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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (5° serie speciale - Contratti pubblici n. 130 del 10/11/2017) l’esito della gara per l’appalto da 190 milioni di euro per il completamento della Fondovalle Sangro, aggiudicato alla De Sanctis Costruzioni spa di Roma. Alla procedura di individuazione del contraente – iniziata nel merito il 6 luglio scorso con l’esame delle proposte tecniche delle 11 aziende concorrenti – avevano partecipato anche Astaldi spa, CMC spa, Coseam Italia, Ghella + CMB spa, ICM spa, Pizzarotti spa, INC spa, Condotte spa, Strabag spa, Toto-Di Vincenzo spa.

Il cronoprogramma prevede che gli atti per l’affidamento dei lavori debbano concludersi a dicembre 2017 per avviare i lavori all’inizio del 2018 e aprire al traffico l’opera entro la fine del 2022.

La Regione Abruzzo, al fine di consentire una rapida realizzazione dell’opera, ha ritenuto indispensabile destinare, all’interno delle risorse del Masterplan Abruzzo-Patto per il Sud, l’importo di 78 milioni di euro, complementare a quello esistente pari a 112 milioni di euro, di cui 30 milioni di euro dalla Legge Stabilità 2013, 20,4 milioni di euro dalla Legge 388/2000 e 62 milioni di euro dal Decreto Sblocca Italia, per un totale di 190 milioni.

Il tratto da realizzare sarà lungo 5,3 km, con 5 viadotti per complessivi 1,2 km e una galleria che si estende per 2,5 km. Il tracciato ha origine in prossimità della stazione ferroviaria di Gamberale-Sant’Angelo, in corrispondenza del viadotto esistente sul fiume Sangro. Nel primo tratto è presente la rampa di uscita per chi proviene da Quadri ed è diretto verso Pizzoferrato/Gamberale. Nel verso di percorrenza opposto il collegamento con la viabilità secondaria è garantito dall’adeguamento dell’intersezione esistente. La strada prosegue superando la ferrovia con un viadotto e, dopo circa 1 km, ha origine il tratto in galleria, affiancata per tutta l’estesa da un cunicolo di sicurezza; in uscita dalla galleria il tracciato prosegue tra la ferrovia e la strada provinciale 164. Poco prima dell’abitato di Quadri esso scavalca nuovamente la ferrovia e quindi il fiume Sangro con un viadotto, ricollegandosi al tratto già ammodernato dove è previsto lo svincolo “Quadri Est”.
“Si avvicina a grandi passi il momento dell’apertura del cantiere – ha commentato il Presidente Luciano D’Alfonso – per il completamento di un’opera attesa da 40 anni, la cui realizzazione è stata ritenuta fondamentale dall’amministrazione regionale sin dal suo insediamento: risale infatti all’8 luglio 2014 – appena dieci giorni dopo la costituzione della Giunta – la delibera n. 470 con cui davamo massima priorità alla realizzazione dell’infrastruttura”.

Questo il link all’atto:
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/contratti/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-11-10&atto.codiceRedazionale=TX17BGA19943

Stop alla trasformazione dell'ospedale di Atessa in ospedale di comunità. E stop al taglio dei servizi e alla spoliazione dei reparti in atto da anni. Il Consiglio comunale di Atessa, ieri sera, ha approvato all'unanimità una mozione a sostegno del riconoscimento del presidio ospedaliero “San Camillo de Lellis” come ospedale di area disagiata. Una proposta partita e portata avanti dall'attuale amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giulio Borrelli, e che ha trovato tutti d'accordo. Anche la Regione Abruzzo (in aula c'erano il presidente Luciano D'Alfonso e l'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci) che ha  abbandonato l'atteggiamento di chiusura avuto finora e ha dato pieno sostegno all'iniziativa. “Nelle prossime ore – ha evidenziato  Paolucci – approveremo una delibera in cui sarà fermato il ridimensionamento dell'ospedale, con sospensione dei relativi provvedimenti attuativi, e che avvierà questa nuova fase, con cui si intende qualificare la struttura riclassificando il presidio come ospedale di area svantaggiata”. “Al più presto  - ha sottolineato D'Alfonso, incalzato anche dai vari sindaci presenti – sarà istituito un tavolo paritario tra enti locali (Regione Abruzzo, Comune di Atessa ed altri Comuni) per portare avanti questa istanza. Le decisioni, ricordiamolo, non sono di competenza esclusiva della Regione, ma anche di due ministeri: quello della Sanità, della Lorenzin, e del Mef, Economia e Finanze. Quindi dobbiamo dare vita ad un confronto e ad un dialogo, impegnativo, con dati che argomentino in maniera convincente. Lavoriamoci sodo, qui nessuno ci guadagna a dire no”.

 Una seduta intensa e a tratti infuocata, seguita da centinaia di cittadini e da numerosi sindaci del territorio, giunti anche da molti centri montani, e dal prefetto di Chieti, Antonio Corona. Al Consiglio hanno preso parte anche il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale (Asr), Alfonso Mascitelli e Mauro Febbo, presidente della Commissione vigilanza in Regione. “Non mi interessa, ora, - ha  spiegato il sindaco Borrelli -  riproporre le polemiche del passato. Di chi è la colpa se il “San Camillo” è in una condizione pietosa, di smantellamento, e di disarmo. Le responsabilità politiche sono di chi ha amministrato la Regione (centrodestra e centrosinistra) e di chi ha guidato la Asl, nei lustri passati e la guida adesso. Oggi, però, non è in discussione il passato, ma il futuro. Che cosa fare per salvare il salvabile? Per noi, come nuova amministrazione comunale di Atessa, insediata da quattro mesi, l’ospedale è stato il primo pensiero ed abbiamo inviato, nei primi giorni del mese di agosto, questa proposta, con una lettera-documento, ai ministri della Salute, dell'Economia e Finanza, al presidente della Regione Abruzzo, e all'assessore regionale alla Sanità. Una proposta né forte né debole, né velleitaria né rinunciataria, ma una proposta realistica e  non isolata, che tiene conto dei dati, dei numeri, della legislazione vigente in materia sanitaria, e compatibile con le esigenze della nostra gente e della nostra terra. Chiediamo in sostanza che il nostro ospedale non venga riconvertito in ospedale di comunità, per intenderci, luogo per curare gli anziani cronici, geriatrici, ma venga trasformato da ospedale generalista (come era una volta) in ospedale di area disagiata, in considerazione del fatto che Atessa è paese-cerniera tra una vitale zona industriale e un entroterra disagiato, anche di alta montagna, un territorio fatto di centri distanti più dei tempi, previsti per legge, dagli ospedali principali, tenuto conto anche delle condizioni delle strade, che rendono questi centri difficilmente raggiungibili, soprattutto d’inverno”.

 “Non voglio - ha aggiunto Borrelli -  fare l’elogio 'del piccolo è bello', ma ci sono casi,  patologie minori, che richiedono interventi ospedalieri (oltre che ambulatoriali) che debbono essere offerti sul territorio, anche per alleggerire il carico che grava sugli ospedali maggiori, oggi, spesso, in grande affanno. Siamo piccoli, qui nel Sangro-Aventino, ma tutti assieme siamo un TERRITORIO-CITTA’ o CITTA’-TERRITORIO, una città diffusa su una vasta area dall’Adriatico alle pendici della Majella, dal mare ai monti. Ed è in nome di questo territorio che noi ci battiamo per rivendicare i nostri diritti. Il diritto alla salute del cittadino di Castiglione Messer Marino, di Palena, di Montenerodomo, di Tornareccio, Pizzoferrato o Montazzoli deve essere garantito come al cittadino di Spoltore o Cepagatti. Andremo anche a Roma a discutere: abbiamo chiesto di essere ricevuti dai ministri della Salute e dell’Economia e Finanze, per confrontarci. Non c’è altro tempo da perdere”.

Drammatica la testimonianza del sindaco di Quadri, Silvio di Pietro: “Mio padre – ha raccontato – si è sentito male ed è morto mentre tentavamo di raggiungere l'ospedale più vicino. E' morto strada facendo. Vorrei che chi decide di tagliare venisse a vivere nelle nostre comunità, soprattutto in inverno, e capisse quanto è difficile salvare vite. Per questo l'ospedale di Atessa va salvaguardato”.

 Il bacino di utenza dell'ospedale di Atessa è di 49mila abitanti per 31 comuni.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa di Antonello di Campli Finore che ci fa notare come fra  le diverse opere in via di realizzazione nel capoluogo frentano, si incontrano anche quelli di rifacimento dei marciapiedi in C.so Bandiera. Secondo Finore, responsabile cittadino dell’associazione  Ali, il gruppo politico e culturale che lo ha visto candidato alle scorse amministrative, a ben guardare il lavori si noterebbe qualcosa che davvero non va.

“Mi è capitato di passare di notte, scrive Di Campli Finore,  in via Discesa della posta, mi sono fermato, ho notato che come tutti i cantieri lancianesi non è in sicurezza, o meglio non è garantita né safety né security, evidentemente è una prerogativa dei Coordinatori della Sicurezza in fase di esecuzione.

Contemporaneamente ho fatto delle rapide riflessioni circa l’esecuzione e la validità dell’opera.

Lanciano, aldilà di quello che vogliono farci credere e dell’obiettivo da voler raggiungere, non è una città a misura di bambini ed anziani, un po' per l’aspetto geomorfologico che ne limita la realizzazione della mobilità lenta e sostenibile, un po' per la presenza diffusa di barriere architettoniche.

Salirà o scenderà qualcuno questi gradini nuovi in costruzione? Ha senso rifare nuovi marciapiedi facendo rimanere invariate quote delle alzate? Non una rampa, non uno scivolo. Senza neanche a dirlo lo scarso passaggio e passeggio sfavorisce il commercio.

Ma a questo punto mi chiedo, visto che si desidera ardentemente una green city, una smart city, ma non era meglio eliminare la fila di parcheggi, allargare un po' il marciapiede, cercare di eliminare le barriere architettoniche, rendere la strada solo di passaggio alle auto, e magari in alcuni periodi ed orari del giorno farla diventare isola pedonale?

L’Amministrazione continua a non capire che la svolta, per rendere la cittadina smart, si trova nella diminuzione delle auto parcheggiate in centro.

Mi hanno dato sempre fastidio i lavori fatti tanto per fare, o si fanno con un senso logico o non si fanno, perché aldilà dell’aspetto puramente estetico, saranno marciapiedi più carini rispetto agli attuali,  comunque rimangono di scarsa utilità, almeno da un certo punto in poi lungo C.so Bandiera".

Seduta straordinaria del Consiglio comunale, lunedì prossimo, 6 novembre, dalle ore 18, ad Atessa.  Il Consiglio è stato convocato per fare il punto sul futuro dell'ospedale “San Camillo De Lellis”. Sarà l'occasione per discutere la proposta, avanzata dall'amministrazione guidata da Giulio Borrelli, di trasformare il "San Camillo" in ospedale per area disagiata, in considerazione dell'entroterra montano, distante dai centri maggiori e difficile da raggiungere.

Per l'occasione interverranno il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso; l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci; il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale (Asr), Alfonso Mascitelli, e il direttore sanitario aziendale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Vincenzo Orsatti. Alla riunione consiliare sono stati invitati, e parteciperanno, numerosi  sindaci del territorio.

 

 

Sono quattro gli appuntamenti del partito di Giorgia Meloni, che nelle prossime settimane tornerà nella nostra regione. Sabato prossimo si apre ufficialmente in Abruzzo la stagione assembleare di Fratelli d’Italia in vista del Congresso Nazionale. Per tre fine settimana in tutte le province abruzzesi si svolgeranno le Assemblee per l’elezione dei Grandi Elettori che parteciperanno al congresso nazionale in programma i prossimi 2 e 3 dicembre a Trieste.

 “Gli appuntamenti provinciali – dichiarano i due Coordinatori Regionali Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra - rappresentano una tappa importante che vedrà protagonisti tutti gli iscritti al partito, chiamati non solo ad eleggere i delegati al Congresso Nazionale, ma soprattutto a confrontarsi sul futuro del nostro partito e del nostro territorio. Siamo soddisfatti della crescita registrata in questi ultimi mesi da Fratelli d’Italia-An su tutto il territorio regionale; oggi possiamo contare su centinaia e centinaia di iscritti e numerosissimi amministratori frutto del un grande lavoro svolto dalla tutta la classe dirigente e che ha portato il partito di Giorgia Meloni ad essere in Abruzzo una forza politicamente e numericamente determinante per la vittoria del centrodestra”

Nelle prossime settimane a L’Aquila si svolgerà anche l’Assemblea Nazionale degli Enti Locali di Fratelli d’Italia che vedrà la partecipazione del Presidente Nazionale Giorgia Meloni, da sempre vicina alla nostra Regione e che ancora una volta vuole dimostrare come l’Abruzzo rappresenti un laboratorio politico a livello nazionale per il nostro partito.

Continua il Portavoce Provinciale Antonio Tavani: “Nella Provincia di Chieti il tesseramento spontaneo di Fratelli d’Italia è più che raddoppiato nell’ultimo anno, a riprova che il nostro lavoro sta producendo frutti anche se con grande fatica e senza mezzi finanziari. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a scrivere da ‘protagonisti alla pari degli alleati’ una nuova pagina di governo regionale e nazionale, per questo ci aspettiamo molto a partire proprio da questa prima fase pre-congressuale cittadina”.

Fratelli d’Italia c’è e vuole impegnarsi nel rilancio dell’Abruzzo dopo anni di malgoverno del centrosinistra. L’appuntamento è per sabato 4 novembre, alle ore 15:00 presso Hotel Iacone a Chieti Scalo.

 

Ormai non ci sono più dubbi, il Partito democratico vuole chiudere definitivamente l'ospedale di Atessa. Ad affermarlo in una nota stampa il circolo di Atessa di Forza Italia che si scaglia duramente contro le dichiarazioni  della settimana scorsa  del Direttore Generale della Asl Lanciano, Vasto, Chieti Pasquale Flacco.

"Nelle sue affermazione, si legge, attraverso un'intervista al quotidiano "il Centro" Flacco dichiara pubblicamente senza mezzi termini che: “ad Atessa resteranno Lungodegenza e Riabilitazione, ma si tratta di due reparti provvisori perché, nelle linee guida della Regione, l’Ospedale di Atessa è destinato a scomparire”. La notizia è arrivata ieri come un fulmine a ciel sereno. Noi sin dall'inizio non avevamo dubbi che le reali intenzioni della regione Abruzzo a guida PD/MCA, fossero quelle di portare alla definitiva chiusura il San Camillo De Lellis. Peccato che, invece, le dichiarazioni di non voler assolutamente chiudere il nosocomio Atessano ma solo riconvertirlo, più volte rilasciate dal Presidente D'Alfonso e dal suo fido Paolucci, e sostenute dal nostro Sindaco Borrelli e dal circolo cittadino del PD, siano state smentite dai fatti, ed adesso anche dal vertice supremo della ASL. La realtà dei fatti, purtroppo, è molto diversa da quella rappresentata dagli abili affabulatori del PD/MCA, i quali vorrebbero far finta di dimenticare, cancellando così con un colpo di spugna, le loro responsabilità per la: chiusura del blocco operatorio (consistente in due sale operatorie nuove di zecca ed in una sala di terapia intensiva di recente ristrutturazione con macchinari tecnologicamente all'avanguardia); chiusura  della U.O.C. di ortopedia; chiusura della U.O.C. di chirurgia;  chiusura della U.O.C. di medicina; accorpamento  dei reparti di riabilitazione e lungodegenza con relativa riduzione dei posti letto;  del laboratorio analisi (declassato a mero punto di prelievo); chiusura del pronto soccorso (declassato a Punto di Primo Intervento); una sola ambulanza del servizio118  per l'intero territorio.

A tutto questo, come se non bastasse, incalza il circolo FI di Atessa,  si aggiunge anche la dichiarazione rilasciata ieri del Direttore Generale della Asl sulla futura chiusura dei reparti di Lungodegenza e riabilitazione. Crediamo, dichiara Testa,  che ormai i nodi siano giunti al pettine, pertanto, rispediamo al mittente le palesi bugie di Paolucci, che interviene a mezzo stampa richiamando il vertice ASL per aver detto pubblicamente la verità sulle reali intenzioni del PD di voler chiudere il nosocomio atessano, tentando così di insabbiare dichiarazioni ufficiali e veritiere, che pesano politicamente come un macigno sulla maggioranza PD/MCA che guida la Regione Abruzzo ed ahimè, da poco più di quattro mesi, anche il Comune di Atessa. Questo a nostro avviso, è un atteggiamento irresponsabile e pertanto intollerabile, perché offende pesantemente l'onestà intellettuale della stragrande maggioranza dei cittadini in buona fede, che sicuramente non hanno l'anello al naso. I cittadini di Atessa sono stufi di essere presi in giro.  Noi, si conclude,  auspichiamo che possa cambiare al più presto la classe dirigente che guida questa regione, affinché si riaccenda uno spiraglio sulla sanità locale, vista la "macelleria sociale" attuata negli ultimi anni dai governi nazionali a guida Pd e da quelli regionali a guida Pd/MCA.

Partecipazione presidente regione D'Alfonso in consiglio comunale Lanciano vive momento di grande centralità politica in Abruzzo La giornata di lunedì è stata storica per l’istituzione Consiglio Comunale di Lanciano, di cui mi onoro di essere Presidente. È stata la prima volta che un Presidente della Regione Abruzzo partecipava ai lavori del Consiglio in sala consiliare, in seduta pubblica. La presenza di Luciano D’Alfonso nella massima assise comunale, accompagnato dall’Assessore alla Sanità Silvio Paolucci che più volte ha preso parte ai lavori di aula sulla Sanità, dimostra come Lanciano stia vivendo un momento di grande centralità politica a livello regionale, forte di rapporti istituzionali che sono diventati solidi nel tempo. È sicuramente preziosa l’interlocuzione e la profonda vicinanza della Regione Abruzzo sulle partite che Lanciano sta giocando sulle grandi questioni come Ospedale, Tribunale, Infrastrutture, Trasporti, finanziamenti a associazioni culturali ed in generale il potenziamento della rete viaria e ferroviaria della Val di Sangro a servizio merci, passeggeri e sviluppo turistico. Prima dell’avvio dei lavori in Consiglio con Il Presidente D’Alfonso abbiamo incontrato una delegazione della Honeywell, ricordando come il Consiglio Comunale di Lanciano sia stato tra i primi a schierarsi con i lavoratori e a cercare sponde istituzionali di livello nazionale, nel momento in cui il pericolo della delocalizzazione della produzione appariva ormai chiaro. Il forte e solido rapporto con l’Istituzione regionale, unito al ruolo che il Sindaco Mario Pupillo esercita come Presidente della Provincia di Chieti, porta Lanciano oggi ad essere uno snodo importante del confronto politico regionale, a merito anche del forte rapporto “competitivo” costruito dallo “spingitore” delle istanze del nostro territorio, come è stato definito Pino Valente nel ricordo del Presidente.

E dopo le polemiche del consigliere di opposizione Tonia Paolucci sulla mancata presenza del sindaco Pupillo alla tavola rotonda indetta, nella giornata di sabato mattina, dall’ordine dei commercialisti,  arriva la replica di altre due donne in consiglio comunale, Elisabetta Merlino, Consigliere Comunale Partito Democratico e Paola Zulli, Consigliere Comunale Progetto Lanciano che scrivono:

“Apprezziamo e plaudiamo all'iniziativa che l'Ordine dei Commercialisti e dei Contabili di Lanciano ha promosso ieri mattina con il convegno "La funzione pubblica e l'impatto economico e sociale del Tribunale nei territori di Lanciano e Vasto", che assegnava ai professionisti partecipanti crediti formativi. 

La nostra Amministrazione è da anni sulla questione, forte di uno studio puntuale scritto a più mani con gli addetti ai lavori sull'impatto negativo che la chiusura del Tribunale di Lanciano comporterebbe per la nostra Città e il comprensorio tutto. Uno studio che abbiamo portato e continueremo a portare su tutti i tavoli competenti, l'ultimo a Roma a settembre. Senza tralasciare la imminente attivazione, a novembre, di un tavolo di studio e consultazione a livello regionale. E' pacifico che in questi anni abbiamo saputo costruire le premesse necessarie con gli interlocutori istituzionali competenti per ottenere due proroghe della soppressione prevista. Il Vicesindaco di Lanciano Giacinto Verna e noi Consigliere di maggioranza delegate alla questione Tribunale, presenti ieri mattina al convegno, conosciamo molto bene le azioni politiche che il Sindaco Mario Pupillo e l'Amministrazione hanno messo in campo negli anni per contrastare la non oculata riforma della geografia giudiziaria.

La questione dei tribunali "minori" sarà una sfida che questo territorio dovrà vincere puntando forte sul prossimo Parlamento e quindi sul prossimo Governo, come ha avuto modo di sottolineare anche il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli.

A chi lamenta l'assenza fisica del Sindaco per altri impegni istituzionali per argomentare una polemica sterile e senza costrutto, ricordiamo che l'Amministrazione è stata presente per l'intera durata del convegno con la partecipazione attiva del Vicesindaco Giacinto Verna. Alla consigliera di minoranza Tonia Paolucci suggeriamo di badare più alla sostanza che alla forma. Quanto all'avanzamento del progetto di riqualificazione del Parco Villa delle Rose, sarà lo stesso Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, lunedì in Consiglio Comunale, a chiarire alcuni aspetti che sfuggono a questa parte della minoranza".

 

Si è svolto questa mattina  il congresso di circolo del Pd di Lanciano per l'elezione del segretario e del direttivo, del segretario provinciale e dei membri di Lanciano all'assemblea provinciale. Alla presenza di tanti iscritti, della compagine Pd al Consiglio Comunale, del gruppo Progetto Lanciano e altri gruppi della maggioranza, e' stata rieletta per acclamazione Rosetta Madonna e il direttivo del partito. Il PD di Lanciano ha sempre coltivato il valore dell'unita', dichiara la Madonna, attraverso una sintesi costruttiva tra  sensibilita'diverse dando un'immagine limpida e coesa di partito.

Continueremo a lavorare sulle tematiche locali e su un rapporto costruttivo con i nostri amministratori a cui chiediamo contezza non solo al momento dell'approvazione ma anche a quello delle scelte. Cercheremo di guardare anche i grandi temi, anche attraverso la costruzione di un campo largo di confronto, mettendo in gioco tre questioni: sicurezza ed accoglienza, precariato e lavoro, diseguaglianze sociali.

Vogliamo costruire un partito aperto alla partecipazione per recuperare il rapporto vero e reale con la gente. Affronteremo il discorso dei giovani dando loro spazi e opportunita' affinche' la rassegnazione possa trasformarsi in servizio per la comunita'. Chiedo a tutti gli iscritti, conclude,  di condividere questo pezzo di strada insieme.  Sono al servizio del partito e della citta'.

Cosa perderebbe, in termini pratici, il territorio se i nostri tribunali chiudessero? Era questo l’importante tema della tavola rotonda di questa mattina a Lanciano (leggi quì ).

Un appuntamento imperdibile  organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (ODCEC) di Lanciano, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Lanciano. Presenze illustri, fra tutte quella del sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, ma una assenza si è fatta pesante e a farlo notare in una nota stampa è il capogruppo di Libertà in azione Tonia Paolucci che in una nota stampa di, con parole chiare di come l’argomneto forse non interessa al primo cittadino e presidente della provincia di Chieti Mario Pupillo.

“Evidentemente la salvaguardia del nostro tribunale- scrive la Paolucci- non è un tema abbastanza importante per il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, che ancora una volta si è sottratto al confronto con il territorio e ha preferito partecipare a un convegno sull’acqua”.

 “Pupillo – spiega la Paolucci – continua a parlare di centralità del territorio per rilanciare il ruolo di Lanciano come città capoluogo, ma poi diserta un incontro con lo stesso territorio di cui dovrebbe essere riferimento. La sua presenza qui era importante per testimoniare la volontà del Comune di non arrendersi a quello che ormai è un dato di fatto (il tribunale è ancora operativo, infatti, solo grazie a una proroga che non ha modificato il suo destino). E non mi dica che delegare il vice sindaco Giacinto Verna è la stessa cosa, perché se così fosse, avrebbe potuto mandare lui a seguire il convegno sull’acqua e non viceversa”.

Oltre a un atto di scortesia istituzionale nei confronti degli altri sindaci del comprensorio e del sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, “che comunque – rimarca la capogruppo – ci ha messo la faccia, l’assenza di Pupillo è la dimostrazione che al nostro primo cittadino interessano solo le platee e la costituzione di fantomatici, quanto inutili, tavoli tecnici in cui si fanno solo chiacchiere vuote”.

Nel corso dell’iniziativa di questa mattina, a cui hanno invece partecipato tutti i sindaci della zona (e che si ripeterà nelle prossime settimane a Vasto), è emersa la necessità di accelerare la presentazione di una proposta concreta da sottoporre al Parlamento per la modifica della legge che ha riformato la geografia giudiziaria italiana, da inserire nel disegno di legge di Bilancio dello Stato.

“Mesi fa – aggiunge ancora la Paolucci – avevamo presentato, insieme al gruppo consiliare Progetto per Vasto, la costituzione di un tavolo di discussione per elaborare un documento congiunto, ma sia Pupillo, sia il suo omologo vastese, entrambi del PD, hanno ignorato questa iniziativa, per ovvie ragioni politiche legate alla loro appartenenza. Solo adesso sentiamo parlare di questo tavolo, ma ci auguriamo sia solo un’indiscrezione senza fondamento, perché sarebbe ridicolo cominciare una discussione alla fine della legislatura e alla vigilia di una campagna elettorale, in cui poi sventolare la bandiera della difesa dei tribunali che il partito di Pupillo ha affossato. Sembra quasi di rivedere la sceneggiata del Central Park a Villa delle Rose, presentato il giorno prima delle elezioni comunali e rimasto, come tutti sappiamo, solo un disegnino su un foglio di carta”.