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Foto di repertorio

E' di 80 milioni di euro il progetto, cantierabile, per la realizzazione del nuovo Ospedale. “Una sfida che abbiamo tutta l'intenzione di vincere, insieme e nell'interesse dei cittadini”, ha detto l'Assessore alla Programmazione Sanitaria della Regione Silvio Paolucci che venerdì scorso ha incontrato a Palazzo di città, il Sindaco Mario Pupillo, il Presidente del Consiglio Comunale Leo Marongiu e altri rappresentanti dell'Esecutivo e della maggioranza. Un incontro importante per la concretezza dell'argomento trattato, la costruzione del nuovo Renzetti sull'area del vecchio presidio. La questione ospedale, com'è noto, è andata avanti per anni, tra polemiche e confronti, dichiarazioni e commenti fino all'ultima decisione che è stata appunto quella di utilizzare l'area dell'attuale ospedale. Proprio sull'ubicazione si erano scatenati i maggiori contrasti, Villa Martelli o Val di Sangro? L'amletico interrogativo che ha tenuto banco per mesi, due possibili soluzioni sulle quali si erano concentrati l'attenzione e l'interesse di numerosi sostenitori. Ognuno a spiegare i vantaggi e i benefici per gli utenti e il territorio di una o dell'altra proposta. Alla fine di una querelle che si è consumata più sulle opportunità e gli obiettivi politici dell'uno e dell'altro schieramento, che sull'effettiva valutazione della domanda di salute dei cittadini, la scelta dell'attuale maggioranza di centro sinistra è caduta sull'area del vecchio Ospedale. Una decisione accolta di buon grado soprattutto dagli utenti che chiedono però di non perdere altro tempo. E a quanto pare l'iter potrebbe subire un'accelerazione, grazie al giudizio positivo del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici in Sanità che nella seduta dello scorso 17 febbraio ha espresso parere favorevole all'accordo di programma proposto per la Regione Abruzzo per la costruzione di tre nuovi ospedali (Avezzano, Lanciano e Vasto). Dalle parole - e sul futuro del Renzetti se ne sono dette tante - si comincia a passare finalmente ai fatti. L'Assessore Paolucci ha pure sottolineato che il percorso della costruzione della nuova struttura “va di pari passo con la costruzione delle infrastrutture immateriali”. Il riferimento va alle nomine dei prossimi cinque Primari, per i quali sono stati bloccati di recente i concorsi, e che andranno a dirigere i reparti dell'Unità Operativa Complessa di Medicina, Ortopedia, Neurologia e Pediatria. (pdf)

Partecipano oltre 40 Paesi allo sciopero di domani 8 Marzo indetto dal Movimento Globale “Non Una di Meno” contro la violenza sulle donne e di genere. “Lo sciopero generale nazionale è stato indetto dal COBAS - Confederazione dei Comitati di Base, da altri sindacati di Base e dalla FLC - CGIL su richiesta del movimento Non Una di Meno, tutte e tutti possono partecipare a prescindere dalle tessere sindacali”, tiene a precisare in un comunicato Domenico Ranieri, Cobas Chieti, dove evidenzia anche l'appello lanciato dal Movimento a tutte le lavoratrici e i lavoratori. Un appello che sarebbe rivolto soprattutto al mondo della scuola. Insegnanti e studenti subirebbero pressioni da parte dei Dirigenti Scolastici anche in vista dello sciopero della scuola indetto per il prossimo 17 marzo. “Le comunicazioni di sciopero generale nazionale, sono consultabili sul sito della Commissione Garanzia Scioperi ed è inutile che le Direzioni di tutte le realtà lavorative e dirigenti del Pubblico e Privato fanno finta di non averle ricevute o non espongono le comunicazioni di indizione di sciopero nelle bacheche aziendali”, conclude Ranieri. In molte città abruzzesi, compreso a Lanciano, ci saranno cortei ed eventi organizzati dal Movimento Non Una di Meno.

 

E' stata presentata questa mattina a Lanciano, da Silvia Ferrante e Stefano Ammirati, il programma, di iniziative e manifestazioni, previsto per la giornata dell'8 Marzo. Si tratta di una serie di eventi elaborati e organizzati dopo un percorso condiviso di incontri e assemblee che hanno preso il via il 10 Febbraio scorso e a cui hanno partecipato associazioni, movimenti, collettivi studenteschi, centri anti violenza, sportelli di aiuto e tanti altri, sensibili e vicini alle ragioni di "Non una di meno". Un "cammino" che affonda le sue radici in Argentina, ha rimarcato Stefano Ammirati che ha voluto sottolineare i passaggi di un movimento internazionale e che ha visto in piazza a Roma, lo scorso 27 novembre, 200 mila donne. "Ho partecipato al tavolo tematico a Bologna, dove sono stati discussi gli otto punti e quello che ha suscitato maggiore attenzione è stato l'argomento relativo all'educazione e alla formazione - ha detto Stefano - abbiamo voluto riportare questo confronto anche a Lanciano e la risposta è stata straordinaria". L'obiettivo è costruire una rete, fuori da sigle e appartenenze, unite dalla condivisione degli otto punti fondamentali di "Non una di meno", ha puntualizzato Silvia Ferrante "E' importante e necessario riaffermare i diritti e la forza delle donne, dobbiamo combattere la violenza ma anche valorizzare le nostre peculiarità attraverso percorsi positivi. Le iniziative in programma vanno in questa direzione, lasciano spazio alla creatività, alla fantasia, alla conoscenza, all'impegno".

Nel documento reso noto stamane ci si chiede  cosa accadrebbe se tutte le donne del mondo contemporaneamente decidessero di astenersi dalle proprie mansioni e dai ruoli che quotidianamente le vedono impegnate?

L'8 marzo è la “festa della donna”, una giornata nata per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo. Quest’anno le donne di oltre 40 Paesi in tutto il mondo si uniranno in uno sciopero internazionale, per ricordare che la condizione della donna nel 2017 è ancora soggetta a violenze e discriminazioni. E lo faranno assieme a tanti uomini, perchè la violenza di genere è una questione che riguarda la libertà e la felicità di tutte/i.

La violenza di genere ha tante facce, che sono tutte il rovescio del sessismo connaturato e pervasivo della nostra società: femminicidio, molestie sessuali, sessismo mediatico e sul web, disparità salariali tra uomo e donna, minor riconoscimento sociale, discriminazioni sul lavoro, pochi aiuti alla maternità, il non vedere sempre riconosciuto il diritto ad un aborto sicuro e legale. Ed assume spesso le forme subdole di meccanismi culturali che relegano la figura della donna ad un ruolo di eterna subalternità, limitando, o negando la sua capacità di autodeterminarsi.

L’8 Marzo, anche Lanciano si tingerà di nero e fucsia (i colori della campagna NonUnaDiMeno), per dire no ad ogni forma di discriminazione e violenza di genere, e per reclamare pari dignità e diritti per tutti/e, a prescindere dal genere, dall’orientamento sessuale e dal luogo di provenienza.

Alcuni dati sull’Abruzzo:

L' 8,3% delle donne abruzzesi ha subito violenza, il doppio rispetto alla media nazionale.

Nel rapporto del progetto “L.e.A. – Lavoro e Accoglienza, Ricerca intervento sul fenomeno della violenza sulle donne della Regione Abruzzo” si legge che la violenza si consuma fisicamente, psicologicamente ed economicamente soprattutto in casa e all’interno di una relazione di affetto. Una delle sue forme più frequenti è la "privazione della libertà". Crediamo che la violenza maschile contro le donne non si combatta esclusivamente con l'inasprimento delle pene per chi la commette, ma con una trasformazione radicale della società.

Allarmanti sono i dati divulgati dalla CGIL Abruzzo relativi al primo trimestre del 2016: 13mila persone hanno perso il posto di lavoro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; di questi circa il 70% sono donne. la profonda crisi economica che riduce posti di lavoro e possibilità occupazionali stabili, unitamente al taglio delle risorse destinate alle politiche sanitarie, sociali ed assistenziali, sta riportando indietro di anni la condizione di tante donne.

In questo contesto, inoltre, proliferano le discriminazioni nei confronti delle donne. Spesso nel modello di assunzione o nel colloquio ci vengono fatte domande in merito allo stato di gravidanza, allo stato di famiglia, alle intenzioni in merito per il futuro; oppure si richiedono "strani" requisiti ecc. o peggio ancora vengono richiesti esami clinici per accertare la presenza di una gravidanza.

In Abruzzo l’80,7% dei ginecologi è obiettore di coscienza, 10 punti in più rispetto alla già alta media nazionale. Eppure esiste una legge dello Stato, la 194 del 1978, che garantisce alle donne il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni della gestazione. Garantirne l’applicazione, significa garantire il diritto di ogni donna alla salute e ad una maternità consapevole e non subita. Un diritto dunque che viene largamente negato in buona parte del nostro territorio. Vogliamo che la legge 194 del 1978, frutto di un referendum popolare votato da larga parte della società venga rispettata e applicata all’interno di ogni struttura sanitaria pubblica a tutela della salute e dell’autoderminazione delle donne.

 

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“E' una brutta sensazione sentirsi abbandonati dallo Stato”. Ma è così che si sentono Lucia Rapino e la figlia Maria Rosaria che da anni affrontano giornate durissime e il futuro non è affatto roseo. Maria Rosaria è una donna di quasi 40 anni, è cieca e da un po' di tempo fa fatica a camminare e quindi la sua già scarsa autonomia si è ulteriormente ridotta e mamma Lucia, vedova, che da sempre si è occupata e continua a occuparsi della figlia, dice di essere stanca e preoccupata.g “Sono vedova da tanti anni, ho quasi 70 anni e le mie risorse fisiche sono quasi del tutto esaurite, perché impiegate nel tempo a lottare affinché mia figlia potesse ottenere quel piccolo spazio nella società che le spetta di diritto, almeno cosi pensavo. Siamo stanche e deluse dalle tante promesse non mantenute – dice la signora Lucia - Non ci arrendiamo, no, non ancora, anche se alcuni giorni è veramente dura. Viviamo un tempo vuoto che non passa mai e come dice Maria Rosaria mamma ne ho piene le tasche.”Quella di Lucia e Maria Rosaria è una delle tante storie che accomunano quelli e non sono pochi che vivono situazioni di disagio e di profonda solitudine. Con l'obiettivo di tutelare i diritti dei disabili gravi e ciechi pluriminorati è nato il Comitato 328 Abruzzo, ad opera di un gruppo di genitori. Tra i soci fondatori c'è Loredana Ciccocioppo che in un comunicato denuncia lo stato di abbandono in cui versano alcune famiglie abruzzesi, richiama l'attenzione delle istituzioni e rende noto qual'è attualmente la situazione. Sono quattro i punti elencati nel documento e li riportiamo integralmente.

1) Richiamare la Regione Abruzzo per la sospensione dei servizi rivolti ai nostri figli disabili ciechi ipovedenti e con minorazioni aggiuntive.

2) Portare a conoscenza l’opinione pubblica del fatto che pur prendendo fondi destinati alla riabilitazione dei ciechi pluriminorati secondo quanto stabilito dalla Legge 284/97, il Centro di Oftalmologia dell’ospedale di Chieti, ci risulta non fornisca nessun tipo di riabilitazione ai disabili ciechi e ipovedenti pluriminorati e la Regione non vigila su questo.

3) La Regione Abruzzo riduce di più di un sesto i fondi destinati ai ciechi, ipovedenti e pluriminorati psicosensoriali (L.32/97 e L. 284/97) portandoli da 1.200.000 a 240.000, senza dare nessuna spiegazione alle famiglie.

4) Come Comitato intendiamo promuovere l’applicazione dell’art. 14 della L.328/2000 che sancisce il diritto di ogni disabile grave ad avere un progetto individuale che risponda alle sue reali necessità. Questo rappresenta uno strumento necessario per mettere ordine alla macchina burocratica dell’accesso ai servizi socio-sanitari. Garantendo la presa in carico globale del disabile e un maggior controllo dei soldi impiegati. Controllo che evidentemente qualcuno non vuole.

 

 

 

Da anni è una presenza importante ed efficiente su tutto il territorio con un servizio competente e professionale. La Croce Azzurra che ha sede a Lanciano opera in collaborazione con i Comuni, i Centri di Riabilitazione, le Case di Riposo, le Asl e i privati. Si occupa di trasporto di pazienti, di disabili, di dializzati e svolge un valido servizio anche per quanto riguarda le manifestazioni sportive e culturali. Ma l'impegno non si limita soltanto al trasporto ma va oltre con l'obiettivo di promuovere una buona prevenzione. E su questo punto la Croce Azzurra sta battendo molto con la convinzione che si tratta di un aspetto che non solo non deve essere trascurato. ma favorito e potenziato. In linea con questo orientamento da anni organizza con notevoli risultati, un corso di “Primo Soccorso”. E sabato 4 marzo prende il via quello targato 2017. Dieci lezioni, dalle 17 alle 19, che si terranno a Palazzo De Crecchio. Saranno i medici ad affrontare e spiegare argomenti di sicuro interesse. I primi due appuntamenti sono riservati all' “Attivazione e gestione dell'emergenza”, si continua con lezioni di pediatria, cardiologia, neurologia e psicologia. Si parlerà anche di “Traumi, ustioni, emorragie, e mezzi di immobilizzazione”. Un ampio spazio sarà riservato ad argomenti significativi come la Protezione Civile e la Sicurezza sul lavoro.

Pescara, 28 febbraio 2017 - Passato, presente e futuro in quattordici pannelli. Si intitola "C'è qualcosa di grande tra di noi. Il Banco Alimentare dell'Abruzzo: da 20 anni tra la gente, accanto ai poveri" la mostra documentaria realizzata in occasione del ventennale della sede abruzzese, a cura del giornalista Piergiorgio Greco, in esposizione nella sede centrale di via Celestino V a Pescara. Un affascinante percorso che ricostruisce le origini e i passi successivi con interviste, testimonianze, documenti, foto e numeri, e racconta cosa è oggi il Banco Alimentare dell'Abruzzo: una realtà stimata, in grado di affiancare con efficacia ed efficienza una rete di enti convenzionati di Abruzzo e Molise che assistono oltre 47 mila indigenti nelle due regioni.

La mostra è stata presentata venerdì 24 febbraio 2017 ad un parterre di rappresentanti istituzionali, imprenditori, volontari e amici che hanno accompagnato in questi anni lo sviluppo del Banco Alimentare dell'Abruzzo. Presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, l'assessore regionale alle Politiche sociali,Marinella Sclocco, il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, il segretario generale della Fondazione Banco Alimentare, Marco Lucchini, e Giovanni De Sanctis, già presidente del Banco Alimentare dell'Emilia Romagna. A fare gli onori di casa, Luigi Nigliato, presidente del Banco Alimentare dell'Abruzzo, insieme alla governance, al direttoreCosimo Trivisani e a tutto lo staff.

Dopo i tre pannelli iniziali, dedicati all'evoluzione storica dal 1997 ai giorni nostri, la mostra approfondisce le esperienze più significative: il volontariato, la crescita professionale e logistica dell'opera, le attività innovative, i rapporti con gli enti convenzionati e importanti imprese del territorio (De Cecco, Fater, Gruppo Gabrielli), la Colletta Alimentare di fine novembre, la collaborazione con il mondo della giustizia per le attività di messa alla prova per minori e adulti. Un percorso che si conclude con l'intenso saluto di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne.

Spiega Piergiorgio Greco: "Quando iniziammo a pensare ad un tema conduttore per i vent'anni del Banco Alimentare dell'Abruzzo, la scelta che adottammo era poco più di un'intuizione. Simpatica, efficace, originale. Ma niente più di un presentimento. Dopo aver scavato tra carte e date, delineato situazioni, connesso vicende e incontrato tanti protagonisti per dare forma e contenuto a questa mostra, quell'intuizione è diventata una conferma: c'è davvero qualcosa di grande tra di noi. I venti anni della nostra opera sono lo stupore vivo per una mole suggestiva di fatti, incontri, scelte, rischi, amicizie e relazioni che parlano di un luogo diventato, passo dopo passo, qualcosa di autenticamente significativo: un sicuro riferimento per molti (soprattutto enti caritatevoli, bisognosi, imprese) impegnati nella lotta alla povertà, una scelta lungimirante per quanti, espressione di ambienti culturali più disparati, hanno scelto di sostenerla concretamente per il suo palese valore, un motore di innovazione spesso indicato a livello nazionale come "buona pratica" per l'intera Rete Banco Alimentare. Dall'affascinante ricostruzione di come è nato tutto nel 1997, ai primi passi e agli sviluppi successivi, passando per i numeri, le attività innovative e le numerose testimonianze, tutto in questa mostra conferma che l'iniziale presentimento del vero era destinato a diventare esperienza tangibile. Ancora viva sotto i nostri occhi, al servizio di tutti".

Conclude Luigi Nigliato, presidente del Banco Alimentare dell'Abruzzo: "Vent'anni rappresentano sicuramente una bella tappa, importante e significativa, ma non sono un traguardo: quello lo abbiamo vissuto e lo viviamo ogni giorno, fatto dai tanti impegni, con momenti facili e meno facili, con i suoi successi e insuccessi, così com'è la vita. Per questo prevale in noi una sincera gratitudine ai tanti che in questi venti anni abbiamo incontrato, che ci hanno aiutato, che hanno contribuito in tante forme favorendo questa bellissima esperienza di reale condivisione umana e sociale: quella di combattere lo spreco alimentare e dare da mangiare a chi non ne ha o ne ha poco".

 

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Entusiasmante, catalizzatore di valori sani - solidarietà, rispetto delle regole, fiducia, autostima, responsabilità e rispetto dell’avversario, pazienza e sacrificio; benessere psico-fisico, competenze tecniche e atletiche -, lo sport è una vera “palestra di vita”, che rafforza e dà vigore al corpo mentre allena la mente. Molte le società sportive che a Lanciano investono nello sport , avviando fin dalla tenera età bambini e bambine alla pratica sportiva: calcio, calcetto, pallavolo, basket, tennis, atletica, baseball, danza, discipline di autodifesa.

Ma la volontà non basta. Ci vogliono strutture, spazi fisici attrezzati e monitorati dal punto di vista tecnico, sicuri e accoglienti.

A Lanciano gli impianti sono insufficienti e quelli esistenti necessitano di interventi di manutenzione e o ristrutturazione. In alcune strutture ci sono infiltrazioni di acqua e i ragazzi sono costretti a rincorrere la palla mentre schivano un secchio di acqua piovana.In altre mancano docce, riscaldamento o tribune a norma, oppure hanno la copertura inidonea. Fino a qualche anno fa, bambini e ragazzi si allenavano nell’ex palestra Funai, struttura fatiscente e con noti problemi di infiltrazioni da amianto, materiale tossico e cancerogeno. Per fortuna oggi quella struttura è stata chiusa.

A causa di questa situazione, molte società sportive hanno dovuto stipulare convenzioni con le palestre delle istituzioni scolastiche, condizionando inevitabilmente lo svolgimento delle attività sportive scolastiche in orario extracurriculare. Ciò ha generato tensione e malcontento tra il pubblico e il privato o rivalità tra le società sportive che rivendicano, a torto e a ragione, diritti di priorità, o peggio hanno stilato una classifica tra sport di serie A e di serie B.

A farne le spese i giovani atleti, ricche promesse o semplici dilettanti, questo non ha importanza, perché lo sport è un diritto di tutti. Non entro nel merito della politica, né dell'attività amministrativa, ma chi ci governa dovrebbe capire che migliorare la qualità della vita, o investire nell’educazione dei giovani, ha dei costi .Ma anche un guadagno. E il guadagno in questo caso non è solo profitto, ma crescita.(Alessio Moretti)

 

«A Orsogna si vive bene, si campa cent'anni e tutti dovrebbero venire ad abitarci»: ne è sicuro il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, e bisogna credergli visto che nel giro di una settimana il paese abruzzese ha festeggiato il compleanno non di una, ma di due centenarie, due nonnine vispe, allegre, perfettamente lucide, le quali hanno ricevuto in casa la visita del primo cittadino e lo hanno accolto all'ingresso personalmente, camminando in totale autonomia. Con tanto di baci e abbracci. E' stata grande festa per Ersilia Di Salvatore e Carmina Marcello, nate entrambe a febbraio del 1917. Ersilia il 16 e Carmina il 22.

Entrambe sono state festeggiate nelle rispettive abitazioni da figli, nipoti, parenti, amici, vicini di casa e a ciascuna il sindaco Montepara ha consegnato un omaggio floreale e una targa celebrativa dei cento anni appena compiuti.

A Orsogna, 4.100 abitanti a 432 metri sul livello del mare, "città del vino" a metà strada tra l'Adriatico e la Majella, raggiungere il secolo di vita non è difficile, anzi è cosa frequente: già un anno fa i rappresentanti del Comune fecero visita e festeggiarono tre centenari nel giro di tre mesi.

«Abbiamo una qualità della vita a dimensione umana che solo i piccoli Comuni possono garantire, grazie ad abitudini sane, a una rete sociale e familiare solida, a un ambiente non contaminato, a un contesto meno stressante sotto tutti i punti di vista - afferma Montepara, il quale è anche presidente nazionale dell'associazione Res Tipica dell'Anci -. Comuni e comunità che resistono nonostante tante difficoltà, nonostante a tutti i livelli si continui a sottovalutarne il ruolo. L'appello a tutti è di scegliere i piccoli Comuni come Orsogna: l'unico vero "rischio" è di... vivere cent'anni!».

“Le mamme che allattano al seno i propri figli sono le benvenute nella sede del Comune di Lanciano, dove da maggio 2016 abbiamo attivato un 'Baby pit-stop' secondo i dettami del progetto Unicef a disposizione gratuitamente delle mamme nella stanza dedicata ricavata nei locali della ex Casa di Conversazione, in piazza Plebiscito 61. Sono sempre più le mamme che lo utilizzano, anche per una breve sosta cambio pannolino, grazie alla privacy assicurata e alla posizione centrale. Il Comune di Lanciano ha praticamente anticipato la Direttiva inviata alle Pubbliche Amministrazioni lo scorso 3 febbraio dal Ministro per la Semplificazione e della PA, Marianna Madia, in materia di comportamenti e atti delle pubbliche amministrazioni ostativi all'allattamento. Accogliamo comunque la Direttiva e ne rilanciamo il contenuto, invitando tutte le pubbliche amministrazioni a dare seguito nel creare le condizioni necessarie affinché nessuna mamma abbia difficoltà ad allattare al seno il proprio figlio in un ufficio pubblico”.

Lo dichiara l'Assessore al Sociale del Comune di Lanciano, Dora Bendotti.

Il Baby Pit Stop si trova in una sala ad hoc della ex Casa di Conversazione con i seguenti orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. La Direttiva del Ministro Madia è disponibile per la consultazione e il download a questo link: https://goo.gl/N5B3hw.

 

 

Si legge nella ‘end polio now’: ‘I soci del Rotary rimangono flessibili davanti a tutte le sfide. Oggi, noi ci arrotoliamo le maniche e rinnoviamo i nostri sforzi per liberare il mondo da questa devastante malattia.

Anche il Rotary club di Lanciano è impegnato con progetti e iniziative e ha organizzato un evento proprio con l'obiettivo di sostenere la campagna polio plus, una malattia che colpisce ancora tanti bambini che nascono in paesi dove questa malattia purtroppo è ancora drammaticamente presente. La solidarietà passa questa volta per la musica con un omaggio a Ivan Graziani (di cui ricorre il ventennale della scomparsa) il chitarrista e cantautore teramano, noto per essere il fondatore del gruppo ‘anonima sounds’ e per aver scritto e interpretato canzoni che fanno parte ormai della storia della musica italiana, come “Lugano addio”. A proporre i suoi brani più amati sarà la Band composta da Blerina Shera, voce, Luigi Feliziani, chitarre, Carlo De Pasqua, basso, Matteo Giancristofaro, batteria e Alberto Paone, piano. Lo spettacolo che si terrà venerdì 24 febbraio alle 21.00, al Teatro Fenaroli, vedrà anche la partecipazione del coro dei ragazzi dell'Istituto “Umberto I” e del “Gruppo musical” del Liceo Scientifico Galilei. Ospite d'onore l'attore e regista abruzzese Pierluigi Di Lallo.

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