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LANCIANO. Hanno ringraziato tutti con un post su Facebook per annunciare che dopo il 13 ottobre non ci sarà più il Mercato Scoperto a via Monte Maiella a Lanciano. Non si tratta di un addio, ma di un cambio di luogo e non senza polemiche nei confronti dell’amministrazione comunale: “Il Mercato scoperto è stato sfrattato”. – si legge nel post.

E ancora: “Dal 14 luglio siamo in via Monte Maiella, riqualificando uno spazio in disuso senza gravare in nessun modo sulle casse comunali, pagando anzi il suolo pubblico per l'intera durata del Mercato. La prima richiesta presentata è scaduta il 1 settembre, alla quale abbiamo fatto seguire richiesta di proroga fino al 17 novembre. L' amministrazione comunale, alla quale è stato proposto il progetto senza il bisogno che facesse nulla, la stessa che con apposita delibera ha ritenuto meritevole la nostra iniziativa, ha prima approvato, per poi revocare parzialmente la concessione. Per questo motivo sabato 13 ottobre sarà l'ultima data in cui il Mercato Scoperto sarà in via Monte Maiella”.

Infine annunciano il cambio di luogo: “Dal 17 ottobre ci sposteremo in via del Mare, piazzale Giudice di Pace-Ingrosso Genovesi. L'amministrazione comunale ad oggi, nonostante le nostre richieste, non ha fornito alcun tipo di motivazione alla revoca, né di carattere legale né tanto meno tecnico, limitandosi semplicemente a comunicarci che di fatto ci avrebbero sfrattato”.

Sulla questione, abbiamo sentito Francesca Caporale, assessore alle attività produttive che ha dichiarato fatto su luce su quanto accaduto. La Caporale ha confermato la bontà del progetto, ma ha specificato: “Il mercato, che non è organizzato dal settore di riferimento del Comune, ma da un'associazione, ha avuto una prima autorizzazione per tre mesi, poi a concessione scaduta sono state richieste nuove date. Inizialmente sono stati autorizzati fino a metà novembre, si è dovuto però diminuire il numero totale di date, in quanto non essendo istituzionalizzato, non può coprire periodi di tempo troppo lunghi, ricordando inoltre, che nei bandi degli anni precedenti, il massimale era di 12 appuntamenti annui”.