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Sono giunti al momento più entusiasmante i giovani giornalisti della Scuola Secondaria “G. Mazzini”coinvolti nel Progetto “ Una Radio per Scuola” iniziato nel Mese di Dicembre scorso con la collaborazione di Lanciano Lab ONLUS. L'ambizione è quella di proporre il progetto negli istituti scolastici di Lanciano e dintorni facendo del rinnovato sito Liberadio.it (già nota al mondo frentano con la presenza durante le feste di settembre e diverse iniziative private e comunali) un laboratorio radiofonico, punto di riferimento degli adolescenti del comprensorio, in cui poter crescere esprimendo il loro mondo. 

Dopo i primi approcci teorici al mondo della comunicazione radiofonica, il gruppo dei 21 ragazzi (sotto la guida di Francesco Di Bucchianico, Conduttore e Social Media Manager di Radio Delta 1 coordinati della Prof.ssa Monia di Leandro), presi dalle sette Classi Terze della Scuola, si appresta ad entrare nella sala speaker con tanto di regia di riferimento.

Uno sguardo dall’interno della sala speaker in costruzione

Sei le puntate pilota:

  • Te lo leggo ad alta voce Junior: viaggio alla scoperta di un libro, con commenti, letture e musica;
  • Fuoriserie: serie Tv ieri ed oggi, così come le vedono e le “sentono” i giovani;
  • Le Asociali: incontro con il mondo dei social che ha trasformato (ma anche sconvolto) la vita di molti ragazzi oggi noti;
  • Lezioni di vita: i ragazzi intervistano gli adulti e, poi, commentano la loro visione del mondo adolescenziale;
  • Bar Sport: dal calcio agli sport meno conosciuta, ma che, in realtà, sono i più seguiti dai più piccoli.

Tutto il materiale prodotto, dai Podcast delle puntate agli articoli scritti da altri alunni della Scuola, saranno disponibili sul sito di Liberadio.it

Il sito è diventato, quindi, uno strumento messo a disposizione della didattica che permette, pero, al mondo di entrare in contatto con la realtà scolastica e con il punto di vista degli adolescenti.

 Il Progetto è sostenuto da importanti partner: Ciak City Cinema Lanciano che ha riservato ad uno studente della Mazzini il ruolo di “critico adolescenziale”, che ha il compito di recensire i film in uscita. Altro partner è Radio Delta 1 che ospiterà il gruppo in una giornata open day.

Una Radio a disposizione della crescita integrale dei ragazzi che trovano in essa uno spazio libero in cui poter prender la giusta iniziativa per costruire un percorso di crescita autonomo ed originale, adatto cioè alle proprie capacità innate.

 

“Alla scoperta del centro storico di Atessa tra arte, fede, sapori e tradizioni”: è stato così denominato l'itinerario che sabato 24 e domenica 25 marzo prossimi sarà proposto ad Atessa dal Fai (Fondo ambiente italiano) in occasione della 26esima edizione delle “Giornate di primavera”. L'appuntamento è stato presentato in Comune ad Atessa dal capo delegazione Fai di Vasto, Maria Rosaria Pacilli; dal sindaco di Atessa, Giulio Borrelli; dall'assessore alla Cultura, Giulia Orsini. Presente anche l'assessore ai Grandi eventi, Vincenzo Menna. C'erano, inoltre, gli studenti del Liceo Scientifico di Atessa che, in questa occasione,  faranno da cicerone: condurranno i visitatori, nel centro storico di Atessa, alla scoperta di luoghi affascinanti e sconosciuti ai più. I ragazzi sono stati preparati dalla studiosa e storica Adele Cicchitti. “Questa manifestazione – ha esordito Pacilli – rappresenta un momento di incontro tra i volontari del Fai e la comunità locale, un'occasione unica per festeggiare e raccontare il nostro territorio, portando all'attenzione di tutti le preziose eredità tramandate dal passato. E' anche l'occasione per far conoscere e condividere gli obiettivi e la missione del Fai, rivolta alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano, alla valorizzazione e promozione di bellezze storico-artistiche, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio e, soprattutto, alla sensibilizzazione dei giovani al rispetto di questo patrimonio, di cui tutti dobbiamo essere fieri. Si tratta – ha aggiunto – anche un importante evento per la raccolta fondi che ci consente di operare con interventi concreti  a livello nazionale: si può dare il proprio sostegno iscrivendosi al Fai o con un contributo facoltativo. Atessa – ha aggiunto -  è città ricca di storia e di tradizioni che in quest'occasione cerchiamo di portare alla luce”.  

Cinque i luoghi ai quali si potrà accedere: tre di proprietà privata e due edifici religiosi che in via straordinaria saranno aperti. Si potranno conoscere la chiesa della Madonna dei Raccomandati, preesistente a quella della Madonna della Cintura “che vi si innestò al di sopra”; Palazzo Carunchio con le sue cantine, dove sono ancora conservati gli utensili e gli attrezzi che la famiglia uava per produrre il vino; la chiesa di Santa Croce, nell'antico quartiere di Tixa; Palazzo Marcone, con il suggestivo frantoio ipogeo, uno dei più antichi d'Abruzzo; Palazzo Codagnone, con la Sala degli Specchi. Saranno proposte anche degustazioni di dolci tipici, liquori e torroni artigianali,pane casereccio o fatto con farine speciali, vino e olio.  Prodotti offerti da Cantine Spinelli, Oleificio Santulli, Nuovo Panificio Gallucci, “Spiga d'oro” di Silvana Ferrara, “Farina del mio sacco” di Mattia Tieri, Gran Caffè D'Angelo, Pasticceria “La deliziosa” e ditta “Piretti 1799”. 

“L'Italia – ha evidenziato il sindaco Giulio Borrelli – è ricca di tesori. Ne abbiamo talmente tanti che spesso giacciono dimenticati. Il nostro obiettivo, in quest'occasione, è  di svelare alcuni degli angoli più incantevoli, nascosti e preziosi di Atessa, un tempo ricchi di vita e che ora sono quasi del tutto sconosciuti. Abbiamo condiviso e sostenuto con impegno quest'iniziativa, che significa attrattiva e turismo”. 

“Un ringraziamento particolare – ha ancora detto il primo cittadino – va a don Loreto Grossi; a Luigi Di Alberto, erede Marcone; ad Alessandra Carunchio e famiglia; all'architetto Di Pasquale e ai condomini di Palazzo Codagnone, che hanno messo a disposizione le loro proprietà, rendendole eccezionalmente fruibili a tutti”. “Un grande onore per la nostra città – ha sottolineato l'assessore Orsini – perché quest'appuntamento consentirà di conoscere le nostre bellezze e di riscoprire siti privati che presentano aspettano artistici e culturali notevoli”.  “ Noi – ha aggiunto Mario Di Padova, studente del Liceo Scientifico di Atessa  - faremo da guide ai visitatori. Abbiamo fatto una full immersion, in questi giorni, nella storia di Atessa. E' un'esperienza che ci ha aiutato molto a scoprire perle della città finora ignorate”. 

Il Fai ha quindi ringraziato “l'amministrazione comunale per l'accoglienza ricevuta; Debora Fioriti, per averci contattato e invitato a venire ad Atessa; e ancora Dario Ciancaglini, Paolo Villanese, Maria Concetta Travaglini, Luisiana Conese, la professoressa Adele Cicchitti, la Confraternita della Beata Vergine della Cintura, l'Istituto omnicomprensivo “Ciampoli-Spaventa di Atessa, l'Istituto tecnico agrario di Scerni e i professori Paolo Matassa ed Emidio Gattafoni, la Protezione civile di Atessa, l'Associazione nazionale Alpini di Atessa e l'Associazione nazionale carabinieri di Atessa”. 

Il punto di ritrovo, per i visitatori, è a Piazza Oberdan. Gli orari di visita dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20. 

 L'Aquila, 12 marzo - “Anch'io fui uno di loro, lasciai Sulmona, lasciai coloro che mi avevano accolto come un fratello, nelle loro case, la sera del 24 marzo del 1944”. Sono le parole pronunciate nel 2001 dal Presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi, durante la prima edizione del “Sentiero della Libertà”. Una marcia tra memoria e testimonianza che giunge alla diciottesima edizione e che si svolgerà dal 27 al 29 aprile.

Il Consiglio regionale dell’Abruzzo tramite l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea (IASRIC) sostiene annualmente l’evento e oggi, a Palazzo dell’Emiciclo, ha ospitato la presentazione della manifestazione. Tre tappe accompagneranno i partecipanti in un percorso che ripercorre i passi degli uomini e delle donne che nel settembre del 1943 fuggirono dal campo di concentramento tedesco di Sulmona per raggiungere l'armata inglese del generale Montgomery dislocata a Casoli. Maria Rosaria La Morgia, presidente dell’Associazione culturale “Sentiero della Libertà” e la sua vice, Adelaide Strizzi, hanno inoltre presentato il convegno “La Resistenza Umanitaria” che si terrà presso l’Archivio di Stato di Sulmona il prossimo sabato 17 marzo: interverranno il prof. Ruggero Ranieri, esperto di storia contemporanea e il dott. Enzo Fimiani, storico e direttore della biblioteca “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara. A fine convegno i partecipanti avranno l’inedita possibilità di visitare il “Campo 78”, uno dei campi di concentramento insediati in Abruzzo dall’esercito tedesco durane la seconda guerra mondiale. “La ricchezza degli eventi promossi quest’anno – ha detto il presidente IASRIC, Carlo Fonzi – tende a dare vita e sostanza alla storia, materia troppo spesso ‘cenerentola’ dell’insegnamento scolastico. Sporcarsi le scarpe sulle strade della memoria e rivivere la fatica e la tensione di quel piccolo esercito di prigionieri che nel ’43 si mise in marcia verso la libertà è un buon modo per fare esercizio di verità ed efficace antidoto ai troppi tentativi di recupero di vecchie fantasie estremiste che rischiano di farsi strada in menti poco allenate alla comprensione dei fatti storici

Il Sindaco Pupillo ha dichiarato che il monumento ai caduti verrà spostato in un altro luogo poiché di intralcio alla visuale. Le dichairazioni sono oggi sul quotidiano il Messaggero. Immediata la reazione di Marco Pasquini di Casa Pound che parla senza mezzi termini di  follia pura di una scelta scellerate e impensabile, "l'Amministrazione comunale e il Sindaco Pupillo ne hanno fatte molte, ma adesso siamo ai limiti dell'assurdo".

"Oltre alla valenza storica del monumento, prosegue Pasquini,  la sua collocazione fu scelta appositamente per un ricordo eterno e costante dei caduti della prima guerra mondiale e in seguito di quelli della seconda - prosegue Pasquini - è un simbolo cittadino, che non può essere vittima di un atto folle e mitomane come spostarlo in un altro luogo. Giustificarlo in nome di un riammodernamento del centro storico è oltraggioso, oltre che ridicolo date le vere problematiche di Lanciano"."Inoltre, più volte abbiamo segnalato le condizioni di degrado del monumento, senza mai ricevere una risposta - continua - Apprendiamo ora che con dopo il restauro del corso, inizieranno i lavori per questo spostamento e che a breve verrà messo in sicurezza e restaurato".

"Senza mezzi termini dichiariamo che questa per noi è una battaglia aperta - conclude Pasquini - diciamo sì alla restaurazione del monumento, ma siamo assolutamente contrari ad una politica senza logica come quella dello spostamento di un'opera d'arte di tale portata. Proseguiremo la nostra battaglia per il ricordo di chi ha dato la vita per la nostra nazione e per Lanciano, oltre che al decoro della città".

Il monumento è da anni fortemente danneggiato, i lastroni posteriori sono tutti distrutti e un intervento è sicuramente auspicabile.  

Il gruppo marmoreo, di Amleto Cataldi,  è formato da sette grandi lapidi verticali arrangiate in modo pressoché semicircolare. Sulle tre di sinistra e sulle tre di destra sono incisi i nomi dei 299 caduti della guerra 1915- 1918. Quella nel mezzo che rimane coperta dal piedistallo del monumento frontale, è composta da tre lastre di marmo su cui da sinistra verso destra è inciso rispettivamente ai caduti in combattimento con un forte richiamo ai giorni 5 e 6 ottobre 1943.. Il punto focale del semicerchio è occupato da un bellissimo monumento, sempre marmoreo, poggiato su di una solida base parallelepipeda su cui vi è la scritta in latino riportata nelle iscrizioni (L’eroe morendo si piega e seppellito sotto l’immagine della Patria che tiene corone destinate a non morire.

L'idea del sindaco sarebbe quella di un'area dedicata al ricordo delle vittime di ogni guerra. La zona prescelta è quella dei viali, dove ora sorge il monumento alle Foibe. Un progetto che farà sicuro storcere il naso a molti ma che, ad oggi, non ha nulla di concreto. 

Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano, Cerasuolo, Pecorino, Chardonnay sono i vini più venduti nei supermercati ed ipermercati di Abruzzo e Molise (vini a denominazione d’origine, bottiglia 0,75). Il Montepulciano nonostante una flessione conquista il terzo posto nella classifica nazionale dei vini più venduti con 8 milioni e 441 mila litri venduti per un valore di oltre 32 milioni di euro. Da notare che il Pecorino (prodotto sia nelle Marche che in Abruzzo) è uno dei vini più performanti con una crescita del 12,8% rispetto all’anno precedente. Il dato globale dei vini rosati abruzzesi mostra che il loro peso al di fuori dell’Abruzzo e Molise è rilevante, con una quota di mercato del 13,0%.

 E’ quanto emerge dalla ricerca elaborata per Vinitaly (Verona, dal 15 al 18 aprile) dall’istituto di ricerca IRI sui consumi di vino nella Grande distribuzione nel 2017, vedi tabelle allegate.

 Vini bianchi fermi, vini a denominazione d’origine, vini regionali, spumanti secchi; questi i vini preferiti dagli italiani nel 2017. I rossi più richiesti provengono da Toscana, Emilia Romagna, Piemonte. I bianchi più richiesti da Veneto, Trentino, Sicilia.

Gli italiani hanno acquistato 648 milioni di litri nella Grande distribuzione, sempre più il canale di vendita principale del vino, per un valore che vede il traguardo dei 2 miliardi di euro (1 miliardo e 849 mila milioni di euro), dati inclusivi dei Discount.

Tra i vini i cui acquisti crescono a doppia cifra: Grillo (Sicilia), Primitivo (Puglia), Ortrugo (Emilia Romagna), Ribolla (Friuli Venezia Giulia), Valpolicella Ripasso (Veneto), Cortese (Piemonte), Passerina (Marche), Chianti Classico (Toscana), Cannonau (Sardegna), Pecorino (Abruzzo/Marche), Falanghina (Campania). Mentre i campioni assoluti rimangono Lambrusco (Emilia Romagna/Lombardia), Chianti (Toscana), Montepulciano d'Abruzzo (Abruzzo).

Le bottiglie da 0,75 a denominazione d’origine crescono nel 2017 del 2% rispetto all’anno precedente con 280 milioni di litri venduti. Gli spumanti (e champagne) aumentano del 4,9% con 68 milioni di litri. Da notare anche la performance del rosato frizzante che cresce del 3,9%.

Prosegue il trend negativo dei “bottiglioni” (fino a 2 litri) che perdono un ulteriore 2,5%, mentre i brick registrano una flessione dello 0,6%. In crescita il formato “bag in box”, ancora di nicchia: +5,4%.

In forte crescita le vendite di vino e spumante biologico che superano i 4 milioni di litri venduti, confermando un percorso che ha ancora ampi margini di crescita.

 “Se la quantità di vino acquistato nella Grande Distribuzione è stabile da anni, i consumatori mostrano di apprezzare le novità, accogliendo favorevolmente le proposte delle cantine – spiega Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI, coordinatore della ricerca – I vini a denominazione d’origine vendono 5,5 milioni di litri in più nel 2017, così come crescono bollicine e vini bianchi, inoltre aumentano le tipologie regionali che si fanno apprezzare ogni anno per i tassi di crescita. I Vini emergenti si fanno apprezzare per posizionamenti di prezzo non bassi (oltre la metà superiore a 4 €) e questo è un aspetto positivo perché dimostra la disponibilità del consumatore a premiare novità e valore”.

 “Il successo degli Spumanti ha spinto molte cantine a dedicarsi a questo prodotto, ormai sulla via della destagionalizzazione nella versione Secco –aggiunge Romano – Infine, i prezzi nel 2018 dovranno sostenere una sfida non banale a causa della vendemmia 2017 poco generosa ed al conseguente rialzo atteso”.

 “La grande distribuzione organizzata si mantiene un canale di vendita molto importante per il mercato italiano – commenta Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – capace di far emergere nuovi vini e territori e di assecondare nel tempo la richiesta di prodotti di maggiore qualità anche per il consumo quotidiano. Un’evoluzione che Vinitaly sta seguendo negli anni diventando il luogo di analisi e confronto tra Gdo e settore enologico e soprattutto proponendo alle cantine espositrici incontri B2B con i buyer delle insegne della distribuzione organizzata. Con l’International Packaging Competition Vinitaly da oltre venti anni promuove la cultura del comunicare con efficacia attraverso l’etichetta e la confezione il valore del prodotto”.

 “Le vendite nella Grande distribuzione illustrano bene i gusti degli italiani con la conferma dei trend positivi di vini a denominazione e spumanti –commenta Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – Per questo Vinitaly ha sempre dato la parola a esperti, cantine e catene distributive per analizzare questo canale di vendita”.

 Cantine e insegne della Grande Distribuzione si confronteranno a Vinitaly nella tavola rotonda del 16 aprile, con un focus sul mercato del vino italiano nei supermercati USA. Buyer vino della Gdo italiana e cantine espositrici si incontreranno nell’evento B2B “Gdo Buyers’ Club” del 16 e 17 aprile.

 

 

“La Città di Bari e la Città Fossacesia sono legate da un medesimo tessuto valoriale, storico, culturale e di tradizione popolare. In particolare, si evidenziano la comune ubicazione costiera e l’antichissima devozione a San Nicola Vescovo di Myra, Santo Patrono della Città di Bari, fonte di una viva e radicata rete di gruppi di preghiera che, nel corso degli anni, hanno promosso pellegrinaggi, anche a piedi, lungo la cosiddetta ‘Via Nicolaiana’. In considerazione della necessità di potenziare e sviluppare gli itinerari europei a tema storico-religioso, perché non solo si sono rilevati una formidabile strategia di tutela dell’identità locale, ma anche uno strumento efficace di promozione turistica e culturale dei territori coinvolti, si ritiene opportuno promuovere un intenso e proficuo interscambio. In tale contesto, alla luce del legame spirituale, culturale ed artistico tra le due città, il Sindaco della Città di Fossacesia, con nota del 3 ottobre scorso, ha proposto di attivare forme di collaborazione con la Città di Bari, in considerazione del radicato culto nei confronti di San Nicola. Si ritiene pertanto opportuno sottoscrivere un protocollo d’intesa tra la Città di Bari ed la Città di Fossacesia finalizzato a impegnarsi a mantenere, rafforzare e sviluppare il patrimonio spirituale e storico — culturale delle rispettive comunità”.

Questo è quanto contenuto nel documento approvato lo scorso 31 gennaio dalla Giunta Comunale di Bari, guidata dal Sindaco, Antonio De Caro, e trasmesso in questi giorni al primo cittadino di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, che ha espresso grande soddisfazione. 

Il protocollo d’intesa non solo riconosce il legame spirituale tra le due città, ma anche una serie di azioni. Tra esse, favorire il senso di amicizia e collaborazione tra le rispettive comunità; promuovere iniziative di scambio e collaborazione sul culto nicolaianopromuovere un percorso turistico- religioso fondato sul culto nicolaiano; sostenere lo scambio di esperienze anche tramite l’organizzazione di manifestazioni, attività culturali e ricreative; organizzare scambi tra le istituzioni scolastiche e le realtà associative delle rispettive città; favorire scambi di natura turistico- culturale ed economico- professionale; favorire scambi tra le associazioni culturali e del volontariato.

"Il culto per il Santo è molto forte a Fossacesia - dichiara il vice Sindaco, Paolo Sisti, con delega al Turismo -. Ogni anno, l’8 e 9 maggio, la parrocchia San Donato Martire e il Comitato Feste San Nicola, organizzano i festeggiamenti in onore di San Michele e San Nicola. Nella ricorrenza, si organizza il viaggio dei fedeli in pullman verso Bari, che ripetono così quanto avveniva in passato, quando da Fossacesia partivano gruppi di pellegrini che, a piedi, raggiungevano il capoluogo pugliese per pregare nella chiesa che custodisce le reliquie del Santo. Con questo protocollo d'intesa le due città saranno più vicine e ci saranno nuove opportunità di collaborazione anche sotto il profilo e culturale".

 

Il libro, uscito ad ottobre 2017 e già alla sua quinta ristampa, è un viaggio nel mondo del lavoro in Italia, nelle sue evoluzioni più recenti, quelle che hanno reso la precarietà e la frammentazione un dato strutturale e una condizione dalla quale è sempre più difficile riuscire ad uscire. I lavori pagati con voucher, lo sfruttamento nel settore della logistica, il lavoro gratuito, i contratti sempre più brevi in ogni settore lavorativo: un’evoluzione alla quale è stata data una cornice normativa che costringe ad una vita sempre più instabile un numero crescente di lavoratori, giovani e meno giovani, donne e uomini, italiani e stranieri. Un libro che unisce capacità narrativa e rigore scientifico; un saggio agile, utile a comprendere la condizione e gli sviluppi del mondo del lavoro; ma anche un libro necessario per la lotta contro le nuove forme di lavoro che nascondono il solito, vecchio sfruttamento.

 Marta Fana ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l’Institut d’Études Politiques di SciencesPo a Parigi. Scrive per “Internazionale” e “il Fatto Quotidiano”. Ha iniziato l’attività di ricerca studiando appalti e corruzione e oggi si occupa di political economy, in particolare di diseguaglianze economico-sociali e mercato del lavoro. Ha lavorato all’ufficio studi di Consip, all’EBRD e all’OCSE e ha collaborato con “il manifesto” e “Pagina99”.

Le sue inchieste sul Jobs Act e la sua lettera al ministro Poletti, condivise da migliaia e migliaia di lettori, hanno contribuito ad alimentare i dibattito attorno alla condizione del lavoro in Italia, imponendola all’attenzione pubblica come voce di un’intera generazione.

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Villa Santa Maria. E’ di 800 mila euro la cifra assegnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al comune di Villa Santa Maria per il recupero e la messa in sicurezza di Palazzo Castracane.

“Un bel risultato – commenta il sindaco Pino Finamore – come amministrazione, dal momento del nostro insediamento, abbiamo puntato alla riqualificazione del centro storico sia come attrattiva turistica ma anche e soprattutto come patrimonio storico- culturale della collettività che lo abita”. “Ricevere una delle cifre più alte assegnate ai paesi della provincia di Chieti – aggiunge - è per noi motivo di grande soddisfazione”.

Il finanziamento fa parte del progetto “Bellezza – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” varato dal Governo e volto alla valorizzazione delle strutture di interesse storico e artistico che spesso sono abbandonate e, inevitabilmente, dimenticate.

In provincia di Chieti sono stati finanziati complessivamente circa 6 milioni di euro, 800mila dei quali a Villa Santa Maria.

Palazzo Castracane si trova nel cuore del borgo, è un edificio in stile romanico rurale abruzzese, la sua costruzione risale al 1800. Il nome del palazzo è dovuto alla famiglia Castracane che ha sfornato personalità importanti per il paese e vanta una cappella a proprio nome nella chiesa Madonna in Basilica con le tombe di Saverio e Alessandro Castracane.

E dopo la bagarre scoppiata ieri a margine della conferenza stampa del gruppo di minoranza in consiglio comunale circa l’ormai “famigerato” albero senziente di piazza plebiscito, Arena 7 l’associazione vincitrice del bando risponde, e, per la prima volta dall’accensione dell’istallazione, dice la sua.

Per correttezza abbiamo deciso di riportare fedelmente il comunicato dell’associazione e del suo presidente Luca di Francescantonio.

“Le recenti esternazioni del Consigliere Tonia Paolucci e di altri componenti dell’Opposizione del Consiglio Comunale lancianese, in riferimento all’installazione artistica “Lignum Verba”, rendono necessarie delle precisazioni da parte dell’Associazione Culturale Arena7, risultata vincitrice del bando concorso del Comune di Lanciano per la realizzazione di un “Albero di Natale Ecosostenibile”. Con il predetto bando l’amministrazione comunale richiedeva proposte che soddisfacessero criteri di “ricerca artistica e tecnologica a basso impatto ambientale, con tecniche e processi di riciclo creativo”.

La proposta dell’Associazione Arena7 è risultata, a parere della commissione tecnica, la più rispondente alle predette caratteristiche. Si ritiene che le critiche mosse all’installazione siano assolutamente legittime, nella misura in cui rappresentano l’espressione di un gusto personale di chi le formula. Ma i contenuti esternati dal consigliere Paolucci rendono palese un errore: l’idea vincitrice non è la struttura lignea che è e rimane parte della complessiva proposta e, come tale, suscettibile di modifica, sia per ragioni di sicurezza che per adeguamenti resi necessarii da motivi tecnici, in corso di realizzazione, proprio perché trattasi di installazione artistica urbana e non di un manufatto edile. L’idea vincitrice è l’opera complessiva che contiene, oltre alla struttura in legno, al suo interno una capacità “senziente” di adeguare i propri colori in base alle emozioni manifestate dagli utenti. Il che rende evidente che tale proposta progettuale più di ogni altra avesse caratteristiche tecnologiche e di riciclo creativo assolutamente uniche, non paragonabili alle altre proposte che si limitavano a riprodurre strutture illuminate in modo convenzionale, magari esteticamente più vicine ai gusti di taluni, ma non rispondenti alle richieste del bando. Per quanto riguarda il denunciato non funzionamento dell’applicazione del sito, sarebbe interessante verificare con quali modalità il consigliere e gli altri membri dell’opposizione abbiano fatto la verifica, atteso che l’applicazione è perfettamente funzionante, come il sito, e registra centinaia di accessi giornalieri e da diversi paesi, in Europa e nel mondo.

       La motivazione con la quale l'albero ha vinto

L’associazione valuta la possibilità di promuovere azione giudiziaria nei confronti della Paolucci e degli altri consiglieri, tenuto conto del carattere diffamatorio delle dichiarazioni riferite al funzionamento dell’opera, fortemente lesivo della professionalità dei tecnici che hanno collaborato per la realizzazione della stessa. Per quanto riguarda la paventata necessità di smontaggio dell’opera, per adeguarla a quanto inizialmente prospettato, si osserva: la forma della struttura lignea era, nel progetto solo indicativa e, verificata la necessità, per ragioni tecniche e di sicurezza di dovernne adeguare la forma, si è proceduto in tal senso documentando con idonea relazione tecnica al comune. Va specificato che la nota da parte del responsabile del Comune non contiene alcuna intimazione ne è prevista alcuna smontaggio dell’opera né adeguamento della sua forma in conformità all’originale progetto. Con la stessa nota l’ufficio competente si limitava sostanzialmente a richiedere una giustificazione circa la modifica avvenuta durante la realizzazione. L’associazione culturale ha, come detto, provveduto a giustificare la parziale modifica della struttura, mediante idonea relazione tecnica, e che notiamo non comunicata ai giornalisti durante la conferenza stampa dell’opposizione. Prevedere delle modifiche strutturali che garantissero maggiore sicurezza e stabilità dell’opera ha fatto sì che, anche a seguito delle recenti intemperie che hanno visto tanti alberi convenzionali cadere rovinosamente, la struttura non ha subito alcuna forma di danneggiamento. Sarebbe carino che membri dell’opposizione, invece di indire formali conferenze stampa decidessero di manifestare in modo “senziente” le proprie sensazioni in merito all’installazione realizzata così da poter concorrere a caratterizzare l’albero in prossimità dei giorni di Natale”.

Con tre componimenti in dialetto lancianese, Marcello Marciani ha vinto la V edizione del prestigioso Premio Nazionale “Salva la tua lingua locale” per la sezione relativa alla poesia inedita. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma giovedì 14 dicembre p.v., nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a partire dalle ore 10.00. Sono stati premiati, inoltre, sempre per la poesia inedita, il siciliano José Russotti (secondo classificato) ed ex aequo al terzo posto Pietro Stragapede (dialetto ruvese) e Giuseppe Tirotto (lingua sarda area sardo-corsa). Il Premio ha lo scopo di valorizzare le opere in dialetto o in lingua locale ed è articolato in cinque sezioni: prosa edita e inedita, poesia edita e inedita, musica. Oltre 600 gli elaborati pervenuti per questa quinta edizione, tra libri di poesia, prosa, dizionari, fumetti, poesie e racconti inediti e canzoni. Organizzato dall'Unione Nazionale delle Pro Loco e da Legautonomie Lazio, in collaborazione con il Centro di Documentazione per la Poesia Dialettale “Vincenzo Scarpellino”, il Centro Internazionale “Eugenio Montale” e l'Ong “Eip-Scuola Strumento di Pace”, il Premio vanta un'eccellente giuria, composta da Giovanni Solimine (Presidente Onorario), Pietro Gibellini (Presidente effettivo), Franco Loi, Vincenzo Luciani, Luigi Manzi, Plinio Perilli, Giancarlo Schirru, Cosma Siani, Salvatore Trovato, Ugo Vignuzzi e Angelo Zito. Giuria ad hoc per la sezione Musica, curata da Toni Cosenza (Presidente), Andrea Carpi ed Elisa Tonelli.