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Affila le armi anche il centrodestra in vista delle prossime amministrative e domani presenta alla stampa il primo candidato sindaco di Ortona della coalizione, Angelo Di Nardo, 29 anni, imprenditore attivo nel settore della sicurezza, con un passato di rilievo anche nell'universo del calcio professionistico. Un giovane, quindi, molto conosciuto in città, che domani spiegherà le ragioni che lo hanno convinto a partecipare alle prossime elezioni. Alle 16.00, alla Sala Eden interverranno anche i rappresentanti delle liste che lo sosterranno in questa non facile competizione elettorale. Alle 17.00 l'aspirante sindaco prenderà parte al convegno su un tema importante e di sicuro interesse, “Non c'è ripresa senza impresa” è, infatti, l'argomento al centro della tavola rotonda che vedrà la partecipazione pure dell'economista Armando Siri, ideologo della Flat Tax al 15%. La candidatura di Angelo Di Nardo ha messo d'accordo alcuni partiti dell'area di centrodestra e di liste di ispirazione civica che intendono coinvolgere le forze migliori della città – si legge in una nota- in un processo di profonda trasformazione del modo di gestire la cosa pubblica. L'obiettivo di Di Nardo è quello di “rinnovare la politica cittadina per troppo tempo ostaggio di logiche e interessi che hanno prodotto risultati fallimentari”.

Illuminare meglio, spendendo e inquinando di meno. L'illuminazione pubblica del Comune di Lanciano sarà riqualificata integralmente dal punto di vista energetico dalla Ceie Power spa di Guardiagrele, la Energy Service Company (ESCO) che si è aggiudicata la gara per la riqualificazione dei circa 6000 punti luce comunali. Il contratto di concessione della durata di 15 anni è stato firmato lunedì 7 marzo, dopo l'espletamento delle procedure di gara a cura del settore Ambiente e della Centrale Unica di Committenza di Lanciano – Ortona – Treglio.

Il progetto prevede un investimento da parte della Ceie Power di 5.049.000 euro a fronte di un contratto di gestione della pubblica illuminazione di 15 anni, con canone annuo a carico del Comune pari a 598.579 euro. Il progetto della società calcola un risparmio per il Comune sulla spesa corrente di 700.000 euro in 15 anni e l'abbattimento del 78% dei consumi di energia attuali, pari a 4.200 mega watt l'ora. Dal punto di vista ambientale, la riqualificazione energetica consentirà di non consumare l'equivalente di 789 tonnellate di petrolio ogni anno e di non immettere in atmosfera 1.800.000 tonnellate di CO2 ogni anno.

Il progetto prevede l'installazione di 5.954 apparecchi di illuminazione a Led, la riqualificazione Led di tutti i semafori, l'installazione di un sistema di tele-gestione punto punto su tutto il parco impiantistico che consentirà il controllo in tempo reale del corretto funzionamento delle singole lampade tramite il sistema Gprs e la regolazione del flusso luminoso delle stesse da remoto: in sostanza sarà possibile controllare l'accensione e la diminuzione della luce emessa dalle lampade direttamente dal sistema di tele-gestione Philips City Touch.

Il progetto prevede inoltre l'illuminazione artistica dei più importanti siti architettonici e monumentali di Lanciano (Torre Aragonese, Torri Montanare, Teatro Fenaroli, Sant'Agostino, San Francesco, Santa Maria Maggiore), l'installazione di 3 telecamere e 3 hot spot wi-fi, la sostituzione integrale del 75% dei quadri elettrici esistenti e adeguamento normativo dei restanti, la sostituzione di 150 pali corrosi e danneggiati, la riqualificazione di 554 derivazioni in pozzetto, il rifacimento di 500 metri di linea elettrica, l'attivazione del numero verde 800749343 per la segnalazione dei guasti e pronto intervento entro 24 ore dalla segnalazione, l'informatizzazione del servizio per pronto intervento.

I tempi di realizzazione del progetto, da offerta di gara dell'azienda aggiudicataria, sono fissati in un anno, ma il Consigliere Delegato della Ceie Power spa Clara Primavera intervenuta nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto ha annunciato l'intenzione dell'azienda di finire i lavori in 6 mesi. “Partiremo con i primi servizi dalla prossima settimana: sarà attivato il numero verde 800749343 per le segnalazioni dei guasti e faremo i primi interventi di sostituzione delle lampade non funzionanti con delle squadre di pronto intervento. La parte più corposa dei lavori inizierà entro la primavera, per andare a terminarli in 6 mesi”, ha spiegato Clara Primavera.

“Una nuova ed efficiente illuminazione pubblica è un elemento fondamentale della Lanciano che abbiamo promesso di cambiare, in meglio. Un'opera imponente a costo zero per le casse del Comune che permetterà di riqualificare l'intero parco luci e conquistare entro un anno un risultato importantissimo dal punto di vista ambientale. Inquineremo molto di meno, risparmieremo e la città sarà illuminata meglio, sia nel centro che in periferia: un altro cambiamento fondamentale per i cittadini”, ha dichiarato il Sindaco Mario Pupillo.

“E' un cambiamento epocale per Lanciano, finalmente saremo in grado di dare una risposta tempestiva e immediata alle tante richieste dei cittadini. Questi altri 5 milioni di euro di investimenti andranno ad arricchire una primavera già ricca di cantieri da aprire in città e nelle contrade”, ha sottolineato l'Assessore ai Lavori Pubblici, Pino Valente.

“L'impatto ambientale di quest'opera è tutta nei numeri di risparmio energetico e in termini di consumo: gli effetti migliorativi saranno subito visibili e i benefici immediatamente avvertiti per la cittadinanza, come nel caso di EcoLan”, ha aggiunto l'Assessore all'Ambiente, Davide Caporale.

 

 

Intervento della Provincia di Chieti nella giornata di venerdi 10 marzo per ripristinare il piano viabile mediante misto stabilizzato rullato e scongiurare la chiusura della tratta viaria interessata dal cedimento creatosi sulla carreggiata stradale, lungo la strada provinciale 64 che collega Lanciano a Orsogna.

Immediata anche la smentita del Presidente Mario Pupillo sulla permanenza del pessimo stato del tratto stradale:

“La situazione registrata sull’asse viario è attenzionata dagli Uffici tecnici della provincia di Chieti - afferma il Presidente Mario Pupillo- e attualmente non corrisponde a quanto riprodotto nelle fuorvianti immagini pubblicate dalla stampa e da dichiarazioni che creano solo un allarme ingiustificato. Basta percorrere la tratta per verificare con i propri occhi che non ci sono più crepe. L’Impresa cui sono stati commissionati i lavori ha operato un primo intervento sullo stato di dissesto, ma bisogna effettuare anche altro e lo faremo nelle prossime settimane. Gli Uffici stanno apprestando quanto necessario con competenza e professionalità”.

“Il dissesto idrogeologico non è certo dovuto alla cattiva manutenzione – precisa il Presidente Pupillo- purtroppo è fisiologico al nostro territorio ed è stato aggravato dalla neve copiose e dalle recenti piogge che hanno messo a dura prova la tenuta delle strade provinciali. Le risorse economiche che come Provincia non abbiamo in bilancio le stiamo chiedendo al Governo a brutto muso, non a caso ho partecipato alla manifestazione del 2 marzo a Roma sull’Emergenza Abruzzo e ho depositato l’esposto in Procura della Repubblica per denunciare la enorme difficoltà di gestire servizi essenziali senza fondi adeguati al fabbisogno.”

"Capisco che in un momento di risorse finanziarie scarse, è indispensabile razionalizzare e impegnarsi per fare cassa. Ma a tutto c'è un limite e nel caso dell'aumento del costo dei servizi cimiteriali, credo che a Lanciano questo limite sia stato superato". A parlare è Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione in consiglio comunale, che interviene su una vicenda che da giorni è al centro di vivaci polemiche in città. Ad alcune famiglie sarebbero state recapitate fatture salate (fino a 470 euro più iva) da parte della società che si occupa del servizio cimiteriale. Una doccia fredda per chi oltre a piangere la persona scomparsa si vede costretta a fare i conti con spese che non aveva affatto immaginato di tale entità. Da qui la protesta di molti. Tutto nasce dalla delibera di giunta del 6 febbraio scorso, con cui sono state approvate le nuove tariffe proposte dalla Anxanum Multiservizi Intercomunali Spa (la partecipata del Comune, che si occupa soprattutto della gestione delle Farmacie Comunali). La società, infatti, a poco più di 2 anni dall'inizio della gestione dei servizi cimiteriali, si è accorta che le vecchie tariffe non rendevano l'attività economicamente sostenibile. "E così - sottolinea la rappresentante della minoranza - sono scattati degli aumenti spropositati, oltre a una sorta di esclusiva per la società, unica d'ora in avanti a poter gestire una serie di operazioni: dalla tumulazione all'apertura di un loculo, passando dalla posa di una lapide, fino ad arrivare alla sua rimozione. L'unica cosa che la Multiservizi non fa è l'incisione delle stesse lapidi e, a questo punto, l'auspicio è che non si specializzi anche in questo campo". Va giù pesante Tonia Paolucci che definisce il comportamento del Comune inaccettabile poiché incide su situazioni di dolore e di particolare vulnerabilità. La capogruppo di Libertà in Azione è determinata ad andare a fondo della questione. "Perché già al momento dell'affidamento del servizio - puntualizza - a dicembre 2014, avevamo sollevato perplessità sulla possibilità di un aumento delle tariffe. Fummo smentiti dal sindaco Mario Pupillo, che assicurò che non ci sarebbe stato alcun rincaro. Ovviamente a essere smentito, ancora una volta, è stato il primo cittadino. Ma a questo, ormai, siamo abituati".
 

Disegnare una nuova Italia che tutela il lavoro e i diritti dei lavoratori, è possibile. Ed è con questo obiettivo che la Cgil ha dato il via a una campagna referendaria che punta all'abrogazione dei voucher e delle norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti. In verità c'era anche un terzo quesito relativo all'articolo 18 che però è stato bocciato. Ma la Cgil anche su questo punto non intende arrendersi, è intenzionata a continuare la battaglia in nome di diritti che ritiene sacrosanti. Ora però l'attenzione, l'impegno sono diretti a promuovere il Referendum per il Lavoro, con chiarezza e convinzione. A spiegare gli aspetti più significativi dei due quesiti è stata questa mattina Rossana Dettori, della segreteria nazionale, nel corso di una conferenza stampa indetta proprio per favorire una informazione ampia e corretta. Il timore è anche quello di non avere abbastanza risonanza. Anche per questo la Cgil chiede al Governo Gentiloni di fissare la data. “Chiediamo di farci votare insieme alle amministrative – ha detto la Dettori – così si risparmierebbe tempo e denaro”. L'auspicio, comunque è che la data venga fissata in tempi brevi, la speranza è che venga accettata anche la richiesta dell'election day. “Da quando sono nati, c'è stata una vera esplosione dell'utilizzo dei voucher che di fatto sono uno strumento di precarizzazione del lavoro – spiega la Dettori entrando nel vivo della questione - uno o due voucher servono per coprire un'intera giornata di lavoro, e anche di più, evitando controlli e favorendo il pagamento in nero. Il lavoro occasionale va normato con uno strumento di natura contrattuale che assicuri pienezza contributiva, previdenziale e assicurativa”. E se l'abolizione dei voucher è importante, lo è ancora di più quella riguardante l'attuale regolamentazione degli appalti. Sistema ormai molto diffuso e di cui, in effetti si parla poco. Un fatto acquisito che pare non preoccupare più di tanto. “Si tratta di uno strumento che riguarda tantissimi settori, specie gli ospedali, – ha sottolineato – non siamo per la soppressione, ma le norme devono essere applicate in maniera corretta, l'appalto così come viene concepito ora rappresenta un dramma per questo Paese e per migliaia di lavoratori. Abrogare le norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti significa impedire che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell'azienda committente e chi in quella appaltante. Il quesito chiede che ci sia una uguale responsabilità”. Se passerà il Sì a rispondere sarà chiamato pure il committente in caso si siano verificate violazioni da parte della ditta appaltante e questo lo spingerà ad un controllo maggiore, più rigoroso nei confronti dell'impresa a cui affida l'appalto. Maggiori controlli significano soprattutto garantire la sicurezza dei lavoratori. Basti pensare ai tanti infortuni e incidenti sul lavoro, quasi tutti per la mancata osservanza delle regole sulla sicurezza.“La nostra è una battaglia di civiltà”, ha concluso la Dettori. (pdf)

 

Quella della Ztl (Zona a traffico limitato) è davvero una storia senza fine, attraversata da polemiche e contestazioni soprattutto da parte degli operatori commerciali residenti nelle vie interessate dal provvedimento. L'ultimo atto, in ordino di tempo, ovvero la rimozione delle lanterne semaforiche che ne regolavano l'accesso, ha scatenato un vero vespaio. Dall'Amministrazione e dall'Assessora al traffico e commercio Francesca Caporale sono subito arrivate le spiegazioni ed è stato già fissato un calendario di incontri con i cittadini per un confronto sui prossimi passi. Spiegazioni che però non hanno affatto convinto i consiglieri comunali di Nuova Lanciano, fortemente critici nei confronti della maggioranza che non avrebbe le idee chiare in merito alla questione e non avrebbe tenuto nella giusta considerazione le esigenze della città. “La superficialità usata in questa vicenda è resa ancora più visibile dal fatto che sia stato un privato cittadino, un avvocato, a far notare che le lanterne semaforiche non erano state ritenute idonee dal Ministero dei Trasporti con conseguente rimozione delle stesse. Adesso l'amministrazione Pupillo – sottolineano Paolo Bomba e Angelo Palmieri - si giustifica affermando che erano state installate per far abituare gli utenti durante il periodo di pre esercizio. Quindi è stata fatta una spesa ingente sapendo da principio che i semafori sarebbero stati rimossi”. Se si fossero documentati avrebbero potuto evitare costi di acquisto e di rimozione dicono i due esponenti di Nuova Lanciano. “La loro rimozione ha comportato ulteriori spese e soltanto adesso si sono accorti che è necessario installare una nuova segnaletica luminosa, questa volta a norma, e che avrà un costo di circa 30.000 euro, ammesso che tale costo sia inserito nel bilancio. Tanta superficialità ci preoccupa – continuano Bomba e Palmieri – il provvedimento è stato più volte riproposto soltanto per avere a tutti i costi la Ztl a Lanciano, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In pratica per sei anni e mezzo abbiamo avuto la solita minestra riscaldata con i cittadini che, oltre al danno delle multe, hanno ricevuto anche la beffa del pagamento di effimeri semafori che non erano a norma”. Per i consiglieri l'amministrazione Pupillo non avrebbe una progettualità chiara e seria pur avendola sbandierata in campagna elettorale. Le accuse lanciate sono di pressapochismo e improvvisazione e tengono a rimarcare che “la Ztl, oltre alla crisi, ha ulteriormente penalizzato gli esercizi commerciali. I cittadini sono confusi e sono tante le persone che nel dubbio evitano di passare nelle zone dove è presente la limitazione del traffico, senza contare che la cartellonistica di segnalazione non è di facile lettura e spesso gli utenti sono costretti a fermarsi per poterli leggere con chiarezza creando ulteriori problemi di viabilità e sicurezza”. Ma Nuova Lanciano non è contraria alla Ztl tengono a precisare i due consiglieri di minoranza. “Siamo convinti che se fatta a dovere sia una soluzione importante per snellire il traffico e abbassare i livelli di inquinamento della città. Mancano, però, i servizi accessori: parcheggi, lo studio di una mobilità alternativa e il miglioramento della vivibilità delle zone interessate. Nuova Lanciano è aperta al confronto per sostenere una Ztl differente e che sia realmente rispettosa delle esigenze dei cittadini.”

 

 

Conferenza stampa questa mattina in comune a Lanciano per chiarire i punti di quello che è l’argomento “caldo” di questi ultimi giorni in città. ZTL e rimozioni lanterne luminose e gazebi.

La Zona a Traffico Limitato nei quartieri Borgo e Lancianovecchio è attiva è questo il primo punto che il sindaco Pupillo ci ha tenuto a sottolineare, sono in funzione e sanzionano automaticamente i transiti non autorizzati. E’ stata la segnalazione di un cittadino che ha fatto procedere alla rimozione delle indicazioni luminose.

L’obiettivo di rendere più facilmente intuibili gli orari di apertura e chiusura della Ztl, è dovuta ad una precisa disposizione del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, cui il Dirigente Mobilità del Comune di Lanciano si è attenuto assumendo gli atti conseguenti. Le cosiddette “lanterne semaforiche” non sono state ritenute dal Ministero idonee a segnalare gli orari di chiusura e apertura dei varchi. Va chiarito ancora una volta che la Ztl è regolarmente in vigore in virtù esclusivamente della segnaletica verticale presente ai varchi, come stabilisce il Codice della Strada e il regolamento di attuazione dello stesso. L’assessore Francesca Caporale fa inoltre sapere che il comune si è già già attivato per aggiungere nel breve periodo alla segnaletica dei pannelli luminosi a messaggio variabile con le indicazioni di apertura e chiusura dei varchi, come suggerito dalla nota del Ministero dei Trasporti.

Si ricorda che la Ztl è attiva nel quartiere Borgo con chiusura al traffico non autorizzato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 da lunedì al venerdì; sabato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 del lunedì successivo. Nel quartiere Lancianovecchio chiusura al traffico non autorizzato dalle 13 alle 16 e dalle 20 alle 9, tutti i giorni.

Per quanto riguarda invece le attività commerciali che in questi giorni hanno rimosso le pertinenze presenti su suolo pubblico, si è precisato che le azioni annunciate nel corso della conferenza stampa del 13 febbraio scorso sono state assunte in attuazione dei regolamenti e delle leggi. Questa Amministrazione è vicina ai circa 200 esercenti di ristoranti, bar, punti ristoro presenti sul territorio che lavorano ogni giorno per dare servizi a Lanciano e alla cittadinanza, nel pieno rispetto delle regole. Al termine dell'annuale ricognizione del concessionario che gestisce per conto del Comune di Lanciano la riscossione del canone Tosap per l'occupazione di suolo pubblico, l'ICA, sono risultate meno di 10 le attività non in regola con i titoli autorizzativi, quindi abusivi, o morosi per un importo complessivo di circa 80.000 euro a vario titolo.

 

Le attività non in regola sono state informate per tempo e con le dovute formalità della propria situazione: l'Ufficio Commercio ha semplicemente e doverosamente preso atto procedendo di conseguenza, di comune accordo con le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti, oggi presenti con i propri rappresentanti in conferenza stampa. L'obiettivo- sottolinea il sindaco Pupillo, è garantire nel territorio comunale una concorrenza leale tra gli esercenti e il rispetto delle normative vigenti, a tutela e nell'interesse pubblico della comunità. In un solo caso, la rimozione del gazebo è dovuta alla scadenza della concessione di occupazione di suolo pubblico, intervenuta a marzo 2016 e prorogata fino a settembre 2016 con motivata delibera di Giunta.

Gli esercenti morosi devono ancora al comune di Lanciano circa 80 mila euro e il sindaco non ha dubbi: “pugno duro contro i furbetti per rispetto dei tanti che pagano”

 

 

Ci sarà anche il Sindaco di Chieti Umbero Di Primio, domani a Roma insieme ad altri Sindaci e Amministratori abruzzesi, soprattutto della Provincia Teramana, a manifestare contro le misure, ritenute deboli e insufficienti, stabilite dal Governo per le popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017. Gli Amministratori chiedono il rafforzamento di agevolazioni contributive e fiscali, maggiori risorse a sostegno delle attività produttive e degli stessi enti pubblici chiamati a risanare un patrimonio fortemente compromesso dagli eventi calamitosi e, soprattutto, il ristoro dei danni causati dall'eccezionale nevicata di metà gennaio. Una delegazione verrà poi ricevuta da rappresentanti istituzionali nazionali.”La manifestazione – commenta Di Primio – non sarà una carnevalata come sostiene il presidente della Regione, ma la risposta del territorio all'incapacità dell'Esecutivo abruzzese di dare risposte e soluzioni ai Comuni e ai cittadini. Come amministratori ci sentiamo soli a far fronte al post emergenza terremoto che ha colpito soprattutto la Provincia di Teramo e al post emergenza maltempo che ha messo in ginocchio tutto l'Abruzzo. Stiamo sostenendo spese ingenti, cercando di dare ai cittadini quelle risposte che invece si aspettano dalle istituzioni. Sono azioni – continua il Sindaco – che stiamo portando avanti con le nostre sole forze e soprattutto con bilanci che non riescono a coprire le somme necessarie al ripristino delle strade, delle frane e della messa in sicurezza del territorio”. Sono problemi seri che riguardano la maggior parte dei Comuni della nostra regione. L'auspicio di quanti domani scenderanno in piazza è che il Governo presti la giusta attenzione a richieste che hanno bisogno di risposte chiare e urgenti. “La Regione e il Governo devono assumersi le proprie responsabilità – conclude Di Primio -. Le Istituzioni centrali hanno il dovere di intervenire con provvedimenti concreti e immediati, è in gioco la sicurezza dei cittadini e l'economia delle nostre realtà”.

 

 

Saranno a Roma il prossimo 2 marzo i sindaci di Casalanguida, Gamberale, San Salvo, Orsogna, Paglieta, Villalfonsina, Borrello, Perano e di Montazzoli per far sentire la loro voce e richiamare l'attenzione del Governo sui tanti problemi che affliggono i loro territori. Hanno scelto di portare in piazza questioni che non ancora trovano soluzione né una risposta e saranno insieme ai sindaci della Provincia Di Teramo che in questi mesi hanno vissuto e ancora vivono situazioni a dir poco insostenibili. L'emergenza maltempo, il terremoto, le frane, sembra che davvero niente sia stato risparmiato ai Comuni del Teramano che hanno deciso appunto di manifestare, di esprimere con forza le loro problematiche e di chiedere con altrettanta determinazione risposte chiare e soprattutto interventi urgenti. Le visite istituzionali, le parole, le promesse non bastano servono i fatti. “Saremo con i sindaci del Teramano per portare anche noi in piazza – scrivono in una nota – e nei palazzi della politica la voce dei nostri amministrati e le vere problematiche dei nostri territori.
Il Governo non può continuare a convocarci attraverso il suo rappresentante, il Prefetto, per parlare di migranti e poi non farci sentire la sua vicinanza per i problemi che riguardano i nostri cittadini. Per questo continueremo a disattendere gli inviti per parlare delle strutture per i migranti fino a quando non si discuterà anche, prima e soprattutto dei nostri territori, che sono stati messi in ginocchio dall'emergenza maltempo dello scorso gennaio, e a cui il Governo non ha ancora dato alcuna risposta”. Chiedono, quindi, prima risposte ai disagi dei cittadini e poi si potrà affrontare la questione migranti. Questo, in sintesi, la richiesta dei Sindaci ed è facile ipotizzare che il braccio di ferro durerà ancora.

E' una preoccupazione forte e seria quella espressa dal gruppo consiliare di “Nuova Lnciano” in merito all'evolversi di alcuni fenomeni franosi che stanno interessando il territorio di Lanciano. A destare le perplessità dei consiglieri comunali di minoranza Paolo Bomba e Angelo Palmieri sarebbero le azioni che l'amministrazione intende portare avanti. Sotto accusa è la destinazione di un milione e mezzo di euro solo per il tratto in Contrada Santa Giusta. Il Comune, infatti, lo ricordiamo, ha ottenuto dalla Regione un finanziamento per sistemare una frana che esiste da anni e che in seguito al maltempo e alle piogge si è riattivata creando una situazione di grave disagio tanto da costringere due famiglie a lasciare le proprie abitazioni. Il problema quindi è concreto e lo sanno bene anche i due esponenti dell'opposizione che però sottolineano come la fragilità e l'instabilità del terreno riguardino anche molte altre zone, che non andrebbero trascurate. Bisognerebbe seguire un ordine di priorità. “In particolare, desta molte perplessità la volontà dell’Amministrazione comunale di destinare l’intervento da un milione e mezzo di euro unicamente ad un tratto molto limitato di contrada Santa Giusta, quando esistono altre situazioni di pericolo ancora più gravi che attendono una soluzione da molto più tempo. Ci rendiamo conto che la “coperta è molto corta” - si legge nel comunicato di Bomba e Palmieri - e che probabilmente non basterebbero nemmeno 10 milioni di euro per dare soluzioni ai numerosi fenomeni di dissesto che interessano tutto il territorio comunale, ma è necessario che ogni intervento sia effettuato seguendo almeno un ordine di priorità ed ascoltando veramente tutti i soggetti interessati. A tal proposito ci si chiede che fine abbia fatto la tanto sbandierata “Consulta per l’Ambiente”, atteso che ormai sono anni che non viene convocata una sua riunione”. I due consiglieri, dunque, puntano l'accento sulla mancanza di un confronto reale non solo con chi vive la situazioni di difficoltà, ma anche con altri altri organi competenti, con le associazioni. Da qui il riferimento alla Consulta per l'Ambiente che di fatto non ha mai funzionato. Ringraziano l'associazione Italia Nostra (il presidente Pierluigi Vinciguerra chiedeva che i soldi venissero usati per tutti i 300 metri della frana di Santa Giusta) “che da sempre e ancor prima dell’insediamento dell’Amministrazione Pupillo, si batte per difendere il nostro territorio dai fenomeni legati al dissesto idrogeologico”. Per Paolo Bomba e Angelo Palmieri il problema, comunque, è e resta politico. “Tutti noi siamo ben consci dell’esito delle recenti elezioni, ma non è condivisibile che chi governa la nostra città risponda alle critiche dei cittadini, su questo come su altri temi (pista ciclabile via del mare, Ztl ecc.), in maniera quantomeno inopportuna, basando ogni intervento sull’unico merito che si può riconoscere a questa amministrazione, quello di aver condotto una brillante campagna elettorale”.

 

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