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Mancano ancora diversi mesi all'appuntamento con le urne per l'elezione del nuovo sindaco di Lanciano, ma il quadro politico cittadino è già piuttosto complicato e vale la pena fare una sorta di riepilogo per non perdere il filo. Cominciamo dall'attuale unica certezza: la candidatura di Tonia Paolucci, che essendo a capo di una lista civica (Libertà in Azione), non dovrà sottostare alle dinamiche dei partiti e neppure partecipare a eventuali primarie. Certa dovrebbe essere (ma il condizionale resta d'obbligo) anche la ricandidatura del sindaco uscente Mario Pupillo. Qualche giorno fa, in un'intervista al Messaggero, ha dichiarato di volersi ricandidare, pur rimettendo la decisione finale nelle mani del suo partito, il PD, cui spetta l'ultima parola. C'è chi dice che sia pronto a ritentare la scalata a Palazzo di Città anche l'attuale vice sindaco Pino Valente, candidandosi alla guida del suo "Progetto Lanciano". Nell'eventuale ballottaggio, sarebbe replicato il patto del 2011 e cioè l'apparentamento con Pupillo. Un patto in cui non è chiaro che ruolo potrebbe avere Donato Di Fonzo, silenzioso da mesi, che sta probabilmente riflettendo sul suo futuro politico. Più tormentata la situazione in casa Udc. Il capogruppo consiliare Paolo Bomba, l'altro giorno sul Centro ha smentito qualunque ipotesi di "avvicinamento" del suo partito al centrosinistra e in particolare al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, dopo che erano circolate voci di un "interessamento" del governatore a Errico D'Amico, che in tanti e da tempo, vedono già come uno dei candidati in corsa per lo scranno più alto del municipio. La discesa in campo di D'Amico con il centrosinistra, però, avrebbe fatto fuori Pupillo, con tutte le conseguenze politiche del caso. Fantapolitica, quindi, al di là delle smentite dei diretti interessati, perché a guardar bene non ci sono più i tempi per far digerire alla base un simile scenario. Su D'Amico, invece, potrebbe convergere Filippo Paolini. Anche l'ex sindaco aveva infatti dato la disponibilità a ricandidarsi alla carica di primo cittadino, ma da Forza Italia - almeno finora - l'accoglienza è stata piuttosto tiepida. Non tanto per la popolarità di Paolini, quanto sulla volontà del partito di proporre, in questa fase, volti nuovi. Su questo punta Manlio D'Ortona (anche se proprio non è un volto "nuovissimo"), che negli ultimi 5 anni è stato forse l'unico a mantenere la bandiera pidiellino-forzista in consiglio comunale. Basterà questa sua dedizione a far superare le perplessità che ci sono nel partito anche sul suo nome? Il punto è che per Forza Italia, e più in generale per il centrodestra, la partita di Lanciano (insieme a quella Vasto) è centrale nella ricostruzione del gradimento dello schieramento nella provincia più popolosa della regione, su cui si giocano anche le sorti di consultazioni elettorali più importanti. Resta alla finestra, per ora, Nicola Fosco, che proprio su VideoCittà non aveva escluso un suo impegno diretto. E c'è attesa anche per le mosse del M5S, che per il momento non ha ancora dato indicazioni sul percorso da seguire per le comunali frentane. Tutto, quindi, è in evoluzione (e non potrebbe essere altrimenti), ma c'è un dato che emerge con chiarezza già da oggi: di unità degli schieramenti, al di là dei proclami di facciata, per ora non se ne parla.