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Un incontro immediato, richiesto alla Regione Abruzzo con il presidente D’Alfonso destinatario di un’apposita missiva, per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità “commerciale” per la città di Chieti e la sua provincia martoriata dal proliferare della grande distribuzione. L’iniziativa porta la firma di Confcommercio Chieti che lancia una vera e propria provocazione al governo regionale dopo che sta prendendo sempre più forma lo spauracchio del raddoppio del centro commerciale Megalò. “Il progetto denominato Megalò 2 è ormai realtà- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- dal momento che sono partiti i lavori di messa in sicurezza dell’alveo del fiume Pescara su cui insisterà questa ennesima mega struttura commerciale. Il Comune, normative alla mano, può davvero poco ed è arrivato il momento che la Regione scopra le carte e ci dica chiaramente di che morte dobbiamo morire noi commercianti. Si parla spesso, anche se a ragione, delle problematiche ambientali legate alla nascita di nuovi centri commerciali ma si continua incredibilmente ad ignorare gli effetti negativi sul tessuto economico e sociale determinati sul territorio in cui si costruiscono queste strutture.” E' un vero e proprio allarme quello lanciato dalla Tiberio che alle parole aggiunge anche i numeri emersi da uno studio fatto dall'associazione e che disegnano la mappa del territorio. Nel quinquennio 2010/2014, inoltre, su 41 nuovi punti vendita della grande distribuzione in Abruzzo, ben 29 strutture di questo tipo (circa 3 quarti) sono state aperte nella sola provincia di Chieti, dove a seguito di un deciso aumento della concentrazione della grande distribuzione si è riscontrato un evidente calo degli esercizi commerciali tradizionali. Non basta. Secondo i numeri forniti dal rapporto della Camera di commercio, aggiornati al 30 settembre 2016, nel terzo trimestre dell’anno si sono perse, in provincia di Chieti, 238 imprese specializzate nella vendita al dettaglio e all’ingrosso per una percentuale negativa del 2,5% che sale addirittura al -2,6% per la sola Chieti città. Una situazione che preoccupa non poco la Confcommercio. “Megalò 2 ci darà il colpo di grazia. Il fenomeno di desertificazione commerciale dei centri storici sta determinando la morte di interi pezzi di territorio, con effetti negativi sul piano della coesione e sociale, della legalità e della sicurezza. Dove c’è una attività commerciale, turistica o di servizi, si creano, infatti, le condizioni di vitalità e qualità dei territori, si realizzano più facilmente opportunità di sviluppo per i rapporti sociali e culturali, si limita il degrado stimolando al tempo stesso la riqualificazione urbana, lo sviluppo, la legalità. In nome della tutela della concorrenza si è, invece, finito con il favorire ed accrescere- sostiene la presidente- la competitività e l’aggressività di alcune imprese a danno di altre, normalmente quelle di più radicata presenza nei mercati locali, le uniche in grado di garantire che il reddito prodotto sia reinvestito nei territori di appartenenza.” E' fondamentale tutelare il commercio tradizionale. Questo non significa, né deve essere inteso “come un ostacolo alla concorrenza, ma come una garanzia storica dei territori, considerato che le attività tradizionali contribuiscono in maniera determinante a formare quella fitta trama di relazioni sociali che animano la vita delle città, dei paesi e dei borghi storici che caratterizzano l’Italia”. E alla luce di questa analisi poco confortante Marisa Tiberio chiede alla Regione un incontro immediato per capire il da farsi. “Il nostro territorio è vittima di un’evidente “calamità commerciale” senza precedenti che sta colpendo, da anni, il piccolo commercio giunto allo sfinimento. Vogliamo aiuti concreti perché, purtroppo, anche abbassare le saracinesche costa tanto.”

Pescara – La dinamica delle esportazioni nei settori delle micro e piccole imprese, in Abruzzo, nei primi nove mesi del 2016, registra un incremento del 3,2%, superiore alla media nazionale (+1,2%). L'export delle MPI (micro e piccole imprese), però, rappresenta solo il 15% del totale regionale, dato che colloca la regione al quattordicesimo posto della graduatoria nazionale. Se la crescita più consistente si registra nel Pescarese (+15,2%), la prima provincia abruzzese in classifica è quella di Teramo, mentre la situazione peggiore è nel Chietino, agli ultimi posti della graduatoria. E' questo il quadro che emerge da un'elaborazione che Confartigianato Abruzzo ha condotto su un'indagine del centro studi della Confederazione nazionale. L'export nei settori delle MPI, in Abruzzo, da gennaio a settembre di quest'anno, raggiunge i 910 milioni di euro, pari al 15% del totale delle esportazioni (6 miliardi di euro; +12,1%). A livello territoriale, in testa c'è la Provincia di Teramo, dove l'export nei settori delle MPI, in crescita del 3,2%, è pari a 422 milioni di euro, cioè il 46,9% del totale, dato che colloca il territorio al ventisettesimo posto della classifica nazionale. Segue, in cinquantasettesima posizione, il Pescarese, con un incremento del 15,2% ed un valore di 113 milioni, pari al 28,8% del totale. Subito dopo, ma nella parte bassa della classifica, al novantottesimo posto, c'è la Provincia dell'Aquila con il +6,9%, un valore di 42,5 milioni, pari al 10,8% del totale. Negativa, almeno per le MPI, la situazione nel Chietino, territorio che, grazie alla presenza del polo automotive, spinge verso l'alto il totale delle esportazioni regionali: la provincia di Chieti fa registrare una flessione dell'1,2% e si posiziona 101esima, con un valore di 331 milioni di euro, pari al 7,6% del totale (4,3 miliardi). Numeri che fanno riflettere. “ Le micro e piccole imprese – dice il presidente di Confartigianato Abruzzo Luca Di Tecco – sono quelle che notoriamente hanno più difficoltà ad esportare e ad aprirsi ai nuovi mercati, per questo chiediamo alla Regione di procedere al più presto con la pubblicazione dei bandi sull'internazionalizzazione che siano, però, di reale accompagnamento e supporto soprattutto alle piccole imprese abruzzesi che, ricordiamo, sono il 99,5 per cento delle imprese presenti in Abruzzo”.

Ancora una volta l'Abruzzo conquista un primato poco confortante piazzandosi agli ultimi posti in una classifica nazionale in materia di credito. I prestiti alle imprese artigiane, a giugno di quest'anno, sono calati dell'8 per cento (-5,8% in Italia), cioè 82 milioni di euro in meno rispetto allo stesso mese del 2015. Un dato, questo, che colloca la regione al terzultimo posto della graduatoria, stessa posizione registrata a marzo.

L’ammontare totale del credito concesso all’artigianato in Abruzzo è pari a 936 milioni di euro. Il quadro della situazione emerge da un approfondimento che Confartigianato Abruzzo ha condotto su un'indagine del Centro studi della Confederazione nazionale. Dopo quello del marzo scorso (-8,6%), il dato è anche uno dei peggiori tra quelli registrati negli ultimi due anni, tutti negativi: nel 2014 -1,7% a giugno, -2,1% a settembre e -5,3% a dicembre; nel 2015 -7% a marzo, -8% a giugno, -8,1% a settembre e -4,5 a dicembre; nel 2016 -8,6% a marzo.

A livello provinciale, i dati peggiori si registrano a Chieti che, con il -13,9%, si classifica al 108esimo posto della graduatoria nazionale (credito concesso pari a 262 milioni di euro); seguono Teramo (-7,9%, 94esima posizione; 257 mln) e Pescara (-6,2%, 66esima posizione; 221 mln). Seppur con il segno meno e nonostante un lieve peggioramento, registra il risultato migliore d'Abruzzo e uno dei migliori d'Italia la provincia dell'Aquila: -1,3%, terzo posto della graduatoria nazionale (197 milioni di euro). “Il calo generalizzato di credito concesso alle imprese artigiane in Italia non risparmia neanche l'Abruzzo- commenta ilil presidente di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco - E’ indispensabile da un lato che la Regione ci dia garanzie e certezze sui tempi di pubblicazione del bando per migliorare l'accesso al credito delle Pmi abruzzesi per il tramite dei Consorzi Fidi, dall'altro che le banche riducano gli spread applicati. Il tempo è scaduto, servono risposte e soluzioni non più rinviabili”

 

Tornareccio (Ch), 2 dicembre 2016 - C'è anche Apicoltura Luca Finocchio tra le 100 Eccellenze Italiane, il prestigioso premio ideato dall'editore Riccardo Dell'Anna per onorare quanti contribuiscono con il loro lavoro e il loro ingegno alla crescita del brand "Made in Italy", rendendo il nostro Paese unico al mondo nei settori del bello e del buono: dalla ricerca all'industria, dalla letteratura all'arte, passando per la moda, lo spettacolo, il turismo e via dicendo.

Il riconoscimento è stato assegnato all'azienda di Tornareccio dal Comitato d'Onore presieduto da Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti, e che annovera tra i suoi membri personalità del calibro del rettore Università Luiss Guido Carli, Massimo Egidi, e del mondo della moda, della televisione e dello spettacolo come Sandro Versace, Bruno Vespa, Milly Carlucci e Albano Carrisi.

La consegna c'è stata ieri, giovedì 1 dicembre 2016, nella sala della Lupa di Montecitorio a Roma, alla presenza di personalità tra cui Antimo Casaro, sottosegretario di Stato ai Beni Culturali, l'ambasciatore presso la Santa Sede, Daniele Mancini, l'architetto Paolo Portoghesi, e Roberto Snaidero, presidente di Federlegno Arredo Nazionale. Presenti anche l'editore Dell'Anna, il presidente del Comitato d'Onore, Squitieri, e vari componenti.

Tra i premiati 2016 di 100 Eccellenze Italiane anche Michele Placido, Raoul Bova, Carlo Conti, Laura Biagiotti, Vittorio Sgarbi, Raffaele Cantone, Gianfranco Vissani, Cantine Ferrari, Alviero Martini, Gay Odin, Renzini. Per l'occasione, è stata realizzata anche una pregiata pubblicazione con le storie personali e imprenditoriali dei premiati.

Per Apicoltura Luca Finocchio si chiude così un 2016 ricco di riconoscimenti: il Sofi Award 2016 di New York, l'"oscar" internazionale delle eccellenze culinarie, il primo posto al Concorso nazionale dei mieli "Roberto Franci" di Montalcino, le Tre Gocce d'Oro e altri sei riconoscimenti al Concorso nazionale "Grandi Mieli d'Italia - Premio Giulio Piana - Tre Gocce d'Oro" a Castel San Pietro Terme.

"Un anno straordinario - commenta Luca Finocchio - che riempie me e la mia famiglia di soddisfazione: essere stati riconosciuti come ambasciatori del Made in Italy appaga i nostri sforzi decennali per fare un prodotto che sia la massima espressione di italianità. E averlo ricevuto nella splendida cornice di Montecitorio mi fa sentire ancora più fiero di contribuire al prestigio del nostro Paese. Grazie di cuore a Riccardo Dell'Anna Editore, al Comitato d'Onore e a tutti gli intervenuti in una serata indimenticabile".

Per quanti vogliono conoscere da vicino l'azienda e gli ottimi prodotti, per l'intera giornata di domenica 4 dicembre 2016 è in programma APEnday nella sede di viale Santo Stefano a Tornareccio: un'occasione per conoscere il mondo delle api e del miele, scoprire la smielatura, tra gadget per bambini, laboratori didattici, degustazioni. E per concludere, tante idee regalo natalizie, tra cui il miele solidale che sosterrà le attività del Banco Alimentare dell'Abruzzo.

 

 

LANCIANO - Un'inaugurazione tutta al femminile per il Festival del Cioccolato, promosso e organizzato da Casartigiani. Questa mattina, infatti, a tagliare il tradizionale nastro e a dare il via alla manifestazione l'assessora alle attività produttive del Comune di Lanciano Francesca Caporale e la presidente provinciale dell'associazione Ombretta Mercurio, con loro il delegato nazionale e regionale Dario Buccella ed Emanuele Trasmondi responsabile regionale eventi e commercio di Casartigiani. Una cerimonia semplice, senza la solennità di interventi che di solito caratterizzano questi momenti, in linea con lo spirito dell'associazione che da sempre privilegia il fare. Gli artigiani sono maestri che lavorano con le mani, sono queste che grazie al talento, alla fantasia, alla creatività, alla precisione trasformano e danno vita a stoffe, creta, ferro, legno e...cioccolato. Si possono ammirare e gustare i tanti oggetti che il cioccolato è riuscito a interpretare. Al latte, fondente, al peperoncino, al mango, alla liquirizia, alle mandorle, ai frutti di bosco, non mancano i classici “bocconotti”,difficile sarà solo scegliere. Le proposte sono davvero tante.

“Il ruolo della nostra Associazione è quello di promuovere il lavoro dei maestri artigiani, organizzando occasioni in grado di far conoscere a un pubblico vasto le loro creazioni, i loro prodotti – ha ribadito Ombretta Mercurio – il settore dell'artigianato è quello che maggiormente ha risentito e risente di una crisi che si fa fatica ad allontanare. Perciò eventi di questo tipo sono particolarmente importanti”. Al Festival non c'è solo cioccolato ma anche uno spazio riservato ai più piccoli con giochi e video. Domani pomeriggio musica dal vivo con la pizzica salentina e cori folkloristici, e fino a tardi la musica animerà Corso Trento e Trieste. Alle 18 di domenica 4 dicembre si terrà una sfilata di moda. C'è pure un angolo speciale dedicato al benessere, si possono fare massaggi al viso e conoscere in maniera più approfondita le molteplici proprietà del cioccolato. “ Questo Festival si inserisce in un percorso che punta alla valorizzazione dell'enogastronomia, dei prodotti di qualità dal vino al cioccolato – ha sottolineato l'assessora Francesca Caporale – sono convinta che il lavoro artigianale, la tipicità dei prodotti, possono rappresentare una grande risorsa che va quindi accompagnata e sostenuta. Questi eventi esercitano un grande richiamo ed è fondamentale favorire iniziative in grado di recuperare vivacità e dinamismo.”

TORNARECCIO - C'è anche Apicoltura Luca Finocchio tra le 100 Eccellenze Italiane, il prestigioso premio ideato dall'editore Riccardo Dell'Anna per onorare quanti contribuiscono con il loro lavoro e il loro ingegno alla crescita del brand "Made in Italy", rendendo il nostro Paese unico al mondo nei settori del bello e del buono: dalla ricerca all'industria, dalla letteratura all'arte, passando per la moda, lo spettacolo, il turismo e via dicendo.

Il riconoscimento è stato assegnato all'azienda di Tornareccio dal Comitato d'Onore presieduto da Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti, e che annovera tra i suoi membri personalità del calibro del rettore Università Luiss Guido Carli, Massimo Egidi, e del mondo della moda, della televisione e dello spettacolo come Sandro Versace, Bruno Vespa, Milly Carlucci e Albano Carrisi.

La consegna c'è stata ieri, giovedì 1 dicembre 2016, nella sala della Lupa di Montecitorio a Roma, alla presenza di personalità tra cui Antimo Casaro, sottosegretario di Stato ai Beni Culturali, l'ambasciatore presso la Santa Sede, Daniele Mancini, l'architetto Paolo Portoghesi, e Roberto Snaidero, presidente di Federlegno Arredo Nazionale. Presenti anche l'editore Dell'Anna, il presidente del Comitato d'Onore, Squitieri, e vari componenti.

Tra i premiati 2016 di 100 Eccellenze Italiane anche Michele Placido, Raoul Bova, Carlo Conti, Laura Biagiotti, Vittorio Sgarbi, Raffaele Cantone, Gianfranco Vissani, Cantine Ferrari, Alviero Martini, Gay Odin, Renzini. Per l'occasione, è stata realizzata anche una pregiata pubblicazione con le storie personali e imprenditoriali dei premiati.

Per Apicoltura Luca Finocchio si chiude così un 2016 ricco di riconoscimenti: il Sofi Award 2016 di New York, l'"oscar" internazionale delle eccellenze culinarie, il primo posto al Concorso nazionale dei mieli "Roberto Franci" di Montalcino, le Tre Gocce d'Oro e altri sei riconoscimenti al Concorso nazionale "Grandi Mieli d'Italia - Premio Giulio Piana - Tre Gocce d'Oro" a Castel San Pietro Terme.

"Un anno straordinario - commenta Luca Finocchio - che riempie me e la mia famiglia di soddisfazione: essere stati riconosciuti come ambasciatori del Made in Italy appaga i nostri sforzi decennali per fare un prodotto che sia la massima espressione di italianità. E averlo ricevuto nella splendida cornice di Montecitorio mi fa sentire ancora più fiero di contribuire al prestigio del nostro Paese. Grazie di cuore a Riccardo Dell'Anna Editore, al Comitato d'Onore e a tutti gli intervenuti in una serata indimenticabile".

LANCIANO - Le luci si sono spente ieri sera sulla parte espositiva di Agroalimenta Rassegna Nazionale dei prodotti tipici dopo una domenica che non ha deluso le aspettative e ha registrato una notevole affluenza di visitatori. In migliaia hanno passeggiato tra gli stand della Fiera, hanno assaggiato e degustato le specialità proposte dagli espositori e in tanti hanno pure acquistato. Un dato significativo che conferma l'efficacia di questi tre giorni dominati dal “buono, gustoso e sano”. Ma se il sipario è sceso sul palcoscenico dei sapori e dei profumi della nostra terra e di quella di altre regioni, i riflettori questa mattina hanno illuminato un incontro di estrema importanza riservato interamente agli operatori del settore vitivinicolo e della ristorazione. La Fiera con questa edizione di Agroalimenta torna, quindi, a dedicare il lunedì agli addetti ai lavori e riafferma così un ruolo strategico per l'economia dell'Abruzzo. Dalle 10.00 alle 14 si è svolta la “Giornata dello Spumante”, le bollicine, infatti, sono state le protagoniste di una tavola rotonda che si è caratterizzata per la qualità e i contenuti degli interventi e soprattutto per le linee guida emerse alla fine di un confronto interessante e costruttivo. Oltre 100 gli operatori che hanno partecipato a quello che può essere definito un vero e proprio evento (curato da Studio Eventi e Congressi) e organizzato dal Consorzio Tutela Vini D'Abruzzo. Il presidente Valentino Di Campli in apertura dei lavori ha sottolineato gli obiettivi dell'incontro - coordinato da Rocco Pasetti, responsabile del gruppo di lavoro Spumanti del Consorzio – strutturato in due parti. Nella prima gli imprenditori vitivinicoli hanno raccontato la propria esperienza ripercorrendo il cammino della propria azienda, nella seconda si è entrati più nello specifico, esaminando da varie angolazioni le questioni tecniche. A tirare le somme il direttore commerciale di Franciacorta Bellavista Giuseppe Muscella che ha rimarcato la necessità di un progetto condiviso. “Da soli non si va da nessuna parte, l'Abruzzo non ha nulla da invidiare a regioni ritenute più blasonate, deve solo organizzare una programmazione unitaria con un obiettivo comune. E' fondamentale costruire una credibilità forte e questo passa anche attraverso un marchio unico” ha detto Muscella puntualizzando quanto sia importante far conoscere la propria azienda direttamente, portare le persone a visitare la propria struttura perché “l'appeal nasce dalla conoscenza, dalla storia, dai paesaggi.” La parola chiave è “sistema” ha ribadito il presidente del Consorzio Valentino Di Campli: “E' stata una giornata costruttiva che ha messo in evidenza le criticità e i punti di debolezza ma anche la possibilità concreta che queste fragilità diventino una forza se si riuscirà a costruire una rete”. Alla fine degli interventi spazio alle degustazioni. Soddisfatto il presidente di Lancianofiera Franco Ferrante e non solo per il successo di questa iniziativa destinata a diventare un appuntamento annuale, ma per l'edizione 2016 di Agroalimenta. “E' andata molto bene, un crescendo di interesse e di pubblico, oltre il 30 per cento rispetto agli anni scorsi – ha detto Ferrante – c'è stata grande partecipazione anche ai convegni che hanno affrontato temi attuali e fortemente sentiti come quello di ieri sulla celiachia, partecipazione pure ai corsi di degustazione del vino, dell'olio e del miele e larghi consensi per i piatti preparati dai ristoratori che si sono cimentati nello show cooking. E il costruttivo risultato della Giornata dello Spumante testimonia ancora una volta che la Fiera ha un ruolo di volano per l'economia del nostro territorio e rappresenta la sede ideale per confronti e incontri capaci di disegnare nuovi percorsi, al passo con i tempi e adeguati alle richieste di un mercato in continua evoluzione”.

LANCIANO - Dal punto di vista economico per l’olio, è stata una annata drammatica, In Italia, ma anche in Abruzzo. Le stime già previste al ribasso si sono rivelate ancor più basse. A livello nazionale si conta circa il 50% in meno di produzione rispetto al 2015. Tutte le regioni sono state coinvolte, fatto salvo alcune del nord-est, poco significative, come Veneto, Trentino, area del lago di Garda, Lombardia. E di conseguenza gli agricoltori hanno visto più che dimezzati gli introiti provenienti dall’olivicoltura. Per questo la Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali d’Abruzzo, presieduta dal dottore agronomo, Mario Di Pardo, ha voluto affrontare l’argomento nel corso della rassegna AgroAlimenta, di scena a Lanciano nei padiglioni del Polo fieristico d’Abruzzo. Nell’occasione abbiamo fatto una chiacchierata con il dottore agronomo Bruno Scaglione, uno dei maggiori esperti nazionali in fatto di olio.
Dottor Scaglione, cosa è accaduto?
La bassa produzione olivicola è stata causata soprattutto dall’andamento climatico che ha pregiudicato la produzione di un’annata, quella del 2016, che già era prevista di scarica, dopo la grande performance del 2015. Quindi la fioritura ridotta, associata ad una alternanza di freddo, caldo, piovosità, che non ha favorito una buona allegagione (i fiori non hanno messo i frutti), hanno determinato questo tracollo. Gli attacchi di tignola (Prays oleae) sui frutticini e poi, ‘dulcis in fundo’, la forte presenza della mosca, hanno colto di sorpresa diversi produttori che non si aspettavano un attacco così massiccio e precoce. Anche l’umidità ha fatto la sua parte. Basti pensare che ancora oggi si segnala la presenza della mosca nei nostri oliveti. A questi fattore bisogna aggiungere anche la probabile modifica delle abitudini della mosca, cioè della sua etologia, e la presenza, sul territorio abruzzese, di oliveti abbandonati che fungono da fonte di riproduzione e sviluppo elevato della mosca delle olive (Bactrocera oleae) che poi si riversa sugli appezzamenti coltivati.
Qual è la situazione registrata in Abruzzo?
Anche l’Abruzzo ha avuto una riduzione importante della produzione, il 50% in meno, pur con forti differenze sul territorio: meglio nel pescarese, che nel teramano e il chietino a metà del guado. Dal punto di vista delle varietà colpite è il Leccino che ha pagato lo scotto maggiore sia in termini quantitativi che qualitativi. Detto questo, si può comunque ritenere che gran parte delle olive raccolte dal punto di vista sanitario sono risultate idonee alla trasformazione. I produttori attenti e professionali supportati, anche dai monitoraggi della mosca effettuati su tutto il territorio da tecnici del settore, tra cui i Dottori Agronomi e Dottori Forestali, e che sono intervenuti nei momenti opportuni, hanno salvato quello che c’era da salvare
C’è da preoccuparsi per il futuro?
Credo di sì. Tutto è stato causato dai mutati andamenti climatici e l’evento straordinario (almeno così lo si riteneva), si è ripetuto a distanza molto ravvicinata dalla pessima annata precedente che risale ad appena il 2014. E forse oggi diventa necessario un cambiamento nell’approccio al problema.  Se i mutamenti climatici, come sembra, sono da considerarsi consolidati, si rende necessario affiancare ai pur necessari sistemi di monitoraggio, l’introduzione di modelli previsionali che colleghino gli andamenti meteorologici alla biologia dell’insetto e l’adozione di strategie di difesa chimiche, biologiche e agronomiche, già dopo la raccolta. In altre parole occorre studiare con attenzione la biologia e le abitudini della mosca e mettere in campo nuove strategie di difesa ecocompatibili ed economicamente sostenibili.
Ma gli oli ottenuti come sono?
Quelli ottenuti da olive sane, controllate, sono buoni, e rispettano tutti i parametri chimici previsti, e naturalmente anche quelli organolettici, che si sono rivelati con fruttati leggeri e con note di amaro e piccanti più tenui. Non mancano però diversi extravergini che si sono mostrati più intensi di quelli dell’anno precedente. Le migliori performance gustative provengono dagli oli di Gentile di Chieti, di Intosso, di Dritta, almeno quelli ottenuti da olive raccolte precocemente, ma anche di Nebbio, di I 77, di Frantoio, di Peranzana, di Monicella, di Pendolino. In linea di massima, sembra che le olive provenienti da cultivar tardive, anche in seguito al fatto che le olive attaccate dalla mosca siano cadute prima della raccolta, e quelle prodotte negli areali pedemontani e montani, abbiano dato degli ottimi risultati per la minore presenza dell’insetto. Un'altra conferma della bontà degli oli di quest’anno, viene anche dal numero delle Dop certificate dalla CCIAA di Chieti, che in questo periodo è molto alto rispetto a periodi analoghi degli anni precedenti.
Ma allora è conveniente comprare gli oli di questa campagna o quelli della campagna 2015?
Le quantità di quest’anno sono basse, ma, come si diceva prima, la qualità è buona. Per cui ci si può orientare tranquillamente verso l’acquisto degli oli nuovi, che sicuramente hanno dei contenuti in sostanze antiossidanti più elevati che consentiranno all’olio di conservarsi più a lungo, oltre agli indubbi benefici per il nostro organismo. E inoltre, acquistare oli del 2015 non significa necessariamente acquistare prodotti di qualità.
Ma è vero che molti oli sono stati prodotti con olive di provenienza estera?
Il timore palesato che gli oli prodotti quest’anno in regione siano stati ottenuti da olive non italiane è del tutto privo di fondamento. In alcuni casi sono state utilizzate anche olive di provenienza extraregionale. Quest’anno, così come negli anni precedenti, si tratta di olive soprattutto pugliesi, prevalentemente di Peranzana, prodotte in territorio Foggiano. Il che non rappresenta affatto un problema se sono sane e prontamente molite. Basta ricordare che in Italia la produzione di olio non copre neanche il 50% dei consumi, nelle annate standard.
Quali sono i consigli utili per un consumatore nell’acquisto dell’olio?
Per l’acquisto di un extravergine suggerisco di acquistare sempre da un frantoio, stabilire con il frantoiano o il produttore un rapporto di fiducia, in modo da potergli chiedere di che olive si tratta e informarsi sull’acidità (che negli extravergini non deve superare lo 0,8%). Un’altra discriminante è data dall’assaggio: bisognerebbe assaggiare sempre l’olio che si acquista. Le caratteristiche di un buon olio si riassumono in tre aggettivi: deve essere fruttato, piccante e amaro. Ed è un elemento importantissimo il prezzo. Data la ridotta quantità di prodotto, le minori rese di estrazione e i maggiori costi produttivi, sarà molto difficile trovare oli di qualità al di sotto di 10 euro al litro.

LANCIANO - “Nell’era dei selfie e dei social, la Fiera rappresenta una piazza reale , un luogo per incontri e confronti, una vetrina vera, tangibile per presentare il meglio della propria produzione –  il Presidente di Lancianofiera Franco Ferrante ha voluto ribadire il ruolo della Fiera che al di là del tempo e delle mode, resiste e continua a catturare l’attenzione di espositori e visitatori – per quanto riguarda Agroalimenta va ricordato che questa rassegna,nata per esaltare le eccellenze del nostro territorio ma anche di altre regioni, è l’occasione per arrivare all’ultimo anello di una catena che comincia dalla semina e si conclude con il prodotto finito. Tipicità e bontà che meritano di essere promosse e valorizzate ed è questo il prioritario obiettivo di Agroalimenta. Un obiettivo – ha continuato il Presidente – centrato anche in questa edizione, anche se ci sono aspetti che possono essere ancora migliorati. Intanto domani c’è un appuntamento importante quello con la Giornata dello Spumante, si prevede l’arrivo di oltre 150 operatori del settore vitivinicolo e della ristorazione”. Domani saranno infatti  “le bollicine” le protagoniste di una giornata speciale riservata appunto agli operatori. Un programma interessante promosso dal Consorzio Tutela Vini D’Abruzzo. E le cantine, come sempre, hanno richiamato numerosi visitatori ed esperti. In effetti sono davvero tante le persone arrivate in Fiera, le aspettative non sono state deluse e le previsioni saranno sicuramente rispettate. Infatti il boom di presenze era atteso proprio per oggi, domenica. Gli stand sono affollati e molti hanno scelto di acquistare ad Agroalimenta lasciandosi guidare dal buono, dal gusto e dalla qualità. Mozzarelle, formaggi e salumi sono stati davvero presi d’assalto, e non è da meno il richiamo esercitato dai dolci, a cominciare dall’insostituibile e irrinunciabile cioccolato, dal “Bocconotto” alle “Bellezze” di Guardiagrele. E poi ancora i mieli, la pasta, l’olio, la birra artigianale, l’intramontabile caffè. Una serie di invitanti proposte in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. “Questa rassegna rappresenta una costruttiva opportunità per far conoscere a un pubblico vasto e competente le peculiarità della nostra produzione”, ha sottolineato l’assessora alle attività produttive Francesca Caporale che questa mattina si è intrattenuta nell’ampio spazio del Comune di Lanciano parlando con gli operatori presenti nonché con i visitatori. E c’è pure uno angolo-laboratorio dove un gruppo di studenti dell’Istituto Da Vinci-De Giorgio di Lanciano sta portando avanti sotto lo sguardo vigile dei docenti, alcune interessanti sperimentazioni (determinare l’acidità di un prodotto o individuare e riconoscere gli zuccheri..). Presente anche l’Istituto Agrario “Ridolfi” di Scerni che da anni sceglie con convinzione di partecipare a questa Rassegna, ritenendola una positiva opportunità per far conoscere le specificità della Scuola e consentire agli studenti di approfondire il comparto agroalimentare. Ma Agroalimenta non è solo buon cibo, piatti preparati con creatività e sapienza, assaggi e degustazioni di vino, miele e olio,è anche riflessione e.. sorriso con un angolo inedito che può senz’altro essere definito uno “spazio culturale” curato da Tommaso Di Francescantonio che ha recuperato “vecchi” numeri (ancora attualissimi nei contenuti e nella formula) della rivista “Ajje e Ojj”, uno spazio che merita di essere visitato, magari dopo aver assaggiato una delle tante specialità.
 

LANCIANO - Si alzerà domani il sipario sulla 18esima edizione di “Agroalimenta”, la rassegna nazionale dei prodotti tipici che si svolgerà a Lancianofiera fino a lunedì 28 novembre. L'inaugurazione è prevista alle 11 e subito dopo si entrerà nel vivo con un convegno importante che affronta un tema di grande interesse soprattutto per gli operatori. "La grande distribuzione in rapporto alla filiera agroalimentare", è il titolo dell'incontro che vedrà la partecipazione dell'amministratore delegato di Conad Nazionale, Francesco Pugliese. “Il programma degli incontri è di notevole spessore e affronta temi fortemente attuali – puntualizza il presidente di Lancianofiera Franco Ferrante – naturalmente Agroalimenta non è solo confronto e riflessione, ma è anche e soprattutto una straordinaria e accattivante vetrina per le eccellenze della nostra regione e non solo. Spiccano tra questi, il miele, lo zafferano, i tartufi, i salumi e i formaggi”.

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