il primo Talamo. La sera, alle ore 21, nella Chiesa di San Nicola di Bari ci sarà la veglia in onore della Madonna del Rifugio, durante la quale, fino al 1943, si gridava al “miracolo!”: secondo i fedeli la Madonna Nera muoveva leggermente gli occhi o mutava colore del volto. Martedì mattina, dopo i fuochi pirotecnici, le strade saranno percorse accanto ai carri da una compagnia di contadine, risuonerà il canto della “messure” a cura della Compagnia Tradizioni Teatine. Canefore e bambine in abito bianco con lemnischi e candele si muoveranno in corteo. Sfilerà la Dama dei Talami, che indosserà una copia dell’unico originale esistente di un abito orsognese che risale a prima del 1909, custodito presso il Museo nazionale di arti e tradizioni popolari di Roma: dopo Gioia Carullo e Ottavia Caforio, quest’anno l’abito sarà indossato da Martina Primiterra. La sfilata sarà chiusa da Carro dei doni e Sarabanda. A seguire si potrà degustare in piazza il piatto tipico di questa festa, li “gnuccune aristufite” preparati dai giovani cuochi dell’Istituto alberghiero di Villa Santa Maria. Alle ore 18 la processione in onore della Madonna del Rifugio accompagnata da un corteo di “Palomme”, donne con il fazzoletto bianco che intonano canti mariani, portatori di ceri devozionali, donne con i canestri votivi.

La rinnovata attenzione ai Talami è mostrata anche dall’adesione di privati e aziende all’iniziativa “Adotta un Talamo”: ciascun carro ha infatti ricevuto specifiche donazioni dall’Istituto alberghiero di Villa Santa Maria, dalla famiglia del compianto deputato Giuseppe Angeli, di origini orsognesi, da Gsm Impianti di Guidonia Montecelio, Impresa Coged di Chieti, impresa edile Franco Basilico di Gissi, Briopack Packaging di Poggiofiorito, mentre il VII Talamo, quello a spalla, è stato adottato dagli orsognesi che vivono a Everett, in Massachusetts (Usa).

Del Comitato tecnico-scientifico, presieduto da Francesco Stoppa, docente universitario esperto di tradizioni, fanno parte il sindaco, Fabrizio Montepara, l’assessore alla Cultura, Giovanna Ferrante, Angelo Catano, Maria Antonietta Di Giannantonio, Mariapaola Lupo, Francesco Carullo, Giuseppe La Rovere, Vittoria Iocco.

 

Sono giunti al momento più entusiasmante i giovani giornalisti della Scuola Secondaria “G. Mazzini”coinvolti nel Progetto “ Una Radio per Scuola” iniziato nel Mese di Dicembre scorso con la collaborazione di Lanciano Lab ONLUS. L'ambizione è quella di proporre il progetto negli istituti scolastici di Lanciano e dintorni facendo del rinnovato sito Liberadio.it (già nota al mondo frentano con la presenza durante le feste di settembre e diverse iniziative private e comunali) un laboratorio radiofonico, punto di riferimento degli adolescenti del comprensorio, in cui poter crescere esprimendo il loro mondo. 

Dopo i primi approcci teorici al mondo della comunicazione radiofonica, il gruppo dei 21 ragazzi (sotto la guida di Francesco Di Bucchianico, Conduttore e Social Media Manager di Radio Delta 1 coordinati della Prof.ssa Monia di Leandro), presi dalle sette Classi Terze della Scuola, si appresta ad entrare nella sala speaker con tanto di regia di riferimento.

Uno sguardo dall’interno della sala speaker in costruzione

Sei le puntate pilota:

  • Te lo leggo ad alta voce Junior: viaggio alla scoperta di un libro, con commenti, letture e musica;
  • Fuoriserie: serie Tv ieri ed oggi, così come le vedono e le “sentono” i giovani;
  • Le Asociali: incontro con il mondo dei social che ha trasformato (ma anche sconvolto) la vita di molti ragazzi oggi noti;
  • Lezioni di vita: i ragazzi intervistano gli adulti e, poi, commentano la loro visione del mondo adolescenziale;
  • Bar Sport: dal calcio agli sport meno conosciuta, ma che, in realtà, sono i più seguiti dai più piccoli.

Tutto il materiale prodotto, dai Podcast delle puntate agli articoli scritti da altri alunni della Scuola, saranno disponibili sul sito di Liberadio.it

Il sito è diventato, quindi, uno strumento messo a disposizione della didattica che permette, pero, al mondo di entrare in contatto con la realtà scolastica e con il punto di vista degli adolescenti.

 Il Progetto è sostenuto da importanti partner: Ciak City Cinema Lanciano che ha riservato ad uno studente della Mazzini il ruolo di “critico adolescenziale”, che ha il compito di recensire i film in uscita. Altro partner è Radio Delta 1 che ospiterà il gruppo in una giornata open day.

Una Radio a disposizione della crescita integrale dei ragazzi che trovano in essa uno spazio libero in cui poter prender la giusta iniziativa per costruire un percorso di crescita autonomo ed originale, adatto cioè alle proprie capacità innate.

 

“Alla scoperta del centro storico di Atessa tra arte, fede, sapori e tradizioni”: è stato così denominato l'itinerario che sabato 24 e domenica 25 marzo prossimi sarà proposto ad Atessa dal Fai (Fondo ambiente italiano) in occasione della 26esima edizione delle “Giornate di primavera”. L'appuntamento è stato presentato in Comune ad Atessa dal capo delegazione Fai di Vasto, Maria Rosaria Pacilli; dal sindaco di Atessa, Giulio Borrelli; dall'assessore alla Cultura, Giulia Orsini. Presente anche l'assessore ai Grandi eventi, Vincenzo Menna. C'erano, inoltre, gli studenti del Liceo Scientifico di Atessa che, in questa occasione,  faranno da cicerone: condurranno i visitatori, nel centro storico di Atessa, alla scoperta di luoghi affascinanti e sconosciuti ai più. I ragazzi sono stati preparati dalla studiosa e storica Adele Cicchitti. “Questa manifestazione – ha esordito Pacilli – rappresenta un momento di incontro tra i volontari del Fai e la comunità locale, un'occasione unica per festeggiare e raccontare il nostro territorio, portando all'attenzione di tutti le preziose eredità tramandate dal passato. E' anche l'occasione per far conoscere e condividere gli obiettivi e la missione del Fai, rivolta alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano, alla valorizzazione e promozione di bellezze storico-artistiche, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio e, soprattutto, alla sensibilizzazione dei giovani al rispetto di questo patrimonio, di cui tutti dobbiamo essere fieri. Si tratta – ha aggiunto – anche un importante evento per la raccolta fondi che ci consente di operare con interventi concreti  a livello nazionale: si può dare il proprio sostegno iscrivendosi al Fai o con un contributo facoltativo. Atessa – ha aggiunto -  è città ricca di storia e di tradizioni che in quest'occasione cerchiamo di portare alla luce”.  

Cinque i luoghi ai quali si potrà accedere: tre di proprietà privata e due edifici religiosi che in via straordinaria saranno aperti. Si potranno conoscere la chiesa della Madonna dei Raccomandati, preesistente a quella della Madonna della Cintura “che vi si innestò al di sopra”; Palazzo Carunchio con le sue cantine, dove sono ancora conservati gli utensili e gli attrezzi che la famiglia uava per produrre il vino; la chiesa di Santa Croce, nell'antico quartiere di Tixa; Palazzo Marcone, con il suggestivo frantoio ipogeo, uno dei più antichi d'Abruzzo; Palazzo Codagnone, con la Sala degli Specchi. Saranno proposte anche degustazioni di dolci tipici, liquori e torroni artigianali,pane casereccio o fatto con farine speciali, vino e olio.  Prodotti offerti da Cantine Spinelli, Oleificio Santulli, Nuovo Panificio Gallucci, “Spiga d'oro” di Silvana Ferrara, “Farina del mio sacco” di Mattia Tieri, Gran Caffè D'Angelo, Pasticceria “La deliziosa” e ditta “Piretti 1799”. 

“L'Italia – ha evidenziato il sindaco Giulio Borrelli – è ricca di tesori. Ne abbiamo talmente tanti che spesso giacciono dimenticati. Il nostro obiettivo, in quest'occasione, è  di svelare alcuni degli angoli più incantevoli, nascosti e preziosi di Atessa, un tempo ricchi di vita e che ora sono quasi del tutto sconosciuti. Abbiamo condiviso e sostenuto con impegno quest'iniziativa, che significa attrattiva e turismo”. 

“Un ringraziamento particolare – ha ancora detto il primo cittadino – va a don Loreto Grossi; a Luigi Di Alberto, erede Marcone; ad Alessandra Carunchio e famiglia; all'architetto Di Pasquale e ai condomini di Palazzo Codagnone, che hanno messo a disposizione le loro proprietà, rendendole eccezionalmente fruibili a tutti”. “Un grande onore per la nostra città – ha sottolineato l'assessore Orsini – perché quest'appuntamento consentirà di conoscere le nostre bellezze e di riscoprire siti privati che presentano aspettano artistici e culturali notevoli”.  “ Noi – ha aggiunto Mario Di Padova, studente del Liceo Scientifico di Atessa  - faremo da guide ai visitatori. Abbiamo fatto una full immersion, in questi giorni, nella storia di Atessa. E' un'esperienza che ci ha aiutato molto a scoprire perle della città finora ignorate”. 

Il Fai ha quindi ringraziato “l'amministrazione comunale per l'accoglienza ricevuta; Debora Fioriti, per averci contattato e invitato a venire ad Atessa; e ancora Dario Ciancaglini, Paolo Villanese, Maria Concetta Travaglini, Luisiana Conese, la professoressa Adele Cicchitti, la Confraternita della Beata Vergine della Cintura, l'Istituto omnicomprensivo “Ciampoli-Spaventa di Atessa, l'Istituto tecnico agrario di Scerni e i professori Paolo Matassa ed Emidio Gattafoni, la Protezione civile di Atessa, l'Associazione nazionale Alpini di Atessa e l'Associazione nazionale carabinieri di Atessa”. 

Il punto di ritrovo, per i visitatori, è a Piazza Oberdan. Gli orari di visita dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20. 

 L'Aquila, 12 marzo - “Anch'io fui uno di loro, lasciai Sulmona, lasciai coloro che mi avevano accolto come un fratello, nelle loro case, la sera del 24 marzo del 1944”. Sono le parole pronunciate nel 2001 dal Presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi, durante la prima edizione del “Sentiero della Libertà”. Una marcia tra memoria e testimonianza che giunge alla diciottesima edizione e che si svolgerà dal 27 al 29 aprile.

Il Consiglio regionale dell’Abruzzo tramite l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea (IASRIC) sostiene annualmente l’evento e oggi, a Palazzo dell’Emiciclo, ha ospitato la presentazione della manifestazione. Tre tappe accompagneranno i partecipanti in un percorso che ripercorre i passi degli uomini e delle donne che nel settembre del 1943 fuggirono dal campo di concentramento tedesco di Sulmona per raggiungere l'armata inglese del generale Montgomery dislocata a Casoli. Maria Rosaria La Morgia, presidente dell’Associazione culturale “Sentiero della Libertà” e la sua vice, Adelaide Strizzi, hanno inoltre presentato il convegno “La Resistenza Umanitaria” che si terrà presso l’Archivio di Stato di Sulmona il prossimo sabato 17 marzo: interverranno il prof. Ruggero Ranieri, esperto di storia contemporanea e il dott. Enzo Fimiani, storico e direttore della biblioteca “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara. A fine convegno i partecipanti avranno l’inedita possibilità di visitare il “Campo 78”, uno dei campi di concentramento insediati in Abruzzo dall’esercito tedesco durane la seconda guerra mondiale. “La ricchezza degli eventi promossi quest’anno – ha detto il presidente IASRIC, Carlo Fonzi – tende a dare vita e sostanza alla storia, materia troppo spesso ‘cenerentola’ dell’insegnamento scolastico. Sporcarsi le scarpe sulle strade della memoria e rivivere la fatica e la tensione di quel piccolo esercito di prigionieri che nel ’43 si mise in marcia verso la libertà è un buon modo per fare esercizio di verità ed efficace antidoto ai troppi tentativi di recupero di vecchie fantasie estremiste che rischiano di farsi strada in menti poco allenate alla comprensione dei fatti storici

Il Sindaco Pupillo ha dichiarato che il monumento ai caduti verrà spostato in un altro luogo poiché di intralcio alla visuale. Le dichairazioni sono oggi sul quotidiano il Messaggero. Immediata la reazione di Marco Pasquini di Casa Pound che parla senza mezzi termini di  follia pura di una scelta scellerate e impensabile, "l'Amministrazione comunale e il Sindaco Pupillo ne hanno fatte molte, ma adesso siamo ai limiti dell'assurdo".

"Oltre alla valenza storica del monumento, prosegue Pasquini,  la sua collocazione fu scelta appositamente per un ricordo eterno e costante dei caduti della prima guerra mondiale e in seguito di quelli della seconda - prosegue Pasquini - è un simbolo cittadino, che non può essere vittima di un atto folle e mitomane come spostarlo in un altro luogo. Giustificarlo in nome di un riammodernamento del centro storico è oltraggioso, oltre che ridicolo date le vere problematiche di Lanciano"."Inoltre, più volte abbiamo segnalato le condizioni di degrado del monumento, senza mai ricevere una risposta - continua - Apprendiamo ora che con dopo il restauro del corso, inizieranno i lavori per questo spostamento e che a breve verrà messo in sicurezza e restaurato".

"Senza mezzi termini dichiariamo che questa per noi è una battaglia aperta - conclude Pasquini - diciamo sì alla restaurazione del monumento, ma siamo assolutamente contrari ad una politica senza logica come quella dello spostamento di un'opera d'arte di tale portata. Proseguiremo la nostra battaglia per il ricordo di chi ha dato la vita per la nostra nazione e per Lanciano, oltre che al decoro della città".

Il monumento è da anni fortemente danneggiato, i lastroni posteriori sono tutti distrutti e un intervento è sicuramente auspicabile.  

Il gruppo marmoreo, di Amleto Cataldi,  è formato da sette grandi lapidi verticali arrangiate in modo pressoché semicircolare. Sulle tre di sinistra e sulle tre di destra sono incisi i nomi dei 299 caduti della guerra 1915- 1918. Quella nel mezzo che rimane coperta dal piedistallo del monumento frontale, è composta da tre lastre di marmo su cui da sinistra verso destra è inciso rispettivamente ai caduti in combattimento con un forte richiamo ai giorni 5 e 6 ottobre 1943.. Il punto focale del semicerchio è occupato da un bellissimo monumento, sempre marmoreo, poggiato su di una solida base parallelepipeda su cui vi è la scritta in latino riportata nelle iscrizioni (L’eroe morendo si piega e seppellito sotto l’immagine della Patria che tiene corone destinate a non morire.

L'idea del sindaco sarebbe quella di un'area dedicata al ricordo delle vittime di ogni guerra. La zona prescelta è quella dei viali, dove ora sorge il monumento alle Foibe. Un progetto che farà sicuro storcere il naso a molti ma che, ad oggi, non ha nulla di concreto. 

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