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"La chiusura del Teatro Marrucino ennesimo scempio della Regione Abruzzo. La città di Chieti non può restare inerme”. Non ha dubbi il senatore Fabrizio di Stefano che in una nota stampa grida tutta la sua indignazione per una chiusura, quella del Teatro di Chieti, fra i più belli del centro sud Italia, annunciata dall'amministrazione di Primio per mancanza di fondi.

Quanto sta avvenendo, continua di Stefano,  ai danni del Teatro Marrucino non solo è l’ennesimo attacco alla città di Chieti, ma è anche un sonoro ceffone alla cultura dell’intero Abruzzo. 

Il Teatro Marrucino, infatti, aggiunge, è una prestigiosa istituzione di livello nazionale, di cui l’Abruzzo va fiero e che è stata riconosciuta tale anche attraverso una legge regionale che porta il mio nome.

E poi l'attacco alla politica regionale,  quendo riferendosi allavisita dell'ex Governatore D'Alfonso a Chieti che dice "strappò facili applausi annunciando adeguati stanziamenti per il Teatro Marrucino, ma a distanza di tempo anche quella si è rivelata l’ennesima promessa fasulla"

Il Marrucino è in piena stagione e deve già nelle prossime ore predisporre 3 Opere da mettere in scena entro l’anno in compartecipazione con altri istituti teatrali italiani. 

L’assenza del dovuto sostegno regionale rischia di pregiudicare tutto ciò causando in un solo colpo la cancellazione degli spettacoli previsti, la perdita del titolo di ‘Teatro di tradizione’, la perdita dei finanziamenti statali a ciò collegati e la esclusione (insieme agli incolpevoli teatri partner) dal circuito nazionale.  Occorrono quindi risposte urgenti e concrete. 

Secondo Di Stefano ci sarebbe una delibera regionale ferma nei cassetti. Se davvero esiste, conclude,  è il momento di darle seguito in attesa che finalmente il Marrucino riceva in maniera regolare il sostegno a cui ha diritto. 

E intanto si chiama a raccolta tutti quelli che che amano l'arte e della culturae che hanno davvero a cuore le sorti del Teatro Marrucino, a trovarsi , sabato 29 settembre p.v. alle ore 11.00, in Piazza Unione a Pescara dinanzi la sede del Consiglio Regionale per una manifestazione volta a sollecitare una positiva e rapidissima soluzione.