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Il 20 aprile scorso, il Liceo Musicale "R. Mattioli" di Vasto ha partecipato al Concorso Musicale Nazionale "Anxanum Music Awards" presso il teatro Fenaroli di Lanciano, portando a casa ben due primi premi assoluti con l'Orchestra e il Coro del Liceo.  Il repertorio dell'Orchestra, diretta dai professori Federico Orlando e Gerardo Carbone,  ha proposto dal primo movimento della Prima Sinfonia di Beethoven in Do Maggiore  e dal celebre tema  de "Il lago dei cigni" di ?ajkovskij. I brani presentati dal Coro, diretto dalla prof.ssa Tania Buccini, hanno spaziato dall'intimo “Signore delle Cime”,  al classicismo viennese di Mozart con l'”Ave Verum” ,per approdare poi ai più contemporanei "Roma nun fa la stupida stasera" e "The Lord bless you and keep you".  Alcuni brani sono stati cantati dal Coro a cappella, altri sono stati accompagnati al pianoforte dal prof. Mauro Giuliante.

A classificarsi sul podio, nella sezione canto moderno, gli alunni Giuseppe Fragasso, Marta Nicolucci, Adriana Orefice (primo premio),  il duo di clarinetti Maria Grazia Della Penna e Alessia Ruggieri  e il solista Michele Taraborrelli (secondo premio) , Vanessa Flocco (terzo premio).  Premiata anche Valentina Menna, I Liceo Musicale, pianoforte, secondo premio.

Si è tenuto nei giorni scorsi un nuovo sopralluogo per verificare lo stato di salute dell’Abbazia di San Giovanni in Venere ed in particolare la questione relativa alle infiltrazioni che interessano il tetto del monumento di origine benedettina. Presenti all’incontro, oltre al Sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, il vice Prefetto della Prefettura di Chieti, Luciano Conti, gli architetti della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo Giorgio Pezzi e Vincenzo Scarci , l’architetto della Provincia di Chieti Giuseppe Faraone, Micaela Fasciani del Fec (Ministero dell’Interno) , Padre Pierluigi, padre Vincenzo Fabbri e padre Saverio Pippa , rispettivamente Priore di San Giovanni in Venere, economo dell’Ordine ed economo abruzzese della Comunità dei Padri Passionisti, Silvano Sgariglia, ingegnere responsabile dell’Ufficio Tecnico di Fossacesia e Domenico Moretti, Responsabile dell’Ufficio Urbanistica. La presenza delle infiltrazioni sul tetto dell’Abbazia di San Giovanni in Venere era stata già da tempo ed in più occasioni oggetto di segnalazioni da parte del sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio agli organi competenti, ossia la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo ed il Ministero per i Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ma, nel corso dell’ultimo incontro, il primo cittadino di Fossacesia ha invitato la Soprintendenza ad attuare tutti gli interventi utili a risolvere definitivamente la questione, affinchè non si creino danni irreversibili al monumento. “Ringrazio le autorità competenti ed in particolare la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo per aver accolto il mio appello e soprattutto per aver assicurato un tempestivo intervento presso il Ministero dei Beni Culturali per risolvere la questione delle infiltrazioni – dichiara Enrico Di Giuseppantonio – San Giovanni in Venere è un monumento prestigiosissimo che necessita di controlli costanti, di una manutenzione attenta e scrupolosa che ne preservi la bellezza”. La Soprintendenza archeologica, infatti, durante il sopralluogo ha assicurato che a breve avvierà tutti i lavori utili per risolvere la questione delle infiltrazioni, nonché altre problematiche che interessano il monumento. Nel corso dell’incontro, infine ,l’Amministrazione comunale di Fossacesia ha dato l’ultimatum alla Provincia di Chieti, affinchè, entro il mese di maggio, si avviino, con i 50.000€ richiesti a suo tempo allo Stato dalla Giunta Provinciale Di Giuseppantonio, i lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Ieri sabato, 28 aprile,  davanti a circa 500 partecipanti provenienti da tutta la penisola, riecheggiava un solo urlo ….lancianese…quello della VITTORIA. La squadra dell’Istituto Umberto I, formata dagli alunni delle due scuole primarie: Caravaggio Laura, Costato Letizia, Ferrara Valentina, Flaminio Ludovica, Gallucci Simone, Manzi Matteo  e Zulli Emanuele ha sbaragliato, con bravura e tenacia, dapprima 20 scuole semifinaliste e poi, in finale, le agguerrite squadre di Aradeo (Lecce) e Fermo.

Le gare, contraddistinte dall’alto livello grammaticale e lessicale, sono state ideate dall’Università del Molise, dalla Fondazione “Lincei per la scuola” e dalla Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana. La festa è stata completata anche dall’ottimo piazzamento su scala nazionale guadagnato della scuola secondaria di primo grado formata da Cuomo Chiara, Giallonardo Giorgia, Lombardi Letizia, Martini Lisa, Pellicciaro Benedetta e Salvatore Swami.

La felicità per il risultato ottenuto e il confronto con le altre scuole d’Italia si sono rivelati vincenti e costruttivi. L’Umberto I, rappresentato nella competizione dalle professoresse Angela Stampone e Sara Iachini, nella sua continuità tra ordini di scuola differenti, ha mostrato spirito di corpo e tanta collaborazione interna, le stesse qualità che hanno portato i suoi alunni a vincere il primo premio consistente in un assegno di 400 Euro.

In occasione del 50° anniversario della Rivolta delle Tabacchine a Lanciano e della Festa del Lavoro, l’Associazione Culturale L’Altritalia e la Compagnia teatrale “Il piccolo resto”, con il patrocinio del Comune di Lanciano, hanno dato vita ad un importante iniziativa che include due appuntamenti.

 Venerdì 27 aprile alle ore 18,30 presso la  Ex Casa di Conversazione sarà presentato il libro fotografico “Tabacchine 1968” a cura di Enzo Francesco Testa, con foto di Giulio Di Florio e Febo Pallini. Un volume che raccoglie più di 90 fotografie storiche relative all’occupazione dello stabilimento dell’Azienda Tabacchi Italiana e agli scioperi per la difesa del posto di lavoro, con immagini inedite della rivolta lancianese avvenuta tra maggio e giugno del 1968. Seguirà la  proiezione del Documentario “Le tabacchine insorgono” con la regia di Enzo Francesco Testa che include materiali storici e interviste alle ex tabacchine realizzato nel 2017.

Il 1° maggio alle ore 17,30, presso il Teatro Fenaroli, nell’ambito della Rassegna “Teatro della memoria”, Stagione teatrale 2017/2018, si terrà lo spettacolo/evento itinerante “La città del tabacco”, ideato e diretto da Eva Martelli. Replica mercoledì 2 maggio ore 21.

 Lo spettacolo è la conclusione del progetto “Teatro di comunità”, un percorso di cittadinanza attiva che ha coinvolto più di 40 cittadini/e della città di Lanciano e che trova la sua origine nella Rivolta delle operaie dello stabilimento dell'Azienda Tabacchi Italiana. Cinquant’anni sono passati da quegli scioperi che portarono in piazza 10.000 cittadini dell'area frentana, animati dalla rivendicazione del diritto al lavoro e contro i licenziamenti che l'azienda voleva effettuare. Le tabacchine vengono interpretate da donne di oggi che, in una sorta di teatro – verità, si fanno anche portatrici del lavoro che svolgono realmente nel tempo presente.

Il meccanismo di scrittura teatrale consente l’incursione in scena di altri cittadini che portano testimonianza del lavoro contemporaneo. Vengono fuori storie di precariato, sfiducia, diritti negati, giovani disillusi o pronti all’emigrazione, esodati, lavoro nero, mobbing e quanto altro caratterizza il variegato mondo del lavoro italiano. E non solo, riflettono sulla parola "lavoro" e "città" bambini, ragazzi, studenti, lavoratori e immigrati. Su tutto e tutti sovrintende il Tempo, personaggio immaginario che ha il potere di spostare l’azione dal passato al presente e viceversa. Il teatro diventa il luogo della verità, dell’impegno civile e della testimonianza. Un evento unico per la Festa dei Lavoratori. L’evento vedrà la straordinaria partecipazione di Mario Giancristofaro e delle signore ex-tabacchine Iolanda Cardinelli, Lidia Nardone, Lidia Manzi. Testimonianze di Irene Giancristofaro, selezione musicale a cura di Armando Minutolo, fonica e luci Attilio Martelli e Angelo Venditti, organizzazione Gianna Di Donato. Biglietti in prevendita presso la Libreria Barbati, costo € 10.

In scena Giovanna Azzarà, Dominique Berardozzi, Laura Di Teodoro, Beatrice Fosco, Milly Luna, Paola Mantini, Loredana Ricci, Antonella Scampoli, Piera Spaziani, Cristian Zullie la partecipazione di Ilaria Barbati, Alessandro Bianco, Rita Buccella, Marina Ciancetta, Paola Colacelli, Assunta Colacioppo, Francesca Colacioppo, Valeria Deriard, Thierno Diao, Dama Fadiga, Giovanni Di Guglielmo, Daniele Di Nenno, Enrico Di Nenno, Diana Ficco, Grazia Fioretti, Sara Galassi, Giorgio Gargarella, Claudia Lanci, Laura Masciotta, Vanessa Massimini, Daniele Moretti, Isabella Muscente, Chiara Pasquini, Claudio Piccirilli, Mattia Robertiello, Marisa Serafini, Paolo Sideri, Mattia Sigismondi, Maria Rosaria Tortella, Emanuele Zulli, Maria Zulli.   

 

XI edizione delle Olimpiadi della lingua italiana, 105 scuole partecipanti e due squadre di studenti lancianesi tra le 20 scuole italiane semifinaliste. La gara, promossa dall’Università del Molise, dalla Fondazione “Lincei per la scuola” e dalla Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana, vede protagonista l’Istituto Comprensivo Umberto Primo, diretto dalla dott.ssa Anna Maria Sirolli e rappresentato, nella competizione, da due gruppi di alunni.

Per le III medie della scuola secondaria di primo grado partecipano: Cuomo Chiara, Giallonardo Giorgia, Lombardi Letizia, Martini Lisa, Pellicciaro Benedetta e Salvatore Swami. Per le classi V delle due scuole primarie dell’Istituto si è classificata la squadra formata da: Caravaggio Laura, Costato Letizia, Ferrara Valentina, Flamminio Ludovica, Gallucci Simone, Manzi Matteo  e Zulli Emanuele affiancati, nel percorso formativo, da Conicella Miriam, D’Amico Luca e Mastrangelo Benedetta. Semifinale e finale si svolgeranno il 27 e 28 aprile a Riccia (CB), comune organizzatore dell’evento.

La competizione linguistica è una splendida avventura che si svolge tra particolarità grammaticali della lingua italiana, tra giochi morfologici e sintattici, tra deduzioni e inferenze lessicali. Le due squadre, “allenate” dalle prof.sse Angela Stampone e Sara Iachini, hanno visto gli alunni partecipare, competere e guadagnare posizioni su posizioni fino ad arrivare in cima… Si partirà venerdì 27 carichi di allegria e speranze oltre che  animati dalla convinzione di poter competere alla pari con le altre scuole italiane.

 

Dopo il successo di Girotondo Kabarett di Arthur Schnitzler per la regia di Walter Le Moli, prodotto da Teatro Due di Parma, arriva anche dalla Svizzera il riconoscimento alle intuizioni di Lisa La Pietra, giovane soprano, specializzata in musica contemporanea e da sempre interessata al rapporto fra voce e spazio.

Plurilaureata, dottoranda di filosofia estetica a indirizzo musicale e già nota come esecutrice, si afferma per il virtuosismo vocale in ambito musicale e per la maturità intellettuale ben sintetizzate nel volume «ABITARE LA MUSICA. CANTARE L’ARCHITETTURA», che sarà recensito dalla rivista ARCHI per il ventennale dell’editoriale.

Per l’occasione è prevista un’esecuzione da Mozart a Bernstein della soprano, su un excursus architettonico di Silvia Berselli previsto in data 23 Aprile presso l’Auditorium della Radio e della Televisione di Lugano.

Stimolata sulle origini del suo percorso di ricerca tra musica e architettura in vista dell’evento, Lisa La Pietra è stata orgogliosa di sottolineare come fosse una vocazione presente sin dai tempi del liceo, concretizzatasi grazie all’unione di tre percorsi di studio: architettonico, musicale e letterario.

È la Ca’ Foscari di Venezia - affettuosamente definita come una «mamma culturale» - ad accogliere la forte volontà di Lisa di addentrarsi in percorsi teorici utopistici e improbabili da sviluppare e in cui credere. Uno slancio figlio dell’amore per la conoscenza e dello stimolo nel trovare risposte a domande che i suoi maestri non riuscivano a darle, ma soprattutto del coraggio trasmessole dal padre – cui ha dedicato questo riconoscimento nell’anno in cui avrebbe toccato quota 60.

Un bel modo per festeggiarlo ed onorarlo con in testa e nel cuore i suoi insegnamenti che, in alcuni degli anni personalmente più bui della sua vita, hanno condotto Lisa verso luminosi traguardi, inserendo il suo esordio letterario nel dialogo filosofico-culturale tra musica e architettura, voce e spazio, rapporti che la giovane abruzzese desidera continuare ad indagare.

Ma lo sguardo, durante l’esperienza del dottorato parigino, sta abbracciando ormai orizzonti più ampi. La proprietà intellettuale e il concetto di capitalizzazione delle idee come patrimonio umano sono solo alcuni dei nuovi progetti su cui Lisa sta lavorando, senza dimenticare il canto - l’antico amore e prima professione - e la ricerca, necessaria per acquisire l’esperienza per occuparsi dei sogni delle generazioni più giovani, sempre più bisognose di supporto.

L’ultimo pensiero però è sempre rivolto all’amata terra natia, quell’Abruzzo dove rimangono gli affetti e i ricordi più cari, oltre che all’indimenticata Venezia: andare dove sarà possibile realizzare i propri progetti e dove potrà rendersi utile per i più giovani rimane l’obiettivo principale di Lisa La Pietra, consapevole che il viaggio tra le architetture della vita è solo agli inizi, con la musica come personalissima chiave per svelare giorno dopo giorno gli incanti nascosti della conoscenza.

 

A causa del maltempo e del freddo che sabato 24 e domenica 25 marzo si sono abbattuti in Abruzzo e in altre regioni del Centro e del Sud Italia, numerose aperture straordinarie delle Giornate FAI di Primavera 2018 sono state posticipate a sabato 14 e domenica 15 aprile. Luoghi solitamente chiusi, oppure poco conosciuti, racconteranno, con la loro straordinaria varietà, un’Italia che sempre di più si riconosce nella vastità del suo patrimonio culturale e nella ricchezza della sua storia. Un Paese che ritrova la propria identità in un evento festoso e rassicurante che supera gli schieramenti e fa sentire tutti parte di uno stesso grande e meraviglioso Paese, bene comune di ogni italiano.

La manifestazione, oltre a essere un momento di incontro tra il FAI e la gente, uniti nel festeggiare e raccontare la propria storia più bella e più nobile, è anche un importante evento di raccolta fondi e un’occasione per raccontare a tante persone gli obiettivi e la missione della Fondazione. Per questo, all’accesso di ogni luogo aperto verrà chiesto ai visitatori un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro: i preziosi contributi raccolti saranno destinati al sostegno delle attività istituzionali del FAI.

ELENCO DELLE APERTURE DELEGAZIONE DI LANCIANO

LANCIANO (CH)

Palazzo Fella

Palazzo Fella secondo quanto tramandato dalla tradizione fu residenza della famiglia dello storico lancianese Giacomo Fella vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. L'edificio è il risultato dell'accorpamento di diversi nuclei medievali, testimoniati dalla presenza dei portali con architravi timpanati oggi murati, accorpati con ogni probabilità dopo il violento terremoto che colpì la città nel 1456 per costituire la residenza di evidente impianto rinascimentale di un ricco mercante. Un unico portale si apre sulla strada, permettendo l'accesso ad un atrio che immette in una corte intorno alla quale si aprono i fondaci. Una scala esterna conduce al piano superiore occupato dalla residenza, costituita da una serie di stanze ad anello intorno alla corte centrale. Il palazzo è stato, negli ultimi due secoli, residenza delle famiglie Ciccarelli e Ragozzino.

Via dei Frentani, 52

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Liceo Statale "Cesare De Titta" Lanciano

Torrione Aragonese

Il Torrione Aragonese, costruito in posizione angolare per dominare la sottostante Vallata della Pietrosa e vigilare sulla prospiciente Piana delle Fiere, era inserito nel sistema di fortificazioni che difendeva la città. Al centro di una battaglia per la sua salvaguardia, da un intervento edificatorio nelle sue adiacenze, e la sua valorizzazione da parte della Delegazione FAI di Lanciano, il Torrione Aragonese, porzione del più ampio sistema difensivo dell’antica città demaniale di Lanciano è collegato al primo giardino pubblico urbano, realizzato in epoca post unitaria, e all’antico complesso monumentale delle Clarisse, uno tra i più antichi d’Italia, a costituire, nell’insieme un “unicum” nel suo genere. Recenti scavi archeologici nei pressi del monumento, condotti grazie anche all'interessamento della locale Delegazione FAI, hanno permesso di individuare i resti di ben due diverse cinte murarie, una altomedievale e una databile alla metà del '400.

Largo Martiri 6 Ottobre

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Liceo Statale "Cesare De Titta" Lanciano

FARA SAN MARTINO (CH)

Sorgenti del Fiume Verde 

Monte Acquaviva, Parco Nazionale della Majella

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)    

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Istituto "Filippo Verna" Fara San Martino

Gole di San Martino e Abbazia di San Martino In Valle  Loc. Gole di San Martino -  Via Nazionale

Apertura: Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)

Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:30 (ultimo ingresso 18:00)      

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Istituto "Filippo Verna" Fara San Martino

 

Le festività pasquali in Abruzzo durano fino al martedì grazie alla festa dei Talami di Orsogna che, anche quest'anno, nonostante la giornata feriale, ha richiamato una folla di orsognesi e turisti intorno a uno dei riti più antichi e suggestivi della tradizione religiosa italiana. Una festa contadina di varia ispirazione, dal rito propiziatorio per il futuro raccolto al dramma liturgico di epoca medievale, che quest'anno ha proposto scene bibliche raffigurate in capolavori dell'arte italiana e reinterpretate da artisti scelti con un apposito concorso. Omaggio anche al cibo, grazie al gemellaggio con il Comune di Villa Santa Maria e il suo Istituto alberghiero "Giovanni Marchitelli", i cui studenti e docenti hanno poi cucinato il piatto tipico di questa festa, "li gnuccune aristufite", portata principe del pranzo conclusivo in piazza.

Il tema conduttore dell'edizione 2018 è, infatti, “Bibbia e arte. Grandi eventi visti da grandi pittori”: affreschi e dipinti, da Guido Reni al Beato Angelico, sono stati trasformati in una sorta di  altorilievo. Posti su carri agricoli trainati da trattori, i Talami rappresentano episodi del Vecchio e Nuovo Testamento interpretati dagli abitanti di Orsogna vestiti in costume d'epoca e immobili in pose plastiche. Dietro di loro c'è un fondale affrescato, in cima al quale, sospesa davanti a una raggiera, una bimba impersona la Vergine Maria. L'ultimo Talamo, il settimo, è stato trasportato a spalla dal locale Gruppo Alpini.

Il Primo Talamo, realizzato da Antonio Civitarese, era ispirato a "Giuseppe e la moglie di Putifarre" di Guido Reni (interpreti Chiara D'Alessandro, Matteo Liccardo e Laura Salomone) ed è stato adottato dal'Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria; il II Talamo, realizzato da Concetta Daidone, era ispirato a "Mosè salvato dalle acque" della Bottega di Raffaello (interpreti Angelica Colasante, Irene di Castelnuovo, Milena Mastrocola, Valeria Mastrocola, Costanza Primiterra, Sara Scotti Del Greco, Francesca Salvatore) ed è stato adottato da Gsm Impianti di Guidonia Montecelio (Roma); il III Talamo, realizzato da Francesco Costanzo sul tema dell'"Incontro della Regina di Saba con Salomone" di Piero della Francesca (interpreti Federica Bucci, Gabriel D'Alessandro, Sofia D'Alleva, Giorgia D'Angelo, Nicola Di Rico, Francesca Di Tullio, Sofia Ferrari, Riccardo Montepara, Enea Nevraj, Nicholas Rosica, Ida Tenaglia ed Elisa Carbonetta) è stato adottato dall'Impresa Co.Ge.D. di Chieti; il IV Talamo, realizzato da Vilma Santarelli, ispirato a "L'Annunciata" di Antonello da Messina (interpreti Valentina Montepara e Martina Ciancio) è stato adottato dall'impresa edile Franco Basilico di Gissi; il V Talamo, realizzato da Valerio Brandani, sul tema "Adorazione dei pastori" di Giorgione (interpreti Antonio Ciancio, Daniel D'Alessandro, Giammarco Di Sipio, Giulia Palmieri, Alessio Stanisci e Noemi Di Ciero) è stato adottato da BrioPack Packaging di Poggiofiorito; il VI Talamo, realizzato da Giuseppe Zaccaretti sul tema "Presentazione di Gesù al Tempio" dal Trittico di Andrea Montegna (interpreti Antonio Nicolò Cerretano, Edvige Ciccarelli, Ivano D'Alessandro, Gabriella Di Prinzo, Marco Montepara, Alisia Primiterra, Manuel Stanisci, Nicla Vosolo e Candra Posadas) è stato adottato dalla famiglia del compianto deputato Giuseppe Angeli; il VII Talamo, portato a spalla e realizzato dall'Associazione culturale Talami Orsogna e da Tosca Iocco, era isiprato a "Noli me tangere" del Beato Angelico (interpreti Claudia Di Rico, Jonathan Montepara, e Asia Paolucci) è stato adottato dall'Associazione "Sons of Orsogna" di Everett in Massachussetts (Usa).

Al termine della sfilata sono stati premiati gli artisti che hanno realizzato i sette quadri biblici viventi, selezionati dal Comitato tecnico scientifico cui l'Amministrazione comunale del sindaco Fabrizio Montepara ha affidato il recupero e la valorizzazione delle tradizioni insieme all'Associazione culturale Talami Orsogna che ha organizzato la manifestazione.

Info: www.talamiorsogna.it.

Pronti per il classico giro delle chiese del Giovedì Santo? Pronti per calarsi nell’atmosfera più frentanamente pasquale quando risalendo su corso Roma aspetterete il tric e tra della "racanella" dei confratelli? Ci siamo anche quest’anno come  consuetudine il giovedì Santo è arrivato e complice il clima mite la città si riempirà di migliaia di persone che fra Sacro e profano aspetteranno il passaggio dei confratelli incappucciati.

In genere quanto tempo dedicate alla visita degli altari? Trenta minuti? Forse anche meno o forse di più. Di certo non raggiungerete due giorni di cammino né percorrerete 20 Km a piedi. Nella seconda metà del ‘500 invece iniziò a farlo tanta gente. Su iniziativa di S. Filippo Neri, il Santo a cui è dedicata la confraternita, prese avvio questa manifestazione di devozione cristiana espressa con il pellegrinaggio dei fedeli verso le sette basiliche più antiche e importanti di Roma: S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore, S. Pietro in Vaticano, S. Paolo fuori le Mura, S. Croce in Gerusalemme, S. Lorenzo fuori le Mura e S. Sebastiano.

  Le sette Chiese di Roma

Tra queste alla chiesa del S. Sepolcro (o del Calvario) è legata un’antica usanza: quando una ragazza desiderava un matrimonio felice e ricco di prole doveva fare 33 giri del Sepolcro di S. Petronio, ogni giro di 33 passi, ed entrare 33 volte nel Sepolcro.

In teoria la distanza tra le sette basiliche doveva essere percorsa nella sola giornata del Giovedì Santo, ma in realtà per “fare il giro delle sette chiese” si impiegavano due giorni. Due giorni per sette chiese. Ma perché proprio sette e non sei, per esempio? Sette come le virtù? Magari come i peccati capitali. O forse come i doni dello Spirito Santo. O più semplicemente sette come le più antiche e importanti basiliche di Roma. Chissà, comunque sono sette.

Ma nulla è obbligatorio quando si tratta del proprio modo di vivere la religione. Ognuno può girarne quante ne vuole. Anche una sola. L’importante è non mettersi a “fare il giro delle sette chiese” in senso figurato.

A Lanciano le Chiese devono essere dispari, i Sepolcri sono ogni anno più belli, ci sono ancora i contadini che portano i germogli di grano ai piedi del Tabernacolo in cui è riposto il Santissimo dopo la messa delle 19 in cui, si compie, anche il rito della lavanda dei piedi.  I confratelli, i soli maschi, escono puntuali con i cappuccio calato sul volto e soli due buchi sugli occhi.

Si cerca di riconoscere qualche amico o parente ma l’emozione, l’incenso e la drammaticità del Cireneo scalzo ti fanno distogliere lo sguardo dalle scarpe, l'unico segno distintivo e tutti, anche i più scettici, rimangono in silenzio per contemplare, interrogarsi della propria vita e del mistero pasquale fulcro dell'esistenza di ogni cristiano. (Clara Labrozzi)

 

“Bibbia e arte. Grandi eventi visti da grandi pittori” è il tema conduttore per l’edizione 2018 della festa dei Talami, i quadri biblici viventi che sfileranno per le strade di Orsogna (Chieti) la mattina di martedì di Pasqua, 3 aprile, dalle ore 10 in poi, rinnovando una tradizione contadina risalente al tardo Medioevo, ispirata ai drammi liturgici e ai riti propiziatori per il futuro raccolto. Info: www.talamiorsogna.it. Su Facebook: www.facebook.com/talami.orsogna/.

Insieme al coinvolgimento di studenti e docenti dell’Istituto alberghiero “Giovanni Marchitelli” di Villa Santa Maria, i quali cureranno la parte gastronomica della manifestazione e hanno “adottato” uno dei sette carri, la novità di quest’anno è che i Talami interpreteranno alcuni capolavori dell’arte italiana dedicati a scene bibliche, opere di Guido Reni, Piero della Francesca, Antonello da Messina, Giorgione, Andrea Mantegna, Beato Angelico e della Bottega di Raffaello. Il Comitato tecnico-scientifico Talami, istituito nel 2016 dall’amministrazione comunale guidata da Fabrizio Montepara per recuperare e valorizzare le radici più antiche della manifestazione, ha bandito un apposito concorso aperto ad artisti italiani e internazionali. Quest’anno sono stati undici i partecipanti, in crescita rispetto allo scorso anno, con risultati eccellenti, segno della bontà della formula adottata. Sono stati scelti i sei migliori bozzetti presentati: ai loro autori, ai quali è andato anche un riconoscimento in denaro (la premiazione avverrà martedì dopo la sfilata), spetta il compito di renderli “tridimensionali”, interpretati da attori immobili davanti a un fondale affrescato, su carri trainati da trattori. Il settimo Talamo, quello a spalla, è realizzato direttamente dall’Associazione culturale Talami Orsogna che cura l’intera manifestazione.

Il Comitato tecnico-scientifico ha introdotto o valorizzato attività che fanno da cornice all’evento, dichiarato nel 2011 “Patrimonio d’Italia per la tradizione” dal Ministero del Turismo. Lunedì di Pasqua saranno deposti canestri donativi presso l’altarino devozionale della Madonna Nera, che rievoca il luogo nel quale andò in scena il primo Talamo. La sera, alle ore 21, nella Chiesa di San Nicola di Bari ci sarà la veglia in onore della Madonna del Rifugio, durante la quale, fino al 1943, si gridava al “miracolo!”: secondo i fedeli la Madonna Nera muoveva leggermente gli occhi o mutava colore del volto. Martedì mattina, dopo i fuochi pirotecnici, le strade saranno percorse accanto ai carri da una compagnia di contadine, risuonerà il canto della “messure” a cura della Compagnia Tradizioni Teatine. Canefore e bambine in abito bianco con lemnischi e candele si muoveranno in corteo. Sfilerà la Dama dei Talami, che indosserà una copia dell’unico originale esistente di un abito orsognese che risale a prima del 1909, custodito presso il Museo nazionale di arti e tradizioni popolari di Roma: dopo Gioia Carullo e Ottavia Caforio, quest’anno l’abito sarà indossato da Martina Primiterra. La sfilata sarà chiusa da Carro dei doni e Sarabanda. A seguire si potrà degustare in piazza il piatto tipico di questa festa, li “gnuccune aristufite” preparati dai giovani cuochi dell’Istituto alberghiero di Villa Santa Maria. Alle ore 18 la processione in onore della Madonna del Rifugio accompagnata da un corteo di “Palomme”, donne con il fazzoletto bianco che intonano canti mariani, portatori di ceri devozionali, donne con i canestri votivi.

La rinnovata attenzione ai Talami è mostrata anche dall’adesione di privati e aziende all’iniziativa “Adotta un Talamo”: ciascun carro ha infatti ricevuto specifiche donazioni dall’Istituto alberghiero di Villa Santa Maria, dalla famiglia del compianto deputato Giuseppe Angeli, di origini orsognesi, da Gsm Impianti di Guidonia Montecelio, Impresa Coged di Chieti, impresa edile Franco Basilico di Gissi, Briopack Packaging di Poggiofiorito, mentre il VII Talamo, quello a spalla, è stato adottato dagli orsognesi che vivono a Everett, in Massachusetts (Usa).

Del Comitato tecnico-scientifico, presieduto da Francesco Stoppa, docente universitario esperto di tradizioni, fanno parte il sindaco, Fabrizio Montepara, l’assessore alla Cultura, Giovanna Ferrante, Angelo Catano, Maria Antonietta Di Giannantonio, Mariapaola Lupo, Francesco Carullo, Giuseppe La Rovere, Vittoria Iocco.

 

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