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LANCIANO. Torna sul grande schermo del cinema Ciakcity Lanciano la settima edizione di Retrogusto, la rassegna nata per celebrare il rapporto tra enogastronomia e film d’autore e per fornire spunti di riflessione agli spettatori oltre che una piacevole serata in compagnia di storie che parlano di cibo e piatti della cultura enogastronomica locale, abbinati a vini di eccellenza del territorio. Dal 9 marzo al 27 aprile tutti i giovedì alle 20,30, ad eccezione di giovedì santo, 13 aprile, la manifestazione che ha appassionato centinaia di cinefili e amanti del gusto torna con sette appuntamenti e altrettante pellicole. Il tutto nello scenario più adatto per godersi un film, il grande schermo. Una collaborazione quella tra il cinema Ciakcity Lanciano e la condotta Slow Food Lanciano che è nata dalla scorsa edizione del 2016 e che ha riscosso da subito l’entusiasmo del pubblico. Il filo conduttore delle serate resta sempre lo stesso, consolidato in ben sette edizioni che hanno via via emozionato e coinvolto un pubblico sempre più numeroso e fedele: raccontare la vita attraverso il cibo, l’ambiente, l’ecologia, le buone pratiche nell’agricoltura e nella conservazione della natura attraverso il cinema d’autore e abbinare ad ogni film un ristorante del territorio che, a sua volta, sappia raccontarsi in un piatto-simbolo offerto agli spettatori. Il tutto annaffiato da un buon calice di vino. Quest’anno, così come per l’edizione precedente, Retrogusto conferma la collaborazione con la Cantina Frentana, eccellenza del territorio, fondata nel 1958 e seconda cantina a nascere in Abruzzo, che raggruppa oltre 400 soci. Il progetto qualità portato avanti dalla Cantina Frentana punta ad una filosofia basata sull’etica e la sostenibilità, in cui sono centrali l’uomo e il suo legame col territorio. Il tutto impreziosito dalla scelta di operare secondo i principi dell’agricoltura biologica, con progetti di valorizzazione dell’ambiente e della biodiversità come la “paleovite d’Abruzzo”, un progetto per salvaguardare il patrimonio genetico delle ultime viti selvatiche d’Abruzzo scoperte nell’Oasi della Lecceta di Torino di Sangro. Torna anche la collaborazione con lo staff di Terma Parrucchieri che, già dallo scorso anno, ha deciso di partecipare a Retrogusto, manifestazione conosciuta inizialmente come spettatori. A disposizione di fortunati partecipanti alla rassegna ci saranno dei buoni omaggio per una piega gratis oppure per il 50% di sconto su un taglio o un colore presso il locale in via Monsignor Tesauri (in piazza D’Amico, di fronte all’ufficio informazioni Time - Tourist Information Miracolo Eucaristico).

Tra i sette ristoranti, tutti eccellenze del territorio, ci sono alcune conferme come il ristorante pizzeria La Torre di Lanciano, il ristorante Ai Vecchi Sapori di corso Roma a Lanciano e l’Agriturismo Caniloro in contrada Sant’Onofrio e molte novità come l’osteria di mare Sottosale a San Vito, La Corona di Ferro di Corso Roma a Lanciano, il ristorante Villa Egle di Atessa e la pizzeria Fragranze di Orsogna.

Il tema portante di questa edizione di Retrogusto che ha seguito un’accurata selezione di film da parte dei membri della condotta Slow Food Lanciano, è senza dubbio la speranza. Un elemento che si ritrova in tutte le sette pellicole in programma per il preciso intento di lasciare nello spettatore un “retrogusto” dolce, anche dopo storie crude, attuali, brutali nella loro verità che lo invitano alla riflessione, ma che gli consegnano allo stesso tempo la prospettiva di un futuro possibile, a portata di mano in cui ognuno può fare la propria parte. Si parte il 9 marzo con Domani, un documentario francese che ha stregato milioni di spettatori proprio per il messaggio che lascia e che racconta cinque esempi di economia e agricoltura sostenibile che, nella loro semplicità e attuabilità, riescono a far dimenticare l’emergenza che vive in questo periodo storico il Pianeta Terra. Anche la famiglia Belièr e Lunchbox (16 e 23 marzo) parlano di buoni sentimenti. Il cibo è lo sfondo per il racconto di amori, conquiste, speranze, aspettative. Caffè (30 marzo) parla di tre storie legate alla bevanda più nota al mondo e ci dice che tutto, nel mondo, è in qualche modo connesso. Dolcissima la signora Toku protagonista del film in programma il 6 aprile, in una storia delle piccole cose che riconcilia con il mondo. Un omaggio al grande cinema è il cameo su cui la condotta Slow Food insisteva da tempo. E per questa settima edizione si è puntato al celebre Monello di Charlie Chaplin e a una delle più divertenti commedie di Buster Keaton, Sherlock Junior (20 aprile). Si chiude, il 27 aprile, con il documentario Alla ricerca di un senso, un viaggio iniziatico dei due protagonisti e amici nella vita reale, che è un invito a riconsiderare il rapporto dell’uomo con la natura, la felicità e il senso della vita.

ABBONAMENTO RASSEGNA: 35 EURO

BIGLIETTO SINGOLO 8 EURO

ORARIO: 20,30

Gli abbonamenti sono in vendita presso la Nuova Libreria Barbati – Via degli Abruzzi, 15 – Lanciano – Tel. 0872/713252

“Lo spirito grande” dell’economista nato a Lanciano nel 1939, l’autonomia di pensiero, la sua peculiare capacità di raccontare l’economia e la storia, l’amore incondizionato per la città in cui era nato e che portava sulle cattedre delle università di tutto il mondo..

Ad un anno dalla scomparsa dell’economista Marcello De Cecco, è stata presentata ieri (sabato 4 marzo) a Lanciano, a Palazzo degli Studi, l’associazione che porta il suo nome, costituita ufficialmente all’Università La Sapienza di Roma venerdì 3 marzo e che “persegue la promozione degli studi e delle ricerche scientifiche in materia di economia e finanza nella sua visione scientifica, che partiva da una prospettiva storica, con l’obiettivo di continuarne l’opera di promozione e diffusione della conoscenza come fattore di crescita civile”.

All’incontro disseminato di ricordi e denso di emozioni, moderato dal giornalista Lucio Valentini, ha partecipato anche Julia Bamford la moglie dell’illustre docente, economista fuori dagli schemi che ha insegnato in numerosi atenei italiani ed esteri, dalla simpatia innata.

Tra i relatori che hanno dissertato sul tema “Marcello de Cecco, l’economista e lo sguardo sul mondo” c’era lo storico dell’economiaAlfredo Gigliobianco, direttore della divisione Storia economica e Archivio storico della Banca d’Italia e curatore della riedizione 2017, per i tipi di Donzelli, di Moneta ed Impero, il capolavoro di de Cecco, ritenuto un classico della storia economica. “Marcello aveva la capacità di illuminare le cose da un altro punto di vista – ha ricordata Gigliobianco - colto e raffinato interprete della storia della moneta e della finanza, conquistò uno spazio nella ricerca accademica internazionale per i suoi contributi alla comprensione del “gold standard”, il sistema aureo vigente fino alla prima guerra mondiale. Il suo Money and Empire, considerato un autorevole esempio di analisi storico-critica delle relazioni monetarie internazionali, rivela il radicato scetticismo dell’autore verso ogni tentativo di esaminare le relazioni economiche tra paesi in base a teoremi astratti e decontestualizzati”.

A tracciare un personale ricordo dello studioso, che ha sempre mantenuto orgogliosamente viva la sua origine abruzzese è stato chiamato l’avvocato Aldo La Morgia, vicepresidente della Bper di Lanciano, legato a de Cecco da un’antica amicizia, che ha raccontato dell’infanzia dell’economista nella città dei primi anni Cinquanta. “Com’era Marcello da giovane? Un tipo brillante ed originale, uno che aveva la capacità di guardare sempre oltre, con tantissime passioni, come quella per la musica classica. Marcello –ha aggiunto La Morgia - era capace di rendere semplici le cose difficili ed aveva una passione grande per la sua città: ricordo per esempio l’orgoglio la Casa Editrice Carabba e la sua idea curare per l’allora Banca Popolare una collana sugli economisti abruzzesi”.

“Voglio ricordare Marcello de Cecco nella sua casa di San Vito alcuni anni fa – ha detto da parte sua il sindaco Mario Pupillo – quando mi accolse insieme ad un comune amico “in pantofole” ed in poco tempo, a me che sono a digiuno di competenze economiche, indicò un chiaro, intelligente, acuto quadro dell’economia mondiale. Ebbi modo di ricontrarlo successivamente, sempre apprezzandone la grande capacità di comunicare la storia e l’economia. Al professor de Cecco che abbiamo voluto salutare solennemente alle sue esequie, lo scorso anno a Roma, con il gonfalone cittadino, - ha annunciato il primo cittadino, davanti agli oltre duecento intervenuti - il Comune intitolerà il Palazzo degli Studi, l’ex liceo classico in cui lo stesso de Cecco studiò, un luogo di incontro e di cultura che non poteva non portare il suo nome. Prevediamo una cerimonia solenne, da organizzare con l’associazione Marcello de Cecco che oggi presentiamo alla città, il prossimo 17 settembre, proprio nel giorno del suo compleanno. Un tributo dovuto e doveroso per questo grande uomo che ricevette anche il Frentano d’oro”.

“Quando a settembre 2016 ci ritrovammo all’Università di Siena, per il primo convegno senza Marcello de Cecco, fu spontaneo pensare alla costituzione di un’associazione che promuovesse il valore sociale della ricerca economica -ha raccontato Antonio Bianco, ricercatore di economia politica, ideatore e promotore dell’associazione presieduta da Mario Amendola docente alla Sapienza di Roma– Abbiamo trovato immediatamente un grande entusiasmo da parte dei tanti amici ed ex colleghi del professore. L’associazione ha sede legale a Lanciano, è aperta e plurale, è pronta nelle prossime settimane a formalizzare ufficialmente le sue molteplici attività e può contare già cinquanta autorevoli soci tra cui docenti dell’università di Roma e Siena, passando per la Luiss Guido Carli e la Banca d’Italia fino alla Scuola superiore di Pubblica amministrazione e al giornalismo”.

Tra i soci fondatori ci sono il vicepresidente del Consiglio Superiore della MagistraturaGiovanni Legnini, il Governatore della Banca d’ItaliaIgnazio Visco, l’ex Ministro delle FinanzeVincenzo Viscoe ancora tanti ex colleghi del mondo accademico comeJean Paul Fitoussi e Mario Amendola.

 

Firenze, 4 marzo 2017 – L’Assemblea Nazionale Elettiva F.I.G.S. (Federazione Italiana Giochi Storici) ha riconfermato Danilo Marfisi nel ruolo di Consigliere Nazionale con largo consenso ed ha nominato Mario La Farciola il primo degli eletti nel Collegio dei Revisori dei conti.

Le rievocazioni e i giochi che fanno capo alla F.I.G.S., unica Associazione esistente in questo campo in Italia, rappresentano le migliori e più antiche tradizioni popolari del nostro Paese. Si tratta di eventi davvero straordinari e unici nel loro genere. Essi conservano matrici sportive e competitive tale da implicare, per coloro che vi partecipano in prima persona, una preparazione impegnativa almeno quanto per le moderne, più conosciute e praticate discipline.

Ma è nella ricostruzione dell'ambientazione storica che si sviluppa per ciascun gioco la massiccia partecipazione attiva di persone di ogni ceto sociale senza distinzione alcuna. Nella cornice degli splendidi centri storici delle nostre città,per noi Lanciano, centinaia e talvolta migliaia di cittadini in costume rinascimentale o medioevale diventano attori creando scenografie irripetibili altrove. Eventi che costituiscono una ricchezza enorme, autentici giacimenti culturali da coltivare e sviluppare.

La Federazione Italiana Giochi Storici è associata alla Confédération Européenne des Fêtes et Manifestations Historiques.

Il presidente dell’associazione il Mastrogiurato Marfisi con il suo vice La Farciola si dichiarano orgogliosi di poter continuare a rappresentare la città di Lanciano in tavoli così importanti, mentre si inizia già a pensare all’edizione 2017 della grande rievocazione storica del Mastrogiurato che quest’anno si svolgerà Domenica 3 settembre .

 

Si accendono a inizio Settembre, ma hanno il loro clou quando nella nottata del 13, Corso Trento e Trieste, i Viali delle Rose, Piazza D'Amico si riempiono di tanta gente, soprattutto di giovani, molti dei quali aspettano proprio questa notte speciale per poter fare tardi, anzi mattina, con il consenso dei genitori. L'atmosfera è movimentata, quasi carnevalesca, in attesa dell'apertura delle Feste alle 4 del mattino con i fuochi d’artificio che colorano il cielo e la banda che sfila lungo il corso. Probabilmente, però, pochi tra noi giovani sanno che la “nottata” risale al 1833, quando dei sacerdoti lancianesi si recarono a piedi in Vaticano per prendere e riportare a casa le corone d’oro destinate alla statua della Madonna del Ponte e al Bambino, presente nella nostra Cattedrale. La domanda che spesso ricorre è: ma le Feste in onore della Patrona della città sono sinonimo di una Lanciano protagonista della propria tradizione e delle festività liturgiche o è solo un’occasione ludica e di ricreazione? L'ideale è coniugare e vivere tutti e due gli aspetti, anche se da alcuni comportamenti le Feste sembrano essere più un'occasione di divertimento. L'opportunità di rientrare più tardi soprattutto da parte di noi quasi diciottenni. C'è il calendario degli eventi allestito dal Comitato del Settembre Lancianese e ci sono le tante iniziative private, come quelle musicali organizzate dai bar del centro che puntano a richiamare gente, specialmente i più giovani. E in effetti sono tanti quelli che preferiscono questo tipo di svago, sarà perché le proposte negli ultimi tempi non sono state molto accattivanti, come erano quelle di una volta, basta ricordare quando proprio in occasione delle Feste a Lanciano venne Lucio Dalla. Certo i fondi sono pochi e quindi è difficile organizzare eventi di questo tipo, però sarebbe bello se in città tornasse ad esibirsi in un grande concerto un'artista di fama capace di suscitare l'attenzione del grande pubblico , compreso di noi giovani. Chissà, forse questo potrebbe essere possibile se ci fosse la collaborazione, anche economica, di tutti. (Alessio Moretti)

 

La Scuola diventa un luogo dove è possibile incontrare l'arte in tutte le sue molteplici e suggestive espressioni, conoscere anche le tradizioni, i riti e la storia. Insomma tutto quello che costituisce l'identità di una comunità. Si tratta di un progetto significativo e di sicuro interesse che sta particolarmente a cuore alla Dirigente dell'Istituto Comprensivo 1, Mirella Spinelli che crede molto in una scuola capace di stimolare e favorire le relazioni, che si apre alla realtà ed è convinta dell'efficacia del “Caffè Letterario..e non solo” che oggi, alla Scuola Mazzini, alle 18.30, alza il sipario sul primo di una serie di eventi. Si inaugura con uno davvero speciale “Lu Langianes addavere” con la partecipazione dello storico Domenico Maria Del Bello e del Maestro Roberto Mancinone che con il noto gruppo “Lu Cantastorie” interpreterà in musica costumi e tradizioni. Un progetto decisamente innovativo e originale che ha già avuto l'adesione di molti artisti e studiosi che si sono detti disponibili a organizzare momenti di approfondimento e conoscenza.

Sabato 25 Febbraio a Pescara, con la collaborazione di Alessio Falconio, abruzzese, direttore di Radio Radicale, è stato organizzato un incontro per la presentazione del libro di Marco Pannella: “Una Libertà Felice: la mia vita”.

Il grande politico e personaggio abruzzese non aveva mai scritto una sua specifica biografia, né lasciato un diario di memorie, appunti o interviste che riguardasse la sua persona, ma quasi un anno fa però, quando la sua malattia aveva iniziato il suo ultimo attacco nell’agone della vita, anche il “grande vecchio”, testimone della vita politica di due Repubbliche, ha accusato la necessità di tramandare alcuni appunti della sua mente, una specie di diario quotidiano, ma con preziosi flash-back, scandito dalla cronologia dei suoi ultimi 100 giorni e impreziositi dai ricordi, dalle memorie e dalle emozioni che gli hanno tenuto compagnia in una intera vita di lotte politiche. Il libro ripercorre insieme a coloro che lui definirà i suoi due Angeli Custodi: Matteo Angioli, già suo assistente al Parlamento Europeo e Laura Harth la sua compagna.

Di seguito alcune frasi riportate nel Prologo del libro.

«... E ora registro me stesso. Una penna, un foglietto, anche un microfono. Non è che mi senta pronto per stendere le memorie di un rompicoglioni. Voglio soltanto sistema­re la mia gioia e, quando c'è, anche il mio sconforto. Per questo annoto, per questo re­gistro. Perché la conquista della democra­zia passa anche in un abbraccio, in una di­scussione sul liberalismo e un'altra sulle rivoluzioni, passa per ogni uomo e per ogni idea capace di migliorare il mondo. Passa per ognuna delle cazzate che ci vengono in mente e che abbiamo la voglia e la forza di comunicare e condividere. L'importante è osare e usarsi, l'importante è accettare ogni sfida che può guadagnare un grammo in più di libertà.» Marco Pannella

Un libro, Marco Pannella, non aveva mai voluto scriverlo. Lo spiega Matteo An­gioli, che ha raccolto e curato questa auto-biografia: «... poi un giorno ha smesso di sentirsi immortale, ha avvertito che la bat­taglia, la sua battaglia, poteva concludersi presto. D'un tratto, però, si è trovato anche al cospetto del passato e deve aver comin­ciato a osservarlo, come forse non aveva mai fatto prima. Eccolo, dunque, il suo li­bro. Ecco il senso delle pagine che abbia­mo costruito con lui, parola più aggettivo meno, sensazione dopo sensazione, gior­nata dopo giornata. Non è stato facile, ma è stato meraviglioso».

Questo libro straordinario è una sorta di re­soconto intimo di una passione totalizzante per la libertà e i diritti, di battaglie, digiuni, infinite discussioni, «come se la vita fosse una lunga riunione politica». Ma è anche il diario dell'amore e del dolore dei suoi ulti­mi mesi di vita, una lezione involontaria di saggezza e nobiltà d'animo di un uomo che non ha paura dei sentimenti e del loro scan­dalo radicale.

Venerdì 24 febbraio 2017, alle ore 17.30, l’Arcidiocesi di Lanciano Ortona – Ufficio Beni Culturali di concerto con la Parrocchia di Santo Stefano protomartire, l’Arciconfraternita del S. S. Rosario di Castel Frentano e con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo, presenta il restauro delle pitture della Chiesa del Rosario di Castel Frentano.

Presso il Teatro Di Loreto Liberati di Castel Frentano interverranno all’evento l’Arcivescovo Mons. Emidio Cipollone, il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi don Domenico Di Salvatore, il parroco don Roberto Geroldi, il Soprintendente dott. Francesco Di Gennaro, il Sindaco di Castel Frentano Gabriele D’Angelo e il dott. Enzo La Civita in rappresentanza del Fondo “Antony Campitelli”, finanziatore dell’intervento di restauro.

Ad illustrare i risultati dei restauri degli oltre ottanta metri quadri di pitture della volta, eseguite nel 1824 dal pittore castellino Giuliano Crognale (1770 - 1862) ci saranno Domenico Maria del Bello, Ispettore Onorario del Ministero per i Beni Culturali, la dott.ssa Ada Giarrocco e i restauratori Mario Bomba e Annalisa Clerico

La conoscenza e la tutela dei beni culturali sono attività strettamente correlate per la salvaguardia del nostro patrimonio. Il restauro della Chiesa del Rosario, intervento necessario per la sua conservazione, come spiega don Domenico Di Salvatore, è stato occasione di studio fondamentale per la conoscenza del bene. L’antica chiesa del Rosario, sede dell’omonima Arciconfraternita fondata nel 1581, venne riedificata nella seconda metà del ‘700 con l’attigua chiesa parrocchiale di Santo Stefano protomartire ad opera di maestranze ticinesi, fu decorata nel 1824 da Giuliano Crognale, pittore “per diletto” autore di diverse altre opere in chiese del territorio frentano.

L’intervento di restauro, condotto da Mario Bomba e Annalisa Clerico sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo, concluso nel dicembre del 2016, restituisce alla comunità di Castel Frentano e al più vasto pubblico, la decorazione della Chiesa del Rosario nella sua piena valenza storica e simbolica che era stata offuscata dal tempo e dal fumo delle candele.

Si tratta di un apparato pittorico di rilevante interesse, risultato della felice collaborazione di più mani tra le quali si riscopre quella del Crognale, di chiara impostazione neoclassica, che riprende i suo soggetti da Raffaello e da Pietro da Cortona.

La conclusione di questo impegnativo intervento di restauro, supportato da nuove ricerche e indagini di archivio, è altresì occasione per riscrivere la storia dell’edificio, ma, soprattutto, per contestualizzarla nel più ampio panorama dell’architettura e della decorazione del Settecento che in Abruzzo, come è noto, ebbe stretti legami con la cultura architettonica e decorativa sia dell’area napoletana che di quella lombarda.

L’impegnativo intervento è stato sostenuto dal Fondo Benefico istituito da Anthony Campitelli, destinato a finanziare progetti umanitari a favore della comunità di Castel Frentano, in collaborazione con la National Italian American Foundation di Washington, D.C.

La NIAF è un’organizzazione non profit con sede a Washington, D.C. impegnata nella promozione della cultura dei circa 25 milioni di italo americani residenti negli Stati Uniti che ha raccolto l’eredità di Anthony Campitelli che emigrò negli Stati Uniti nel 1928 per raggiungere il padre. In seguito diventò un importante architetto e impresario edile continuando a mantenere vivi i legami con Castel Frentano. E’ alla Fondazione, rappresentata dal dott. Enzo La Civita, che vanno quindi indirizzati i più profondi ringraziamenti per l’impegno profuso per questo intervento di restauro che può essere considerato tra quelli di maggior rilievo condotti negli ultimi decenni.

Di notte, di giorno, in macchina, in discoteca, in camera.. la musica è la nostra migliore amica, ci aiuta ad uscire dalla monotonia delle nostre vite e ci fa entrare in un nuovo mondo.

Sempre disposta a darci una mano ci consola, ci rallegra, ci fa cantare, ci fa sorridere.

La melodia che sempre più si afferma nei giorni d’oggi, soprattutto tra i giovani, è quella di artisti contemporanei come Ed Sheeran, Rihanna, Sia, Beyonce, e di gruppi come i Coldplay, gli Imagine Dragons, i Red Hot Chili Peppers.

Probabilmente però se ci capita di sentir parlare di ‘a song of joy’ parte di noi giovani non sa nemmeno che è Beethoven ad aver composto questo brano, di lui probabilmente conosciamo solo la sinfonia n.9, come anche conosciamo poco di Mozart, di Chopin, di Vivaldi e di molti altri.

Sarà perché assorbite da un quotidiano sempre più difficile, sono tante le persone poco attente e poco interessate alla cultura musicale. L'obiettivo del presidente degli “Amici della Musica” Omar Crocetti è quello di invertire questa tendenza e di riavvicinare la gente, anche la più distratta, alla musica. Si comincia con i “Concerti del Parco” presentati nel corso di una conferenza stampa, una speciale rassegna che insieme alle altre iniziative punta a riaccendere la passione e la curiosità anche nei confronti di generi musicali poco ascoltati o addirittura ignorati. Le risorse non sono tante e il presidente Crocetti spera anche in un numero consistente di abbonamenti.

C’è bisogno pur della cooperazione delle scuole per stimolare la sensibilità musicale dei giovani. Infatti la riforma 107 della “Buona scuola” dell'ex Premier Renzi prevede un potenziamento dell’educazione musicale.

E come di ce Ezio Bosso "la musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme" (Alessio Moretti)

E' stato l'ultimo Segretario del Partito Comunista Italiano e il primo del Pds(Partito Democratico di Sinistra) Achille Occhetto, un leader politico che si è assunto negli anni ottanta e novanta pesanti responsabilità. Come dirigente si è impegnato in scelte difficili e lungimiranti per costruire una sinistra in grado di traghettare il meglio della sua tradizione in un progetto innovativo e sperimentale. Giovedì, 16, febbraio, sarà a Lanciano per presentare il suo libro “Pensieri di un ottuagenario. Alla ricerca della libertà nell'uomo” (Sellerio editore Palermo). L'appuntamento è a Palazzo degli Studi, alle 18, insieme all'autore ci saranno Maria Rosaria La Morgia e Baldino Di Mauro. Il libro è un viaggio appassionante e complesso tra politica e filosofia, il tema dominante è quello del rapporto tra libertà e necessità. Un filo rosso che unisce i pensieri e le riflessioni di un uomo che per decenni ha calcato da protagonista la scena politica del nostro Paese.

 

 

Come ormai da tradizione, il primo appuntamento coincide con la cena di San Valentino, accogliendo gli innamorati della cultura letteraria e della buona tavola nelle sale dell’Osteria Patria, in vico I Corsea 12, proprio nel cuore storico di Lanciano.

Si comincia con le parole di Giacomo Leopardi, che scrive ai cari familiari durante i suoi soggiorni a Roma negli anni 1822-23 e 1831-32. Le epistole selezionate sono tratte dalla pubblicazione "Roma era bianca dalla neve" di Lozzi Publishing del 2011, a cura di Giulia Alberico.

Nonostante le confessioni di disagio e diffidenza di Giacomo, provate nella grande metropoli e verso le persone incontrate, nulla di triste, malinconico o complicato emerge dalle confidenze spedite a mezzo postale verso la casa sulle amate colline marchigiane. Appare, invece, la fiera “provincialità” di Leopardi, nella sua lucida, quasi spietata, attitudine a osservare criticamente a distanza gli ambienti immensi e i rapporti sociali, spesso ottusi e artefatti, della realtà romana. Nelle lettere ai fratelli e al padre si conosce, quindi, un inedito Giacomo, schietto nei pensieri, nelle emozioni, nei suoi sentimenti autentici, salvati dal circo grottesco e inautentico della mondanità romana.

I sapori tradizionali e d’epoca delle regioni Marche e Campania arrivano a tavola. Di Roma, bianca come la neve, non se ne sente, invece, il gusto nei piatti, ma le sensazioni che la Città Eterna lascia ai lettori sono tutte negli occhi, nell’inchiostro, nelle lettere di carta di Giacomo Leopardi.

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