Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

?Pasquale Colamartino, direttore? del Servizio trasfusionale territoriale della Asl Lanciano Vasto Chieti, è stato nominato dal Ministro della Salute componente del Comitato direttivo del Centro nazionale sangue. L'incarico ha durata di cinque anni.

Il provvedimento fa seguito alla designazione effettuata dalla Conferenza Stato-Regioni qualche mese fa, che aveva espresso i nominativi da inserire nel boarddel Centro indicandoli nei tre responsabili delle strutture di coordinamento interregionale, provenienti da Abruzzo, Liguria e Toscana.

Il Comitato ha compiti di indirizzo, coordinamento e promozione delle attività trasfusionali sul territorio nazionale ed è composto dal presidente dell'Istituto superiore di sanità, da un direttore nominato dal Ministro della salute, da tre responsabili delle strutture di coordinamento intraregionale e interregionale designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, con periodicità quinquennale, da una rappresentanza delle associazioni e federazioni di donatori volontari di sangue disciplinata con decreto del Ministro della Salute.

               

 

Sigla quest'anno la terza edizione il premio “Tilde Lametti”, istituito a Lanciano dall'allora presidente del CIF (Centro Italiano Femminile, movimento di ispirazione cattolica) Lucia Ianiro per ricordare la figura di Tilde Lametti, donna colta e impegnata che ha precorso i tempi. Il premio è destinato a figure che con il loro talento, la loro capacità, il loro lavoro nel campo sociale e umanitario, hanno contribuito e contribuiscono a rendere grande il Paese. La prima edizione ha visto sul palco della Sala convegni del Polo Museale, Filomena Pietrantonio, originaria di Lanciano e cofondatrice della sezione italiana di “medici senza frontiere”.

Lo scorso anno il prestigioso riconoscimento è andato alla sociologa Eide Spedicato, docente all'Università D'Annunzio, sono noti e apprezzati i suoi numerosi scritti sul mondo femminile. Quest'anno, invece, sarà un uomo a ricevere il premio Tilde Lametti, un uomo che ha grande cura e attenzione per le donne e ne ha salvate molte. S tratta del prof Ettore Cianchetti, direttore del dipartimento di Chirurgia generale ad indirizzo senologico dell'ospedale Bernabeo di Ortona, professore associato del dipartimento di Scienze mediche, orali e biotecnologiche di Chirurgia generale e Clinica Chirurgica dell'Università D'Annunzio. Ma al di là dei titoli che potrebbero continuare visto il curriculum del Prof Cianchetti, quello che conta e che il CIF di Lanciano, presieduto ora da Cesira Verì, vuole mettere in risalto, è l'impegno quotidiano che l'illustre chirurgo ha nella sua battaglia contro il tumore al seno, puntando prima di tutto sulla prevenzione. E parlerà proprio dell'importanza di effettuare screening ed esami con la sua relazione “La prevenzione del tumore alla mammella dalla genetica alla epigenetica”. Non solo dunque la consegna, seppur significativa, di un premio ma è anche l'occasione di ascoltare un intervento qualificato su un argomento che purtroppo ha riguardato e riguarda tante famiglie, tante donne. Sarà presente anche Patrizia Bonora, presidente dell'associazione Gaia che da anni si adopera per supportare le donne nel difficile percorso chemioterapico e chirurgico. Molti forse ricordano che fu proprio questo sodalizio a promuovere una raccolta di firme contro il ventilato declassamento del reparto di senologia di Ortona. E' prevista anche la rappresentanza di un'altra associazione, ISA, nata per volontà del prof. Cianchetti e di un gruppo di persone, con competenze diverse ma con un obiettivo comune, avvicinare le persone a un corretto stile di vita.

Il Premio “Tilde Lametti” si terrà venerdì prossimo 27 ottobre, con inizio alle 16.30, nel salone della Casa di Conversazione di Lanciano. Insieme alla Presidente Cesira Veri e al Prof Ettore Cianchetti, ci saranno la presidente regionale del CIF Franca Peluso Aloisi, l'assessore alla Sanità Silvio Paolucci, il Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo. Moderatrice dell'incontro la giornalista Rai Maria Rosaria La Morgia.

Sabato 21 Ottobre alle ore 9:00 presso il Polo Museale Santo Spirito di Lanciano si terrà il convegno “Il web a servizio dell’Uomo e non l’Uomo a servizio del web" promosso dalla Caritas Diocesana dell'Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, in collaborazione con l'Associazione Joomla! Abruzzo e con il patrocinio del Comune di Lanciano.

La Caritas Diocesana, nell’ambito del progetto socio-culturale “I Giorni dell’Otium”, inserendosi nel festival nazionale sull’alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese “DIGITALmeet” e pensando all'attuale contesto sociale in cui la digitalizzazione e il web predominano su ogni aspetto della vita quotidiana, lavorativa e privata, promuove questa giornata come un momento di riflessione sulle nuove tecnologie digitali per il lavoro e la comunicazione.

Interverranno Dott. Walter Nanni, Sociologo e responsabile dell'Ufficio Studi di Caritas Italiana; Alessandro Germano, Presidente dell'Associazione Joomla! Abruzzo e Internet e Social media consultant; Diacono Luigi Cuonzo, Direttore della Caritas Diocesana Arcidiocesi di Lanciano-Ortona.

La violenza sulle donne è una delle più estese violazioni dei diritti umani, secondo la Convenzione di Instabul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, dicembre 2013. E' un fenomeno trasversale ai vari Paesi e gruppi sociali e che assume proprie specificità a seconda del contesto sociale e culturale in cui si manifesta, che è dovere di ogni Comunità contrastare e prevenire. Per questa ragione l'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano ha avviato questo pomeriggio i lavori per l’istituzione della Rete Antiviolenza nella città di Lanciano. L’evento rientra in una serie di interventi, attivati dall’Amministrazione nel 2017, diretti a contrastare il fenomeno della violenza di genere e ad istituire una collaborazione fattiva tra le istituzioni che intercettano il fenomeno affinché vengano promosse e realizzate azioni più incisive nel contesto cittadino e territoriale.

Nel corso dell’annualità 2017 saranno realizzate, in collaborazione con il Centro Antiviolenza Dafne coordinato dalla dottoressa Felicia Zulli, le seguenti attività: sostegno alle vittime di violenza che si rivolgono al Centro Antiviolenza Dafne (sito a Lanciano in via dei Frentani 54, tel. 087240854) nel percorso di fuoriuscita dalla condizione di vittima; l’aggiornamento professionale delle operatrici che lavorano presso il Centro tramite un percorso formativo sul tema della violenza di genere; l’aggiornamento professionale degli operatori che lavorano nei servizi istituzionali (ASL, Forze dell'Ordine, Procura della Repubblica, terzo settore, servizi sociali e altre realtà ampiamente rappresentate oggi nella Sala di Conversazione di Lanciano), che intercettano il fenomeno della violenza di genere e che intendono collaborare all’istituzione della Rete Antiviolenza. L’istituzione della Rete Antiviolenza cittadina prevede una fase preparatoria durante la quale saranno concordate le modalità di collaborazione tra gli operatori che lavorano nei servizi che intercettano il fenomeno di violenza di genere e  la preparazione di una bozza di protocollo di Rete Antiviolenza.

 

“La violenza di genere purtroppo è un fenomeno in crescita anche sul nostro territorio e non possiamo sottrarci nel trovare strategie e strumenti per combatterla e prevenirla. L'istituzione della Rete Antiviolenza punta a diffondere una cultura di prevenzione e contrasto della violenza, a creare nuovi percorsi e modalità di risposte tempestive e sicure a questo grave problema che riguarda anche la nostra Comunità, a implementare un'etica della cura della persona che sappia valorizzare e rispettare le differenze”.

 

Sarà un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sui nuovi, possibili obiettivi per il futuro l’incontro dal titolo “Tumore al seno: prevenzione e screening in Abruzzo” che si svolgerà venerdì prossimo, 20 ottobre, dalle ore 9.00 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “d’Annunzio” di Chieti. A confrontarsi ci saranno gli specialisti impegnati nel programma dello Screening mammografico, il direttore generale della Asl della provincia di Chieti, Pasquale Flacco, l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, i rappresentanti delle istituzioni che si occupano di programmazione sociale e sanitaria regionale, le associazioni delle donne. Nel corso dei lavori sarà anche illustrato il modello di Breast Center, diretto da Ettore Cianchetti, adottato dall’Azienda sanitaria e che vede nell’ospedale di Ortona uno snodo importante.

L’iniziativa è di Europa Donna Italia, il movimento a tutela dei diritti delle donne riguardo a prevenzione e cura del tumore al seno, che ha chiamato a raccolta i diversi interlocutori

per concordare un piano di azione che assicuri servizi omogenei e di qualità a tutte le donne abruzzesi.

Nel mese della prevenzione del tumore al seno, le donne abruzzesi chiedono provvedimenti concreti da parte delle istituzioni per risolvere le carenze dello screening mammografico. L’Abruzzo è la quarta regione italiana, dopo Sicilia, Calabria e Campania, con il più basso numero di utenti che si sottopongono alla mammografia. Sono ancora troppe le donne che non vengono informate adeguatamente, non riescono a mettersi in contatto con il centro screening di riferimento, non ricevono l’invito per sottoporsi ai controlli.

Il tumore del seno costituisce la patologia tumorale femminile più frequente: in Europa è la seconda causa di morte per cancro, in Italia la prima per le donne tra i 35 e i 50 anni. In Italia ogni anno 50.000 donne si ammalano di tumore al seno e ne muoiono 12.000 («I numeri del cancro in Italia 2016», censimento Aiom e Registri Tumori).

Nella fascia di età tra 50 e 69 anni lo screening mammografico può ridurre la mortalità del 40% («Breast-Cancer Screening-Viewpoint of the IARC Working Group», N Engl J Med, June 11, 2015), l’equivalente di 4.800 vite salvate ogni anno.

La mammografia è in grado di intercettare la malattia a uno stadio iniziale, quando è ancora impalpabile. Se il tumore viene curato con le terapie adeguate nelle sue fasi iniziali, la possibilità di guarigione si avvicina al 98%, i trattamenti sono meno aggressivi e invalidanti, la donna riprende più velocemente la sua attività lavorativa, si riduce la spesa sanitaria.

In alcune regioni del Sud le percentuali di estensione e adesione allo screening mammografico permangono al di sotto di un livello accettabile, con gravi conseguenze per la salute delle donne. Per questo Europa Donna Italia, in collaborazione con le associazioni del territorio aderenti alla sua rete, ha avviato un progetto mirato a colmare le disparità esistenti nel nostro Paese in materia di screening mammografico, tramite convegni pubblici nelle regioni dove lo screening è carente per sollecitare l’impegno concreto delle Istituzioni, la sensibilizzazione della popolazione femminile e la partecipazione attiva del volontariato.

L’ospedale di Ortona ha aderito all’Open day menopausa, promossa da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute donna. Si tratta di un’iniziativa riservata agli ospedali “Bollini rosa”, quelli “vicini alle donne”, ai quali viene attribuito tale riconoscimento in virtù dei servizi offerti e dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili.

Venerdì prossimo, 20 ottobre, dalle ore 10 alle 13, la ginecologa Dora Di Ciano, presso la Sala conferenze del “Bernabeo”, terrà un incontro aperto alla popolazione sul tema “Sessualità nelle pazienti oncologiche in menopausa iatrogena”.

L’iniziativa si colloca nell’ambito delle attività promosse da Onda per il benessere in menopausa, una tappafisiologica nella vita della donna che rappresenta un momento particolarmente delicato per le profonde modificazioni fisiche e patologiche a essa correlate. Tali aspetti sono ancora più rilevanti se si pensa che oggi la donna in menopausa è più che attiva e vive appieno la sua sessualità.

Le reazioni e le modalità di risposta a questo grande cambiamento dipendono da numerosi fattori che possono influire in modo rilevante sulla qualità e sul benessere della donna. Fondamentale, pertanto, è il ruolo della prevenzione primaria e di una valutazione generale dello stato di salute per identificare situazioni di rischio e definire strategie efficaci di prevenzione e cura.
«Onda è da sempre impegnata nella promozione della salute e del benessere della donna. La menopausa merita un’attenzione speciale per la molteplicità dei cambiamenti fisici, psicologici e sociali che comporta in una donna - spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda -. L'(H)-Open Day è un'iniziativa già sperimentata per varie patologie, in cui gli ospedali del Network Bollini rosa che vi aderiscono aprono le porte alla popolazione mettendo gratuitamente a disposizione diverse tipologie di servizi. Quest’anno abbiamo deciso di realizzare per la prima volta anche una giornata dedicata alla menopausa con l’obiettivo di promuovere il benessere della donna in questa fase della sua vita».

 

L'evoluzione della tecnologia multimediale ha accompagnato l'evolversi delle società scientifiche e la creazione di momenti dedicati alla formazione-informazione strutturati "ad hoc" per avvicinare gli specialisti ambulatoriali a queste tematiche sempre più presenti e strutturate nel "modus operandi" di ciascuno di noi.

La Siut, Società Italiana Urologia Territoriale vuole proporre oggi pomeriggio a Lanciano presso l'Auditorium Diocleziano in Piazza del Plebiscito un Congresso Interregionale Abruzzo & Molise con inizio alle ore 08:00 con la partecipazione di illustri relatori di fama internazionale come il Prof. Michele Gallucci, Presidente AURO.it (Associazione Urologi Italiani), il Dr. Corrado Franzese Presidente Siut (Società Italiana Urologia Territoriale), il Dr. Giuseppe Di Giovacchino, Referente nazionale per l'Urologia Territoriale per Auro.it nonché Rappresentante macroregionale Abruzzo & Molise Siut, in cui il confronto scientifico su temi cardine dell'Urologia Territoriale cammini insieme all'evoluzione dei mezzi di comunicazione che stanno ponendo una sostanziale modifica nei sistemi sanitari di ciascuna regione. Il virtuoso ruolo di confronto ed integrazione costante dell'Urologo Territoriale con i Medici di Medicina Generale ed i Colleghi ospedalieri ed universitari, unitamente a percorsi condivisi in ambiti multidisciplinari trasversali sono i presupposti imprescindibili per il miglioramento dell'appropriatezza dell'uso delle risorse, l'ottimizzazione della qualità della pratica clinica e una buona gestione del percorso diagnostico-terapeutico del paziente. DAY SERVICE UROLOGIA TERRITORIALE: Un nuovo modello assistenziale ed organizzativo non più centrato sulla singola prestazione ma sul problema clinico per la presa in carico del paziente

Un nuovo modello, alternativo al ricovero ordinario e al Day Hospital, deve nella stessa maniera realizzare la presa in carico del paziente attraverso un insieme complesso di prestazioni, indispensabili per l'approfondimento diagnostico e la gestione assistenziale di tipo conservativo di patologie croniche che necessitano di un monitoraggio periodico e di patologie, non a carattere di cronicità ma complesse. Tali prestazioni, predisposte dallo Specialista sulla base documentata dell'EMB o dell'esperienza clinica, devono permettere al paziente di essere inquadrato in breve tempo (durata inferiore ad un mese), bypassando la prassi burocratica che si interpone tra la richiesta e l'effettuazione. Il tutto attraverso procedure che non richiedano una sorveglianza medica ed infermieristica superiore alle tre ore. Obiettivi sono la definizione diagnostica di nuove patologie, l'approfondimento a seguito di accesso al Pronto Soccorso, il follow-up dopo dimissione e il monitoraggio periodico di patologie croniche o ricorrenti. La Struttura è da decenni impegnata in una forte attività di comunicazione con il territorio protesa innanzitutto a far emergere il grande fenomeno del sommerso: incontinenza urinaria, disfunzione erettile, ecc... Tale modello fin dall'inizio è nato con l'intento di voler assicurare a livello territoriale un servizio che garantisse il livello più elevato possibile di complessità clinico-diagnostica a fronte di una facile accessibilità per l'utenza. Ospedale, Territorio e Medici di Medicina Generale non dovranno operare più in modo isolato: ogni singola struttura operativa dovrà essere il nodo di una Rete che affronta specifici problemi di salute, moltiplicando i punti di accesso per il cittadino nelle fasi di riconoscimento e di risoluzione dei problemi clinici. Questo nuovo modello assistenziale ed organizzativo, non più centrato sulla singola prestazione ma sul problema clinico, alternativo al ricovero ordinario e al Day Hospital, deve nella stessa maniera realizzare la presa in carico del paziente attraverso un insieme complesso di prestazioni, indispensabili per l'approfondimento diagnostico e la gestione assistenziale di tipo conservativo di patologie croniche che necessitano di un monitoraggio periodico e di patologie, non a carattere di cronicità, ma complesse. Tali prestazioni, predisposte dallo Specialista sulla base documentata dell'EBM o dell'esperienza clinica, devono permettere al paziente di essere inquadrato in breve tempo (durata inferiore ad un mese), bypassando la prassi burocratica che si interpone tra la richiesta e l'effettuazione. Obiettivi non meno ambiziosi sono la comunicazione dell'esigenza imprescindibile di una maggiore attenzione nei confronti dei fattori di rischio per le malattie uro-andrologiche e la diffusione di una maggiore consapevolezza individuale e di una cultura della prevenzione al maschile nella volontà di volerla adeguare a quella al femminile.

Conferenza stampa questa mattina a Lanciano, presso la sede dell'Unione Sindacale di Base, su quella che è stata definita senza mezzi termini la “sanità della vergogna". Un incontro per denunciare, ancora una volta, la  situazione della sanità in provincia di Chieti

Risulta evidente la necessità di istituire un concorso pubblico, ha dichiarato Luigi Iasci il responsabile Usb,  per Operatori Socio Sanitari  ed Ausiliari Ospedalieri, nel quale la priorità di assunzione va data ai lavoratori che hanno  queste qualifiche e che sono impiegati nelle cooperative ed aziende in appalto da anni.

Risulta tanto più evidente che la tanto proclamata esternalizzazione dei servizi ai privati da parte della ASL non abbia portato benefici né alle casse pubbliche né tanto meno alla  qualità del lavoro e quindi del servizio sanitario.  Sono centinaia di lavoratori della sanità, assunti però da privati ma che soffrono una strana e  paradossale condizione: sono impiegati negli ospedali pubblici, ma al contrario dei loro  colleghi strutturati ASL non hanno le stesse garanzie contrattuali, percepiscono salari  bassi e l'organizzazione del lavoro attuata dalle aziende e cooperative che hanno in  appalto i servizi esternalizzati è pessima.  Una condizione che  costringe tanti uomini e donne ad una situazione di costante insicurezza e precarietà, dato che: le turnazioni mensili del lavoro vengono comunicate all'ultimo  momento, viene negata la possibilità di avere un piano ferie organizzato con largo  anticipo, i carichi di lavoro risultano notevolmente esagerati, e la lista continua, è ancora  lunga e di certo non si ferma quì. Condizioni di pericolo costanti per i lavoratori: T. G. ci confida " per portare i carrelli del cibo in tutto l'ospedale una volta servivano 12 persone. Ora siamo in 3". Ed ancora una signora di Ortona denuncia come le stoviglie vengano lavate a mano, la stessa situazione anche a Gissi, per la mancanza di lavastoviglie.

I documenti ufficiali della Azienda Sanitaria Locale certificano che c'è carenza di organico   strutturato ASL per gli Operatori Socio Sanitari ed Ausiliari Ospedalieri. Risulterebbe logico   quindi istituire un concorso pubblico che riconosca a questi lavoratori la possibilità, dopo   anni di lavoro nell'ospedale, di diventare lavoratori stabili del pubblico impiego all'interno della  ASL 02, migliorando la qualità ed il controllo del lavoro e di conseguenza la qualità dei   servizi di cura, indispensabili per ogni cittadino.  Invece, con la delibera del 28 agosto 2017, appendiamo questa mattina,  la ASL 02 assume certamente a tempo   indeterminato 18 O.S.S., ma che hanno svolto il concorso pubblico presso la ASL di  Teramo. È assurdo, tuonano dal sindacato,  che si "importino" lavoratori di un'altra ASL, non aprendo un concorso   all'interno di ASL02. 

E poi, sempre secondo l’Usb,  lo sperpero di denaro pubblico perpetuato da ASL 02.

Con la delibera del 5 settembre 2017, continuano,  si dichiara aperta la procedura per una nuova gara  d'appalto per un unico operatore del servizio di somministrazione del lavoro a tempo  determinato: parliamo di 10 milioni di euro stanziati in 4 anni a chi si aggiudicherà  l'appalto, che permetteranno l'ingresso di lavoratori a tempo parziale proprio a coprire la  mancanza di oss, ausiliari, personale infermieristico e tecnico.  Invece con la deliberazione del 28 settembre 2017 la ASL 02 assegna ulteriori fondi, 1  milione e 300 mila euro, alle aziende che precedentemente si erano aggiudicate l'appalto  del servizio di mensa e consegna del vitto.

Dalla cifra con la quale queste aziende e cooperative private si sono aggiudicate l'appalto i   costi sono lievitati tantissimo, continuano,  fino a toccare la cifra di 32 milioni e 78 mila euro, solo 600   mila euro al di sotto della base d'asta con cui la ASL 02 aveva aperto l'appalto. 

Un fiume di denaro pubblico che arriva nelle casse dei privati, che sostanzialmente   pareggia quella che sarebbe stata la spesa pubblica in caso di servizi gestiti direttamente  dal pubblico. 

Tutto ciò avviene senza che la ASL risponda alle numerose sollecitazioni provenienti dal nostro sindacato concludono.

Negli ultimi sei o sette anni le statistiche indicano anche in Abruzzo un incremento del 25% del problema obesità, che ha causato l’aumento di tutte le patologie collegate in modo diretto e indiretto e, di conseguenza, anche una lievitazione dei costi per il Sistema sanitario. Sovrappeso e obesità favoriscono la comparsa di molte malattie come il diabete, l'ipertensione, l'arteriosclerosi, l'insufficienza respiratoria, la calcolosi e anche alcuni tipi di tumore. E' inoltre dimostrata l'importanza della distribuzione del tessuto adiposo: l'eccesso di grasso viscerale (rilevabile dalla misurazione della circonferenza vita) favorisce infatti le malattie cardiovascolari.

Per favorire la prevenzione e la cura di questa che l’Organizzazione mondiale della sanità ha indicato come una “malattia sociale”, il Centro obesità della Clinica medica dell’Ospedale di Chieti anche quest’anno aderisce all’Obesity Day, la Giornata nazionale per la lotta contro l’obesità.

Martedì prossimo, 10 ottobre, sarà allestita una postazione al V livello del “SS. Annunziata”, nella stanza 502. Dalle ore 8.00 alle 16.00 l’équipe guidata da Maria Teresa Guagnano sarà a disposizione dei cittadini che potranno sottoporsi a visita (misurazioni antropometriche), ottenere una diagnosi specifica riguardante normopeso, sovrappeso o obesità, e ricevere consigli nutrizionali. Per chi partecipa si potrà aprire un percorso preferenziale, evitando il passaggio al Centro unico di prenotazione.

Secondo i dati Istat la popolazione adulta italiana risulta così distribuita: 53% normopeso, 33.4% sovrappeso, 9% obeso e 3.6% sottopeso.

L'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), che promuove l’Obesity Day, ha avviato questo progetto di sensibilizzazione per «dare alle persone informazioni utili a un indirizzo terapeutico corretto di questa patologia - spiega Maria Teresa Guagnano -, ancora oggi spesso considerata e gestita come problema puramente estetico. Il progetto Obesity Day coinvolge i centri Adi (servizi di Dietetica e Nutrizione clinica, Servizi territoriali, Centri obesità) nel campo specifico della prevenzione e della cura dell'obesità e del sovrappeso. L’obiettivo è di sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi, spostare l'attenzione dal problema estetico al problema di salute, fare crescere la consapevolezza di poter disporre di centri che rappresentano validi punti di riferimento tecnico».

In occasione del 74° anniversario della gloriosa rivolta di Lanciano contro il nazifascismo, il Comune di Lanciano e l'Anpi Lanciano sezione Trentino La Barba propongono un ricco programma di manifestazioni in onore dei Martiri Lancianesi e della memoria dei fatti che valsero alla Città di Lanciano la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Ad aprire e chiudere gli eventi in programma sarà un testimone straordinario della Resistenza e dell'Antifascismo italiano, Adelmo Cervi, figlio di Aldo fucilato dai fascisti a Reggio Emilia nel 1943 con gli altri 6 fratelli. La mattina di martedì 3 ottobre e mercoledì 4 ottobre, nell'ambito del progetto dell'Anpi “Coltivare la Memoria Storica – Incontro con il testimone”, Cervi risponderà alle domande dei giovani studenti delle classi terze delle scuole medie cittadine. Venerdì 6 ottobre, alle 17.45 nella Casa di Conversazione, si terrà invece la presentazione del suo libro “Io che conosco il tuo cuore” (Edizioni Piemme), organizzata in collaborazione con Anpi e Auser Lanciano: è la storia del padre partigiano, combattente per la Libertà e la Democrazia, che venne ucciso dai fascisti il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia.

 

Martedì 3 ottobre, alle ore 17, si terrà la presentazione del libro romanzo “Il patriota giardiniere” (Editrice Carabba) di Umberto Nasuti, sempre nella Casa di Conversazione. Mercoledì 4 ottobre alle ore 17 nel Polo Museale Santo Spirito, convegno su “Nuove destre, nuovi populismi” a cura dell'Associazione L'Atritalia e Anpi Lanciano, con la collaborazione dell'ACP Regione Abruzzo.

Giovedì 5 ottobre alle 16.45,  raduno presso il Sacrario dei Martiri Ottobrini Lancianesi nel Cimitero di Lanciano: alle 17 Santa Messa nella Cappella del Sacrario celebrata dall'Arcivescovo della Diocesi Lanciano Ortona, Emidio Cipollone. Alle 18.30 ritrovo in Corso Trento e Trieste all’altezza della Lapide dedicata alle telefoniste dell’Agenzia S.T.I.M.O. e inizio del percorso della Memoria per alimentare la Pace, fiaccolata in ricordo dei tragici eventi del 5 e 6 ottobre 1943, a cura dell’ANPI e del Comune di Lanciano. L'itinerario sarà il seguente: dal luogo del raduno, il corteo si muoverà verso piazza Plebiscito, Corso Roma, Via Feramosca, Salita Arcivescovado, breve sosta in Largo dell’Appello e deposizione cuscino di fiori davanti al monumento a Trentino La Barba, Via Spaventa e conclusione fiaccolata in Piazza Martiri Lancianesi davanti il Monumento. Lungo il percorso ci saranno dei momenti dedicati alla lettura di alcune pagine tra le più belle dedicate alla Rivolta Lancianese.

Venerdì 6 ottobre dalle ore 9.30 in poi solenne celebrazione della memoria della Rivolta Lancianese degli Eroi Ottobrini, una delle pagine più nobili della Resistenza italiana. La cittadinanza è invitata a partecipare per rinnovare i valori della Libertà e della Democrazia, consapevoli che “chi dimentica è condannato a ripetere gli orrori”.