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L’ appello al consiglio di stato presentato da Ecolan è stato respinto. Il ricorso  seguì alla sentenza che dichiarava illeggittima l’affidamento in house da parte del Comune di Lanciano. Da quella sentenza si dichiaravano illegittimi i contratti stipulati tra Comune ed Ecolan in quanto non era stato rispettato il cosidetto “controllo analogo” cioè quando l’ affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall'ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta “in house” e, comunque, nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria in materia.

Il ricorso , attuò ad accertare la violazione, fu presentato dalla da Rieco, società di servizi integrati per l'ambiente che opera in gran parte del territorio abruzzese.

Ecolan modificò lo statuto societario in modo da renderlo conforme alle disposizioni emesse dal T.A.R. e il comune di Lanciano riaffido ancora all’Ecolan  il servizio di igiene urbana. Sembrava tutto risolto ma, ieri, il Consiglio di Stato torna sulla questione e dichiara l’improcedibilità dell’appello per “sopravvenuta carenza d’interesse”  nel caso di specie, in particolare dopo aver proposto ricorso in appello per la riforma della sentenza del T.A.R.(Redazione)