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Anche i ragazzi e le ragazze che vivono in Abruzzo possono riunirsi in squadre e partecipare a “Una Pila Alla Volta”. La campagna, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e promossa dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), è stata presentata questa mattina a Lanciano nel corso di una conferenza stampa. L’obiettivo è sensibilizzare i giovani sulla corretta gestione dei rifiuti delle pile esauste che non vanno gettate con i rifiuti indifferenziati ma separati e portati negli appositi punti di raccolta sul territorio. Nelle prime settimane di avvio del progetto, nella regione Abruzzo, sono già 15 i rappresentanti delle scuole iscritti al contest.

I numeri della raccolta differenziata di pile e accumulatori portatili in Abruzzo

In Abruzzo, nel 2016, sono stati raccolti e gestiti dal CDCNPA quasi 76mila kg di pile e accumulatori portatili. L’Abruzzo è la Regione che, in Italia, ha incrementato maggiormente la raccolta di questa speciale tipologia di rifiuti registrando un aumento rispetto al 2015 del 64,46%. I luoghi di raccolta serviti dai Consorzi iscritti al CDCNPA sono complessivamente 224, di cui 32 punti presso le isole ecologiche e 187 presso le attività commerciali (oltre a 5 centri di stoccaggio e aziende specializzate). Il risultato migliore si registra, poi, in Provincia di Chieti: sono stati avviati al recupero, infatti, oltre 14mila kg di pile e accumulatori portatili, ritirati presso i 62 luoghi di raccolta presenti sul territorio.

Per far crescere ancora questi numeri, i ragazzi e le ragazze nati negli anni compresi tra il 2003 e il 2006 potranno formare una squadra e insieme a un tutor maggiorenne andare sul sito www.unapilaallavolta.it e iscriversi al contest, una vera e propria gara a chi si impegna di più nel fare e comunicare la raccolta differenziata delle batterie. Le squadre saranno chiamate ad affrontare 5 sfide legate alla raccolta differenziata di pile e accumulatori portatili. Si passa da un quiz sul tema delle batterie a creare una scultura con le pile scariche abbandonate in casa, passando per la realizzazione di video e canzoni a tema. Potranno poi condividere i contenuti sui social network per spingere i propri amici a votare la propria testimonianza sulla piattaforma e ottenere così punti utili a scalare la classifica. In palio per le squadre più votate ci saranno voucher da spendere per l’acquisto di materiale scolastico o sportivo del valore compreso tra 1.000 e 2.500 euro, con un montepremi complessivo a livello nazionale di 55.000 euro. Inoltre i campioni di ogni area territoriale saranno chiamati nel mese di maggio a Como per partecipare all’evento finale.

“L’Abruzzo è la Regione d’Italia che ha registrato l’incremento maggiore in termini di quantitativi di pile e accumulatori gestiti nel 2016 con un +64% rispetto al 2015. La Provincia di Chieti, poi, - ha spiegato Luca Tepsich, Segretario Generale del CDCNPA – è particolarmente attiva, con oltre 14 mila kg di rifiuti gestiti e i dati del 2017, disponibili a oggi, confermano questa tendenza. Ma la Regione Abruzzo è in controtendenza rispetto alla media nazionale. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito a un leggero calo e la quantità di pile e accumulatori portatili avviati al riciclo non risulta ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi europei. Per questo abbiamo deciso di puntare sulle giovani generazioni per diffondere un messaggio semplice: le batterie non vanno gettate con la spazzatura indifferenziata ma nei contenitori loro dedicati. Abbiamo chiesto loro di mettersi in gioco e di farlo insieme perché la salvaguardia dell’ambiente è una sfida che si vince insieme raccogliendo Una Pila Alla Volta”.

“Un progetto così meritevole di attenzione e partecipazione non poteva che partire da Lanciano, la Capitale della difesa dell'Ambiente in Abruzzo – hanno sottolineato il Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo e l'Assessore all'Ambiente Davide Caporale - Trasmettere ai nostri concittadini più giovani il valore della tutela dell'ambiente e dell'attenzione alla gestione dei rifiuti è un obiettivo chiaro di questa Amministrazione che è stata e sarà sempre in prima fila sui temi legati alla difesa della Terra e del Mare. Ci apprestiamo a chiudere il primo anno a pieno regime di raccolta differenziata a quota 75%: questo progetto va in quella direzione e non possiamo che sostenerlo e promuoverlo. Invitiamo dunque tutti gli alunni delle scuole medie di Lanciano a partecipare al contest e a sensibilizzare sul tema le proprie famiglie”.

"Le nuove generazioni sono sempre più consapevoli del valore dell'economia circolare e disponibili a collaborare da protagonisti per il bene del Paese - ha dichiarato Filippo Bernocchi Presidente di Ancitel Energia e Ambiente. È per questo che campagne come “Una Pila Alla Volta” sono utili e significative per dare una spinta positiva sia dal punto di vista ambientale che economico. Siamo orgogliosi che il CDCNPA abbia scelto Ancitel Energia e Ambiente per la promozione di questo progetto nazionale presso gli Enti Locali. La raccolta differenziata è infatti il primo passo verso l'economia circolare ed è ancora più importante nel caso delle pile esauste, che sono molto dannose per l'ambiente se non conferite correttamente.”

 

42 alberelli alti due metri, con telaio in ferro verde, illuminati da 1200 luci a led, da ieri pomeriggio sono di fronte ad altrettante attività commerciali di corso Trento e Trieste per abbellire il nostro corso principale e regalare un’atmosfera natalizia e più accattivante al centro città. E’ “Natale - luce e vita”, il progetto ideato dal consorzio Le Vie del Commercio, in collaborazione con Ascom Abruzzo - Lanciano e la Casa Circondariale di Lanciano. Sono stati infatti proprio i detenuti a realizzare, in tempi record, gli alberelli per un progetto che fa dello spirito di pace, luce e speranza, tipico del Natale il suo punto di forza.

“Dalla scorsa estate - dice in conferenza stampa Fausto Memmo, presidente Ascom Abruzzo Lanciano e membro del cda delle Vie del Commercio - ci chiedevamo come fare per rendere più belle le nostre strade durante il periodo natalizio, senza dimenticare però un fine sociale”. Ed è nato proprio così il progetto “Natale - luce e vita”, accolto a braccia aperte dalla direzione della Casa Circondariale che, da sempre, è aperta alle collaborazioni con il territorio frentano.

“Siamo rimasti da subito entusiasti del progetto - affermano il capo commissario Gino Di Nella ed il responsabile dell’area educativa del carcere Filippo Rossi - perché questi momenti, per i detenuti, sono importanti per dar loro un’attività pratica da svolgere e per riaccendere quella luce che li conduca verso un reale cambiamento futuro”.

Il consorzio Le Vie del Commercio era tra i partecipanti del concorso per la realizzazione dell’albero ecosostenibile in piazza Plebiscito ma, una volta, conosciuto l’esito negativo, ha deciso di rimodulare il progetto e, nonostante il poco tempo a disposizione, portare avanti una nuova idea in cui la bellezza delle luci del Natale andasse a braccetto con il sociale.

“Da sempre il nostro consorzio - sottolinea Monica Bono - ha cercato di portare avanti iniziative che potessero regalare qualcosa di bello alla città e con ‘Natale - luce e vita’ abbiamo messo un ulteriore tassello nel nostro puzzle, a mio parere, il più bello”.

I commercianti che hanno deciso di aderire all’iniziativa, hanno acquistato l’alberello che, al termine delle festività, resterà ovviamente a loro. Il consorzio Le Vie del Commercio, insieme ai 42 alberelli, ha offerto alla città di Lanciano anche la filodiffusione di musiche natalizie in corso Trento e Trieste.

 

Sono circa 3.000 i migranti giunti in provincia di Chieti negli ultimi quattro anni, di cui 1.300 attualmente residenti nei 28 centri di accoglienza presenti sul territorio. Numeri importanti, che hanno generato anche una domanda assistenziale significativa, sia in termini di prevenzione sia di cura, a cui l’Azienda sanitaria locale Lanciano Vasto Chieti ha fatto fronte con l’istituzione, quasi pionieristica, di una task force dedicata, indicando in Emidio Rosati il referente aziendale per la gestione dei flussi migratori.

L’idea era nata in realtà già nel 2014 e si è rivelata nel tempo più che efficace, a fronte di un fenomeno che ha assunto le dimensioni ormai note, e che ha determinato la necessità, da parte delle Asl, di organizzare servizi adeguati a tutela della salute dei migranti e dei nostri concittadini. Pochi numeri bastano a descrivere una realtà che in provincia di Chieti nel giro di qualche anno è letteralmente esplosa in quanto a presenze: dalle due strutture di accoglienza esistenti tre anni fa, oggi se ne contano 28, dove trovano rifugio i 1.300 richiedenti asilo di oggi, a fronte dei 120 del 2014.

«Ci siamo organizzati per dare la necessaria assistenza agli stranieri temporaneamente presenti - chiarisce Rosati, medico con alle spalle diverse esperienze in Africa, conoscenza delle lingue e coinvolgimento diretto in due missioni Mare Nostrum ,- vale a dire quanti, non essendo in regola con il permesso di soggiorno, non sono a carico del Servizio sanitario regionale, ma hanno diritto a cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, per malattia e infortunio, e a programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva».

Sono dunque garantiti  la tutela della gravidanza e della maternità, le vaccinazioni, gli interventi di profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai, cura e riabilitazione in materia di tossicodipendenza.

Contestualmente viene effettuato il Test di Mantoux per la prevenzione della Tubercolosi, cui segue, in caso di positività (attestata attorno al 30% degli esaminati), un’indagine radiologica che, se risulta negativa, è indice di  malattia latente che solo nel 5% dei casi potrebbe divenire attiva. In caso di positività, invece, il paziente viene ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale competente per territorio, per le cure del caso. E’ comunque previsto che in caso di malattia latente si effettui un ciclo terapeutico specifico.

Oltre queste procedure messe in campo, l’Azienda sta valutando la possibilità di eseguire sui migranti anche una serie di test finalizzati alla ricerca di infezioni da HIV, epatiti, malattie sessualmente trasmesse e altro, al fine di una più efficace tutela della salute pubblica.

 

Dopo 16 anni, per la prima volta da quando questa figura è stata istituita nel 2001, ASL 02 Lanciano – Vasto – Chieti avvierà la procedura concorsuale dal prossimo gennaio per Operatori Socio Sanitari.

Una notizia tanto attesa, dichiara il sindacato di basa che da anni è al fianco dei lavoratori del settore sanità, che rimette finalmente in moto nella nostra provincia la macchina del pubblico impiego nel settore sanitario, bloccata fin ora come in tutto il Paese del resto.

Resta però, ad oggi, un forte dubbio sul concorso riguardante gli O.S.S. già impiegati dalle aziende e cooperative che hanno in appalto i servizi sanitari nei nostri presidi medici e ospedalieri: questi lavoratori svolgono tale servizio da oltre dieci anni in moltissimi casi, ma in sede di concorso non verrà riconosciuta loro alcuna anzianità di servizio, se la situazione resterà tale, si chiedono. In questo modo nei loro confronti perdurerà una forte ingiustizia poiché essi rappresentano una risorsa interna, già presenti nell'ambiente lavorativo, formati e con molta esperienza maturata negli anni. Allora perché non dare loro la possibilità di una stabilizzazione riconoscendo loro gli anni di servizio? Abbiamo incontrato, continuano dal sindacato,  l'assessore regionale per la sanità Silvio Paolucci, il quale ha affermato di comprendere appieno la problematica impegnandosi a cercare delle soluzioni con il ministero della sanità per questo problema nel prossimo concorso pubblico. In questo senso si sta mobilitando anche la regione Lazio che con la legge 4 del 2017 riconosce l'anzianità di servizio per il personale esternalizzato impiegato nell'assistenza diretta o indiretta dei pazienti nelle aziende e negli enti del servizio sanitario regionale.

 L'Abruzzo non sarà quindi la sola a cercare una soluzione per un problema, quello della privatizzazione del servizio pubblico sanitario, che rende precario il personale degli ospedali e di conseguenza abbassa la qualità servizio per i pazienti. Da mesi ormai stiamo chiedendo una soluzione concreta e definitiva per questi lavoratori attraverso iniziative pubbliche, incontri e assemblee, facendo venire a galla il problema che riguarda non solo le sorti di O.S.S. e Ausiliari, ma le sorti della sanità pubblica in generale che nella provincia di Chieti riguarda le sorti di 400000 abitanti.

?Pasquale Colamartino, direttore? del Servizio trasfusionale territoriale della Asl Lanciano Vasto Chieti, è stato nominato dal Ministro della Salute componente del Comitato direttivo del Centro nazionale sangue. L'incarico ha durata di cinque anni.

Il provvedimento fa seguito alla designazione effettuata dalla Conferenza Stato-Regioni qualche mese fa, che aveva espresso i nominativi da inserire nel boarddel Centro indicandoli nei tre responsabili delle strutture di coordinamento interregionale, provenienti da Abruzzo, Liguria e Toscana.

Il Comitato ha compiti di indirizzo, coordinamento e promozione delle attività trasfusionali sul territorio nazionale ed è composto dal presidente dell'Istituto superiore di sanità, da un direttore nominato dal Ministro della salute, da tre responsabili delle strutture di coordinamento intraregionale e interregionale designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, con periodicità quinquennale, da una rappresentanza delle associazioni e federazioni di donatori volontari di sangue disciplinata con decreto del Ministro della Salute.

               

 

Sigla quest'anno la terza edizione il premio “Tilde Lametti”, istituito a Lanciano dall'allora presidente del CIF (Centro Italiano Femminile, movimento di ispirazione cattolica) Lucia Ianiro per ricordare la figura di Tilde Lametti, donna colta e impegnata che ha precorso i tempi. Il premio è destinato a figure che con il loro talento, la loro capacità, il loro lavoro nel campo sociale e umanitario, hanno contribuito e contribuiscono a rendere grande il Paese. La prima edizione ha visto sul palco della Sala convegni del Polo Museale, Filomena Pietrantonio, originaria di Lanciano e cofondatrice della sezione italiana di “medici senza frontiere”.

Lo scorso anno il prestigioso riconoscimento è andato alla sociologa Eide Spedicato, docente all'Università D'Annunzio, sono noti e apprezzati i suoi numerosi scritti sul mondo femminile. Quest'anno, invece, sarà un uomo a ricevere il premio Tilde Lametti, un uomo che ha grande cura e attenzione per le donne e ne ha salvate molte. S tratta del prof Ettore Cianchetti, direttore del dipartimento di Chirurgia generale ad indirizzo senologico dell'ospedale Bernabeo di Ortona, professore associato del dipartimento di Scienze mediche, orali e biotecnologiche di Chirurgia generale e Clinica Chirurgica dell'Università D'Annunzio. Ma al di là dei titoli che potrebbero continuare visto il curriculum del Prof Cianchetti, quello che conta e che il CIF di Lanciano, presieduto ora da Cesira Verì, vuole mettere in risalto, è l'impegno quotidiano che l'illustre chirurgo ha nella sua battaglia contro il tumore al seno, puntando prima di tutto sulla prevenzione. E parlerà proprio dell'importanza di effettuare screening ed esami con la sua relazione “La prevenzione del tumore alla mammella dalla genetica alla epigenetica”. Non solo dunque la consegna, seppur significativa, di un premio ma è anche l'occasione di ascoltare un intervento qualificato su un argomento che purtroppo ha riguardato e riguarda tante famiglie, tante donne. Sarà presente anche Patrizia Bonora, presidente dell'associazione Gaia che da anni si adopera per supportare le donne nel difficile percorso chemioterapico e chirurgico. Molti forse ricordano che fu proprio questo sodalizio a promuovere una raccolta di firme contro il ventilato declassamento del reparto di senologia di Ortona. E' prevista anche la rappresentanza di un'altra associazione, ISA, nata per volontà del prof. Cianchetti e di un gruppo di persone, con competenze diverse ma con un obiettivo comune, avvicinare le persone a un corretto stile di vita.

Il Premio “Tilde Lametti” si terrà venerdì prossimo 27 ottobre, con inizio alle 16.30, nel salone della Casa di Conversazione di Lanciano. Insieme alla Presidente Cesira Veri e al Prof Ettore Cianchetti, ci saranno la presidente regionale del CIF Franca Peluso Aloisi, l'assessore alla Sanità Silvio Paolucci, il Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo. Moderatrice dell'incontro la giornalista Rai Maria Rosaria La Morgia.

Sabato 21 Ottobre alle ore 9:00 presso il Polo Museale Santo Spirito di Lanciano si terrà il convegno “Il web a servizio dell’Uomo e non l’Uomo a servizio del web" promosso dalla Caritas Diocesana dell'Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, in collaborazione con l'Associazione Joomla! Abruzzo e con il patrocinio del Comune di Lanciano.

La Caritas Diocesana, nell’ambito del progetto socio-culturale “I Giorni dell’Otium”, inserendosi nel festival nazionale sull’alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese “DIGITALmeet” e pensando all'attuale contesto sociale in cui la digitalizzazione e il web predominano su ogni aspetto della vita quotidiana, lavorativa e privata, promuove questa giornata come un momento di riflessione sulle nuove tecnologie digitali per il lavoro e la comunicazione.

Interverranno Dott. Walter Nanni, Sociologo e responsabile dell'Ufficio Studi di Caritas Italiana; Alessandro Germano, Presidente dell'Associazione Joomla! Abruzzo e Internet e Social media consultant; Diacono Luigi Cuonzo, Direttore della Caritas Diocesana Arcidiocesi di Lanciano-Ortona.

La violenza sulle donne è una delle più estese violazioni dei diritti umani, secondo la Convenzione di Instabul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, dicembre 2013. E' un fenomeno trasversale ai vari Paesi e gruppi sociali e che assume proprie specificità a seconda del contesto sociale e culturale in cui si manifesta, che è dovere di ogni Comunità contrastare e prevenire. Per questa ragione l'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano ha avviato questo pomeriggio i lavori per l’istituzione della Rete Antiviolenza nella città di Lanciano. L’evento rientra in una serie di interventi, attivati dall’Amministrazione nel 2017, diretti a contrastare il fenomeno della violenza di genere e ad istituire una collaborazione fattiva tra le istituzioni che intercettano il fenomeno affinché vengano promosse e realizzate azioni più incisive nel contesto cittadino e territoriale.

Nel corso dell’annualità 2017 saranno realizzate, in collaborazione con il Centro Antiviolenza Dafne coordinato dalla dottoressa Felicia Zulli, le seguenti attività: sostegno alle vittime di violenza che si rivolgono al Centro Antiviolenza Dafne (sito a Lanciano in via dei Frentani 54, tel. 087240854) nel percorso di fuoriuscita dalla condizione di vittima; l’aggiornamento professionale delle operatrici che lavorano presso il Centro tramite un percorso formativo sul tema della violenza di genere; l’aggiornamento professionale degli operatori che lavorano nei servizi istituzionali (ASL, Forze dell'Ordine, Procura della Repubblica, terzo settore, servizi sociali e altre realtà ampiamente rappresentate oggi nella Sala di Conversazione di Lanciano), che intercettano il fenomeno della violenza di genere e che intendono collaborare all’istituzione della Rete Antiviolenza. L’istituzione della Rete Antiviolenza cittadina prevede una fase preparatoria durante la quale saranno concordate le modalità di collaborazione tra gli operatori che lavorano nei servizi che intercettano il fenomeno di violenza di genere e  la preparazione di una bozza di protocollo di Rete Antiviolenza.

 

“La violenza di genere purtroppo è un fenomeno in crescita anche sul nostro territorio e non possiamo sottrarci nel trovare strategie e strumenti per combatterla e prevenirla. L'istituzione della Rete Antiviolenza punta a diffondere una cultura di prevenzione e contrasto della violenza, a creare nuovi percorsi e modalità di risposte tempestive e sicure a questo grave problema che riguarda anche la nostra Comunità, a implementare un'etica della cura della persona che sappia valorizzare e rispettare le differenze”.

 

Sarà un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sui nuovi, possibili obiettivi per il futuro l’incontro dal titolo “Tumore al seno: prevenzione e screening in Abruzzo” che si svolgerà venerdì prossimo, 20 ottobre, dalle ore 9.00 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “d’Annunzio” di Chieti. A confrontarsi ci saranno gli specialisti impegnati nel programma dello Screening mammografico, il direttore generale della Asl della provincia di Chieti, Pasquale Flacco, l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, i rappresentanti delle istituzioni che si occupano di programmazione sociale e sanitaria regionale, le associazioni delle donne. Nel corso dei lavori sarà anche illustrato il modello di Breast Center, diretto da Ettore Cianchetti, adottato dall’Azienda sanitaria e che vede nell’ospedale di Ortona uno snodo importante.

L’iniziativa è di Europa Donna Italia, il movimento a tutela dei diritti delle donne riguardo a prevenzione e cura del tumore al seno, che ha chiamato a raccolta i diversi interlocutori

per concordare un piano di azione che assicuri servizi omogenei e di qualità a tutte le donne abruzzesi.

Nel mese della prevenzione del tumore al seno, le donne abruzzesi chiedono provvedimenti concreti da parte delle istituzioni per risolvere le carenze dello screening mammografico. L’Abruzzo è la quarta regione italiana, dopo Sicilia, Calabria e Campania, con il più basso numero di utenti che si sottopongono alla mammografia. Sono ancora troppe le donne che non vengono informate adeguatamente, non riescono a mettersi in contatto con il centro screening di riferimento, non ricevono l’invito per sottoporsi ai controlli.

Il tumore del seno costituisce la patologia tumorale femminile più frequente: in Europa è la seconda causa di morte per cancro, in Italia la prima per le donne tra i 35 e i 50 anni. In Italia ogni anno 50.000 donne si ammalano di tumore al seno e ne muoiono 12.000 («I numeri del cancro in Italia 2016», censimento Aiom e Registri Tumori).

Nella fascia di età tra 50 e 69 anni lo screening mammografico può ridurre la mortalità del 40% («Breast-Cancer Screening-Viewpoint of the IARC Working Group», N Engl J Med, June 11, 2015), l’equivalente di 4.800 vite salvate ogni anno.

La mammografia è in grado di intercettare la malattia a uno stadio iniziale, quando è ancora impalpabile. Se il tumore viene curato con le terapie adeguate nelle sue fasi iniziali, la possibilità di guarigione si avvicina al 98%, i trattamenti sono meno aggressivi e invalidanti, la donna riprende più velocemente la sua attività lavorativa, si riduce la spesa sanitaria.

In alcune regioni del Sud le percentuali di estensione e adesione allo screening mammografico permangono al di sotto di un livello accettabile, con gravi conseguenze per la salute delle donne. Per questo Europa Donna Italia, in collaborazione con le associazioni del territorio aderenti alla sua rete, ha avviato un progetto mirato a colmare le disparità esistenti nel nostro Paese in materia di screening mammografico, tramite convegni pubblici nelle regioni dove lo screening è carente per sollecitare l’impegno concreto delle Istituzioni, la sensibilizzazione della popolazione femminile e la partecipazione attiva del volontariato.

L’ospedale di Ortona ha aderito all’Open day menopausa, promossa da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute donna. Si tratta di un’iniziativa riservata agli ospedali “Bollini rosa”, quelli “vicini alle donne”, ai quali viene attribuito tale riconoscimento in virtù dei servizi offerti e dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili.

Venerdì prossimo, 20 ottobre, dalle ore 10 alle 13, la ginecologa Dora Di Ciano, presso la Sala conferenze del “Bernabeo”, terrà un incontro aperto alla popolazione sul tema “Sessualità nelle pazienti oncologiche in menopausa iatrogena”.

L’iniziativa si colloca nell’ambito delle attività promosse da Onda per il benessere in menopausa, una tappafisiologica nella vita della donna che rappresenta un momento particolarmente delicato per le profonde modificazioni fisiche e patologiche a essa correlate. Tali aspetti sono ancora più rilevanti se si pensa che oggi la donna in menopausa è più che attiva e vive appieno la sua sessualità.

Le reazioni e le modalità di risposta a questo grande cambiamento dipendono da numerosi fattori che possono influire in modo rilevante sulla qualità e sul benessere della donna. Fondamentale, pertanto, è il ruolo della prevenzione primaria e di una valutazione generale dello stato di salute per identificare situazioni di rischio e definire strategie efficaci di prevenzione e cura.
«Onda è da sempre impegnata nella promozione della salute e del benessere della donna. La menopausa merita un’attenzione speciale per la molteplicità dei cambiamenti fisici, psicologici e sociali che comporta in una donna - spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda -. L'(H)-Open Day è un'iniziativa già sperimentata per varie patologie, in cui gli ospedali del Network Bollini rosa che vi aderiscono aprono le porte alla popolazione mettendo gratuitamente a disposizione diverse tipologie di servizi. Quest’anno abbiamo deciso di realizzare per la prima volta anche una giornata dedicata alla menopausa con l’obiettivo di promuovere il benessere della donna in questa fase della sua vita».

 

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