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Il Comitato No Inceneritore in Val di Sangro , il  WWF – Zona Frentana e Costa Teatina e NOIMESSIDAPARTE - APS  a  oltre 2 anni dalla presentazione del progetto di pirogassificazione di rifiuti, previsto tra i comuni di Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro, denuncia che la società proponente chiede una proroga per integrare il progetto fino al 31 dicembre 2017. Il progetto, ricordiamo, prevede di lavorare oltre 33000 tonnellate  di rifiuti annue,  tra cui  plastiche  e rifiuti industriali ed è stato già fortemente contestato con manifestazioni e sit-in da comitati, associazioni ambientaliste e amministrazioni comunali.

Come già evidenziato  nelle osservazioni inviate nell’ambito della procedura di valutazione, è stato detto questa mattina in conferenza stampa, oltre agli impatti ambientali ineludibili, in specie per i due Siti di Interesse Comunitario -SIC- Lago di Serranella e Bosco di Mozzagrogna, il recupero energetico, è una strada obsoleta.

 L’innovazione tecnologica ha di fatto reso il recupero di materia assai più vantaggioso con ottime ricadute sugli aspetti ambientali e occupazionali, quindi la regione Abruzzo ha bisogno di impianti che siano di supporto alla raccolta differenziata, in modo particolare impianti di compostaggio e di recupero di materia, così facendo  il rifiuto diventa una risorsa e non un problema per l’ambiente e la salute.

Ma è l’ennesimo progetto dove le scelte  non vanno in direzione del volere dei cittadini.

 Difatti ci troviamo ancora una volta di fronte ad un paradosso, dichiarano Marco Severo del  Comitato No Inceneritore in Val di Sangro Walter Mergiotti di NOIMESSIDAPARTE e Fabrizia Arduini del WWF, siamo ben oltre il termine dei 150 gg.  e quando finalmente sembrava che i tecnici della commissione si avviavano ad una più concreta e giustificata archiviazione il tutto viene rimesso in discussione. Il 30 maggio scorso, il responsabile del servizio valutazione ambientale invia una nota in cui intima all’azienda proponente  di integrare il progetto con i documenti richiesti, pena l’archiviazione del procedimento VIA.  Trenta giorni dopo i documenti integrativi  non arrivano sulle scrivanie del servizio di valutazione, ma arriva da parte della proponente Marcantonio Sas ,il 4 luglio, quindi oltre il termine precedentemente imposto,  una richiesta di sospensione del procedimento fino al 31 dicembre 2017. Il giorno dopo gli stessi dirigenti che avevano predisposto il termine dei trenta giorni, non accolgono la richiesta di sospensione fino a fine anno, in virtù dell’enorme tempo già concesso ma concedono 90gg di proroga, poi si procederà comunque ad inserire la pratica all’ordine del giorno.  Tutto questo , concludono, è assurdo.