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”Anche se il decreto attuativo sull'affettività in carcere sembra essere stato estromesso da quelli che, a breve, potranno riscrivere la storia dell'ordinamento penitenziario italiano, non è del tutto da escludere la possibilità che possa, un domani e neanche tanto lontano, essere ripreso e ricollocato laddove gli Stati Generali sull'Esecuzione penale voluti dal ministro della giustizia Andrea Orlando avrebbero voluto fosse inserito”.

Ad affermarlo è Mauro Nardella, segretario generale territoriale UIL PA Polizia Penitenziaria, che aggiunge: “Per sapere quindi se sarà possibile fare sesso in carcere o sarà del tutto escluso dal processo riformatore bisognerà aspettare ancora visto che la produzione di un eventuale decreto attuativo ad hoc, si ha tempo di realizzarlo finanche l'estate prossima”. Sottolinea Nardella: “Tutto dipenderà dalla compagine governativa che  subentrerà a quella attuale. Saranno i futuri ministri, unitamente al Capo di Governo che dirigerà il Consiglio dei Ministri, a decidere se sarà il caso di fare esercitare o meno, anche in carcere (non escludendo quelli di Sulmona, L'Aquila ed Avezzano) la pratica umana più desiderata. Molto ci sarebbe da approfondire su come sarà esercitato l'obbligo della vigilanza visto che in carcere i poliziotti penitenziari questo fanno. I permessi di affettività che sono stati contemplati quali soluzioni tampone al problema del "voyaierismo istituzionale" non potranno non tener conto di un ulteriore aggravio di lavoro che i competenti addetti saranno chiamati a svolgere come ad esempio il disbrigo delle pratiche, l'accompagnamento del detenuto presso l'apposito albergo, etc. Sinceramente – conclude Nardella - pur rispettando i ruoli dei legislatori nel voler coltivare questa eventualità, in un'era dove si è pensato più a tagliare 5000 uomini di polizia penitenziaria anziché aumentarli, sarà molto difficile che il quadro futuro possa essere compatibile con una decisione positiva in tal senso”.

    La classe IV A della scuola Principe di Piemonte, fra i  vincitori dello scorso anno

Il Comune di Torricella Peligna, dopo il grande successo dello scorso anno, bandisce la II edizione del Premio Nazionale di Narrativa e di Disegno Valeria Di Fabrizio, dedicato ai ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori di tutto il territorio italiano. L'iniziativa, ideata da Antonio Monte e nata per non dimenticare la piccola Valery, bambina torricellana scomparsa nel 2015, a soli dieci anni, si avvale della collaborazione e del sostegno della famiglia Di Fabrizio e dell'Associazione Nazionale Alpini Sezione Abruzzi – Gruppo di Torricella Peligna, dell'Avis don Ignazio Cocco, dell'Associazione "Il Cerchio dell'Amicizia" e di Majella Travel, tutte con sede a Torricella Peligna. La II edizione del concorso, inoltre, beneficia del supporto e della prestigiosa compartecipazione di tre case editrici abruzzesi: la Casa Editrice Rocco Carabba di Lanciano, le Edizioni Il Viandante di Chieti e la Casa Editrice Tabula Fati, sempre di Chieti.

Oltre alla tradizionale sezione riservata alla narrativa, che ha come temi la famiglia, l'amicizia, la solidarietà, quest'anno sarà possibile partecipare inviando anche dei disegni, che rispondano alla traccia "Il sogno di Valery". L'intento è quello di rimanere fedeli alle passioni coltivate da Valeria Di Fabrizio: la lettura (soprattutto ad alta voce, come gli attori a teatro) e le arti figurative. Entrambe le sezioni sono suddivise in tre categorie: scuola primaria (classi e studenti di IV e V), scuola secondaria di I grado (classi e studenti di I, II e III) e scuola secondaria di II grado (classi e studenti di I, II, III, IV e V). La partecipazione al concorso è gratuita. Le opere potranno essere inviate presso La Mediateca John Fante di Torricella Peligna, entro e non oltre il 20 marzo p.v., secondo le modalità indicate nel bando, la cui versione completa è consultabile sul sito ufficiale del Comune di Torricella Peligna, sulla pagina Facebook del Premio Letterario Valeria Di Fabrizio, sulla pagina Facebook di Scribo e sulla pagina Facebook della Mediateca John Fante.

E' possibile partecipare individualmente o inviare opere che siano frutto di un lavoro di gruppo o di un progetto di classe. I testi, rigorosamente redatti in lingua italiana, e i disegni non dovranno essere risultati vincitori in altri concorsi.

I lavori migliori saranno selezionati da una giuria qualificata. Il I classificato di ciascuna categoria, oltre all'attestato, riceverà libri offerti dalle case editrici partner (e comunque beni che posseggano un alto valore artistico, culturale e formativo) e un pernottamento gratuito per due persone.

La premiazione avverrà presso la pineta di Torricella Peligna, nella quale la famiglia Di Fabrizio ha fatto costruire nel 2016 la casetta di legno di Valery, rifugio d'incanto e di fiaba realizzato sulla scorta dei disegni e degli schizzi di Valeria. L'impegno degli organizzatori è quello di diffondere il più possibile la storia della bambina "rampante" che vagheggiava un'esistenza tra gli alberi.

Numerose le novità e le sorprese previste per la II edizione del Premio: il Comune di Torricella Peligna sarà teatro di iniziative di ampio respiro culturale.

Una associazione, quella di Viale Cappuccini, per prima cosa apartitica, l’intento non è solo quello di dire no alla paventata pista ciclabile, ma è quello di dialogare, “mettersi al servizio della collettività”, è stato detto ieri mattina in conferenza stampa, per capire quali siano le priorità da perseguire. "Tutti crediamo in un mondo più pulito, più sicuro dove si possano mandare i bambini a scuola da soli, ma di certo non è questa la via da perseguire, viabilità alternativa si ma con la priorità ai cittadini e nello specifico, alle esigenze dei  residenti del quartiere.

8500 abitanti, molti dei quali nati e cresciuti in un quartiere, che negli anni è diventato una arteria principale di accesso alla città. Lo stadio, la banca le scuole, due cliniche private. 70 linee di autobus urbani ed extra urbani che ogni giorni vi transitano e un progetto, per ora solo su carta, che andrebbe a trasformare la carreggiata, da doppio senso a senso unico con una pista ciclabile, fra l’altro in salita che poi in fin dei conti non porta da nessuna parte. La neonata associazione che porta il nome del quartiere dice no a quella soluzione di pista ciclabile, ma dice si ad un progetto di mobilità alternativa che sappia tener presente le esigenze dei cittadini, che già hanno espresso la loro contrarietà accogliendo l’invito ad una raccolta firma che ad oggi ha avuto oltre 2000 firme ( a via del Mare ne raccolsero tante).

Un incontro informale ci sarebbe già stato nei giorni scorsi, raccontano il presidente Armando Palmieri insieme con Giacomo Bona, Alessandro Falconio e Franco Di Bucchianico, una chiacchierata molto positiva, nei locali dell’ex convento di San Bartolomeo,  con il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu e il capogruppo del Pd Angelo Laccisaglia. Si cercherà di dialogare, ci hanno rassicurato.

Una città di certo smart e green ma con criterio è lo scopo di tutti ha sottolineato Alessandro Falconio, e Giacomo Bona, ingegnere e tecnico, ha ribadito come il progetto presentato nel Pgtu davvero è incompatibile con la zona in oggetto. Fra i firmatari della petizione anche residenti di via del mare, che erano presenti in conferenza stampa, e che ancora una volta criticano la pista ciclabile della loro zona e, ad un anno di distanza, ribadiscono quanto la  qualità della vita si sia complicata: “ per tornare a casa sono costretto ad un chilometro in più e la qualità dell’aria è notevolmente peggiorata. Le code che si creano e le auto ferme a motori accesi di certo non produco aria pulita!” (C.Lab.)

Come in occasione di altre elezioni, anche per le Politiche che si terranno il  prossimo 4 marzo, l’Amministrazione Comunale di Fossacesia, nel corso della Giunta di ieri, ha confermato che la nomina degli scrutatori debba essere fatta fra tutti gli iscritti all’Albo Generale, purchè disoccupati ed inoccupati . Anche questa volta, infatti, la linea politica indicata dall’esecutivo alla Commissione Elettorale che si riunirà la prossima settimana per approvare l’indirizzo fornito vuole privilegiare nella scelta le categorie più deboli o comunque coloro che sono privi di reddito. “Anche in occasione delle prossime elezioni politiche abbiamo deciso di confermare la scelta di favorire le persone che purtroppo, per il loro stato di disoccupazione, inoccupazione, non percepiscono reddito – dichiara Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia”. Come spiegato dal primo cittadino anche in occasione delle precedenti votazioni, la legge vigente infatti prevede che gli scrutatori siano scelti a seguito di nomina politica, cosa che, ovviamente, potrebbe causare non poche ingerenze. “Il criterio indicato da tutte le Amministrazioni Comunali guidate da me – prosegue Di Giuseppantonio -  diviene un buono strumento per evitare le scelte discrezionali e inoltre fornisce un’opportunità a quelle persone che attualmente si trovano in situazione di svantaggio economico”. Nei prossimi giorni, dopo la riunione della Commissione Elettorale, sarà pubblicato l’apposito avviso pubblico nel quale saranno specificati tutti i requisiti richiesti e le modalità di presentazione per l’iscrizione. Una volta raccolte le domande si procederà al sorteggio fra le richieste presentate, aventi appunto il requisito della disoccupazione.  In caso dovesse raggiungersi un numero non sufficiente di persone disoccupate o inoccupate, si procederà nella scelta comunque tramite il sorteggio dei posti vacanti, ma fra tutti gli iscritti all’Albo.  

 

Nel primo anniversario della immane tragedia di Farindola, il canale televisivo Nove propone questa sera alle 21,15  ‘Rigopiano- Voci dal gelo’, un docufilm diretto da Marco Visalberghi e per ricostruire la catastrofe che costò la vita a 29 persone, travolte dalla valanga dell’hotel Rigopiano il 18 gennaio 2017.

Attraverso materiali inedito e le testimonianze dei sopravvissuti, verranno ripercorre le sessantadue interminabili ore dei sopravvissuti, sepolti sotto la neve, al buio,  a lottare contro una calamità naturale inimaginabile, in quelle che dovevano essere ore di riposo immersi in un atmosfere da fiaba e che invece li ha resi protagonisti di un incubo infinito

Tra i contributi filmati  anche il video di Videocittà sulla presenza della cantate Arisa al funerale dei coniugi Luciano e Silvana, la coppia di parrucchieri di Castelfrentano, purtroppo morti sotto la valanga.

Il documentario, prodotto da DocLab per Discovery Italia nei prossimi giorni sarà possibile visionare contenuti extra sul sito e sulla pagine social del canale Nove.(Redazione)

Il comune di Lanciano fa sapere che la Centrale Unica di Committenza di Lanciano-Ortona-Treglio ha pubblicato lo scorso 18 dicembre il bando di gara europea per l'affidamento del servizio Sprar del Comune di Lanciano. 

 Il termine per la presentazione delle offerte da parte degli operatori interessati è stato fissato alle ore 13 di lunedì 22 gennaio.

Ma cos’è e come funziona lo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati? Nato nel 2001 il modello Sprar ha segnato un momento di svolta nella storia dell’asilo in Italia. In primo luogo perché per la prima volta si è iniziato a pensare e a programmare in termini di sistema, in secondo luogo perché l’accoglienza è uscita dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica”. E così mentre prima le realtà del terzo settore, gestivano l’accoglienza in totale autonomia e al di fuori di una cornice istituzionale definita e omogenea, “con l’avvio del Pna (Programma nazionale asilo), si è concretizzata un’assunzione di responsabilità da parte degli enti locali e dello Stato centrale. Lo Sprar può contare, infatti, su una rete strutturale di enti locali che accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (Fnpsa) per realizzare progetti di accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, grazie al sostegno delle realtà del terzo settore.  Nei 14 anni del Sistema di protezione i progetti di accoglienza dello Sprar, supportati dalla copertura politica dell’ente locale e dal contributo degli enti di tutela, sono infatti diventati un punto di riferimento forte sui territori per tutte le azioni in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

L’appalto ha per oggetto “l’affidamento della progettazione e gestione del servizio di accoglienza per i richiedenti e i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario nell’ambito di un progetto territoriale aderente al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR)” per un importo a base d'asta di 8.303.515 euro, per il triennio 2018-2019-2020. I documenti del bando sono consultabili all'indirizzo www.bit.ly/Documenti_Bando_SprarLanciano.

In base ai criteri del Ministero dell'Interno, che calcola il numero dell'ospitalità in base alla popolazione cittadina (2.5 per mille abitanti), il Comune di Lanciano potrà ospitare fino a 90 rifugiati o titolari di protezione internazionale e umanitaria in strutture di seconda accoglienza, destinati ad essere accolti in città dai 18 ai 24 mesi, nel rispetto e in attuazione dell'articolo 10 della Costituzione, terzo comma: “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

In seguito all'attivazione dello Sprar, approvato dal Consiglio Comunale lo scorso maggio con nessun voto contrario, verrà chiuso il Centro di accoglienza straordinaria di Villa Elce e sarà garantito il controllo e la gestione diretta dell'accoglienza dei migranti da parte del Comune, evitando al territorio di subire scelte sovra-comunali non concertate con lo stesso. La localizzazione degli alloggi Sprar sarà a carico dell'aggiudicatario, nel rispetto delle direttive dell'Amministrazione che intende realizzare un sistema di alloggio “diffuso” e non centralizzato, garantendo un punteggio maggiore ai progetti che presenteranno un'ospitalità non superiore a 10 persone per unità immobiliare. Maggiori informazioni sono disponibili nel Capitolato speciale d'appalto consultabile al link www.bit.ly/CapitolatoAppalto_SprarLanciano. (Redazione)

 

 

Sarà più facile accedere alle prestazioni sanitarie in provincia di Chieti per gli stranieri che hanno difficoltà con la lingua italiana. Accade grazie a Helpvoice, un servizio di interpretariato linguistico telefonico immediato, attivo 24 ore in tutti i giorni dell’anno, che consente di avviare una conversazione in viva voce tra l’utente e l’interprete. Si tratta di un’opzione che l’Azienda mette a disposizione delle unità operative di tutti gli ospedali sia per situazioni di normale attività di reparto sia in emergenza, e che facilita l’inquadramento clinico del paziente e la successiva diagnosi. Le lingue disponibili sono oltre 100, tra le quali tutte quelle europee, latino-americane e orientali, oltre a 40 dialetti e idiomi minori.

Il servizio viene attivato con una telefonata a un numero verde e digitando un codice aziendale che viene comunicato alle unità operative che fanno richiesta del servizio, e che consente l’accesso alla traduzione. Il sistema, oltre ad acquisire il consenso alla registrazione della chiamata, nel rispetto della normativa sulla privacy, chiede l’indicazione della lingua desiderata, e di seguito crea il contatto con l’interprete o mediatore linguistico disponibile in quel momento; in caso di particolari richieste, la telefonata sarà inviata a un operatore che provvederà a trovare la soluzione più idonea.

La durata della chiamata è senza limiti di tempo, poiché la Asl versa un canone per l’utilizzo del servizio che, pertanto, non è vincolato al numero di telefonate né al tempo impiegato. 

L’iniziativa dell’interprete telefonico immediato è del Servizio Qualità aziendale, diretto da Maria Di Sciascio, che ha strutturato un progetto di mediazione culturale, poi adottato dal Direttore generale: «Si tratta di un servizio che ci permette di migliorare l’assistenza in termini di efficacia - sottolinea Pasquale Flacco -  perché le difficoltà linguistiche creano sicuramente problemi all’inquadramento diagnostico del paziente straniero e anche alla corretta aderenza alla terapia. Grazie alla mediazione linguistica a disposizione nelle 24 ore, possiamo migliorare sensibilmente accoglienza e assistenza offerta ai cittadini di altri Paesi per i quali il diritto alla salute può essere meglio esercitato».

“E' sconcertante come certi aquilani abbiano scordato così velocemente, e perseguano con forza e determinazione l'oblio e la volontà di dimenticare la tragedia. Di archiviarla e, talvolta, anche di denigrarla, di sbarazzarsene, a favore... di quattro posti auto”. Così Maria Grazia Piccinini, avvocato, presidente dell'associazione 'Ilaria Rambaldi Onlus', nata in memoria di Ilaria Rambaldi, studentessa di Lanciano morta nel terremoto dell'aprile del 2009 a L'Aquila, nel crollo del palazzo di via Campo di Fossa. L'avvocato risponde in questa maniera alla raccolta di firme avviata, a L'Aquila, da un comitato, contro la realizzazione, in Piazzale Paoli, di un Parco della Memoria, dedicato alle 309 vittime del sisma del 2009. “La nostra associazione – spiega Maria Grazia Piccinini – fin dal 2010 ha individuato nel piazzale Paoli un luogo per commemorare le vittime tutte del terremoto del 6 aprile 2009. Lo ha fatto sulla base dell'acquisizione di documentazione ed indagini geologiche che stavano a segnalare quel sito, compreso il sito su cui insisteva il palazzo di via Campo di Fossa, un sito altamente pericoloso per l'edificabilità. Abbiamo così voluto porre dunque l'accento su quanto di sbagliato è stato fatto fino al 2009 nella città de L'Aquila consentendo l'edificazione su siti non idonei e, inoltre, abbiamo voluto onorare tutte le vittime, proprio nel luogo in cui il crollo di un edificio, ha causato maggiori vittime, tra tutti i crolli avvenuti a L'Aquila. Il nostro intento – ribadisce – è di ricordare, per sempre quanto accaduto, anche impedendo la riutilizzazione urbanistica del sito dove insisteva il palazzo di via Campo di Fossa, crollato rovinosamente disintegrandosi e finendo vite.....”. 
        “Tale nostra individuazione, - aggiunge l'avvocato – è stata accompagnata dalla realizzazione di un progetto e da una raccolte di firme che appoggiavano quest'opera. Ad un certo punto, dopo tanto discutere, il Comune, l'amministrazione allora  in carica, ha accettato di realizzare questo Parco della Memoria in Piazzale Paoli, togliendo però dall'area il sito dove si ergeva il palazzo crollato di via Campo di Fossa. E' stato un duro colpo per noi, perché in parte snaturava quello che era il nostro intento, gli toglieva forza, ma abbiamo accettato ugualmente, pur di veder realizzato questo simbolo del ricordo. Successivamente il nostro progetto è stato accantonato in quanto... poteva una associazione di Lanciano, proporre un progetto per L'Aquila? Sulla base di questi ragionamenti medievali, in tempo di globalizzazione, ed internazionalizzazione, il nostro progetto, predisposto da ragazzi dell'Università de L'Aquila con la revisione di professori della stessa Università, è stato cancellato a favore di un bando... A cui non abbiamo potuto partecipare perché i tempi erano troppo stretti, anche se poi in seguito, i tempi si sono allungati.  Comunque ne è venuto fuori un lavoro che è stato scelto per essere realizzato. A noi questo progetto non piace, ma piuttosto che niente, meglio realizzare questo progetto, meglio che le vittime abbiano qualcosa che le ricordi”.
        “Oggi, - evidenzia - dopo tutto questo travagliato percorso, veniamo a sapere che si è formato un comitato che chiede l'abbandono di questo progetto e quindi della realizzazione di un Parco della Memoria, perché i residenti hanno bisogno di parcheggi, dimostrando scarsa o nulla sensibilità, dimostrando che il ricordo delle vittime è questione personale delle famiglie che le piangono ancora, ogni attimo, e che una parte  della città de L'Aquila, come si legge in numerosi post sui social, vuole dimenticare. Una sorta di rimozione totale , una damnatio memoriae del terremoto e delle sue vittime. E' stridente e doloroso il contrasto che si nota rispetto a quanto accadde nel 1793, dove invece a ricordo dei morti di quel terremoto, venne edificata addirittura una chiesa in centro, in Piazza Duomo... Oggi anche un piccolo piazzale, perché non parliamo di una piazza gigantesca, sembra essere troppo. Inoltre le cosa che più allarma e scandalizza è che taluni aquilani vogliono gestire con i soldi di tutti i cittadini italiani, la città, come se fosse  ESCLUSIVAMENTE LORO, e come se coloro che hanno avuto morti in quella città, siano cittadini di serie b. Noi lotteremo invece per i nostri valori, che comprendono il ricordo e la memoria Da quello che  vedo  e leggo inoltre,  sui post in giro su Facebook, per alcuni aquilani, forse l'ideale sarebbe un'aiuola della Memoria, un angolino piccolo, il più piccolo possibile, appartato, meno visibile possibile, per non turbare le sensibilità di quelli che non ne possono più di ricordare....”. 

Dalle foto non è facile arrivare a comprendere i legami di parentela che intercorrono fra le persone immortalate. Ci proviamo.

La signora è Leondina classe 1915, 102 anni di Canosa Sannita, la signora con la maglia gialla è Giuseppina la figlia e l’uomo è Mauro Di Menno Di Bucchianico figlio di Giuseppina è nipote di Leondina. La ragazza con il bambino è Gessica figlia di Mauro e bis nipote di Leondina. E il bambino? Lui è Francesco Pio figlio di Gessica, nipote di Mauro bis nipote di Giuseppina e tris nipote della nostra Leondina, la protagonista della storia che vi stiamo raccontando.

Una storia di quelle belle e semplici della provincia italiana dove il sudore e il sacrificio hanno dato frutti carichi di amore che continuano, travalicando i secoli, a riempire di gioia i suoi protagonisti. Leondina abruzzese “doc” di guerre ne ha viste due, ma non si è mai arresa. Una vita di sacrifici nei campi per provvedere alla sua famiglia. E' vedova da diversi anni.

Continua a provvedere in totale autonomia alla casa e alla sua persona, cucina, rassetta e racconta della sua vita con lucidità e consapevolezza. Durante la seconda guerra mondiale, a Canosa passava il fronte, fu caricata su un camion e sfollata a Modena. La guerra non le è passata solo a fianco. I nipoti ora sono otto, è difficile metterli tutti insieme per una foto, alcuni vivono fuori ed  anche il piccolo Francesco Pio vive a Torino, ma nonostante tutto il bene e l’affetto continuano a rimanere immutati e la Tris Nonna Leondina, la nonna dei record, da il ben venuto al 2018 con il sorriso che porta con se da 102 anni.  (C.Lab)

Anche per quest’anno, in occasione delle festività natalizie, il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, in accordo con l’intera Amministrazione Comunale, ha emesso l’ordinanza sindacale con la quale è stato fatto divieto di botti e di qualsiasi altro materiale esplodente nelle aree pubbliche, ad eccezione dei materiali pirotecnici consentiti ossia di quelli che per loro natura non causano esplosioni e rumori molesti e che quindi siano concepiti solo per la produzione di effetti luminosi. L’ordinanza, emessa all’inizio delle festività natalizie, sarà in vigore sino al 7 gennaio 2018. Nella stessa ordinanza, ancora una volta, il primo cittadino invita chiunque a tenere comportamenti appropriati anche nelle aree private, consigliando, inoltre, a tutti i cittadini di adottare un comportamento adeguato a non nuocere alla salute degli animali domestici e possibilmente a non lasciarli soli. Anche in questa occasione quindi l’Amministrazione Comunale di Fossacesia, guidata dal Sindaco Enrico Di Giuseppantonio, si mostra un’Amministrazione attenta in primis alla tutela dei propri cittadini, e soprattutto dei minori che spesso fanno uso inappropriato di tali strumenti di divertimento, con conseguenti gravi rischi per la salute, ma anche sensibile alle esigenze dei nostri amici a quattro zampe, per i quali il fragore dei botti può avere risvolti molto gravi. L’inosservanza dell’ordinanza sindacale sarà punita con una sanzione amministrativa pecuniaria, ai sensi dell’articolo 7 bis del D.Lvo 267/2000 del testo in vigore, che va da un minimo di  25 euro ad un massimo di 500 euro, fatta salva, ove il fatto assuma rilievo penale, la denuncia all'Autorità Giudiziaria  

 

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