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E dopo i primi metri di posa in opera  della nuova pavimentazione di corso Trento e Trieste a Lanciano, sotto lo sguardo attento di tanti cittadini, scoppia la polemica: quelle mattonelle sono storte! I fascioni bianchi non sono allineati, è evidente.

Decine di post sui sociali gridano allo scandalo e la domenica frentana si anima di esperti architetti pronti a giudicare la “Presentosa” frentana, la nuova veste del corso principale che dovrà, si spera, ridare nuovo lustro al centro cittadino.

Ma è veramente così?  Ma è mai possibile che un direttore dei lavori non si accorga del grossolano errore?

No, non è un errore, la posa dei lastroni bianchi è perfettamente conforme al progetto. Il problema risiede tutto nella prospettiva nella quale si osserva l’opera. Così come accade per le luminarie della feste di settembre e , rispondendo alle più elementari regole prospettiche, il disegno non va guardato dai lati del corso, una visione parziale non permetterebbe di osservare il complesso, ma dal basso verso l’alto, da piazza Plebiscito verso la pista.

Un disegno, quello delle Presentosa, complesso dichiara il vice sindaco Verna, che sta personalmente seguendo, passo passo, i lavori. “Alcune strisce non sono ancora fissate, perché qualche piccolo errore si potrebbe sempre presentare, ma i lavori si stanno eseguendo a regola d’arte, Il progetto è quello e prima di giudicare andrebbe visto finito”.

In contatto costante con il direttore dei lavori, l'architetto Di Giacomo, anche l’assessore all’urbanistica Pasquale Sasso che, raggiunto telefonicamente, si dice fiducioso dell’operato dei tecnici che sanno perfettamente come fare al meglio del corso principale una vera e propria opera d'arte.

Il cantiere è partito lo scorso dicembre e dovrebbe concludersi entro agosto 2018. La ditta che si è aggiudicata i lavori è la P.Q. edilizia e strade srl di per un costo complessivo di 1.3milioni di euro, costo nel quale è compresa la riqualificazione di tutta l'area, dalla villa a piazza Plebiscito. Il progetto è invece stato affidato ad un gruppo di esperti coordinati dal direttore della facoltà di architettura la Sapienza di Roma; Orazio Carpenzano e dagli architetto Mosè Ricci e Filippo Spaini.

(Clara Labrozzi)