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"Alla Sasi l'iter procedurale della selezione per il reperimento di personale, va avanti e si concluderà a breve con la pubblicazione della graduatoria da parte della commissione". Sono chiare e precise le parole del presidente della società Gianfranco Basterebbe che intende solo far luce sul procedimento in corso, in considerazione del decreto attuativo.

Nessun intento polemico e nemmeno l'esigenza di rispondere ad attacchi che continua a ritenere pretestuosi e strumentali (le pesanti dichiarazioni del consigliere regionale Mauro Febbo e del parlamentare Fabrizio Di Stefano che hanno chiesto la sospensione ndr). Basterebbe vuole soltanto evitare che si creino equivoci ed ambiguità in merito a una situazione che è si complessa ma sta andando avanti nel rispetto della legge.

“La selezione non è inficiata dal decreto attuativo, il problema si porrà al momento del contratto di assunzione – spiega il presidente della Sasi – potremmo procedere all'assunzione a tempo determinato ma stiamo valutando con i nostri legali e interpellando i ministeri competenti se è possibile trovare un percorso alternativo. Attendiamo l'uscita della circolare esplicativa perché il decreto contiene una serie di incongruenze, tanto per fare un esempio ci sono richieste di adempimenti che portano una data anteriore all'uscita del decreto stesso. Insomma ci sono richieste con tempi già scaduti – prosegue - quindi un documento chiarificatore dovrà senz'altro arrivare. Intanto sia le aziende che la Regione continuano negli impegni presi e nei percorsi stabiliti fino a quando sarà resa nota l'attesa relazione. Intanto noi continuiamo a studiare la situazione e nel momento in cui la commissione ci fornirà la graduatoria e saremo chiamati a formalizzare i vincitori, attueremo il comportamento più conforme alla norma vigente, così come abbiamo fatto fin'ora. Nel pieno rispetto delle leggi e della normativa vigente, in un regime di trasparenza e legalità. L'obiettivo, non mi stancherò mai di ripeterlo, – conclude Basterebbe – è il bene della azienda, sapevo che mettere mano a una situazione che si trascinava da anni sarebbe stato difficile e non privo di ostacoli, ma sono convinto della decisione presa e che questa sia la strada giusta”.

“Lanciano e tutto il territorio frentano non possono farsi sfuggire l’occasione di presentare, alle prossime elezioni politiche, un candidato forte e credibile che sintetizzi le esigenze di tutto il comprensorio. Per questo sollecitiamo le forze politiche cittadine, ed in particolar modo la nostra coalizione, con la quale condividiamo ormai da 7 anni il governo del nostro Comune, a trovare subito la quadra su un candidato locale”.

Progetto Lanciano, la formazione civica fondata dal compianto Pino Valente ed ora coordinata da  Daniele Pagano, lancia un assist alla politica locale in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

“Siamo a poco più di un mese dall’appuntamento alle urne – sottolinea Pagano – ed è diventata non più rinviabile la scelta dei candidati; non è pensabile che, ancora una volta, Lanciano non esprima un nome locale eleggibile per le elezioni politiche sulla base di ‘logiche’ che non ci appartengono. Il nostro interesse, comprensibilmente, è rivolto al territorio ed alla coalizione a cui apparteniamo (e in particolare al Pd) con la quale, pur mantenendo la nostra autonomia e libertà di pensiero, ci sentiamo di condividere un percorso comune”.

Il Partito Democratico di Lanciano, si legge nella nota stampa del suo segretario cittadino Rosetta Madonna,  per i significativi risultati politico-amministrativi  ottenuti in questi anni, rivendica un ruolo importante nella scelta dei candidati alle prossime elezioni politiche.

Il partito, continua la professoressa Madonna, chiede ai gruppi dirigenti provinciali, regionali e nazionali che la scelta dei  candidati avvenga avvalendosi del giudizio dei gruppi dirigenti locali e che corrisponda a due prioritarie esigenze che sono quella di comporre liste i cui candidati abbiano competenze che siano indispensabili per governare il Paese e che, soprattutto,  rappresentino il territorio attraverso una sostanziale identificazione con il potenziale elettorato e che abbiano un rapporto positivo e costruttivo con le Amministrazioni locali, il mondo del lavoro, le diverse aree sociali, le associazioni.

Il PD di  Lanciano chiede un proprio candidato in posizione utile grazie anche alle due importanti disponibilità che il partito e il territorio hanno individuato in Gaetano Di Corinto e Marusca Miscia. Infine, conclude, si esprime condivisione sul proporzionale la candidatura a capolista del Consigliere regionale Camillo D’Alessandro, punto di riferimento del territorio.

E' un episodio gravissimo quello che, sabato scorso, ha visto coinvolto il titolare di un esercizio pubblico di Lanciano, aggredito da un sedicente richiedente asilo, a cui aveva rifiutato di cambiare del denaro. A dichiararlo è Tiziano Genovesi responsabile di Noi con Salvini Abruzzo, in un comunicato stampa giunto in redazione. La vicenda è quella da noi raccontata domenica sera di un barista del centro insultato e picchiato nel suo locale e costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo lo scontro. Quanto accaduto è grave, continua Genovesi, perché inserito nel contesto di una città tranquilla e con una storia di grande civiltà. Un episodio su cui il sindaco, Mario Pupillo, incalza, e l'intera amministrazione comunale dovrebbero riflettere, quando decidono di bandire una gara europea per aderire alla Rete Sprar, gara che consentirà ad una novantina di presunti profughi di essere ospitati in città. Con conseguenze che, già da ora, sono sotto gli occhi di tutti, per la sola presenza del Cas, in cui vivono venticinque migranti, a Villa Elce .

Antonio Peschi coordinatore della città di Lanciano, Nicola Campitelli coordinatore provinciale e Tiziano Genovesi, responsabile regionale del Dipartimento immigrazione integrazione e sicurezza Lega-Salvini premier, esprimono la loro solidarietà al barista aggredito e richiamano il Sindaco a una maggiore tutela della popolazione, invitandolo a prendere posizione nei confronti di chi, intollerante ad ogni tipo di rispetto della legge, vive minacciando lavoratori onesti.

"Caro sindaco, riportiamo fedelmente la lettera aperta,  non venga a giustificarsi e raccontarci la storiella che le forze di polizia sono poche e non riescono ad avere il controllo del territorio. Inizi a fare una politica di tutela dei cittadini di Lanciano e invece di ospitare sedicenti profughi bisognosi. Si concentri ad aiutare le famiglie in stato di necessità del  nostro territorio e vedrà che l'ordine pubblico tornerà a regnare nella città. Al Sindaco ricordiamo che seguiremo la vicenda da vicino - concludono - e ai cittadini ricordiamo il nostro impegno a risolvere situazioni di questo genere, quando, con le elezioni del prossimo 4 marzo, potremo arrivare al governo e restituire dignità al nostro popolo".

“Prosegue a Lanciano l’accoglienza dei sedicenti profughi a spese del contribuente italiano “ afferma in una nota Marco Pasquini, responsabile lancianese del movimento. 
"Con la promulgazione del Bando, frutto della decisione da parte del Comune di aderire al progetto Sprar – continua Pasquini - assisteremo all’apertura in città di un nuovo centro d’accoglienza per 90 immigrati, finaziato con soldi pubblici, di cui una parte proveniente direttamente dalle casse comunali. Un affare milionario, di cui beneficeranno le solite cooperative ed i privati che metteranno a disposizione gli immobili per l’accoglienza, ma i cui costi sul piano sociale e della sicurezza andranno in conto ai cittadini. Quanto all’utilità di devolvere somme enormi, sottratte alla spesa sociale per gli italiani, all’attivazione di progetti per ‘l’accoglienza integrata’ per immigrati che quasi sicuramente dovranno lasciare il territorio nazionale in quanto non beneficiari del diritto d’asilo, lasciamo che a valutare siano gli stessi cittadini lancianesi. Il tutto senza che vi sia nessuna garanzia sull’effettiva chiusura del centro di accoglienza di Villa Elce, poiché in numerose città italiane centri Cat e Sprar continuano tranquillamente ad essere aperti nonostante le promesse fatte degli amministratori locali ai cittadini per far loro ‘digerire’ gli Sprar”.

Chi c’è dietro i 90 giorni di rifiuti romani in arrivo in Abruzzo? C’è forse qualcuno che pensa di poter raccontare agli abruzzesi che la nostra regione  guadagnerà qualcosa da questa vergognosa vicenda? A porsi questi e altri allarmanti interrogativi è Antonio Tavani portavoce di Fratelli d’Italia in provincia di Chieti: “Giù la maschera diciamo noi, senza se e senza ma.

E’ bene che gli abruzzesi - insiste Tavani – vengano messi a conoscenza di dettagli affatto marginali dell’affaire rifiuti romani nonostante ciò che vanno, invece, dicendo D’Alfonso e Mazzocca. In tre discariche abruzzesi arriveranno tonnellate di rifiuti INDIFFERENZIATI ossia vetro mischiato a plastica, umido, carta e ( pare) anche scarti ospedalieri e farmaceutici. Che fine faranno anni e anni di investimenti e sacrifici di piccoli e grandi comuni abruzzesi capaci oggi di offrire ai propri cittadini, peraltro grazie a loro, un servizio di raccolta differenziata così preziosa per tasche e ambiente? ”. 

Per l’esponente del partito della Meloni in Abruzzo è evidente che quella raccontata come emergenza poteva, anzi doveva, essere gestita ALTROVE E DIVERSAMENTE “a Roma così come a Pescara”.

E ancora: “ Possono le nostre tre discariche  assorbire tutta questa ulteriore spazzatura?- si domanda Tavani -. Improvvisamente l’Abruzzo ha discariche vuote o semi? E perché a fronte dei 180 euro per tonnellata chiesti dall’Emilia Romagna l’Abruzzo di D’Alfonso e Mazzocca farà sconti alla Raggi fino a scendere a 150 euro a tonnellata ( l’ha detto col crisma dell’ufficialità Di Maio da Vespa due sere fa) ossia  la stessa cifra che pagano i Comuni abruzzesi per conferire la loro di spazzatura nelle loro di discariche?”. E a proposito dell’educazione alla raccolta differenziata sempre Tavani, parlando in questo passaggio da ex sindaco, racconta l’esperienza del suo Comune ( Fara San Martino)  ricordando come l’aver scommesso sulla propria comunità segnò “una autentica rivoluzione culturale i cui risultati, una volta raggiunti, diedero la misura di un traguardo straordinario tale da trasformare Fara in uno dei primi, e più virtuosi, comuni ricicloni in Abruzzo e  in tutta Italia con ciò che questo comportò in termini ambientali e fiscali. “E’ anche per questo che ora, in nome dell’ennesima emergenza peraltro non abruzzese, non si può mortificare chi ha saputo amministrare e chi ha saputo cambiare le proprie abitudini. Si rischia di passare il messaggio, tipicamente italiano, che le persone perbene e capaci pagano per tutti”.

“Cosa pensano, sempre che qualcuno li abbia interpellati, i tre Comuni nei cui territori ricadono le discariche individuate prima e deliberate poi della giunta D’Alfonso – dice Etel Sigismondi, portavoce regionale del partito della Meloni-. Parliamo del resto di un tempo fissato a tre mesi ma chi ci garantisce che da provvedimento tampone non si trasformi in consuetudine?”.

Non ultima in termini di importanza, nella comune riflessione dei due esponenti abruzzesi di Fratelli d’Italia,  UNA DOVEROSA ANALISI SUL RUOLO CHE HA GIOCATO ( O FORSE NO PERCHE’ INCAPACE) IN TUTTA QUESTA VICENDA IL MOVIMENTO 5 STELLE: “ A partire dal sindaco Raggi – incalza Tavani- che ha dimostrato di non saper gestire un’emergenza certamente non nuova per la capitale, ma mai arrivata a questi livelli, passando per gli esponenti del movimento di Grillo in Abruzzo. Che fine hanno fatto le battaglie pseudo-ambientaliste di Pettinari, Marcozzi, Vacca e Colletti tutti improvvisamente muti come mai prima?”. FRATELLI D’ITALIA invita tutti coloro che in questa vicenda hanno e avranno un ruolo a gettare la maschera  affinché gli abruzzesi sappiano davvero tutta la verità: “In una democrazia – concludono Tavani e Sigismondi - nessuno può ignorare la voce del popolo pronto a far sentire il proprio dissenso contro tre mesi di rifiuti che da altri e altrove dovevano essere gestiti”.
 

 

Ieri è stato inaugurato a Ortona il parco Ciavocco. L'enfasi con la quale è stato celebrato l'evento sembrerebbe indicare che il merito di questo traguardo raggiunto sia da ascrivere alla attuale Amministrazione comunale. La realtà  è molto diversa. La realizzazione del parco discende dal ristoro ambientale che la società Tamarete Energia ha accettato di cedere alla collettività ortonese in cambio della autorizzazione a realizzare la centrale turbogas ubicata nella zona industriale di Ortona. La scelta risale all'anno 2005 ed il progetto è stato approvato due anni dopo. Per ben otto anni nulla è successo, nella completa indifferenza delle amministrazioni comunali che si sono succedute. Solo nel 2015 grazie alla azione determinata della Giunta comunale dell’epoca, e in modo particolare dell'allora Assessore all'Ambiente Luca Menna, è stato possibile trovare l'accordo definitivo con la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra Comune e Tamarete Energia. A tal proposito dichiara l'ex Assessore Luca Menna: “È motivo di grande soddisfazione verificare che l'impegno profuso all'epoca abbia portato i giusti frutti. La comunità ortonese avrà a disposizione un bel parco pubblico che viene concesso all'uso di tutti e in grado di collegare Terravecchia con il mare e la pista ciclopedonale in via di ultimazione. Un chiaro risultato della azione intensa e sinergica messa in campo dal centrosinistra a livello locale e regionale. Se chi all'epoca (2015 n.d.r.) aveva in mano il bastone del comando avesse creduto un po' di più in quella Giunta, oggi diversi altri problemi della città sarebbero stati risolti. Peccato”. Dello stesso avviso la consigliera comunale del partito democratico Nadia Di Sipio , componente della Giunta D'Ottavio all'epoca dei fatti precisati da Menna. “Quando le scelte sono serie e convinte, i risultati ci sono e si vedono. Il parco Ciavocco rappresenta proprio l'esempio concreto di un'azione politica  e amministrativa condivisa, attuata in sinergia e con obiettivi chiari – sottolinea la Di Sipio - , testimonia la lungimiranza delle scelte fatte, al di là di risultati elettorali e di chi taglia i nastri inaugurali. Spesso, o forse dovrei dire sempre, è il tempo a dare ragione o meno, ai programmi e ai progetti messi in campo e stavolta ha dato ragione al nostro operato. Non intendo rivendicare a ogni costo un risultato ma solo ricordare come si è arrivati a questa giornata perché la memoria è importante così come la verità in tutte le azioni politiche e amministrative”.

Il PD di Ortona, nel condividere la propria soddisfazione per l'apertura al pubblico del parco Ciavocco, ricorda all’attuale Amministrazione che l'azione amministrativa trova il proprio fondamento nella continuità e nessun risultato viene dal nulla. “È buona prassi riconoscere i meriti di chi si è impegnato a favore della collettività, anche se questi sono riconducibili a parti politiche esterne a chi oggi amministra la città. La speranza è che prima o poi il Sindaco Castiglione possa inaugurare opere derivanti dal proprio impegno

L’iniziativa è rivolta a creare i presupposti per un intervento privato per il recupero, la gestione e la valorizzazione di alcuni immobili comunali nella frazione di Villa Scorciosa. E’ questo l’obiettivo contenuto nell’avviso pubblicato di recente sul sito istituzionale del Comune di Fossacesia e che scadrà il prossimo 31 gennaio. “Si tratta del recupero del campetto sportivo, delle aree perimetrali, della zona verde attrezzata, servizi igienici e annesso fabbricato dell’ex scuola materna ubicati in Via Canaparo - spiega il Sindaco, Enrico Di Giuseppantonio -. Intendiamo favorire l’intervento privato e ci attendiamo per questo un bel progetto di recupero da parte dei cittadini interessati. Idee per dar luogo ad attività di carattere ricreativo, aggregativo, culturale. Oppure per la formazione e la convegnistica, per aprire attività ricettive a fini turistici o per la somministrazione di alimenti e bevande, per attività di intrattenimento e sportive. Così facendo da una parte avremo soluzioni per la conservazione e valorizzazione del patrimonio pubblico - aggiunge il primo cittadino Di Giuseppantonio - dall’altro, sarà anche l’occasione per creare opportunità di lavoro, di promozione e sviluppo sociale, culturale, turistico ed economico per Villa Scorciosa”.

 

“Dobbiamo ammettere che l’amministrazione comunale del sindaco Pupillo un primato l’ha centrato: essere riuscita a mettersi contro tutti i commercianti della città, da via del Mare a corso Bandiera, da corso Roma a viale Cappuccini”. 

Lo evidenzia la capogruppo di Libertà in Azione in consiglio comunale a Lanciano, Tonia Paolucci con una nota  stampa giunta ancor prima della conferenza stampa di questa mattina in comune della Caporale, intervenendo sulla protesta dei negozianti di corso Roma e sulla risposta – alla stessa protesta – dell’assessore comunale alla viabilità Francesca Caporale. 

“La sempre attivissima Caporale – dice la Paolucci – ancora una volta fa interventi senza senso: i commercianti di corso Roma, che hanno inscenato il funerale delle loro attività contro l’attuale organizzazione della Ztl, chiedevano di fatto la sospensione dei divieti almeno fino all’installazione dei semafori ai varchi. E lei cosa risponde? Che sono state avviate le procedure per l’acquisto dei segnalatori. Avviate le procedure? Siamo ancora in questa fase? E nel frattempo i negozianti cosa dovrebbero fare per poter rimanere aperti, visto che occorreranno settimane, se non mesi, per avere i pannelli in esercizio?”. 

Per la Paolucci è gravissimo che un assessore comunale esterni senza conoscere le situazioni di cui parla. 

“Lanciano – continua – non è New York. Possibile che la Caporale non sappia che su corso Roma non passa più nessuno in auto? Si rende conto che in tutte le città le Ztl sono segnalate in modo chiaro, per non far incorrere gli automobilisti in infrazioni, e non con cartelli messi alla rinfusa dopo le tante sentenze di annullamento delle multe del giudice di pace? Ma dove vive?”. 

La capogruppo ribadisce di non essere contraria a una riflessione su una nuova mobilità, che tenga in considerazione anche le aree pedonali e le piste ciclabili. 

“Ma si tratta di argomenti seri – precisa – che hanno alla base studi approfonditi, proprio perché impattano in maniera pesante sulla vita di cittadini e imprese. Non si possono creare tracciati ciclo pedonali con un tratto di penna su una cartina, solo per accontentare le ambizioni smart e green di personaggi della maggioranza che hanno seguito qualche seminario”. 

Tonia Paolucci torna a lanciare un appello al sindaco Mario Pupillo. “Caro sindaco – conclude – ritira la delega alla viabilità all’assessore Francesca Caporale, perché altrimenti tra pochi mesi ci troveremo a contare le macerie del nostro tessuto commerciale, un tempo fiore all’occhiello di questa città. Gli esercenti hanno già tanti problemi e che non possono certo sopportare anche le estemporaneità del tuo assessore”. 

La minoranza in consiglio comunale a Lanciano risponde alla giunta Pupillo e, senza mezzi termini, torna a rimarca quanto già detto nella ormai famosa conferenza stampa contro l’albero, che da quando si legge, sempre secondo i gruppi all’opposizione, di risposte democratiche  alla accuse mosse non ce ne sarebbero state.

 “Dopo un'attenta lettura del comunicato della Maggioranza, inviato frettolosamente e straordinariamente a tutti gli organi di stampa nella giornata di Domenica 17 dicembre- si legge-  rileviamo la grande difficoltà in cui si trovano il Sindaco e la sua Giunta. E' evidente, infatti, che nel comunicato non si forniscono risposte a quanto evidenziato nella conferenza stampa della Minoranza di Sabato 16 Dicembre, riferita alla Manifestazione di interesse per la realizzazione di un Albero di Natale Ecosostenibile in Piazza Plebiscito e sull'istituzione di un Liceo Musicale a Lanciano. Pur di non dare risposte, hanno sminuito l'importanza dell'installazione che loro stessi chiamano opera artistica. Ma in una trasmissione radiofonica, con atteggiamento "poco democratico", apprendiamo che il Sindaco ha dichiarato semplicemente che "l'albero non si tocca", omettendo di dare ulteriori spiegazioni.

Tutto ciò evidenzia la scarsa consapevolezza della realtà. Sembrerebbe che sia stato troppo occupato nella "passerella" di un'inaugurazione che probabilmente è frutto più del lavoro di altri! Inoltre, tenta di far passare la tardiva manutenzione delle strade e dei marciapiedi come opera strategica per la nostra città! Senza dimenticare che non perde modo di attaccare duramente (ai limiti dell'offesa!) tutta l'opposizione, colpevole (a suo dire!) di aver dato risalto alla voce ed alle lamentele di tanti cittadini lancianesi. Il Sindaco, impegnato nell'autocelebrazione della Sua Amministrazione troppo spesso sbandierata quale "Palazzo di Vetro", accusa la Minoranza di vigilare troppo sulla Giunta e di contestarne l'operato.

In realtà, sembrerebbe che non sempre sia ben chiaro come concretamente si debba mettere in pratica la tanto ostentata trasparenza. Nessuna risposta sulla questione Liceo Musicale ed in particolare sull'inopportunità politica della posizione dell'Assessore Orecchioni!

Ci lascia sconcertati l'accusa di non aver mai fatto proposte. Si omette, infatti, di ricordare che dai banchi della Minoranza sono state avanzate tante proposte e si è chiesto a gran voce di discutere su svariati ed importanti temi: messa in sicurezza sismica delle scuole; sicurezza dei cittadini; ZTL; pista ciclabile di Via del Mare ed evidenti connesse criticità; progetto della nuova pista ciclabile di Viale Cappuccini; errori sulla Tari 2017 (rilevati poi dalla stessa Maggioranza). Confronti troppo spesso negati! Come da ultimo sul Piano Sociale.

In questi giorni abbiamo letto con stupore le esternazioni fatte dalla Maggioranza riguardo la posizione assunta da noi in sede di approvazione del Piano sociale, posizione invero già motivata in maniera chiara ed esaustiva durante il Consiglio Comunale e con una nota stampa!

Evidentemente, "non c’è peggior sordo di chi non vuol ascoltare" e soprattutto quando non si vogliono dare risposte (perché non si hanno argomenti), è più semplice attaccare e dare colpe ad altri. Vogliamo ricordare al Sindaco Pupillo ed ai consiglieri di maggioranza (soprattutto a coloro che sembrano essere molto "loquaci" sui social ma non altrettanto durante le discussioni in consiglio comunale) che nel 2007 l’Opposizione di centrosinistra votò contro il Piano Sociale di Zona proposto dalla maggioranza dell'epoca di centrodestra (cfr. Delibera di Consiglio Comunale n° 30 del 21 Maggio 2007: 20 voti favorevoli e 6 contrari Sasso,Borrelli, Vinciguerra, Valentino Di Campli, Marinelli, Ferrante). Siamo alle solite. Sembrerebbe che solo al centrosinistra sia concesso di votare contro il Piano Sociale.

Ribadiamo, concludono i consiglieri di  minoranza Gabriele Di Bucchianico, Tonia Paolucci, Graziella Di Campli, Paolo Bomba, Errico D'Amico-Angelo  Palmieri,  Antonio Di Naccio, Roberto Gargarella, Riccardo Di Nola, che sia in Consiglio sia nel comunicato abbiamo spiegato le ragioni della nostra contrarietà. E' evidente che riteniamo sia necessario dare sostegno ai più deboli. La vera strumentalizzazione ci sembra essere quella dell'Assessore Bendotti che ha dichiarato che il nostro è stato un "no" ai disabili ed ai fragili.

Cogliamo l'occasione per rimarcare, invece, che il nostro chiaro e deciso NO, è soltanto all'arroganza di una Maggioranza incapace di concertare, pianificare e programmare.