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Non accennano a placarsi le polemiche legate alla pista ciclabile di via del mare, un pasticcio secondo molti legato ad un progetto fatto male che sta ulteriormente danneggiando la viabilità cittadina. Tonia Paolucci scrive in una nota stampa, che  si è  provato a trattare, discutere, confrontarsi, nell'esclusivo interesse dei nostri concittadini m a che ora però, "la misura è colma: l'assessore comunale Francesca Caporale deve dimettersi".

La  Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione al consiglio comunale di Lanciano,  stigmatizza l'atteggiamento della Caporale nella gestione, a suo dire, insensata della viabilità tra via del Mare e via Panoramica. "L'ultima perla - spiega Tonia Paolucci - è rappresentata dall'istituzione del senso unico su via Marzabotto, con un provvedimento dello stesso ufficio comunale che lo scorso 30 marzo aveva istituito il doppio senso su quella via, salvo poi accorgersi che sulla strada servivano parcheggi. A questo si aggiunge il fatto che la viabilità su via Marzabotto è stata modificata il 9 novembre (segnaletica realizzata al mattino ed entrata in funzione il pomeriggio), senza alcun preavviso, e sulla base di un'ordinanza pubblicata sull'albo pretorio 4 giorni dopo!!! E' ormai chiaro che la Caporale si diverta ad aggiungere altro caos a quello, già enorme, generato dalla scellerata istituzione della pista ciclabile su via del Mare".

La capogruppo di Libertà in Azione ricorda di aver chiesto da una settimana una soluzione condivisa con l'assessore. "Ci siamo viste, sentite e confrontate - continua - ma di soluzioni concrete nulla. Il risultato è che in quella parte della nostra città, che ha rappresentato per anni uno degli accessi principali a Lanciano, si è creato un labirinto infernale, che viene modificato continuamente e senza alcun criterio, provocando rischi per l'incolumità di pedoni e automobilisti. Senza considerare i danni alle attività commerciali della zona, che hanno visto i fatturati scendere pericolosamente". La Paolucci non risparmia critiche neppure all'assessore Giacinto Verna, che aveva assicurato ai residenti il doppio senso su via Marzabotto. "Vorrei proprio sapere - conclude l'esponente della minoranza - ora cosa risponderà a chi da quelle parti vive o lavora".  

La Giunta comunale di Atessa  affida a un docente di diritto amministrativo, super partes, quale Oiv (Organismo indipendente di valutazione), il compito di redigere un parere pro-veritate sulla situazione dell'Auditorium di Piazza Garibaldi privo di “collaudo tecnico amministrativo normativamente previsto” e “in presenza di espresso parere contrario all'uso” della struttura “della competente Commissione comunale sui Locali di Pubblico spettacolo”. La decisione è stata assunta nella riunione di ieri dell'Esecutivo comunale per dirimere la complessa e ingarbugliata vicenda dell'Auditorium, inaugurato e usato, pur se non a norma, dalla passata amministrazione  di centro-destra.

Il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle e LiberAtessa -fa presente la delibera della Giunta- hanno avanzato due distinte interrogazioni aventi ad oggetto l'Auditorium, istanze alle quali è stata data risposta dal sindaco nel Consiglio comunale dell'11 ottobre scorso. Nel corso della seduta, in aula, è stata letta la relazione  predisposta dal Rup (Responsabile unico del procedimento) Guglielmo Palmieri, dalla quale “sono emerse assai e rilevanti criticità” in relazione all'assenza di disponibilità da parte del Comune dell'Auditorium e “all'utilizzazione dell'opera in una pluralità di occasioni pur in assenza del collaudo”, neessario per legge.

La Commissione di Pubblico spettacolo, con verbali del 14 e del 16 dicembre 2016, aveva sottolineato che, per il rilascio del nulla osta all'utilizzo dell'Auditorium,  sarebbero occorsi “il completamento dei lavori e l'integrazione della documentazione”. L'allora sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, “pur in assenza del parere favorevole – ricorda, oggi, la Giunta – ha assunto provvedimenti in deroga per l'utilizzo dell'Auditorium nei giorni 18, 23, 26, 27 e 30 dicembre 2016; 3 e 5 gennaio e 4 febbraio 2017”.  Il sindaco dell'epoca ha “assunto provvedimenti in deroga, sotto la propria diretta responsabilità per l'utilizzo della sala (non retrocessa e non collaudata)”.

Durante il Consiglio dell'11 ottobre è anche emerso che la ditta esecutrice dei lavori chiede maggiori somme, per oltre 220mila euro. Questa somma è contestata dal Rup. “Ma – spiega la Giunta – non essendo stati instaurati procedimenti di composizione bonaria, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, appare concreto il rischio di un contenzioso giurisdizionale con la ditta esecutrice sul SE e su QUANTO dovuto in sede di liquidazione delle spettanze finali”. 

Considerata, quindi, la complessità amministrativa e finanziaria della vicenda Auditorium, l'Amministrazione di Atessa ha deciso di affidarsi ad un esperto per intraprendere tutte le iniziative utili a salvaguardare l'immagine e gli interessi del Comune.

 

A Nassiriya, il 12 novembre 2003, in pieno giorno il terribile attentato nel quale persero la vita 28 persone, tra le quali 19 italiani, e altre 58 rimasero seriamente ferite, dopo il vigliacco attacco alla base italiana Maestrale. Una delle pagine più tristi della storia recente, appunto la STORIA.

Oggi esprimiamo, si legge in una nota stampa congiunta di Antonio Tavani coordinatore Provinciale di Fratelli D’Italia - Antonio Tavani  Gabriele Nardone e Luigi Comini ex amministratori di San Vito Chietino, sdegno e rammarico perché dopo 9 anni San Vito Chietino e la sua nuova amministrazione perdono l’occasione di guardare e celebrare la storia con gli occhi della verità, per calzare ancora una volta - e non capiamo davvero per quale motivo - i panni di chi addirittura da dentro le istituzioni vuole stare CONTRO le istituzioni stesse, se è vero che quella tragedia colpì vittime innocenti e in missione di pace tutte appartenenti alla gloriosa Arma dei Carabinieri e all’Esercito Italiano.

Nel 2008 l’Amministrazione comunale del Sindaco Catenaro ha intitolato ai caduti di Nassiriya il piazzale antistante il monumento ai caduti di tutte le guerre. Da allora, il 12 novembre di ogni anno - sostengono Nardone e Comini - si è sempre svolta una cerimonia pubblica, con la partecipazione degli alunni e dei docenti dell’Istituto comprensivo, in commemorazione dei caduti di Nassiriya ma anche di tutti coloro, civili e militari, che hanno donato la propria vita, non in azioni di guerra, ma nelle missioni di pace internazionali per difendere popoli stranieri dalla tirannia, dal terrorismo e dalle violenze delle guerre.

Ora, invece, l’Amministrazione di San Vito Bene Comune, si sostiene,  evitando ogni ricordo dei caduti di Nassiriya, cede ai dictat dell’ala più estremista di sinistra e dei movimenti autonomisti dei centri sociali della maggioranza, dimostrando di essere intrisa di vetuste ideologie e svelando la propria insensibilità nei confronti delle Forze armate e di quei valori di difesa dei più deboli di cui tanto si è ammantata. Domanda Tavani: “Ma questi amministratori sono quelli che gridano in piazza 10, 100, 100 Nassiriya?”

 

 

 

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (5° serie speciale - Contratti pubblici n. 130 del 10/11/2017) l’esito della gara per l’appalto da 190 milioni di euro per il completamento della Fondovalle Sangro, aggiudicato alla De Sanctis Costruzioni spa di Roma. Alla procedura di individuazione del contraente – iniziata nel merito il 6 luglio scorso con l’esame delle proposte tecniche delle 11 aziende concorrenti – avevano partecipato anche Astaldi spa, CMC spa, Coseam Italia, Ghella + CMB spa, ICM spa, Pizzarotti spa, INC spa, Condotte spa, Strabag spa, Toto-Di Vincenzo spa.

Il cronoprogramma prevede che gli atti per l’affidamento dei lavori debbano concludersi a dicembre 2017 per avviare i lavori all’inizio del 2018 e aprire al traffico l’opera entro la fine del 2022.

La Regione Abruzzo, al fine di consentire una rapida realizzazione dell’opera, ha ritenuto indispensabile destinare, all’interno delle risorse del Masterplan Abruzzo-Patto per il Sud, l’importo di 78 milioni di euro, complementare a quello esistente pari a 112 milioni di euro, di cui 30 milioni di euro dalla Legge Stabilità 2013, 20,4 milioni di euro dalla Legge 388/2000 e 62 milioni di euro dal Decreto Sblocca Italia, per un totale di 190 milioni.

Il tratto da realizzare sarà lungo 5,3 km, con 5 viadotti per complessivi 1,2 km e una galleria che si estende per 2,5 km. Il tracciato ha origine in prossimità della stazione ferroviaria di Gamberale-Sant’Angelo, in corrispondenza del viadotto esistente sul fiume Sangro. Nel primo tratto è presente la rampa di uscita per chi proviene da Quadri ed è diretto verso Pizzoferrato/Gamberale. Nel verso di percorrenza opposto il collegamento con la viabilità secondaria è garantito dall’adeguamento dell’intersezione esistente. La strada prosegue superando la ferrovia con un viadotto e, dopo circa 1 km, ha origine il tratto in galleria, affiancata per tutta l’estesa da un cunicolo di sicurezza; in uscita dalla galleria il tracciato prosegue tra la ferrovia e la strada provinciale 164. Poco prima dell’abitato di Quadri esso scavalca nuovamente la ferrovia e quindi il fiume Sangro con un viadotto, ricollegandosi al tratto già ammodernato dove è previsto lo svincolo “Quadri Est”.
“Si avvicina a grandi passi il momento dell’apertura del cantiere – ha commentato il Presidente Luciano D’Alfonso – per il completamento di un’opera attesa da 40 anni, la cui realizzazione è stata ritenuta fondamentale dall’amministrazione regionale sin dal suo insediamento: risale infatti all’8 luglio 2014 – appena dieci giorni dopo la costituzione della Giunta – la delibera n. 470 con cui davamo massima priorità alla realizzazione dell’infrastruttura”.

Questo il link all’atto:
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/contratti/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-11-10&atto.codiceRedazionale=TX17BGA19943

Stop alla trasformazione dell'ospedale di Atessa in ospedale di comunità. E stop al taglio dei servizi e alla spoliazione dei reparti in atto da anni. Il Consiglio comunale di Atessa, ieri sera, ha approvato all'unanimità una mozione a sostegno del riconoscimento del presidio ospedaliero “San Camillo de Lellis” come ospedale di area disagiata. Una proposta partita e portata avanti dall'attuale amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giulio Borrelli, e che ha trovato tutti d'accordo. Anche la Regione Abruzzo (in aula c'erano il presidente Luciano D'Alfonso e l'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci) che ha  abbandonato l'atteggiamento di chiusura avuto finora e ha dato pieno sostegno all'iniziativa. “Nelle prossime ore – ha evidenziato  Paolucci – approveremo una delibera in cui sarà fermato il ridimensionamento dell'ospedale, con sospensione dei relativi provvedimenti attuativi, e che avvierà questa nuova fase, con cui si intende qualificare la struttura riclassificando il presidio come ospedale di area svantaggiata”. “Al più presto  - ha sottolineato D'Alfonso, incalzato anche dai vari sindaci presenti – sarà istituito un tavolo paritario tra enti locali (Regione Abruzzo, Comune di Atessa ed altri Comuni) per portare avanti questa istanza. Le decisioni, ricordiamolo, non sono di competenza esclusiva della Regione, ma anche di due ministeri: quello della Sanità, della Lorenzin, e del Mef, Economia e Finanze. Quindi dobbiamo dare vita ad un confronto e ad un dialogo, impegnativo, con dati che argomentino in maniera convincente. Lavoriamoci sodo, qui nessuno ci guadagna a dire no”.

 Una seduta intensa e a tratti infuocata, seguita da centinaia di cittadini e da numerosi sindaci del territorio, giunti anche da molti centri montani, e dal prefetto di Chieti, Antonio Corona. Al Consiglio hanno preso parte anche il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale (Asr), Alfonso Mascitelli e Mauro Febbo, presidente della Commissione vigilanza in Regione. “Non mi interessa, ora, - ha  spiegato il sindaco Borrelli -  riproporre le polemiche del passato. Di chi è la colpa se il “San Camillo” è in una condizione pietosa, di smantellamento, e di disarmo. Le responsabilità politiche sono di chi ha amministrato la Regione (centrodestra e centrosinistra) e di chi ha guidato la Asl, nei lustri passati e la guida adesso. Oggi, però, non è in discussione il passato, ma il futuro. Che cosa fare per salvare il salvabile? Per noi, come nuova amministrazione comunale di Atessa, insediata da quattro mesi, l’ospedale è stato il primo pensiero ed abbiamo inviato, nei primi giorni del mese di agosto, questa proposta, con una lettera-documento, ai ministri della Salute, dell'Economia e Finanza, al presidente della Regione Abruzzo, e all'assessore regionale alla Sanità. Una proposta né forte né debole, né velleitaria né rinunciataria, ma una proposta realistica e  non isolata, che tiene conto dei dati, dei numeri, della legislazione vigente in materia sanitaria, e compatibile con le esigenze della nostra gente e della nostra terra. Chiediamo in sostanza che il nostro ospedale non venga riconvertito in ospedale di comunità, per intenderci, luogo per curare gli anziani cronici, geriatrici, ma venga trasformato da ospedale generalista (come era una volta) in ospedale di area disagiata, in considerazione del fatto che Atessa è paese-cerniera tra una vitale zona industriale e un entroterra disagiato, anche di alta montagna, un territorio fatto di centri distanti più dei tempi, previsti per legge, dagli ospedali principali, tenuto conto anche delle condizioni delle strade, che rendono questi centri difficilmente raggiungibili, soprattutto d’inverno”.

 “Non voglio - ha aggiunto Borrelli -  fare l’elogio 'del piccolo è bello', ma ci sono casi,  patologie minori, che richiedono interventi ospedalieri (oltre che ambulatoriali) che debbono essere offerti sul territorio, anche per alleggerire il carico che grava sugli ospedali maggiori, oggi, spesso, in grande affanno. Siamo piccoli, qui nel Sangro-Aventino, ma tutti assieme siamo un TERRITORIO-CITTA’ o CITTA’-TERRITORIO, una città diffusa su una vasta area dall’Adriatico alle pendici della Majella, dal mare ai monti. Ed è in nome di questo territorio che noi ci battiamo per rivendicare i nostri diritti. Il diritto alla salute del cittadino di Castiglione Messer Marino, di Palena, di Montenerodomo, di Tornareccio, Pizzoferrato o Montazzoli deve essere garantito come al cittadino di Spoltore o Cepagatti. Andremo anche a Roma a discutere: abbiamo chiesto di essere ricevuti dai ministri della Salute e dell’Economia e Finanze, per confrontarci. Non c’è altro tempo da perdere”.

Drammatica la testimonianza del sindaco di Quadri, Silvio di Pietro: “Mio padre – ha raccontato – si è sentito male ed è morto mentre tentavamo di raggiungere l'ospedale più vicino. E' morto strada facendo. Vorrei che chi decide di tagliare venisse a vivere nelle nostre comunità, soprattutto in inverno, e capisse quanto è difficile salvare vite. Per questo l'ospedale di Atessa va salvaguardato”.

 Il bacino di utenza dell'ospedale di Atessa è di 49mila abitanti per 31 comuni.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa di Antonello di Campli Finore che ci fa notare come fra  le diverse opere in via di realizzazione nel capoluogo frentano, si incontrano anche quelli di rifacimento dei marciapiedi in C.so Bandiera. Secondo Finore, responsabile cittadino dell’associazione  Ali, il gruppo politico e culturale che lo ha visto candidato alle scorse amministrative, a ben guardare il lavori si noterebbe qualcosa che davvero non va.

“Mi è capitato di passare di notte, scrive Di Campli Finore,  in via Discesa della posta, mi sono fermato, ho notato che come tutti i cantieri lancianesi non è in sicurezza, o meglio non è garantita né safety né security, evidentemente è una prerogativa dei Coordinatori della Sicurezza in fase di esecuzione.

Contemporaneamente ho fatto delle rapide riflessioni circa l’esecuzione e la validità dell’opera.

Lanciano, aldilà di quello che vogliono farci credere e dell’obiettivo da voler raggiungere, non è una città a misura di bambini ed anziani, un po' per l’aspetto geomorfologico che ne limita la realizzazione della mobilità lenta e sostenibile, un po' per la presenza diffusa di barriere architettoniche.

Salirà o scenderà qualcuno questi gradini nuovi in costruzione? Ha senso rifare nuovi marciapiedi facendo rimanere invariate quote delle alzate? Non una rampa, non uno scivolo. Senza neanche a dirlo lo scarso passaggio e passeggio sfavorisce il commercio.

Ma a questo punto mi chiedo, visto che si desidera ardentemente una green city, una smart city, ma non era meglio eliminare la fila di parcheggi, allargare un po' il marciapiede, cercare di eliminare le barriere architettoniche, rendere la strada solo di passaggio alle auto, e magari in alcuni periodi ed orari del giorno farla diventare isola pedonale?

L’Amministrazione continua a non capire che la svolta, per rendere la cittadina smart, si trova nella diminuzione delle auto parcheggiate in centro.

Mi hanno dato sempre fastidio i lavori fatti tanto per fare, o si fanno con un senso logico o non si fanno, perché aldilà dell’aspetto puramente estetico, saranno marciapiedi più carini rispetto agli attuali,  comunque rimangono di scarsa utilità, almeno da un certo punto in poi lungo C.so Bandiera".

Seduta straordinaria del Consiglio comunale, lunedì prossimo, 6 novembre, dalle ore 18, ad Atessa.  Il Consiglio è stato convocato per fare il punto sul futuro dell'ospedale “San Camillo De Lellis”. Sarà l'occasione per discutere la proposta, avanzata dall'amministrazione guidata da Giulio Borrelli, di trasformare il "San Camillo" in ospedale per area disagiata, in considerazione dell'entroterra montano, distante dai centri maggiori e difficile da raggiungere.

Per l'occasione interverranno il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso; l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci; il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale (Asr), Alfonso Mascitelli, e il direttore sanitario aziendale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Vincenzo Orsatti. Alla riunione consiliare sono stati invitati, e parteciperanno, numerosi  sindaci del territorio.

 

 

Sono quattro gli appuntamenti del partito di Giorgia Meloni, che nelle prossime settimane tornerà nella nostra regione. Sabato prossimo si apre ufficialmente in Abruzzo la stagione assembleare di Fratelli d’Italia in vista del Congresso Nazionale. Per tre fine settimana in tutte le province abruzzesi si svolgeranno le Assemblee per l’elezione dei Grandi Elettori che parteciperanno al congresso nazionale in programma i prossimi 2 e 3 dicembre a Trieste.

 “Gli appuntamenti provinciali – dichiarano i due Coordinatori Regionali Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra - rappresentano una tappa importante che vedrà protagonisti tutti gli iscritti al partito, chiamati non solo ad eleggere i delegati al Congresso Nazionale, ma soprattutto a confrontarsi sul futuro del nostro partito e del nostro territorio. Siamo soddisfatti della crescita registrata in questi ultimi mesi da Fratelli d’Italia-An su tutto il territorio regionale; oggi possiamo contare su centinaia e centinaia di iscritti e numerosissimi amministratori frutto del un grande lavoro svolto dalla tutta la classe dirigente e che ha portato il partito di Giorgia Meloni ad essere in Abruzzo una forza politicamente e numericamente determinante per la vittoria del centrodestra”

Nelle prossime settimane a L’Aquila si svolgerà anche l’Assemblea Nazionale degli Enti Locali di Fratelli d’Italia che vedrà la partecipazione del Presidente Nazionale Giorgia Meloni, da sempre vicina alla nostra Regione e che ancora una volta vuole dimostrare come l’Abruzzo rappresenti un laboratorio politico a livello nazionale per il nostro partito.

Continua il Portavoce Provinciale Antonio Tavani: “Nella Provincia di Chieti il tesseramento spontaneo di Fratelli d’Italia è più che raddoppiato nell’ultimo anno, a riprova che il nostro lavoro sta producendo frutti anche se con grande fatica e senza mezzi finanziari. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a scrivere da ‘protagonisti alla pari degli alleati’ una nuova pagina di governo regionale e nazionale, per questo ci aspettiamo molto a partire proprio da questa prima fase pre-congressuale cittadina”.

Fratelli d’Italia c’è e vuole impegnarsi nel rilancio dell’Abruzzo dopo anni di malgoverno del centrosinistra. L’appuntamento è per sabato 4 novembre, alle ore 15:00 presso Hotel Iacone a Chieti Scalo.

 

Ormai non ci sono più dubbi, il Partito democratico vuole chiudere definitivamente l'ospedale di Atessa. Ad affermarlo in una nota stampa il circolo di Atessa di Forza Italia che si scaglia duramente contro le dichiarazioni  della settimana scorsa  del Direttore Generale della Asl Lanciano, Vasto, Chieti Pasquale Flacco.

"Nelle sue affermazione, si legge, attraverso un'intervista al quotidiano "il Centro" Flacco dichiara pubblicamente senza mezzi termini che: “ad Atessa resteranno Lungodegenza e Riabilitazione, ma si tratta di due reparti provvisori perché, nelle linee guida della Regione, l’Ospedale di Atessa è destinato a scomparire”. La notizia è arrivata ieri come un fulmine a ciel sereno. Noi sin dall'inizio non avevamo dubbi che le reali intenzioni della regione Abruzzo a guida PD/MCA, fossero quelle di portare alla definitiva chiusura il San Camillo De Lellis. Peccato che, invece, le dichiarazioni di non voler assolutamente chiudere il nosocomio Atessano ma solo riconvertirlo, più volte rilasciate dal Presidente D'Alfonso e dal suo fido Paolucci, e sostenute dal nostro Sindaco Borrelli e dal circolo cittadino del PD, siano state smentite dai fatti, ed adesso anche dal vertice supremo della ASL. La realtà dei fatti, purtroppo, è molto diversa da quella rappresentata dagli abili affabulatori del PD/MCA, i quali vorrebbero far finta di dimenticare, cancellando così con un colpo di spugna, le loro responsabilità per la: chiusura del blocco operatorio (consistente in due sale operatorie nuove di zecca ed in una sala di terapia intensiva di recente ristrutturazione con macchinari tecnologicamente all'avanguardia); chiusura  della U.O.C. di ortopedia; chiusura della U.O.C. di chirurgia;  chiusura della U.O.C. di medicina; accorpamento  dei reparti di riabilitazione e lungodegenza con relativa riduzione dei posti letto;  del laboratorio analisi (declassato a mero punto di prelievo); chiusura del pronto soccorso (declassato a Punto di Primo Intervento); una sola ambulanza del servizio118  per l'intero territorio.

A tutto questo, come se non bastasse, incalza il circolo FI di Atessa,  si aggiunge anche la dichiarazione rilasciata ieri del Direttore Generale della Asl sulla futura chiusura dei reparti di Lungodegenza e riabilitazione. Crediamo, dichiara Testa,  che ormai i nodi siano giunti al pettine, pertanto, rispediamo al mittente le palesi bugie di Paolucci, che interviene a mezzo stampa richiamando il vertice ASL per aver detto pubblicamente la verità sulle reali intenzioni del PD di voler chiudere il nosocomio atessano, tentando così di insabbiare dichiarazioni ufficiali e veritiere, che pesano politicamente come un macigno sulla maggioranza PD/MCA che guida la Regione Abruzzo ed ahimè, da poco più di quattro mesi, anche il Comune di Atessa. Questo a nostro avviso, è un atteggiamento irresponsabile e pertanto intollerabile, perché offende pesantemente l'onestà intellettuale della stragrande maggioranza dei cittadini in buona fede, che sicuramente non hanno l'anello al naso. I cittadini di Atessa sono stufi di essere presi in giro.  Noi, si conclude,  auspichiamo che possa cambiare al più presto la classe dirigente che guida questa regione, affinché si riaccenda uno spiraglio sulla sanità locale, vista la "macelleria sociale" attuata negli ultimi anni dai governi nazionali a guida Pd e da quelli regionali a guida Pd/MCA.

Partecipazione presidente regione D'Alfonso in consiglio comunale Lanciano vive momento di grande centralità politica in Abruzzo La giornata di lunedì è stata storica per l’istituzione Consiglio Comunale di Lanciano, di cui mi onoro di essere Presidente. È stata la prima volta che un Presidente della Regione Abruzzo partecipava ai lavori del Consiglio in sala consiliare, in seduta pubblica. La presenza di Luciano D’Alfonso nella massima assise comunale, accompagnato dall’Assessore alla Sanità Silvio Paolucci che più volte ha preso parte ai lavori di aula sulla Sanità, dimostra come Lanciano stia vivendo un momento di grande centralità politica a livello regionale, forte di rapporti istituzionali che sono diventati solidi nel tempo. È sicuramente preziosa l’interlocuzione e la profonda vicinanza della Regione Abruzzo sulle partite che Lanciano sta giocando sulle grandi questioni come Ospedale, Tribunale, Infrastrutture, Trasporti, finanziamenti a associazioni culturali ed in generale il potenziamento della rete viaria e ferroviaria della Val di Sangro a servizio merci, passeggeri e sviluppo turistico. Prima dell’avvio dei lavori in Consiglio con Il Presidente D’Alfonso abbiamo incontrato una delegazione della Honeywell, ricordando come il Consiglio Comunale di Lanciano sia stato tra i primi a schierarsi con i lavoratori e a cercare sponde istituzionali di livello nazionale, nel momento in cui il pericolo della delocalizzazione della produzione appariva ormai chiaro. Il forte e solido rapporto con l’Istituzione regionale, unito al ruolo che il Sindaco Mario Pupillo esercita come Presidente della Provincia di Chieti, porta Lanciano oggi ad essere uno snodo importante del confronto politico regionale, a merito anche del forte rapporto “competitivo” costruito dallo “spingitore” delle istanze del nostro territorio, come è stato definito Pino Valente nel ricordo del Presidente.

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