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“Fossacesia dice no alla tassa di soggiorno” – ad annunciarlo è il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, convinto della poco opportunità, ad oggi, di applicare una tassa di soggiorno ai turisti che vengono a trascorrere le loro vacanze a Fossacesia, una delle località più gettonate della Costa dei Trabocchi. “L’Amministrazione Comunale ritiene poco opportuno, ad oggi, introdurre qui a Fossacesia la tassa di soggiorno – dichiara il sindaco Enrico Di Giuseppantonio – anche se, a fronte dei continui tagli che i Comuni subiscono a causa dei mancati trasferimenti da parte di Stato e Regione, anche al nostro Ente farebbe comodo avere nelle proprie casse qualche soldo in più da utilizzare per i servizi, ma sono convinto che questo non sia il modo giusto per incentivare il turismo”. Anche il vice sindaco Paolo Sisti ritiene: “che per incentivare il turismo, non si possa prima introdurre la tassa di soggiorno e poi, eventualmente, dare i servizi, ma sia necessario avviare un processo assolutamente opposto a questo”.

“E’ impensabile dal mio punto di vista introdurre prima una tassa di soggiorno e poi realizzare dei servizi, dei quali al momento, tra l’altro non esiste neanche una reale programmazione – Di Giuseppantonio– Il nostro territorio ha la necessità prima di formulare una programmazione turistica fatta di servizi, di cultura dell’accoglienza, di itinerari che colleghino la costa con l’interno, di percorsi strutturati sul turismo religioso, di un piano di incentivazione per l’apertura di attività commerciali e altro che non sto qui ad elencare e solo dopo di questo si potrà pensare di introdurre una tassa di soggiorno”.

Fossacesia ogni anno regista un numero notevole di turisti, che vengono a trascorrere le proprie vacanze innanzitutto per il mare che da anni conquista il prestigioso sigillo della bandiera blu. Numerose sono le strutture ricettive presenti, in particolare b&b, e se l’Amministrazione Comunale decidesse di introdurre la tassa di soggiorno effettivamente nelle casse comunali entrerebbero un bel po’ di soldi. “Non escludiamo che un domani si possa decidere di introdurre la tassa di soggiorno, ma non con le condizioni che abbiamo adesso – concludono Di Giuseppantonio e Sisti – Già il nostro territorio fa molta fatica a far decollare  il turismo, poiché a nostro avviso manca una cabina di regia che detti un programma coordinato di promozione turistica, se poi ci mettiamo ad introdurre una tassa che non corrisponde minimamente alle attese da parte dei turisti, l’unica cosa che rischiamo di ottenere è che chi ha deciso di venire a trascorrere da noi le sue vacanze, una volta giunto, decida di scappare a gambe levate e, ancor più dannoso, di non tornare più”.

 

“Ci risiamo: ogni anno, con l’arrivo della primavera, il Comune di Lanciano estrae dal cilindro qualche idea bislacca con cui annuncia di aver individuato la ricetta magica per far decollare il turismo nella nostra città”. Il gruppo consiliare Libertà in Azione – di cui fanno parte Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola e Antonio Di Naccio - contesta duramente l’ennesima boutade primaverile del governo cittadino: quella, lanciata dall’assessore Marusca Miscia, di far arrivare i pullman dei pellegrini in via Silvio Spaventa, così da farli transitare su corso Roma e rivitalizzare l’economia asfittica della strada, fiaccata dalle vicende che hanno accompagnato l’entrata in funzione della zona a traffico limitato. 

“Un assessore che ha contezza del ruolo che ricopre – attacca Tonia Paolucci – sa benissimo che si governa programmando e facendo seguire ai programmi gli atti amministrativi consequenziali. Ecco, di questa idea di via Silvio Spaventa non c’è traccia in alcun documento del Comune. Come non c’è traccia in nessuna delibera o determina della nuova pseudo-vocazione della Cittadella della Musica, trasformata in un prato da pic-nic con annesse bancarelle per la vendita di prodotti tipici. Il tutto senza che siano mai stati disciplinati formalmente i rapporti tra il proprietario (la Provincia), l’affidatario del bene (il Comune) e le associazioni che utilizzano gli spazi della struttura. Parliamo di un bene pubblico, non di un edificio privato, che va giustamente messo a disposizione delle nostre associazioni, ma secondo patti ben precisi, che preservino anche il decoro di quei luoghi”. 

Per Libertà in Azione, pure sul turismo, l’amministrazione del sindaco Mario Pupillo continua a navigare a vista, senza una strategia definita. “Non capiamo – continua la Paolucci – con quale criterio la Miscia sceglie di concentrarsi su corso Roma. Perché allora non su via dei Frentani o corso Bandiera, dove i problemi delle attività commerciali sono gli stessi. Per non parlare di corso Trento e Trieste, con un cantiere che ha causato il crollo degli incassi dei pochi commercianti coraggiosi che sono riusciti a sopravvivere. A questo punto viene da pensare che forse l’assessore ha puntato su corso Roma come atto riparatorio per i disastri provocati dalla Ztl della sua amministrazione”. 

Secondo il gruppo di minoranza non si può continuare a favoleggiare di una Lanciano turistica, perché i cittadini e i commercianti sono stanchi di ascoltare lo stesso ritornello da decenni, condito da dati strabilianti su fantomatiche presenze che non hanno alcun riscontro nella realtà. 

“Usciamo da questo esilio campanilistico – conclude Tonia Paolucci – sediamoci a un tavolo con i Comuni del nostro litorale, che stanno provando a mettere in campo una strategia condivisa. Portiamo al tavolo le nostre indiscusse risorse culturali e artistiche, ma facciamolo per una volta con umiltà e voglia di lavorare con gli altri, abbandonando supposte superiorità che finora non hanno fatto altro che isolarci dal resto di quello che un tempo era il nostro territorio. Un territorio che oggi prova ad andare avanti prescindendo da noi , che non riusciamo a pensare a niente di meglio che far scendere i pellegrini dai bus su via Silvio Spaventa”.

 

In questi giorni si dibatte se è giusto oppure no istituire la tassa di soggiorno all’interno del comune di Lanciano per le persone che pernottano nelle varie strutture della città, dagli hotel ai B&B. Si afferma che l’introito della tassa di soggiorno verrà utilizzato esclusivamente per favorire e migliorare l’accoglienza turistica a Lanciano. Magari, sarebbe un buon risultato.

Sicuramente la tassa di soggiorno è applicata nella maggior parte dei Comuni della Penisola, afferma in una nota stampa Antonello Di Campli Finore coordinatore cittadino di ALI,  sicuramente non è una novità introdotta dall’Amministrazione di Lanciano, ma a ben riflettere il turismo nella Città del Miracolo Eucaristico è rappresentato in particolar modo da pellegrini in visita ai “Miracoli” ed alla Cattedrale, e dunque creando uno scarso indotto alle attività della città, ma sicuramente molto movimento, ed anche questo acclarato dai numeri.

Sarebbe stato quindi opportuno- continua- ancor prima di istituire la tassa di soggiorno, di pensare alla sistemazione del terminal bus alla Pietrosa, e l’introduzione del pagamento della sosta ai bus turistici, come avviene nella maggior parte delle città con alta percentuale di visite “mordi e fuggi”.

Al momento il core business del turismo frentano è rappresentato dalle visite e non dai pernottamenti.

E’ da anni che si parla della realizzazione del nuovo Terminal Bus, incalza Finore, nella parte bassa della Pietrosa, nella P.zza Memmo. La struttura doveva essere terminata nel 2011, ma nulla di fatto per mancanza di fondi. Cosi nel 2014 il Sindaco, Mario Pupillo, scrive a Michele Valentini, Amministratore all’epoca dell’Arpa s.p.a. socio di maggioranza di Sistema s.p.a., la società concessionaria della struttura in via di realizzazione. Nel frattempo l’area del cantiere, ormai da anni, rimane nell’incuria più totale, e così ad ottobre 2017 la giunta Pupillo votava una delibera che sancisce la decadenza della concessione di progettazione per il completamento e la gestione del terminal.

Ovviamente, neanche a dirlo, tutto questo è il risultato ottenuto grazie alla presenza delle partecipate della Regione Abruzzo, ossia ex ARPA s.p.a., SISTEMA s.p.a. ed in ultimo TUA s.p.a., che in ultimo non ha avuto le capacità di gestire, a seguito delle varie fusioni, quelli che erano i progetti in essere ed i fondi necessari per completarli.

Non consideando la parte di “mala gestio” dei vari enti e società partecipate coinvolte, rimane da capire perché l’Amministrazione Comunale, dopo aver stabilito di realizzare il percorso pedonale turistico dall’area del Terminal Bus, di realizzare l’infopoint TIME, non ha provveduto o pensato di realizzare stalli nuovi e barriere di ingresso all’interno dell’area di parcheggio, in modo da introdurre una tassa, di almeno 50,00 €/bus (praticamente meno di 1,00 €/passeggero) in modo da generare immediatamente soldi per le casse comunali utili per migliorare/ampliare/completare l’intera area. Visto che i numeri dicono di anche 20 bus/giornalieri in alcuni periodi, significherebbe dire migliaia di € raccolti all’anno.

Tra l’altro il miglioramento del terminal, la realizzazione di altri parcheggi a pagamento, la creazione di interscambio con TPL, e dunque il miglioramento di tutta la filiera di trasporti, avrebbe ancor più giustificato l’introduzione di una tassa di soggiorno, che sarebbe avvenuta in secondo momento.

L’analisi dei flussi ci dice che la città di Lanciano vive di un turismo mordi e fuggi, vive di gruppi spesso religiosi in visita alla città. Pertanto tassare il gruppo avrebbe influito di meno sul singolo viaggiatore, in termini economici, realizzando incassi maggiori, specialmente se esentati dalla tassa di soggiorno ci sono le strutture religiose.

Rimane, conclude sarcasticamente Di Campli Finore, sempre evidente come non si è in grado di centrare l’obiettivo.

“Il Presidente della  SASI  deve capire che i tempi sono cambiati e certi metodi di assunzione sono un’offesa al rispetto delle norme, alle regole della trasparenza e, cosa più importante, alla stessa meritocrazia soprattutto in un momento così difficile che vede i nostri ragazzi sempre più spesso costretti a lasciare l’Abruzzo. Per queste ragioni, stamattina, ho presentato un esposto - diffida alla Procura della Repubblica (e via pec anche alla Procura della Corte dei Conti de L’Aquila,  Autorità Anticorruzione e Collegio Sindacale SASI) che non vuole essere in nessun modo un atto ostile o ledere i diritti e i posti di lavoro di coloro che negli anni hanno maturato esperienze e professionalità”. E’ quanto dichiara il Consigliere regionale e Presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo che sottolinea: “Voglio chiarire che il mio esposto nasce, non per colpire i lavoratori precari che dovevano e devono essere stabilizzati, ma contro chi agisce arrogantemente senza rispettare norme e leggi continuando a calpestare le regole della meritocrazia e della trasparenza. I lavoratori precari possono stare tranquilli, non sarà la mia azione a danneggiare e ledere i loro diritti pregressi, e oggi ulteriormente acquisiti, perché dovranno essere regolarizzati secondo quello che già prevedono le disposizioni vigenti. Il precariato va stabilizzato attraverso procedure chiare e legittime senza inventare  strade  ‘tortuose’ e irrispettose, peraltro illudendo centinaia e centinaia di disoccupati che hanno regolarmente risposto all’avviso pubblico e aspiravano legittimamente a un posto nella SASI così come quelle persone rimaste senza lavoro per colpe certamente non imputabili a loro. Peraltro, la mia azione è tesa a respingere tentativi di altre assunzioni mediante la logica del precariato (nascosta con il ricorso al lavoro interinale)  e quindi della indicazione partitica su chi deve essere assunto. Spiace vedere come le stesse Organizzazioni Sindacali diano il proprio assenso a tutto ciò solo perché si prospettano nuove assunzioni. Va sottolineato ed evidenziato che queste nuove operazioni contrastano palesemente con la situazione economica finanziaria deficitaria in cui versa la SASI e ricordano quanto accaduto all’ACA di Pescara e di recente al CAM della Marsica. Nel bilancio della  SASI vengono evidenziate situazione debitorie, deficitarie e di impossibilità di certezza di partite creditorie, che fanno temere a una prossima richiesta di procedure concordatarie e concorsuali che danneggerebbero l’intera economia territoriale oltre che a mettere a rischio i posti di lavori. Altro che regolarizzazione e nuovi posti di lavoro!!! Di questo si dovrebbe occupare il Presidente Baserebbe, magari individuando le opportune e idonee strategie risolutive, piuttosto che dedicarsi a continui viaggi romani (tutte a spese della collettività) per chiedere protezioni ed indicazioni”.  

 

Consiglio comune che si prevede infuocato quello di mercoledì prossimo a Lanciano, fra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre al “trasloco”del monumento ai caduti, anche la tassa di soggiorno che l’amministrazione comunale vorrebbe istituire in città. Ma cos’è la tassa di soggiorno?

L’imposta di soggiorno, chiamata anche tassa di soggiorno, è un’imposta applicata su chi soggiorna in strutture ricettive alberghiere o extra-alberghiere di determinate città italiane o straniere. I costi della tassa di soggiorno variano da città a città a seconda dei regolamenti comunale.  L’imposta di soggiorno, quindi, è un’imposta fissa richiesta ai turisti, ovvero alle persone che alloggiano presso le strutture ricettive di quei comuni che adottano lo strumento fiscale. 

Quest'amministrazione sarà ricordata per la capacità di far “scappare” visitatori- insorge l’Ascom Abruzzo, l’associazione di categoria che lavora per i commercianti e consumatori di Lanciano, con provvedimenti che, in un momento di profonda crisi, si stanno rivelando deletari ed “aggressivi” per il commercio e le diverse attività produttive. Dopo le Ztl (Zone a traffico limitato) che hanno desertificato un trascurato centro storico, ora arriva la tassa di soggiorno...”.

Angelo Allegrino, presidente  di Ascom Abruzzo, si dice nettamente contrario all'introduzione, da parte del Comune di Lanciano, dell'imposta di soggiorno a carico di quanti "alloggiano nelle strutture ricettive del territorio". La proposta, già elaborata dagli uffici comunali, arriverà presto in Consiglio per l'approvazione. Sulla questione ci sono state già riunioni in municipio, anche con le associazioni di categoria. “Ascom Abruzzo è nettamente contraria a questo nuovo balzello a carico dei turisti e di quanti pernottano a Lanciano”, tuona Allegrino. Da calcoli dell'amministrazione in città sarebbero registrate circa 20mila presenze all'anno e la tassa si dovrebbe aggirare sui due euro e gli introiti essere utilizzati per “migliorare l'accoglienza turistica”. “Lanciano – riprende Allegrino – non è città che conta frotte di turisti.

Il turismo, per la maggior parte, è quello legato al Miracolo Eucaristico, con i pellegrini che arrivano e ripartono nel giro di qualche ora, senza purtroppo fermarsi. Questa tassa, quindi,  non porterebbe grandi introiti nelle casse pubbliche, solo poche decine di migliaia di euro all'anno, ma potrebbe indurre visitatori e turisti a scegliere strutture ricettive dei centri limitrofi e a boicottare Lanciano. Poi ci sono quelli che pernottano a Lanciano per motivi di lavoro, perché magari vengono assunti per brevi periodi nelle aziende della Val di Sangro e a loro non si può imporre una tassa di soggiorno. Prima di introdurre questa imposta bisognerebbe creare servizi per i turisti. Quindi il nostro no è deciso”.

 

 

Dopo quattro versioni siamo alla comiche ormai siamo alle comiche se non fosse che stiamo parlando di sanità e di servizi ai cittadini più deboli. Tutti i dubbi, le criticità e i timori sollevati in questi mesi vengono tutti confermati dalla delibera del Direttore Generale n.322 del 14 marzo.

Questa la denuncia sollevata dal Consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea come “L’atto aziendale della Asl di Chieti è stato approvato dalla Giunta regionale solo nel febbraio del 2018 (ben oltre la scadenza stabilita dal Tavolo di monitoraggio: 30 settembre 2017) dopo che la stessa Azienda sanitaria aveva presentato 3 versioni differenti nell’arco di un anno.

Appare evidente la mancata corrispondenza del documento con gli atti propedeutici (DM 70/2015 e i successivi decreti commissariali), che fa ipotizzare quindi, considerati i tempi, come alla base dell’approvazione ci sia stata una valutazione politica e non tecnica. "Ma come se non bastasse - evidenzia Febbo - la delibera numero 322 del 14 marzo, con la quale la Asl recepisce il parere della Giunta regionale, continua a mortificare la sanità della provincia di Chieti in diversi aspetti: 1) si continua a penalizzare l’Ospedale di Chieti con il declassamento da UOC a UOSD di Chirurgia Vascolare e Pneumologia; la sottrazione di Dermatologia, spostata ad Ortona e, unico caso in Italia laddove ci sono i Policlinici Universitari, non sono state denominate Clinica Medica e Patologia Medica ma semplicemente Medicina Generale 1 e Medicina Generale 2. Inoltre, non sono state denominate Patologia Chirurgica e Clinica Chirurgica ma anche qui, genericamente, Chirurgia Generale e Chirurgia Oncologica (a tal proposito l’Università rimane in silenzio come ha fatto finora? O non lo ritiene un depotenziamento anche nei confronti con le altre Università di medicina?). 2) Vengono confermate tutte le modifiche penalizzanti per l’Ospedale di Vasto con la trasformazione da UOC a UOSD di Gastroenterologia e la mancata previsione di Emodinamica (nonostante i tanti incontri e le tante promesse). 3) Per l’Ospedale di Atessa non è previsto il tanto sponsorizzato e sbandierato Ospedale di Area Disagiata, promesso sotto campagna elettorale. 4) Inoltre, la delibera n.322 del direttore generale non prevede il Pronto Soccorso per la Stabilimento di Ortona, mentre modifica ancora l’atto aziendale per l’ Area Tecnico Amministrativa e per altri contenuti descrittivi e organizzativi dell’atto aziendale di appena tre mesi fa per cui si torna necessariamente e nuovamente a chiedere il parere di compatibilità alla Regione. Credo – conclude Febbo – che bisogna smetterla con la demagogia.

Una programmazione sanitaria seria e credibile deve essere fondata sui dati, casistiche, conoscenza delle realtà sanitarie attive e domanda di bisogni che non compaiono mai negli atti propedeutici alla classificazione dei Reparti. Inoltre, è essenziale che questa analisi venga svolta nel pieno rispetto delle strutture e delle attività esistenti e non sui capricci, molte e troppe volte cangevoli del governo regionale. In sanità le specificità devono essere salvaguardate, i lavoratori tutelati e gli assistiti garantiti. Questo è quanto si aspettano gli abruzzesi"

“Fare piena luce e verificare se corrisponde al vero la vendita della ex sede del Consorzio di Bonifica Sud di Lanciano al prezzo di 320.000,00 euro mentre l’immobile era stato valutato in 1.378.000,00 (un milione e trecentosettantotto mila euro!!!!!!!) proprio dall’attuale Commissario Amicone  quando, nel 2011, fu chiamato dalla Deputazione amministrativa dell’Ente di allora, in qualità di consulente, a valutare il valore della struttura”.

Questa la denuncia sollevata dal Consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “Praticamente l’attuale Commissario cede ad un milione di euro in meno (scontato circa del 70% ) quella sede alla quale lui, come perito, aveva attribuito un valore molto più alto: in sostanza si rimangia la sua perizia. A questo punto mi chiedo, delle due l'una: o l’Amicone perito non ha saputo valutare la struttura e quindi è incapace di fare perizie o l’Amicone Commissario aveva ‘fretta’ di vendere per fare cassa  e quindi pagare gli stipendi ai nuovi assunti al Consorzio di Bonifica Sud. 

La cessione della sede dell’ex Consorzio di bonifica Sud di Lanciano è contraddittoria, anomala e con molti lati oscuri da chiarire. Come mai - argomenta Febbo – la delibera dell’alienazione dell’immobile non viene ancora pubblicata sul sito dell’ Amministrazione Trasparente del Consorzio? Siamo venuti a conoscenza della cessione a 320.000,00 euro della struttura in data 13.12.2017 solo attraverso la delibera n. 29 del 26.01.2018 dove si incarica un professionista di opporsi proprio alla vendita all'asta della sede di Lanciano del Consorzio di Bonifica Sud.

Vorremmo sapere, inoltre, come mai il Commissario non ancora pubblica le delibere del periodo 26.10.2017 - 31.12.2017, pur avendo sostenuto nella nota n. 428 del 30.01.2018, indirizzata al sottoscritto Presidente della Commissione di Vigilanza, che la pubblicazione era di fatto avvenuta. Infine, è urgente chiarire se il Commissario è legittimato a prendere queste decisioni riguardo la vendita di immobili e quindi deliberare in tal senso?”. “Pertanto  – conclude Febbo – nei prossimi giorni chiederò agli uffici legislativi della Regione quali sono le attività di Amicone inerenti l’attività commissariale visto che è stato chiamato a ripristinare una Deputazione amministrativa capace di governare e rispondere alle esigenze delle Organizzazioni professionali e del mondo agricolo”.

 

(REGFLASH) Pescara, 15 mar. - Sono stati sottoscritti questa mattina nella sede di Pescara della Regione Abruzzo gli atti di concessione dei finanziamenti (Masterplan Abruzzo - Patto per il sud) per 9 interventi (15.800.000 euro) destinati al recupero ambientale e culturale e di 7 progetti (20.200.000 euro) mirati al rilancio turistico del comprensorio sciistico di Passolanciano-Maielletta.

"Sono interventi importanti e strategici per lo sviluppo del territorio - ha esordito il presidente Luciano D'Alfonso -. Da oggi, con la firma delle concessioni, i responsabili del procedimento potranno appaltare i lavori e avviare in tempi brevi i cantieri. Tra le opere previste ci sono il rilancio del comprensorio di Passolanciano che, da oltre 25 anni, attende di essere valorizzato e la realizzazione del parco didattico del Lavino che un anno fa mi ha visto anche protagonista di un accertamento giudiziario. Sono soddisfatto perché, con questi interventi, abbiamo concluso un percorso mirato a rilanciare le "Terre Alte" del territorio regionale".

Interventi di recupero culturale e ambientale: Stella Maris di Montesilvano (1.500.000); restauro e consolidamento della Chiesa Madonna della Carità di Ancarano (300.000); manutenzione e restauro fortezza borbonica di Civitella del Tronto (4.000.000); manutenzione straordinaria, restauro e risanamento del Palazzo Ducale di Tagliacozzo (1.000.000); ristrutturazione della Rocca Orsini di Scurcola Marsicana (2.000.000); realizzazione del Parco didattico del Lavino (3.500.000); ristrutturazione Tholos e Case in terra (500.000); completamento recupero casa natale di Ignazio Silone di Pescina (1.000.000); recupero funzionale giacimento turistico e religioso del Volto Santo di Manoppello (2.000.000). Interventi di valorizzazione turistica della stazioni invernali di Passolanciano-Maielletta (realizzazione impianti di risalita, opere di collegamento fognario, impianti di innevamento delle piste e opere infrastrutturali) per un importo complessivo di 20.200.000 euro

“Abbiamo letto con sconcerto l’analisi del voto fatta dal sindaco di Lanciano Mario Pupillo. Il primo cittadino fa finta di non rendersi conto (perché a nostro parere ne è invece perfettamente consapevole) che la coalizione che guida la sua amministrazione elettorale esce a pezzi dalle urne”. Lo affermano Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola e Antonio Di Naccio, consiglieri comunali del gruppo Libertà in Azione, secondo i quali il centrosinistra lancianese deve essere onesto, fare un sincero mea culpa e interrogarsi sul perché gli elettori li abbiano puniti così sonoramente a meno di due anni dalle Comunali. 

I rappresentanti della minoranza sottolineano come “sia indiscutibile che il risultato ottenuto anche in città dal M5S sia frutto di un’onda nazionale che ha travolto tutto e tutti, ma allo stesso tempo è altrettanto indiscutibile come i consensi registrati da PD e affini, siano la dimostrazione che Pupillo e la sua giunta stiano attraversando un momento di profonda difficoltà”. 

Per Libertà in Azione non può essere sottovalutato l’esiguo numero di voti riportato dall’assessore Marusca Miscia, che nella città dove siede nell’esecutivo, ha ottenuto un consenso pari alla metà di quello del candidato del centrodestra e lontanissimo da quello della pressoché sconosciuta candidata pentastellata. “Siamo sicuri – continuano la Paolucci, Di Nola e Di Naccio – che non ci sarà alcun contraccolpo evidente nella maggioranza, perché sarebbe troppo sperare nell’ammissione della sconfitta, ma ci auguriamo che Pupillo e i suoi riflettano e si rendano conto che non si può amministrare una città senza avere un orizzonte che non sia popolato solo da fantomatiche e inutili piste ciclabili, oltre a fumosi progetti smart e green”. 

Ma per Libertà in Azione anche il centrodestra deve avere il coraggio di guardare oltre e cominciare a fare proposte concrete per l'Abruzzo. “E’ arrivato il momento di cambiare marcia – concludono gli esponenti dell’opposizione – e iniziare un profondo rinnovamento in tutto lo schieramento, che non significa solo aprirsi a volti ed energie nuove, ma anche tornare tra la gente, ascoltare cosa chiedono i cittadini e farsi portatori di queste istanze. Solo così riusciremo a tornare protagonisti e frenare l’avanzata del voto di protesta che ha sì asfaltato il centrosinistra, ma a Lanciano ha dato la sveglia anche a noi”.

 

Pescara, 7 mar. "In relazione alla doppia veste di presidente della Giunta regionale e di Senatore della Repubblica eletto, il dato di verità è riconducibile al dettato del costituzionalista Costantino Mortati secondo cui, affinchè intervenga l'incompatibilità per il senatore eletto, c'è bisogno che lo stesso senatore venga proclamato e convalidato".

E' la posizione che il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha voluto chiarire, questa mattina, a Pescara, in Regione, nel corso di una conferenza stampa convocata proprio allo scopo di sgombrare il campo da dubbi ed incertezze interpretative della legge.

"La convalida degli eletti - ha spiegato D'Alfonso - è un atto dell'ordinamento che si estrinseca attraverso gli organi ausiliari del Senato. Nello specifico - ha proseguito - è un atto della Giunta per le elezioni perchè in Italia si parte dal presupposto che le elezioni siano sempre a rischio di invalidamento. A tal proposito, attenderò la convalida da parte della Giunta per le elezioni e solo da quel momento scatterà il dies a quo.

Fino ad allora - ha ribadito D'Alfonso - svolgerò pienamente le funzioni di presidente della Regione. Dopodichè mi adeguerò a quanto prevede l'ordinamento nelle sue articolazioni regolamentari e normative". Il presidente D'Alfonso ha, quindi, confermato che porterà avanti l'azione di Governo fino all'ultimo giorno utile.

"Sto lavorando ad un atto di 365 pagine - ha annunciato - che, per quanto riguarda la mia esperienza di Governo, si chiama passaggio di consegne che determinerà, da parte di chi subentrerà, la presa di contezza di tutta l'attività messa in campo in questi anni di governo dell'Abruzzo. Mi riferisco, in particolare, ai 2 miliardi 750 milioni di euro di risorse che sono in procedura e che dovranno essere presi in carico anche come monitoraggio e controllo. Così come le attività relative alla ZES o quelle riguardanti il potenziamento dell'aeroporto d'Abruzzo e lo sviluppo della rete ferroviaria regionale. Da senatore - ha concluso - cercherò di legare l'agenda nazionale a quella regionale che, sulla base dell'esperienza maturata finora, penso di conoscere meglio di chiunque altro". (REGFLASH) 

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