Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

 

Sarà un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sui nuovi, possibili obiettivi per il futuro l’incontro dal titolo “Tumore al seno: prevenzione e screening in Abruzzo” che si svolgerà venerdì prossimo, 20 ottobre, dalle ore 9.00 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “d’Annunzio” di Chieti. A confrontarsi ci saranno gli specialisti impegnati nel programma dello Screening mammografico, il direttore generale della Asl della provincia di Chieti, Pasquale Flacco, l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, i rappresentanti delle istituzioni che si occupano di programmazione sociale e sanitaria regionale, le associazioni delle donne. Nel corso dei lavori sarà anche illustrato il modello di Breast Center, diretto da Ettore Cianchetti, adottato dall’Azienda sanitaria e che vede nell’ospedale di Ortona uno snodo importante.

L’iniziativa è di Europa Donna Italia, il movimento a tutela dei diritti delle donne riguardo a prevenzione e cura del tumore al seno, che ha chiamato a raccolta i diversi interlocutori

per concordare un piano di azione che assicuri servizi omogenei e di qualità a tutte le donne abruzzesi.

Nel mese della prevenzione del tumore al seno, le donne abruzzesi chiedono provvedimenti concreti da parte delle istituzioni per risolvere le carenze dello screening mammografico. L’Abruzzo è la quarta regione italiana, dopo Sicilia, Calabria e Campania, con il più basso numero di utenti che si sottopongono alla mammografia. Sono ancora troppe le donne che non vengono informate adeguatamente, non riescono a mettersi in contatto con il centro screening di riferimento, non ricevono l’invito per sottoporsi ai controlli.

Il tumore del seno costituisce la patologia tumorale femminile più frequente: in Europa è la seconda causa di morte per cancro, in Italia la prima per le donne tra i 35 e i 50 anni. In Italia ogni anno 50.000 donne si ammalano di tumore al seno e ne muoiono 12.000 («I numeri del cancro in Italia 2016», censimento Aiom e Registri Tumori).

Nella fascia di età tra 50 e 69 anni lo screening mammografico può ridurre la mortalità del 40% («Breast-Cancer Screening-Viewpoint of the IARC Working Group», N Engl J Med, June 11, 2015), l’equivalente di 4.800 vite salvate ogni anno.

La mammografia è in grado di intercettare la malattia a uno stadio iniziale, quando è ancora impalpabile. Se il tumore viene curato con le terapie adeguate nelle sue fasi iniziali, la possibilità di guarigione si avvicina al 98%, i trattamenti sono meno aggressivi e invalidanti, la donna riprende più velocemente la sua attività lavorativa, si riduce la spesa sanitaria.

In alcune regioni del Sud le percentuali di estensione e adesione allo screening mammografico permangono al di sotto di un livello accettabile, con gravi conseguenze per la salute delle donne. Per questo Europa Donna Italia, in collaborazione con le associazioni del territorio aderenti alla sua rete, ha avviato un progetto mirato a colmare le disparità esistenti nel nostro Paese in materia di screening mammografico, tramite convegni pubblici nelle regioni dove lo screening è carente per sollecitare l’impegno concreto delle Istituzioni, la sensibilizzazione della popolazione femminile e la partecipazione attiva del volontariato.

L’ospedale di Ortona ha aderito all’Open day menopausa, promossa da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute donna. Si tratta di un’iniziativa riservata agli ospedali “Bollini rosa”, quelli “vicini alle donne”, ai quali viene attribuito tale riconoscimento in virtù dei servizi offerti e dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili.

Venerdì prossimo, 20 ottobre, dalle ore 10 alle 13, la ginecologa Dora Di Ciano, presso la Sala conferenze del “Bernabeo”, terrà un incontro aperto alla popolazione sul tema “Sessualità nelle pazienti oncologiche in menopausa iatrogena”.

L’iniziativa si colloca nell’ambito delle attività promosse da Onda per il benessere in menopausa, una tappafisiologica nella vita della donna che rappresenta un momento particolarmente delicato per le profonde modificazioni fisiche e patologiche a essa correlate. Tali aspetti sono ancora più rilevanti se si pensa che oggi la donna in menopausa è più che attiva e vive appieno la sua sessualità.

Le reazioni e le modalità di risposta a questo grande cambiamento dipendono da numerosi fattori che possono influire in modo rilevante sulla qualità e sul benessere della donna. Fondamentale, pertanto, è il ruolo della prevenzione primaria e di una valutazione generale dello stato di salute per identificare situazioni di rischio e definire strategie efficaci di prevenzione e cura.
«Onda è da sempre impegnata nella promozione della salute e del benessere della donna. La menopausa merita un’attenzione speciale per la molteplicità dei cambiamenti fisici, psicologici e sociali che comporta in una donna - spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda -. L'(H)-Open Day è un'iniziativa già sperimentata per varie patologie, in cui gli ospedali del Network Bollini rosa che vi aderiscono aprono le porte alla popolazione mettendo gratuitamente a disposizione diverse tipologie di servizi. Quest’anno abbiamo deciso di realizzare per la prima volta anche una giornata dedicata alla menopausa con l’obiettivo di promuovere il benessere della donna in questa fase della sua vita».

 

L'evoluzione della tecnologia multimediale ha accompagnato l'evolversi delle società scientifiche e la creazione di momenti dedicati alla formazione-informazione strutturati "ad hoc" per avvicinare gli specialisti ambulatoriali a queste tematiche sempre più presenti e strutturate nel "modus operandi" di ciascuno di noi.

La Siut, Società Italiana Urologia Territoriale vuole proporre oggi pomeriggio a Lanciano presso l'Auditorium Diocleziano in Piazza del Plebiscito un Congresso Interregionale Abruzzo & Molise con inizio alle ore 08:00 con la partecipazione di illustri relatori di fama internazionale come il Prof. Michele Gallucci, Presidente AURO.it (Associazione Urologi Italiani), il Dr. Corrado Franzese Presidente Siut (Società Italiana Urologia Territoriale), il Dr. Giuseppe Di Giovacchino, Referente nazionale per l'Urologia Territoriale per Auro.it nonché Rappresentante macroregionale Abruzzo & Molise Siut, in cui il confronto scientifico su temi cardine dell'Urologia Territoriale cammini insieme all'evoluzione dei mezzi di comunicazione che stanno ponendo una sostanziale modifica nei sistemi sanitari di ciascuna regione. Il virtuoso ruolo di confronto ed integrazione costante dell'Urologo Territoriale con i Medici di Medicina Generale ed i Colleghi ospedalieri ed universitari, unitamente a percorsi condivisi in ambiti multidisciplinari trasversali sono i presupposti imprescindibili per il miglioramento dell'appropriatezza dell'uso delle risorse, l'ottimizzazione della qualità della pratica clinica e una buona gestione del percorso diagnostico-terapeutico del paziente. DAY SERVICE UROLOGIA TERRITORIALE: Un nuovo modello assistenziale ed organizzativo non più centrato sulla singola prestazione ma sul problema clinico per la presa in carico del paziente

Un nuovo modello, alternativo al ricovero ordinario e al Day Hospital, deve nella stessa maniera realizzare la presa in carico del paziente attraverso un insieme complesso di prestazioni, indispensabili per l'approfondimento diagnostico e la gestione assistenziale di tipo conservativo di patologie croniche che necessitano di un monitoraggio periodico e di patologie, non a carattere di cronicità ma complesse. Tali prestazioni, predisposte dallo Specialista sulla base documentata dell'EMB o dell'esperienza clinica, devono permettere al paziente di essere inquadrato in breve tempo (durata inferiore ad un mese), bypassando la prassi burocratica che si interpone tra la richiesta e l'effettuazione. Il tutto attraverso procedure che non richiedano una sorveglianza medica ed infermieristica superiore alle tre ore. Obiettivi sono la definizione diagnostica di nuove patologie, l'approfondimento a seguito di accesso al Pronto Soccorso, il follow-up dopo dimissione e il monitoraggio periodico di patologie croniche o ricorrenti. La Struttura è da decenni impegnata in una forte attività di comunicazione con il territorio protesa innanzitutto a far emergere il grande fenomeno del sommerso: incontinenza urinaria, disfunzione erettile, ecc... Tale modello fin dall'inizio è nato con l'intento di voler assicurare a livello territoriale un servizio che garantisse il livello più elevato possibile di complessità clinico-diagnostica a fronte di una facile accessibilità per l'utenza. Ospedale, Territorio e Medici di Medicina Generale non dovranno operare più in modo isolato: ogni singola struttura operativa dovrà essere il nodo di una Rete che affronta specifici problemi di salute, moltiplicando i punti di accesso per il cittadino nelle fasi di riconoscimento e di risoluzione dei problemi clinici. Questo nuovo modello assistenziale ed organizzativo, non più centrato sulla singola prestazione ma sul problema clinico, alternativo al ricovero ordinario e al Day Hospital, deve nella stessa maniera realizzare la presa in carico del paziente attraverso un insieme complesso di prestazioni, indispensabili per l'approfondimento diagnostico e la gestione assistenziale di tipo conservativo di patologie croniche che necessitano di un monitoraggio periodico e di patologie, non a carattere di cronicità, ma complesse. Tali prestazioni, predisposte dallo Specialista sulla base documentata dell'EBM o dell'esperienza clinica, devono permettere al paziente di essere inquadrato in breve tempo (durata inferiore ad un mese), bypassando la prassi burocratica che si interpone tra la richiesta e l'effettuazione. Obiettivi non meno ambiziosi sono la comunicazione dell'esigenza imprescindibile di una maggiore attenzione nei confronti dei fattori di rischio per le malattie uro-andrologiche e la diffusione di una maggiore consapevolezza individuale e di una cultura della prevenzione al maschile nella volontà di volerla adeguare a quella al femminile.

Conferenza stampa questa mattina a Lanciano, presso la sede dell'Unione Sindacale di Base, su quella che è stata definita senza mezzi termini la “sanità della vergogna". Un incontro per denunciare, ancora una volta, la  situazione della sanità in provincia di Chieti

Risulta evidente la necessità di istituire un concorso pubblico, ha dichiarato Luigi Iasci il responsabile Usb,  per Operatori Socio Sanitari  ed Ausiliari Ospedalieri, nel quale la priorità di assunzione va data ai lavoratori che hanno  queste qualifiche e che sono impiegati nelle cooperative ed aziende in appalto da anni.

Risulta tanto più evidente che la tanto proclamata esternalizzazione dei servizi ai privati da parte della ASL non abbia portato benefici né alle casse pubbliche né tanto meno alla  qualità del lavoro e quindi del servizio sanitario.  Sono centinaia di lavoratori della sanità, assunti però da privati ma che soffrono una strana e  paradossale condizione: sono impiegati negli ospedali pubblici, ma al contrario dei loro  colleghi strutturati ASL non hanno le stesse garanzie contrattuali, percepiscono salari  bassi e l'organizzazione del lavoro attuata dalle aziende e cooperative che hanno in  appalto i servizi esternalizzati è pessima.  Una condizione che  costringe tanti uomini e donne ad una situazione di costante insicurezza e precarietà, dato che: le turnazioni mensili del lavoro vengono comunicate all'ultimo  momento, viene negata la possibilità di avere un piano ferie organizzato con largo  anticipo, i carichi di lavoro risultano notevolmente esagerati, e la lista continua, è ancora  lunga e di certo non si ferma quì. Condizioni di pericolo costanti per i lavoratori: T. G. ci confida " per portare i carrelli del cibo in tutto l'ospedale una volta servivano 12 persone. Ora siamo in 3". Ed ancora una signora di Ortona denuncia come le stoviglie vengano lavate a mano, la stessa situazione anche a Gissi, per la mancanza di lavastoviglie.

I documenti ufficiali della Azienda Sanitaria Locale certificano che c'è carenza di organico   strutturato ASL per gli Operatori Socio Sanitari ed Ausiliari Ospedalieri. Risulterebbe logico   quindi istituire un concorso pubblico che riconosca a questi lavoratori la possibilità, dopo   anni di lavoro nell'ospedale, di diventare lavoratori stabili del pubblico impiego all'interno della  ASL 02, migliorando la qualità ed il controllo del lavoro e di conseguenza la qualità dei   servizi di cura, indispensabili per ogni cittadino.  Invece, con la delibera del 28 agosto 2017, appendiamo questa mattina,  la ASL 02 assume certamente a tempo   indeterminato 18 O.S.S., ma che hanno svolto il concorso pubblico presso la ASL di  Teramo. È assurdo, tuonano dal sindacato,  che si "importino" lavoratori di un'altra ASL, non aprendo un concorso   all'interno di ASL02. 

E poi, sempre secondo l’Usb,  lo sperpero di denaro pubblico perpetuato da ASL 02.

Con la delibera del 5 settembre 2017, continuano,  si dichiara aperta la procedura per una nuova gara  d'appalto per un unico operatore del servizio di somministrazione del lavoro a tempo  determinato: parliamo di 10 milioni di euro stanziati in 4 anni a chi si aggiudicherà  l'appalto, che permetteranno l'ingresso di lavoratori a tempo parziale proprio a coprire la  mancanza di oss, ausiliari, personale infermieristico e tecnico.  Invece con la deliberazione del 28 settembre 2017 la ASL 02 assegna ulteriori fondi, 1  milione e 300 mila euro, alle aziende che precedentemente si erano aggiudicate l'appalto  del servizio di mensa e consegna del vitto.

Dalla cifra con la quale queste aziende e cooperative private si sono aggiudicate l'appalto i   costi sono lievitati tantissimo, continuano,  fino a toccare la cifra di 32 milioni e 78 mila euro, solo 600   mila euro al di sotto della base d'asta con cui la ASL 02 aveva aperto l'appalto. 

Un fiume di denaro pubblico che arriva nelle casse dei privati, che sostanzialmente   pareggia quella che sarebbe stata la spesa pubblica in caso di servizi gestiti direttamente  dal pubblico. 

Tutto ciò avviene senza che la ASL risponda alle numerose sollecitazioni provenienti dal nostro sindacato concludono.

Negli ultimi sei o sette anni le statistiche indicano anche in Abruzzo un incremento del 25% del problema obesità, che ha causato l’aumento di tutte le patologie collegate in modo diretto e indiretto e, di conseguenza, anche una lievitazione dei costi per il Sistema sanitario. Sovrappeso e obesità favoriscono la comparsa di molte malattie come il diabete, l'ipertensione, l'arteriosclerosi, l'insufficienza respiratoria, la calcolosi e anche alcuni tipi di tumore. E' inoltre dimostrata l'importanza della distribuzione del tessuto adiposo: l'eccesso di grasso viscerale (rilevabile dalla misurazione della circonferenza vita) favorisce infatti le malattie cardiovascolari.

Per favorire la prevenzione e la cura di questa che l’Organizzazione mondiale della sanità ha indicato come una “malattia sociale”, il Centro obesità della Clinica medica dell’Ospedale di Chieti anche quest’anno aderisce all’Obesity Day, la Giornata nazionale per la lotta contro l’obesità.

Martedì prossimo, 10 ottobre, sarà allestita una postazione al V livello del “SS. Annunziata”, nella stanza 502. Dalle ore 8.00 alle 16.00 l’équipe guidata da Maria Teresa Guagnano sarà a disposizione dei cittadini che potranno sottoporsi a visita (misurazioni antropometriche), ottenere una diagnosi specifica riguardante normopeso, sovrappeso o obesità, e ricevere consigli nutrizionali. Per chi partecipa si potrà aprire un percorso preferenziale, evitando il passaggio al Centro unico di prenotazione.

Secondo i dati Istat la popolazione adulta italiana risulta così distribuita: 53% normopeso, 33.4% sovrappeso, 9% obeso e 3.6% sottopeso.

L'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), che promuove l’Obesity Day, ha avviato questo progetto di sensibilizzazione per «dare alle persone informazioni utili a un indirizzo terapeutico corretto di questa patologia - spiega Maria Teresa Guagnano -, ancora oggi spesso considerata e gestita come problema puramente estetico. Il progetto Obesity Day coinvolge i centri Adi (servizi di Dietetica e Nutrizione clinica, Servizi territoriali, Centri obesità) nel campo specifico della prevenzione e della cura dell'obesità e del sovrappeso. L’obiettivo è di sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi, spostare l'attenzione dal problema estetico al problema di salute, fare crescere la consapevolezza di poter disporre di centri che rappresentano validi punti di riferimento tecnico».

In occasione del 74° anniversario della gloriosa rivolta di Lanciano contro il nazifascismo, il Comune di Lanciano e l'Anpi Lanciano sezione Trentino La Barba propongono un ricco programma di manifestazioni in onore dei Martiri Lancianesi e della memoria dei fatti che valsero alla Città di Lanciano la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Ad aprire e chiudere gli eventi in programma sarà un testimone straordinario della Resistenza e dell'Antifascismo italiano, Adelmo Cervi, figlio di Aldo fucilato dai fascisti a Reggio Emilia nel 1943 con gli altri 6 fratelli. La mattina di martedì 3 ottobre e mercoledì 4 ottobre, nell'ambito del progetto dell'Anpi “Coltivare la Memoria Storica – Incontro con il testimone”, Cervi risponderà alle domande dei giovani studenti delle classi terze delle scuole medie cittadine. Venerdì 6 ottobre, alle 17.45 nella Casa di Conversazione, si terrà invece la presentazione del suo libro “Io che conosco il tuo cuore” (Edizioni Piemme), organizzata in collaborazione con Anpi e Auser Lanciano: è la storia del padre partigiano, combattente per la Libertà e la Democrazia, che venne ucciso dai fascisti il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia.

 

Martedì 3 ottobre, alle ore 17, si terrà la presentazione del libro romanzo “Il patriota giardiniere” (Editrice Carabba) di Umberto Nasuti, sempre nella Casa di Conversazione. Mercoledì 4 ottobre alle ore 17 nel Polo Museale Santo Spirito, convegno su “Nuove destre, nuovi populismi” a cura dell'Associazione L'Atritalia e Anpi Lanciano, con la collaborazione dell'ACP Regione Abruzzo.

Giovedì 5 ottobre alle 16.45,  raduno presso il Sacrario dei Martiri Ottobrini Lancianesi nel Cimitero di Lanciano: alle 17 Santa Messa nella Cappella del Sacrario celebrata dall'Arcivescovo della Diocesi Lanciano Ortona, Emidio Cipollone. Alle 18.30 ritrovo in Corso Trento e Trieste all’altezza della Lapide dedicata alle telefoniste dell’Agenzia S.T.I.M.O. e inizio del percorso della Memoria per alimentare la Pace, fiaccolata in ricordo dei tragici eventi del 5 e 6 ottobre 1943, a cura dell’ANPI e del Comune di Lanciano. L'itinerario sarà il seguente: dal luogo del raduno, il corteo si muoverà verso piazza Plebiscito, Corso Roma, Via Feramosca, Salita Arcivescovado, breve sosta in Largo dell’Appello e deposizione cuscino di fiori davanti al monumento a Trentino La Barba, Via Spaventa e conclusione fiaccolata in Piazza Martiri Lancianesi davanti il Monumento. Lungo il percorso ci saranno dei momenti dedicati alla lettura di alcune pagine tra le più belle dedicate alla Rivolta Lancianese.

Venerdì 6 ottobre dalle ore 9.30 in poi solenne celebrazione della memoria della Rivolta Lancianese degli Eroi Ottobrini, una delle pagine più nobili della Resistenza italiana. La cittadinanza è invitata a partecipare per rinnovare i valori della Libertà e della Democrazia, consapevoli che “chi dimentica è condannato a ripetere gli orrori”.

Un cambio di prospettiva sulla realtà carceraria e una provocazione: le APAC e il carcere senza sbarre. 25 pannelli fotografici, storie di uomini, non di carcerati. Perché nelle APAC entrano solo le persone, i delitti restano fuori. Così ricorda la frase posta al di fuori delle Associazioni di Protezione e Assistenza ai Condannati in Brasile, a dichiarare che qui la preoccupazione è per l'essere umano, non per le sbarre, le uniformi, la reclusione. Il gruppo trasversale degli organizzatori e sostenitori della mostra comprende i Csv di Chieti e Pescara, che promuovono e valorizzano il lavoro delle associazioni di volontariato nell'ambito carcerario, e numerose realtà operanti nel terzo settore, nella giustizia e nel mondo della cultura e grazie alla collaborazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Lanciano insieme alla Curia Arcivescovile e La Direzione del Carcere Circondariale di Lanciano.

L'intento è di porre l'attenzione sull'attuale situazione carceraria, portando come esempio la provocazione delle APAC brasiliane che attuano un sistema nuovo nel mondo della giustizia, dando vita a istituti di pena senza celle, senza polizia penitenziaria, senza armi, in cui sono gli stessi carcerati, chiamati recuperandi, a gestire la vita comune. Questa esperienza dal sapore paradossale è raccontata nella mostra fotografica realizzata in occasione del "Meeting per l'Amicizia fra i popoli" del 2016, a cura di Javier Rest&i, Juliàn de la Morena, Fabrizio Pellicelli, Jacopo Sabatiello, in collaborazione con la Fondazione Avsi. L'itinerario della mostra si snoderà in quattro tappe tra Abruzzo, Marche e Molise a partire dal 23 settembre fino al 16 novembre. La mostra prende il nome dalla frase di un recuperando, José, che dopo essere riuscito ad evadere da tutte le prigioni nelle quali era stato recluso, ha fatto l'esperienza di una realtà carceraria diversa nella quale ha reagito in modo diverso. Il caso di José non è l'eccezione, considerando che il tasso di recidiva nelle APAC brasiliane è quattro volte inferiore agli istituti tradizionali (15% contro 1'85%, fonte Ansa). In Abruzzo 5 carceri su 8 sono sovraffollate

Sovraffollamento, inadeguatezza degli edifici, carenza di organico nel personale penitenziario, mancanza di fondi per il trattamento rieducativo e per il lavoro dei detenuti, sono le criticità note ormai da tempo. La Corte Europea dei Diritti Umani, con la sentenza Torreggiani, una decisione presa all'unanimità, già nel 2013 ha condannato l'Italia per la violazione dell'art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani (CEDU). Focalizzandoci sulla situazione a livello regionale, ben cinque carceri, sulle otto totali, sono in sovraffollamento (Chieti, Sulmona, Teramo, Pescara e Lanciano). Dai dati presentati a maggio 2017, elaborati dal Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) in collaborazione con l'Associazione Pianeta Carcere su dati ufficiali del D.a.p., in Abruzzo ci sarebbe un affollamento delle carceri del 109,58%.

LANCIANO 7-17 ottobre 2017 Auditorium Diocleziano

• 3 ottobre ore 20,30 al Teatro Fenaroli incontro con Germano D'Aurelio, in arte 'Nduccio, da tempo vicino ai detenuti con la sua intensa e costante attività di volontariato. • 7 ottobre ore 17,00 Auditorium Diocleziano incontro inaugurale • 13 ottobre ore 15,30 Palazzo degli Studi Convegno di studio

E alla fine l’ufficio scolastico regionale ha dato ragione al sindaco di Castelfrentano Gabriele D’angelo che dal marzo scorso si stava battendo insieme alle dirigenza della secondaria Di Loreto e ai genitori tutti, per vedere garantito un diritto fondamentale: lo studio.

La storia abbiamo avuto modo di raccontarvela più volte (leggi qui). In estrema sintesi si era trattato di un problema nella formazione della classe prima, formata da 30 alunni, dove la presenza di due bambini portatori di handicap e di 4 con problemi legati all’apprendimento, non avrebbe consentito un regolare svolgimento della lezione. Il primo giorno di scuola i genitori, per protesta a una richiesta ignorata, non fecero entrare i ragazzi nelle aule. Il sindaco si recò a Chieti per conferire con il dirigente provinciale dell’ufficio scolastico, ma non ci fu un vero chiarimento ma una promessa di interessamento. I bambini rientrarono a scuola ma dopo una settimana, visto che nulla si era mosso, di nuovo aule vuote e il sindaco, insieme a quello di Altino Vincenzo Muratelli, che riesce ad arrivare al dirigente regionale, dopo varie peripezie.

Finalmente un’ispezione che ha posto fine a quella che era una situazione paradossale. Oggi il documento ufficiale; le prime medie saranno due, la stessa comunicazione anche ad Altino per il comprensivo Ciampoli.

Tutto bene quel che finisce bene insomma con la normalità ripristinata e i ragazzi liberi di costruire il proprio futuro sui banchi di scuola.(C.Lab)

Continua la protesta del sindaco di Castelfrentano Gabriele D’angelo a favore della situazione inaccettabile nella quale versa la classe prima della scuola secondaria del paese. Anche questa mattina i genitori non hanno  mandato i figli a scuola. (leggi qui).

   Gabriele D'Angelo

Lo scorso 11 settembre, alla riapertura delle scuole, come vi avevamo già raccontato nel nostro articolo, i genitori di comune accordo con il sindaco non fecero entrare i bambini in aula. Il sindaco si recò all’ufficio scolastico di Chieti e dopo una serie di incomprensioni riuscì finalmente a parlare con il responsabile del settore che si impegno a risolvere, o quantomeno ad interessarsi al caso, entro una settimana. Nulla, da quel momento nessuno risponde alle telefonate di D’Angelo che, ieri mattina, accompagnato dal sindaco di Altino Vincenzo Muratelli per l’istituto comprensivo De Petra di Casoli che ha una situazione simile, torna di nuovo a Chieti per chiedere spiegazioni. Da Chieti, dove l’ufficio scolastico è ancora chiuso al pubblico, vengono rispediti a Pescara e qui, uno alla volta, ricevuti dal dirigente. Una situazione paradossale, raccontano i sindaci più che mai uniti in una battaglia di diritto comune, il dirigente provinciale  ci ha collegati telefonicamente con la dirigente regionale  regionale che, sempre stando al racconto dei sindaci, ha proposto come risoluzione al problema di dividere le classi rimanendo però con lo stesso numero di insegnati e dove non sia presente materialmente il professore far trasmettere sulla lim (la lavagna elettronica) la lezione in corso nell’altra aula.

Ora chiederemo, dichiarano, l’accesso agli atti per capire come sono state divise le ore fra gli insegnanti e Muratelli aggiunge di volere spiegazioni anche riguarda alla norma che prevede classi non superiori alle 17 unità in zone sismiche.

   Vincenzo Muratelli

Non volevo credere alle mie orecchie, dichiara D’Angelo, e al mio disappunto è stato risposto che non sono cose che mi riguardano perché sono il sindaco ed io  ho risposto che tutto quello che concerne la mia comunità, soprattutto se siamo di fronte a soggetti più deboli, e mio dovere interessarmene. Risultato ottenuto? Mandano un’ispezione per controllare come la dirigente della scuola media ha formato le classi.

Il sindaco di Altino Muratelli concorde in tutto con il sindaco di Castelfrentano parla di chiare scuse per non voler risolvere un problema, sono un insegnate, dice, e queste cose so benissimo come funzionano  e sul suo profilo Fb scrive : “ho avuto modo di rappresentare grosse perplessità rispetto a possibili progetti e forme di progettazione didattiche alternative che si potrebbero attivare.  Ho rimarcato con forza la necessità del rispetto delle norme ministeriali vigenti per la formazione delle classi e che il Comune si costituirà , in tutte le sedi, affinché ci sia il rispetto della legge e delle norme in materia scolastica”

Intanto la protesta andrà avanti fino a mercoledì con i bambini che perderanno 5 giorni di scuola, sommando anche il primo, in quella che è definita la scuola dell’obbligo e che è un diritto fondamentale al pari della salute per tutti. (C.Lab)

Una nuova “casa” per accogliere i bambini in ambienti più spaziosi e confortevoli, dalle pareti color pastello che rendono l’ospedale più amico. E’ la piastra ambulatoriale pediatrica del “SS. Annunziata”, inaugurata questa mattina al VII livello del Corpo E, realizzata nei locali dell’ex Direzione medica di presidio interamente rinnovati. Il restyling è stato curato dall’Associazione Ragazzi con Affezioni Reumatiche d’Abruzzo (Arara Onlus), che ha fatto fronte ai circa 150 mila euro di investimento necessari grazie al sostegno economico offerto dal Gruppo Toto e Walter Tosto, grandi imprese anche in quanto a cuore.

L’area accoglie le attività di Reumatologia dell’età pediatrica, affidate a Luciana Breda, e Allergologia, di cui è responsabile Sabrina Di Pillo, presenti all’inaugurazione accanto al Presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, all’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, al direttore generale della Asl della provincia di Chieti, Pasquale Flacco, ad Alfonso Toto, Emanuela Tosto, al direttore della Clinica pediatrica, Angelika Mohn, e ai rappresentanti di Arara Onlus.

Il Presidente ha avuto parole di grande apprezzamento per l’attività svolta in favore dei bambini e per l’esempio di responsabilità sociale d’impresa offerto da Toto Costruzioni e Walter Tosto, che hanno saputo rispondere a una richiesta di solidarietà: «Chi ha la ricchezza non deve trattenerla solo a sé ma dispiegarla anche a favore degli altri - ha detto -. In tutto il mondo sta accadendo questo a opera dei più famosi imprenditori e io mi auguro che possa verificarsi ancora che, in caso di bisogno o di vuoto finanziario, o necessità di velocità di intervento, la ricchezza del privato si possa impiegare in opere per il bene collettivo». E’ stato sottolineato, inoltre, il valore di tale sinergia perché riferita ai bambini, i cui diritti non sono quelli da protocollo: «C’è bisogno di mettere in campo qualcosa in più quando pensiamo a loro, fare solo il proprio dovere non basta - ha proseguito - occorre aggiungere vincoli, legami, dedizione e organizzare spazi e servizi che abbiano carattere di umanità. Ed è quello che è stato realizzato qui e che è giusto sottolineare e condividere con quest’evento».

Per Paolucci la realizzazione della piastra ambulatoriale si incastra dentro un programma di interventi sull’ospedale di Chieti che si è sviluppato in questi anni, e ancora prosegue: «La nostra è stata una partenza in salita - ha ricordato l’assessore -, segnata dagli sgomberi dei corpi di fabbrica a rischio di staticità, che hanno determinato una inevitabile contrazione degli spazi disponibili. Abbiamo però messo in campo organizzazione e risorse per rendere operativo un importantissimo Polo del cuore, con tutte le attività a esso riconducibili, che rappresenta un grande punto di forza. Guardando al futuro, l’ospedale di Chieti può essere destinato solo a crescere, anche in considerazione della classificazione di Dea di II livello funzionale con Pescara che a esso è stata attribuita dalla programmazione regionale».