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LANCIANO. Tanta commozione e tanto orgoglio per quanto fatto finora e altrettanta motivazione per quanto ancora ci sarà da fare.

E’ stato consegnato questa mattina, all’ospedale ‘Floraspe Renzetti’ di Lanciano, il lettino pediatrico che la Onlus ‘Lorenzofacciungoal’, nata in ricordo del giovane calciatore Lorenzo Costantini, scomparso a 20 anni a causa di una rara forma di leucemia. Il lettino è stato acquistato grazie ad una parte dei fondi raccolti per il quarto memorial di calcio a 5 che gli amici hanno dedicato a Lorenzo e svoltosi a Lanciano nei mesi di giugno e luglio. Al memorial hanno partecipato 18 squadre.

“Abbiamo voluto questa piccola cerimonia - ha tenuto a specificare Anna D’Ovidio, madre di Lorenzo - per dare testimonianza concreta del nostro impegno e di come utilizziamo le somme raccolte. Lo ritengo un preciso dovere verso quanti ci sostengono con il loro contributo economico. I fondi raccolti la scorsa estate, oltre che per il lettino, li abbiamo destinati anche alla Casa di Lorenzo, struttura che oggi offre assistenza a 20 malati oncologici”.Intervista a Maura Palazzini

Alla consegna hanno partecipato Anna D’Ovidio, mamma di Lorenzo, Maura Palazzini, coordinatrice della Onlus ed un gruppo di amici di Lorenzo. Oltre a loro c’erano anche Piero Pelliccia, neo direttore dell’unità operativa, Pasquale Flacco e Giulietta Capocasa, rispettivamente direttore generale e amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti.  Hanno presenziato anche l’assessore regionale alla programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, Dora Bendotti, assessore alle Politiche sociali e Leo Marongiu, presidente del Consiglio. A margine della conferenza, infine, i vertici della Asl Lanciano Vasto Chieti hanno ricordato che il reparto, a breve, sarà oggetto di una profonda ristrutturazione. (Piergiorgio Di Rocco)

 

LANCIANO. Un investimento in risorse umane ed organizzative per rilanciare il reparto Odontoiatria dell’ospedale ‘Floraspe Renzetti’ di Lanciano. Maggior spazio, dunque, alla chirurgia destinata ai disabili e a soggetti in condizioni di gravità per patologie sistemiche o croniche, che devono sottoporsi a trattamenti in anestesia generale e in regime di day surgery.Attività, quest’ultima, che in passato rientrava nell’offerta dell’unità operativa, ma che oggi assume una maggiore importanza in virtù di una diversa organizzazione e di alte professionalità a disposizione. Durante la conferenza stampa, infatti, è stata presentata la nuova équipe. Oltre a Leonardo Castrignanò, responsabile dell’unità operativa, si sono aggiunti altri due medici: Daniele Tartaro, proveniente dal “SS. Annunziata” di Chieti e Gianni Di Girolamo, approdato a Lanciano dopo una lunga esperienza maturata proprio nel trattamento della disabilità in altri ospedali.

Una corsia privilegiata è stata destinata ai soggetti in condizioni di disabilità, intesa come ridotta capacità di autonomia e interazione con l'ambiente sociale, il cui trattamento diventa sensibilmente più complesso in caso di cure odontoiatriche. Proprio per questa difficoltà, spesso lo studio dentistico viene interpellato solo in situazioni di urgenza per dolore, gonfiore e traumi. I pazienti “speciali”, quindi, specie se non collaboranti, finiscono col restare fuori da percorsi di prevenzione, incorrendo poi in problemi che richiedono trattamenti lunghi e invasivi, resi ancora più impegnativi dalla scarsa malleabilità psico comportamentale. Attualmente l’Odontoiatria di Lanciano è l’unica in tutto il territorio regionale che offre prestazioni ai disabili in anestesia generale, ponendosi così come punto di riferimento assoluto che pone fine alle migrazioni fuori regione.

“La disabilità rappresenta un forte limite per la salute orale - ha spiegato Leonardo Castrignanò, responsabile dell’unità operativa -: diversi studi mostrano come le persone con disabilità intellettive abbiano più di altre problemi dentali e parodontali fin dall’adolescenza, con elevato rischio di edentulia precoce. Il trattamento di questi pazienti mira alla loro completa presa in carico, attraverso visite preventive e controlli periodici, oltre alla risoluzione di problemi acuti con sedazione, o anestesia generale, e successiva osservazione breve. E’ fondamentale che tutto questo avvenga in una struttura adeguata, dotata di professionalità qualificate e attrezzature necessarie al monitoraggio costante dei parametri vitali per prevenire le complicanze, operando in breve tempo e possibilmente concentrando tutte le prestazioni in un unico intervento”. “Ho toccato con mano quanto forte sia la domanda di assistenza odontoiatrica per questi pazienti - ha detto Silvio Paolucci, assessore regionale al Bilancio e alla programmazione sanitaria - e da Lanciano arriva una risposta che ci permette di offrire prestazioni di qualità e in sicurezza. La sanità pubblica ha il dovere di colmare vuoti assistenziali, specie quando a pagarne le conseguenze sono categorie svantaggiate”.

Alla presentazione hanno preso parte il responsabile dell’unità operativa di Odontoiatria, Leonardo Castrignanò, il direttore di Anestesia e rianimazione, Daniela Albanese, il direttore generale, Pasquale Flacco, e il direttore amministrativo Asl, Giulietta Capocasa, il sindaco, Mario Pupillo, e il presidente del Consiglio comunale di Lanciano, Leo Marongiu, l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci.(P.D.R.)

 

 

 

 

Poco più di un anno fa, durante le feste di settembre di Lanciano, un ragazzo di 20 anni subiva un’aggressione squadrista e immotivata da parte di cinque militanti di un’organizzazione di estrema destra, che gli procurarono un trauma cranico con una prognosi di 10 giorni, oltre svariate lesioni ed ecchimosi al volto.


Noi di Zona Ventidue e Laboratorio Sociale Largo Tappia, si legge nel comunicato stampa,  ci eravamo subito proposti di affiancare il ragazzo, curandoci di portare l’accaduto all'attenzione dell’opinione pubblica e delle testate giornalistiche e offrendo tutta l’assistenza legale a lui necessaria, anche memori di altri e simili casi di aggressione a danno di altri cittadini, che purtroppo non hanno avuto le forze o gli strumenti per affrontare le violenze subite.

La notizia ha così circolato per giorni sui principali social network, sulla stampa locale e su quella nazionale. L’organizzazione neo-fascista, continuano i giovani di Zona 22 e Largo Tappia,  ha sempre e da subito negato totalmente l’accaduto denunciato, parlando pubblicamente di “antifascisti che ricominciano a farneticare” e di “attacchi meschini e infamanti” nei loro confronti.

Ma gli elementi di prova raccolti dalla Procura hanno ricostruito l'accaduto, aderendo perfettamente al racconto della persona offesa, aggiungendo anzi ulteriori elementi. Per questo motivo, a distanza di un anno da quella denuncia, gli aggressori hanno risarcito l’aggredito per i danni a lui causati.

Nella nota stampa si annuncia anche che di comune accordo con la vittima dell'aggressione squadrista, si è  deciso di donare parte del risarcimento alla ONG Mediterranea Saving Humans, impegnata in attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione dei migranti che attraversano il Mediterraneo, concorrendo attivamente al salvataggio di vite umane in mare.

Il progetto sarà presentato il prossimo 9 novembre  alla presenza degli attivisti della ONG

PESCARA. 7.600 nuovi casi di tumore si sono registrati, nel corso del 2017, in Abruzzo anche se l'incidenza non è in aumento rispetto agli anni passati. Secondo i dati pubblicati dall’Ansa ed illustrati nel corso della presentazione della Carta dei servizi di oncologia medica, sono 58 mila le persone che, in tutta la regione, vivono con il cancro; del totale, sono 1.391 i nuovi pazienti in cura all'ospedale di Pescara e, secondo le stime, dovrebbero essere 1.600 nel 2018.

La Carta dei Servizi rappresenta non solo un valido ausilio informativo per i pazienti oncologici e familiari, ma anche un vero e proprio documento d'intenti attraverso cui l'Uoc dichiara i propri impegni in termini di raggiungimento, mantenimento e promozione degli standard di qualità. I pazienti totali nella Uoc sono stati 2.728 nel 2016, 2.820 nel 2017 e 1.962 al 30 giugno 2018. Alla conferenza stampa in cui sono stati llustrati i dati rilevati, hanno preso parte sia il manager della Asl Pescara, Armando Mancini, sia il il direttore medico dell'Unità operativa complessa (Uoc) di oncologia medica, Carlo Garufi.
   

Le prestazioni ambulatoriali 7.327 lo scorso anno e 3.844 nei primi sei mesi di quest'anno. In aumento anche i trattamenti in day hospital: 583 nel 2016, 611 nel 2017 e, secondo le stime, circa 900 a tutto il 2018. Ventuno i posti letto, con 901 ricoveri nel 2017 e circa mille stimati per il 2018; il tasso di occupazione è 90% circa. L'incremento dei dati non significa che vi sia stato un aumento dei casi di tumore. "L'aspetto psicologico - sottolinea Garufi illustrando la Carta dei Servizi - è molto importante. Il paziente il primo giorno viene sottoposto a un bombardamento di informazioni e questo documento può aiutarlo a elaborare meglio il contesto in cui si trova. E' dimostrato che la sensibilizzazione e le informazioni sono utili: nei pazienti più informati, attivi e consapevoli i trattamenti vengono affrontati meglio e sono più efficaci". "Inoltre - annuncia il direttore - in collaborazione con l'Aimac (Associazione Italiana Malati di Cancro), stiamo aprendo uno sportello gestito dai volontari del servizio civile, per fornire supporto e assistenza ai pazienti. Dovrebbe essere realtà in un paio di mesi. L'obiettivo di queste iniziative è far sentire le persone a proprio agio, farle sentire partecipi e non dare l'idea che siano qui solo a subire terapie".

Nel corso dell'incontro Mancini e Garufi hanno anche ricordato l'ammodernamento del reparto, perché "accoglienza e organizzazione sono fondamentali", e hanno sottolineato che la sfida futura è il miglioramento del percorso delle cure palliative e degli hospice per i pazienti che non sono più in terapia.

 

LANCIANO. Hanno ringraziato tutti con un post su Facebook per annunciare che dopo il 13 ottobre non ci sarà più il Mercato Scoperto a via Monte Maiella a Lanciano. Non si tratta di un addio, ma di un cambio di luogo e non senza polemiche nei confronti dell’amministrazione comunale: “Il Mercato scoperto è stato sfrattato”. – si legge nel post.

E ancora: “Dal 14 luglio siamo in via Monte Maiella, riqualificando uno spazio in disuso senza gravare in nessun modo sulle casse comunali, pagando anzi il suolo pubblico per l'intera durata del Mercato. La prima richiesta presentata è scaduta il 1 settembre, alla quale abbiamo fatto seguire richiesta di proroga fino al 17 novembre. L' amministrazione comunale, alla quale è stato proposto il progetto senza il bisogno che facesse nulla, la stessa che con apposita delibera ha ritenuto meritevole la nostra iniziativa, ha prima approvato, per poi revocare parzialmente la concessione. Per questo motivo sabato 13 ottobre sarà l'ultima data in cui il Mercato Scoperto sarà in via Monte Maiella”.

Infine annunciano il cambio di luogo: “Dal 17 ottobre ci sposteremo in via del Mare, piazzale Giudice di Pace-Ingrosso Genovesi. L'amministrazione comunale ad oggi, nonostante le nostre richieste, non ha fornito alcun tipo di motivazione alla revoca, né di carattere legale né tanto meno tecnico, limitandosi semplicemente a comunicarci che di fatto ci avrebbero sfrattato”.

Sulla questione, abbiamo sentito Francesca Caporale, assessore alle attività produttive che ha dichiarato fatto su luce su quanto accaduto. La Caporale ha confermato la bontà del progetto, ma ha specificato: “Il mercato, che non è organizzato dal settore di riferimento del Comune, ma da un'associazione, ha avuto una prima autorizzazione per tre mesi, poi a concessione scaduta sono state richieste nuove date. Inizialmente sono stati autorizzati fino a metà novembre, si è dovuto però diminuire il numero totale di date, in quanto non essendo istituzionalizzato, non può coprire periodi di tempo troppo lunghi, ricordando inoltre, che nei bandi degli anni precedenti, il massimale era di 12 appuntamenti annui”.

LANCIANO. Un incontro informativo dedicato ai problemi legati alla demenza senile e all’Alzheimer: se ne discuterà il prossimo 11 ottobre, a partire dalle 18:30 nella sala comunale di Sant’Eusanio del Sangro. L’evento, dedicato a due patologie che, purtroppo, sono sempre più diffuse è promosso dal Comune e dalla onlus SocialFrentanoSangro di Lanciano che, da alcuni mesi, sta portando avanti il progetto "A mano a mano" che vuole essere di supporto alle famiglie alle prese con queste difficili malattie. “Il progetto - ricorda Luigi Lauria, coordinatore dell’associazione - punta ad incrementare le conoscenze sugli aspetti medici e psicologici della patologia, ad aumentare le competenze gestionali e a fornire gli strumenti teorico-pratici per affrontare la malattia e i cambiamenti che ne derivano". Il progetto è portato avanti dalla psicologa e psicoterapeuta Libera Liana Diana. "Si tratta - evidenzia ancora Lauria - di un primo appuntamento, che speriamo di poter ripetere e portare anche in altri comuni".

Sempre nell'ambito di questo progetto, il prossimo 20 ottobre, a Lanciano, nella sede della onlus, in via per Fossacesia 168, le famiglie potranno incontrare e confrontarsi con il neurologo Maurizio Maddestra, mentre il 24 novembre per chiarimenti e approfondimenti sarà a disposizione il geriatra Francesco Paolo Colacioppo.

 

 

 

LANCIANO. Comprano birra, magari in offerta, in qualche supermercato e poi vanno a festeggiare nello spiazzo dietro l’ex ippodromo di Villa delle Rose, in barba ai divieti di vendere alcolici a ragazzi che, in molti casi, sono anche minorenni. Storie di degrado ed ordine pubblico a Lanciano, in pieno centro, in una zona frequentatissima non solo dai ragazzi ma anche da famiglie. Non è la prima volta che scriviamo di questa situazione, ma ci auguriamo che sia l’ultima.

Le foto parlano chiaro: già il sabato mattina la via che costeggia l’ex ippodromo è piena di cartoni di birra con all’interno bottiglie vuote, senza contare cartacce e vassoi da dolci con all’interno avanzi di vario genere. E ancora, mozziconi di sigarette, siringhe e preservativi. La situazione peggiora, come in questo caso, quando il chioschetto, presente all’interno dell’area, è chiuso. Quando è aperto, infatti, gli inservienti passano per i tavoli a ritirare carte e bottiglie lasciando tutto pulito almeno fino ad orario di chiusura. Stessa cosa per i locali vicini. Quando sono chiusi, il luogo diventa una sorta di terra di nessuno in cui l’inciviltà dei giovani avventori regna sovrana, visto che i cestini presenti, pochi, vengono riempiti di rifiuti abbastanza celermente e spesso anche con materiale che non dovrebbe essere depositato nei cestini. Tutto questo nonostante gli operatori ecologici della Ecolan passano a ritirare i rifiuti alle prime luci dell’alba. Ciò che non si può pulire sono le scritte sulla gradinata lungo il muretto che costeggia l’ex ippodromo. La speranza è che non vengano imbrattate quelle nuove, da poco realizzate.

Spostandoci di qualche metro troviamo una situazione simile anche al parco giochi, luogo dove i bambini dovrebbero essere liberi di giocare in una situazione di relativa tranquillità. Il condizionale è d’obbligo visto che anche qui si trovano cartacce e varie deiezioni. Se l’occhio ha la sua parte, anche il naso ha la sua: in tutte queste zone, a cui si aggiunge la scalinata che scende su via per Fossacesia, c’è una forte puzza di urina. Molti residenti, infatti, lamentano un odore sgradevole fin dalle prime ore della mattina, prima del passaggio della Ecolan, e che ormai definiscono la situazione insostenibile.

Tutto questo avviene in pieno centro a Lanciano. Quindi in luogo pubblico in cui i cittadini tutti, senza distinzione di età, dovrebbero collaborare per mantenere il luogo pulito entro certi limiti e non trasformare la zona in una sorta di latrina a cielo aperto o in una discarica. E’ vero che passano gli operatori ecologici per pulire, ma è anche vero che il loro lavoro viene vanificato dopo qualche ora visto che tutto questo avviene anche negli altri giorni della settimana e non solo il sabato e la domenica. Una soluzione potrebbe essere l’installazione di telecamere di sicurezza, che il comune ha comunque previsto nel progetto del futuro parco urbano in memoria di Pino Valente, ma che forse sarebbe meglio anticipare. (P.D.R.)

Torna il morbillo in Abruzzo e in proporzioni maggiori rispetto al resto d’Italia, con un’incidenza più elevata nelle province di Pescara e Chieti: è quanto emerge da una rilevazione effettuata dal Dipartimento Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, che ha monitorato la diffusione della patologia in tutto il territorio regionale nel periodo 2013-2017. In totale i casi sono stati 437, così suddivisi: Asl Avezzano Sulmona L’Aquila 59, Asl Lanciano Vasto Chieti 159, Asl Pescara 201, Asl Teramo 18.

Il dato senza dubbio più significativo riguarda la tendenza che viene disegnata, in netta crescita: i casi registrati nel 2017 sono 252, a fronte dei 167 del 2013. Nel mezzo si colloca il 2014, con 18 casi, mentre i due anni successivi viaggiano con zero casi, quasi a sorpresa. «Non deve stupire il fatto di non aver avuto alcun evento per un certo periodo - spiega Giuseppe Torzi, direttore del Dipartimento Prevenzione - perché le epidemie di solito non sono continue. Ci sono anni di quiete, durante i quali si accumulano soggetti sensibili che, poi, al primo contagio sviluppano la patologia, determinando un’impennata nel numero dei casi».

Resta il dato più macroscopico, comunque, dell'aumento dei casi del 33% a distanza di tre anni, dimostrazione evidente dell'effetto del calo delle vaccinazioni. Quasi tutte le segnalazioni sono riferite a cittadini residenti in Abruzzo (418 su 437), con un tasso di incidenza annuo per 100mila abitanti del 17,9, più del doppio di quello nazionale, che si ferma all'8,8. A essere più colpite sono le donne: 221 a fronte dei 197 maschi.

Il 2013 e il 2017 risultano gli anni “epidemici”, con una diffusione del morbillo maggiore nei mesi invernali, e un picco massimo a marzo che poi cala negli altri mesi. Massicciamente “colpiti” i territori di Pescara e Chieti, dove si concentra l’82% del totale dei casi registrati nell'arco temporale preso in esame.  

Lo studio mette a fuoco anche le collettività frequentate dalle persone che hanno sviluppato la patologia e pone al primo posto la scuola con 47 casi tra gli studenti e quattro tra il personale, mentre 35 se ne contano in ospedale, di cui 16 ricoverati e 19 tra il personale sanitario. Un dato, quest'ultimo, significativo sia in rapporto all'esposizione professionale a casi contagiosi sia per il ruolo che il personale sanitario può svolgere nella catena di trasmissione ai degenti.

Quanto alla copertura vaccinale, il 94,7% dei soggetti che ha contratto la malattia ne era sprovvisto, pur avendo ricevuto informazioni a riguardo. Nel 44% dei casi (193 sul totale di 437) si sono verificate complicazioni che hanno colpito principalmente la fascia di età compresa tra 15 e 39 anni, con stomatite (22%) polmonite (7%), diarrea (22%) epatite (6%), mentre non è stato registrato alcun episodio di encefalite.  

Il 46,5% dei casi di morbillo è stato trattato in ospedale, con una degenza media di sei giorni, mentre un ulteriore 22% si è rivolto al Pronto soccorso.

LANCIANO. Se ne era già parlato diversi mesi fa, ora l’argomento torna di attualità: stiamo parlando della possibilità di armare il corpo di polizia municipale. A richiederlo, tramite una nota inviata alla stampa, sono Maurizio Mucciante, vice comandante della polizia municipale di Lanciano, ed il sottoufficiale Francesco Giancristofaro: “Chiediamo con forza al Consiglio comunale di Lanciano l'approvazione del regolamento sull'armamento, primo passo per dotare di un'arma il personale del Corpo di Polizia Municipale”.

Sia Mucciante che Giancristofaro, intervengono nella loro qualità di rappresentanti sindacali rispettivamente della Cisl FP Autonomie Locali e del CSA Regioni Autonomie Locali, in seno alla RSU del Comune. 
“Il punto – spiega Giancristofaro – è che l'amministrazione comunale non sembra condividere la necessità di armare la Polizia municipale. Un orientamento emerso chiaramente nell’ultima riunione del tavolo tecnico, peraltro voluto dalla stessa amministrazione e costituito per affrontare questa problematica, dove i rappresentanti della maggioranza presenti hanno fatto capire di propendere più che per l'armamento,  per il potenziamento del Corpo e della video sorveglianza”.
Una presa di posizione che però va a scontrarsi con la decisione assunta dopo gli episodi di aggressione avvenuti negli uffici comunali dei Servizi sociali, con l'amministrazione che vuole ricorrere a un servizio esterno di vigilanza armata per garantire l'incolumità del personale e degli utenti, oltre alla salvaguardia di beni e attrezzature. Nell'attesa, però, che la gara venga espletata e il servizio affidato, è stata chiesto al comando di Polizia Municipale la presenza di un agente all’assessorato alle politiche sociali, così da assicurare la sicurezza durante gli orari di apertura al pubblico degli sportelli.
“L'amministrazione comunale pretende che noi non dobbiamo essere armati – aggiunge Mucciante - ma poi ci chiede di effettuare un servizio che invece sarà affidato a breve a personale esterno armato. Ma allora o non è necessaria la vigilanza esterna armata, oppure la Polizia municipale non può svolgere il servizio richiesto senza essere armata. Allo stato attuale sarebbe sufficiente fornire una divisa a un qualsiasi usciere o altro dipendente comunale visto che, alla pari dell'operatore di Polizia municipale, per affrontare malintenzionati si potrà contare solo sulla propria prestanza fisica”.
Mucciante e Giancristofaro puntano l'indice anche contro le carenze di personale che da anni si registrano nell'organico della Polizia municipale di Lanciano, con le ultime assunzioni che risalgono al 2012, grazie a un bando della precedente amministrazione. Per i rappresentanti sindacali nemmeno le due nuove assunzioni previste per l'anno in corso, potranno risolvere i problemi della dotazione del corpo frentano, fuori da ogni parametro previsto dalla normativa regionale in materia.
Di qui la richiesta di autorizzare l'armamento degli agenti di Polizia municipale, affinché possa lavorare con maggiore serenità nonché affiancare in sicurezza le altre forze di polizia in quei servizi finalizzati alla prevenzione e alla repressione di comportamenti illeciti. Servizi che la municipale già svolge quotidianamente, grazie alla buona volontà degli agenti che lavorano in situazione di costante rischio. 
“Vogliamo precisare - concludono Mucciante e Giancristofaro - che la Polizia municipale non vuole sostituirsi o equipararsi alla Polizia di Stato e Carabinieri, le cui competenze sarebbero per la stessa ineguagliabili viste le forze e la professionalità che i corpi dello Stato mettono brillantemente in campo per prevenire e contrastare atti criminosi, così come hanno dimostrato pochi giorni fa in occasione dei drammatici e atroci fatti che hanno coinvolto i coniugi Martelli. Si tratta, invece, di un'esigenza necessaria esclusivamente per tutelare gli operatori da possibili pericoli e minacce in relazione all’espletamento dei propri compiti istituzionali”.

LANCIANO. Gratuito e aperto a tutte le donne dai 18 anni in su, fino ad un limite di massimo 40 persone. E’ il nuovo corso di difesa personale promosso dall’assessorato alle politiche sociali e pari opportunità del Comune di Lanciano. Doverosa una premessa: “Avevamo deciso a maggio di promuovere questa iniziativa – spiega Dora Bendotti, assessore alle politiche sociali – quindi l’aggressione che c’è stata in assessorato e la rapina ai coniugi Martelli non c’entrano nulla con questa iniziativa. Ripeto, era già stata decisa da tempo. Inoltre, mi preme specificare che non è nostra intenzione promuovere il pensiero che si vuole rispondere alla violenza con altra violenza. Questo è un corso dedicato alla prevenzione, che può aiutare a sentirsi protetti e più sicuri di sé”.

Le iscrizioni possono essere effettuate presso l’assessorato alle politiche sociali in via dei Frentani. Il corso avrà inizio il 6 ottobre al Polo museale Santo Spirito e avrà una durata di un’ora, sono 4 le lezioni previste: 6 e 27 ottobre; 3 e 10 novembre con inizio alle 15:30. Gli istruttori sono Paolo Di Cintio, Licio Trapasso e Naomi Marconetti: “Le tecniche che spiegheremo ed illustreremo ai partecipanti, riguardano la difesa personale – spiega Paolo Di Cintio – noi siamo istruttori qualificati e le tecniche derivano, tra le altre, anche dall’addestramento militare del ‘Krav Maga’, ovviamente adattate all’uso civile. Non ci sarà solo una parte fisica ma anche teorica”.  “E’ bene precisare – aggiunge Licio Trapasso – che seguendo questo corso non si diventa dei super eroi. Non bisogna assolutamente credere questo. Con questo corso si acquisisce maggiore sicurezza personale, si cambia il proprio atteggiamento e si raggiunge un maggiore livello di attenzione, non si diventa invincibili o altro. Sono tecniche che aiutano a sentirsi più sicuri”.

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Piergiorgio Di Rocco

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