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Pescara, 28 febbraio 2017 - Passato, presente e futuro in quattordici pannelli. Si intitola "C'è qualcosa di grande tra di noi. Il Banco Alimentare dell'Abruzzo: da 20 anni tra la gente, accanto ai poveri" la mostra documentaria realizzata in occasione del ventennale della sede abruzzese, a cura del giornalista Piergiorgio Greco, in esposizione nella sede centrale di via Celestino V a Pescara. Un affascinante percorso che ricostruisce le origini e i passi successivi con interviste, testimonianze, documenti, foto e numeri, e racconta cosa è oggi il Banco Alimentare dell'Abruzzo: una realtà stimata, in grado di affiancare con efficacia ed efficienza una rete di enti convenzionati di Abruzzo e Molise che assistono oltre 47 mila indigenti nelle due regioni.

La mostra è stata presentata venerdì 24 febbraio 2017 ad un parterre di rappresentanti istituzionali, imprenditori, volontari e amici che hanno accompagnato in questi anni lo sviluppo del Banco Alimentare dell'Abruzzo. Presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, l'assessore regionale alle Politiche sociali,Marinella Sclocco, il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, il segretario generale della Fondazione Banco Alimentare, Marco Lucchini, e Giovanni De Sanctis, già presidente del Banco Alimentare dell'Emilia Romagna. A fare gli onori di casa, Luigi Nigliato, presidente del Banco Alimentare dell'Abruzzo, insieme alla governance, al direttoreCosimo Trivisani e a tutto lo staff.

Dopo i tre pannelli iniziali, dedicati all'evoluzione storica dal 1997 ai giorni nostri, la mostra approfondisce le esperienze più significative: il volontariato, la crescita professionale e logistica dell'opera, le attività innovative, i rapporti con gli enti convenzionati e importanti imprese del territorio (De Cecco, Fater, Gruppo Gabrielli), la Colletta Alimentare di fine novembre, la collaborazione con il mondo della giustizia per le attività di messa alla prova per minori e adulti. Un percorso che si conclude con l'intenso saluto di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne.

Spiega Piergiorgio Greco: "Quando iniziammo a pensare ad un tema conduttore per i vent'anni del Banco Alimentare dell'Abruzzo, la scelta che adottammo era poco più di un'intuizione. Simpatica, efficace, originale. Ma niente più di un presentimento. Dopo aver scavato tra carte e date, delineato situazioni, connesso vicende e incontrato tanti protagonisti per dare forma e contenuto a questa mostra, quell'intuizione è diventata una conferma: c'è davvero qualcosa di grande tra di noi. I venti anni della nostra opera sono lo stupore vivo per una mole suggestiva di fatti, incontri, scelte, rischi, amicizie e relazioni che parlano di un luogo diventato, passo dopo passo, qualcosa di autenticamente significativo: un sicuro riferimento per molti (soprattutto enti caritatevoli, bisognosi, imprese) impegnati nella lotta alla povertà, una scelta lungimirante per quanti, espressione di ambienti culturali più disparati, hanno scelto di sostenerla concretamente per il suo palese valore, un motore di innovazione spesso indicato a livello nazionale come "buona pratica" per l'intera Rete Banco Alimentare. Dall'affascinante ricostruzione di come è nato tutto nel 1997, ai primi passi e agli sviluppi successivi, passando per i numeri, le attività innovative e le numerose testimonianze, tutto in questa mostra conferma che l'iniziale presentimento del vero era destinato a diventare esperienza tangibile. Ancora viva sotto i nostri occhi, al servizio di tutti".

Conclude Luigi Nigliato, presidente del Banco Alimentare dell'Abruzzo: "Vent'anni rappresentano sicuramente una bella tappa, importante e significativa, ma non sono un traguardo: quello lo abbiamo vissuto e lo viviamo ogni giorno, fatto dai tanti impegni, con momenti facili e meno facili, con i suoi successi e insuccessi, così com'è la vita. Per questo prevale in noi una sincera gratitudine ai tanti che in questi venti anni abbiamo incontrato, che ci hanno aiutato, che hanno contribuito in tante forme favorendo questa bellissima esperienza di reale condivisione umana e sociale: quella di combattere lo spreco alimentare e dare da mangiare a chi non ne ha o ne ha poco".

 

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Entusiasmante, catalizzatore di valori sani - solidarietà, rispetto delle regole, fiducia, autostima, responsabilità e rispetto dell’avversario, pazienza e sacrificio; benessere psico-fisico, competenze tecniche e atletiche -, lo sport è una vera “palestra di vita”, che rafforza e dà vigore al corpo mentre allena la mente. Molte le società sportive che a Lanciano investono nello sport , avviando fin dalla tenera età bambini e bambine alla pratica sportiva: calcio, calcetto, pallavolo, basket, tennis, atletica, baseball, danza, discipline di autodifesa.

Ma la volontà non basta. Ci vogliono strutture, spazi fisici attrezzati e monitorati dal punto di vista tecnico, sicuri e accoglienti.

A Lanciano gli impianti sono insufficienti e quelli esistenti necessitano di interventi di manutenzione e o ristrutturazione. In alcune strutture ci sono infiltrazioni di acqua e i ragazzi sono costretti a rincorrere la palla mentre schivano un secchio di acqua piovana.In altre mancano docce, riscaldamento o tribune a norma, oppure hanno la copertura inidonea. Fino a qualche anno fa, bambini e ragazzi si allenavano nell’ex palestra Funai, struttura fatiscente e con noti problemi di infiltrazioni da amianto, materiale tossico e cancerogeno. Per fortuna oggi quella struttura è stata chiusa.

A causa di questa situazione, molte società sportive hanno dovuto stipulare convenzioni con le palestre delle istituzioni scolastiche, condizionando inevitabilmente lo svolgimento delle attività sportive scolastiche in orario extracurriculare. Ciò ha generato tensione e malcontento tra il pubblico e il privato o rivalità tra le società sportive che rivendicano, a torto e a ragione, diritti di priorità, o peggio hanno stilato una classifica tra sport di serie A e di serie B.

A farne le spese i giovani atleti, ricche promesse o semplici dilettanti, questo non ha importanza, perché lo sport è un diritto di tutti. Non entro nel merito della politica, né dell'attività amministrativa, ma chi ci governa dovrebbe capire che migliorare la qualità della vita, o investire nell’educazione dei giovani, ha dei costi .Ma anche un guadagno. E il guadagno in questo caso non è solo profitto, ma crescita.(Alessio Moretti)

 

«A Orsogna si vive bene, si campa cent'anni e tutti dovrebbero venire ad abitarci»: ne è sicuro il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, e bisogna credergli visto che nel giro di una settimana il paese abruzzese ha festeggiato il compleanno non di una, ma di due centenarie, due nonnine vispe, allegre, perfettamente lucide, le quali hanno ricevuto in casa la visita del primo cittadino e lo hanno accolto all'ingresso personalmente, camminando in totale autonomia. Con tanto di baci e abbracci. E' stata grande festa per Ersilia Di Salvatore e Carmina Marcello, nate entrambe a febbraio del 1917. Ersilia il 16 e Carmina il 22.

Entrambe sono state festeggiate nelle rispettive abitazioni da figli, nipoti, parenti, amici, vicini di casa e a ciascuna il sindaco Montepara ha consegnato un omaggio floreale e una targa celebrativa dei cento anni appena compiuti.

A Orsogna, 4.100 abitanti a 432 metri sul livello del mare, "città del vino" a metà strada tra l'Adriatico e la Majella, raggiungere il secolo di vita non è difficile, anzi è cosa frequente: già un anno fa i rappresentanti del Comune fecero visita e festeggiarono tre centenari nel giro di tre mesi.

«Abbiamo una qualità della vita a dimensione umana che solo i piccoli Comuni possono garantire, grazie ad abitudini sane, a una rete sociale e familiare solida, a un ambiente non contaminato, a un contesto meno stressante sotto tutti i punti di vista - afferma Montepara, il quale è anche presidente nazionale dell'associazione Res Tipica dell'Anci -. Comuni e comunità che resistono nonostante tante difficoltà, nonostante a tutti i livelli si continui a sottovalutarne il ruolo. L'appello a tutti è di scegliere i piccoli Comuni come Orsogna: l'unico vero "rischio" è di... vivere cent'anni!».

“Le mamme che allattano al seno i propri figli sono le benvenute nella sede del Comune di Lanciano, dove da maggio 2016 abbiamo attivato un 'Baby pit-stop' secondo i dettami del progetto Unicef a disposizione gratuitamente delle mamme nella stanza dedicata ricavata nei locali della ex Casa di Conversazione, in piazza Plebiscito 61. Sono sempre più le mamme che lo utilizzano, anche per una breve sosta cambio pannolino, grazie alla privacy assicurata e alla posizione centrale. Il Comune di Lanciano ha praticamente anticipato la Direttiva inviata alle Pubbliche Amministrazioni lo scorso 3 febbraio dal Ministro per la Semplificazione e della PA, Marianna Madia, in materia di comportamenti e atti delle pubbliche amministrazioni ostativi all'allattamento. Accogliamo comunque la Direttiva e ne rilanciamo il contenuto, invitando tutte le pubbliche amministrazioni a dare seguito nel creare le condizioni necessarie affinché nessuna mamma abbia difficoltà ad allattare al seno il proprio figlio in un ufficio pubblico”.

Lo dichiara l'Assessore al Sociale del Comune di Lanciano, Dora Bendotti.

Il Baby Pit Stop si trova in una sala ad hoc della ex Casa di Conversazione con i seguenti orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. La Direttiva del Ministro Madia è disponibile per la consultazione e il download a questo link: https://goo.gl/N5B3hw.

 

 

Si legge nella ‘end polio now’: ‘I soci del Rotary rimangono flessibili davanti a tutte le sfide. Oggi, noi ci arrotoliamo le maniche e rinnoviamo i nostri sforzi per liberare il mondo da questa devastante malattia.

Anche il Rotary club di Lanciano è impegnato con progetti e iniziative e ha organizzato un evento proprio con l'obiettivo di sostenere la campagna polio plus, una malattia che colpisce ancora tanti bambini che nascono in paesi dove questa malattia purtroppo è ancora drammaticamente presente. La solidarietà passa questa volta per la musica con un omaggio a Ivan Graziani (di cui ricorre il ventennale della scomparsa) il chitarrista e cantautore teramano, noto per essere il fondatore del gruppo ‘anonima sounds’ e per aver scritto e interpretato canzoni che fanno parte ormai della storia della musica italiana, come “Lugano addio”. A proporre i suoi brani più amati sarà la Band composta da Blerina Shera, voce, Luigi Feliziani, chitarre, Carlo De Pasqua, basso, Matteo Giancristofaro, batteria e Alberto Paone, piano. Lo spettacolo che si terrà venerdì 24 febbraio alle 21.00, al Teatro Fenaroli, vedrà anche la partecipazione del coro dei ragazzi dell'Istituto “Umberto I” e del “Gruppo musical” del Liceo Scientifico Galilei. Ospite d'onore l'attore e regista abruzzese Pierluigi Di Lallo.

Da domani giovedì 16 febbraio a venerdì 17 marzo è possibile presentare la domanda per ottenere l’erogazione di contributi a sostegno degli inquilini morosi incolpevoli. I fondi, pari a 82.013 euro, sono stati assegnati dalla Regione Abruzzo al Comune di Lanciano con delibera di giunta regionale 702 del 5 novembre 2016.

"La Regione Abruzzo ha ripartito ai maggiori comuni abruzzesi i fondi per prevenire gli sfratti causati da morosità incolpevole, ovvero la sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locazione della propria casa in seguito a perdita o riduzione consistente del reddito del nucleo familiare”, spiega l'Assessore alla Politica della Casa, Giacinto Verna. “Possono usufruire del contributo, a partire da un minimo di 4.500 euro, gli inquilini che abbiano visto ridursi il proprio reddito familiare in maniera consistente nel 2016 rispetto all'anno precedente, per cause come il licenziamento dal lavoro non imputabile a sé stessi, la collocazione in cassa integrazione o in mobilità e quindi in condizioni oggettive di difficoltà nel pagare l'affitto. Il nostro impegno quotidiano è sempre teso a cogliere tutte le possibilità che le istituzioni e le leggi ci mettono a disposizione per andare incontro alle esigenze di quei cittadini che in questo momento di crisi economica non possono permettersi di pagare interamente l'affitto”, sottolinea Verna.

Le domande di partecipazione al beneficio devono essere presentate sui moduli predisposti dal Comune di Lanciano entro il 17 marzo 2017. I moduli per la presentazione delle domande sono disponibili in formato cartaceo presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp) nel Palazzo Comunale (0872707226) e in formato digitale per il download sul sito istituzionale www.comune.lanciano.chieti.it.

 

Cinquantadue scatti in bianco e nero che raccontano con la forza, con l'intensità, con la verità che solo le immagini sanno dare, la complessa vicenda legata al confine orientale italiano nell'immediato dopoguerra. La mostra dal titolo eloquente “Foibe: Voci dimenticate” sarà inaugurata domani nei corridoi del Tribunale di Lanciano, proprio in occasione del Giorno del Ricordo, istituito il 30 marzo del 2004 dallo Stato Italiano per conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. La proposta del dott. Rocky Mariano, proprietario delle foto, nonché responsabile del Comitato 10 Febbraio Lanciano, è stata accolta con favore dalla Presidente del Tribunale Maria Gilda Brindesi, ed è stata sostenuta dall'Ordine degli Avvocati che ha mostrato particolare sensibilità nei confronti dell'argomento. “Il 2011 è stato l'ultimo anno di vere celebrazioni in città in ricordo dei martiri delle foibe – sottolinea Rocky Mariano – è importante non dimenticare l'eccidio di popolazioni inermi e indifese. La mostra si divide in 5 sezioni tematiche: cenni storici, la foiba, ritrovamenti, esodo e monumenti. Gli scatti, opera di fotografi di guerra, sono stati donati al Comitato 10 Febbraio dalla Lega Nazionale di Trieste, un' associazione fondata nel 1981 per sostenere la diffusione della cultura e della lingua nelle terre del nordest d’Italia”.Gli scatti resteranno nei corridoi del Palazzo di Giustizia Frentano per tutto il mese di febbraio.

La Regione Abruzzo ha destinato 249.982 euro al Comune di Lanciano per la ripartizione dei fondi relativi alle attività del Piano Locale della Non Autosufficienza (PLNA) anno 2016. Si tratta di risorse economiche che i singoli territori utilizzano per garantire i servizi alle persone non autosufficienti. Conferenza stampa questa mattina dell’assessore alle politiche sociali Dora Bendotti che ha posto ancora una volta l’attenzione di quanto questa amministrazione sia vicina al sociale ed ha ribadito  il suo appello al Governo affinchè si possa fare sempre di più per aiutare le persone svantaggiate.

Il requisito fondamentale per accedere ai fondi è quello appunto della non autosufficienza e la ripartizione degli stessi avviene mediante una concertazione tra l'Assessorato al Sociale, i Sindacati, le Associazioni impegnate nel settore ed il Dipartimento di Assistenza Territoriale della Asl Lanciano Vasto Chieti. I fondi per le attività del Piano relative al 2016, per un totale di 249.982 euro sono stati così ripartiti: Assistenza Domiciliare Socio Assistenziale, 110 pazienti, 29.239,25 euro; Assistenza Domiciliare Integrata, 32 pazienti, 12.385 euro; Trasporto Diversamente Abili, 38 pazienti, 16.450 euro; Centro Diurno Il Cireneo Diversamente Abili Autistici, 10 pazienti, 21.926 euro; Associazione Anfass Diversamente Abili Intellettivo Relazionali, 17 pazienti, 35.000 euro; Assistenza Domiciliare a pazienti psichiatrici, 16 pazienti, 9.990 euro; Assegno Disabilità gravissime, inclusi quelli a sostegno delle persone affette da Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), massimo 40 pazienti, 124.991 euro. Per quest'ultima voce di finanziamento è necessario che gli aventi diritto presentino la domanda come da modello disponibile sia online che presso lo sportello di Segretariato Sociale o l’URP o il PUA (Punto Unico di Accesso Asl) entro e non oltre il 28 febbraio 2017.

Il fatto di aver ripristinato questo fondo, seppur in ritardo rispetto ai tempi di cura, è un fatto positivo per la vita delle persone. Ma queste dovrebbero essere risorse "permanenti" e strutturate perché i malati non autosufficienti non lo sono solo a fine anno e non possono rimanere in balia di decisioni politiche nazionali incerte. Il Comune di Lanciano ha scelto di investire nel Sociale circa 1.400.000 euro, somma che arriva ai 2 milioni di euro con i progetti che portiamo avanti annualmente, a dimostrazione che l'Amministrazione Pupillo crede fortemente e con i fatti nelle politiche sociali e nei diritti dei cittadini più deboli”, sottolinea l'Assessore al Sociale Dora Bendotti.

La dottoressa Manola Rosato dirigente dell’area distrettuale di Lanciano per l’Assistenza Territoriale ha parlato di numeri incoraggianti: 62mila residenti di cui 13 mila anziani il 6% assistita in ADI, numeri in crescita per un servizio essenziale reso efficace dalla collaborazione Comune Asl.

Chi non ricorda la battaglia portata avanti con grande coraggio, con forza e determinazione da Piergiorgio Welby, una vicenda dolorosa che richiamò all'attenzione un tema di cui si fa ancora fatica a parlare, il proprio “fine vita”. Sono passati da poco 10 anni dalla morte di Welby e in questi giorni la XII Commissione della Camera sta discutendo sul Consenso informato e sul Biotestamento. Ed è in questo contesto che si inserisce l'iniziativa del Partito Socialista Italiano che a Vasto, domani, 3 febbraio, alle 17.30 presso la Pinacoteca di Palazzo D'Avalos organizza un incontro con Mina Welby, Pia Locatelli, deputata del Psi e Maria Amato del Pd. Le due parlamentari fanno parte del gruppo ristretto che si è occupato della stesura del testo base della legge. Mina ha vissuto con il marito, malato di Sla, il calvario del fine vita affidato alle sentenze dei giudici, e da anni si batte per i diritti della dignità dei malati. Un tema difficile ma che appartiene alla quotidianità della vita. Un argomento delicato, complesso e controverso che sta facendo molto discutere, che non lascia indifferenti, che coinvolge e respinge, ma che certo non può essere ignorato. Nemmeno dal mondo cattolico. E l'intervento del Cardinal Bagnasco è la testimonianza di un'attenzione, pur con tutte le riserve e le perplessità, e non di una preclusione. “Le volontà per il proprio fine vita, una scelta di dignità in cui ognuno è libero di decidere per sé secondo la propria coscienza, la propria fede. Come affrontare l'idea della morte? Ci sono persone che vivono con angoscia il pensiero di lasciare ad altri l'onere di scelte difficili, che finiscono nel teatro mediatico e nelle mani dei giudici – spiega l'onorevole Maria Amato - , ed altri che non ci pensano , che non ci vogliono pensare e semplicemente si affidano ai medici, ai famigliari, alla sorte. La proposta di legge senza forzature si muove nel rispetto degli uni e degli altri. E se la parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento sarà oggetto sicuramente di discussione è l'art. 1 del testo quello maggiormente innovativo: il consenso informato vissuto dalla parte della persona malata, il tempo dei colloqui, il diritto all'essere informati, quello a non voler sapere, il diritto di scegliere e il dovere dello Stato al non abbandono. Sono apparentemente concetti scontati – conclude la parlamentare - che però nel contesto di medicina difensiva e di consensi informati fatti di fogli da leggere e da uno sbrigativo “firmi qui”, diventano concetti rivoluzionari, che riportano alla necessità della relazione di cura”.(p.d.f.)

 

 

Nell’ambito dell’Attività previste dal Programma Alternanza Scuola-Lavoro del Ministero dell’Istruzione, la Sevel di Atessa ha siglato una convenzione con l’Istituto Superiore Statale “Da Vinci – De Giorgio” di Lanciano rappresentato dal Dirigente scolastico Giovanni Orecchioni. La convenzione prevede l’erogazione di un progetto formativo specifico che, per questo anno scolastico, coinvolgerà gli alunni di 3 classi del terzo anno (Indirizzo Meccanico, Elettronico e Indirizzo Elettrotecnica) per un totale complessivo di 54 studenti. Le attività formative avranno una durata complessiva di 60 ore (di cui 22 di aula e 38 di project work) .Il programma si aprirà il 9 di febbraio con la prima giornata di Laboratorio Innovativo che si terrà presso l’Istituto a Lanciano. Gli alunni continueranno a seguire il percorso formativo anche per i successivi 2 anni che mancano al diploma, per un totale di circa 400 ore complessive. L’iniziativa della Sevel rientra nel progetto FCA for Education rivolto agli studenti di tutta Italia che si compone di due tipologie distinte di proposte: FCA Adoption e FCA e_discovery. La prima (FCA Adoption) consiste in una vera e propria “adozione” di un istituto da parte degli stabilimenti FCA presenti sul territorio nazionale (complessivamente ne sono coinvolti 16, tra cui proprio la Sevel di Atessa), e da alcune famiglie professionali. Alle scuole “adottate” viene offerto un programma di Alternanza Scuola-Lavoro completo della durata di 200 o di 400 ore (a seconda se licei o istituti tecnici) fruibile interamente o parzialmente a seconda delle esigenze dei singoli istituti. Gli studenti avranno la possibilità di conoscere da vicino il mondo delle professioni presenti in un’azienda globale. In particolare, all’interno del percorso di alternanza sono previste ore di lezione tenute da professional e manager aziendali, la possibilità di vivere alcuni momenti tipici di un’azienda presenziando a meeting di avanzamento, riunioni, brainstorming, momenti di verifica e di audit e approfondimenti on site sugli impianti produttivi per contestualizzare e consolidare quanto appreso nelle lezioni teoriche. Durante tutti e tre gli anni le classi saranno seguite da un tutor aziendale che si occuperà degli aspetti organizzativi e del monitoraggio dell’apprendimento dei ragazzi in collaborazione con il tutor scolastico. Oltre all’impianto abruzzese, il progetto coinvolge stabilimenti presenti in Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Campania e Basilicata. La seconda proposta, FCA e_discovery, che partirà a marzo, consiste in un prodotto on-line fruibile dagli studenti a livello di classe e assistiti da un facilitatore/tutor scolastico. Il percorso è suddiviso in quattro parti. La prima parte consiste nella descrizione dei processi fondamentali di un'azienda e le sue possibili organizzazioni. Nella seconda parte gli studenti dovranno organizzarsi per progettare un' azienda. Il percorso on-line prosegue con la terza parte in cui gli studenti trovano slide, filmati e altro materiale che raccontano il mondo automotive (come si progetta, si costruisce, si vende e si assiste dopo la vendita un'automobile). La quarta e ultima parte è un game competitivo al quale si partecipa come classe.“La crescita di FCA – sottolineano in Sevel - passa per la qualità delle persone. Abbiamo bisogno di persone complete che vogliono prendere in mano il loro futuro e influenzare positivamente l’Azienda in cui lavorano e la società con cui vivono. Per questo motivo il tema dell’ “alternanza scuola-lavoro” è sempre stato al centro dell’attenzione della nostra Azienda. Penso ad esempio alle “Scuole Allievi” che frequentavano i nostri dipendenti entrando in Fiat. Queste scuole hanno rappresentato uno degli esempi più importanti di formazione aziendale nella storia dell’industria italiana. Stiamo parlando del 1922 ma oggi, a 95 anni di distanza, l’impegno è sempre lo stesso. L’alternanza scuola-lavoro è uno strumento potenzialmente molto importante. Consente ai ragazzi di acquisire le conoscenze per comprendere e avvicinarsi in modo più efficace al mondo del lavoro. Il modello di relazione tra scuola e aziende promosso dal Miur va in questa direzione e FCA intende contribuire a valorizzarlo in modo significativo. Attraverso il nostro programma vogliamo dare ai ragazzi la possibilità di avvicinarsi a modelli organizzativi, processi e prodotti innovativi. Per FCA è inoltre importante avere un aggancio forte con il territorio in cui è presente, crediamo nella responsabilità sociale dell’azienda e vogliamo riempirla di contenuti”