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“Il Presidente della  SASI  deve capire che i tempi sono cambiati e certi metodi di assunzione sono un’offesa al rispetto delle norme, alle regole della trasparenza e, cosa più importante, alla stessa meritocrazia soprattutto in un momento così difficile che vede i nostri ragazzi sempre più spesso costretti a lasciare l’Abruzzo. Per queste ragioni, stamattina, ho presentato un esposto - diffida alla Procura della Repubblica (e via pec anche alla Procura della Corte dei Conti de L’Aquila,  Autorità Anticorruzione e Collegio Sindacale SASI) che non vuole essere in nessun modo un atto ostile o ledere i diritti e i posti di lavoro di coloro che negli anni hanno maturato esperienze e professionalità”. E’ quanto dichiara il Consigliere regionale e Presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo che sottolinea: “Voglio chiarire che il mio esposto nasce, non per colpire i lavoratori precari che dovevano e devono essere stabilizzati, ma contro chi agisce arrogantemente senza rispettare norme e leggi continuando a calpestare le regole della meritocrazia e della trasparenza. I lavoratori precari possono stare tranquilli, non sarà la mia azione a danneggiare e ledere i loro diritti pregressi, e oggi ulteriormente acquisiti, perché dovranno essere regolarizzati secondo quello che già prevedono le disposizioni vigenti. Il precariato va stabilizzato attraverso procedure chiare e legittime senza inventare  strade  ‘tortuose’ e irrispettose, peraltro illudendo centinaia e centinaia di disoccupati che hanno regolarmente risposto all’avviso pubblico e aspiravano legittimamente a un posto nella SASI così come quelle persone rimaste senza lavoro per colpe certamente non imputabili a loro. Peraltro, la mia azione è tesa a respingere tentativi di altre assunzioni mediante la logica del precariato (nascosta con il ricorso al lavoro interinale)  e quindi della indicazione partitica su chi deve essere assunto. Spiace vedere come le stesse Organizzazioni Sindacali diano il proprio assenso a tutto ciò solo perché si prospettano nuove assunzioni. Va sottolineato ed evidenziato che queste nuove operazioni contrastano palesemente con la situazione economica finanziaria deficitaria in cui versa la SASI e ricordano quanto accaduto all’ACA di Pescara e di recente al CAM della Marsica. Nel bilancio della  SASI vengono evidenziate situazione debitorie, deficitarie e di impossibilità di certezza di partite creditorie, che fanno temere a una prossima richiesta di procedure concordatarie e concorsuali che danneggerebbero l’intera economia territoriale oltre che a mettere a rischio i posti di lavori. Altro che regolarizzazione e nuovi posti di lavoro!!! Di questo si dovrebbe occupare il Presidente Baserebbe, magari individuando le opportune e idonee strategie risolutive, piuttosto che dedicarsi a continui viaggi romani (tutte a spese della collettività) per chiedere protezioni ed indicazioni”.