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Sarà più facile accedere alle prestazioni sanitarie in provincia di Chieti per gli stranieri che hanno difficoltà con la lingua italiana. Accade grazie a Helpvoice, un servizio di interpretariato linguistico telefonico immediato, attivo 24 ore in tutti i giorni dell’anno, che consente di avviare una conversazione in viva voce tra l’utente e l’interprete. Si tratta di un’opzione che l’Azienda mette a disposizione delle unità operative di tutti gli ospedali sia per situazioni di normale attività di reparto sia in emergenza, e che facilita l’inquadramento clinico del paziente e la successiva diagnosi. Le lingue disponibili sono oltre 100, tra le quali tutte quelle europee, latino-americane e orientali, oltre a 40 dialetti e idiomi minori.

Il servizio viene attivato con una telefonata a un numero verde e digitando un codice aziendale che viene comunicato alle unità operative che fanno richiesta del servizio, e che consente l’accesso alla traduzione. Il sistema, oltre ad acquisire il consenso alla registrazione della chiamata, nel rispetto della normativa sulla privacy, chiede l’indicazione della lingua desiderata, e di seguito crea il contatto con l’interprete o mediatore linguistico disponibile in quel momento; in caso di particolari richieste, la telefonata sarà inviata a un operatore che provvederà a trovare la soluzione più idonea.

La durata della chiamata è senza limiti di tempo, poiché la Asl versa un canone per l’utilizzo del servizio che, pertanto, non è vincolato al numero di telefonate né al tempo impiegato. 

L’iniziativa dell’interprete telefonico immediato è del Servizio Qualità aziendale, diretto da Maria Di Sciascio, che ha strutturato un progetto di mediazione culturale, poi adottato dal Direttore generale: «Si tratta di un servizio che ci permette di migliorare l’assistenza in termini di efficacia - sottolinea Pasquale Flacco -  perché le difficoltà linguistiche creano sicuramente problemi all’inquadramento diagnostico del paziente straniero e anche alla corretta aderenza alla terapia. Grazie alla mediazione linguistica a disposizione nelle 24 ore, possiamo migliorare sensibilmente accoglienza e assistenza offerta ai cittadini di altri Paesi per i quali il diritto alla salute può essere meglio esercitato».

“E' sconcertante come certi aquilani abbiano scordato così velocemente, e perseguano con forza e determinazione l'oblio e la volontà di dimenticare la tragedia. Di archiviarla e, talvolta, anche di denigrarla, di sbarazzarsene, a favore... di quattro posti auto”. Così Maria Grazia Piccinini, avvocato, presidente dell'associazione 'Ilaria Rambaldi Onlus', nata in memoria di Ilaria Rambaldi, studentessa di Lanciano morta nel terremoto dell'aprile del 2009 a L'Aquila, nel crollo del palazzo di via Campo di Fossa. L'avvocato risponde in questa maniera alla raccolta di firme avviata, a L'Aquila, da un comitato, contro la realizzazione, in Piazzale Paoli, di un Parco della Memoria, dedicato alle 309 vittime del sisma del 2009. “La nostra associazione – spiega Maria Grazia Piccinini – fin dal 2010 ha individuato nel piazzale Paoli un luogo per commemorare le vittime tutte del terremoto del 6 aprile 2009. Lo ha fatto sulla base dell'acquisizione di documentazione ed indagini geologiche che stavano a segnalare quel sito, compreso il sito su cui insisteva il palazzo di via Campo di Fossa, un sito altamente pericoloso per l'edificabilità. Abbiamo così voluto porre dunque l'accento su quanto di sbagliato è stato fatto fino al 2009 nella città de L'Aquila consentendo l'edificazione su siti non idonei e, inoltre, abbiamo voluto onorare tutte le vittime, proprio nel luogo in cui il crollo di un edificio, ha causato maggiori vittime, tra tutti i crolli avvenuti a L'Aquila. Il nostro intento – ribadisce – è di ricordare, per sempre quanto accaduto, anche impedendo la riutilizzazione urbanistica del sito dove insisteva il palazzo di via Campo di Fossa, crollato rovinosamente disintegrandosi e finendo vite.....”. 
        “Tale nostra individuazione, - aggiunge l'avvocato – è stata accompagnata dalla realizzazione di un progetto e da una raccolte di firme che appoggiavano quest'opera. Ad un certo punto, dopo tanto discutere, il Comune, l'amministrazione allora  in carica, ha accettato di realizzare questo Parco della Memoria in Piazzale Paoli, togliendo però dall'area il sito dove si ergeva il palazzo crollato di via Campo di Fossa. E' stato un duro colpo per noi, perché in parte snaturava quello che era il nostro intento, gli toglieva forza, ma abbiamo accettato ugualmente, pur di veder realizzato questo simbolo del ricordo. Successivamente il nostro progetto è stato accantonato in quanto... poteva una associazione di Lanciano, proporre un progetto per L'Aquila? Sulla base di questi ragionamenti medievali, in tempo di globalizzazione, ed internazionalizzazione, il nostro progetto, predisposto da ragazzi dell'Università de L'Aquila con la revisione di professori della stessa Università, è stato cancellato a favore di un bando... A cui non abbiamo potuto partecipare perché i tempi erano troppo stretti, anche se poi in seguito, i tempi si sono allungati.  Comunque ne è venuto fuori un lavoro che è stato scelto per essere realizzato. A noi questo progetto non piace, ma piuttosto che niente, meglio realizzare questo progetto, meglio che le vittime abbiano qualcosa che le ricordi”.
        “Oggi, - evidenzia - dopo tutto questo travagliato percorso, veniamo a sapere che si è formato un comitato che chiede l'abbandono di questo progetto e quindi della realizzazione di un Parco della Memoria, perché i residenti hanno bisogno di parcheggi, dimostrando scarsa o nulla sensibilità, dimostrando che il ricordo delle vittime è questione personale delle famiglie che le piangono ancora, ogni attimo, e che una parte  della città de L'Aquila, come si legge in numerosi post sui social, vuole dimenticare. Una sorta di rimozione totale , una damnatio memoriae del terremoto e delle sue vittime. E' stridente e doloroso il contrasto che si nota rispetto a quanto accadde nel 1793, dove invece a ricordo dei morti di quel terremoto, venne edificata addirittura una chiesa in centro, in Piazza Duomo... Oggi anche un piccolo piazzale, perché non parliamo di una piazza gigantesca, sembra essere troppo. Inoltre le cosa che più allarma e scandalizza è che taluni aquilani vogliono gestire con i soldi di tutti i cittadini italiani, la città, come se fosse  ESCLUSIVAMENTE LORO, e come se coloro che hanno avuto morti in quella città, siano cittadini di serie b. Noi lotteremo invece per i nostri valori, che comprendono il ricordo e la memoria Da quello che  vedo  e leggo inoltre,  sui post in giro su Facebook, per alcuni aquilani, forse l'ideale sarebbe un'aiuola della Memoria, un angolino piccolo, il più piccolo possibile, appartato, meno visibile possibile, per non turbare le sensibilità di quelli che non ne possono più di ricordare....”. 

Dalle foto non è facile arrivare a comprendere i legami di parentela che intercorrono fra le persone immortalate. Ci proviamo.

La signora è Leondina classe 1915, 102 anni di Canosa Sannita, la signora con la maglia gialla è Giuseppina la figlia e l’uomo è Mauro Di Menno Di Bucchianico figlio di Giuseppina è nipote di Leondina. La ragazza con il bambino è Gessica figlia di Mauro e bis nipote di Leondina. E il bambino? Lui è Francesco Pio figlio di Gessica, nipote di Mauro bis nipote di Giuseppina e tris nipote della nostra Leondina, la protagonista della storia che vi stiamo raccontando.

Una storia di quelle belle e semplici della provincia italiana dove il sudore e il sacrificio hanno dato frutti carichi di amore che continuano, travalicando i secoli, a riempire di gioia i suoi protagonisti. Leondina abruzzese “doc” di guerre ne ha viste due, ma non si è mai arresa. Una vita di sacrifici nei campi per provvedere alla sua famiglia. E' vedova da diversi anni.

Continua a provvedere in totale autonomia alla casa e alla sua persona, cucina, rassetta e racconta della sua vita con lucidità e consapevolezza. Durante la seconda guerra mondiale, a Canosa passava il fronte, fu caricata su un camion e sfollata a Modena. La guerra non le è passata solo a fianco. I nipoti ora sono otto, è difficile metterli tutti insieme per una foto, alcuni vivono fuori ed  anche il piccolo Francesco Pio vive a Torino, ma nonostante tutto il bene e l’affetto continuano a rimanere immutati e la Tris Nonna Leondina, la nonna dei record, da il ben venuto al 2018 con il sorriso che porta con se da 102 anni.  (C.Lab)

Anche per quest’anno, in occasione delle festività natalizie, il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, in accordo con l’intera Amministrazione Comunale, ha emesso l’ordinanza sindacale con la quale è stato fatto divieto di botti e di qualsiasi altro materiale esplodente nelle aree pubbliche, ad eccezione dei materiali pirotecnici consentiti ossia di quelli che per loro natura non causano esplosioni e rumori molesti e che quindi siano concepiti solo per la produzione di effetti luminosi. L’ordinanza, emessa all’inizio delle festività natalizie, sarà in vigore sino al 7 gennaio 2018. Nella stessa ordinanza, ancora una volta, il primo cittadino invita chiunque a tenere comportamenti appropriati anche nelle aree private, consigliando, inoltre, a tutti i cittadini di adottare un comportamento adeguato a non nuocere alla salute degli animali domestici e possibilmente a non lasciarli soli. Anche in questa occasione quindi l’Amministrazione Comunale di Fossacesia, guidata dal Sindaco Enrico Di Giuseppantonio, si mostra un’Amministrazione attenta in primis alla tutela dei propri cittadini, e soprattutto dei minori che spesso fanno uso inappropriato di tali strumenti di divertimento, con conseguenti gravi rischi per la salute, ma anche sensibile alle esigenze dei nostri amici a quattro zampe, per i quali il fragore dei botti può avere risvolti molto gravi. L’inosservanza dell’ordinanza sindacale sarà punita con una sanzione amministrativa pecuniaria, ai sensi dell’articolo 7 bis del D.Lvo 267/2000 del testo in vigore, che va da un minimo di  25 euro ad un massimo di 500 euro, fatta salva, ove il fatto assuma rilievo penale, la denuncia all'Autorità Giudiziaria  

 

Sarà innovativa, ecosostenibile, sicura la nuova Scuola Elementare di Fossacesia che verrà inaugurata il prossimo sabato 23 dicembre alle ore 9.30. Al taglio del nastro saranno presenti il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, il Vice Sindaco con delega alla Pubblica Istruzione, Paolo Sisti, Assessori e Consiglieri di Fossacesia ed il Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Fossacesia, Mauro Scorrano.

L’opera il cui costo complessivo è stato di 1milione e 300mila euro finanziato da Stato e Regione, è stata realizzata all’interno del Polo Scolastico di Viale San Giovanni in Venere, dove già è presente la scuola media anch’essa di recente realizzazione. La nuova scuola materna sarà composta da sei aule con bagno e spogiatoi interni, due laboratori, una sala docenti ed un ampio salone multidisciplinare, la mensa, con il relativo refettorio e un’area giardino.

“Donare una nuova scuola ad una comunità significa donare futuro ai suoi cittadini – dichiara Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia – per noi la costruzione di questa opera, seppur ha comportato importanti sacrifici, rappresenta una conquista fondamentale, forse una delle più importanti di questa Amministrazione”. “Siamo profondamente felici per aver raggiunto questo risultato importante, con sacrificio e dedizione - prosegue il Vice Sindaco, con Delega alla Pubblica Istruzione Paolo Sisti - La nuova scuola dell’Infanzia, che consegniamo alla cittadinanza, risponde ad elevati standard di efficienza e di sicurezza. Gli alunni e i docenti avranno a disposizione aule ampie, laboratori e servizi scolastici moderni, per rispondere alle esigenze della migliore didattica” . “Stiamo portando avanti l’ambizioso progetto del completamento del Villaggio degli Studi di Viale San Giovanni in Venere, un campus moderno dedicato solo ed esclusivamente alle scuole ed ai correlati servizi - concludono il Sindaco Enrico Di Giuseppantonio ed il Vice Sindaco Paolo Sisti – e ovviamente di questo ne andiamo più che orgogliosi”.

Cresce l'attività del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Guardiagrele, che si arricchisce di nuove specialità. Da oggi parte l'ambulatorio di Reumatologia, diretto da Francesco Cipollone, direttore della Clinica medica della Asl e ordinario di Medicina interna all'Università d'Annunzio di Chieti. Si tratta di un'esperienza inedita, che ha anche carattere di sperimentazione poiché per la prima volta tale specialistica viene assicurata in un contesto territoriale.Già da una settimana, invece, è attivo l'ambulatorio di Ortopedia, che si aggiunge a quelli di Fisiatria, Neuropsichiatria infantile e Cardiologia, pure avviati di recente.

Un'offerta che diventa sempre più ampia, quella del Pta di Guardiagrele, e che saprà rispondere con efficacia ai bisogni di salute espressi dai cittadini del territorio. 

«Poter assicurare tante specializzazioni era il nostro obiettivo - sottolinea la responsabile del Pta, Lucilla Gagliardi - perché è importante dare agli utenti la possibilità di ottenere sul posto un approfondimento qualificato, evitando di recarsi in altre strutture. La forza della medicina territoriale risiede proprio nell'essere collocata vicina alle persone, così da limitare il ricorso all'ospedale solo nelle situazioni acute. Ci aspettiamo, dunque, una buona risposta dall'utenza e dai medici di medicina generale».

Per le prenotazioni delle visite specialistiche i cittadini potranno chiedere ulteriori informazioni al Punto unico di accesso del Pta, aperto  ogni mattina dal lunedì al venerdì. 

Ma non è solo il potenziamento della specialistica l'unica novità, perché altro è in arrivo sul fronte della telemedicina. E' stato installato, infatti, un apparecchio per il consulto a distanza che metterà i medici di Guardiagrele in collegamento diretto con le unità operative e gli specialisti degli ospedali di Chieti e Lanciano per condividere immagini e dati diagnostici e chiarire un quadro clinico laddove vi fosse la necessità di un approfondimento. Entrerà in funzione non appena sarà completata la formazione del personale.

E' un sistema che utilizza una tecnologia avanzatissima per stabilire un rapporto ancora più stretto tra ospedale e territorio e avvicinare ulteriormente i servizi e le specializzazioni alle aree più decentrate.

 

Il Piano Sociale 2016-2018 dell'ambito distrettuale Frentano n.11 è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre al Sindaco di Lanciano Mario Pupillo e all'Assessore alle Politiche Sociali Dora Bendotti, i Sindaci di Castel Frentano e Fossacesia, Gabriele D'Angelo e Enrico Di Giuseppantonio in rappresentanza dei Sindaci dei Comuni che compongono l'Ecad Frentano.

“Il Piano Sociale 2016-2018 è frutto di un lavoro intenso portato avanti dai Sindaci dei nove Comuni dell'ambito distrettuale Frentano, che ringrazio per la dedizione che hanno messo a disposizione nei tavoli di lavoro convocati in questo anno. L'ambito distrettuale è composto da Lanciano, Comune capofila, Castel Frentano, Frisa, Fossacesia, Santa Maria Imbaro, Mozzagrogna, Treglio, San Vito Chietino e Rocca San Giovanni. Il valore del piano triennale dedicato ai servizi sociali è di 9.600.000 euro; la quota del Comune di Lanciano è pari a circa 6 milioni di euro per il triennio. Le principali novità del Piano per il Comune di Lanciano riguardano l'Alzheimer Cafè, il servizio dedicato alle famiglie con malati di Alzheimer, i voucher per gli utenti dei centri diurno, il centro antiviolenza per le donne. Sono tutti servizi inseriti al termine di uno studio di monitoraggio della realtà locale attento e approfondito. Dispiace che l'opposizione abbia espresso un voto contrario a questi servizi e a tutto il Piano Sociale per una questione di forma e non di sostanza. Come sottolineato dai Sindaci, dobbiamo delle risposte a delle comunità su temi che non meritano di essere oggetto di polemica politica. Un particolare ringraziamento al personale degli uffici che ha duramente lavorato, anche nei festivi e talvolta fino a tarda ora la sera, per ottenere questo risultato concreto che poggiasse le basi su fondi certi e non potenziali”, ha sottolineato l'Assessore alle Politiche Sociali, Dora Bendotti.

“Sul Sociale non bisogna arretrare di un centimetro, è un investimento che facciamo sulla e per la Comunità con grande convinzione. La novità assoluta di un Piano Sociale condiviso con i Comuni del comprensorio apre a quella stagione tanto auspicata della fusione dei servizi, più che dei Comuni che invece devono continuare ad avere una loro autonomia storica e di identità. Come con la Centrale Unica di Committenza, Lanciano si apre e si pone al comprensorio Frentano come punto di riferimento capace di erogare servizi di qualità, aumentando efficacia e specializzazione degli uffici e riducendo le spese dei piccoli Comuni”, ha dichiarato il Sindaco Mario Pupillo.

Anche i ragazzi e le ragazze che vivono in Abruzzo possono riunirsi in squadre e partecipare a “Una Pila Alla Volta”. La campagna, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e promossa dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), è stata presentata questa mattina a Lanciano nel corso di una conferenza stampa. L’obiettivo è sensibilizzare i giovani sulla corretta gestione dei rifiuti delle pile esauste che non vanno gettate con i rifiuti indifferenziati ma separati e portati negli appositi punti di raccolta sul territorio. Nelle prime settimane di avvio del progetto, nella regione Abruzzo, sono già 15 i rappresentanti delle scuole iscritti al contest.

I numeri della raccolta differenziata di pile e accumulatori portatili in Abruzzo

In Abruzzo, nel 2016, sono stati raccolti e gestiti dal CDCNPA quasi 76mila kg di pile e accumulatori portatili. L’Abruzzo è la Regione che, in Italia, ha incrementato maggiormente la raccolta di questa speciale tipologia di rifiuti registrando un aumento rispetto al 2015 del 64,46%. I luoghi di raccolta serviti dai Consorzi iscritti al CDCNPA sono complessivamente 224, di cui 32 punti presso le isole ecologiche e 187 presso le attività commerciali (oltre a 5 centri di stoccaggio e aziende specializzate). Il risultato migliore si registra, poi, in Provincia di Chieti: sono stati avviati al recupero, infatti, oltre 14mila kg di pile e accumulatori portatili, ritirati presso i 62 luoghi di raccolta presenti sul territorio.

Per far crescere ancora questi numeri, i ragazzi e le ragazze nati negli anni compresi tra il 2003 e il 2006 potranno formare una squadra e insieme a un tutor maggiorenne andare sul sito www.unapilaallavolta.it e iscriversi al contest, una vera e propria gara a chi si impegna di più nel fare e comunicare la raccolta differenziata delle batterie. Le squadre saranno chiamate ad affrontare 5 sfide legate alla raccolta differenziata di pile e accumulatori portatili. Si passa da un quiz sul tema delle batterie a creare una scultura con le pile scariche abbandonate in casa, passando per la realizzazione di video e canzoni a tema. Potranno poi condividere i contenuti sui social network per spingere i propri amici a votare la propria testimonianza sulla piattaforma e ottenere così punti utili a scalare la classifica. In palio per le squadre più votate ci saranno voucher da spendere per l’acquisto di materiale scolastico o sportivo del valore compreso tra 1.000 e 2.500 euro, con un montepremi complessivo a livello nazionale di 55.000 euro. Inoltre i campioni di ogni area territoriale saranno chiamati nel mese di maggio a Como per partecipare all’evento finale.

“L’Abruzzo è la Regione d’Italia che ha registrato l’incremento maggiore in termini di quantitativi di pile e accumulatori gestiti nel 2016 con un +64% rispetto al 2015. La Provincia di Chieti, poi, - ha spiegato Luca Tepsich, Segretario Generale del CDCNPA – è particolarmente attiva, con oltre 14 mila kg di rifiuti gestiti e i dati del 2017, disponibili a oggi, confermano questa tendenza. Ma la Regione Abruzzo è in controtendenza rispetto alla media nazionale. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito a un leggero calo e la quantità di pile e accumulatori portatili avviati al riciclo non risulta ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi europei. Per questo abbiamo deciso di puntare sulle giovani generazioni per diffondere un messaggio semplice: le batterie non vanno gettate con la spazzatura indifferenziata ma nei contenitori loro dedicati. Abbiamo chiesto loro di mettersi in gioco e di farlo insieme perché la salvaguardia dell’ambiente è una sfida che si vince insieme raccogliendo Una Pila Alla Volta”.

“Un progetto così meritevole di attenzione e partecipazione non poteva che partire da Lanciano, la Capitale della difesa dell'Ambiente in Abruzzo – hanno sottolineato il Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo e l'Assessore all'Ambiente Davide Caporale - Trasmettere ai nostri concittadini più giovani il valore della tutela dell'ambiente e dell'attenzione alla gestione dei rifiuti è un obiettivo chiaro di questa Amministrazione che è stata e sarà sempre in prima fila sui temi legati alla difesa della Terra e del Mare. Ci apprestiamo a chiudere il primo anno a pieno regime di raccolta differenziata a quota 75%: questo progetto va in quella direzione e non possiamo che sostenerlo e promuoverlo. Invitiamo dunque tutti gli alunni delle scuole medie di Lanciano a partecipare al contest e a sensibilizzare sul tema le proprie famiglie”.

"Le nuove generazioni sono sempre più consapevoli del valore dell'economia circolare e disponibili a collaborare da protagonisti per il bene del Paese - ha dichiarato Filippo Bernocchi Presidente di Ancitel Energia e Ambiente. È per questo che campagne come “Una Pila Alla Volta” sono utili e significative per dare una spinta positiva sia dal punto di vista ambientale che economico. Siamo orgogliosi che il CDCNPA abbia scelto Ancitel Energia e Ambiente per la promozione di questo progetto nazionale presso gli Enti Locali. La raccolta differenziata è infatti il primo passo verso l'economia circolare ed è ancora più importante nel caso delle pile esauste, che sono molto dannose per l'ambiente se non conferite correttamente.”

 

42 alberelli alti due metri, con telaio in ferro verde, illuminati da 1200 luci a led, da ieri pomeriggio sono di fronte ad altrettante attività commerciali di corso Trento e Trieste per abbellire il nostro corso principale e regalare un’atmosfera natalizia e più accattivante al centro città. E’ “Natale - luce e vita”, il progetto ideato dal consorzio Le Vie del Commercio, in collaborazione con Ascom Abruzzo - Lanciano e la Casa Circondariale di Lanciano. Sono stati infatti proprio i detenuti a realizzare, in tempi record, gli alberelli per un progetto che fa dello spirito di pace, luce e speranza, tipico del Natale il suo punto di forza.

“Dalla scorsa estate - dice in conferenza stampa Fausto Memmo, presidente Ascom Abruzzo Lanciano e membro del cda delle Vie del Commercio - ci chiedevamo come fare per rendere più belle le nostre strade durante il periodo natalizio, senza dimenticare però un fine sociale”. Ed è nato proprio così il progetto “Natale - luce e vita”, accolto a braccia aperte dalla direzione della Casa Circondariale che, da sempre, è aperta alle collaborazioni con il territorio frentano.

“Siamo rimasti da subito entusiasti del progetto - affermano il capo commissario Gino Di Nella ed il responsabile dell’area educativa del carcere Filippo Rossi - perché questi momenti, per i detenuti, sono importanti per dar loro un’attività pratica da svolgere e per riaccendere quella luce che li conduca verso un reale cambiamento futuro”.

Il consorzio Le Vie del Commercio era tra i partecipanti del concorso per la realizzazione dell’albero ecosostenibile in piazza Plebiscito ma, una volta, conosciuto l’esito negativo, ha deciso di rimodulare il progetto e, nonostante il poco tempo a disposizione, portare avanti una nuova idea in cui la bellezza delle luci del Natale andasse a braccetto con il sociale.

“Da sempre il nostro consorzio - sottolinea Monica Bono - ha cercato di portare avanti iniziative che potessero regalare qualcosa di bello alla città e con ‘Natale - luce e vita’ abbiamo messo un ulteriore tassello nel nostro puzzle, a mio parere, il più bello”.

I commercianti che hanno deciso di aderire all’iniziativa, hanno acquistato l’alberello che, al termine delle festività, resterà ovviamente a loro. Il consorzio Le Vie del Commercio, insieme ai 42 alberelli, ha offerto alla città di Lanciano anche la filodiffusione di musiche natalizie in corso Trento e Trieste.

 

Sono circa 3.000 i migranti giunti in provincia di Chieti negli ultimi quattro anni, di cui 1.300 attualmente residenti nei 28 centri di accoglienza presenti sul territorio. Numeri importanti, che hanno generato anche una domanda assistenziale significativa, sia in termini di prevenzione sia di cura, a cui l’Azienda sanitaria locale Lanciano Vasto Chieti ha fatto fronte con l’istituzione, quasi pionieristica, di una task force dedicata, indicando in Emidio Rosati il referente aziendale per la gestione dei flussi migratori.

L’idea era nata in realtà già nel 2014 e si è rivelata nel tempo più che efficace, a fronte di un fenomeno che ha assunto le dimensioni ormai note, e che ha determinato la necessità, da parte delle Asl, di organizzare servizi adeguati a tutela della salute dei migranti e dei nostri concittadini. Pochi numeri bastano a descrivere una realtà che in provincia di Chieti nel giro di qualche anno è letteralmente esplosa in quanto a presenze: dalle due strutture di accoglienza esistenti tre anni fa, oggi se ne contano 28, dove trovano rifugio i 1.300 richiedenti asilo di oggi, a fronte dei 120 del 2014.

«Ci siamo organizzati per dare la necessaria assistenza agli stranieri temporaneamente presenti - chiarisce Rosati, medico con alle spalle diverse esperienze in Africa, conoscenza delle lingue e coinvolgimento diretto in due missioni Mare Nostrum ,- vale a dire quanti, non essendo in regola con il permesso di soggiorno, non sono a carico del Servizio sanitario regionale, ma hanno diritto a cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, per malattia e infortunio, e a programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva».

Sono dunque garantiti  la tutela della gravidanza e della maternità, le vaccinazioni, gli interventi di profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai, cura e riabilitazione in materia di tossicodipendenza.

Contestualmente viene effettuato il Test di Mantoux per la prevenzione della Tubercolosi, cui segue, in caso di positività (attestata attorno al 30% degli esaminati), un’indagine radiologica che, se risulta negativa, è indice di  malattia latente che solo nel 5% dei casi potrebbe divenire attiva. In caso di positività, invece, il paziente viene ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale competente per territorio, per le cure del caso. E’ comunque previsto che in caso di malattia latente si effettui un ciclo terapeutico specifico.

Oltre queste procedure messe in campo, l’Azienda sta valutando la possibilità di eseguire sui migranti anche una serie di test finalizzati alla ricerca di infezioni da HIV, epatiti, malattie sessualmente trasmesse e altro, al fine di una più efficace tutela della salute pubblica.

 

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