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Sono 35 gli eventi concertistici della stagione 2018 dell’Estate Musicale Frentana presentati questa mattina e che prenderanno il via il prossimo venerdì 1 giugno, alle ore 18, nella cattedrale della Madonna del Ponte, con il concerto inaugurale che celebra il bicentenario della morte di Fedele Fenaroli.

E poi ancora quattro grandi orchestre, i Concerti del Parco, i tradizionali gospel ed il concerto di capodanno, la settimana di Santa Cecilia dedicata alle scuole e la direzione del concerto della notte di San Lorenzo del maestro Donato Renzetti. “Questa 47esima stagione è una delle più belle di sempre, musicalmente parlando. - dichiara Omar Crocetti, sovrintendente artistico dell’associazione “Amici della Musica” - e nonostante le oggettive difficoltà economiche e finanziarie, siamo davvero orgogliosi e soddisfatti di quanto siamo riusciti a fare. Il mio grazie va soprattutto al maestro Renzetti che quest’anno dirigerà per noi due orchestre e sarà il docente d’eccezione di un corso di direzione d’orchestra”.

Domenica 10 giugno, nel Parco delle Arti Musicali, ci sarà infatti il concerto finale della masterclass del maestro Renzetti che si terrà nella settimana precedente e per cui le richieste di adesioni sono già molte. “La nostra sfida, quest’anno, - afferma lo stesso Renzetti, direttore artistico EMF - è stata quella di attrarre quanti più allievi possibili ed il numero di richieste già arrivate ci fa ben sperare. Ed è proprio con questi numeri, supereremo i 400 musicisti, che riusciremo a portare sul palco repertori di un livello altissimo, come forse non accadeva da anni”.

Saranno quattro le grandi orchestre dell’Estate Musicale Frentana per tre grandi periodi di formazione. Dopo gli appuntamenti con le celebrazioni per il bicentenario della morte di Fedele Fenaroli e la quarta edizione della Notte del Parco, in programma per sabato 16 giugno, l’appuntamento con la musica è per sabato 21 e domenica 22 luglio, con l’Orchestra Giovanile “F. Fenaroli” diretta dal maestro Paolo Angelucci che si esibirà prima nel Castello Aragonese di Ortona e poi nelle Torri Montanare di Lanciano, insieme al solista Michele Di Toro.

L’Orchestra Sinfonica Internazionale Giovanile terminerà, invece, il suo periodo di formazione, nel weekend del 28 e 29 luglio, con la direzione di Massimiliano Caldi, ancora ad Ortona e alle Torri Montanare. Il terzo periodo di formazione si concluderà con ben due concerti. Martedì 7 agosto, con la direzione di Simone Genuini ed il 10 e l’11 agosto, alle Torri Montanare e a San Giovanni in Venere a Fossacesia, con la straordinaria direzione del maestro Donato Renzetti.

“Nonostante le difficoltà, l’Amministrazione comunale di Lanciano prova sempre a fare la sua parte nel migliore dei modi per essere vicina a questa importante istituzione per la nostra città. - commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Lanciano, Marusca Miscia - E lo faremo dal punto di vista economico e logistico, facendo in modo che, a differenza dello scorso anno, la piazza d’Armi delle Torri Montanare sia agibile per le orchestre dell’Estate Musicale Frentana”.

Una promessa ribadita anche dal sindaco Mario Pupillo, per evitare i concerti, poco apprezzati anche dal maestro Renzetti, in largo dell’Appello. “Il 22 luglio la piazza d’Armi delle Torri Montanare sarà senza dubbio pronta. - assicura Pupillo - E se dovessimo riscontrare problemi economici, siamo anche disposti a dirottare i fondi della stagione teatrale a questa istituzione che è patrimonio inalienabile della nostra città”.

Intanto, per ovviare all’esiguità dei fondi regionali, appena 6mila euro dal Furc (Fondo unico regionale per la cultura), il cda dell’associazione “Amici della Musica”, nella persona del presidente Franco Ruggieri, ha inviato una ufficiale richiesta alla Regione per un contributo straordinario compensativo in concomitanza con le celebrazioni del bicentenario della morte di Fedele Fenaroli. “Tale finanziamento - così come si legge nella missiva - di cui si è discusso nel corso di una riunione con l’assessore Silvio Paolucci ed il sindaco Mario Pupillo,  permetterebbe l’attivazione di corsi di musica d’insieme estesi a tutto l’anno accademico a partire dalla  stagione didattica anno 2018”.

E’ ancora possibile sottoscrivere un abbonamento per la stagione EMF 2018 didattica e concertistica nella segreteria dell’associazione in largo dell’Appello a Lanciano, ogni mercoledì e giovedì mattina, dalle ore 10 alle 12.30. Il programma della stagione è interamente consultabile sul sito www.estatemusicalefrentana.it

 

La presenza del grande numero di pellegrini determinato dal Santuario del Miracolo Eucaristico impone all'Arcidiocesi di Lanciano - Ortona notevoli sforzi per garantire un’apertura degli edifici religiosi che vada oltre le esigenze liturgiche.

L’Arcidiocesi e l’Associazione di Volontariato “La Santa Casa”, costituitasi per garantire l’apertura delle chiese di Lanciano, organizzano il secondo corso di formazione per operatori volontari addetti alla custodia, tutela e valorizzazione di edifici di culto e dei beni culturali ecclesiastici.

Il calendario delle lezioni sarà presentato venerdì 25 maggio 2018 alle ore 17.30 nella sala conferenze diocesana in Largo dell’Appello 2, con l’intervento di S. E. Mons. Emidio Cipollone e di don Domenico Di Salvatore Incaricato Diocesano per i Beni Culturali,  che parlerà sul tema “La tutela dei beni culturali ecclesiastici”.

Sabato 26 maggio 2018, alle 17.30 nella sala conferenze diocesana in Largo dell’Appello 2 l’Ispettore Archivistico Onorario per l’Abruzzo Domenico Maria del Bello terrà una lezione su “La normativa italiana e regionale in materia di beni culturali”.

La realizzazione del corso di formazione, che quest’anno può già contare su oltre trenta iscritti, è finanziato da fondi 8x1000 della Chiesa Cattolica, rappresenta una preziosa occasione per poter qualificare professionalmente quanti già operano volontariamente per la custodia, la tutela e la valorizzazione di edifici di culto e dei beni culturali ecclesiastici.

Il ciclo di lezioni, tenute da docenti altamente qualificati, verterà su argomenti come la legislazione dei beni culturali, il restauro, la conoscenza del patrimonio monumentale Frentano, la didattica museale. Coloro che frequenteranno il Corso teorico avranno poi la possibilità di completare la loro formazione nelle chiese del centro storico di Lanciano.

Si tratta di un’esperienza del tutto innovativa che pone l’Arcidiocesi da Lanciano Ortona all’avanguardia tra le Diocesi italiane. Il corso di formazione rappresenta infatti il primo passo per la realizzazione del Sistema Museale “Lanciano Città d’Arte di Fede” che vede consorziati, tra i primi esempi in Abruzzo, per una coordinata politica di promozione culturale e turistica, le chiese cittadine e il Museo Diocesano.

Le iniziative saranno coordinate dall'Associazione “La Santa Casa” in collaborazione con l’Arcidiocesi di Lanciano Ortona, il Comune di Lanciano, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo, la Delegazione FAI di Lanciano e l’Unpli delle Provincia di Chieti.

Per ogni ulteriore informazione è possibile rivolgersi all’Associazione “La Santa Casa” presso l’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali o alla Segreteria del Corso 3389852635 lasantacasalanciano@gmail.com.

Si è conclusa nei giorni scorsi  a Lanciano (Con)fusioni Club Foyer, la mostra fotografica alternativa sull'incompiuto e sulla ricerca, che è stata accompagnata da incontri, salotti, reading e occasioni d'arte. L’evento, ideato da Luca Di Francescantonio e organizzato dall’associazione di cultura Arena7 con il patrocinio del Comune di Lanciano, si è avvalso della preziosa collaborazione di  Michela Piccoli, in qualità di curatrice della mostra fotografica, in collaborazione con Angelo Bucci; foto visual a cura di Enzo Francesco Testa.

“Sono passati dieci anni da quando nacque l'idea di dare a Lanciano un festival di arte contemporanea partendo dalle generazioni più giovani, per creare dialogo e interazione tra sconosciuti – spiega Luca Di Francescantonio, ideatore dell’evento -  molti ragazzi artisti, provenienti da ogni parte d’Abruzzo, si sono incontrati durante queste dieci edizioni e allo stesso tempo il pubblico si è avvicinato ad un qualcosa di mai visto prima. Abbiamo dato esempio di poter fare qualcosa di nuovo. Ma gli anni sono passati anche con difficoltà, sostenere con l'associazione Arena7 tutto questo non ha è stato facile. A Lanciano esistono manifestazioni e identità più radicate e più accolte ed è per questo che credo sia difficile ricevere fondi per un evento in più, oltre la difficoltà di inserire qualcosa di dedicato al contemporaneo”.

Tante le iniziative che dal 7 maggio scorso fino a ieri si sono tenute al Foyer del teatro “F.Fenaroli” e che hanno visto la partecipazione dei seguenti autori in esposizione: Sandra Lazzarini, Giovanna Eliantonio, Francesca De Chirico, Antony Stone, Valentina De Santis, Giancarlo Bomba, Valeria Ranalli, Andrea Gagliardi, Alessia Morellini, Francesco Marini, Pier Costantini, Sitri, Alberta Aureli, Luana Rigolli, Serena Cutilli, Lara Zibret, Antonio Rochira, Mara Patricelli, Flavia Rossi, Angelo Presenza e Sofia Bucci.

I libri presentati sono stati “D’Amore e Baccalà” di Alessio Romano,  “Così nello sfavillio di un momento" di Flavia Rossi, “Album di Famiglia - avventura di un fotografo” di Enzo Francesco Testa, “Confessioni di uno zero” di Giovanni Di Iacovo, CAFFé LETTERARIO (L'idea dell' amore) di Antonio Lera e IL TEMPO DEGLI ULTIMI CORSARI di Luca Romani.

Molto apprezzati il workshop “Corso di sviluppo digitale” Giancarlo Bomba e il seminario di Fotografia Instantanea a cura di Antony Stone.

 

“Sebbene ci sono stati molti visitatori venuti anche da fuori e ci sia una buona parte di assetati curiosi di cultura alternativa non credo che il "contemporaneo" sia accettato da buona parte della città – continua Di Francescantonio -  ne sono stati esempi le installazioni in piazza delle passate edizioni e l'albero di Natale del gruppo di artisti di Lignum, per una certa parte di Lanciano non ben accolto. Quindi Lanciano sarebbe pronta al Contemporaneo? Credo proprio di no. Per certi versi una parte di lei non ama il diverso. Per certi versi ci sono paradossi di difesa ma non c'è tolleranza per la bellezza del "diverso"”.

“Quindi (Con)Fusioni conclude il suo tragitto di dieci anni qui – conclude  l’ideatore nonché presidente di Arena7 - riflettendo o pensando ad altro, dopo anni di lavoro duro. Se mai dovesse ritornare dovrebbe farlo con la sicurezza di fondi accompagnati da un progetto comune tra commercianti e Comune per creare un evento di cultura e turismo di attrazione mai vista prima qui in città. E dovrebbe essere accolta da tutta la cittadina, con un'ottica di visione futura di marketing culturale che dovrebbe essere propria e senza bandiere. Ma credo che per ora non sarà possibile. L'unica politica che conta è quella del visionario concreto, per me. Ma credo che per ora ci siano solo scenari virtuali da social. Grazie (Con)Fusioni, per tutta la creatività concreta e rivoluzionaria che hai portato in questi dieci anni. Grazie anche a voi, "diversi" ma attenti”.

 

 

 

 

 

La DISTILLERIA JANNAMICO & FIGLI S.p.A., da oltre un secolo, interpreta il gusto tradizionale dei suoi liquori in chiave contemporanea. L’accurata scelta delle materie prime e la lunga esperienza professionale tramandata per generazioni, sono i cardini del successo dell’azienda, trasferitasi a Lanciano (CH), nel 1945.

Gli eredi di Francesco Jannamico, ormai alla quarta generazione, ricordano con orgoglio quel bisnonno moderno nei pensieri e nell’aspetto, che nella seconda metà dell’Ottocento dava vita a uno dei primi liquorifici abruzzesi a Villa Santa Maria, la patria dei cuochi, situata nella bassa valle del Sangro e prima sede della ditta nel 1888. Francesco importava rum dai Carabi e dalle Antille e al contempo dava vita, sulla base dello studio e della ricerca, a un’arte illuminata, fatta per lo più di ricette e insegnamenti tramandati oralmente all’interno dei nuclei familiari. Pur operando nella piccola realtà di Villa Santa Maria, gli orizzonti di Francesco erano tanto ampi da fargli intraprendere lunghi viaggi per far conoscere i suoi prodotti anche nei paesi lontani.  Fu così che Jannamico in Europa divenne sinonimo di “Punch Abruzzese”. “Un bicchierino puro o diluito in acqua calda, costituisce un tonico più efficace, il corroborante più sicuro, onde si rende sommamente utile e pratico, nei paesi umidi e freddi, per equilibrare e distribuire convenientemente il calore all’organismo”. Così scriveva Francesco Jannamico nel 1888 pensando e producendo il noto Punch.

1888-2018. 138 anni di storia aziendale vengono festeggiati dando vita a un nuovo “spirito” della casata Jannamico Michele & figli S.p.A. E ieri pomeriggio nella splendida cornice della Torre Vinaria di Rocca San giovanni presso la Cantina sociale Frentana si è svolta la presentazione “quasi ufficiale” del nuovo nato. L’occasione ra delle più importanti e a degustarlo sono stati gli esperti dell’associazione italiana barmen dell’AIBES che ieri era in visita alla distilleria Jannamico ed hanno colto l’occasione per sperimentare il prodotto all’interno dei loro cocktail. I mixologi, capitanati dal vice fiduciario per l’Abruzzo Rocco Bucco, si sono messi all’opera, appena finita la loro assemblea e il verdetto sul GinJ 7 è stato unanime: prodotto eccellente dove l’amore e la ricerca nel assemblaggio delle botaniche ha fatto centro rispettando a pieno tutte le peculiarità di ogni singolo elemento.
È il Gin J7. ”J” è l’iniziale di Jannamico e 7 sono le botaniche utilizzate dalla distilleria per dar vita a un sapore unico: GINEPRO, GENZIANA, TIMO, PINO MUGO, SAMBUCO, IREOS e CORIANDOLO.
Una bottiglia dal design moderno  vestita con un’etichetta “pulita” graficamente ma ricca di nobilitazioni tecniche che passano dal rilievo a secco, alla serigrafia tattile, al laminato delle bacche.
Un liquore prezioso in una veste preziosa. Frutto di una accurata elaborazione di essenze nostrane per dare vita ad una versione abruzzese del più classico dei distillati.

Le essenze che vanno a comporre il GinJ 7 sono state lavorate singolarmente attraverso una macerazione alcolica nel pieno rispetto di ogni botanica che presa singolarmente ha bisogno di estrazione, trattamenti specifici di concentrazione di solvente e temperature. Ogni aroma è salvaguardato preservandone il cuore e il risultato finale è un Gin con una concentrazione alcolica pari a 47° in cui il letto robusto di Ginepro si adagia finemente sulle altre fragranze. Per descrivere le sensazioni al gusto e all’olfatto durate la degustazione, la famiglia Jannamico ama parlare di “percorso montano”, come a voler percorrere un sentiero, una traccia di profumi e colori verso la vetta.

 

Migliora la reputazione digitale dell'offerta turistica della Regione Abruzzo. Secondo uno studio elaborato da Travel Appeal, la startup che si occupa di big data analytics per il turismo, nel periodo gennaio-dicembre 2017, il livello di soddisfazione dei turisti che hanno trascorso le vacanze in Abruzzo si attesta all'86,1% di sentiment positivo.

Dato in crescita, sempre secondo la Travel Appeal che ha presentato oggi lo studio, anche nei primi 4 mesi del 2018: raggiunge quota 88%. Il report è stato realizzato attraverso l'elaborazione semantica di tutte le recensioni (Booking.com, TripAdivisor.com, Facebook e Google) che i turisti, provenienti da ogni parte del mondo, hanno pubblicato online nell'ultimo anno. È stato monitorato un campione composto da 1.894 strutture del territorio, di cui il 73% appartenenti alla ricettività, il 22% alla ristorazione e il 5% alle attrazioni turistico-naturalistiche. I contenuti analizzati (recensioni e post social) sono 87.529, nei quali sono state rilevate 550.611 opinioni espresse su diversi aspetti riguardanti l'esperienza di vacanza.

"Le strutture abruzzesi registrano ottimi risultati riguardo l'accoglienza e la qualità della ristorazione - osserva l'assessore al turismo Giorgio D'Ignazio -. In questo contesto, attraverso le nuove tecnologie, l'analisi dei dati raccolti tramite le piattaforme digitali consente di fornire un quadro di riferimento sulla base del quale le istituzioni culturali e gli operatori turistici possono impostare le proprie strategie di accoglienza, di miglioramento dei servizi e anche di marketing.

La nuova strategia della Regione Abruzzo, attualmente in fase di elaborazione - annuncia D'Ignazio - sarà illustrata a metà giugno". Alla presentazione, che si è svolta nella sede dell'Assessorato al turismo, a Pescara, hanno partecipato anche l'account manager della Traverl Appeal, Mario Romanelli, che ha sottolineato "come l'Abruzzo abbia fatto passi in avanti in questi ultimi anni e rappresenta la regione emergente" e il direttore del Dipartimento Sport, Turismo e Cultura Francesco Di Filippo

Torricella Peligna si appresta ad accogliere i bambini e i ragazzi vincitori della II Edizione del Premio Nazionale di Narrativa e di Disegno “Valeria Di Fabrizio”, ideato e coordinato dal lancianese Antonio Monte, con la consulenza dell’Agenzia Scribo di Lanciano, bandito dal Comune di Torricella Peligna e dedicato a Valery, bambina torricellana, venuta a mancare nel 2015, che amava leggere e disegnare.

Si aggiudicano il primo premio per la sezione riservata alla narrativa, a sua volta suddivisa in tre settori, rivolti rispettivamente agli alunni della scuola primaria, della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria di secondo grado, Emanuele Andreoli, Francesco Menno Di Bucchianico, Alberto Riccardo Cespites, Italo Vaira e Angelica Avitabiledella IV A della Scuola Primaria “Rocco Carabba di Lanciano, autori del lavoro di gruppo “Un ritorno a sognare”; vincitrice per la scuola secondaria di primo grado, con il componimento “Maurice”, è Fabrizia Trapella, della III B dell’Istituto Comprensivo “F.P.Michetti” di Francavilla al Mare, mentre per la scuola superiore la giuria ha scelto il testo “Insegui i tuoi sogni” di Alessia Giacomucci, alunna della IV CSU dell’Istituto “De Titta-Fermi” di Lanciano.

Per la sezione riservata al disegno, introdotta quest’anno nel regolamento del concorso e sempre tripartita a seconda dell’età e del grado scolastico frequentato dai partecipanti,  saliranno sul podio Laura Di Tomaso e  Pietro Pasquini, con l’opera “L’albero dei sogni”, iscritti al IV anno presso il plesso di Villa Santa Maria dell’Istituto “B. Croce” di Quadri. Infine, per la scuola media e la scuola superiore, i primi classificati sono rispettivamente Ashley Shibota, al terzo anno dell’Istituto Comprensivo “P. Borrelli” di Tornareccio, con “Il sogno continua”, e Rebecca Menna, studentessa della IV B del Liceo Artistico “G. Palizzi” di Lanciano, con “La porta dei sogni.”

Numerosi i premi speciali e i riconoscimenti attribuiti dalla giuria, presieduta da Antonio Spadano, poeta lancianese.

Il lavoro di selezione delle opere è risultato particolarmente impegnativo, data l’alta qualità e la grande mole di testi e di disegni pervenuti alla segreteria del concorso, provenienti da moltissime regioni e città italiane.

La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 25 maggio, alle ore 9.30, presso la pineta comunale di Torricella Peligna, che ospita la casetta di legno costruita in ricordo della piccola Valeria Di Fabrizio.

È stato sottoscritto giovedì mattina, presso il Palazzo del Municipio di Bari, dai Sindaci Antonio Decaro ed Enrico Di Giuseppantonio il protocollo d’intesa e di amicizia tra la città di Bari e la città di Fossacesia, legata al capoluogo pugliese dall’antichissima devozione a San Nicola, vescovo di Myra.

L’accordo è finalizzato, in particolare, a promuovere iniziative di scambio turistico-culturale, a promuovere un percorso turistico-religioso fondato sul comune culto nicolaiano e ad organizzare scambi tra le istituzioni scolastiche e le realtà associative dei due territori. Presenti alla sottoscrizione, oltre ai due sindaci, il Vice Sindaco di Fossacesia, Paolo Sisti e il Comandante della Polizia Locale Fiorenzo Laudadio. “Il culto nicolaiano attraversa tutto il Paese - ha dichiarato il sindaco di Bari Decaro - e la presenza a Fossacesia, città abruzzese, di una fitta rete di gruppi di preghiera che percorrono l’itinerario della via nicolaiana, ne è un’ulteriore conferma.

Questo protocollo intende così rilanciare un grande patrimonio di valori spirituali e culturali condivisi, valorizzandolo anche in chiave turistica, secondo una strategia di marketing territoriale che guarda alle antiche strade di devozione come a straordinari strumenti di promozione delle diverse identità territoriali e delle più autentiche tradizioni popolari”. “Bari e Fossacesia sono due realtà territoriali diverse, bagnate però dallo stesso mare Adriatico - ha proseguito Di Giuseppantonio -. Oggi avviamo un’iniziativa importante che ci accomuna nella fratellanza, nella solidarietà, nell’amicizia e nell’antica devozione a San Nicola. Con questo protocollo di amicizia tra Bari e Fossacesia poniamo le basi affinché questi valori possano essere trasmessi e diventare patrimonio comune delle comunità che amministriamo.

Documenti del genere servono inoltre per fissare le basi utili per tessere una rete importante, in cui i cammini a carattere religioso oggi come oggi rivestono un ruolo centrale per l’economia turistica e la sottoscrizione di questo protocollo va intesa come l’inizio di un progetto più ampio in cui collegare turisticamente le due città, seguendo proprio le orme di San Nicola”. I due Sindaci si sono dati appuntamento al più presto per un prossimo incontro da tenersi a Fossacesia dove poter iniziare a concretizzare l’idea progettuale.

Torna l'11 Maggio presso al Palazzetto dello sport di Lanciano “LibRido...lettura in gioco” il progetto motivante alla lettura che ormai da tre anni coinvolgere studenti entusiasti delle varie Scuole della zona frentana. Il libro della sfida sarà Anime Scalze di Fabio Geda.

Organizzato dal Liceo Scientifico “G. Galilei, con la professoressa Grazia Contini, e la Scuola Secondaria “G. Mazzini” (Istituto Comprensivo Mario Bosco) di Lanciano con la professoressa Monia Di Leandro, quest'anno LibRido coinvolgerà l'Istituto Comprensivo di Orsogna (Scuola Secondaria), l'Istituto comprensivo “G. D'Annunzio”e l'ANFFAS di Lanciano.

A condurre la gara Francesco Di Bucchianico e due le Giurie che valuteranno le prove

La prima sarà tecnica e gestirà e valuterà i giochi sportivi composta da Prof. Ivan Manzoni (Presidente), Prof. Paolo Di Paolo, Prof.ssa Giovanna Bucciante, Dott.ssa Simnona Mutti e Prof.ssa Daniela Di Cocco, Prof.ssa Cristina Tano.

La locandina dell'evento è un disegno art work, una realizzazione grafica di Fabio Sabatino, giovano grafico frentano che, si ispira, al tema della forza che è il punto centrale del libro, Anime Scalze appunto,  con il quale gli studenti si cimenteranno quest’anno. L’artista ha voluto reinterpretare e rendere omaggio alla saga di Star Wars e al tema della forza, della tenacia che occorre per affrontare la vita.

Per la giuria di qualità ci sarnno Gian Luca Bellisario (Pedagogista e Presidente), Sciarra Domenico (Dirigente scolastico), Claudio Soffio (Per Liberadio.it), Ileana Di Giacomo (per Lanciano Lab Onlus)

Clicca qui per ascolatre i ragazzi che leggono il libro come lavoro coclusivo del laboratorio radiofonico di liberadio.it attivo presso la scuola media Mazzini di Lanciano.

Premieranno laCartoLibreria Cipolla, Libreria Gulliver, Cartolibreria Barbati, Libreria D'Ovidio, Libreria MU  e CiakCity Cinema

Nella foto evento l'edizione 2017

È stato un appuntamento realmente straordinario quello organizzato da Codice Citra - che con le sue 9 cantine associate, i suoi 6.000 ettari di superficie vitata e 3.000 soci, rappresenta la più importante realtà produttiva abruzzese – che per celebrare i 50 anni della Doc Montepulciano d’Abruzzo (nata nel maggio del 1968) ha chiamato nel suggestivo Teatro di Lanciano, alcuni dei più autorevoli personaggi del mondo del vino, della cultura, della scienza italiani ed abruzzesi.

Ad introdurre l’incontro Valentino Di Campli, presidente di Codice Citra, che ha sottolineato l’importanza di Codice Citra, “un’azienda “comunità” in grado non solo di aggregare oltre 3.000 soci ma anche di rappresentare oggi un fondamentale tramite per portare oggi il vino abruzzese sui principali mercati internazionali”. “Codice Citra – ha proseguito Di Campli – è una realtà cooperativa di secondo livello che è cresciuta moltissimo negli anni grazie soprattutto al poter essere in una delle regioni vitivinicole più vocate d’Italia (la quinta in termini di produzione) e in una terra, quella di Chieti, tra le tre province più produttive del nostro Paese. Una provincia, inoltre, dove il 90% della produzione è nelle mani della cooperazione e questo testimonia il ruolo economico strategico di questo modello di aggregazione per il vino abruzzese”. “Nelle nostre mani, pertanto – ha concluso Di Campli – passa e passerà anche in futuro gran parte dell’ulteriore qualificazione e riconoscibilità di un vino fondamentale per la nostra regione come il Montepulciano d’Abruzzo”.

Molto atteso l’intervento di Attilio Scienza, docente all’Università Cattolica di Milano, e oggi riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori ricercatori nel settore vitivinicolo.

Scienza ha illustrato i confini attuali della ricerca vitivinicola, in particolare quelli relativi alla zonazione viticola “che con gli strumenti attuali consente di arrivare a conoscere in maniera approfondita le caratteristiche peculiari di ogni territorio, quasi metro quadrato per metro quadrato”. “Le tecnologie attuali – ha spiegato Scienza - in particolare grazie all’ausilio dei satelliti ci consentono non solo di avere la fotografia fedele dei nostri territori vitati ma anche avere quadri di previsione molto più attendibili. Inoltre abbiamo attualmente a disposizione sensori ad elevata sensibilità per rilevare in diretta le reazioni fisiologiche della pianta in diverse fasi vegetative e di mutazioni climatiche. Tutte informazioni che in sostanza ci consentono di gestire i vigneti in maniera molto più sostenibile (intervenendo solo quando è necessario) e indirizzarli in modo più preciso verso gli obiettivi enologici che ci si è prefissati”. “In questa direzione – ha proseguito Scienza – Codice Citra ha attivato una zonazione “dinamica” con l’ausilio delle tecniche di ricerca più evolute che consentirà di definire al meglio i diversi profili qualitativi del Montepulciano d’Abruzzo e le migliori tecniche vitienologiche per esaltare le sue straordinarie potenzialità”.

Riguardo la storia del Montepulciano d’Abruzzo è intervenuto Maurizio Odoardi, funzionario tecnico della Regione Abruzzo che ha sottolineato come “oggi si festeggino i 50 della denominazione Montepulciano d’Abruzzo ma il vitigno Montepulciano nero nella nostra terra è arrivato al suo 226° anno”. Odoardi ha inoltre ricordato la grande storicità della vitivinicoltura abruzzese dimostrata anche da “reperti che risalgono al 1.000 a.C e già nel 1° secolo a.C Ovidio citava Sulmona come grande terra cara a Cerere e molto più fertile per le uve”. “In un inciso storico del 1377 – ha proseguito Odoardi – il Re affermava che il Sangiovese era coltivato in provincia di Teramo”.

Per arrivare a tempi più vicini ai nostri, Odoardi ha evidenziato come “nel censimento del 1922  in provincia de L’Aquila si parla di 3.199 ettari di vigneto e nel 1929 in Abruzzo erano presenti 14.353 ettari e vite”.

“Allo stato attuale – ha concluso Odoardi - In Abruzzo sono presenti 32.000 ettari di vigneto e di questi il 53% è rappresentato dal Montepulciano nero con 16.700 ettari”.

Molto interessante e “autobiografico” l’intervento di Nicola Dragani, presidente di Assoenologi Abruzzo. “Sono cresciuto a pane e Montepulciano d’Abruzzo – ha raccontato Dragani – come penso molti altri abruzzesi. Mia madre mi ha spesso ricordato durante la mia vita di avermi partorito dopo aver svinato l’ultima vasca di Montepulciano”.

Dragani, inoltre, ha ricordato il grande ruolo di Edoardo Valentini, lo storico produttore abruzzese mancato alcuni anni fa, nella qualificazione del Montepulciano d’Abruzzo “ben prima della nascita della denominazione”. Come pure Dragani ha ascritto ad un altro importante nome della vitienologia abruzzese, l’enologo Carmine Festa, recentemente scomparso la “crescita della produzione enologica abruzzese e l’averci portato nell’era dell’enologia moderna”. “Grazie a uomini come Valentini e Festa il Montepulciano d’Abruzzo ha fatto passi enormi – ha sottolineato Dragani – e oggi il ruolo di noi enologi è quello di garantire che la storia, le peculiarità dei nostri terroir siano racchiuse nelle nostre bottiglie”.

Dopo le relazioni programmate ha avuto inizio un brillante talk show moderato dal noto giornalista, di origine abruzzese (L’Aquila), Bruno Vespa. Vespa ha subito esordito raccontando come il Montepulciano d’Abruzzo sia “il vino della mia vita”. “E’ un vino a cui sono molto legato – ha spiegato il noto giornalista e scrittore – e penso che mi abbiano bagnato le labbra con questo vino fin da piccolo. Un rituale che forse andrebbe recuperato al fine di ridurre il numero degli astemi, di persone che si perdono così una delle cose più belle della vita”. Vespa ha voluto poi inviare un grande ringraziamento ad “una grande cooperativa e soprattutto ai suoi soci ai quali voglio dire bravi anche per non essersi mai accontentati e di investire costantemente nel miglioramento qualitativo dei vostri prodotti. Questo significa che state investendo nel vostro futuro e di chi verrà dopo di voi”.

Vespa ha poi dato la parola a Niko Romito, il noto chef abruzzese e oggi probabilmente tra i “cuochi” (è stato proprio Romito ha sottolineare la sua preferenza a questa definizione rispetto all’oggi più utilizzato e “modaiolo” termine chef), italiani più apprezzati e popolari anche a livello internazionale.

Romito ha evidenziato la straordinaria importanza delle proprie radici anche nella sua cucina. “Nella mia cucina – ha spiegato il noto cuoco di Castel di Sangro – c’è tantissimo di “locale” sia per quanto riguarda la materia prima ma anche per l’assenza di quello stress che si può trovare nelle cucine di città. L’avere scelto di rimanere a Castel di Sangro, di fare di questo piccolo angolo pacifico dell’Abruzzo non solo la sede di Casa Donna ma anche del nostro centro di formazione, ci consente di trasmettere i valori di questa terra in ogni angolo del mondo dove lavoriamo”.

E sono oggi quasi 200 persone che lavorano nei diversi progetti di Nico Romito sia in Italia che all’estero. “Ma non dimentico mai – ha evidenziato Romito – la nostra partenza a Ravisondoli, quando eravamo solo in quattro e nella nostra carta vini c’erano solo 5 o 6 vini e in particolare il Montepulciano d’Abruzzo. Conoscevo molto poco del vino ai miei inizi e la mia crescita nell’ambito gastronomico ha coinciso che quella del vino”.

Ma come valorizzare il Montepulciano d’Abruzzo in cucina? “Noi abbiamo fatto una scelta “estrema” – ha detto Romito – e cioè non ci siamo limitati ad utilizzare questo grande vino per sfumare sughi o fare riduzioni perdendo così tutte le caratteristiche autentiche del Montepulciano ma inserendolo solo alla fine della preparazione del piatto. Così abbiamo potuto mantenere integre le caratteristiche qualitative, organolettiche di questo grande vino abruzzese”.

Molto suggestivo anche l’intervento della scrittrice, anche lei di origine abruzzese, Giulia Alberico:”Mi emoziono ogni volta che torno nella mia terra d’Abruzzo. Penso sia un territorio bellissimo con la sua luce liquida sulle vigne in qualsiasi stagione. Molti dei miei ricordi sono legati agli odori di questa terra, a partire da quello del mosto, e vivo pertanto i miei tanti ritorni nella mia terra d’origine in maniera sensuale, facendomi trasportare soprattutto dall’olfatto. Non si tratta di campanilismo, solo se uno ama e conosce bene la propria terra può essere, diventare anche un cittadino europeo, del mondo”. Ma la Alberico ha voluto anche smentire alcuni luoghi comuni legati all’Abruzzo: “Per troppo tempo – ha spiegato la scrittrice – siamo stati considerati una regione “primitiva” invece siamo una terra generosa, solidale, aperta anche grazie al mare che ci fa confrontare costantemente con il mondo. Siamo una regione musicale, colta, con colline stupende e ottimi vini a partire dal Montepulciano d’Abruzzo”. “Il mio Abruzzo ha concluso la Alberico -  entra sempre nei miei libri, magari partono da Hong Kong ma cerco di farli chiudere sempre in Abruzzo”.

Altro importante uomo d’Abruzzo intervenuto al talk show è stato Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura. “Vivendo purtroppo da molti anni fuori dalla mia terra abruzzese – ha spiegato Legnini – ho avuto però il privilegio di poter osservare la straordinaria crescita dei vini abruzzesi grazie alla capacità dei suoi tanti produttori”. “Fino ad una decina di anni fa, ad esempio – ha proseguito Legnini – era difficile trovare nella ristorazione romana una presenza adeguata di vini della nostra regione, mentre oggi sono protagonisti nelle carte vini dei più importanti ristoranti di Roma”. Legnini ha inoltre evidenziato come la Doc riconosciuta nel maggio del 1968 “ha consentito al Montepulciano d’Abruzzo non solo di certificare ufficialmente la sua qualità ma di stringere tutti i produttori attorno a regole condivise. Base questa fondamentale per essere riconoscibili e credibili sui mercati attuali del vino”. Legnini, in conclusione del suo intervento, ha ricordato un altro grande uomo abruzzese come Marcello De Cecco che, parlando dell’annosa querelle tra il Montepulciano d’Abruzzo e la località toscana di Montepulciano, dichiarava:”Ho vissuto 15 anni a Siena ma portavo sempre con me il Montepulciano d’Abruzzo perché solo così mi sentivo a casa”.

Dichiarazione d’amore nei confronti del Montepulciano d’Abruzzo anche quella del noto regista abruzzese, Pierluigi Di Lallo: “Sono profondamente legato a questo vino e a lui sono legati anche molti aneddoti della mia vita. Come quella volta che ho portato da Masciarelli Gerard Depardieu che si innamorò perdutamente del Montepulciano d’Abruzzo. Un amore che continua tuttoggi e che mi “obbliga” a regalargli in ogni occasione questo nostro straordinario vino”. Ma il vino entra spesso nei vini di Di Lallo:”Anche nell’ultimo film che stiamo preparando, dal titolo “Nati due volte” il vino avrà una sua parte perché lo considero un tramite straordinario per scrivere, raccontare storie”.

In conclusione del talk show le parole della sommelier abruzzese Emanuela Cornelii:”Per una sommelier abruzzese – ha spiegato la Cornelii – il Montepulciano d’Abruzzo rappresenta il vino più importante da raccontare. E nei nostri racconti di questo nostro grande vino dobbiamo trasferire al mondo i valori dei nostri territori produttivi ma anche i suoi sentori. Per questa ragione diventa fondamentale conoscere le peculiarità di ogni nostra area produttiva per poter raccontare al meglio le tante diverse anime del Montepulciano d’Abruzzo”.

Appendice finale, ma molto importante, dell’evento organizzato da Codice Citra, la presentazione del progetto di zonazione.

A presentarlo il più noto enologo italiano Riccardo Cotarella, da circa un anno a capo del team tecnico di Codice Citra. Insieme a presentare il progetto di zonazione gli enologi di Codice Citra  Lino Olivastri e Davide Dias.

“Cotarella – ha raccontato Olivastri – ci ha fatto capire fin da subito l’importanza di una zonazione del nostro vigneto spiegandoci che era paradossale che in un territorio così vasto si avessero così poche interpretazione di Montepulciano. Abbiamo così individuato 4 zone diversificate, per una superficie di circa 100 ettari, su cui attivare il nostro progetto di zonazione”.

“Si tratta di un progetto di straordinaria importanza non solo per Codice Citra ma per la qualificazione di tutto il Montepulciano d’Abruzzo e più in generale della valorizzazione della vitivinicoltura abruzzese – ha spiegato Cotarella – ma al tempo stesso è molto complesso perché mai è stata fatta una sperimentazione di questo genere in un’area così vasta (oltre 100 ettari).”

“Si deve quindi dare merito a Codice Citra, ha questa importanza cooperativa – ha proseguito Cotarella – di essersi assunta una straordinaria e difficile responsabilità. E questo testimonia anche a quali vertici qualitativi può arrivare il mondo della cooperazione vitivinicola. Un gigante talvolta dormiente ma che quando si sveglia costringe tutti a scappare. Se la cooperazione si dota di managerialità adeguate e di strategie corrette è in grado di far fare passi avanti incredibili alla nostra vitivinicoltura. E Codice Citra in tale direzione è un esempio eloquente”.

Ma Cotarella ha voluto evidenziare ulteriormente le opportunità che scaturiranno da questa importante ricerca di zonazione:”Finalmente saremo in grado di dare un nome, un significato alle tante peculiarità del Montepulciano d’Abruzzo. Già le prime evidenze della ricerca stanno mettendo in luce un’infinità di diversità sia dal punto di vista di suoli, di microclimi. Su tali diversità costruiremo le nuove interpretazioni del Montepulciano d’Abruzzo, capaci di raccontare al meglio questo re dell’enologia abruzzese”.

 

 

 

 

 

 

Lanciano (Ch), 3 maggio 2018 – Si terrà dal 7 al 20 maggio nel Foyer del Teatro “F.Fenaroli” la decima edizione di (Con)fusioni. Una mostra fotografica alternativa, quella di quest’anno, che prende il nome di (Con)fusioni Club Foyer e che segue il percorso dell'incompiuto e della ricerca, accompagnata da incontri, salotti, reading e occasioni d'arte. L’evento, ideato da Luca Di Francescantonio e organizzato dall’associazione di cultura Arena7 con il patrocinio del Comune di Lanciano, si avvale della preziosa collaborazione di  Michela Piccoli, in qualità di curatrice della mostra fotografica, in collaborazione con Angelo Bucci; foto visual a cura di Enzo Francesco Testa. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’evento alla quale hanno presenziato l’assessore alla Cultura del Comune di Lanciano Marusca Miscia e l’ideatore Luca Di Francescantonio che ha così commentato l’iniziativa: “(Con)Fusioni arriva alla sua decima edizione dopo aver ospitato per anni diversi artisti e creativi del territorio abruzzese e, ultimamente, anche fuori dallo stesso. L’emozione di ritrovarsi negli esperimenti di arte contemporanea ha portato a conoscere sensibilità differenti, uniche e rare, nel nostro territorio. Nel suo essere un evento anomalo ha dato modo di incubare preziose creatività e portarle alla consapevolezza di una crescita. Sono passati davvero tanti anni e naturalmente ci sono state diverse persone che hanno contribuito a rendere questo evento unico e immancabile”.

“Ringrazio i coordinatori, gli artisti e l’associazione Arena7 per come si sono alternati in questi anni riuscendo a trasformare (Con)Fusioni e a renderla sempre di maggiore qualità – spiega il designer Di Francescantonio, presidente di Arena7 - quest’anno, nonostante la ricorrenza del decimo, abbiamo deciso però di “contenerci”: un modo romantico per festeggiare le origini, perché pochi sanno che (Con)Fusioni è nata proprio come una piccola mostra fotografica dentro il foyer, circa dieci anni fa, quando ho avuto l’ardire di invitare fotografi non solo di Lanciano ma anche della regione, cercandoli sul web e negli eventi quando Facebook non c’era ancora”. “E poi ci conteniamo, se vogliamo, rinunciando al Diocleziano e alla installazione in piazza – conclude -  un po’ per una nostra considerazione dopo l’evento di Natale in cui abbiamo appoggiato una installazione urbana artistica che ha diviso la città, visto che per alcuni è stata una sorta di “abuso edilizio”, per altri invece qualcosa di nuovo e intimo in una estetica artistica diversa da quella commerciale: questo ci ha fatto riflettere. Il nostro vuole essere un invito a ritrovarsi in un luogo intimo dove poter apprezzare l’arte senza discussioni”.

L’inaugurazione ufficiale dell’evento ci sarà lunedì 7 maggio alle ore 19.00 al Foyer del Teatro Fenaroli e da lì partiranno per dieci giorni una serie di iniziative che vedranno la partecipazione dei seguenti autori in esposizione: Sandra Lazzarini, Giovanna Eliantonio, Francesca De Chirico, Antony Stone, Valentina De Santis, Giancarlo Bomba, Valeria Ranalli, Andrea Gagliardi, Alessia Morellini, Francesco Marini, Pier Costantini, Sitri, Alberta Aureli, Luana Rigolli, Serena Cutilli, Lara Zibret, Antonio Rochira, Mara Patricelli, Flavia Rossi, Angelo Presenza e Sofia Bucci.

Questo il calendario delle presentazioni e workshop:

7 maggio / ore19.00: Inaugurazione - ospite lo scrittore Alessio Romano e il suo libro “D’Amore e Baccalà”, presenta Mara Patricelli - edizioni EDT - vernissage a cura di Civico 20, RistorArtGallery;

8 maggio / ore 19.00: Presentazione del libro fotografico “Così nello sfavillio di un momento" di Flavia Rossi, a cura di Filippo Romano;

10 maggio / ore 20.00: Workshop “Corso di sviluppo digitale” Giancarlo Bomba;

10 maggio / ore 22.00: concerto Emanuele Colandrea - Caffetteria Fenaroli;

12 maggio / ore 19.00: Presentazione del libro fotografico “Album di Famiglia - avventura di un fotografo” di Enzo Francesco Testa a cura di Luca Di Francescantonio;

15 maggio / ore 20.00: Workshop “Corso di sviluppo digitale” Giancarlo Bomba;

16 maggio / ore 19.00: Seminario di Fotografia Instantanea a cura di Antony Stone, support Mara Patricelli;

17 maggio / ore 20.00: Workshop “Corso di sviluppo digitale” Giancarlo Bomba;

18 maggio / ore 19.00: Presentazione del libro “Confessioni di uno zero” di Giovanni Di Iacovo, a cura di Angelo Bucci - edizioni Castelvecchi;

19 maggio / ore 18.00: Presentazione del libro CAFFé LETTERARIO (L'idea dell' amore) - Flavius Edizioni - di Antonio Lera (Professore Università de l'Aquila, Presidente Caffé Letterari d'Italia e d'Europa). Presentazione a cura di Arianna Di Tomasso (Segretario Regionale Caffé Letterari d'Italia e d'Europa);

19 maggio / ore 19.00: Presentazione del libro IL TEMPO DEGLI ULTIMI CORSARI di Luca Romani - Leonardo Nodari Editore. Presentazione a cura di Arianna Di Tomasso (Segretario Regionale Caffé Letterari d'Italia e d'Europa);

20 maggio / ore 19.00: finissage, dj set e buffet.

 

E (Con)fusioni Club Foyer 2018 si avvale anche quest’anno di un’operazione di crowdfunding; chiunque volesse sostenere l’evento può versare il suo contributo a ASSOCIAZIONE ARENA7 “(CON)FUSIONI CROWDFUNDING”

CONTO BPER - IT26B0538777910000002484379. Per ogni donazione ci sarà un regalo di ringraziamento.

“(Con)fusioni – queste le parole dell’assessore Marusca Miscia - è una rassegna importante nel panorama della cultura abruzzese. Ormai da dieci anni si accredita come manifestazione consolidata, riconosciuta e sostenuta da questa Amministrazione come luogo e momento di riflessione artistica della comunità cittadina che si apre all'esterno attraverso artisti provenienti da tutto l'Abruzzo, e non solo. L'associazione Arena 7 rappresenta una continua fonte di ricchezza culturale, caratterizzata da un'impronta innovativa e stimolante che tocca ogni ambito artistico”.

 

 

 

 

 

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